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venerdì 8 agosto 2014

Histoire du Soldat (5) - Cult Movie d'animazione: 3. La guarigione della principessa e Finale

Copertina di un libro con CD francese, edito da Didier Jeunesse, 2011
per chi conosce il francese, si trova su Amazon a 23,50 euro ed è adatto
a partire da 8 anni. .

Giuseppe è disperato, il suo violino non suona più... ha perso tutto... tutto quello che gli era veramente caro; decide di iniziare a marciare, vagabondare senza meta... ma ecco che, nella storia, entra a questo pinto una bella Principessa...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA, ULTIMA PARTE:

3. MARCIA REALE
Il tema della marcia acquisisce sonorità circensi. Il soldato sa di avere fallito, marcia ma non sa più dove andare. Entra in una LOCANDA, ordina da bere, osserva le tende bianche con il bordo rosso, le foglie che cadono e la piazza. E' desolato. Improvvisamente un tamburo cui segue un annuncio: la figlia del Re di quel paese ignoto sta male. Il Re promette la mano della figlia a chi la guarirà. Il soldato decide di tentare la sorte, andare a corte  fingendosi medico e provare a guarire la ragazza. 

Prima controlla le carte: tutti cuori! Un buon auspicio! Vale la pena tentare.

Ma in quel mentre torna il Diavolo e lo sfida a carte. Il narratore gli suggerisce di perdere tutto, perchè solo liberandosi di ogni avere materiale di provenienza diabolica può liberarsi del diavolo stesso e riappropriarsi del suo violino/anima. E così fa: perde tutto e sconfigge il diavolo! E SI RIAPPROPRIA DEL SUO VIOLINO, cioè della sua anima capace di provare e dare buoni sentimenti.

4. PICCOLO CONCERTO
Il soldato entra in camera della principessa e si mette a suonare il violino.

5. 3 DANZE
La guarisce con tre danze e balla con lei: un tango, un valzer e un ragtime. Danze tra loro diverse che contribuiscono a creare un ulteriore mix di sonorità.

6. DANZA DEL DIAVOLO:
Una IV danza sfinisce il diavolo: cade a terra stremato, ma non è morto! Il soldato e la principessa trascinano il diavolo fuori dalla scena, ma in realtà non sono ancora liberi...

Il Diavolo in un disegno di Blechman

7. CORALE
Il diavolo si rialza e canta: questo mondo è mio, chi troppo vuole nulla stringe, alla fine sarò io il vincitore! Non dovete varcare i confini di questa terra, altrimenti sarà la fine per voi! Ammonisce.

"UNA FELICITA' E' TUTTE LE FELICITA'; DUE FELICITA' E' COME SE NON ESISTESSERO", dice il narratore: cioè non bisogna volere sempre di più di ciò che già si ha, bisogna sapersi anche accontentare!

La principessa fa tante domande al soldato, sul suo passato... vorrebbe andare con lui nel suo paese... ritrovare il passato di lui, la sua mamma, i suoi amici... no! Il diavolo ha detto di non varcare i confini! Il soldato alla fine cede. Varcano i confini:

8. MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO:
Il diavolo rapisce il soldato per sempre!

PARTE TERZA:





PARTE QUARTA:

Histoire du Soldat (5) - Cult Movie d'animazione: 3. La guarigione della principessa e Finale

Copertina di un libro con CD francese, edito da Didier Jeunesse, 2011
per chi conosce il francese, si trova su Amazon a 23,50 euro ed è adatto
a partire da 8 anni. .

Giuseppe è disperato, il suo violino non suona più... ha perso tutto... tutto quello che gli era veramente caro; decide di iniziare a marciare, vagabondare senza meta... ma ecco che, nella storia, entra a questo pinto una bella Principessa...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA, ULTIMA PARTE:

3. MARCIA REALE
Il tema della marcia acquisisce sonorità circensi. Il soldato sa di avere fallito, marcia ma non sa più dove andare. Entra in una LOCANDA, ordina da bere, osserva le tende bianche con il bordo rosso, le foglie che cadono e la piazza. E' desolato. Improvvisamente un tamburo cui segue un annuncio: la figlia del Re di quel paese ignoto sta male. Il Re promette la mano della figlia a chi la guarirà. Il soldato decide di tentare la sorte, andare a corte  fingendosi medico e provare a guarire la ragazza. 

Prima controlla le carte: tutti cuori! Un buon auspicio! Vale la pena tentare.

Ma in quel mentre torna il Diavolo e lo sfida a carte. Il narratore gli suggerisce di perdere tutto, perchè solo liberandosi di ogni avere materiale di provenienza diabolica può liberarsi del diavolo stesso e riappropriarsi del suo violino/anima. E così fa: perde tutto e sconfigge il diavolo! E SI RIAPPROPRIA DEL SUO VIOLINO, cioè della sua anima capace di provare e dare buoni sentimenti.

4. PICCOLO CONCERTO
Il soldato entra in camera della principessa e si mette a suonare il violino.

5. 3 DANZE
La guarisce con tre danze e balla con lei: un tango, un valzer e un ragtime. Danze tra loro diverse che contribuiscono a creare un ulteriore mix di sonorità.

6. DANZA DEL DIAVOLO:
Una IV danza sfinisce il diavolo: cade a terra stremato, ma non è morto! Il soldato e la principessa trascinano il diavolo fuori dalla scena, ma in realtà non sono ancora liberi...

Il Diavolo in un disegno di Blechman

7. CORALE
Il diavolo si rialza e canta: questo mondo è mio, chi troppo vuole nulla stringe, alla fine sarò io il vincitore! Non dovete varcare i confini di questa terra, altrimenti sarà la fine per voi! Ammonisce.

"UNA FELICITA' E' TUTTE LE FELICITA'; DUE FELICITA' E' COME SE NON ESISTESSERO", dice il narratore: cioè non bisogna volere sempre di più di ciò che già si ha, bisogna sapersi anche accontentare!

La principessa fa tante domande al soldato, sul suo passato... vorrebbe andare con lui nel suo paese... ritrovare il passato di lui, la sua mamma, i suoi amici... no! Il diavolo ha detto di non varcare i confini! Il soldato alla fine cede. Varcano i confini:

8. MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO:
Il diavolo rapisce il soldato per sempre!

PARTE TERZA:





PARTE QUARTA:

mercoledì 6 agosto 2014

Histoire du Soldat (4) - Cult Movie d'animazione: 2. La ricchezza

Il Soldato con il Libro del Diavolo
Il soldato Giuseppe è disperato perchè, ricordate?, è tornato a casa ma non lo riconosce nessuno, nemmeno la madre e la sua dolce fidanzata lo ha rimpiazzato con un altro dal quale ha avuto un bambino. Giuseppe è disperato, non sa più cosa fare...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA E CON LA VISIONE DEL CARTONE ANIMATO:

La scena rappresenta ora il campanile del villaggio e il Diavolo, travestito questa volta da mercante di bestiame, che aspetta il soldato...
Giuseppe lo vede, lo riconosce e inveisce contro di lui: maledetto Demonio! Cosa mi hai fatto! E sguaina una sciabola... Il Diavolo cerca di farlo rientrare in sè, gli cambia i vestiti "devi diventare un uomo ricco ed elegante".. gli dice; "e il libro magico? Te lo sei dimenticato? ... Ti farà diventare ricco".
Il soldato inizia a usare il libro seguendo le istruzioni del Diavolo e diventa a poco a poco sempre più ricco, ottiene tutto ciò che vuole, con estrema facilità. Diventa un ricco commerciante, mercante di oggetti... ottiene tutto, tutto, tutto... ma poi... cos'è questo tutto? Alla fine si accorge che non è niente perchè "tutte le cose ottenute sono come un niente, perchè non hanno alcun valore: oggetti privi di anima, cose morte, vuote..." Le cose che contano veramente sono quelle che ricordano qualcosa, le piccole cose di tutti i giorni... gli affetti... il suo violino... la sua foto... il medaglione... e quelli li ha perduti per sempre! Non capita anche a voi? Forse avete tanti giocattoli, però poi alla fine vi piace giocare sempre con quel pupazzo, quella bambola, quel mostro, quella macchinina che ormai sono rotti, scoloriti, vecchi, brutti... ma per voi restano i più belli del mondo e nessun gioco nuovo potrà mai sostituirli, perchè quei giochi, i vostri preferiti, hanno un valore che va aldilà del loro valore materiale... quei giochi rappresentano un po' voi stessi... sono la vostra anima... o no?

