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martedì 2 giugno 2015

Il saggio di classe

Antonio suona al saggio
Ore 17.30, Sala Verdi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Saggio della classe di Pianofrote della Professoressa Elisabetta Ghidini. Un saggio che ha una valore particolare, perchè è l'ultimo per questa insegnante, amatissima da tutti i suoi allievi, e che ha dedicato una vita intera all'insegnamento con passione e serietà.

L'igresso della Sala Verdi dal Chiostro del Conservatorio
Non poteva esserci saggio migliore per salutarla. Tutti gli allievi, dai più piccoli ai più grandi, si sono esibiti dando il meglio delle loro possibilità davanti ad un pubblico di parenti e (pochi) amici. Un altra delle difficoltà che devono superare questi ragazzi è quella di non avere quasi mai il piacere di suonare per le persone con cui condividono la maggior parte del loro tempo (i compagni di scuola). Purtroppo assistere ad un saggio è considerato un  impegno troppo gravoso e i nostri ragazzi suonano per mamma e papà, nonni, zii, fratellini e sorelline, fidanzati e qualche raro amico (che frequenta il Conservatorio a sua volta - grazie Stefano! - o che studia pianoforte privatamente - la nostra Teresa!-). É un peccato, perchè i pochi giovani spettatori credo che ricorderanno per molto tempo questa giornata e forse qualcuno di loro sarà uscito dalla Sala Verdi con la voglia di provarci a sua volta. Sicuramente la nostra amica Teresa, venuta da Milano apposta per il saggio di Antonio, accompagnata dai suoi genitori. Teresa studia pianoforte da un anno e sono certa che aver ascoltato questi ragazzi per lei sarà uno stimolo per andare avanti e crederci. Anche Antonio le ha detto: "Lo farai anche tu!". 


Ad Antonio, a fine saggio, si è avvicinato un bambino sicuramente più piccolo di lui con la sorellina ancora più piccola. Gli hanno chiesto che classe facesse e gli hanno fatto i complimenti. É stata una scena davvero commovente. Ed è la testimonianza che quei due bambini hanno ascoltato e apprezzato e se ci sono stati dei momenti di "noia", comprensibili perchè un'ora e mezza di pianoforte non è facile da gestire per un bambino, sono comunque stati superati e il ricordo è per il "bello" e non per il "pesante". 

Questa riflessione per insistere sulla mia idea di fondo: che c'è un luogo comune assolutamente da sfatare riguardo alla musica classica, al pianoforte, ai concerti, al teatro, allo studio di uno strumento musicale. Finché prevarrà questa assurda convinzione e l'assurda equivalenza pianoforte=noia (ascoltato o suonato che sia), la speranza di risollevare le sorti musicali del nostro paese è debole. Ma il viaggio di Teresa da Milano e i complimenti dei bambini ad Antonio sono un motivo sufficiente per mantenerla viva! 

Veniamo al saggio, che è stato aperto dalla meravigliosa Marialorenza con il Preludio e Fuga in Mib maggiore dal I libro del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach. (Se il titolo del brano è in rosso, cliccate per ascoltarlo).

Giuseppe alle prove con Antonio volta-pagina

A seguire, Giuseppe ha eseguito la Sonatina di Kuhlau op. 88 n. 3. Antonio in prova si è offerto di voltargli la pagina, ma è andato talmente addosso a Giuseppe che lo ha fatto sbagliare! È stato così giustamente sostituito il volta-pagina con il più esperto Rocco.

Daniele al pianoforte
Daniele ha suonato con grande energia lo Studio n. 4 op. 1 di F, Liszt e di R. Schumann dal Carnevale di Vienna op. 26, Intermezzo

Anna ha reso con dolcezza due dei Pezzi lirici di E. Grieg: National SongElegy.

Annalisa ha suonato le prime sei deliziose Scene Infantili di R. Schumann di cui abbiamo parlato leggendo insieme il libro della Fabbri (Scene Infantili, libro di lettura), ha proseguito con F. Schubert Improvviso op. 90 n. 2 e ha magnificamente concluso con F. Liszt, Studio op. 1 n. 2

Purtroppo ero presa a tenere buono Giacomo che ieri, causa raffreddore, mostrava segni di insofferenza e non ho girato i video che avrei voluto. Annalisa, e tutti gli altri, hanno suonato molto bene ed è un peccato non averne testimonianza. Spero di riuscire a recuperare qualcosa dagli altri spettatori!

L'inchino finale dei ragazzi: Anna, Francesca, Annalisa, Antonio, Daniele, Giuseppe, Marialorenza, Rocco

Dopo Annalisa, è il turno di Antonio, che è partito con Invenzione a due voci n. 13  di J. S. Bach, ha proseguito con la complicata (per lui) Romanza senza parole op. 19 n. 2  di F. Mendelssohn e il gran finale con il suo brano dell'anno: Dimitri Kabalewsky Sonatina op. 13 n. 1. Era molto contento perchè è riuscito a eseguire i tre pezzi senza incertezze e con convinzione. I video degli ultimi due brani li ho girati uno a casa e uno alle prove precedenti al saggio. 

Francesca ha riportato grazia e dolcezza dopo la furia del III tempo della Sonatina di Kabalewsky e ci ha suonato un'altra delle Scene Infantili di Schumann, la n. 7 (vedi Post precedente per l'ascolto), l'unico brano di W. A. Mozart dell'intero saggio: la Fantasia in Re minore e, infine, lo Studio di A. von Henselt, "L'Addio del Pastore".

Rocco, il più grande del gruppo e genio della matematica (spesso musica e matematica vanno mano nella mano...), ha suonato la struggente Pavane pour une infante defunte di M. Ravel, e due Studi di Chopin: Op. 25 n. 1 e Op. 10 n. 9

Marialorenza, dopo aver avuto il compito di aprire il saggio, ha anche quello di chiuderlo e lo fa nel migiore dei modi con due brani meravigliosi ed energici: Slancio dai Pezzi Fantastici op. 12 di R. Schumann e di F. Chopin il trascinante Studio op. 10 n. 12

Per Antonio, oltre ad una bellissima esperienza sul palco che non guasta mai, anche una lezione importante: ascoltando Annalisa, Rocco e Marialorenza (che sono i tre più avanti nel lungo percorso di studi), ha capito che la strada è lunga, faticosa ma ricca di soddisfazioni (che meraviglia poter suonare quei brani!!), che non bisogna mai mollare (nemmeno un giorno, salvo cause di forza maggiore), che nemmeno i loro amici sono arrivati ad ascoltarli (ma i genitori sì, in fondo anche se rompiscatole non tradiscono mai!) e che si suona prima di tutto per se stessi, e poi, come gli disse un giorno per le scale il Maestro Guideri: "Se rendi felice anche solo una persona nel pubblico, hai già ottenuto un grande successo. Suona per la felicità di quella persona (oltre che per la tua)". Quella persona ieri c'era: ero io! (forse non solo, ma in fondo deve bastargli).

Complimenti a tutti i ragazzi e alla loro insegnante, che ha costruito un saggio così bello, giorno per giorno, pezzettino dopo pezzettino, con pazienza, fiducia, dedizione e amore per la musica.

1 commento:

Stefania ha detto...

Bravissimo Antonio! Avanti così, in questo meraviglioso universo ricco di tesori.