VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
Questo è un capolavoro d'Animazione Ceca del 1949 di Jiri Trnka, basato su un racconto di Anton Checov "Romance with a Double Bass". Dopo aver raccontato la storia di una Tuba e quella di un violoncello, tocca ora al contrabbasso, il più grande strumento della famiglia degli archi. Il racconto di Chekov è spassosissimo e altrettanto lo sono le due versioni che ne sono state fatte per lo schermo: la prima è in stop motion e risale al 1949. La qualità del video non è delle migliori, ma vi consiglio di avere la pazienza di guardarlo perchè è un gioiello. Jiri Trnka "era stato a contatto con il mondo delle marionette sin da piccolo, a motivo delle bambole e dei giocattoli che confezionava e vendeva la nonna. Arrivato all'età di dodici anni, poté lavorare come aiutante nel teatro di burattini di J. Skupa, un famoso burattinaio ceco; grazie ai suoi insegnamenti Jiří imparò l'arte di costruire e muovere i burattini. Le difficoltà economiche della famiglia si fecero impellenti quando il padre di Jiri, un idraulico, fece fallimento; ciononostante Josef Skupa, convinto del talento del giovane, riuscì a convincere i genitori del ragazzo a fargli frequentare la Scuola d'arti applicate di Praga. Appena diplomatosi Jiří fondò un teatro dei burattini, ma non perseguì a lungo in quella occupazione; fra il 1936/45 Jiří lavorò come scenografo e illustratore, continuando a realizzare burattini per svago. In seguito, il paese entrò sotto l'influenza dell'Unione Sovietica, e l'industria cinematografica venne nazionalizzata". (Da Wiki)
Dello stesso racconto esiste un film, che potete vedere cliccando qui: https://youtu.be/2vGxAaneZwo, intitolato "Romance with Double Bass", del 1974, con John Cleese e Connie Booth. Il film fa morir dal ridere, anche se al finale chekoviano, che viene mantenuto nel cartoon, il film sostituisce un finale diverso sicuramente meno geniale.
Questo è un capolavoro d'Animazione Ceca del 1949 di Jiri Trnka, basato su un racconto di Anton Checov "Romance with a Double Bass". Dopo aver raccontato la storia di una Tuba e quella di un violoncello, tocca ora al contrabbasso, il più grande strumento della famiglia degli archi. Il racconto di Chekov è spassosissimo e altrettanto lo sono le due versioni che ne sono state fatte per lo schermo: la prima è in stop motion e risale al 1949. La qualità del video non è delle migliori, ma vi consiglio di avere la pazienza di guardarlo perchè è un gioiello. Jiri Trnka "era stato a contatto con il mondo delle marionette sin da piccolo, a motivo delle bambole e dei giocattoli che confezionava e vendeva la nonna. Arrivato all'età di dodici anni, poté lavorare come aiutante nel teatro di burattini di J. Skupa, un famoso burattinaio ceco; grazie ai suoi insegnamenti Jiří imparò l'arte di costruire e muovere i burattini.
Le difficoltà economiche della famiglia si fecero impellenti quando il
padre di Jiri, un idraulico, fece fallimento; ciononostante Josef Skupa,
convinto del talento del giovane, riuscì a convincere i genitori del
ragazzo a fargli frequentare la Scuola d'arti applicate di Praga. Appena diplomatosi Jiří fondò un teatro dei burattini, ma non perseguì a lungo in quella occupazione; fra il 1936/45 Jiří lavorò come scenografo e illustratore, continuando a realizzare burattini per svago. In seguito, il paese entrò sotto l'influenza dell'Unione Sovietica, e l'industria cinematografica venne nazionalizzata". (Da Wiki)
Dello stesso racconto esiste un film, che potete vedere cliccando qui: https://youtu.be/2vGxAaneZwo, intitolato "Romance with Double Bass", del 1974, con John Cleese e Connie Booth. Il film fa morir dal ridere, anche se al finale chekoviano, che viene mantenuto nel cartoon, il film sostituisce un finale diverso sicuramente meno geniale.
Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.
L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello. Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.
Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.
Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.
"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta SinfoniaLa Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.
In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...
Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.
L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello.
Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.
Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.
Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.
"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta SinfoniaLa Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.
In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.
"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto, ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale, la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica, prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione. Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del film quanto Goshu. Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale), il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).
"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e non scontato....Al di là dei toni fiabeschi, capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti onirici che esaltano i pezzi musicali". (diomero.gatto@gmail.com)
"Isao Takahata, regista della serie Heidi, al culmine del successo popolare, ebbe voglia di cimentarsi in un'opera complessa per le OH Productions: 6 anni di gestazione cercando di evitare la divisione del lavoro, un esito raffinato anche grazie al soggetto tratto dall'omonimo racconto di kenij Miyazawa scritto negli anni Venti, in cui si narra l'apprendistato umano di un giovanissimo musicista chiamato a esibirsi col proprio strumento". (da Michelone/Valenzise Bibidi Bobidi Bu, la musica nei cartoni animati da Betty Boop a Peter Gabriel).
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.
"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita
Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji
Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane
violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra
di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto,
ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale,
la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del
violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo
torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie
all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a
comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo
in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione
alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è
composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica,
prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti
d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del
protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata
è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione.
Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste
costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del
film quanto Goshu.
Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con
l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli
strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel
film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale),
il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra
immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso
tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia
le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice
che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una
certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma
affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie
all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).
"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente
Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e
non scontato....Al di là dei toni fiabeschi,
capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo
film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una
competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi
lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti
onirici che esaltano i pezzi musicali". (diomero.gatto@gmail.com)
"Isao Takahata, regista della serie Heidi, al culmine del successo popolare, ebbe voglia di cimentarsi in un'opera complessa per le OH Productions: 6 anni di gestazione cercando di evitare la divisione del lavoro, un esito raffinato anche grazie al soggetto tratto dall'omonimo racconto di kenij Miyazawa scritto negli anni Venti, in cui si narra l'apprendistato umano di un giovanissimo musicista chiamato a esibirsi col proprio strumento". (da Michelone/Valenzise Bibidi Bobidi Bu, la musica nei cartoni animati da Betty Boop a Peter Gabriel).
Pregevolissima scoperta è stata questa Favola musicale americana per bambini del 1945, scritta da Paul Tripp e George Kleinsinger per orchestra e voce narrante (come Pierino e il Lupo!).
La storia è molto semplice: TUBBY è una Tuba che fa parte di un'orchestra. È stufa di dover solo fare l'accompagnamento. Mai una bella melodia tutta per lei. Tutti gli altri strumenti la prendono in giro. Sconsolata, Tubby va a passeggiare nel bosco e lì incontra una ranocchia che la capisce perchè è anch'essa oggetto di prese in giro da parte di tutti... Ma la ranocchia conosce una melodia e a suo modo la canta a Tubby. Tubby la impara e torna in Orchestra per le prove tutta contenta. Suonerà la melodia della ranocchia lasciando tutti i "colleghi" e il Maestro a bocca aperta!
Nel 1947 George Pal creò un cortometraggio con la tecnica Stop motion (vedi il video sotto) per dare immagini a questa straordinaria favola che contiene tanti messaggi positivi, tra i quali la massima:
« Be yourself, you can't be anybody else! » (= Sii te stesso, non puoi essere nessun altro)
Nel 1975 è uscito un lungometraggio dedicato a Tubby che è stato un grandissimo successo e oggi esiste anch il Sito ufficiale: http://www.tubbythetuba.com/
Giacomo colora Tubby
Vi consiglio una vistita a questo Sito in cui potete ascoltare le voci dei doversi strumenti musicali che intonano la loro parte nell'opera, potete stampare un bellissimo disegno di Tubby da colorare, potete ascoltare una parte dell'opera, ordinare il libro di Tubby (noi lo abbiamo ordinato su Amazon.it e ne renderemo conto).