"Sono enormemente ricco, eppure sono un morto tra i viventi" dice il Soldato, che è molto triste. 

Il Diavolo torna nuovamente da lui, trvestito questa volta da mendicante con tanti oggetti "inutili" da vendere... tra di essi, il ritratto, lo specchio, il suo violino: ma sono le sue cose! il suo specchio! Il suo ritratto della fidanzata perduta! E il SUO violino!!! quello sì... il soldato lo vuole acquistare, vuole averlo di nuovo.  Lo prende in mano, prova a suonarlo... noooooo! Nessun suono esce da quelle corde! Il violino è muto! Non  è più in grado di suonarlo! (e qui mi viene in mente quel film giapponese che ho postato qualche tempo fa, Piano Forest... ricordate? In cui c'è un pianoforte che suona solo sotto le mani di un bambino che lo suona con l'anima...)

Giuseppe, arrabbiato, straccia le pagine del libro magico, causa di tutti i suoi mali!

PARTE SECONDA:


Histoire du Soldat (4) - Cult Movie d'animazione: 2. La ricchezza

Il Soldato con il Libro del Diavolo
Il soldato Giuseppe è disperato perchè, ricordate?, è tornato a casa ma non lo riconosce nessuno, nemmeno la madre e la sua dolce fidanzata lo ha rimpiazzato con un altro dal quale ha avuto un bambino. Giuseppe è disperato, non sa più cosa fare...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA E CON LA VISIONE DEL CARTONE ANIMATO:

La scena rappresenta ora il campanile del villaggio e il Diavolo, travestito questa volta da mercante di bestiame, che aspetta il soldato...
Giuseppe lo vede, lo riconosce e inveisce contro di lui: maledetto Demonio! Cosa mi hai fatto! E sguaina una sciabola... Il Diavolo cerca di farlo rientrare in sè, gli cambia i vestiti "devi diventare un uomo ricco ed elegante".. gli dice; "e il libro magico? Te lo sei dimenticato? ... Ti farà diventare ricco".
Il soldato inizia a usare il libro seguendo le istruzioni del Diavolo e diventa a poco a poco sempre più ricco, ottiene tutto ciò che vuole, con estrema facilità. Diventa un ricco commerciante, mercante di oggetti... ottiene tutto, tutto, tutto... ma poi... cos'è questo tutto? Alla fine si accorge che non è niente perchè "tutte le cose ottenute sono come un niente, perchè non hanno alcun valore: oggetti privi di anima, cose morte, vuote..." Le cose che contano veramente sono quelle che ricordano qualcosa, le piccole cose di tutti i giorni... gli affetti... il suo violino... la sua foto... il medaglione... e quelli li ha perduti per sempre! Non capita anche a voi? Forse avete tanti giocattoli, però poi alla fine vi piace giocare sempre con quel pupazzo, quella bambola, quel mostro, quella macchinina che ormai sono rotti, scoloriti, vecchi, brutti... ma per voi restano i più belli del mondo e nessun gioco nuovo potrà mai sostituirli, perchè quei giochi, i vostri preferiti, hanno un valore che va aldilà del loro valore materiale... quei giochi rappresentano un po' voi stessi... sono la vostra anima... o no?

"Sono enormemente ricco, eppure sono un morto tra i viventi" dice il Soldato, che è molto triste. 

Il Diavolo torna nuovamente da lui, trvestito questa volta da mendicante con tanti oggetti "inutili" da vendere... tra di essi, il ritratto, lo specchio, il suo violino: ma sono le sue cose! il suo specchio! Il suo ritratto della fidanzata perduta! E il SUO violino!!! quello sì... il soldato lo vuole acquistare, vuole averlo di nuovo.  Lo prende in mano, prova a suonarlo... noooooo! Nessun suono esce da quelle corde! Il violino è muto! Non  è più in grado di suonarlo! (e qui mi viene in mente quel film giapponese che ho postato qualche tempo fa, Piano Forest... ricordate? In cui c'è un pianoforte che suona solo sotto le mani di un bambino che lo suona con l'anima...)

Giuseppe, arrabbiato, straccia le pagine del libro magico, causa di tutti i suoi mali!

PARTE SECONDA:


lunedì 4 agosto 2014

Histoire du Soldat (3) - Cult Movie d'animazione: 1. L'incontro con il diavolo

Locandina del Cartone di Blechman
Dopo aver ascoltato e guardato l'opera nell'edizione teatrale di Lindsay Kemp e dopo aver "viaggiato" tra i magnifici capolavori del Novecento esposti al II piano del Museo Rimoldi di Cortina, è giunto il momento di guardare un capolavoro dell'animazione, firmato R. O. Blecman. Un illustratore, animatore e autore di libri per bambini americano (classe 1930). Il cartone animato è del 1984 e ed è uscito su DVD nel 2004.
L'autore ha un sito internet personale molto divertente: www.roblechman.com

Riprendiamo la trama, questa volta in modo dettagliato e guardiamoci poi il cartone animato, che dividerò in tre Post (=puntate...):

1. MARCIA DEL SOLDATO
Mentre la musica è ritmata come una marcia e gli strumenti iniziano a suonare quasi "per caso", come se stessero improvvisando, un narratore introduce il protagonista della storia: un SOLDATO che si chiama Joseph (= Giuseppe) che sta tornando a casa, marciando, perchè ha ottenuto una licenza. Ha già camminato molto e ha tanta voglia di arrivare a casa e riposare. 
Sulla scena si vedono un ruscello e un paesaggio naturale, il soldato entra in scena e la musica si ferma; inizia il primo monologo:
Il soldato si siede e si lamenta del proprio mestiere, che lo costringe a marciare per tanti km e non guadagnare niente.
Apre il suo zaino e fruga dentro: trova il medaglione d'argento con i bordi dorati che raffigura San Giuseppe (suo Santo protettore), carte, cartucce, uno scpecchio... ma dov'è il ritratto della fidanzata? Ah eccolo, per fortuna lo trova! Poi... in fondo allo zaino... un piccolo VIOLINO, il suo piccolo amato violino... la sua anima.

2. IL VIOLINO DEL SOLDATO
Entra in scena un vecchio con un retino acchiappafarfalle... è il DIAVOLO travestito! Ma il soldato non lo sa! E parla con lui. Il diavolo vuole il violino (che rappresenta l'anima del soldato). Inizialmente il soldato si rifiuta di cederlo e anche di venderlo, ma poi accetta: in cambio il vecchio gli regala un "libro magico" in cui si può vedere il futuro. Ma bisogna saperlo usare... e così i due fanno un patto: per tre giorni il soldato starà a casa del vecchio per insegnargli a suonare il violino e in cambio imparerà a utilizzare il libro magico.
Il vecchio gli darà anche da mangiare carne per tre giorni e da bere vino pregiato e anche da fumare sigari (... brutta cosa ma ai tempi di Stravinskij non si sapeva che il fumo fa così male!)

