VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
Il gatto rincorre le foglie secche sul marciapiede. Le contende (vive le crede) alla scopa che le raccoglie. Quelle che da rami alti scendono rosse e gialle sono certo farfalle che sfidano i suoi salti. La lenta morte dell’anno non è per lui che un bel gioco, e per gli uomini che ne fanno al tramonto un lieto fuoco. GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.
GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
L’orchestra è l’unico lungometraggio di Zbigniew Rybczyński, meglio noto come Zbig, un regista polacco, che ha lavorato come ricercatore di tecnologia composita dello schermo blu e verde presso la Ultimatte Corporation, famoso per le sue innovative tecniche audiovisive e per le sue sperimentazioni nel campo tecnologico della nuova immagine: Zbig, infatti, è il fondatore del Centro delle Tecnologie Audiovisive (CeTA), presso lo Studio Cinematografico di Breslavia, istituito sia per le produzione di immagini cinematografiche multi-strato sia pure come istituto di ricerca per nuove tecnologie visive.
L’orchestra (58 min, di cui qui riporto solo la parte dedicata al Bolero di Ravel) è una rielaborazione visuale di alcuni dei maggiori brani di musica (Il Concerto per piano n. 21 di Mozart, La marcia funebre di Chopin, L’Adagio di Albinoni, La gazza ladra di Rossini, L’Ave Maria di Schubert, Il Boléro di Ravel) che Zbig collega tra loro sapientemente, servendosi delle immagini come fossero i diversi strati geologici della stessa roccia e giocandovi un po’ come un musicista fa scorrere le note sul pentagramma.
A ogni passaggio si assiste alla processione del cast; dietro l’apparente caos evocativo di questo film surreale c’è una profonda eleganza visiva, e così le immagini rievocano litigi leggeri, eppure carichi di una profonda tensione interna, che concilia preoccupazione e divertimento. L’apparizione continua e fugace dei personaggi diventa metafora della società moderna: immagini di sesso, di nutrizione e di morte rievocano sapientemente questa velata condanna verso il capitalismo. L'episodio, infatti, è sottotitolato Stairway to Lenin
(che parafrasa Stairway to Heaven...) e si susseguono una serie di personaggi/manichini vestiti di simboli e/o recanti simboli in mano. Essi salgono una scal sospesa in un cielo che pare quello della fine del mondo. Falce e martello, bottiglie di vino, salami, banane (chiaramente simboli fallici), ballerine in sottoveste e reggicalze, busti di Lenin, Stalin, telefoni, un razzo, un automobile, la bandiera rossa, le divise, la TV... una colomba finta che porta un ramo d'ulivo, armi... piccole scenette della vita quotidiana. E' la lunga processione del comunismo fino al suo collasso.
Semplicemente potremmo definire L’orchestra una storia del destino dell’uomo, ricca di simboli e riferimenti storici.
L’orchestra è l’unico lungometraggio di Zbigniew
Rybczyński, meglio noto come Zbig, un regista polacco, che ha lavorato
come ricercatore di tecnologia composita dello schermo blu e verde
presso la Ultimatte Corporation, famoso
per le sue innovative tecniche audiovisive e per le sue sperimentazioni
nel campo tecnologico della nuova immagine: Zbig, infatti, è il
fondatore del Centro delle Tecnologie Audiovisive (CeTA), presso lo
Studio Cinematografico di Breslavia, istituito sia per le produzione di
immagini cinematografiche multi-strato sia pure come istituto di ricerca
per nuove tecnologie visive.
L’orchestra (58 min, di cui qui riporto solo la parte dedicata al Bolero di Ravel) è una rielaborazione
visuale di alcuni dei maggiori brani di musica (Il Concerto per piano
n. 21 di Mozart, La marcia funebre di Chopin, L’Adagio di Albinoni, La
gazza ladra di Rossini, L’Ave Maria di Schubert, Il Boléro di Ravel)
che Zbig collega tra loro sapientemente, servendosi delle immagini come
fossero i diversi strati geologici della stessa roccia e giocandovi un
po’ come un musicista fa scorrere le note sul pentagramma.
A
ogni passaggio si assiste alla processione del cast; dietro l’apparente
caos evocativo di questo film surreale c’è una profonda eleganza
visiva, e così le immagini rievocano litigi leggeri, eppure carichi di
una profonda tensione interna, che concilia preoccupazione e
divertimento. L’apparizione continua e fugace dei personaggi diventa
metafora della società moderna: immagini di sesso, di nutrizione e di
morte rievocano sapientemente questa velata condanna verso il
capitalismo. L'episodio, infatti, è sottotitolato Stairway to Lenin
(che parafrasa Stairway to Heaven...) e si susseguono una serie di personaggi/manichini vestiti di simboli e/o recanti simboli in mano. Essi salgono una scal sospesa in un cielo che pare quello della fine del mondo. Falce e martello, bottiglie di vino, salami, banane (chiaramente simboli fallici), ballerine in sottoveste e reggicalze, busti di Lenin, Stalin, telefoni, un razzo, un automobile, la bandiera rossa, le divise, la TV... una colomba finta che porta un ramo d'ulivo, armi... piccole scenette della vita quotidiana. E' la lunga processione del comunismo fino al suo collasso.
