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sabato 31 ottobre 2015

PVM a Parma: Otello (3) con pupazzi al Teatro Regio

Marco e Giacomo nel palco del Regio
PVM torna al Teatro per bambini: Teatro Regio di Parma per l'ultimo appuntamento di VerdiYoung: "Otello", una produzione dello stesso teatro e di "Zazì", Laboratorio Creativo per Bambini: http://www.zazi.it/:  "Il Gioco dell’Opera", l’opera raccontata ai bambini delle Scuole dell’Infanzia. La regia e il testo sono di Veronica Ambrosini, i costumi del Teatro Regio di Parma e gli interpreti sono Allievi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, nella classe della Prof.ssa Donatella Saccardi.

Prima uscita con le nostre magliette, che hanno suscitato un certro interesse, anche grazie al fatto che eravamo ben in sei ad indossarle: Antonio, Giacomo ed io e Marco, Valeria e la loro mamma, carissimi amici di PVM, Grazie!:

Le magliette di PVM
Le abbiamo indossate prima di entrare nel foyer all'ingresso, dove è iniziato lo spettacolo, che poi si è spostato nella sala del Teatro Regio e nei palchi, utilizzando la metà della platea più distante dal palco e, al posto del palco, il corridoio che separa i settori delle poltrone.

"Gli arancioni" di PVM guardano e ascoltano  Jago
L'attrice travestita da Jago (regista e ideatrice dello spettacolo, Veronica Ambrosini) fa accomodare tutti gli spettatori all'ingresso: bimbi a terra davanti e geniotori dietro: già questa scelta ci piace! E la sua frase "Voi mettetevi lì vicino agli arancioni" ci è piaciuta ancora di più: significa che siamo riusciti a farci notare. Speriamo di acquistare nuovi lettori e fan! Veronica dimostra subito grandissima presenza scenica e capacità di coinvolgere ed interagire con il pubblico di bambini. Ci spiega cos'è un Teatro, un Capo Comico, un Melodramma, chi è Giuseppe Verdi... cosa c'è: la Musica! Tutto in pochissimi minuti con linguaggio semplice, voce impostata e chiara, gesti che catturano l'attenzione.

Antonio e Valeria entrano nel palco
Ci invita poi ad accomodarci nei nostri posti a sedere, siano essi in platea o nei palchi. Giacomo e Marco con me nel Palco 11, Antonio e Valeria con Stefania nell'ordine sotto...

Antonio e il Burattino/Attore Cassio nel palco a fianco!
...fortunati! Avranno il pupazzo Cassio proprio a fianco del loro palco! "Era vicinissimo!" mi ha raccontato Antonio... "Giacomo avebbe avuto paura, tremavano le gambe anche a me": Evviva il teatro!

Marco e Giacomo
A parte Jago, che non ha un alter ego di cartapesta, tutti gli altri personaggi hanno un corrispondente burattino gigante, in cui gli attori infilano l'avambraccio muovendo la bocca e il capo, mentre le braccia sono manovrate dall'altra mano libera. Il burattino poggia in terra su di  un bastone, altrimenti sarebbe pesante da sostenere per l'intero spettacolo. I personaggi (compreso Jago) hanno anche un cantante corrispondente, che intona alcuni dei passi più famosi dell'Opera: il duetto Otello/Desdemona del finale del I atto; l'Aria in cui Jago  esprime la sua fiolosofia; quella della disperazione di Otello e la canzone del salice di Desdemona. I cantanti sono accompagnati da un pianoforte verticale suonato dal Maestro Simone Savina.

Antonio, Valeria e mamma Stefania sotto di noi
 Dopo una seconda breve presentazione da parte di Jago, lo spettacolo vero e proprio ha inizio: arriva da lontano (dal palcoscenico reale) una nave, è Otello, che rischia il naufragio, ma miracolosamente si salva e approda a Cipro.

Otello è un burattinone nero con capelli tipo rasta e una bocca enorme. Cassio è presentato come il più idiota dei personaggi (giustamente... tra lui e Otello è una bella lotta!), che all'inizio è ubriaco (vi ricordate che Jago lo ha fatto bere per farlo reagire violentemente in duello e farlo così declassare da Otello! Jago, infatti, odia Otello perchè non lo ha fatto Capitano, preferendogli Cassio e tutto nasce da questa volontà di rivalsa da parte di Jago).

