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domenica 4 dicembre 2016

PVM alla Scala: Maria João Pires

Davanti alla locandina

Per il 225° anniversario dalla morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Teatro alla Scala di Milano ospita la settantenne (molto ben portati!) pianista portoghese Maria João Pires... e PVM non perde l'occasione!


"Sottile ed elegante, con l’aria schiva di chi non impazzisce per le luci della ribalta (non a caso nelle rare interviste che rilascia, immancabilmente, dichiara di non essersi mai abituata all’idea di essere al centro dell'attenzione): a dispetto di quest’apparenza quasi dimessa, la portoghese Maria João Pires è però una delle più grandi pianiste del nostro tempo, interprete di un pianismo squisito e intimo, intenso ed eloquente, al di là delle difficoltà tecniche sempre totalmente connesso con la dimensione espressiva della musica. Maria João Pires torna al Teatro alla Scala a poco più di un anno dal suo ultimo concerto nel nome di Mozart e di Schubert per una serata (sabato 3 dicembre) pensata per celebrare il 225° anniversario della morte del Salisburghese. ires affronta in sequenza la ricchezza musicale, il tecnicismo brillante e la fantasia melodica della Sonata n. 12 in fa maggiore KV 332 di Mozart, pagina dalla grazia morbida e galante la cui atmosfera amabile è poi sostituita dalla pacata malinconia della Sonata n. 13 in si bemolle maggiore KV 333 caratterizzata da una sorprendente ricchezza di invenzioni melodiche e tematiche. Nella seconda parte spazio allo Schubert estremo della Sonata in si bemolle maggiore D 960, l’ultima delle sonate pianistiche del Viennese, illuminata da un gioco timbrico lieve e magistrale e da un’espressività in bilico fra malinconia e giocosità" (Daniela Zacconi)


Teatro pieno, parecchi giovani in galleria, nonostante La Scala non abbia NESSUN TIPO DI RIDUZIONE per giovani. Organizza, è vero una "prima" per i giovani Under 30 (che è poi una prova antegenerale...) e una stagione di "Grandi Steppacoli per piccoli", ma io trovo che si debba anche offrire ai giovani SEMPRE la possibilità di accedere agli spettacoli del normale cartellone a prezzi agevolati, come accade in quasi tutti gli altri teatri del mondo...


Pubblico inesperto, rispetto a quello dei teatri "di provincia" (Parma, Piacenza, Modena...), che applaude dopo il primo movimento e della Sonata di Schubert (ma finché di applausi si tratta, si perdonano). Alcuni tristemente attaccati al cellulare anche durante l'esecuzione (dall'alto si vedeva qualche schermo acceso), un atteggiamento da ignoranti totali, (non perdonabile) e altri colti da tosse improvvisa e incontrollabile durante i ff che a parer loro autorizzavano all'espettorazione catarrale. 
Una Pires forse non in una delle sue migliori serate e non aiutata dall'acustica della sala scaligera, inadatta al solo pianoforte, come inadatta è l'ampiezza di un teatro nato per diverse sonorità. Nell'insieme, un concerto piacevole ma non memorabile. Un programma che non poteva non piacere, ma che forse meritava una personalità più decisa dal punto di vista interpretativo. Non abbiamo sentiro i contrasti di colore che ci aspettavamo e soprattutto mancava in certi momenti un po' più di coraggio nel mettere in luce la veemenza di certi fortissimo mozartiani. Meglio in Schubert, dove è parsa più libera, ma anche qui qualcosa è mancato. Tuttavia, la Pires ci piace come donna di classe, di un'eleganza raffinata, e come musicista per il suo modo di fare musica dimesso e intimo, non alla ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi (e la scelta del programma era in linea con questa visione). Dimessa la sua figura e non per questo meno affascinante di chi si presenta sul palco in minigonna e tacchi a spillo. La musica, in effetti, basta da sola per trasmettere bellezza. 

Nell'unico bis, la Bagatella op. 126 n. 5di Beethoven. 



Programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata n. 12 in F major KV 332K332

Sonata n. 13 in B sharp major KV 333
Franz Schubert Sonata n. 21 in B flat major D 960

PVM alla Scala: Maria João Pires

Davanti alla locandina

Per il 225° anniversario dalla morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Teatro alla Scala di Milano ospita la settantenne (molto ben portati!) pianista portoghese Maria João Pires... e PVM non perde l'occasione!


"Sottile ed elegante, con l’aria schiva di chi non impazzisce per le luci della ribalta (non a caso nelle rare interviste che rilascia, immancabilmente, dichiara di non essersi mai abituata all’idea di essere al centro dell'attenzione): a dispetto di quest’apparenza quasi dimessa, la portoghese Maria João Pires è però una delle più grandi pianiste del nostro tempo, interprete di un pianismo squisito e intimo, intenso ed eloquente, al di là delle difficoltà tecniche sempre totalmente connesso con la dimensione espressiva della musica. Maria João Pires torna al Teatro alla Scala a poco più di un anno dal suo ultimo concerto nel nome di Mozart e di Schubert per una serata (sabato 3 dicembre) pensata per celebrare il 225° anniversario della morte del Salisburghese. ires affronta in sequenza la ricchezza musicale, il tecnicismo brillante e la fantasia melodica della Sonata n. 12 in fa maggiore KV 332 di Mozart, pagina dalla grazia morbida e galante la cui atmosfera amabile è poi sostituita dalla pacata malinconia della Sonata n. 13 in si bemolle maggiore KV 333 caratterizzata da una sorprendente ricchezza di invenzioni melodiche e tematiche. Nella seconda parte spazio allo Schubert estremo della Sonata in si bemolle maggiore D 960, l’ultima delle sonate pianistiche del Viennese, illuminata da un gioco timbrico lieve e magistrale e da un’espressività in bilico fra malinconia e giocosità" (Daniela Zacconi)


Teatro pieno, parecchi giovani in galleria, nonostante La Scala non abbia NESSUN TIPO DI RIDUZIONE per giovani. Organizza, è vero una "prima" per i giovani Under 30 (che è poi una prova antegenerale...) e una stagione di "Grandi Steppacoli per piccoli", ma io trovo che si debba anche offrire ai giovani SEMPRE la possibilità di accedere agli spettacoli del normale cartellone a prezzi agevolati, come accade in quasi tutti gli altri teatri del mondo...


Pubblico inesperto, rispetto a quello dei teatri "di provincia" (Parma, Piacenza, Modena...), che applaude dopo il primo movimento e della Sonata di Schubert (ma finché di applausi si tratta, si perdonano). Alcuni tristemente attaccati al cellulare anche durante l'esecuzione (dall'alto si vedeva qualche schermo acceso), un atteggiamento da ignoranti totali, (non perdonabile) e altri colti da tosse improvvisa e incontrollabile durante i ff che a parer loro autorizzavano all'espettorazione catarrale. 
Una Pires forse non in una delle sue migliori serate e non aiutata dall'acustica della sala scaligera, inadatta al solo pianoforte, come inadatta è l'ampiezza di un teatro nato per diverse sonorità. Nell'insieme, un concerto piacevole ma non memorabile. Un programma che non poteva non piacere, ma che forse meritava una personalità più decisa dal punto di vista interpretativo. Non abbiamo sentiro i contrasti di colore che ci aspettavamo e soprattutto mancava in certi momenti un po' più di coraggio nel mettere in luce la veemenza di certi fortissimo mozartiani. Meglio in Schubert, dove è parsa più libera, ma anche qui qualcosa è mancato. Tuttavia, la Pires ci piace come donna di classe, di un'eleganza raffinata, e come musicista per il suo modo di fare musica dimesso e intimo, non alla ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi (e la scelta del programma era in linea con questa visione). Dimessa la sua figura e non per questo meno affascinante di chi si presenta sul palco in minigonna e tacchi a spillo. La musica, in effetti, basta da sola per trasmettere bellezza. 

Nell'unico bis, la Bagatella op. 126 n. 5di Beethoven. 



Programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata n. 12 in F major KV 332K332

Sonata n. 13 in B sharp major KV 333
Franz Schubert Sonata n. 21 in B flat major D 960

venerdì 25 novembre 2016

MODENA: Krystian Zimerman

Aspettando Zimerman
Concerto memorabile, nello splendido Teatro Comunale di Modena, pieno ma non pienissimo, ma pieno di giovani e questa è il particolare più confortante da rilevare. Che stia cambiando qualcosa? Del resto il panorama della musica leggera ultimamente offre davvero poco, e chi è dotato di sensibilità musicale torna alla musica classica.


Krystian Zimerman è uno dei pianisti più apprezzati, forse nella top 5 del pianismo mondiale... forse nella top 3... non è bello fare classifiche, ma a volte occorrono per rendere l'idea delle "dimensioni" di un suo concerto.  Pare che Zimerman non si conceda troppo spesso al pubblico (una cinquantina di concerti all'anno contro le centinaia dei suoi colleghi...) quindi quando passa vicino a casa non bisogna farselo scappare. eravamo stati a Parma e ieri sera ci siamo avventurati fino a Modena... non lontano ma per essere infrasettimanale sempre un discreto "viaggio". Ma si sa, se il viaggio è "musicale" noi lo facciamo più che volentieri e la serata ci ha ripagato.
 

Zimermann plays D959 London 2016

Zimerman plays D960, London 2016

Articolo sulla Gazzetta di Modena

MODENA: Krystian Zimerman

Aspettando Zimerman
Concerto memorabile, nello splendido Teatro Comunale di Modena, pieno ma non pienissimo, ma pieno di giovani e questa è il particolare più confortante da rilevare. Che stia cambiando qualcosa? Del resto il panorama della musica leggera ultimamente offre davvero poco, e chi è dotato di sensibilità musicale torna alla musica classica.


Krystian Zimerman è uno dei pianisti più apprezzati, forse nella top 5 del pianismo mondiale... forse nella top 3... non è bello fare classifiche, ma a volte occorrono per rendere l'idea delle "dimensioni" di un suo concerto.  Pare che Zimerman non si conceda troppo spesso al pubblico (una cinquantina di concerti all'anno contro le centinaia dei suoi colleghi...) quindi quando passa vicino a casa non bisogna farselo scappare. eravamo stati a Parma e ieri sera ci siamo avventurati fino a Modena... non lontano ma per essere infrasettimanale sempre un discreto "viaggio". Ma si sa, se il viaggio è "musicale" noi lo facciamo più che volentieri e la serata ci ha ripagato.
 

Zimermann plays D959 London 2016

Zimerman plays D960, London 2016

Articolo sulla Gazzetta di Modena

mercoledì 23 novembre 2016

Cult Movie d'animazione: Mickey's Amateur

Risultati immagini per Mickey's Amateaur



Questo cartoon è del 1937 e vede una carrellata di esibizioni amatoriali di tipo musicale, una pratica assai di moda oggi con i vari x-Factor, Italia's got talent ecc... programmi che lanciano sul palcoscenico degli artisti nati dal nulla, giudicati talentuosi. Eccoli qui! Già nel 1937!

Cult Movie d'animazione: Mickey's Amateur

Risultati immagini per Mickey's Amateaur



Questo cartoon è del 1937 e vede una carrellata di esibizioni amatoriali di tipo musicale, una pratica assai di moda oggi con i vari x-Factor, Italia's got talent ecc... programmi che lanciano sul palcoscenico degli artisti nati dal nulla, giudicati talentuosi. Eccoli qui! Già nel 1937!

domenica 20 novembre 2016

Animazione Ungherese: Marry Apocalypse




Immagine correlata


Ancora animazione ungherese, un misto di collage, citazioni, il cui significato dovete cercarlo voi, ma RICONOSCERETE la Marcia Turca di Mozart in mezzo a musica popolare ungherese, The Beatles, lirica, Jingle Bells...un po' di tutto. Chi volesse fornire un'analisi del filmato... grazie! 



L'autore è ancora una volta Reisenbüchler Sándor, animatore ungherese e grafico.