Semplicemente potremmo definire L’orchestra una storia
del destino dell’uomo, ricca di simboli e riferimenti storici.
Zbigniew Rybczyński (27-01-1943) è un regista polacco. Ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo, tra cui il l'Oscar nel 1983 con "Tango" e l'Emmy nel 1990.
Negli anni sessanta frequenta prima il liceo artistico a Varsavia e poi, a Lodz, sua città natale, l'accademia cinematografica. Dopo l'accademia viene assunto dalla Se.Ma.For, un celebre studio di animazione polacco e, parallelamente, lavora come operatore freelance di film didattici, corti e lungometraggi di finzione. In questo periodo aderisce al gruppo d'avanguardia Warsztat Formy Filmowej. Durante il soggiorno viennese Rybczynski diviene un attivista di Solidarnosc e, dopo il colpo di Stato di Jaruzelski in Polonia, chiede, per protesta, asilo politico al governo austriaco.
Trasferitosi negli USA fonda la sua casa di produzione, la Zbig Vision, e lavora ai suoi primi video in alta definizione, tra i quali L'Orchestra del 1990, di cui fa parte questa Marcia Funebre, e ad alcuni videoclip musicali.
Cofanetto di Zbig che trovate a 7 euro su Amazon.
"Ho iniziato la mia carriera come pittore. Quindi, alla fine degli anni Sessanta, ho deciso che la pittura era morta - volevo movimento, non immobilità. Ma avevo un problema. Nei film, di solito si riprende il reale... ma il mio interesse era riprendere cose che non esistono nella realtà.... volevo riprendere immagini che esistono nelle nostre menti, nei nostri sogni, nella nostra coscienza, nella nostra fantasia..." (Zbig).
Il questo filmato, su una tastiera infinita, ciascun personaggio suona una sola nota della marcia. La marcia è, come ormai saprete, il III tempo della Sonata per pianoforte in sib minore di Chopin. Vedremo altri spezzoni del film nei prossimi giorni. Io mi sono comprata il cofanetto... è un'esperienza piuttosto forte.
Zbigniew Rybczyński (27-01-1943) è un regista polacco. Ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo, tra cui il l'Oscar nel 1983 con "Tango" e l'Emmy nel 1990.
Negli anni sessanta frequenta prima il liceo artistico a Varsavia e poi, a Lodz, sua città natale, l'accademia cinematografica. Dopo l'accademia viene assunto dalla Se.Ma.For, un celebre studio di animazione polacco e, parallelamente, lavora come operatore freelance di film
didattici, corti e lungometraggi di finzione. In questo periodo aderisce al gruppo d'avanguardia Warsztat Formy Filmowej. Durante il soggiorno viennese Rybczynski diviene un attivista di Solidarnosc e, dopo il colpo di Stato di Jaruzelski in Polonia, chiede, per protesta, asilo politico al governo austriaco.
Trasferitosi negli USA fonda la sua casa di produzione, la Zbig Vision, e lavora ai suoi primi video in alta definizione, tra i quali L'Orchestra del 1990, di cui fa parte questa Marcia Funebre, e ad alcuni videoclip musicali.
Cofanetto di Zbig che trovate a 7 euro su Amazon.
"Ho iniziato la mia carriera come pittore. Quindi, alla fine degli anni Sessanta, ho deciso che la pittura era morta - volevo movimento, non immobilità. Ma avevo un problema. Nei film, di solito si riprende il reale... ma il mio interesse era riprendere cose che non esistono nella realtà.... volevo riprendere immagini che esistono nelle nostre menti, nei nostri sogni, nella nostra coscienza, nella nostra fantasia..." (Zbig).
Il questo filmato, su una tastiera infinita, ciascun personaggio suona una sola nota della marcia. La marcia è, come ormai saprete, il III tempo della Sonata per pianoforte in sib minore di Chopin. Vedremo altri spezzoni del film nei prossimi giorni. Io mi sono comprata il cofanetto... è un'esperienza piuttosto forte.
Questo cortometraggio animato è opera del polacco Piotr Muszalski che nella sua arte si è spesso ispirato a Gustav Klimt. In questo caso, per raffigurare l'opera di Bach, La Toccata e Fuga in re minore, ha "copiato" le cattedrali gotiche di Chartres e Reims. Il regista illustra la cattedrale, partendo dalla facciata per passare ai particolari dell'interno.