I burattini/attori si muovono nei corridoi della platea, ma in più di un'occasione entrano in un palco del teatro. Ci si sente così "dentro" lo spettacolo. I bambini guardano meravigliati di qua e di là girandosi sulle poltrone seguendo le voci. Idea bellissima e molto ben realizzata.

Otello nel palchetto
Si arriva velocemente al duetto d'amore, seguito da una divertente scenetta dei burattini con tre baci di Desdemona a Otello. Devo dire che le scene "extra", cioè quelle non fedeli alla storia di Shakespeare o del libretto di Arrigo Boito (guarda a caso il Conservatorio di Parma è intitolato proprio a lui!), sono tutte divertentissime, al momento giusto, mai volgari e molto bene interpretate. Complimenti vivissimi alla Compagnia Zazì! Una bella scoperta per me e per PVM: non li avevamo mai visti, ma ora non vogliamo perderci più nessuno dei loro spettacoli dedicati all'Opera! Hanno già prodotto anche Trovatore e Rigoletto... speriamo ci sia occasione di riverderli... "all'opera!".

Chiedo perdono per i video rubati, ma rendono l'idea della bellezza dello spettacolo! Anche se sono di pessima qualità. 

Otello e Desdemona, duetto "Già nella notte densa" - Atto I



Gli allievi del Conservatorio hanno fatto del loro meglio. Sapete sicuramente che Otello è una delle opere più complesse da affrontare. I ruoli non sono certo stati scritti per studenti. Complimenti dunqye anche ai ragazzi (tutti Coreani) che hanno il coraggio di mettersi alla prova con pagine così ardite.

Jago "Credo in un Dio crudel" - Atto II


Ricapitolando... Otello ama Desdemona. Jago odia Otello. Emilia è la moglie di Jago e ancella di Desdemona (le è fedele ed è buona non come il marito!). In questo breve spezzone il dialogo tra Cassio ed Emilia: Cassio vuole chiedere a Desdemona di perdonarlo per aver ferito, da ubriaco, in un duello Montano, cosa che ha fatto infuriare Otello...



Jago trama contro Otello mettendogli in testa il sospetto che Desdemona lo tradisca con Cassio. Per fare questo utilizza un fazzoletto caduto dalle mani di Desdemona, che viene da lui messo tra le mani di Cassio come prova tagibile del tradimento di Desdemona.

Otello vede dal palco Desdemona con Cassio...
L'espediente del fazzoletto, che noi avevamo identificato come elemento concreto per fare capire la storia a Giacomo, viene utilizzato in modo importante anche dagli attori della Compagnia Zazì. Viene aggiunta anche una scena (che ho trovato esilarante), alla fine, quando Desdemona piange disperata per aver perso il fazzoletto e aver mandato in collera il marito, Emilia offre a Desdemona il suo fazzoletto, che è rosso e con la faccia di Topolino! "Prendi questo e risolviamo subito il problema..." le dice, porgenole il fazzoletto... "È anche nuovo!", aggiunge...

E alla fine dello spettacolo la nostra amica Valeria si è fatta mostrare da Emilia Pupazzo/attrice il fazzoletto di Topolino.
Valeria e Antonio tra i pupazzi
Alla fine si sceglie di non rappresentare la doppia morte di Desdemona e Otello (che si suicida) per non impressionare troppo i bambini. Ovvio che Giacomo e Marco l'hanno subito notato... si aspettavano lo spargimento di sangue finale dal petto di Otello. Unica piccola delusione... spesso noi adulti ci facciamo troppi problemi su morti e creature spaventose: i bambini sono molto più sadici e macabri di quello che si possa immaginare... condivido comunque la precauzione della regista/autrice, meglio evitare le proteste di qualche genitore troppo impressionabile (i cui bambini, invece, sarebbero probabilmente stati felici nel vedere la maglietta bianca di Otello macchiarsi di pomodoro al penetrare del pugnale nelle sue carni...).