Animazione Ungherese: Marry Apocalypse




Immagine correlata


Ancora animazione ungherese, un misto di collage, citazioni, il cui significato dovete cercarlo voi, ma RICONOSCERETE la Marcia Turca di Mozart in mezzo a musica popolare ungherese, The Beatles, lirica, Jingle Bells...un po' di tutto. Chi volesse fornire un'analisi del filmato... grazie! 



L'autore è ancora una volta Reisenbüchler Sándor, animatore ungherese e grafico.

venerdì 18 novembre 2016

Le 4 Stagioni: AUTUNNO, Animazione polacca


Giochi d'Autunno al Parco
Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.
GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).


Le 4 Stagioni: AUTUNNO, Animazione polacca


Giochi d'Autunno al Parco
Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.
GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).


giovedì 17 novembre 2016

PARMA: Philip Glass

Locandina del Concerto
Curiosità. Questa è la ragione per cui ho accettato l'invito al Concerto, inserito nel Barezzi Festival, in cui Philip Glass (http://philipglass.com/), uno degli uomini più stimati dal popolo degli intellettuali, presentava i suoi 20 Studi per Pianoforte insieme a tre giovani pianisti (un russo, un italiano e una giapponese). Ammetto di non essere tra le sue seguaci, ma appunto per questa mia "ignoranza", mi sono recata a teatro libera da ogni pregiudizio in positivo e in negativo.
 
Philip Glass al pianoforte
Il Teatro Regio era abbastanza pieno, sicuramente più pieno che per il ciclo di pianisti veri dello scorso anno (Sokolov a parte che aveva fatto il pienone, e forse Zimermann, ma già per il vincitore del Concorso Chopin erano più le poltrone vuote che quelle piene... e il concerto di Sollima è stato annullato perchè sono stati venduti solo 70 biglietti...). E questo è il primo dato curioso che devo constatare e non posso esimermi dal commentare. Tutti questi intellettuali che ascoltavano con aria assorta e rapita i ripetitivi studi di Grass eseguiti da lui stesso così e così (molto meglio dagli altri), perchè stanno a casa quando c'è un pianista eccezionale (o un musicista eccezionale) che propone un repertorio di assoluti giganti della Storia della Musica? 



Per me è un mistero. Due ore di studi pianistici sono state a dir poco pesanti, rese sopportabili solo dall'alternanza dei pianisti e dai discorsi introduttivi di Glass che è sicuramente molto simpatico.


Resta il mio stupore per il rapimento del pubblico, per un tipo di musica che va benissimo in ufficio mentre si lavora o come sottofondo in un centro benessere. Rilassante per la su ripetitività e, appunto, per il suo minimalismo. Per me è alienante e anche scarsamente evovativa... mi suscita solo malinconia, tristezza e vuoto interiore. Mancano totalmente le altre migliaia e migliaia di sfumature che l'animo umano può provare.

La pianista giapponese
Ascoltate: 
Mad Rush

The Hours (Soundtrack)

Forse adatto come colonna sonora, in effetti. Ma un concerto... ci vuole impegno.

Probabilmente non sono abbastanza istruita e colta per capire. Mi sento anche in imbarazzo a dover ammettere che il Concerto NON mi è piaciuto... Glass è nella top 10 degli uomini più intelligenti al mondo. Non fa per me.

Musicalmente ha contatti con David Bowie e Brian Eno... e così si comprende maggiormente il suo "stile":
Subterraneans

Stupisce la totale assenza di voci fuori dal coro nel giudicare la sua musica. Unanime consenso.

Mi riprometto di approfondire e rivedere il mio giudizio dopo attento studio della sua personalità e della sua musica, magari anche leggendo la sua autobiografia.


Applausi finali


Il banco con i CD e i libri di Glass di Azzali, Parma

PARMA: Philip Glass

Locandina del Concerto
Curiosità. Questa è la ragione per cui ho accettato l'invito al Concerto, inserito nel Barezzi Festival, in cui Philip Glass (http://philipglass.com/), uno degli uomini più stimati dal popolo degli intellettuali, presentava i suoi 20 Studi per Pianoforte insieme a tre giovani pianisti (un russo, un italiano e una giapponese). Ammetto di non essere tra le sue seguaci, ma appunto per questa mia "ignoranza", mi sono recata a teatro libera da ogni pregiudizio in positivo e in negativo.
 
