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mercoledì 30 marzo 2016

PVM a CREMONA: il Museo del Violino

Ingresso del Museo
http://www.museodelviolino.org/  Biglietti: 10/7 euro. Gratis bambini Under 6. Cremona è la capitale della liuteria da 5 secoli. In questo Museo si incontrano i grandi maestri del settore e si scoprono i loro segreti: Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù, Rugeri... Per violinisti è davvero interessantissimo, per chi non conosce il violino è l'occasione per imparare come è fatto, come suona, da quali componenti è composto... e un buon violino sappiate che costa più di un buon pianoforte! Gli studenti di violino lo sanno!

Profilo e mappa del museo

Disponibili, su prenotazione, visite guidate per adulti e ragazzi. Ricco programma di concerti nello splendido Auditorium accanto al Museo.

Orgoglio italiano per quanto riguarda l'organizzazione degli spazi, l'audioguida, il percorso didattico per bambini (9 postazioni interattive con cornette telefoniche vintage e touch screen:

Una sala d'ascolto in cui anche riposarsi ascoltando musica in modo avvolgente e guardando immagini dei musicisti proiettate sul soffitto:

Postazioni interattive anche per adulti dove scoprire i segreti del violino: come è fatto, il nome delle componenti, le fasi della lavorazione...

Il Museo si compone di 9 sale e stazioni didattiche:
1. Origini del violino 2. La bottega del liutaio. 3. La diffusione del violino. 4. La liuteria classica cremonese. 5. Lo scrigno dei tesori. 6. I reperti stradivariani. 7. Tramonto e rinascita della liuteria. 8. I concorsi di liuteria della Triennale. 9. friends of Stradivari.

Altri Post del Blog dedicati alla liuteria:

Il violino del signor Stradivari, libro di lettura.

Dall'abete al violino, documentario amatoriale.


martedì 29 marzo 2016

PVM a FIRENZE, una rapida carrellata di meraviglie non musicali

Una mia bella foto del Ponte Vecchio
L'Italiana in Algeri al Teatro dell'Opera di Firenze è stata l'occasione per fermarsi un paio di giorni a visitare questa meravigliosa città, tra le più belle al mondo. Con un bambino di 10 anni (ma anche da adulti!) occorre pianificare al meglio il tour e alternare momenti impegnativi (opere d'arte) e di svago (cibi tipici e negozietti).

Un tour senza troppo approfondire, ma per far restare indelebili nella memoria alcune meraviglie e qualche curiosità:

SANTA MARIA NOVELLA (1242) 

vicino alla Stazione omonima. 
Facciata

Crocefisso di Giotto

Trinità di Masaccio

Crocefisso ligneo Brunelleschi

Annunciazione Botticelli

Chiostro
IL DUOMO CON LA CUPOLA DEL BRUNELLESCHI, IL CAMPANILE DI GIOTTO E IL BATTISTERO

Campanile di Giotto


SAN LORENZO
Facciata non finita (doveva decorarla Michelangelo)

Chiostro


Sagrestia Vecchia
La volta stellata è identica a quella che si trova in Santa Croce. Entrambe realizzate il 4 luglio 1442 ma non si sa il perchè.

SANTA CROCE

Facciata

Monumento a Dante
TEATRO VERDI


PIAZZALE MICHELANGELO CON VISTA DELLA CITTÀ

Copia del David
Vista dall'alto

Passeggiata a scendere tra i Giardini (delle rose, giapponese...)
PONTE VECCHIO


IL PORCELLINO






IL TEATRO DELLA PERGOLA



domenica 27 marzo 2016

PVM a Firenze per... negozietti e prelibatezze

Amblè
Il nostro divertimento assoluto è stato quello di schivare i venditori cinesi e le grandi catene presenti in tutto il mondo, per trovare quello che si sta perdendo: i negozietti tipici della città, quelli che non trovi altrove... sono solo lì. Per cercare cosa? Piccoli oggettini, bigiotteria, dolcetti... tutto ciò che si può infilare in valigia senza appesantirsi troppo e che ci si può permettere senza troppa sofferenza per il portafogli! Cominciamo da una pausa con spuntino (che vale pranzo/cena)... tramezzini da urlo:




"Nel linguaggio del dressage, il termine amblé fa riferimento al cambio di passo del cavallo, da veloce a lento. Così, lontano dal rumore, fermarsi da amblé significa prendersi una pausa in uno spazio quieto e accogliente, a due passi dalle vie dello shopping e dai capolavori d’arte fiorentini."

Dedichiamo ai ragazzi di Amble' questo video, che voi conoscerete senz'altro (ne abbiamo già parlato!):



In questo locale giovane e in cui i ragazzi sono simpatici e accoglienti, trovate cibo di qualità e arredamento/oggettistica di modernariato anni Cinquanta tutta acquistabile e/o noleggiabile... idea davvero originale!


"Un pasto semplice, il nostro fresh food, che diventa sapientemente ricercato grazie all’utilizzo di materie prime, scelte per genuinità e naturalezza e agli ingredienti elaborati grazie alla creatività degli chef Lorenzo e Fabrizio, che li preparano “espressi”, consigliando ogni giorno un mix di ingredienti adatti a tutti i palati."

Continuiamo con un  posto divertente anche peri bambini (questo per la verità c'è in tutto il mondo, ma ai bambini piace sempre): 

BARTOLUCCI: http://www.bartolucci.com/ che trovate in Via Condotta 12r e in Borgo dei Greci 11 a/r a Firenze ma poi un po' in giro in tutta Italia, Europa... Mondo! (ma l'origine è qui! Come qui nasce Pinocchio) e potete anche trovare oggetti da acquistare on-line, anche se il divertimento è entrare in questi negozi, come fosse un piccolo museo del legno...


"Impegno quotidiano, dedizione al lavoro, attenzione per la realtà sociale del proprio territorio, rispetto dell’ambiente, cura delle relazioni umane, stimolo alla creatività: ecco i valori che da sempre contraddistinguono il nostro modo di essere azienda..."

Un pasto quasi a qualsiasi ora, lo trovate qui:

MERCATO CENTRALE: http://www.mercatocentrale.it/ in via dell'Ariento, quartiere San Lorenzo. Un posto divertentissimo e buono (e non caro) dove mangiare velocemente o non, con bambini o non: carne, verdure, primi, pizza, pesce, gelato, birra, vini, vegetariano... c'è proprio di tutto, esattamente sopra al mercato vero, dove è bene farsi un giro! E abbiamo trovato anche lo Street Piano!...

"Il Mercato Centrale Firenze non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto" 
Voglia di portare a casa un ricordo di Firenze particolare o fare un regalino? Ecco qualche consiglio:

FALSI GIOIELLIhttp://www.falsigioielli.it in Via de' Ginori 34r e in Via Dei Tavolini 5r. Questo è il regno di collane, orecchini e braccialetti originali, divertenti, unici, perchè tutti fatti a mano. Possibile lo shopping on-line:
"Falsi Gioielli è il concept creato da Silvia Franciosi. Due negozi per creatività e gusto decisamente moderni e femminili: bracciali, orecchini, collane, anelli. Un materiale su tutti: il plexiglass." 

MIO: http://mio-concept.com/ Via della Spada 34r
Un negozio che vale la pena visitare per l'originalità e la ricercatezza di ogni suo oggetto: arredamento e gioielli davvero ricercati con prezzi dall'accessibile al caro... ma se si può, ne vale la pena. 


PESCI CHE VOLANO: Pagina FB in Borgo Pinti 33r, abbigliamento in stile "alternativo" con pezzi unici, cappelli e sciarpe, scarpe, oggetti d'arredamento per la casa, gioielli.... in questo particolare negozio c'è un po' di tutto, ma tutto vi incuriosirà e almeno un ciondolo fatto a mano lo porterete a casa (come ho fatto io!)