Album dei Manhattan Transfer
Nel 1994 esceper Atlantic Records The Manhattan Transfer Meets Tubby the Tuba, un album di canzoni per l'infanzia del gruppo vocale americano The Manhattan Transfer.
Per ascoltare il racconto originale clicca qui: Tubby the Tuba
Per una lettura del libro con immagini, musica e voci clicca qui: Tubby the Tuba
Pregevolissima scoperta è stata questa Favola musicale americana per bambini del 1945, scritta da Paul Tripp e George Kleinsinger per orchestra e voce narrante (come Pierino e il Lupo!).
La storia è molto semplice: TUBBY è una Tuba che fa parte di un'orchestra. È stufa di dover solo fare l'accompagnamento. Mai una bella melodia tutta per lei. Tutti gli altri strumenti la prendono in giro. Sconsolata, Tubby va a passeggiare nel bosco e lì incontra una ranocchia che la capisce perchè è anch'essa oggetto di prese in giro da parte di tutti... Ma la ranocchia conosce una melodia e a suo modo la canta a Tubby. Tubby la impara e torna in Orchestra per le prove tutta contenta. Suonerà la melodia della ranocchia lasciando tutti i "colleghi" e il Maestro a bocca aperta!
Nel 1947 George Pal creò un cortometraggio con la tecnica Stop motion (vedi il video sotto) per dare immagini a questa straordinaria favola che contiene tanti messaggi positivi, tra i quali la massima:
« Be yourself, you can't be anybody else! »
(= Sii te stesso, non puoi essere nessun altro)
Nel 1975 è uscito un lungometraggio dedicato a Tubby che è stato un grandissimo successo e oggi esiste anch il Sito ufficiale: http://www.tubbythetuba.com/
Giacomo colora Tubby
Vi consiglio una vistita a questo Sito in cui potete ascoltare le voci dei doversi strumenti musicali che intonano la loro parte nell'opera, potete stampare un bellissimo disegno di Tubby da colorare, potete ascoltare una parte dell'opera, ordinare il libro di Tubby (noi lo abbiamo ordinato su Amazon.it e ne renderemo conto).
Album dei Manhattan Transfer
Nel 1994 esceper Atlantic Records The Manhattan Transfer Meets Tubby the Tuba, un album di canzoni per l'infanzia del gruppo vocale americano The Manhattan Transfer.
Per ascoltare il racconto originale clicca qui: Tubby the Tuba
Per una lettura del libro con immagini, musica e voci clicca qui: Tubby the Tuba
The Ugly Duckling op. 18 è un'opera per voce e pianoforte composta da Sergej Prokof'ev nel 1914 e poi più volte rivista e riscritta anche per orchestra. Alcuni contemporanei, dopo aver sentito l'opera nel 1915 pensarono che fosse un'opera autobiografica. Prokof'ev era un enfant terrible della musica russa. Aveva appena scritto la Scythian Suite. In quest'opera Prokof'ev non usa un linguaggio così sconvolgente, lasciandosi affascinare dal raccontare storie e dal mondo dell'infanzia. Anche se non si tratta di un'opera per bmbini, a parte l'argomento, ci sono musicalmente delle caratterizzazioni di ambienti, stati d'animo e personaggi, soprattutto nella riscrittura orchestrale.
Io non conoscevo l'opera ed è stata una scoperta meravigliosa, anche se è piuttosto complessa. Tuttavia, sapere che esiste è già di per sè un tassello in più aggiunto alla nostra conoscenza musicale. In questo ripasso estivo, per ogni argomento, aggiungerò un'opera minore e poco conosciuta di ogni autore, che possa avere qualche legame con il mondo dei bambini. In questo caso, chiaramente, il legame è il tema dell'opera, che tutti i bimbi conoscono. Ho arricchito il testo dell'opera con le fotografie tratte da un libro in inglese che spesso leggo con Giacomo. Fa parte della collana GiuntiKids per avvicinare i bambini all'inglese. Anche per questo, lascio il testo della parte cantata in inglese (l'originale è in russo).
It was beautiful in the country! The golden wheat rolled in waves. The grass was green, the hay was put to the millstone, the sun shone. In the shade of the reeds, alone at the bottom of the garden, a duck sat on her nest.