Questo cortometraggio animato è opera del polacco Piotr Muszalski che nella sua arte si è spesso ispirato a Gustav Klimt. In questo caso, per raffigurare l'opera di Bach, La Toccata e Fuga in re minore, ha "copiato" le cattedrali gotiche di Chartres e Reims. Il regista illustra la cattedrale, partendo dalla facciata per passare ai particolari dell'interno.
Anche l'animazione polacca celebra l'Adagio di Albinoni con questo struggente cortometraggio animato molto particolare, di cui non ho trovato molte informazioni. La tecnica sembra acquarello... la storia è quella di un viaggio magico di un bambino che diventa cavaliere e assiste impotente ad un tragico duello tra due cavalieri forse giocattoli... cavalca nella neve, nella foresta... fino a trovare la sua principessa con la quale celebrare le nozze in un castello.... forse una storia creata con i suoi giocattoli, forse un sogno, che termina con un'inquietante processione di uomini vestiti in nero e uccelli che volano... e lasciano il deserto, il nulla. Quello che è certo è che questo Adagio trasmette sempre e comunque profonda tristezza, una tristezza senza speranza. Prometto temi più allegri per il prossimo argomento.
Anche l'animazione polacca celebra l'Adagio di Albinoni con questo struggente cortometraggio animato molto particolare, di cui non ho trovato molte informazioni. La tecnica sembra acquarello... la storia è quella di un viaggio magico di un bambino che diventa cavaliere e assiste impotente ad un tragico duello tra due cavalieri forse giocattoli... cavalca nella neve, nella foresta... fino a trovare la sua principessa con la quale celebrare le nozze in un castello.... forse una storia creata con i suoi giocattoli, forse un sogno, che termina con un'inquietante processione di uomini vestiti in nero e uccelli che volano... e lasciano il deserto, il nulla. Quello che è certo è che questo Adagio trasmette sempre e comunque profonda tristezza, una tristezza senza speranza. Prometto temi più allegri per il prossimo argomento.
Torniamo per un po' a parlare di Flauto magico, perchè a breve vi presenterò un nuovo e bellissimo libro che potete trovare in tutte le librerie e magari farlo trovare sotto l'albero ai vostri bambini. Questo corto d'animazione polacca, firmato da Waldemar Szajkowski (1991), è una specie di visione onirica sulle note dell'Ouverture dell'opera mozartiana. Un Mozart bambino che si sveglia in un luogo sconosciuto e poi vola su di un paesaggio che evoca antichità e sospensione spazio-temporale. Con una bacchetta magica ridona vita alle cose e riempiendo di musica la scena. Alla fine trova un flauto magico e lo suona saltellando prima di essere trascinato via dal vento.
Torniamo per un po' a parlare di Flauto magico, perchè a breve vi presenterò un nuovo e bellissimo libro che potete trovare in tutte le librerie e magari farlo trovare sotto l'albero ai vostri bambini. Questo corto d'animazione polacca, firmato da Waldemar Szajkowski (1991), è una specie di visione onirica sulle note dell'Ouverture dell'opera mozartiana. Un Mozart bambino che si sveglia in un luogo sconosciuto e poi vola su di un paesaggio che evoca antichità e sospensione spazio-temporale. Con una bacchetta magica ridona vita alle cose e riempiendo di musica la scena. Alla fine trova un flauto magico e lo suona saltellando prima di essere trascinato via dal vento.
L'animazione polacca su basi musicali classiche è un'inesauribile fonte di filmati divertenti e originali, a volte poetici e dal sapore antico. Questo breve corto d'animazione firmato da Jacek Adamczak (1955) negli anni Novanta, è una fantasiosa breve storia ispirata alla musica del Torero della Carmen di Bizet. Non ha nulla a che fare con l'opera, a parte la musica.
Si tratta di due monelli che disturbano un gatto, che poi viene salvato da un topo, che alla fine si immagina torero con il gatto/toro trascinato per la coda; poi disturbano un corvo colpendolo con una fionda, il corvo è amico di un netturbino che li insegue per punirli. Corse per le vie di una città deserta tra panni stesi e bidoni dell'immondizia, piume che svolazzano, fughe e inseguimenti, tutto su fondali musicali fatti di note.
L'animazione polacca su basi musicali classiche è un'inesauribile fonte di filmati divertenti e originali, a volte poetici e dal sapore antico. Questo breve corto d'animazione firmato da Jacek Adamczak (1955) negli anni Novanta, è una fantasiosa breve storia ispirata alla musica del Torero della Carmen di Bizet. Non ha nulla a che fare con l'opera, a parte la musica.
Si tratta di due monelli che disturbano un gatto, che poi viene salvato da un topo, che alla fine si immagina torero con il gatto/toro trascinato per la coda; poi disturbano un corvo colpendolo con una fionda, il corvo è amico di un netturbino che li insegue per punirli. Corse per le vie di una città deserta tra panni stesi e bidoni dell'immondizia, piume che svolazzano, fughe e inseguimenti, tutto su fondali musicali fatti di note.