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sabato 26 marzo 2016

Paolo Poli in GENOVEFFA DI BRABANTE di Erik Satie





Questo piccolo libriccino della Gallucci, che trovate in libreria o on line (http://www.galluccieditore.com/) a 19,50 euro con CD allegato è una vera rarità. La musica è di Erik Satie (1866-1925), compositore francese "personaggio dalle pose originali e dai comportamenti bizzarri, spesso sottolineati dai cronisti del tempo. Visse in un appartamento chiamato da lui "l'Armadio", composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente, mentre l'altra era chiusa a chiave; il contenuto di questa venne scoperto solo alla morte dell'artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Satie era inoltre fissato con l'abbigliamento, in particolar modo per i completi in velluto: ne possedeva tantissimi (tutti uguali)". (da Wiki); il testo di Lord Cheminot (tradotto da Ornella Volta) e i disegni in stile "ombre", bellissimi, di Corallina De Maria.


Un'operetta per canto, pianoforte e voce recitante, non certo semplice per i bambini, ma la storia è semplice: Genoveffa, moglie fedele di Sifredo di Brabante, è desiderata da Golo ma lei lo respinge. Golo con uno stratagemma la fa rapire e portare nel bosco ove lei, legata ad un albero, viene allattata e salvata da una cerva. Ovviamente il marito la salva e il perfidissimo Golo viene giustiziato.


"Pare che lo spartito di questa micro-opera pensata per le marionette (un quarto d'ora in tutto, comprese le parti recitate dal Narratore, ma la musica dura assai meno) Geneviève de Brabant sia stato ritrovato dietro il pianoforte di Satie dopo la sua morte, e la prima esecuzione postuma ebbe luogo nel 1926. La composizione risale agli ultimi anni dell'Ottocento, e Patrice Contamine de Latour firmò il libretto con lo pseudonimo di Lord Cheminot. E' la storia, ovviamente in chiave surreale e dissacratoria, di Santa Genoveffa di Brabante, della cui figura si sono appropriati nei secoli precedenti cantastorie, teatranti, la musica colta, e successivamente a Satie anche il cinema... mezzi poverissimi: poche voci e un pianoforte per prendere in giro l'opera lirica con sottile umorismo, con tanto di preludietto, coro e arie.... Mattatore in questo disco (che è del 1996) è ovviamente Paolo Poli nelle vesti affabulatorie e sulfuree del Narratore, con tutti i suoi vezzi di straordinario e argutissimo dicitore, doti che gli sono unanimemente riconosciute da coloro (e io sono fra questi) che l'hanno ammirato tante volte a teatro". (Fabio Bardelli - Operaclik)

Paolo Poli in GENOVEFFA DI BRABANTE di Erik Satie





Questo piccolo libriccino della Gallucci, che trovate in libreria o on line (http://www.galluccieditore.com/) a 19,50 euro con CD allegato è una vera rarità. La musica è di Erik Satie (1866-1925), compositore francese "personaggio dalle pose originali e dai comportamenti bizzarri, spesso sottolineati dai cronisti del tempo. Visse in un appartamento chiamato da lui "l'Armadio", composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente, mentre l'altra era chiusa a chiave; il contenuto di questa venne scoperto solo alla morte dell'artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Satie era inoltre fissato con l'abbigliamento, in particolar modo per i completi in velluto: ne possedeva tantissimi (tutti uguali)". (da Wiki); il testo di Lord Cheminot (tradotto da Ornella Volta) e i disegni in stile "ombre", bellissimi, di Corallina De Maria.


Un'operetta per canto, pianoforte e voce recitante, non certo semplice per i bambini, ma la storia è semplice: Genoveffa, moglie fedele di Sifredo di Brabante, è desiderata da Golo ma lei lo respinge. Golo con uno stratagemma la fa rapire e portare nel bosco ove lei, legata ad un albero, viene allattata e salvata da una cerva. Ovviamente il marito la salva e il perfidissimo Golo viene giustiziato.