She was sad and very tired of sitting. All of a sudden the eggshells gaily burst one by one. All the little ones saw the day. ‘What a grand world!’
Of all the brood, one alone was ugly, without feathers, his feet too long. ‘What a horror, a true turkey!’ cried all the gossiping ducks. All the little ones reached the farmyard. ‘Children, hold your feet well apart. Say hello to the old duck. She is Spanish!
Do you see that red scarf around her foot? It is a distinction very rare among the ducks.’
The little ones bowed before her. Soon they knew all the customs of the farmyard. Sad and all alone lived the featherless ugly duckling. His fate was terrible. He knew nothing but hatred.
Everyone wished him to be eaten by the cat. He was pecked at by the rooster and by the guinea-fowl. They found him much too ugly.
The turkey, turning red, clucking and inflating himself like a sail, attacked the little weak and trembling one. Then the duckling, by flapping his wings, got over the wall of the yard and flew away.
Birds quickly flew away when he approached. The poor little one thought, ‘It’s because I am ugly that they fly away when I arrive.’ He closed his eyes and painfully made his way to a deep pond. There, to his surprise, he saw wild ducks. ‘What is this monster?’
The poor little duck hung his head, all a-tremble.
‘You are very grotesque!’ The poor one made deep bows. ‘Don’t you dream of marrying one of us!’
Oh, he was far from dreaming of marriage.
It was the beginning of his sad adventures. During the autumn months he endured nothing but harm and suffering. He spent the days trembling in the reeds, ravaged by anguish, dying of terror, while hunters shot without stopping, close to the gloomy lake. Then an enormous dog hurled himself at the duck, wanting to eat him. The weather became much colder. Little by little the ice covered the waters of the lake. The duckling had to swim constantly to keep a corner open. And he experienced other sufferings, other miseries, during the terrible icy winter. The clear sun finally regained its strength; nature was revived. The birds sang and the air was clear. Oh, beautiful springtime!
The duck happily beat his wings, which felt bigger and stronger. He flew into space and landed in a flowering garden. The park was beautiful! Suddenly, gliding over the water appeared
three swans, beautiful and graceful. A strong force attracted him against his will to the proud and noble birds. Yet if he approached them certainly he would be killed, because wasn’t he truly a monster? Better to be killed by these beautiful swans, than to endure again the misfortunes he suffered through the winter. ‘All right, kill me!’ he said quietly, and resignedly lowered his head waiting for death. In the dazzling clear water, he saw his reflection. What joy!
He was no longer a bird without feathers, but a swan, beautiful and proud. It is possible to be born in the nest of a duck as long as the egg is that of a swan! In the rays of the sun the waters of the lake rocked him,
and tenderly the beautiful swans embraced him.
Could he ever have had such a beautiful dream when he was a bird without feathers?
Di quest'opera nel 1996 è stata scritta da Lev Konov una versione per orchestra e coro di voci bianche, che ha il pregio di coinvolgere i bambini nella messinscena di una delle favole per l'infanzia più famose.
"Vi presentiamo una rara opera lirica che è destinata all’esecuzione del coro dei bambini. Nella nuova opera classica «IL BRUTTO ANATROCCOLO» possono prendere parte i bambini e gli adolescenti da 7 a 16 anni. Le parti corali sono facilmente assimilate dai bambini.
Le parti si possono imparare sulle note e senza. Oltre al canto corale i bambini hanno possibilità di occuparsi di danze e di plastica. La realizzazione scenica si ottiene con mezzi straordinariamente modesti: le decorazioni e i costumi sono facilmente realizzabili ed economici.
L’Opera si può presentare nelle scuole, nelle sale da concerto, nei saloni d'opere d'arte, nei musei, nei teatri ed anche nelle chiese.
L’Opera-Allegoria «IL BRUTTO ANATROCCOLO» insegna ai bambini a non temere di essere degli individui e nello stesso tempo insegna una lezione di tolleranza.
