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lunedì 26 dicembre 2016

PVM a Castelnovo ne' Monti e a Cerreto Laghi

Pietra di Bismantova
La Pietra di Bismantova è una montagna dell'Appennino Reggiano, alta 1041 metri.
È situata nel comune di Castelnovo ne' Monti, paese che sorge alle sue falde. Si presenta come uno stretto altopiano dalle pareti scoscese, che si staglia isolato tra le montagne appenniniche.
La zona è classificata come sito di interesse comunitario della Rete Natura 2000.

Ma ciò che rende questa montagna ricca di fascino è la sua citazione nel IV Canto del Purgatorio nella Divina Commedia di Dante:

 « Vassi in Sanleo[30] e discendesi in Noli[30],
montasi su Bismantova e 'n Cacume[30]
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli;

dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume » 

(Dante, Purgatorio, canto IV, vv.25-30)

Risultati immagini per bismantova


http://www.parcoappennino.it/pdf/bismantova0.pdf


Guarda questo filmato:
http://www.raiscuola.rai.it/articoli/la-pietra-di-bismantova-appennino-reggiano/9606/default.aspx



Il paese più vicino a questo massicci e dal quale lo si può vedere alla perfezione, è Castelnovo ne' Monti, in provincia di Reggio Emilia, capoluogo dell'Appennino Reggiano.

La Pietra dalla strada
 Ho passeggiato per le vie del centro storico di questo paese di montagna appenninica. Diversissimo dai paesi alpini. Come diversissima è la montagna che lo circonda.

Centro storico di Castelnovo


Scorcio

Scorcio

Scorcio
Da qui ho proseguito per raggiungere Cerreto Laghi attraverso il Passo del Cerreto.

La Pietra di Bismantova vista dal Cerreto

Cerreto Laghi

Vista dall'alto

domenica 11 dicembre 2016

PVM a Bobbio sul Ponte del Diavolo

Antonio sul Ponte Gobbo o del Diavolo
Gita a Bobbio, nella Val Trebbia, per ammirare un altro gioiello italiano insignito della Bandiera Arancione del touring: Bobbio, un borgo medievale ben tenuto che merita assolutamente di essere visitato. Si trova alle pendici del Monte Penice, in provincia di Piacenza, andando verso Genova. Parcheggiando in Piazza san Francesco, dove si trova il Monastero di San Francesco, XIII sec

Il Monastero di San Francesco
 ci siamo subito diretti verso l'attrazione più curiosa: il  Ponte Vecchio, o Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo, risalente all'epoca romana ma documentato dal 1196, lungo 280 m con 11 archi diseguali fra loro. 

Risultati immagini per ponte del diavolo bobbio

"Nel medioevo, la costruzione di un ponte era un'opera di grande ingegno, considerata quasi prodigiosa. Per questo la costruzione dei ponti ha dato origine a molte leggende, che spesso avevano come protagonista il diavolo, in quanto congiungere due luoghi che la natura (e Dio) aveva voluto separati era vista da molti come un'opera "diabolica".

Il Trebbia dal Ponte
Secondo una prima antica tradizione, il maligno contattò san Colombano, promettendogli di costruire il ponte in una notte, in cambio della prima anima mortale che lo avrebbe attraversato. Il santo accettò. Nella notte, il diavolo convocò vari diavoletti che lo aiutarono nell'opera muratoria, reggendo le volte del ponte. I demoni erano di statura diversa e così le varie arcate del ponte uscirono di dimensioni variabili. Al mattino, il diavolo si appostò all'estremità del ponte, per esigere il suo compenso. San Colombano gli mandò un cagnetto. Il diavolo, turlupinato, se ne tornò all'inferno, non prima di avere sferrato un calcio al suo manufatto, che da allora è anche sghembo" (da Wiki).

Il Duomo di Bobbio - Cattedrale di Santa maria Assunta

La Piazza del Duomo
Siamo poi passati dal Duomo, XI sec, ma con l'interno moderno, che si erge in un apiazzetta molto graziosa con begli edifici, per poi passeggiare per le vie del Borgo fino all'imponente Abbazia di San Colombano.