 "Pesci che volano, negozietto-bottega e laboratorio, nasce anni fa e diventa da poco maggiorenne. La scelta del nome è legata al quadro dell’olandese Hyeronimus Bosch, racconta la sua creatrice. La tela voleva essere una critica moralista alla società, ma quello che più le ha trasmesso è la sensazione di libertà e creatività che portano con sé i soggetti dipinti." 


"ciondoli e gioie realizzati in bronzo attraverso la tecnica della cera persa. Questa tecnica, usata anche in scultura, prevede la creazione di una sagoma, appunto in cera, la quale verrà dispersa sciogliendosi con il calore del metallo all’interno dello stampo che verrà creato."

BAR PASTICCERIA DI PATRIZIO COSI: http://www.pasticceriacosi.com/index.htm assolutamente la crema migliore che io abbia mai assaggiato... ma attenzione! Una brioche "cremino" vale il pranzo! Borgo degli Albizi 15.


Slurp!
Una bottega che nasce nel 1999, interamente dedicata all'olio d'oliva, compresi prodotti di cosmesi e saponi. E' situata in un'incantevole piazzetta dietro a Ponte Vecchio. A breve sarà possibile acquistare prodotti on line! 

sabato 26 marzo 2016

Paolo Poli in GENOVEFFA DI BRABANTE di Erik Satie





Questo piccolo libriccino della Gallucci, che trovate in libreria o on line (http://www.galluccieditore.com/) a 19,50 euro con CD allegato è una vera rarità. La musica è di Erik Satie (1866-1925), compositore francese "personaggio dalle pose originali e dai comportamenti bizzarri, spesso sottolineati dai cronisti del tempo. Visse in un appartamento chiamato da lui "l'Armadio", composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente, mentre l'altra era chiusa a chiave; il contenuto di questa venne scoperto solo alla morte dell'artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Satie era inoltre fissato con l'abbigliamento, in particolar modo per i completi in velluto: ne possedeva tantissimi (tutti uguali)". (da Wiki); il testo di Lord Cheminot (tradotto da Ornella Volta) e i disegni in stile "ombre", bellissimi, di Corallina De Maria.


Un'operetta per canto, pianoforte e voce recitante, non certo semplice per i bambini, ma la storia è semplice: Genoveffa, moglie fedele di Sifredo di Brabante, è desiderata da Golo ma lei lo respinge. Golo con uno stratagemma la fa rapire e portare nel bosco ove lei, legata ad un albero, viene allattata e salvata da una cerva. Ovviamente il marito la salva e il perfidissimo Golo viene giustiziato.


"Pare che lo spartito di questa micro-opera pensata per le marionette (un quarto d'ora in tutto, comprese le parti recitate dal Narratore, ma la musica dura assai meno) Geneviève de Brabant sia stato ritrovato dietro il pianoforte di Satie dopo la sua morte, e la prima esecuzione postuma ebbe luogo nel 1926. La composizione risale agli ultimi anni dell'Ottocento, e Patrice Contamine de Latour firmò il libretto con lo pseudonimo di Lord Cheminot. E' la storia, ovviamente in chiave surreale e dissacratoria, di Santa Genoveffa di Brabante, della cui figura si sono appropriati nei secoli precedenti cantastorie, teatranti, la musica colta, e successivamente a Satie anche il cinema... mezzi poverissimi: poche voci e un pianoforte per prendere in giro l'opera lirica con sottile umorismo, con tanto di preludietto, coro e arie.... Mattatore in questo disco (che è del 1996) è ovviamente Paolo Poli nelle vesti affabulatorie e sulfuree del Narratore, con tutti i suoi vezzi di straordinario e argutissimo dicitore, doti che gli sono unanimemente riconosciute da coloro (e io sono fra questi) che l'hanno ammirato tante volte a teatro". (Fabio Bardelli - Operaclik)