Tutte le composizioni di soggetto nell’opera terminano con il trionfo di bontà e di senso di giustizia. L’opera è capita e accettata bene dai bambini ed anche dai loro genitori che confermano le rappresentazioni in Russia (Mosca, San Pietroburgo) e in Germania (Essen).
All’Opera è stato conferito il grado di vincitore al Festival Musicale delle Scuole Musicali di Mosca (1998) e ha ottenuto il Diploma “Per la grande abilità artistica" al IX Festival Internazionale Musicale per bambini «Ode alla Gioia» («Ода к радости») a San Pietroburgo (1998).
La recensione breve: Un parere del figlio di Sergej Prokofiev sulla trascrizione operistica.
«Con gran piacere ho ascoltato la trascrizione operistica dell’opera Il Brutto Anatroccolo di Lev Konov. Sono molto contento di questo bel regalo per i bambini che amano la musica di mio padre Sergej Prokofiev».
OPERA PER BAMBINI
Si presenta una novità della musica classica russa!
L’Opera-allegoria per bambini «IL BRUTTO ANATROCCOLO» «ГАДКИЙ УТЁНОК» sulla fiaba di Hans Christian Andersen. La libera trascrizione operistica di Lev Kònov (Лев Конов) scritta a Mosca nel 1996 sulla musica del grande compositore russo Serghej Prokofiev «Il Brutto Anatroccolo», Op.18 e «Le Fugacità» («Мимолётности»), Op.22 per mezzosoprano (soprano) e per coro di bambini a tre voci con l'accompagnamento del pianoforte.
Il primo atto: 2 epigrafi, 38 quadri-le fugacità.
Durata: 26 minuti
La parte del soprano-solo e la partitura di coro c’è in russo, inglese, tedesco e francese.
Per gli appassionati della musica classica!
Per gli impresari d’opera e i registi!
Per le cantanti liriche!
Per i direttori artistici dei cori di bambini, dei complessi di coro e delle scuole musicali per bambini!
CONTENUTO:
Epigrafo I
1. Вступление (Introduzione)
2. В деревне (In campagna)
3. В зеленом уголке (Nel cantuccio verde)
4. Мать-утка или Материнская любовь (La Madre Anatra o La Tenerezza Materna)
5. Утята вылезли на свет (Gli Anatroccoli sono usciti alla luce)
6. «Как велик Божий мир!» («Come è grande il mondo di Dio»)
7. Без перьев, на длинных ногах (Senza piume, sulle zampe lunghe)
8. Соседка (La vicina)
9. Прогулка по Птичьему Двору (Una passaggiata per il Pollaio)
10. Высший знак отличия (Il sommo grado d’onorificenza)
11. Поклоны (Gli inchini)
12. Танец утят и Испанской утки (La Danza degli anatroccoli e le Anatre Spagnole)
13. Страдания Утенка или Травля (La sofferenza dell’Anatroccolo o le Persecuzioni morali)
14. Индейский петух (Il Tacchino)
15. Побег (La Fuga)
16. Птички (Gli Uccellini)
17. На болоте (Sulla palude)
18. Дикая утка (L’Anatra selvatica)
19. Об этом (Di questo)
20. Осень или Странствия (L’Autunno o I Pellegrinaggi)
21. Охотники (I Cacciatori)
22. Страшная пасть собаки (L’Orribile Bocca del Cane)
23. Озеро затягивается льдом (Il Lago si stringe con il ghiaccio)
24. Зима (L’Inverno)
25. Сон замерзшего Утенка или Реквием (Il Sogno dell’Anatroccolo congelato ossia Requiem)
Epigrafo II
26. Весна или Солнышко пригрело землю (La Primavera o il Soletto ha scaldato la Terra)
27. Утенок учится летать (L’Anatroccolo impara a volare)
28. Цветущий сад: Плавный танец (Il Giardino in fiore: La Danza fluida)
29. Три Прекрасных Лебедя: В Чаще Тростников (I Tre bei Cigni: nel fitto della giuncaia)
30. Непонятная сила (La Forza incomprensibile)
31. Комментарий (Il Commento)
32. «Лучше умереть!» и Эпизод «Отражение в чистой воде» («Meglio morire!» e un Episodio «Il Riflesso nell’acqua»
33. Преображение (La Trasformazione radicale)
34. Было б яйцо Лебединое. Мораль. (Sarebbe un uovo di cigno. La Morale)
35. Солнце, сирень и Лебеди. (Il Sole, il Lillà e i Cigni)
36. Танец Прекрасных Лебедей (La Danza dei bei Cigni)
37. Счастье! (La Felicità!)