Trionfo meritatissimo, applausi e "Bravi!" a cui PVM si unisce senza le riserve dello spettacolo precedente (Il viaggio di Milo e Maya), del quale questo è senza dubbio (a nostro unanime giudizio) di livello molto superiore da tutti i punti di vista. Un modo intelligente di avvicinare i bambini al mondo dell'opera, forse ancora più efficace della formula pensata dal Teatro alla Scala. Se solo questi attori avessero a disposizione mezzi musicali maggiori (ad esempio un pianoforte a coda e qualche strumento in più) la magia raggiungerebbe l'apice. È giusto sfruttare questo tipo di spettacoli come "palestra" per studenti/cantanti. Anche loro, sostentuti da un accompagnamento più corposo, potrebbero essere più sicuri, anche se hanno tutti fatto la loro parte dando il massimo (e il risultato è stato sinceramente di buon livello) già con il solo pianoforte verticale. Bravi! agli allievi della Prof.ssa Donatella Saccardi.

È una gioia uno spettacolo così. È la prova che il teatro, se "usato" bene, se "fatto" bene, ha ancora un potere infinito sui bambini. È un 3D naturale, in diretta, senza bisogno di occhiali e di costosi apparecchi video. Bastano 5 euro per assistere allo spettacolo... e poi vedere il bellissimo Teatro Regio, stare in compagnia di amici e/o farsene di nuovi con cui condividere queste belle esperienze, e conoscere un capolavoro della storia della letteratura teatrale (l'Otello di Shakespeare) e un capolavoro dell'Opera Lirica (l'Otello di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito tratto da Shakespeare, appunto...)!

Qui potete vedere le immagini della prima messinscena di questo spettacolo dell'Ottobre 2009: https://flic.kr/s/aHsjovU5HF


Otello 

PVM a Parma: Otello (3) con pupazzi al Teatro Regio

Marco e Giacomo nel palco del Regio
PVM torna al Teatro per bambini: Teatro Regio di Parma per l'ultimo appuntamento di VerdiYoung: "Otello", una produzione dello stesso teatro e di "Zazì", Laboratorio Creativo per Bambini: http://www.zazi.it/:  "Il Gioco dell’Opera", l’opera raccontata ai bambini delle Scuole dell’Infanzia. La regia e il testo sono di Veronica Ambrosini, i costumi del Teatro Regio di Parma e gli interpreti sono Allievi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, nella classe della Prof.ssa Donatella Saccardi.

Prima uscita con le nostre magliette, che hanno suscitato un certro interesse, anche grazie al fatto che eravamo ben in sei ad indossarle: Antonio, Giacomo ed io e Marco, Valeria e la loro mamma, carissimi amici di PVM, Grazie!:

Le magliette di PVM
Le abbiamo indossate prima di entrare nel foyer all'ingresso, dove è iniziato lo spettacolo, che poi si è spostato nella sala del Teatro Regio e nei palchi, utilizzando la metà della platea più distante dal palco e, al posto del palco, il corridoio che separa i settori delle poltrone.

"Gli arancioni" di PVM guardano e ascoltano  Jago
L'attrice travestita da Jago (regista e ideatrice dello spettacolo, Veronica Ambrosini) fa accomodare tutti gli spettatori all'ingresso: bimbi a terra davanti e geniotori dietro: già questa scelta ci piace! E la sua frase "Voi mettetevi lì vicino agli arancioni" ci è piaciuta ancora di più: significa che siamo riusciti a farci notare. Speriamo di acquistare nuovi lettori e fan! Veronica dimostra subito grandissima presenza scenica e capacità di coinvolgere ed interagire con il pubblico di bambini. Ci spiega cos'è un Teatro, un Capo Comico, un Melodramma, chi è Giuseppe Verdi... cosa c'è: la Musica! Tutto in pochissimi minuti con linguaggio semplice, voce impostata e chiara, gesti che catturano l'attenzione.

Antonio e Valeria entrano nel palco
Ci invita poi ad accomodarci nei nostri posti a sedere, siano essi in platea o nei palchi. Giacomo e Marco con me nel Palco 11, Antonio e Valeria con Stefania nell'ordine sotto...

Antonio e il Burattino/Attore Cassio nel palco a fianco!
...fortunati! Avranno il pupazzo Cassio proprio a fianco del loro palco! "Era vicinissimo!" mi ha raccontato Antonio... "Giacomo avebbe avuto paura, tremavano le gambe anche a me": Evviva il teatro!