"Pare che lo spartito di questa micro-opera pensata per le marionette (un quarto d'ora in tutto, comprese le parti recitate dal Narratore, ma la musica dura assai meno) Geneviève de Brabant sia stato ritrovato dietro il pianoforte di Satie dopo la sua morte, e la prima esecuzione postuma ebbe luogo nel 1926. La composizione risale agli ultimi anni dell'Ottocento, e Patrice Contamine de Latour firmò il libretto con lo pseudonimo di Lord Cheminot. E' la storia, ovviamente in chiave surreale e dissacratoria, di Santa Genoveffa di Brabante, della cui figura si sono appropriati nei secoli precedenti cantastorie, teatranti, la musica colta, e successivamente a Satie anche il cinema... mezzi poverissimi: poche voci e un pianoforte per prendere in giro l'opera lirica con sottile umorismo, con tanto di preludietto, coro e arie.... Mattatore in questo disco (che è del 1996) è ovviamente Paolo Poli nelle vesti affabulatorie e sulfuree del Narratore, con tutti i suoi vezzi di straordinario e argutissimo dicitore, doti che gli sono unanimemente riconosciute da coloro (e io sono fra questi) che l'hanno ammirato tante volte a teatro". (Fabio Bardelli - Operaclik)

L'ITALIANA IN ALGERI: animazione di Lele Luzzati

Immagine dal cartone
Questo meraviglioso cortometraggio animato del Maestro Lele Luzzati e Giulio Gianini fa parte del cofanetto DVD e libro Omaggio a Rossini della Gallucci, acquistabile a 13,50 euro cliccando qui: acquista on line
La tecnica è quella del découpage (=animazione di figure ritagliate e articolate su fondali scenografici). Luzzati ha realizzato questo piccolo gioiello nel 1968.  

Il cortometraggio è, come altri di Gianini e Luzzati, un adattamento di un‘opera lirica. È la storia dell’opera è di Isabella, una donna italiana, naufragata sulle coste africane e diventata la pupilla di Mustafà, il Bey di Algeri, che, nonostante abbia uno stuolo di mogli, la desidera ardentemente. Ma Isabella con astuzia, riuscirà a scappare da Algeri con il suo giovane amante.


Link al museo di Genova: http://www.museoluzzati.it/sito/


L'ITALIANA IN ALGERI: animazione di Lele Luzzati

Immagine dal cartone
Questo meraviglioso cortometraggio animato del Maestro Lele Luzzati e Giulio Gianini fa parte del cofanetto DVD e libro Omaggio a Rossini della Gallucci, acquistabile a 13,50 euro cliccando qui: acquista on line
La tecnica è quella del découpage (=animazione di figure ritagliate e articolate su fondali scenografici). Luzzati ha realizzato questo piccolo gioiello nel 1968.  

Il cortometraggio è, come altri di Gianini e Luzzati, un adattamento di un‘opera lirica. È la storia dell’opera è di Isabella, una donna italiana, naufragata sulle coste africane e diventata la pupilla di Mustafà, il Bey di Algeri, che, nonostante abbia uno stuolo di mogli, la desidera ardentemente. Ma Isabella con astuzia, riuscirà a scappare da Algeri con il suo giovane amante.


Link al museo di Genova: http://www.museoluzzati.it/sito/


venerdì 25 marzo 2016

PVM a FIRENZE: L'Italiana in Algeri

Davanti alla locandina
Prima volta di Antonio a Firenze e al Nuovo Teatro dell'Opera. L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, opera buffa scritta in 27 giorni nel 1813 a soli 21 anni con la moda "alla turca" che andava per la maggiore in quel periodo (vedi anche Il Turco in Italia) e anche poco prima (si veda Mozart). Il libretto, che racconta una storia intricatissima, è di Angelo Anelli, ispirato ad una vicenda realmente accaduta ad una signora milanese rapita dai corsari a inizio secolo. Stendhal la apprezzò e la definì la "perfezione del genere buffo". 