L'ITALIANA IN ALGERI: animazione di Lele Luzzati

Immagine dal cartone
Questo meraviglioso cortometraggio animato del Maestro Lele Luzzati e Giulio Gianini fa parte del cofanetto DVD e libro Omaggio a Rossini della Gallucci, acquistabile a 13,50 euro cliccando qui: acquista on line
La tecnica è quella del découpage (=animazione di figure ritagliate e articolate su fondali scenografici). Luzzati ha realizzato questo piccolo gioiello nel 1968.  

Il cortometraggio è, come altri di Gianini e Luzzati, un adattamento di un‘opera lirica. È la storia dell’opera è di Isabella, una donna italiana, naufragata sulle coste africane e diventata la pupilla di Mustafà, il Bey di Algeri, che, nonostante abbia uno stuolo di mogli, la desidera ardentemente. Ma Isabella con astuzia, riuscirà a scappare da Algeri con il suo giovane amante.


Link al museo di Genova: http://www.museoluzzati.it/sito/


venerdì 25 marzo 2016

PVM a FIRENZE: L'Italiana in Algeri

Davanti alla locandina
Prima volta di Antonio a Firenze e al Nuovo Teatro dell'Opera. L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, opera buffa scritta in 27 giorni nel 1813 a soli 21 anni con la moda "alla turca" che andava per la maggiore in quel periodo (vedi anche Il Turco in Italia) e anche poco prima (si veda Mozart). Il libretto, che racconta una storia intricatissima, è di Angelo Anelli, ispirato ad una vicenda realmente accaduta ad una signora milanese rapita dai corsari a inizio secolo. Stendhal la apprezzò e la definì la "perfezione del genere buffo". 

Ad Antonio (ed anche a me) il moderno Teatro tanto criticato dai fiorentini, abituati al vecchio comunale, piace. Soprattutto la sera, arrivare a teatro è emozionante: le luci, il cubo che si staglia nel cielo con o senza luna, i cavalli rossi di Pierluigi Pizzi:

Il lungo viale d'accesso al teatro

Piazzale d'ingresso

Scalinata laterale

Due dei Cavalli rossi di Pizzi

ATTO I
Elvira (S) si lamenta perchè il marito Mustafà (Bar) è freddo con lei. Infatti, il Bey di Algeri è stufo della moglie e vorrebbe una nuova donna: un'italiana! Perchè le italiane han fama d'essere le migliori... Comunica ad Haly (Bar) la sua decisione di liberarsi della moglie dandola in sposa a Lindoro (T), suo schiavo. Questi è giunto da poco in Algeri, lasciando nella terra d'origine (che poi si apprenderà essere Livorno) la sua bella e ne sente la mancanza. 

Una nave naufraga in Algeri. La nave è piena di schiavi e bottino. I corsari arraffano tutto e notano la bella Isabella (Ms) ideale per Mustafà. La catturano, e con lei imprigionano anche Taddeo (buffo), suo spasimante che si spaccia per zio. 

Lindoro ed Elvira, intanto, non vogliono unirsi. Mustafà offre a Lindoro la possibilità di andarsene da Algeri, ma a patto che si porti con sè Elvira. Lindoro, pur di riconquistare la possibilità di vedere la sua amata, accetta. 

Foto mia fatta di nascosto...

Avviene l'incontro Mustafà/Isabella e il Bey si innamora dell'italiana a prima vista, ma lei no! Avviene contemporaneamente l'agnizione tra Isabella e Lindoro: è lei l'amata che Lindoro aveva lasciato in Italia! 