Philip Glass al pianoforte
Il Teatro Regio era abbastanza pieno, sicuramente più pieno che per il ciclo di pianisti veri dello scorso anno (Sokolov a parte che aveva fatto il pienone, e forse Zimermann, ma già per il vincitore del Concorso Chopin erano più le poltrone vuote che quelle piene... e il concerto di Sollima è stato annullato perchè sono stati venduti solo 70 biglietti...). E questo è il primo dato curioso che devo constatare e non posso esimermi dal commentare. Tutti questi intellettuali che ascoltavano con aria assorta e rapita i ripetitivi studi di Grass eseguiti da lui stesso così e così (molto meglio dagli altri), perchè stanno a casa quando c'è un pianista eccezionale (o un musicista eccezionale) che propone un repertorio di assoluti giganti della Storia della Musica? 



Per me è un mistero. Due ore di studi pianistici sono state a dir poco pesanti, rese sopportabili solo dall'alternanza dei pianisti e dai discorsi introduttivi di Glass che è sicuramente molto simpatico.


Resta il mio stupore per il rapimento del pubblico, per un tipo di musica che va benissimo in ufficio mentre si lavora o come sottofondo in un centro benessere. Rilassante per la su ripetitività e, appunto, per il suo minimalismo. Per me è alienante e anche scarsamente evovativa... mi suscita solo malinconia, tristezza e vuoto interiore. Mancano totalmente le altre migliaia e migliaia di sfumature che l'animo umano può provare.

La pianista giapponese
Ascoltate: 
Mad Rush

The Hours (Soundtrack)

Forse adatto come colonna sonora, in effetti. Ma un concerto... ci vuole impegno.

Probabilmente non sono abbastanza istruita e colta per capire. Mi sento anche in imbarazzo a dover ammettere che il Concerto NON mi è piaciuto... Glass è nella top 10 degli uomini più intelligenti al mondo. Non fa per me.

Musicalmente ha contatti con David Bowie e Brian Eno... e così si comprende maggiormente il suo "stile":
Subterraneans

Stupisce la totale assenza di voci fuori dal coro nel giudicare la sua musica. Unanime consenso.

Mi riprometto di approfondire e rivedere il mio giudizio dopo attento studio della sua personalità e della sua musica, magari anche leggendo la sua autobiografia.


Applausi finali


Il banco con i CD e i libri di Glass di Azzali, Parma

venerdì 28 ottobre 2016

MILANO: alla Scala, Il Ratto dal Serraglio per bambini

Alla Scala in Platea
La Chiesa di San Marco dove Mozart suonò!
Non ne abbiamo saltatata una! Anche quest'anno siamo tra il pubblico di piccoli spettatori accompagnati per "Grandi Steppacoli per i Piccoli", la rassegna del Teatro alla Scala cominciata due anni fa con La Cenerentola e proseguita lo scorso anno con Il Flauto Magico. Ancora Mozart quest'anno, con un'opera sicuramente meno popolare della precedente, ma che presenta con essa alcune analogie a partire dalla lingua del libretto originale, il tedesco (per i bambini italiani invece si canta in italiano!) e il genere cui fa parte, Singspiel, cioè opera in parte parlata in parte cantata: Il Ratto dal Serraglio (1782)... che è bene chiarire fin sa subito, NON è la storia di un topo! 

Giacomo e Antonio nel foyer
Qui trovate la Guida all'ascolto dell'opera (che viene anche distribuita all'ingresso): Guida all'ascolto

L'opera, adattata per bambini e ridotta ad un'ora di spettacolo da Alexander Krampe, è in coproduzione con il festival di Salisburgo. 
I cantanti sono i ragazzi dell'Accademia del Teatro alla Scala così come l'Orchestra. Il Maestro è Michele Gamba e la regia è di Johannes Schmid.

Prima di entrare in sala abbiamo fatto un giro, da privilegiati, nella zona "prove" e "camerini" della sezione "OTTONI" (ovviamente)...