Ad Antonio (ed anche a me) il moderno Teatro tanto criticato dai fiorentini, abituati al vecchio comunale, piace. Soprattutto la sera, arrivare a teatro è emozionante: le luci, il cubo che si staglia nel cielo con o senza luna, i cavalli rossi di Pierluigi Pizzi:

Il lungo viale d'accesso al teatro

Piazzale d'ingresso

Scalinata laterale

Due dei Cavalli rossi di Pizzi

ATTO I
Elvira (S) si lamenta perchè il marito Mustafà (Bar) è freddo con lei. Infatti, il Bey di Algeri è stufo della moglie e vorrebbe una nuova donna: un'italiana! Perchè le italiane han fama d'essere le migliori... Comunica ad Haly (Bar) la sua decisione di liberarsi della moglie dandola in sposa a Lindoro (T), suo schiavo. Questi è giunto da poco in Algeri, lasciando nella terra d'origine (che poi si apprenderà essere Livorno) la sua bella e ne sente la mancanza. 

Una nave naufraga in Algeri. La nave è piena di schiavi e bottino. I corsari arraffano tutto e notano la bella Isabella (Ms) ideale per Mustafà. La catturano, e con lei imprigionano anche Taddeo (buffo), suo spasimante che si spaccia per zio. 

Lindoro ed Elvira, intanto, non vogliono unirsi. Mustafà offre a Lindoro la possibilità di andarsene da Algeri, ma a patto che si porti con sè Elvira. Lindoro, pur di riconquistare la possibilità di vedere la sua amata, accetta. 

Foto mia fatta di nascosto...

Avviene l'incontro Mustafà/Isabella e il Bey si innamora dell'italiana a prima vista, ma lei no! Avviene contemporaneamente l'agnizione tra Isabella e Lindoro: è lei l'amata che Lindoro aveva lasciato in Italia! 


A questo punto non ha più senso partire? Come fare? ci pensa Isabella che dice a Mustafà che il costume di ripudiare una moglie è pessimo e lei gli farà cambiare abitudini: Elvira deve rimanere ad Algeri e Lindoro deve diventare suo personale schiavo!
Guarda nell'edizione firmata da Ponnelle, il Finale dell'atto I:

ATTO II
Isabella e Lindoro organizzano la loro fuga. Taddeo viene fatto luogotenente in qualità di zio di Isabella, suo compito sarà di aiutarlo a conquistare Isabella... Isabella, intanto si abbiglia con cura (fingendo) per piacere a Mustafà. Inizia la burla nei suoi confronti: gli dicono che Isabella ha deciso di nominarlo PAPPATACI (finto titolo che allude ai fastidiosi insetti). Il titolo viene dato a chi sa amare insancabilmente le donne. Ha come compito unico quello di mangiare, bere e tacere. Mai aprire bocca. Viene organizzato un banchetto e Mustafà deve mangiare bere e tacere... così Lindoro e Isabella gli scappano da sotto il naso! Mustafà alla fine torna con Elvira e rinuncia per sempre alle italiane!

Cliccando qui, vedi l'edizione a Palermo 2000 con scene di Lele Luzzatihttps://youtu.be/CyXFLer2mFY

CAST
Direttore
Bruno Campanella
Regia
Joan Font
Scene e costumi
Joan Guillén
Luci
Albert Faura
Coreografia
Xevi Dorca
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 
Isabella
Marianna Pizzolato
Mustafà
Pietro Spagnoli
Lindoro
Boyd Owen
Taddeo
Omar Montanari
Elvira
Damiana Mizzi
Zulma
Lamia Beuque
Haly
Sergio Vitale
Tigre
Alfonso Cayetano

Ci ha convinto, come sempre, Pietro Spagnoli (io sono sua fan) (http://www.pietrospagnoli.net/) e ci è piaciuta moltissimo Marianna Pizzolato (http://www.mariannapizzolato.it/), bravissima e dalla voce importante. Meno convincente il tenorino. Nel complesso un'opera di alto livello, ancora una volta conferma del fatto che se si vuole si può! Ma perchè a Parma no??