Marco e Giacomo
A parte Jago, che non ha un alter ego di cartapesta, tutti gli altri personaggi hanno un corrispondente burattino gigante, in cui gli attori infilano l'avambraccio muovendo la bocca e il capo, mentre le braccia sono manovrate dall'altra mano libera. Il burattino poggia in terra su di  un bastone, altrimenti sarebbe pesante da sostenere per l'intero spettacolo. I personaggi (compreso Jago) hanno anche un cantante corrispondente, che intona alcuni dei passi più famosi dell'Opera: il duetto Otello/Desdemona del finale del I atto; l'Aria in cui Jago  esprime la sua fiolosofia; quella della disperazione di Otello e la canzone del salice di Desdemona. I cantanti sono accompagnati da un pianoforte verticale suonato dal Maestro Simone Savina.

Antonio, Valeria e mamma Stefania sotto di noi
 Dopo una seconda breve presentazione da parte di Jago, lo spettacolo vero e proprio ha inizio: arriva da lontano (dal palcoscenico reale) una nave, è Otello, che rischia il naufragio, ma miracolosamente si salva e approda a Cipro.

Otello è un burattinone nero con capelli tipo rasta e una bocca enorme. Cassio è presentato come il più idiota dei personaggi (giustamente... tra lui e Otello è una bella lotta!), che all'inizio è ubriaco (vi ricordate che Jago lo ha fatto bere per farlo reagire violentemente in duello e farlo così declassare da Otello! Jago, infatti, odia Otello perchè non lo ha fatto Capitano, preferendogli Cassio e tutto nasce da questa volontà di rivalsa da parte di Jago).

I burattini/attori si muovono nei corridoi della platea, ma in più di un'occasione entrano in un palco del teatro. Ci si sente così "dentro" lo spettacolo. I bambini guardano meravigliati di qua e di là girandosi sulle poltrone seguendo le voci. Idea bellissima e molto ben realizzata.

Otello nel palchetto
Si arriva velocemente al duetto d'amore, seguito da una divertente scenetta dei burattini con tre baci di Desdemona a Otello. Devo dire che le scene "extra", cioè quelle non fedeli alla storia di Shakespeare o del libretto di Arrigo Boito (guarda a caso il Conservatorio di Parma è intitolato proprio a lui!), sono tutte divertentissime, al momento giusto, mai volgari e molto bene interpretate. Complimenti vivissimi alla Compagnia Zazì! Una bella scoperta per me e per PVM: non li avevamo mai visti, ma ora non vogliamo perderci più nessuno dei loro spettacoli dedicati all'Opera! Hanno già prodotto anche Trovatore e Rigoletto... speriamo ci sia occasione di riverderli... "all'opera!".

Chiedo perdono per i video rubati, ma rendono l'idea della bellezza dello spettacolo! Anche se sono di pessima qualità. 

Otello e Desdemona, duetto "Già nella notte densa" - Atto I



Gli allievi del Conservatorio hanno fatto del loro meglio. Sapete sicuramente che Otello è una delle opere più complesse da affrontare. I ruoli non sono certo stati scritti per studenti. Complimenti dunqye anche ai ragazzi (tutti Coreani) che hanno il coraggio di mettersi alla prova con pagine così ardite.

Jago "Credo in un Dio crudel" - Atto II


Ricapitolando... Otello ama Desdemona. Jago odia Otello. Emilia è la moglie di Jago e ancella di Desdemona (le è fedele ed è buona non come il marito!). In questo breve spezzone il dialogo tra Cassio ed Emilia: Cassio vuole chiedere a Desdemona di perdonarlo per aver ferito, da ubriaco, in un duello Montano, cosa che ha fatto infuriare Otello...



Jago trama contro Otello mettendogli in testa il sospetto che Desdemona lo tradisca con Cassio. Per fare questo utilizza un fazzoletto caduto dalle mani di Desdemona, che viene da lui messo tra le mani di Cassio come prova tagibile del tradimento di Desdemona.

Otello vede dal palco Desdemona con Cassio...
L'espediente del fazzoletto, che noi avevamo identificato come elemento concreto per fare capire la storia a Giacomo, viene utilizzato in modo importante anche dagli attori della Compagnia Zazì. Viene aggiunta anche una scena (che ho trovato esilarante), alla fine, quando Desdemona piange disperata per aver perso il fazzoletto e aver mandato in collera il marito, Emilia offre a Desdemona il suo fazzoletto, che è rosso e con la faccia di Topolino! "Prendi questo e risolviamo subito il problema..." le dice, porgenole il fazzoletto... "È anche nuovo!", aggiunge...