Il soldato Giuseppe, ci racconta il narratore, sta a casa del vecchio e mangia, beve, fuma e gli insegna a suonare il violino. Passa dei bei giorni e impara ad usare il libro magico... è ora di tornare a casa! Il vecchio (che è il diavolo non dimenticatelo!) lo accompagna a casa in carrozza. La carrozza va velocissima e il soldato ha paura e vorrebbe scendere, ma cosa scopre? Che la carrozza sta volando! Aiutooooooo!!!!!
Musicalmente torna, variato, il tema iniziale della marcia e ritroviamo Giuseppe dove lo avevamo lasciato prima dell'incontro con il Diavolo, in marcia verso casa...

Arriva al suo paese e incontra alcune persone che conosce: la signora Chappuis nel suo orto... la saluta... ma lei non lo sente. Incontra Luigi, un vecchio amico, ma questi non lo riconosce... perfino sua mamma non lo riconosce quando entra in casa, anzi chiama aiuto credendolo un ladro! E la fidanzata? Sposata con un altro!!!Maledetto Demonio!! Giuseppe scopre chi si nascondeva sotto gli abiti del vecchio! E si pente d'averlo ascoltato e di avergli dato il violino.


PARTE PRIMA:


IL "FROTTAGE" dell'Acchiappafarfalle:
Per fare il piccolo quadro dell'Acchiappafarfalle, abbiamo utilizzato una delle fantastiche "scatole" di lavoretti creativi della francese Djeco, prezzo (unico svantaggio perchè sono abbastanza care, ma la qualità è elevata):
La scatola del Frottage
Si tratta di una serie di materiali didattico-creativi per bambini e ragazzi assolutamente meravigliosi. La confezione è talmente bella ed elegante che diventa oggetto d'arredamento della cameretta, così com'è, con i lavoretti in essa contenuti, oppure utilizzandola come scatola per conservare disegni, ricordi, fotografie... La scatola del Frottage contiene: una decina di fogli prestampati da completare, un libretto di istruzioni, 5 matite colorate e una busta con tante carte quadrate su cui sono stampati, in rilievo, diversi motivi decorativi da fare uscire nei sdisegni da colorare. 

Sì, perchè il Frottage altro non è che una tecnica pittorica (ed ecco che la visita al Museo ci ha stimolato curiosità artistiche...) basata sullo "sfregamento" che ha origini assai antiche ed è stata riportata in auge di recente dal pittore surrealista Max Ernst (1891-1976), guarda a caso (o non a caso...) contemporaneo del nostro Igor Stravinskij. 

(da Wiki:) "Questa tecnica consiste nel sovrapporre un certo supporto, come un foglio di carta o una tela a una superficie che abbia dei rilievi più o meno marcati, come della pietra, del legno o qualsiasi cosa che non sia liscia. Utilizzando delle matite di varia morbidezza, pastelli, gessetti o carboncini, si sfregherà il supporto, lasciando affiorare a poco a poco i rilievi della superficie sottostante. Il risultato di tale procedimento consente di ottenere dei disegni e delle textures chiaroscurate e sfumate e delle immagini in larga misura casuali e imprevedibili. Oltre che a essere usato semplicemente per produrre immagini grafiche particolari, il frottage può essere anche il punto di partenza e la base per realizzare opere più elaborate, in un arco maggiore di tempo. Un altro modo di utilizzare questa tecnica consente di arricchire zone e particolari di disegni  e quadri con trame o motivi grafici".

Bene, avete capito? Insomma, si mette il cartoncino con il rilievo sotto al foglio e... voilat! I disegni si colorano in modo divertente e originale. Histoire du Soldat, avranno imparato anche una parola nuova, oltre che una tecnica artistica che poi possono fare in fogli bianchi colorando i loro disegni.
Il disegno da colorare
Il disegno colorato a frottage



















Noi, per restare in tema, abbiamo scelto il disegno dell'Acchiappafarfalle, anche perchè, essendo una attività tanto antica, i bambini fanno fatica a figurarsi il Diavolo con il retino Acchiappafarfalle, perchè forse hanno visto il retino acchiappagranchi in apiaggia... così dopo questo lavoretto a suon di

Buon divertimento!


Histoire du Soldat (3) - Cult Movie d'animazione: 1. L'incontro con il diavolo

Locandina del Cartone di Blechman
Dopo aver ascoltato e guardato l'opera nell'edizione teatrale di Lindsay Kemp e dopo aver "viaggiato" tra i magnifici capolavori del Novecento esposti al II piano del Museo Rimoldi di Cortina, è giunto il momento di guardare un capolavoro dell'animazione, firmato R. O. Blecman. Un illustratore, animatore e autore di libri per bambini americano (classe 1930). Il cartone animato è del 1984 e ed è uscito su DVD nel 2004.
L'autore ha un sito internet personale molto divertente: www.roblechman.com

Riprendiamo la trama, questa volta in modo dettagliato e guardiamoci poi il cartone animato, che dividerò in tre Post (=puntate...):

1. MARCIA DEL SOLDATO
Mentre la musica è ritmata come una marcia e gli strumenti iniziano a suonare quasi "per caso", come se stessero improvvisando, un narratore introduce il protagonista della storia: un SOLDATO che si chiama Joseph (= Giuseppe) che sta tornando a casa, marciando, perchè ha ottenuto una licenza. Ha già camminato molto e ha tanta voglia di arrivare a casa e riposare. 
Sulla scena si vedono un ruscello e un paesaggio naturale, il soldato entra in scena e la musica si ferma; inizia il primo monologo:
Il soldato si siede e si lamenta del proprio mestiere, che lo costringe a marciare per tanti km e non guadagnare niente.
Apre il suo zaino e fruga dentro: trova il medaglione d'argento con i bordi dorati che raffigura San Giuseppe (suo Santo protettore), carte, cartucce, uno scpecchio... ma dov'è il ritratto della fidanzata? Ah eccolo, per fortuna lo trova! Poi... in fondo allo zaino... un piccolo VIOLINO, il suo piccolo amato violino... la sua anima.

2. IL VIOLINO DEL SOLDATO
Entra in scena un vecchio con un retino acchiappafarfalle... è il DIAVOLO travestito! Ma il soldato non lo sa! E parla con lui. Il diavolo vuole il violino (che rappresenta l'anima del soldato). Inizialmente il soldato si rifiuta di cederlo e anche di venderlo, ma poi accetta: in cambio il vecchio gli regala un "libro magico" in cui si può vedere il futuro. Ma bisogna saperlo usare... e così i due fanno un patto: per tre giorni il soldato starà a casa del vecchio per insegnargli a suonare il violino e in cambio imparerà a utilizzare il libro magico.
Il vecchio gli darà anche da mangiare carne per tre giorni e da bere vino pregiato e anche da fumare sigari (... brutta cosa ma ai tempi di Stravinskij non si sapeva che il fumo fa così male!)

Il soldato Giuseppe, ci racconta il narratore, sta a casa del vecchio e mangia, beve, fuma e gli insegna a suonare il violino. Passa dei bei giorni e impara ad usare il libro magico... è ora di tornare a casa! Il vecchio (che è il diavolo non dimenticatelo!) lo accompagna a casa in carrozza. La carrozza va velocissima e il soldato ha paura e vorrebbe scendere, ma cosa scopre? Che la carrozza sta volando! Aiutooooooo!!!!!
Musicalmente torna, variato, il tema iniziale della marcia e ritroviamo Giuseppe dove lo avevamo lasciato prima dell'incontro con il Diavolo, in marcia verso casa...