38. Кода или Огонек в каждом доме (Coda o il Lumicino in ogni casa)
La Prima Rappresentazione della nuova Opera si svolse a Mosca nel 1997.
La videoregistrazione dell’Opera-Allegoria IL BRUTTO ANATROCCOLO (1998, Sala da Camera del Teatro Musicale per Bambini «Natalia Satz»
Esecutori:
Teatro dei Bambini della Scuola Musicale “GNESSIN”
Soprano: Alla Cernogòrova (Алла Черногорова)
Piano: Lev Kònov (Лев Конов)
Tutte le domande si possono rivolgere all’autore della versione, Lev Konov:
The Ugly Duckling op. 18 è un'opera per voce e
pianoforte composta da Sergej Prokof'ev nel 1914 e poi più volte rivista
e riscritta anche per orchestra. Alcuni contemporanei, dopo aver sentito
l'opera nel 1915 pensarono che fosse un'opera autobiografica. Prokof'ev era un enfant
terrible della musica russa. Aveva appena scritto la Scythian Suite. In quest'opera Prokof'ev non usa un linguaggio così sconvolgente, lasciandosi
affascinare dal raccontare storie e dal mondo dell'infanzia. Anche se non si
tratta di un'opera per bmbini, a parte l'argomento, ci sono musicalmente delle
caratterizzazioni di ambienti, stati d'animo e personaggi, soprattutto nella
riscrittura orchestrale.
Io non conoscevo l'opera ed è stata una scoperta meravigliosa, anche se è piuttosto complessa. Tuttavia, sapere che esiste è già di per sè un tassello in più aggiunto alla nostra conoscenza musicale. In questo ripasso estivo, per ogni argomento, aggiungerò un'opera minore e poco conosciuta di ogni autore, che possa avere qualche legame con il mondo dei bambini. In questo caso, chiaramente, il legame è il tema dell'opera, che tutti i bimbi conoscono. Ho arricchito il testo dell'opera con le fotografie tratte da un libro in inglese che spesso leggo con Giacomo. Fa parte della collana GiuntiKids per avvicinare i bambini all'inglese. Anche per questo, lascio il testo della parte cantata in inglese (l'originale è in russo).
It was beautiful in the country! The golden wheat rolled in
waves. The grass was green, the hay was put to the millstone, the sun shone. In the
shade of the reeds, alone at the bottom of the garden, a duck sat on her nest.
She was sad and very tired of sitting. All of a sudden the eggshells gaily
burst one by one. All the little ones saw the day. ‘What a grand world!’
Of all the brood, one alone was ugly, without feathers, his feet too
long. ‘What a horror, a true turkey!’ cried all the gossiping ducks. All
the little ones reached the farmyard. ‘Children, hold your feet well apart. Say
hello to the old duck. She is Spanish!
Do you see that red scarf around her foot? It is a distinction very rare among
the ducks.’
The little ones bowed before her. Soon they knew all the
customs of the farmyard. Sad and all alone lived the featherless ugly duckling.
His fate was terrible. He knew nothing but hatred.
Everyone wished him to be eaten by the cat. He was pecked at
by the rooster and by the guinea-fowl. They found him much too ugly.
The turkey, turning red, clucking and inflating himself like a sail, attacked
the little weak and trembling one. Then the duckling, by flapping his wings,
got over the wall of the yard and flew away.
Birds quickly flew away when he approached. The poor little
one thought, ‘It’s because I am ugly that they fly away when I arrive.’ He
closed his eyes and painfully made his way to a deep pond. There, to his
surprise, he saw wild ducks. ‘What is this monster?’
The poor little duck hung his head, all a-tremble.