E alla fine dello spettacolo la nostra amica Valeria si è fatta mostrare da Emilia Pupazzo/attrice il fazzoletto di Topolino.
Valeria e Antonio tra i pupazzi
Alla fine si sceglie di non rappresentare la doppia morte di Desdemona e Otello (che si suicida) per non impressionare troppo i bambini. Ovvio che Giacomo e Marco l'hanno subito notato... si aspettavano lo spargimento di sangue finale dal petto di Otello. Unica piccola delusione... spesso noi adulti ci facciamo troppi problemi su morti e creature spaventose: i bambini sono molto più sadici e macabri di quello che si possa immaginare... condivido comunque la precauzione della regista/autrice, meglio evitare le proteste di qualche genitore troppo impressionabile (i cui bambini, invece, sarebbero probabilmente stati felici nel vedere la maglietta bianca di Otello macchiarsi di pomodoro al penetrare del pugnale nelle sue carni...).

Trionfo meritatissimo, applausi e "Bravi!" a cui PVM si unisce senza le riserve dello spettacolo precedente (Il viaggio di Milo e Maya), del quale questo è senza dubbio (a nostro unanime giudizio) di livello molto superiore da tutti i punti di vista. Un modo intelligente di avvicinare i bambini al mondo dell'opera, forse ancora più efficace della formula pensata dal Teatro alla Scala. Se solo questi attori avessero a disposizione mezzi musicali maggiori (ad esempio un pianoforte a coda e qualche strumento in più) la magia raggiungerebbe l'apice. È giusto sfruttare questo tipo di spettacoli come "palestra" per studenti/cantanti. Anche loro, sostentuti da un accompagnamento più corposo, potrebbero essere più sicuri, anche se hanno tutti fatto la loro parte dando il massimo (e il risultato è stato sinceramente di buon livello) già con il solo pianoforte verticale. Bravi! agli allievi della Prof.ssa Donatella Saccardi.

È una gioia uno spettacolo così. È la prova che il teatro, se "usato" bene, se "fatto" bene, ha ancora un potere infinito sui bambini. È un 3D naturale, in diretta, senza bisogno di occhiali e di costosi apparecchi video. Bastano 5 euro per assistere allo spettacolo... e poi vedere il bellissimo Teatro Regio, stare in compagnia di amici e/o farsene di nuovi con cui condividere queste belle esperienze, e conoscere un capolavoro della storia della letteratura teatrale (l'Otello di Shakespeare) e un capolavoro dell'Opera Lirica (l'Otello di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito tratto da Shakespeare, appunto...)!

Qui potete vedere le immagini della prima messinscena di questo spettacolo dell'Ottobre 2009: https://flic.kr/s/aHsjovU5HF


Otello 

venerdì 30 ottobre 2015

Sinfonia Pastorale: Fantasia

Una scena del film
Dopo aver parlato della Pastorale di Ludwig van Beethoven, non potevo non dedicare ancora un Post speciale al capolavoro della Disney del 1940, Fantasia, che dedica il suo V brano animato proprio a questa Sinfonia. E capita un po' a tutti, credo, di vedere fauni, Pegasi, centauri e cupidi galoppare e correre in un mondo mitologico rosato, quando attacca la VI Sinfonia di Beethoven. Ve lo propongo nell'edizione restaurata e riregistrata del 1982. Per le riedizioni del 1982 e 1985 la Disney presentò Fantasia con una colonna sonora completamente nuova registrata in Dolby Stereo. Uscita per la prima volta negli USA il 2 aprile 1982, questa versione del film segnò la prima volta in cui la colonna sonora di un film fu digitalmente ri-registrata nella sua interezza. Per sostituire le registrazioni di Stokowski venne assunto il noto compositore cinematografico Irwin Kostal. Egli diresse un'orchestra di 121 elementi e un coro di 50 voci per la registrazione, che ebbe luogo in più di diciotto sessioni e costò un milione di dollari. Negli anni Novanta fu rimasterizzata la colonna sonora originale di Stokowski. Ho scelto questo filmato perchè è integrale e di qualità superiore rispetto a quelli che circolano in rete, ma sicuramente l'edizione con la direzione di Stokowski è da preferire.

La Sinfonia Pastorale è stata composta tra il 1807 e il 1808. Il sottotitolo, dato dallo stesso beethoven, è "Impressioni di vita campestre". In Fantasia subisce forti tagli e adattamenti e questo causò molte critiche al film da parte del mondo dei musicisti. Qui potete ascoltarla nella sua interezza: Pastorale, Wiener in HD.

