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giovedì 4 giugno 2015

Piccolo viaggio musicale reale: in Coro a fine anno

Giacomo entra in Chiesa
Mercoledì 3 giugno, ore 18.00. Chiesa di Santa Maria del Rosario a Parma in Via Isola. 

CONCERTO DI FINE ANNO a cui partecipano:
- Coro Corso H Istituto Parmigianino del M° Ennio Bertolotti.
- Coro Voci Bianche Conservatorio di Parma del M° Tommaso Ziliani (dove c'è Antonio).
- Coro Verdi Melodie Istituto Parmigianino della M° Beniamina Carretta (dove ci sono Valeria e sua sorella Laura, nostre amiche).

Il Concerto è gratuito a offerta libera che sarà devoluta all'adozione a distanza di due ragazzi per le Missioni Salesiane in Europa.

Il brutto e spoglio interno della Chiesa
Purtroppo è una giornata caldissima e questo particolare "climatico" sarà un grande ostacolo per la riuscita del Concerto, mettendo a dura prova i ragazzi e il pubblico. A guastare ulteriormente questa festa, l'acustica pessima della chiesa (piuttosto bruttina dal punto di vista architettonico sia fuori che dentro), che creava un rimbombo che confondeva i suoni in un pasticcio indistinto, aggravato pesantemente dalle chiacchiere continue di un pubblico molto indisciplinato. Questo discorso lo approfondirò nella seconda parte del mio articolo, che dedicherò alla prima parte del concerto. Comincio dal fondo, per soddisfare tutte le mamme e i papà di alcuni dei bimbi più piccoli che hanno mal sopportato la prima parte del concerto dimenticando che, tra qualche anno, saranno tra i genitori dei più grandi.  Potranno così evitare la noia di leggere la seconda parte, fermandosi ove io indicherò loro. 

PRIMA PARTE (seconda parte del Concerto)
Il Coro Verdi Melodie della Maestra Beniamina Carretta si è presentato in scena (davanti all'altare) con magliettine di tutti i colori, portando una ventata di allegria. Al pianoforte, la M° Sara Dieci, che è docente di Teoria e Solgìfeggio all'Istituto Parmigianino ed è molto amata dagli studenti. Sono tutti molto graziosi e felici di cantare e questo è meraviglioso. Vediamo bene Laura, ma non Valeria, coperta dalla Maestra, ma siamo sicuri che ha cantato dando il meglio di sè. Ieri, in un'altra occasione, ha persino ricevuto una rosa dal pianista... non è cosa da poco!


I bambini della Maestra Carretta si sono esibiti in quattro pezzi molto gioiosi, semplici e orecchiabili, che hanno immediatamente catturato l'attenzione del pubblico, fortemente provato dalla prima parte del concerto e dal caldo. Il primo brano è stato Unci dubbi tranci, canto popolare parmigiano Anonimo arrangiato dalla stessa Carretta. Qui a seguire uno spezzone del brano. I successivi, potete ascoltarli cliccando il titolo in rosso.



Gli applausi sono fragorosi e sicuramente meritatissimi.  Il secondo brano è Primavera, canto popolare inglese del XVI sec., cui segue Dedicato a te di L. Perini e Cooroo cooroo di S. Kupferschmidt.

Antonio e MariaVittoria applaudono con vigore, insieme a tutto il resto del pubblico, dopo aver ascoltato in religioso (siamo in chiesa!) silenzio i loro piccoli colleghi, che con loro condividono la passione per il canto e per la musica. Giacomo era già andato a casa col papà, dopo la prima parte del concerto, perchè si sa, i bambini più piccoli fanno fatica a seguire spettacoli per più di un'ora ed è buona regola portarli fuori, onde evitare che disturbino i ragazzi impegnati sul palco. È possibile anche fare il contrario: entrare in ritardo, a metà spettacolo, con la stessa finalità. Ma sono strategie che si imparano frequentando assiduamente teatri e sale da concerto. Noi siamo abbastanza collaudati.