L'interno del teatro a noi piace... non si può paragonare agli antichi teatri all'italiana, ma nell'ambito teatri moderni, questo è bello:

Interno del teatro
 Anche il foyer dei palchi ha una sua geometrica bellezza:

Foyer dei palchi
L'allestimento coloratissimo di Joan Font, del Maggio Musicale Fiorentino, in coproduzione con Madrid, Bordeaux e Houston (Parma... impara!) a me è piaciuto. Aveva il giusto taglio ironico che si addice al Rossini buffo senza nulla togliere o aggiungere. Visivamente accattivante e adatta alla "follia organizzata" e ai nonsense rossiniani.
"...brillante allestimento da prendere ad esempio di moderno teatro d’opera, capace di divertire con gusto ed intelligente ironia, uniti ad una sostanziale semplicità che, in tempi di austerità forzata, non guasta affatto... Joan Font, leader della compagnia catalana Els Comediants, concepisce uno spazio apparentemente molto scarno, eppure fiabesco, dove si muovono personaggi stilizzati (mai ridotti a macchiette, tuttavia), avvolti nei deliziosi costumi colorati di Joan Guillén, diretti sulla scena con vivace eleganza e assistiti da idee sceniche realizzate con sano artigianato, il tutto a sottolineare la carica ironica ancora posseduta da una vicenda che, presa alla lettera, è quanto di più improbabile e lontano"(Fabrizio Moschini - Operaclick)

"La carica ironica e buffonesca dell’opera di Rossini è resa nelle scene, tra l’altro, da un enorme fiasco di vino chianti, mentre la consacrazione di Taddeo in Kaimakan avviene tramite una gustosa trasformazione del personaggio in un pupazzo gigante; Mustafà, elevato all’immaginaria dignità di Pappataci è innalzato su un seggiolone." (l'Ape musicale)

(Foto del fotografo ufficiale)

PVM a FIRENZE: L'Italiana in Algeri

Davanti alla locandina
Prima volta di Antonio a Firenze e al Nuovo Teatro dell'Opera. L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, opera buffa scritta in 27 giorni nel 1813 a soli 21 anni con la moda "alla turca" che andava per la maggiore in quel periodo (vedi anche Il Turco in Italia) e anche poco prima (si veda Mozart). Il libretto, che racconta una storia intricatissima, è di Angelo Anelli, ispirato ad una vicenda realmente accaduta ad una signora milanese rapita dai corsari a inizio secolo. Stendhal la apprezzò e la definì la "perfezione del genere buffo". 

Ad Antonio (ed anche a me) il moderno Teatro tanto criticato dai fiorentini, abituati al vecchio comunale, piace. Soprattutto la sera, arrivare a teatro è emozionante: le luci, il cubo che si staglia nel cielo con o senza luna, i cavalli rossi di Pierluigi Pizzi:

Il lungo viale d'accesso al teatro

Piazzale d'ingresso

Scalinata laterale

Due dei Cavalli rossi di Pizzi

ATTO I
Elvira (S) si lamenta perchè il marito Mustafà (Bar) è freddo con lei. Infatti, il Bey di Algeri è stufo della moglie e vorrebbe una nuova donna: un'italiana! Perchè le italiane han fama d'essere le migliori... Comunica ad Haly (Bar) la sua decisione di liberarsi della moglie dandola in sposa a Lindoro (T), suo schiavo. Questi è giunto da poco in Algeri, lasciando nella terra d'origine (che poi si apprenderà essere Livorno) la sua bella e ne sente la mancanza. 

Una nave naufraga in Algeri. La nave è piena di schiavi e bottino. I corsari arraffano tutto e notano la bella Isabella (Ms) ideale per Mustafà. La catturano, e con lei imprigionano anche Taddeo (buffo), suo spasimante che si spaccia per zio. 

Lindoro ed Elvira, intanto, non vogliono unirsi. Mustafà offre a Lindoro la possibilità di andarsene da Algeri, ma a patto che si porti con sè Elvira. Lindoro, pur di riconquistare la possibilità di vedere la sua amata, accetta. 

Foto mia fatta di nascosto...

Avviene l'incontro Mustafà/Isabella e il Bey si innamora dell'italiana a prima vista, ma lei no! Avviene contemporaneamente l'agnizione tra Isabella e Lindoro: è lei l'amata che Lindoro aveva lasciato in Italia! 