Portico dell'Abbazia (1570)

Facciata dell'Abbazia

Mosaici nella Cripta

Sarcofago di San Colombano

L'Abbazia dall'alto del Castello
Dall'Abbazia, ci siamo incamminati verso il meraviglioso castello Malaspina-Dal Verme, eretto nel XIV sec. per volere di Corradino Malaspina. 

La via verso il Castello

Ingresso del castello

Mastio centrale

Giacomo nel castello

Panorama

Ammirando il panorama



Vista dall'alto

Per celebrare la nostra visita... una musica "diabolica": "Il Trillo del Diavolo" di G. Tartini.


lunedì 5 dicembre 2016

PVM nella bella Milano (1a tappa)

In Piazza del Duomo
Era da 20 anni che non facevo un giro nella "mia" Milano, la città dove sono nata e cresciuta ma nella quale ho scelto di non fare crescere i miei figli, preferendo ad essa Parma, con la sua dimensione più umana e le sue tradizioni più vive.


La prima scoperta che ho fatto è che per entrare in Duomo occorre il biglietto. Da un lato ne sono felice, perchè per mantenere le bellezze artistiche è giusto far pagare il turista. All'estero è così dappertutto. Dall'altro mi è dispiaciuto non poter far vedere l'interno del Duomo ai miei figli, perchè la coda era proibitiva...




Mi è piaciuto, rivedere le mie strade, che percorrevo quotidianamente per andare a scuola e in Università... Via Festa del Perdono, Via Larga... Piazza Missori, dove viveva la mia cara nonna Jucci. Più o meno i luoghi qui sono gli stessi, anche se i negozi e i locali sono completamente cambiati.

L'Università degli Studi
Cara Università, ricordo le lezioni, le ore di studio su Dante, Boccaccio, Petrarca, Manzoni, l'Eneide, Shakespeare, Pirandello, Brecht, Molière, Gozzi... Estetica, Filologia Romanza, Storia della Chiesa e dei movimenti ereticali, Storia moderna, Letteratura, Arte... Lettere... una facoltà che non esiste più.

Antonio all'interno dell'Università

Piazza Fontana
Piazza Fontana, luogo famoso per la strage del 12 dicembre 1969, Torre Velasca, moderna allora, antica oggi.

Torre Velasca
C.so vittorio Emanuele
In Galleria praticamente è come essere sulla Rambla di Barcellona... impossibile camminare! Occorre farsi largo tra la folla.
Galleria
Curata, sì, ma niente più negozi culturali, nemmeno Ricordi... solo moda e qualche libreria perchè quelle non mancano mai, anche se la gente non legge più. Milano si rivela, ad ogni passo, per quella che è diventata: la città dell'apparire. Che nasconde quelle zone degradate ai margini, ormai ghettizzate a quartieri stranieri, arabi, marocchini, cinesi, indiani... Il resto in grande spolvero: luci e lustrini, high tech, slow food (ma dove? che non 'è nemmeno un albero!), Eataly occupa il teatro Smeraldo, Piazza Gae Aulenti riqualifica una zona popolare, il quartiere Isola che sorge lì accanto... negozi, negozi, negozi... architetti con grandi nomi firmano strutture avvenieristiche e presto arriverà un parco, lì in mezzo, per dare ai milanesi l'illusione di avere anche la natura, di bastare definitivamente a se stessi. Il bosco in casa, non la casa nel bosco... l'onnipotenza dell'uomo.

La cupola della Galleria illuminata a festa
Via Fiori Chiari
La Chiesa di San Marco

Liceo Parini
La mia Scuola, medie e liceo. Un istituto "mitico" da cui partì il '68 milanese con la Zanzara e tutto il movimento studentesco.