Per capire al meglio il lavoro che è stato fatto in questo cartone, occorre suddividere la SINFONIA in MOVIMENTI e abbinare ad essi le immagini corrispondenti nel film:


Allegro non troppo: Lo svegliarsi dei sentimenti all'aspetto delle ridenti campagne. La campagna di Beethoven diventa qui il Monte Olimpo popolato di pegasi svolazzanti, faunetti e amorini...


Andante molto mosso: Scena alla riva del ruscello. Le centauriette si agghindano attendendo i centauri, segono incontri e scene d'amore.


- Allegro: Lieta brigata di campagnoli. Bacco fa il suo ingresso caracollante sul suo asino Jacco. Creature mitologiche lo circondano, schiacciano l'uva e bevono il vino.


- Allegro: Temporale. Il cielo si oscura. Comincia a piovere e Zeus appare tra le nuvole e scaglia fulmini forgiati per lui da Vulcano. Finalmente, annoiatosi, Zeus si rigira tra le nubi e si addormenta.


- Allegretto: Canto pastorale: sentimento di gioia al calar della sera. Appare l'arcobaleno. Pan, Cupido e un Pegaso bebè giocano fra i colori. Apollo guida il suo carro del sole. Morfeo porta la notte e il sonno oscurando il cielo. Diana scaglia tra le stelle una cometa. Infine, i Campi elisi e il Monte Olimpo sono nella pace sotto la luna e il cielo stellato.

L'episodio è forse il più "debole" del film Fantasia. Vi sono incongruenze culturali, come le centauriette che sembrano delle lolite americane, Bacco è un tipetto buffo, grasso e ubriaco e lo stesso stile dei disegni pare non adatto alla mitologia greca (pensiamo ai vasi decorati... le figure sono ben diverse). Forse il motivo è questo: in origine il brano per questi disegni doveva essere un altro: Cydalise (1923) di Gabriel Pierné (di cui noi abbiamo già incontrato la musica della  Marcia dei soldatini di piombo). Ma la musica non convinceva.

Qui potete ascoltare il brano di Pierné: 1) L'Ecole des Aegipans 2- Marche des élèves Nymphes  3- Ballet de la Sultane des Indes (10.26) 
2) Pas des Apothicaires 5- Danse des Esclaves 6- Variation de Cydalise 7-Danse de Styrax 
3) Entrée de Cydalise 9- Entrée des suivantes et du Négrillon 10- Pas des Billets doux  11- Entrée de Styrax et Danse  12- Final .

 

Fantasia 1982 - Pastoral Complete from W W on Vimeo.

Sinfonia Pastorale: Fantasia

Una scena del film
Dopo aver parlato della Pastorale di Ludwig van Beethoven, non potevo non dedicare ancora un Post speciale al capolavoro della Disney del 1940, Fantasia, che dedica il suo V brano animato proprio a questa Sinfonia. E capita un po' a tutti, credo, di vedere fauni, Pegasi, centauri e cupidi galoppare e correre in un mondo mitologico rosato, quando attacca la VI Sinfonia di Beethoven. Ve lo propongo nell'edizione restaurata e riregistrata del 1982. Per le riedizioni del 1982 e 1985 la Disney presentò Fantasia con una colonna sonora completamente nuova registrata in Dolby Stereo. Uscita per la prima volta negli USA il 2 aprile 1982, questa versione del film segnò la prima volta in cui la colonna sonora di un film fu digitalmente ri-registrata nella sua interezza. Per sostituire le registrazioni di Stokowski venne assunto il noto compositore cinematografico Irwin Kostal. Egli diresse un'orchestra di 121 elementi e un coro di 50 voci per la registrazione, che ebbe luogo in più di diciotto sessioni e costò un milione di dollari. Negli anni Novanta fu rimasterizzata la colonna sonora originale di Stokowski. Ho scelto questo filmato perchè è integrale e di qualità superiore rispetto a quelli che circolano in rete, ma sicuramente l'edizione con la direzione di Stokowski è da preferire.

La Sinfonia Pastorale è stata composta tra il 1807 e il 1808. Il sottotitolo, dato dallo stesso beethoven, è "Impressioni di vita campestre". In Fantasia subisce forti tagli e adattamenti e questo causò molte critiche al film da parte del mondo dei musicisti. Qui potete ascoltarla nella sua interezza: Pastorale, Wiener in HD.