Antonio e Giacomo davanti alla targa che ricorda l'amico Antonio Pesci

La vista dai camerini

Il corno nell'armadietto
Abbiamo poi incontrato in sala i nostri amici bresciani, Amos e Nausicaa, con i quali abbiamo condiviso la magia dello spettacolo. 

Il clavicembalo

Aspettando l'inizio...
Come consuetudine, i bambini vengono dotati di guida all'ascolto pensata per loro, con cartoline dei personaggi da colorare: il Pascià Selim, Costanza, Bionda, Pedrillo, Belmonte e Osmino. La storia la trovate consultando la Guida all'ascolto. Lo spettacolo è stato divertente, musicalmente frizzante e molto mozartiano, le scene coloratissime e i cantanti tutti bravissimi anche come attori: hanno saputo tenere alto il livello dell'attenzione per tutta l'ora dello spettacolo.L'opera, ambientata in un fantasioso oriente, celebra la fedeltà, la clemenza, la tolleranza... tutte virtù di cui si sono un po' perse le tracce ai giorni nostri...

Ingresso dell'Orchestra nel blu della scena

Applausi finali
Al termine della rappresentazione, siamo stati tutti invitati da Stefano a pranzare nella mensa del teatro! Che emozione per tutti noi!

Pranzo in mensa

MILANO: alla Scala, Il Ratto dal Serraglio per bambini

Alla Scala in Platea
La Chiesa di San Marco dove Mozart suonò!
Non ne abbiamo saltatata una! Anche quest'anno siamo tra il pubblico di piccoli spettatori accompagnati per "Grandi Steppacoli per i Piccoli", la rassegna del Teatro alla Scala cominciata due anni fa con La Cenerentola e proseguita lo scorso anno con Il Flauto Magico. Ancora Mozart quest'anno, con un'opera sicuramente meno popolare della precedente, ma che presenta con essa alcune analogie a partire dalla lingua del libretto originale, il tedesco (per i bambini italiani invece si canta in italiano!) e il genere cui fa parte, Singspiel, cioè opera in parte parlata in parte cantata: Il Ratto dal Serraglio (1782)... che è bene chiarire fin sa subito, NON è la storia di un topo! 

Giacomo e Antonio nel foyer
Qui trovate la Guida all'ascolto dell'opera (che viene anche distribuita all'ingresso): Guida all'ascolto

L'opera, adattata per bambini e ridotta ad un'ora di spettacolo da Alexander Krampe, è in coproduzione con il festival di Salisburgo. 
I cantanti sono i ragazzi dell'Accademia del Teatro alla Scala così come l'Orchestra. Il Maestro è Michele Gamba e la regia è di Johannes Schmid.

Prima di entrare in sala abbiamo fatto un giro, da privilegiati, nella zona "prove" e "camerini" della sezione "OTTONI" (ovviamente)...


Antonio e Giacomo davanti alla targa che ricorda l'amico Antonio Pesci

La vista dai camerini

Il corno nell'armadietto
Abbiamo poi incontrato in sala i nostri amici bresciani, Amos e Nausicaa, con i quali abbiamo condiviso la magia dello spettacolo. 

Il clavicembalo

Aspettando l'inizio...
Come consuetudine, i bambini vengono dotati di guida all'ascolto pensata per loro, con cartoline dei personaggi da colorare: il Pascià Selim, Costanza, Bionda, Pedrillo, Belmonte e Osmino. La storia la trovate consultando la Guida all'ascolto. Lo spettacolo è stato divertente, musicalmente frizzante e molto mozartiano, le scene coloratissime e i cantanti tutti bravissimi anche come attori: hanno saputo tenere alto il livello dell'attenzione per tutta l'ora dello spettacolo.L'opera, ambientata in un fantasioso oriente, celebra la fedeltà, la clemenza, la tolleranza... tutte virtù di cui si sono un po' perse le tracce ai giorni nostri...

Ingresso dell'Orchestra nel blu della scena

Applausi finali
Al termine della rappresentazione, siamo stati tutti invitati da Stefano a pranzare nella mensa del teatro! Che emozione per tutti noi!

Pranzo in mensa