Arriva al suo paese e incontra alcune persone che conosce: la signora Chappuis nel suo orto... la saluta... ma lei non lo sente. Incontra Luigi, un vecchio amico, ma questi non lo riconosce... perfino sua mamma non lo riconosce quando entra in casa, anzi chiama aiuto credendolo un ladro! E la fidanzata? Sposata con un altro!!!Maledetto Demonio!! Giuseppe scopre chi si nascondeva sotto gli abiti del vecchio! E si pente d'averlo ascoltato e di avergli dato il violino.


PARTE PRIMA:


IL "FROTTAGE" dell'Acchiappafarfalle:
Per fare il piccolo quadro dell'Acchiappafarfalle, abbiamo utilizzato una delle fantastiche "scatole" di lavoretti creativi della francese Djeco, prezzo (unico svantaggio perchè sono abbastanza care, ma la qualità è elevata):
La scatola del Frottage
Si tratta di una serie di materiali didattico-creativi per bambini e ragazzi assolutamente meravigliosi. La confezione è talmente bella ed elegante che diventa oggetto d'arredamento della cameretta, così com'è, con i lavoretti in essa contenuti, oppure utilizzandola come scatola per conservare disegni, ricordi, fotografie... La scatola del Frottage contiene: una decina di fogli prestampati da completare, un libretto di istruzioni, 5 matite colorate e una busta con tante carte quadrate su cui sono stampati, in rilievo, diversi motivi decorativi da fare uscire nei sdisegni da colorare. 

Sì, perchè il Frottage altro non è che una tecnica pittorica (ed ecco che la visita al Museo ci ha stimolato curiosità artistiche...) basata sullo "sfregamento" che ha origini assai antiche ed è stata riportata in auge di recente dal pittore surrealista Max Ernst (1891-1976), guarda a caso (o non a caso...) contemporaneo del nostro Igor Stravinskij. 

(da Wiki:) "Questa tecnica consiste nel sovrapporre un certo supporto, come un foglio di carta o una tela a una superficie che abbia dei rilievi più o meno marcati, come della pietra, del legno o qualsiasi cosa che non sia liscia. Utilizzando delle matite di varia morbidezza, pastelli, gessetti o carboncini, si sfregherà il supporto, lasciando affiorare a poco a poco i rilievi della superficie sottostante. Il risultato di tale procedimento consente di ottenere dei disegni e delle textures chiaroscurate e sfumate e delle immagini in larga misura casuali e imprevedibili. Oltre che a essere usato semplicemente per produrre immagini grafiche particolari, il frottage può essere anche il punto di partenza e la base per realizzare opere più elaborate, in un arco maggiore di tempo. Un altro modo di utilizzare questa tecnica consente di arricchire zone e particolari di disegni  e quadri con trame o motivi grafici".

Bene, avete capito? Insomma, si mette il cartoncino con il rilievo sotto al foglio e... voilat! I disegni si colorano in modo divertente e originale. Histoire du Soldat, avranno imparato anche una parola nuova, oltre che una tecnica artistica che poi possono fare in fogli bianchi colorando i loro disegni.
Il disegno da colorare
Il disegno colorato a frottage



















Noi, per restare in tema, abbiamo scelto il disegno dell'Acchiappafarfalle, anche perchè, essendo una attività tanto antica, i bambini fanno fatica a figurarsi il Diavolo con il retino Acchiappafarfalle, perchè forse hanno visto il retino acchiappagranchi in apiaggia... così dopo questo lavoretto a suon di

Buon divertimento!


sabato 2 agosto 2014

LABORATORIO: Histoire du soldat al Museo Rimoldi

De Pisis "Soldatino francese", 1937
Il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d'Ampezzo,  www.musei.regole.it, che vanta una collezione meravigliosa di Maestri del Novecento (Sironi, De Chirico, Savinio, de Pisis, Guttuso, Funi...) ha ospitato ieri un laboratorio didattico inserito anche nel programma del Festival e Accademia Dino Ciani 2014, manifestazione culturale (prevalentemente musicale ma non solo) dedicata al genio pianistico di Dino Ciani, prematuramente scomparso in tragiche circostanze 40 anni fa (www.festivaldinociani.com) e quest'anno incentrata sul tema del centenario della Grande Guerra.


Bambini attenti al racconto della storia
Il laboratorio, rivolto ai bambini dai 6 anni in su (ma non mancavano piccoli di 4 o 5 anni...), è stato pensato per raccontare ai bambini l'Histoire du Soldat di Igor Stravinskij (scritta nel 1918 e strettamente legata al tema della Guerra), creando un percorso "itinerante" tra i quadri esposti al Museo. Insieme alla responsabile dei Servizi Educativi dei Musei delle Regole di Ampezzo, Stefania Zardini Lacedelli e all'educatrice museale Nicoletta Cargnel, abbiamo accompagnato i bambini in un "piccolo viaggio" questa volta non solo musicale, ma anche artistico e interattivo.

Presentazione del laboratorio
Ripercorriamo in questo Post il percorso effettuato ieri pomeriggio e raccontiamo così in modo più approfondito la trama dell'opera, rimandando anche all'ascolto dell'opera (Histoire du soldat) rendendo "sonori" i dipinti esposti al III piano del Museo.
Nei Post successivi, approfondiremo ulteriormente trama e musica dell'opera, con l'aiuto di un capolavoro dell'animazione ad acquarelli, firmato Blechman.

Al Museo siamo partiti da un'immagine del nostro protagonista: il soldato GIUSEPPE, che si prepara a partire per tornare a casa in licenza, raccogliendo le sue cose più care in uno zaino. Sono stati i bambini a frugare nello zaino e trovare gli oggetti che il soldato ha scelto di portare con sè: uno specchio, un medaglione del suo Santo Protettore, San Giuseppe, il ritratto della sua fidanzata (= una riproduzione del quadro di Massimo Campigli presente nella Collezioni Rimoldi che abbiamo posizionato in una cornicetta):


Massimo Campigli, "Ritratto di Rosa Braun", 1955

 e un piccolo violino (che rappresenta la sua anima)...
Il violino del Soldato... vi ricorda qualcosa?

Il soldato marcia... marcia... marcia, senza mai fermarsi e guardando i quadri che abbiamo immaginato essere la raffigurazione dei paesaggi che lui attraversa, abbiamo fatto ascoltare ai bambini LA MARCIA DEL SOLDATO, che è uno dei temi ricorrenti dell'opera di Stravinskij, che viene riproposto in maniera variata in più di un'occasione...
foto
Mario Sironi "Montagne", 1947
Il soldato marcia attraverso un paesaggio naturale, che noi immaginiamo inquietante, perchè la guerra non può che dipingere tutto con tonalità scure, desolazione, inquietudine... ecco che abbiamo accostato al suo percorso a piedi, alla sua MARCIA, questo dipinto di Sironi, "Montagne", così scuro

Il diavolo col retino incontra il soldato con il violino...
e "diabolico"... che ci fa entrare nell'atmosfera dell'imminente incontro di Giuseppe con il Diavolo... ma potrebbe anche essere questo Paesaggio di Achille Funi, meno "diabolico", che contiene anche un ruscello, presso al quale il soldato sceglierà di riposarsi.