Per capire al meglio il lavoro che è stato fatto in questo cartone, occorre suddividere la SINFONIA in MOVIMENTI e abbinare ad essi le immagini corrispondenti nel film:


Allegro non troppo: Lo svegliarsi dei sentimenti all'aspetto delle ridenti campagne. La campagna di Beethoven diventa qui il Monte Olimpo popolato di pegasi svolazzanti, faunetti e amorini...


Andante molto mosso: Scena alla riva del ruscello. Le centauriette si agghindano attendendo i centauri, segono incontri e scene d'amore.


- Allegro: Lieta brigata di campagnoli. Bacco fa il suo ingresso caracollante sul suo asino Jacco. Creature mitologiche lo circondano, schiacciano l'uva e bevono il vino.


- Allegro: Temporale. Il cielo si oscura. Comincia a piovere e Zeus appare tra le nuvole e scaglia fulmini forgiati per lui da Vulcano. Finalmente, annoiatosi, Zeus si rigira tra le nubi e si addormenta.


- Allegretto: Canto pastorale: sentimento di gioia al calar della sera. Appare l'arcobaleno. Pan, Cupido e un Pegaso bebè giocano fra i colori. Apollo guida il suo carro del sole. Morfeo porta la notte e il sonno oscurando il cielo. Diana scaglia tra le stelle una cometa. Infine, i Campi elisi e il Monte Olimpo sono nella pace sotto la luna e il cielo stellato.

L'episodio è forse il più "debole" del film Fantasia. Vi sono incongruenze culturali, come le centauriette che sembrano delle lolite americane, Bacco è un tipetto buffo, grasso e ubriaco e lo stesso stile dei disegni pare non adatto alla mitologia greca (pensiamo ai vasi decorati... le figure sono ben diverse). Forse il motivo è questo: in origine il brano per questi disegni doveva essere un altro: Cydalise (1923) di Gabriel Pierné (di cui noi abbiamo già incontrato la musica della  Marcia dei soldatini di piombo). Ma la musica non convinceva.

Qui potete ascoltare il brano di Pierné: 1) L'Ecole des Aegipans 2- Marche des élèves Nymphes  3- Ballet de la Sultane des Indes (10.26) 
2) Pas des Apothicaires 5- Danse des Esclaves 6- Variation de Cydalise 7-Danse de Styrax 
3) Entrée de Cydalise 9- Entrée des suivantes et du Négrillon 10- Pas des Billets doux  11- Entrée de Styrax et Danse  12- Final .

 

Fantasia 1982 - Pastoral Complete from W W on Vimeo.

giovedì 29 ottobre 2015

Favole in musica (2): Goshu il violoncellista

Copertina del libro

Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.

L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello.
Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.

Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.

Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.

"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta Sinfonia La Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.

In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...




 

Favole in musica (2): Goshu il violoncellista

Copertina del libro

Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.

L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello.
Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.

Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.

Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.

"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta Sinfonia La Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.

In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...




 

mercoledì 28 ottobre 2015

Favole in musica: Goshu il violoncellista


Una scena del film
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.

"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto, ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale, la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica, prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione. Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del film quanto Goshu.
Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale), il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).

"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e non scontato....Al di là dei toni fiabeschi, capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti onirici che esaltano i pezzi musicali". (di


che è uno dei blog che seguo che è molto interessante e originale!
On line c'è in tedesco, oppure, per guardarlo in giapponese sottotitolato in inglese clicca qui: http://animeget.me/subbed/goshu-the-cellist-movie/


Favole in musica: Goshu il violoncellista


Una scena del film
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.

"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto, ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale, la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica, prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione. Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del film quanto Goshu.
Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale), il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).

"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e non scontato....Al di là dei toni fiabeschi, capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti onirici che esaltano i pezzi musicali". (di


che è uno dei blog che seguo che è molto interessante e originale!
On line c'è in tedesco, oppure, per guardarlo in giapponese sottotitolato in inglese clicca qui: http://animeget.me/subbed/goshu-the-cellist-movie/


martedì 27 ottobre 2015

Favole in musica: Tubby the TUBA

Copertina di un disco con Tubby Tuba
Pregevolissima scoperta è stata questa Favola musicale americana per bambini del 1945, scritta da Paul Tripp e George Kleinsinger per orchestra e voce narrante (come Pierino e il Lupo!).