Giacomo verso San Simpliciano
San Simpliciano, il mio asilo dalla suore. Un asilo antico, con i grembiulini arancioni, la merenda di pane e mela, pane e marmellata, pane e cioccolata, tutti in cerchio sulle panche di legno... le preghiere, le tartarughe nel chiostro, le regole da rispettare, le lacrime di nostalgia. Non esiste più nemmeno quello. 


Interno di San Simpliciano
La Chiesa "doppia" Santa Maria Incoronata
Una delle chiese più belle di Milano, che ormai sparisce trovandosi alle porte del nuovo moderno quartiere che parte da Piazza XXV Aprile...

Interno di Santa Maria Incoronata
Porta Nuova
Eataly occupa lo storico Teatro Smeraldo.

L'ex Teatro Smeraldo diventato... Eataly
La Milano da Bere... Corso Como, verso la nuova Piazza sopraelevata.
Giacomo e Antonio in C.so Como
Il famoso e "trandy" Corso Como 10
 Verso Piazza Gae Aulenti:
Nuovo Skyline di Milano

Il gioco della voce
Prima di entrare in piazza, ecco l’opera acustico-visiva di Alberto Garutti, composta da 23 tubi in metallo cromato che somigliano a dei grandi megafoni di vecchi giradischi. Un’opera dedicata alle voci e ai suoni della città.
Vista dal "buco" delle gallerie
Piazza Gae Aulenti, vera e propria opera d’arte, di César Pelli: 3 fontane a sfioro sono punteggiate di luci colorate e attraversate da vialetti che congiungono le diverse parti della piazza, attorniata da due edifici in vetro e dalla Torre Unicredit, che si innalza nel cielo di Milano per ben 105 metri creando uno specchio che ne riflette colori e luci.
La Torre Unicredit

L'altra torre in vetro

L' architetto Michele De Lucchi è l'autore del seme che ospita eventi culturali: scheletro fatto interamente in legno che ricopre un involucro di vetro.
La struttura a "fagiolo" che ospita eventi culturali
Il Bosco verticale
Il Bosco Verticale sono due condomini con annessi alberi sui terrazzini, insignito da una giuria internazionale del premio International Highrise Award per essere l’edificio più bello e innovativo del mondo. Il complesso del Bosco Verticale, ideato da Stefano Boeri, è formato da due torri costruite con dei terrazzamenti che ospitano ben ottocento alberi alti fra i 3 e i 9 metri, nonché un’infinità di arbusti, tappezzamenti e altre piante, per un totale di oltre 100 specie differenti. A quanto pare, se si prendessero tutti i terrazzamenti e li si mettesse uno a fianco all’altro, la superficie totale occupata sarebbe di 20’000 metri quadri di bosco e sottobosco.

Dall'altro lato, verso Melchiorre Gioia, due moderni grattacieli neri con balconate a vetro opaco: sono la Torre Solaria e la Torre Aria e ospitano le residenze più in di Milano.

Torre Solaria e Torre Aria

Il futuro nuovo Parco


La casa "disegnata a mosaico"

La linea 5
Bello vero? Sì... una bella illusione. Un mondo dei sogni in cui sembra tutto nuovo, tecnologico ecologico... il bosco, il parco, Eataly e lo Slow food district... gente che fa jogging a tutte le ore, nuovi locali dove si mangia vegan, gluten free, km 0 (a Milano???). E tra poco anche il vostro gatto potrà mangiare gluten free. No grazie. Ci faccio un giro, volentieri, e rimango anche incantata da tutta questa modernità. Ma poi io sì vado a comprare quello che mangio dal contadino, nelle botteghe che ancora ci sono nella provincia. Io sì mangio il pane "fatto in casa" e la torta "della nonna". Il pollo ruspante e le uova una diversa dall'altra, che a volte la confezione da 6 non si chiude... E spendo un terzo. Perchè non pago il "marchio" Milano. Quando sei dentro, ti fai divorare da quello che ti costruiscono intorno. Quando esci da lì, ti accorgi che i valori di una volta non hanno un packeging... e un albero che ti impedisce di mettere l'auto dritta nel parcheggio è la vera felicità.