A questo punto non ha più senso partire? Come fare? ci pensa Isabella che dice a Mustafà che il costume di ripudiare una moglie è pessimo e lei gli farà cambiare abitudini: Elvira deve rimanere ad Algeri e Lindoro deve diventare suo personale schiavo!
Guarda nell'edizione firmata da Ponnelle, il Finale dell'atto I:

ATTO II
Isabella e Lindoro organizzano la loro fuga. Taddeo viene fatto luogotenente in qualità di zio di Isabella, suo compito sarà di aiutarlo a conquistare Isabella... Isabella, intanto si abbiglia con cura (fingendo) per piacere a Mustafà. Inizia la burla nei suoi confronti: gli dicono che Isabella ha deciso di nominarlo PAPPATACI (finto titolo che allude ai fastidiosi insetti). Il titolo viene dato a chi sa amare insancabilmente le donne. Ha come compito unico quello di mangiare, bere e tacere. Mai aprire bocca. Viene organizzato un banchetto e Mustafà deve mangiare bere e tacere... così Lindoro e Isabella gli scappano da sotto il naso! Mustafà alla fine torna con Elvira e rinuncia per sempre alle italiane!

Cliccando qui, vedi l'edizione a Palermo 2000 con scene di Lele Luzzatihttps://youtu.be/CyXFLer2mFY

CAST
Direttore
Bruno Campanella
Regia
Joan Font
Scene e costumi
Joan Guillén
Luci
Albert Faura
Coreografia
Xevi Dorca
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 
Isabella
Marianna Pizzolato
Mustafà
Pietro Spagnoli
Lindoro
Boyd Owen
Taddeo
Omar Montanari
Elvira
Damiana Mizzi
Zulma
Lamia Beuque
Haly
Sergio Vitale
Tigre
Alfonso Cayetano

Ci ha convinto, come sempre, Pietro Spagnoli (io sono sua fan) (http://www.pietrospagnoli.net/) e ci è piaciuta moltissimo Marianna Pizzolato (http://www.mariannapizzolato.it/), bravissima e dalla voce importante. Meno convincente il tenorino. Nel complesso un'opera di alto livello, ancora una volta conferma del fatto che se si vuole si può! Ma perchè a Parma no??

L'interno del teatro a noi piace... non si può paragonare agli antichi teatri all'italiana, ma nell'ambito teatri moderni, questo è bello:

Interno del teatro
 Anche il foyer dei palchi ha una sua geometrica bellezza:

Foyer dei palchi
L'allestimento coloratissimo di Joan Font, del Maggio Musicale Fiorentino, in coproduzione con Madrid, Bordeaux e Houston (Parma... impara!) a me è piaciuto. Aveva il giusto taglio ironico che si addice al Rossini buffo senza nulla togliere o aggiungere. Visivamente accattivante e adatta alla "follia organizzata" e ai nonsense rossiniani.
"...brillante allestimento da prendere ad esempio di moderno teatro d’opera, capace di divertire con gusto ed intelligente ironia, uniti ad una sostanziale semplicità che, in tempi di austerità forzata, non guasta affatto... Joan Font, leader della compagnia catalana Els Comediants, concepisce uno spazio apparentemente molto scarno, eppure fiabesco, dove si muovono personaggi stilizzati (mai ridotti a macchiette, tuttavia), avvolti nei deliziosi costumi colorati di Joan Guillén, diretti sulla scena con vivace eleganza e assistiti da idee sceniche realizzate con sano artigianato, il tutto a sottolineare la carica ironica ancora posseduta da una vicenda che, presa alla lettera, è quanto di più improbabile e lontano"(Fabrizio Moschini - Operaclick)

"La carica ironica e buffonesca dell’opera di Rossini è resa nelle scene, tra l’altro, da un enorme fiasco di vino chianti, mentre la consacrazione di Taddeo in Kaimakan avviene tramite una gustosa trasformazione del personaggio in un pupazzo gigante; Mustafà, elevato all’immaginaria dignità di Pappataci è innalzato su un seggiolone." (l'Ape musicale)

(Foto del fotografo ufficiale)

martedì 22 marzo 2016

MACBETH: Lady Macbeth in Kattivissimi all'Opera

Lady Macbeth
Una delle ragioni per cui mi piacciono i libri di Cristina Bersanelli, è che la scelta delle opere da presentare ai bambini non è scontata. Parlare di Macbeth ai bambini, infatti, sembrerebbe "politicamente scorretto", ma come da sempre sostengo, più sangue scorre e più i piccoli spettatori sono attratti! E Macbeth, oltre al doppio omicidio (Banquo e Duncano), alla morte per sfinimento di Lady Macbeth e alla morte di Macbeth, ha anche tanto di streghe con pozione magica e fantasma! 