Una piccola bimba riceve una telefonata inaspettata...
Il bis è un trionfo: tutti i cori impegnati nel Concerto si uniscono per cantare insieme Fides, un canto a una sola voce di Mauro Zuccante su testo di Giovanni PascoliFides. Alcuni ragazzi hanno studiato questo canto ieri, avendo ricevuto via mail la parte. Bravi, perchè lo hanno imparato leggendo la musica e provandolo oggi per la prima volta. Una conferma che in un anno di Canto hanno appreso tantissimo.

Genitori soddisfatti, piccoli coristi anche, e insegnanti acclamati con applausi ritmati e urla da stadio calcistico.

I Maestri Bertolotti e Carretta

Si va a casa, pronti ad affrontare gli ultimi due giorni di scuola. Evviva! Le vacanze!! Il Preside conclude ringraziando tutti, tranne il Coro di Voci Bianche del Conservatorio (che ringraziamo noi), e invitando i bambini a cercare, durante le vacanze, la nuvola viola... Chissà cosa avrà voluto dire? mah... Invito coloro che non lo sanno, o che più semplicemente non hanno apprezzato la prima parte del concerto, serenamente, ad abbandonare qui la lettura e godersi i miei piccoli video e le mie foto, che spero possano essere per loro un bel ricordo della serata.
Vi lascio con la citazione da R. Schumann (di cui tanto ultimamente abbiamo parlato), che c'era sul programma e che forse non avete letto: "La musica parla il linguaggio più universale da cui l'anima è liberamente, indeterminatamente, eccitata". Forse non sempre, ahimè. Alla prossima!


SECONDA PARTE (prima parte del Concerto):

Il Coro I e II Ist. Parmigianino e Coro Voci Bianche Conservatorio
L'opera che si sta per eseguire è una favola musicale per bambini di cui abbiamo già parlato in modo approfondito in più di un'occasione in questo blog e, pertanto, invito chi volesse approfondire, a cliccare i seguenti link:
2. Prove Nonna Bigia (i video sono criptati perchè era orario scolastico, per motivi di rispetto della privacy).

Qui ripetiamo che la favola si intitola Nonna Bigia in bicicletta, un cane, una gatta matta, è stata scritta da Giorgio Scroffi e musicata dal Maestro Tommaso Ziliani per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, batteria e coro di voci bianche e voce recitante.

La voce recitante è Roberto Savoldi:



Dirige il Maestro Ennio Bertolotti:


Si comincia con la presentazione dei personaggi: Baú, Lola e Nonna Bigia 
cui segue il racconto del sogno di Baù, che fa sempre sogli blu, e sogna una rana turchese in una bolla di sapone. La favola di Scroffi ha tantissimi significati e molte immagini poetiche e vi consiglio di leggere il mio Post di presentazione per scoprire tutti i segreti di questa storia.


Nonna Bigia in bicicletta, è una nonna sprint, che va in giro con guanti rosa e cappello giallo a fare a gara con la gatta Lola che le si infila nel taschino...


Fanno a gara Nonna Bigia e Lola! Ma chi volete che vinca? Io sono già qua dice Lola! È lei la più veloce! Anche se Nonna Bigia sfreccia sulla sua bici come un fulmine, Lola è pur sempre una gatta!


Purtroppo già arrivati a questo punto della storia si comincia a sentire un brusio continuo che poi diventa una chiacchiera da Bar ad alta voce. I bambini delle elementari faticano a mantenere l'attenzione e non si capisce come mai non vengano portati fuori ad aspettare il loro momento. Si sa che portare a teatro o in sala da concerto bimbi impreparati è impresa quasi impossibile. Ma il rumore assordante è anche di voci adulte. E questo fa male. Prima di tutto perchè siamo in una chiesa e in quanto luogo sacro (e mi pareva evidente)...