La storia è molto semplice: TUBBY è una Tuba che fa parte di un'orchestra. È stufa di dover solo fare l'accompagnamento. Mai una bella melodia tutta per lei. Tutti gli altri strumenti la prendono in giro. Sconsolata, Tubby va a passeggiare nel bosco e lì incontra una ranocchia che la capisce perchè è anch'essa oggetto di prese in giro da parte di tutti... Ma la ranocchia conosce una melodia e a suo modo la canta a Tubby. Tubby la impara e torna in Orchestra per le prove tutta contenta. Suonerà la melodia della ranocchia lasciando tutti i "colleghi" e il Maestro a bocca aperta!

Nel 1947 George Pal creò un cortometraggio con la tecnica Stop motion (vedi il video sotto) per dare immagini a questa straordinaria favola che contiene tanti messaggi positivi, tra i quali la massima:

« Be yourself, you can't be anybody else! »
(= Sii te stesso, non puoi essere nessun altro)

Nel 1975 è uscito un lungometraggio dedicato a Tubby che è stato un grandissimo successo e oggi esiste anch il Sito ufficiale: http://www.tubbythetuba.com/ 

Giacomo colora Tubby
Vi consiglio una vistita a questo Sito in cui potete ascoltare le voci dei doversi strumenti musicali che intonano la loro parte nell'opera, potete stampare un bellissimo disegno di Tubby da colorare, potete ascoltare una parte dell'opera, ordinare il libro di Tubby (noi lo abbiamo ordinato su Amazon.it e ne renderemo conto).  

Album dei Manhattan Transfer
Nel 1994  esce per Atlantic Records The Manhattan Transfer Meets Tubby the Tuba, un album di canzoni per l'infanzia del gruppo vocale americano The Manhattan Transfer. 
Per ascoltare il racconto originale clicca qui: Tubby the Tuba

Per una lettura del libro con immagini, musica e voci clicca qui: Tubby the Tuba

Per vedere una performance live clicca qui: Tubby the Tuba live


Tubby The Tuba di maxzook

Favole in musica: Tubby the TUBA

Copertina di un disco con Tubby Tuba
Pregevolissima scoperta è stata questa Favola musicale americana per bambini del 1945, scritta da Paul Tripp e George Kleinsinger per orchestra e voce narrante (come Pierino e il Lupo!).

La storia è molto semplice: TUBBY è una Tuba che fa parte di un'orchestra. È stufa di dover solo fare l'accompagnamento. Mai una bella melodia tutta per lei. Tutti gli altri strumenti la prendono in giro. Sconsolata, Tubby va a passeggiare nel bosco e lì incontra una ranocchia che la capisce perchè è anch'essa oggetto di prese in giro da parte di tutti... Ma la ranocchia conosce una melodia e a suo modo la canta a Tubby. Tubby la impara e torna in Orchestra per le prove tutta contenta. Suonerà la melodia della ranocchia lasciando tutti i "colleghi" e il Maestro a bocca aperta!

Nel 1947 George Pal creò un cortometraggio con la tecnica Stop motion (vedi il video sotto) per dare immagini a questa straordinaria favola che contiene tanti messaggi positivi, tra i quali la massima:

« Be yourself, you can't be anybody else! »
(= Sii te stesso, non puoi essere nessun altro)

Nel 1975 è uscito un lungometraggio dedicato a Tubby che è stato un grandissimo successo e oggi esiste anch il Sito ufficiale: http://www.tubbythetuba.com/ 

Giacomo colora Tubby
Vi consiglio una vistita a questo Sito in cui potete ascoltare le voci dei doversi strumenti musicali che intonano la loro parte nell'opera, potete stampare un bellissimo disegno di Tubby da colorare, potete ascoltare una parte dell'opera, ordinare il libro di Tubby (noi lo abbiamo ordinato su Amazon.it e ne renderemo conto).  

Album dei Manhattan Transfer
Nel 1994  esce per Atlantic Records The Manhattan Transfer Meets Tubby the Tuba, un album di canzoni per l'infanzia del gruppo vocale americano The Manhattan Transfer. 
Per ascoltare il racconto originale clicca qui: Tubby the Tuba

Per una lettura del libro con immagini, musica e voci clicca qui: Tubby the Tuba

Per vedere una performance live clicca qui: Tubby the Tuba live


Tubby The Tuba di maxzook