Il libro già lo conoscete, questa è la copertina e lo trovate in tutte le librerie al costo di 16 euro (contiene CD audio con narratore e tracce). Lady Macbeth è dotata di Carta d'identità:


...e racconta la sua storia in modo semplice e diretto in poche pagine... le streghe sono davvero spaventose!!


Guarda la cattiveria di Lady Macbeth in questo storico video:

MACBETH: Lady Macbeth in Kattivissimi all'Opera

Lady Macbeth
Una delle ragioni per cui mi piacciono i libri di Cristina Bersanelli, è che la scelta delle opere da presentare ai bambini non è scontata. Parlare di Macbeth ai bambini, infatti, sembrerebbe "politicamente scorretto", ma come da sempre sostengo, più sangue scorre e più i piccoli spettatori sono attratti! E Macbeth, oltre al doppio omicidio (Banquo e Duncano), alla morte per sfinimento di Lady Macbeth e alla morte di Macbeth, ha anche tanto di streghe con pozione magica e fantasma! 


Il libro già lo conoscete, questa è la copertina e lo trovate in tutte le librerie al costo di 16 euro (contiene CD audio con narratore e tracce). Lady Macbeth è dotata di Carta d'identità:


...e racconta la sua storia in modo semplice e diretto in poche pagine... le streghe sono davvero spaventose!!


Guarda la cattiveria di Lady Macbeth in questo storico video:

lunedì 21 marzo 2016

PVM al Municipale di Piacenza: un MACBETH sold out!

Davanti alla locandina
Finalmente un teatro pieno. Finalmente entusiasmo. Finalmente un'opera di alto livello. La migliore di quest'anno insieme al Nabucco dell'Orchestra dell'Opera Italiana. Macbeth di Giuseppe Verdi, dalla tragedia omonima di Shakespeare, con un libretto per la verità non all'altezza dell'Otello e del Falstaff del Boito. Un'opera che da sempre mi piace e che data così piace ancora di più. Anna Pirozzi è una Lady Macbeth dall'enorme potenza vocale, come da tempo non si sentiva, e infatti come dare torto allo spettatore che aspetta il silenzio in sala dopo la prima Aria della lady per urlare "COME UNA VOLTA"?. Voce scura, agile, che sa emozionare. Presenza scenica e drammaticità. Al suo fianco un  sempre sorprendente Leo Nucci, che stupisce per la freschezza ritrovata (è del 1942!) e conferma il suo essere uno dei più grandi baritoni di sempre. 

Antonio in galleria
Il bell'effetto di un teatro pieno
La platea tutto esaurito
Dignitosi tutti gli altri e degno di più di una lode il giovane Maestro Ivan Ciampa (http://www.francescoivanciampa.it/), , classe 1982, di Avellino, che guida l'Orchestra dell'Emilia Romagna con la giusta energia, un bel gesto, i  tempi corretti, la ricchezza di sfumature. Sicuramente uno dei migliori della sua generazione, già notato a Parma lo scorso anno e purtroppo però non chiamato più nella città di Verdi... o la città di verdi è Piacenza, come ci vuol far credere questa targa fuori dal Teatro Municipale piacentino?

Verdi piacentino?
Anche Antonio conferma: questa è l'opera dell'anno! Insieme al Nabucco... altro che opere per bambini! Ma perchè questo Macbeth non è arrivato a Parma? Certo, attualmente a governare la cultura musicale della città c'è chi pensa che Lucia di Lammermoor sia un'opera di Rossini (è stato scritto!!), ma un Macbeth così meritava di essere ospite del Teatro Regio. 

Bimbi all'opera!... quella vera! BRAVI!!