...va rispettata anche nel momento in cui ospita un evento non religioso, come un concerto o una riunione o una festa. Questo oggi è stato dimenticato da tutti. C'era anche chi masticava sguaiatamente la gomma e chi è entrato in chiesa in canotta e shorts (adulti, intendo), mentre i ragazzi si sono impegnati a mettersi pantaloni scuri e camicia bianca. Poi perchè ci sono 70 ragazzi che cantano e gli strumentisti che suonano e, indipendentemente da cosa stiano suonando e cantando, meritano rispetto, perchè quello che fanno è frutto di ore e ore di studio e sono lì per dare qualcosa. Se questo qualcosa non vuol essere ricevuto, c'è la porta della chiesa aperta. Si esce, in silenzio, e si chiacchiera. Il Maestro è costretto a chiedere il silenzio. Ma non lo ottiene. 

Il luminoso sorriso di Anna, al violoncello
L'opera va avanti, in condizioni disperate. Strumentisti che non riescono a sentire il proprio suono, ragazzi che faticano a cantare e il povero attore che si sgola inutilmente (e nonostante il microfono) per farsi sentire. L'espressione del Maestro Ziliani e di Giorgio Scroffi presenti in sala erano eloquenti. 

Chiamate i Pompieri! era il caso di farlo davvero! Ma per ripristinare l'ordine in sala! Ridiamoci su... Nonna Bigia prosegue con uno dei brani più amati dai ragazzi che anche Giacomo si diverte a cantare. 

Consoliamoci pensando che comunque chi ha cantato La Nonna Bigia quest'anno, ha fatto parte di un progetto comune di musica e poesia... a  forma di cuore

E Piccoli Viaggi Musicali ringrazia gli autori, la voce narrante, gli strumentisti e il Direttore dei due cori che hanno realizzato questo meraviglioso progetto comune. Non importa se non tutti lo hanno capito e apprezzato. La nuvola viola la cercheranno e la troveranno solo in pochi, come del resto accade per ogni tesoro.

Giorgio Scroffi e il M° Tommaso Ziliani
Nonna Bigia si allontana, sempre sulla sua bicicletta, come faremo anche noi al termine del Concerto. 

Il Coro Voci Bianche del Conservatorio lascia la scena e proseguono soli i Cori della sezione H dell'Istituto Parmigianino. La classe III si esibisce in Sunny di B. Hebb e in What a Wanderful World, celeberrima canzone, così popolare che ha finalmente riportato un po' di quiete in sala! 

La I e la II hanno cantato Or che bella s'ammantaA Gaelic blessing di Rutter, accompagnati dai violini da due veri talenti: Cristina Cazac e Michail Jon, entrambi studenti del Conservatorio di Parma e già piuttosto avanti nel percorso di studi. 

I violinisti
Ed eccoci alla fine della I parte del concerto. Se siete arrivati a leggere fin qui, siete tra coloro che sono usciti dalla Chiesa con un po' di amarezza. La stessa che provo quando vedo che il mio Blog non arriva a 200 Mi Piace. Però di una cosa sono certa. Che i miei Mi Piace sono ricchi, così come ricchi (dentro) sono i ragazzi che si sono esibiti oggi, tutti, dai più piccolini ai più grandi. Andare in profondità è sempre più faticoso che restare in superficie, ma non mollate! 

La musica della Nonna Bigia autografata dagli autori e dall'attore



Guardate cosa c'è qui sotto!.... Buone vacanze ai ragazzi dei Cori.





5 commenti:

Stefania ha detto...