A questo punto non ha più senso partire? Come fare? ci pensa Isabella che dice a Mustafà che il costume di ripudiare una moglie è pessimo e lei gli farà cambiare abitudini: Elvira deve rimanere ad Algeri e Lindoro deve diventare suo personale schiavo!
Guarda nell'edizione firmata da Ponnelle, il Finale dell'atto I:

ATTO II
Isabella e Lindoro organizzano la loro fuga. Taddeo viene fatto luogotenente in qualità di zio di Isabella, suo compito sarà di aiutarlo a conquistare Isabella... Isabella, intanto si abbiglia con cura (fingendo) per piacere a Mustafà. Inizia la burla nei suoi confronti: gli dicono che Isabella ha deciso di nominarlo PAPPATACI (finto titolo che allude ai fastidiosi insetti). Il titolo viene dato a chi sa amare insancabilmente le donne. Ha come compito unico quello di mangiare, bere e tacere. Mai aprire bocca. Viene organizzato un banchetto e Mustafà deve mangiare bere e tacere... così Lindoro e Isabella gli scappano da sotto il naso! Mustafà alla fine torna con Elvira e rinuncia per sempre alle italiane!

Cliccando qui, vedi l'edizione a Palermo 2000 con scene di Lele Luzzatihttps://youtu.be/CyXFLer2mFY

CAST
Direttore
Bruno Campanella
Regia
Joan Font
Scene e costumi
Joan Guillén
Luci
Albert Faura
Coreografia
Xevi Dorca
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 
Isabella
Marianna Pizzolato
Mustafà
Pietro Spagnoli
Lindoro
Boyd Owen
Taddeo
Omar Montanari
Elvira
Damiana Mizzi
Zulma
Lamia Beuque
Haly
Sergio Vitale
Tigre
Alfonso Cayetano

Ci ha convinto, come sempre, Pietro Spagnoli (io sono sua fan) (http://www.pietrospagnoli.net/) e ci è piaciuta moltissimo Marianna Pizzolato (http://www.mariannapizzolato.it/), bravissima e dalla voce importante. Meno convincente il tenorino. Nel complesso un'opera di alto livello, ancora una volta conferma del fatto che se si vuole si può! Ma perchè a Parma no??

L'interno del teatro a noi piace... non si può paragonare agli antichi teatri all'italiana, ma nell'ambito teatri moderni, questo è bello:

Interno del teatro
 Anche il foyer dei palchi ha una sua geometrica bellezza:

Foyer dei palchi
L'allestimento coloratissimo di Joan Font, del Maggio Musicale Fiorentino, in coproduzione con Madrid, Bordeaux e Houston (Parma... impara!) a me è piaciuto. Aveva il giusto taglio ironico che si addice al Rossini buffo senza nulla togliere o aggiungere. Visivamente accattivante e adatta alla "follia organizzata" e ai nonsense rossiniani.
"...brillante allestimento da prendere ad esempio di moderno teatro d’opera, capace di divertire con gusto ed intelligente ironia, uniti ad una sostanziale semplicità che, in tempi di austerità forzata, non guasta affatto... Joan Font, leader della compagnia catalana Els Comediants, concepisce uno spazio apparentemente molto scarno, eppure fiabesco, dove si muovono personaggi stilizzati (mai ridotti a macchiette, tuttavia), avvolti nei deliziosi costumi colorati di Joan Guillén, diretti sulla scena con vivace eleganza e assistiti da idee sceniche realizzate con sano artigianato, il tutto a sottolineare la carica ironica ancora posseduta da una vicenda che, presa alla lettera, è quanto di più improbabile e lontano"(Fabrizio Moschini - Operaclick)

"La carica ironica e buffonesca dell’opera di Rossini è resa nelle scene, tra l’altro, da un enorme fiasco di vino chianti, mentre la consacrazione di Taddeo in Kaimakan avviene tramite una gustosa trasformazione del personaggio in un pupazzo gigante; Mustafà, elevato all’immaginaria dignità di Pappataci è innalzato su un seggiolone." (l'Ape musicale)

(Foto del fotografo ufficiale)