Achille Funi, "Paesaggio", 1930
 Infatti, Giuseppe si sdraia vicino ad un ruscello. Ha fame, ma nel suo zaino non ha nulla di commestibile. Abbiamo pensato di visualizzare questo momento con questo dipinto di Filippo de Pisis:

foto
Filippo de Pisis "La Pastorale", 1942

Dallo zaino il soldato estrarrà i suoi oggetti più cari: uno specchio, il ritratto della sua fidanzata e il suo caro piccolo violino. Arriva un signore vecchio con un retino per acchiappare le farfalle; i due si incontrano:

foto
Ennio Morlotti "Figura R4 (Due Figure)", 1950

Eccoli qui, Giuseppe e il vecchio con il retino acchiappafarfalle... non lo vedete? Ma sì, il Diavolo è quelo di sinistra! Il Diavolo vuole il violino e offre a Giuseppe in cambio un libro magico che lo farà diventare ricco, consentendogli di leggere il fituro. Abbiamo dato ai bambini il "Libro Magico" da sfogliare... un libro che non ha parole da leggere, ma pagine bianche, perchè occorre conoscere il suo segreto per imparare ad usarlo... e, aggiungiamo noi per aiutare i bambini a capire la storia, occorre dare qualcosa in cambio a quel signore, cioè al diavolo... qualcosa di importantissimo... anzi, la cosa più importante che abbiamo: l'anima, che è rappresentata dal violino.

Il Diavolo convince Giuseppe a seguirlo a casa sua: "tu mi insegni a suonare il violino e io ti spiego come usare il libro", gli dice. E in più gli offre carne da mangiare e vino pregiato da bere... Affare fatto, per 3 giorni Giuseppe vive a casa del Diavolo...

Al termine del tempo pattuito, viene riaccompagnato in riva al ruscello, a bordo di una carrozza trainata da cavalli... che vola!

foto
Anton Zoran Music "Cavalli che passano", 1951

Ecco qui i cavalli del diavolo che sfrecciano in cielo a folle velocità in questo meraviglioso dipinto di Music.

Giuseppe si ritrova catapultato al ruscello, là dove era prima di incontrare il vecchio misterioso. Si rimette in marcia e arriva, finalmente, al suo paese. Ma qui ha una brutta sorpresa: nessuno lo riconosce: nemmeno sua madre, che chiama aiuto scambiandolo per un ladro! Ma come mai? La sua fidanzata si è sposata con un altro uomo e ha avuto un bambino... cos'è successo?

Tutti sono intenti a lavorare e svolgere le loro attività: nessuno si cura di lui e nessuno lo riconosce. Lo credono forse morto?
Filippo de Pisis, "Cantiere a Cortina", 1937

In questo quadro di de Pisis, vediamo tante persone in un cantiere (per noi villaggio) che lavorano e non notano l'arrivo di Giuseppe. Sapete perchè? Giuseppe non è rimasto solo 3 giorni a casa del Diavolo, ma ben 3 lunghi anni! E tutti lo hanno dimenticato, credendolo morto in guerra.

Giuseppe è disperato. Solo. Il Diavolo torna da lui con un nuovo travestimento: un mercante di bestiame, ed eccolo raffigurato in questa scultura di Arturo Martini... e gli dice: "MA cosa fai? non ti ricordi il libro che ti ho dato? Comincia ad usarlo! Ti farà diventare ricco, ricco, ricchissimo...
Arturo Martini, "L'Uomo della Maremma", 1938
Il Diavolo veste Giuseppe in modo elegante. Giuseppe diventa ricco, ricco, ricchissimo... ha tutto. Ma il tutto è niente.

Un giorno il Diavolo torna da lui, vestito da vecchia zingara, che vende oggetti di poco valore... tra quegli oggetti, il suo violino... "Il mio violino, lo rivoglio!" esclama Giuseppe! Ma quando lo prende in mano, si accorge che non è più in grado di suonarlo. Il violino resta muto. Che disperazione!

Maledetto Demonio! Giuseppe lascia tutto e si rimette in marcia verso l'ignoto... e qui ascoltiamo la MARCIA, che assume per l'occasione sonorità circensi, che la rendono più straniata e inquietante.

Giuseppe si riposa in una locanda di un paese sconosciuto. Sente un rullo di tamburi e un annuncio: la principessa è malata, il Re del paese sconosciuto promette la mano di lei a chi fosse in grado di guarirla. Giuseppe decide di tentare la fortuna e, pur non essendo un medico, si reca al castello, dove la Principessa giace morente nel suo letto:

foto
Giorgio de Chirico, "Nudo coricato (sera d'estate)"

La Principessa viene salvata grazie ad un Tango che il nostro Giuseppe le suona con il suo piccolo amato violino, che ora riesce a suonare in quanto si è spogliato di ogni cosa materiale che aveva "guadagnato" con le truffe del diavolo.

Dopo il Tango, un Valzer e un Ragtime, dai ritmi moderni, popolare negli Stati Uniti d'America.

Ascoltiamo le 3 DANZE davanti al Nudo coricato di Giorgio de Chirico.

Ma il Diavolo non è ancora sconfitto... se si vende l'anima al Diavolo questa sarà sua per sempre...

Alla fine, la Principessa e Giuseppe valicano i confini di quel paese; il Diavolo aveva vietato loro di sconfinare... per punizione, il Diavolo rapisce Giuseppe e lo allontana nell'ignoto per sempre... un finale che ben potrebbe raffigurare questa Composizione di Sironi:

Mario Sironi, "Composizione con Cavaliere", 1949
E ascoltiamo tutti insieme, davanti a questo capolavoro, la MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO, che conclude l'opera di Stravinskij.

In conclusione, credo sia stata un'esperienza di grande valore per tutti. Un progetto senz'altro ambizioso, che ha coinvolto educatori e bambini in un pomeriggio di immersione totale nell'Arte ad ampio spettro: musica, pittura, scultura, teatro (abbiamo allestito un piccolo teatrino ispirato al Kamishibai, la tradizionale forma di narrazione per immagini giapponese)... e coinvolgimento attivo dei bambini con l'ascolto, ma anche con la richiesta di "collaborazione" nella scelta delle immagini con cui "illustrare" la storia e nella recitazione di piccole parti dell'opera... associandole anche alle sonorità di Stravinskij.

L'esperienza, si concluderà con lo spettacolo DAL VIVO dell'Ensamble del Fetival Dino Ciani, il 7 agosto a Borca di Cadore e il 10 agosto a Dobbiaco.

Una interessante versione dell'opera che utilizza il "nostro" procedimento di racconto per immagini:





LABORATORIO: Histoire du soldat al Museo Rimoldi

De Pisis "Soldatino francese", 1937
Il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d'Ampezzo,  www.musei.regole.it, che vanta una collezione meravigliosa di Maestri del Novecento (Sironi, De Chirico, Savinio, de Pisis, Guttuso, Funi...) ha ospitato ieri un laboratorio didattico inserito anche nel programma del Festival e Accademia Dino Ciani 2014, manifestazione culturale (prevalentemente musicale ma non solo) dedicata al genio pianistico di Dino Ciani, prematuramente scomparso in tragiche circostanze 40 anni fa (www.festivaldinociani.com) e quest'anno incentrata sul tema del centenario della Grande Guerra.


Bambini attenti al racconto della storia
Il laboratorio, rivolto ai bambini dai 6 anni in su (ma non mancavano piccoli di 4 o 5 anni...), è stato pensato per raccontare ai bambini l'Histoire du Soldat di Igor Stravinskij (scritta nel 1918 e strettamente legata al tema della Guerra), creando un percorso "itinerante" tra i quadri esposti al Museo. Insieme alla responsabile dei Servizi Educativi dei Musei delle Regole di Ampezzo, Stefania Zardini Lacedelli e all'educatrice museale Nicoletta Cargnel, abbiamo accompagnato i bambini in un "piccolo viaggio" questa volta non solo musicale, ma anche artistico e interattivo.