Bellissima analisi, come sempre, con cui non posso che essere in sintonia.
Condivido l'amarezza per la maleducazione, perchè di questo si tratta, di troppi adulti, che ha rovinato il piacere di ascoltare un'opera ben realizzata, La Nonna Bigia, che non solo è oggettivamente bella da gustare con i sensi affinati di chi ama la musica, ma è apprezzabile anche dai più acerbi in questo campo. I ragazzi del coro ed i musicisti hanno lavorato parecchio per riuscire ad eseguire le varie parti con competenza e professionalità. Un'ora di brusio, chiacchiericcio e manifesto disinteresse è inaccettabile. Si tratta di un'esibizione in chiesa, non di una pena da scontare: se non piace, se si è stanchi, basta uscire fuori. Perfino mia figlia, che è una bambina di 8 anni, alla fine mi ha detto, indignata: "Ma questi signori non sono mai stati a teatro? Non lo sanno che non si parla?". E se ci arriva una bambina... ma lasciamo perdere.
L'intero concerto è stato piacevole, i bambini hanno cantato con entusiasmo, serietà e gioia. Da genitore ho apprezzato l'impegno di questi bambini e ragazzi, tutti quanti, che si dedicano alla musica, ognuno con il proprio livello e le proprie possibilità. Da adulto consapevole mi sono vergognata per il comportamento di troppi adulti. Alcuni bambini piccoli sono stati in silenzio, seguendo con attenzione. Altri hanno chiacchierato, incoraggiati dal cattivo esempio dei genitori. Nel complesso i cori hanno creato uno spettacolo ben fatto. Bravi bambini e bravi ragazzi! Grazie a tutti voi e ai vostri maestri :)

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie Stefania. Saranno contenti i ragazzi nel leggere le tue parole. La scelta della Chiesa\sauna ha sicuramente molto inciso (in negativo) sul comportamento del pubblico. La Nonna Bigia non è una musica semplice e non è una storia semplice. In Teatro aveva reso diversamente. Questa è l'unica "scusante", ma comunque non assolvo chi ha disturbato, perchè come ho scritto, nessuno era legato alle panche della chiesa: bastava uscire!

Anonimo ha detto...

Anch'io ho assistito alla rappresentazione e sono rimasta amareggiata dalla confusione che regnava in sala. Il luogo e l'occasione erano assolutamente sbagliati per una rappresentazione del genere, che è uno spettacolo a sé stante, e non dei più facili. Come chiusura dell'anno scolastico, per un pubblico variegato (più o meno amante della musica) bisognava prevedere qualcosa di più leggero, breve ed orecchiabile. Mio figlio fa parte della sezione H e mi dice che Nonna Bigia è la rappresentazione più odiata tra tutte quelle studiate: anche lui e i compagni avrebbero senz'altro preferito un altro repertorio.

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie del commento, apprezzo sempre gli interventi. Mi amareggia l'opinione di suo figlio, perchè al contrario mio figlio che frequenta i CPA del Conservatorio ed è in III elementare ha adorato questa favola musicale meravigliosa sia dal punto di vista musicale (un misto tra antico e moderno e di elevata difficoltà da eseguire) sia contenutistico (la fiaba è di una poeticità antica). Forse occorrerebbe una riflessione sul senso delle Medie Musicali così concepite, che offrono un approccio alla musica un po' leggero. O forse il Maestro non ha saputo trasmettere ai ragazzi il valore di questa storia. O forse è un'età, quella di suo figlio, che comunque è complessa. Ho fatto anche io delle lezioni di Opera nelle Scuole Medie e le assicuro che sono uscita devastata dalla mancanza di rispetto non di tutti ma di buona parte dei ragazzi. Crescendo, poi, se hanno le giuste basi, superano questo momento e tornano ad apprezzare il bello. Sono sicura che trta qualhe anno suo figlio, ripensando a Nonna Bigia, cambierà idea. Davvero sono rimasta male nel sentire che i ragazzi della sezione H hanno odiato Nonna Bigia. Io la ADORO!!

Erica Dalmartello ha detto...

Specifico che le lezioni che ho fatto io non erano alla Parmigianino, ma in altra città e in altra scuola... magari nella sezione H avrei ottenuto un risultato diverso! Ma l'età delle Medie è senza dubbio la più difficile in assoluto e io sono terrorizzata all'idea che ci arriveranno anche i miei figli.