 Personaggi ed interpreti

Macbeth: Leo Nucci
Banco: Carlo Colombara
Lady Macbeth: Susanna Branchini / Anna Pirozzi (20/03)
Dama: Federica Gatta
Macduff: Ivan Defabiani
Malcolm: Marco Ciaponi
Medico/Domestico: Mariano Buccino
Sicario/Araldo: Juliusz Loranzi

Francesco Ivan Ciampa, direttore
Riccardo Canessa, regia

Alfredo Troisi, scene
Artemio Cabassi, costumi
Michele Cremona, luci
Silvia Rastelli, performer

ORCHESTRA REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA

CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Corrado Casati, maestro del coro

Produzione Fondazione Teatri di Piacenza
 

La scena delle streghe

Anna Pirozzi scatena gli applausi del teatro

Il Cast
VEDI QUI LO STORICO MACBETH DIRETTO DA ABBADO ALLA SCALA: https://youtu.be/NSfhS0Vg7yQ

Macbeth:Piero Cappuccilli
Lady Macbeth:Shirley Verret
Banquo:Nicolai Ghiaurov
Macduff:Veriano Lucheti
Direttore: Claudio Abbado
Regia:Giorgio Strehler

PVM al Municipale di Piacenza: un MACBETH sold out!

Davanti alla locandina
Finalmente un teatro pieno. Finalmente entusiasmo. Finalmente un'opera di alto livello. La migliore di quest'anno insieme al Nabucco dell'Orchestra dell'Opera Italiana. Macbeth di Giuseppe Verdi, dalla tragedia omonima di Shakespeare, con un libretto per la verità non all'altezza dell'Otello e del Falstaff del Boito. Un'opera che da sempre mi piace e che data così piace ancora di più. Anna Pirozzi è una Lady Macbeth dall'enorme potenza vocale, come da tempo non si sentiva, e infatti come dare torto allo spettatore che aspetta il silenzio in sala dopo la prima Aria della lady per urlare "COME UNA VOLTA"?. Voce scura, agile, che sa emozionare. Presenza scenica e drammaticità. Al suo fianco un  sempre sorprendente Leo Nucci, che stupisce per la freschezza ritrovata (è del 1942!) e conferma il suo essere uno dei più grandi baritoni di sempre. 

Antonio in galleria
Il bell'effetto di un teatro pieno
La platea tutto esaurito
Dignitosi tutti gli altri e degno di più di una lode il giovane Maestro Ivan Ciampa (http://www.francescoivanciampa.it/), , classe 1982, di Avellino, che guida l'Orchestra dell'Emilia Romagna con la giusta energia, un bel gesto, i  tempi corretti, la ricchezza di sfumature. Sicuramente uno dei migliori della sua generazione, già notato a Parma lo scorso anno e purtroppo però non chiamato più nella città di Verdi... o la città di verdi è Piacenza, come ci vuol far credere questa targa fuori dal Teatro Municipale piacentino?

Verdi piacentino?
Anche Antonio conferma: questa è l'opera dell'anno! Insieme al Nabucco... altro che opere per bambini! Ma perchè questo Macbeth non è arrivato a Parma? Certo, attualmente a governare la cultura musicale della città c'è chi pensa che Lucia di Lammermoor sia un'opera di Rossini (è stato scritto!!), ma un Macbeth così meritava di essere ospite del Teatro Regio. 

Bimbi all'opera!... quella vera! BRAVI!!

 Personaggi ed interpreti

Macbeth: Leo Nucci
Banco: Carlo Colombara
Lady Macbeth: Susanna Branchini / Anna Pirozzi (20/03)
Dama: Federica Gatta
Macduff: Ivan Defabiani
Malcolm: Marco Ciaponi
Medico/Domestico: Mariano Buccino
Sicario/Araldo: Juliusz Loranzi

Francesco Ivan Ciampa, direttore
Riccardo Canessa, regia

Alfredo Troisi, scene
Artemio Cabassi, costumi
Michele Cremona, luci
Silvia Rastelli, performer

ORCHESTRA REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA

CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Corrado Casati, maestro del coro

Produzione Fondazione Teatri di Piacenza
 

La scena delle streghe

Anna Pirozzi scatena gli applausi del teatro

Il Cast
VEDI QUI LO STORICO MACBETH DIRETTO DA ABBADO ALLA SCALA: https://youtu.be/NSfhS0Vg7yQ

Macbeth:Piero Cappuccilli
Lady Macbeth:Shirley Verret
Banquo:Nicolai Ghiaurov
Macduff:Veriano Lucheti
Direttore: Claudio Abbado
Regia:Giorgio Strehler