Presentazione del laboratorio
Ripercorriamo in questo Post il percorso effettuato ieri pomeriggio e raccontiamo così in modo più approfondito la trama dell'opera, rimandando anche all'ascolto dell'opera (Histoire du soldat) rendendo "sonori" i dipinti esposti al III piano del Museo.
Nei Post successivi, approfondiremo ulteriormente trama e musica dell'opera, con l'aiuto di un capolavoro dell'animazione ad acquarelli, firmato Blechman.

Al Museo siamo partiti da un'immagine del nostro protagonista: il soldato GIUSEPPE, che si prepara a partire per tornare a casa in licenza, raccogliendo le sue cose più care in uno zaino. Sono stati i bambini a frugare nello zaino e trovare gli oggetti che il soldato ha scelto di portare con sè: uno specchio, un medaglione del suo Santo Protettore, San Giuseppe, il ritratto della sua fidanzata (= una riproduzione del quadro di Massimo Campigli presente nella Collezioni Rimoldi che abbiamo posizionato in una cornicetta):


Massimo Campigli, "Ritratto di Rosa Braun", 1955

 e un piccolo violino (che rappresenta la sua anima)...
Il violino del Soldato... vi ricorda qualcosa?

Il soldato marcia... marcia... marcia, senza mai fermarsi e guardando i quadri che abbiamo immaginato essere la raffigurazione dei paesaggi che lui attraversa, abbiamo fatto ascoltare ai bambini LA MARCIA DEL SOLDATO, che è uno dei temi ricorrenti dell'opera di Stravinskij, che viene riproposto in maniera variata in più di un'occasione...
foto
Mario Sironi "Montagne", 1947
Il soldato marcia attraverso un paesaggio naturale, che noi immaginiamo inquietante, perchè la guerra non può che dipingere tutto con tonalità scure, desolazione, inquietudine... ecco che abbiamo accostato al suo percorso a piedi, alla sua MARCIA, questo dipinto di Sironi, "Montagne", così scuro

Il diavolo col retino incontra il soldato con il violino...
e "diabolico"... che ci fa entrare nell'atmosfera dell'imminente incontro di Giuseppe con il Diavolo... ma potrebbe anche essere questo Paesaggio di Achille Funi, meno "diabolico", che contiene anche un ruscello, presso al quale il soldato sceglierà di riposarsi.

Achille Funi, "Paesaggio", 1930
 Infatti, Giuseppe si sdraia vicino ad un ruscello. Ha fame, ma nel suo zaino non ha nulla di commestibile. Abbiamo pensato di visualizzare questo momento con questo dipinto di Filippo de Pisis:

foto
Filippo de Pisis "La Pastorale", 1942

Dallo zaino il soldato estrarrà i suoi oggetti più cari: uno specchio, il ritratto della sua fidanzata e il suo caro piccolo violino. Arriva un signore vecchio con un retino per acchiappare le farfalle; i due si incontrano:

foto
Ennio Morlotti "Figura R4 (Due Figure)", 1950

Eccoli qui, Giuseppe e il vecchio con il retino acchiappafarfalle... non lo vedete? Ma sì, il Diavolo è quelo di sinistra! Il Diavolo vuole il violino e offre a Giuseppe in cambio un libro magico che lo farà diventare ricco, consentendogli di leggere il fituro. Abbiamo dato ai bambini il "Libro Magico" da sfogliare... un libro che non ha parole da leggere, ma pagine bianche, perchè occorre conoscere il suo segreto per imparare ad usarlo... e, aggiungiamo noi per aiutare i bambini a capire la storia, occorre dare qualcosa in cambio a quel signore, cioè al diavolo... qualcosa di importantissimo... anzi, la cosa più importante che abbiamo: l'anima, che è rappresentata dal violino.

Il Diavolo convince Giuseppe a seguirlo a casa sua: "tu mi insegni a suonare il violino e io ti spiego come usare il libro", gli dice. E in più gli offre carne da mangiare e vino pregiato da bere... Affare fatto, per 3 giorni Giuseppe vive a casa del Diavolo...

Al termine del tempo pattuito, viene riaccompagnato in riva al ruscello, a bordo di una carrozza trainata da cavalli... che vola!

foto
Anton Zoran Music "Cavalli che passano", 1951

Ecco qui i cavalli del diavolo che sfrecciano in cielo a folle velocità in questo meraviglioso dipinto di Music.

Giuseppe si ritrova catapultato al ruscello, là dove era prima di incontrare il vecchio misterioso. Si rimette in marcia e arriva, finalmente, al suo paese. Ma qui ha una brutta sorpresa: nessuno lo riconosce: nemmeno sua madre, che chiama aiuto scambiandolo per un ladro! Ma come mai? La sua fidanzata si è sposata con un altro uomo e ha avuto un bambino... cos'è successo?

Tutti sono intenti a lavorare e svolgere le loro attività: nessuno si cura di lui e nessuno lo riconosce. Lo credono forse morto?
Filippo de Pisis, "Cantiere a Cortina", 1937

In questo quadro di de Pisis, vediamo tante persone in un cantiere (per noi villaggio) che lavorano e non notano l'arrivo di Giuseppe. Sapete perchè? Giuseppe non è rimasto solo 3 giorni a casa del Diavolo, ma ben 3 lunghi anni! E tutti lo hanno dimenticato, credendolo morto in guerra.

Giuseppe è disperato. Solo. Il Diavolo torna da lui con un nuovo travestimento: un mercante di bestiame, ed eccolo raffigurato in questa scultura di Arturo Martini... e gli dice: "MA cosa fai? non ti ricordi il libro che ti ho dato? Comincia ad usarlo! Ti farà diventare ricco, ricco, ricchissimo...
Arturo Martini, "L'Uomo della Maremma", 1938
Il Diavolo veste Giuseppe in modo elegante. Giuseppe diventa ricco, ricco, ricchissimo... ha tutto. Ma il tutto è niente.

Un giorno il Diavolo torna da lui, vestito da vecchia zingara, che vende oggetti di poco valore... tra quegli oggetti, il suo violino... "Il mio violino, lo rivoglio!" esclama Giuseppe! Ma quando lo prende in mano, si accorge che non è più in grado di suonarlo. Il violino resta muto. Che disperazione!

Maledetto Demonio! Giuseppe lascia tutto e si rimette in marcia verso l'ignoto... e qui ascoltiamo la MARCIA, che assume per l'occasione sonorità circensi, che la rendono più straniata e inquietante.

Giuseppe si riposa in una locanda di un paese sconosciuto. Sente un rullo di tamburi e un annuncio: la principessa è malata, il Re del paese sconosciuto promette la mano di lei a chi fosse in grado di guarirla. Giuseppe decide di tentare la fortuna e, pur non essendo un medico, si reca al castello, dove la Principessa giace morente nel suo letto:

foto
Giorgio de Chirico, "Nudo coricato (sera d'estate)"

La Principessa viene salvata grazie ad un Tango che il nostro Giuseppe le suona con il suo piccolo amato violino, che ora riesce a suonare in quanto si è spogliato di ogni cosa materiale che aveva "guadagnato" con le truffe del diavolo.

Dopo il Tango, un Valzer e un Ragtime, dai ritmi moderni, popolare negli Stati Uniti d'America.

Ascoltiamo le 3 DANZE davanti al Nudo coricato di Giorgio de Chirico.

Ma il Diavolo non è ancora sconfitto... se si vende l'anima al Diavolo questa sarà sua per sempre...

Alla fine, la Principessa e Giuseppe valicano i confini di quel paese; il Diavolo aveva vietato loro di sconfinare... per punizione, il Diavolo rapisce Giuseppe e lo allontana nell'ignoto per sempre... un finale che ben potrebbe raffigurare questa Composizione di Sironi:

Mario Sironi, "Composizione con Cavaliere", 1949
E ascoltiamo tutti insieme, davanti a questo capolavoro, la MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO, che conclude l'opera di Stravinskij.