‘You are very grotesque!’ The poor one made deep bows.
‘Don’t you dream of marrying one of us!’
Oh, he was far from dreaming of marriage.
It was the beginning of his sad adventures. During the
autumn months he endured nothing but harm and suffering. He spent the days trembling in the
reeds, ravaged by anguish, dying of terror, while hunters shot without
stopping, close to the gloomy lake. Then an enormous dog hurled himself at the
duck, wanting to eat him. The weather became much colder. Little by little the
ice covered the waters of the lake. The duckling had to swim constantly to keep
a corner open. And he experienced other sufferings, other miseries, during the
terrible icy winter. The clear sun finally regained its strength; nature was
revived. The birds sang and the air was clear. Oh, beautiful springtime!
The duck happily beat his wings, which felt bigger and stronger. He flew into space and
landed in a flowering garden. The park was beautiful! Suddenly, gliding over the water
appeared
three swans, beautiful and graceful. A strong force
attracted him against his will to the proud and noble birds. Yet if he approached them certainly he would be killed,
because wasn’t he truly a monster? Better to be killed by these beautiful swans, than to endure
again the misfortunes he suffered through the winter. ‘All right, kill me!’ he
said quietly, and resignedly lowered his head waiting for death. In the dazzling clear water, he saw his reflection. What
joy!
He was no longer a bird without feathers, but a swan, beautiful and proud. It
is possible to be born in the nest of a duck as long as the egg is that of a
swan! In the rays of the sun the waters of the lake rocked him,
and tenderly the beautiful swans embraced him.
Could he ever have had such a beautiful dream when he was a
bird without feathers?
Di quest'opera nel 1996 è stata scritta da Lev Konov una versione per
orchestra e coro di voci bianche, che ha il pregio di coinvolgere i bambini
nella messinscena di una delle favole per l'infanzia più famose.
"Vi presentiamo una rara opera lirica che è destinata all’esecuzione del coro
dei bambini. Nella nuova opera classica «IL BRUTTO ANATROCCOLO» possono
prendere parte i bambini e gli adolescenti da 7 a 16 anni. Le parti corali sono
facilmente assimilate dai bambini.
Le parti si possono imparare sulle note e senza. Oltre al
canto corale i bambini hanno possibilità di occuparsi di danze e di plastica.
La realizzazione scenica si ottiene con mezzi straordinariamente modesti: le
decorazioni e i costumi sono facilmente realizzabili ed economici.
L’Opera si può presentare nelle scuole, nelle sale da
concerto, nei saloni d'opere d'arte, nei musei, nei teatri ed anche nelle
chiese.
L’Opera-Allegoria «IL BRUTTO ANATROCCOLO» insegna ai bambini
a non temere di essere degli individui e nello stesso tempo insegna una lezione
di tolleranza.
Tutte le composizioni di soggetto nell’opera terminano con
il trionfo di bontà e di senso di giustizia. L’opera è capita e accettata bene
dai bambini ed anche dai loro genitori che confermano le rappresentazioni in
Russia (Mosca, San Pietroburgo) e in Germania (Essen).
All’Opera è stato conferito il grado di vincitore al
Festival Musicale delle Scuole Musicali di Mosca (1998) e ha ottenuto il
Diploma “Per la grande abilità artistica" al IX Festival Internazionale
Musicale per bambini «Ode alla Gioia» («Ода к радости») a San Pietroburgo
(1998).
La recensione breve: Un parere del figlio di Sergej Prokofiev sulla
trascrizione operistica.
«Con gran piacere ho ascoltato la trascrizione operistica
dell’opera Il Brutto Anatroccolo di Lev Konov. Sono molto
contento di questo bel regalo per i bambini che amano la musica di mio padre
Sergej Prokofiev».
OPERA PER BAMBINI
Si presenta una novità della musica classica russa!