In conclusione, credo sia stata un'esperienza di grande valore per tutti. Un progetto senz'altro ambizioso, che ha coinvolto educatori e bambini in un pomeriggio di immersione totale nell'Arte ad ampio spettro: musica, pittura, scultura, teatro (abbiamo allestito un piccolo teatrino ispirato al Kamishibai, la tradizionale forma di narrazione per immagini giapponese)... e coinvolgimento attivo dei bambini con l'ascolto, ma anche con la richiesta di "collaborazione" nella scelta delle immagini con cui "illustrare" la storia e nella recitazione di piccole parti dell'opera... associandole anche alle sonorità di Stravinskij.

L'esperienza, si concluderà con lo spettacolo DAL VIVO dell'Ensamble del Fetival Dino Ciani, il 7 agosto a Borca di Cadore e il 10 agosto a Dobbiaco.

Una interessante versione dell'opera che utilizza il "nostro" procedimento di racconto per immagini:





venerdì 1 agosto 2014

Fiaba musicale: Histoire du soldat (1) - Arte e immagine e Lindsay Kemp

La nostra locandina dell'opera di Stravinskij
Partiamo per il nostro IX piccolo viaggio musicale... che questa volta definirei "grande viaggio": Histoire du Soldat è un' "Opera da camera" di Igor Stravinskij, scritta nel 1918, quando la I guerra mondiale ormai conclusa aveva lasciato miseria e desolazione in tutt'Europa.

Per l'esattezza è una "Storia da leggere, recitare e danzare in due parti".

Stravinskij si era allontanato dalla sua patria, la Russia, nel 1914, per riparare nella più sicura Svizzera, a Morges nel Vaud. Qui aveva una serie di amici di lingua francese tra i quali lo scrittore Charles Ferdinand Ramuz (morto nel 1947) e un direttore d'orchestra. La loro situazione economica era disperata... non avevano un soldo. Insieme, decisero di scrivere un'opera da portare in giro per la Svizzera come spettacolo itinerante per sbarcare il lunario... lo spettacolo doveva essere poco costoso e pertanto prevedere pochi strumenti, un'azione semplice, una scena spoglia e marionette al posto di attori in carne ed ossa. In un secondo momento cambiarono idea e al posto delle marionette pensarono a pochi attori/mimi/ballerini (per i pochi personaggi previsti). Stravinskij nelle Cronache della mia vita definisce questo progetto una "folle iniziativa", ma nonostante tutto l'idea andò in porto lasciando a noi un capolavoro assoluto.

Lo spettacolo doveva essere rivolto ai bambini, ma piacere anche ai grandi. Ramuz trae la vicenda da due fiabe della tradizione russa (dalla raccolta di Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev):

1. Il soldato disertore e il diavolo
2. Un soldato libera la principessa

La vicenda è chiaramente una variante del mito di Faust (quello che vende l'anima al diavolo... )

La storia sarebbe dunque ambientata non nella I guerra mondiale ma nella guerra russo-turca (1827-1829) durante la quale lo Zar Nicola I impose il reclutamento forzato. Ma ogni guerra è uguale... e la storia è perfetta anche per la I guerra mondiale. 

La locandina dello spettacolo andato in scena alla Scala (anni '80)
Siccome lo spettacolo doveva "viaggiare", occorreva anche che gli strumenti e le attrezzature sceniche fossero facilmente trasportabili... quindi niente strumenti ingombranti (no al pianoforte) e pochi oggetti scenici come uno zaino, uno specchio, un ritratto, un piccolo violino, un libro.... e un baldacchino smontabile per il narratore.

Ecco l'organico strumentale (= gli strumenti per i quali Stravinskij ha scritto la musica):
1. Violino e Contrabbasso tra gli archi
2. Clarinetto e Fagotto per i legni
3. Cornetta a pistoni (=tromba) e Trombone per gli ottoni
4. Percussioni: 1 tamburo militare, 1 grancassa, 2 tamburi rullanti, 1 piatto sospeso, 1 triangolo, 1 tamburello basco, tutti suonati "in batteria" dallo stesso musicista.

A ciò si aggiungano:
2 attori
1 narratiore
2 mimi/ballerini
1 direttore d'orchestra

... per un totale di: 7+2+1+2+1= 13 persone
"Histoire du Soldat" di Antonio Possenti (pittore di Lucca)


Lo spettacolo andò in scena per la prima (e momentaneamente unica) volta a Losanna il 28 settembre 1918. 

ALCUNE OSSERVAZIONI DI CARATTERE MUSICALE:
Gli strumenti utilizzati sono il più acuto e il più grave di ogni famiglia: tromba/trombone; violino/contrabbasso; clarinetto/fagotto e questo crea effetto di contrasto. Il VIOLINO è l'anima del soldato. Non suona più nel modo virtuosistico Ottocentesco, ma è dissonante e pare quasi scordato, ma in realtà sono tutti effetti voluti per creare una sonorità particolare. Una musica che si trasforma di continuo, mutevole e cangiante così come era a quel tempo l'arte (si pensi al cubismo e a Picasso). Il RITMO è incisivo e mutevole e anche il TEMPO cambia di continuo. I TIMBRI sono utilizzati in modo deformato e inusuale. Il CONTRABBASSO fa da "collante" a tutto questo variegato materiale sonoro che altrimenti sarebbe disgregato.

LE MARCE:
La prima MARCIA è MILITARESCA ma l'uso del fagotto e della cornetta che fa una serie di arpeggi fa dell'ironia sulle consuetudini militari. La II MARCIA, quella REALE ha sonorità da CIRCO. La MARCIA TRIONFALE del DIAVOLO è ossessiva: il violino suona una melodia difficile e vorticosamente ripetitiva: è il soldato in balìa del diavolo.

LE DANZE:
Nel momento in cui viene salvata la principessa compaiono 3 DANZE una in fila all'altra: un TANGO (=arrivato dall'Argentina nel 1910-11 e considerato ballo immorale... è ironico che sia esso a salvare la principessa dalla malattia!); un VALZER (=la danza più popolare del tempo) e un RAGTIME dal Nordamerica (=la novità del moderno nella vecchia Europa, il Nuovo Mondo, il ritmo che fa ballare la gente).

Un altra danza fa cadere a terra stremato il diavolo: una danza guarisce e una sfinisce...

Tra gli influssi musicali presenti anche il CORALE DI BACH (=musica da chiesa dal carattere lento e austero, solenne...)
NEI PROSSIMI POST approfondiremo la trama anche grazie ad un cartone animato. Ma intanto vi propongo l'opera integralmente in questa recente produzione che io trovo meravigliosa, andata in scena a Bari a febbraio 2014 con la regia e la partecipazione di Lindsay Kemp (attore, ballerino, mimo, coreografo, regista britannico nato nel 1938).
Lindsay Kemp
Devo confessare che Antonio e Giacomo sono rimasti incollati per un'ora a questo spettacolo senza la benchè minima distrazione, totalmente rapiti da questa affascinante storia di musica, magia o soprannaturale... diavolo... sonorità inquietanti... e io che pensavo non fosse adatta ai bambini! I bambini adorano le storie di paura! E di mistero! Non abbiate paura a proporla ai bambini. Magari prima raccontate loro la storia, studiatevi con attenzione voi i miei Ppst e i filmati in modo da poterli "accompagnare" adeguatamente alla scoperta di questo capolavoro.

Sotto i video, la spiegazione del laboratorio con il Pongo!


PRIMA PARTE:



SECONDA PARTE:




TERZA E ULTIMA PARTE:




COME REALIZZARE LA VOSTRA LOCANDINA:

Materiale occorrente per realizzare la locandina
Utilizzate il Pongo nero e rosso per la scritta. Create le lettere facendo dei piccoli vermicellini col pongo.

Sempre con il pongo fate la faccia del diavolo e quella del soldato che andrete ad applicare ad un bastoncino, così come il violino che creerete con il Pongo marrone.

Usate la vostra fantasia e poi posate le vostre creazioni su un foglio bianco e avrete una fantastica locandina in rilievo.


Fiaba musicale: Histoire du soldat (1) - Arte e immagine e Lindsay Kemp

La nostra locandina dell'opera di Stravinskij
Partiamo per il nostro IX piccolo viaggio musicale... che questa volta definirei "grande viaggio": Histoire du Soldat è un' "Opera da camera" di Igor Stravinskij, scritta nel 1918, quando la I guerra mondiale ormai conclusa aveva lasciato miseria e desolazione in tutt'Europa.

Per l'esattezza è una "Storia da leggere, recitare e danzare in due parti".

Stravinskij si era allontanato dalla sua patria, la Russia, nel 1914, per riparare nella più sicura Svizzera, a Morges nel Vaud. Qui aveva una serie di amici di lingua francese tra i quali lo scrittore Charles Ferdinand Ramuz (morto nel 1947) e un direttore d'orchestra. La loro situazione economica era disperata... non avevano un soldo. Insieme, decisero di scrivere un'opera da portare in giro per la Svizzera come spettacolo itinerante per sbarcare il lunario... lo spettacolo doveva essere poco costoso e pertanto prevedere pochi strumenti, un'azione semplice, una scena spoglia e marionette al posto di attori in carne ed ossa. In un secondo momento cambiarono idea e al posto delle marionette pensarono a pochi attori/mimi/ballerini (per i pochi personaggi previsti). Stravinskij nelle Cronache della mia vita definisce questo progetto una "folle iniziativa", ma nonostante tutto l'idea andò in porto lasciando a noi un capolavoro assoluto.

Lo spettacolo doveva essere rivolto ai bambini, ma piacere anche ai grandi. Ramuz trae la vicenda da due fiabe della tradizione russa (dalla raccolta di Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev):

1. Il soldato disertore e il diavolo
2. Un soldato libera la principessa

La vicenda è chiaramente una variante del mito di Faust (quello che vende l'anima al diavolo... )

La storia sarebbe dunque ambientata non nella I guerra mondiale ma nella guerra russo-turca (1827-1829) durante la quale lo Zar Nicola I impose il reclutamento forzato. Ma ogni guerra è uguale... e la storia è perfetta anche per la I guerra mondiale. 

La locandina dello spettacolo andato in scena alla Scala (anni '80)
Siccome lo spettacolo doveva "viaggiare", occorreva anche che gli strumenti e le attrezzature sceniche fossero facilmente trasportabili... quindi niente strumenti ingombranti (no al pianoforte) e pochi oggetti scenici come uno zaino, uno specchio, un ritratto, un piccolo violino, un libro.... e un baldacchino smontabile per il narratore.

Ecco l'organico strumentale (= gli strumenti per i quali Stravinskij ha scritto la musica):
1. Violino e Contrabbasso tra gli archi
2. Clarinetto e Fagotto per i legni
3. Cornetta a pistoni (=tromba) e Trombone per gli ottoni
4. Percussioni: 1 tamburo militare, 1 grancassa, 2 tamburi rullanti, 1 piatto sospeso, 1 triangolo, 1 tamburello basco, tutti suonati "in batteria" dallo stesso musicista.

A ciò si aggiungano:
2 attori
1 narratiore
2 mimi/ballerini
1 direttore d'orchestra

... per un totale di: 7+2+1+2+1= 13 persone
"Histoire du Soldat" di Antonio Possenti (pittore di Lucca)


Lo spettacolo andò in scena per la prima (e momentaneamente unica) volta a Losanna il 28 settembre 1918. 

ALCUNE OSSERVAZIONI DI CARATTERE MUSICALE:
Gli strumenti utilizzati sono il più acuto e il più grave di ogni famiglia: tromba/trombone; violino/contrabbasso; clarinetto/fagotto e questo crea effetto di contrasto. Il VIOLINO è l'anima del soldato. Non suona più nel modo virtuosistico Ottocentesco, ma è dissonante e pare quasi scordato, ma in realtà sono tutti effetti voluti per creare una sonorità particolare. Una musica che si trasforma di continuo, mutevole e cangiante così come era a quel tempo l'arte (si pensi al cubismo e a Picasso). Il RITMO è incisivo e mutevole e anche il TEMPO cambia di continuo. I TIMBRI sono utilizzati in modo deformato e inusuale. Il CONTRABBASSO fa da "collante" a tutto questo variegato materiale sonoro che altrimenti sarebbe disgregato.

LE MARCE:
La prima MARCIA è MILITARESCA ma l'uso del fagotto e della cornetta che fa una serie di arpeggi fa dell'ironia sulle consuetudini militari. La II MARCIA, quella REALE ha sonorità da CIRCO. La MARCIA TRIONFALE del DIAVOLO è ossessiva: il violino suona una melodia difficile e vorticosamente ripetitiva: è il soldato in balìa del diavolo.

LE DANZE:
Nel momento in cui viene salvata la principessa compaiono 3 DANZE una in fila all'altra: un TANGO (=arrivato dall'Argentina nel 1910-11 e considerato ballo immorale... è ironico che sia esso a salvare la principessa dalla malattia!); un VALZER (=la danza più popolare del tempo) e un RAGTIME dal Nordamerica (=la novità del moderno nella vecchia Europa, il Nuovo Mondo, il ritmo che fa ballare la gente).

Un altra danza fa cadere a terra stremato il diavolo: una danza guarisce e una sfinisce...

Tra gli influssi musicali presenti anche il CORALE DI BACH (=musica da chiesa dal carattere lento e austero, solenne...)
NEI PROSSIMI POST approfondiremo la trama anche grazie ad un cartone animato. Ma intanto vi propongo l'opera integralmente in questa recente produzione che io trovo meravigliosa, andata in scena a Bari a febbraio 2014 con la regia e la partecipazione di Lindsay Kemp (attore, ballerino, mimo, coreografo, regista britannico nato nel 1938).
Lindsay Kemp
Devo confessare che Antonio e Giacomo sono rimasti incollati per un'ora a questo spettacolo senza la benchè minima distrazione, totalmente rapiti da questa affascinante storia di musica, magia o soprannaturale... diavolo... sonorità inquietanti... e io che pensavo non fosse adatta ai bambini! I bambini adorano le storie di paura! E di mistero! Non abbiate paura a proporla ai bambini. Magari prima raccontate loro la storia, studiatevi con attenzione voi i miei Ppst e i filmati in modo da poterli "accompagnare" adeguatamente alla scoperta di questo capolavoro.

Sotto i video, la spiegazione del laboratorio con il Pongo!


PRIMA PARTE:



SECONDA PARTE:




TERZA E ULTIMA PARTE:




COME REALIZZARE LA VOSTRA LOCANDINA:

Materiale occorrente per realizzare la locandina
Utilizzate il Pongo nero e rosso per la scritta. Create le lettere facendo dei piccoli vermicellini col pongo.

Sempre con il pongo fate la faccia del diavolo e quella del soldato che andrete ad applicare ad un bastoncino, così come il violino che creerete con il Pongo marrone.

Usate la vostra fantasia e poi posate le vostre creazioni su un foglio bianco e avrete una fantastica locandina in rilievo.