L’Opera-allegoria per bambini «IL BRUTTO ANATROCCOLO»
«ГАДКИЙ УТЁНОК» sulla fiaba di Hans Christian Andersen. La libera
trascrizione operistica di Lev Kònov (Лев Конов) scritta a Mosca nel 1996 sulla
musica del grande compositore russo Serghej Prokofiev «Il Brutto Anatroccolo»,
Op.18 e «Le Fugacità» («Мимолётности»), Op.22 per mezzosoprano (soprano) e per
coro di bambini a tre voci con l'accompagnamento del pianoforte.
Il primo atto: 2 epigrafi, 38 quadri-le fugacità.
Durata: 26 minuti
La parte del soprano-solo e la partitura di coro c’è in
russo, inglese, tedesco e francese.
Per gli appassionati della musica classica!
Per gli impresari d’opera e i registi!
Per le cantanti liriche!
Per i direttori artistici dei cori di bambini, dei complessi
di coro e delle scuole musicali per bambini!
CONTENUTO:
Epigrafo I
1. Вступление (Introduzione)
2. В деревне (In campagna)
3. В зеленом уголке (Nel cantuccio verde)
4. Мать-утка или Материнская любовь (La Madre Anatra o La
Tenerezza Materna)
5. Утята вылезли на свет (Gli Anatroccoli sono usciti alla
luce)
6. «Как велик Божий мир!» («Come è grande il mondo di Dio»)
7. Без перьев, на длинных ногах (Senza piume, sulle zampe
lunghe)
8. Соседка (La vicina)
9. Прогулка по Птичьему Двору (Una passaggiata per il
Pollaio)
10. Высший знак отличия (Il sommo grado d’onorificenza)
11. Поклоны (Gli inchini)
12. Танец утят и Испанской утки (La Danza degli anatroccoli
e le Anatre Spagnole)
13. Страдания Утенка или Травля (La sofferenza
dell’Anatroccolo o le Persecuzioni morali)
14. Индейский петух (Il Tacchino)
15. Побег (La Fuga)
16. Птички (Gli Uccellini)
17. На болоте (Sulla palude)
18. Дикая утка (L’Anatra selvatica)
19. Об этом (Di questo)
20. Осень или Странствия (L’Autunno o I Pellegrinaggi)
21. Охотники (I Cacciatori)
22. Страшная пасть собаки (L’Orribile Bocca del Cane)
23. Озеро затягивается льдом (Il Lago si stringe con il
ghiaccio)
24. Зима (L’Inverno)
25. Сон замерзшего Утенка или Реквием (Il Sogno
dell’Anatroccolo congelato ossia Requiem)
Epigrafo II
26. Весна или Солнышко пригрело землю (La Primavera o il
Soletto ha scaldato la Terra)
27. Утенок учится летать (L’Anatroccolo impara a volare)
28. Цветущий сад: Плавный танец (Il Giardino in fiore: La
Danza fluida)
29. Три Прекрасных Лебедя: В Чаще Тростников (I Tre bei
Cigni: nel fitto della giuncaia)
30. Непонятная сила (La Forza incomprensibile)
31. Комментарий (Il Commento)
32. «Лучше умереть!» и Эпизод «Отражение в чистой воде»
(«Meglio morire!» e un Episodio «Il Riflesso nell’acqua»
33. Преображение (La Trasformazione radicale)
34. Было б яйцо Лебединое. Мораль. (Sarebbe un uovo di
cigno. La Morale)
35. Солнце, сирень и Лебеди. (Il Sole, il Lillà e i Cigni)
36. Танец Прекрасных Лебедей (La Danza dei bei Cigni)
37. Счастье! (La Felicità!)
38. Кода или Огонек в каждом доме (Coda o il Lumicino in
ogni casa)
La Prima Rappresentazione della nuova Opera si svolse a Mosca
nel 1997.
La videoregistrazione dell’Opera-Allegoria IL BRUTTO ANATROCCOLO (1998, Sala da
Camera del Teatro Musicale per Bambini «Natalia Satz»
Esecutori:
Teatro dei Bambini della Scuola Musicale “GNESSIN”
Soprano: Alla Cernogòrova (Алла Черногорова)
Piano: Lev Kònov (Лев Конов)
Tutte le domande si possono rivolgere all’autore della versione, Lev Konov: