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domenica 28 dicembre 2014

La Bohème (9) - RENT, l'opera rock che cita Puccini (VM 16)

Locandina 
Dopo la piccola pausa, con una giornata dedicata ad un laboratorio didattico (vedi il Post di ieri) torniamo ad occuparci dell'opera a cui stiamo dedicando il nostro viaggio natalizio: La Bohème. 

Rent è un'opera rock con musica e testi di Jonathan Larson basata sull'opera La Bohème di Giacomo Puccini. Non sono una particolare seguace del musical come genere, nè dell'opera rock (che poi è una variante del musical), ma certamente Rent merita una tappa per il suo stretto legame con l'opera di Puccini. L'argomento NON è adatto ai bambini. Ho messo un bel VM 16, quindi, se i vostri figli sono alle elementari o alle medie, passate oltre, o soffermatevi per vostra curiosità personale. Invece, se avete ragazzi più grandi, questa è un'imperdibile occasione per avvicinarli all'opera lirica all'incontrario... partendo dal Rock!

Rent Racconta la storia di un gruppo di giovani artisti e musicisti squattrinati che tentano di sopravvivere e creare nel Lower East Side di New York nei giorni fiorenti vissuti all'ombra dell'AIDS nell'atmosfera bohémienne dell'Alphabet City. Bisogna sottolineare che gli anni Novanta sono stati quelli della massima diffusione "mediatica" dell'AIDS con la morte per questa malattia di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, basti pensare a Freddy Mercury dei Queen. Ricordo che a scuola era stata fatta una campagna per la prevenzione dell'AIDS molto forte.

Il debutto ufficiale del musical risale al 1996, non a caso un secolo dopo la prima di La Bohème. L'autore dello show morì il giorno prima della prima off-Broadway. 

Il successo portò a diversi tour nazionali e produzioni straniere e, nel 2005, lo show fu anche adattato in un film nel quale sei degli otto protagonisti della produzione originale ripresero il proprio ruolo.

Larson aveva aspettative ambiziose per Rent; lo scopo dei suoi sogni era di scrivere un'opera rock che "portasse il musical alla MTV GENERATION" cioè ai giovani. 

Alcuni dei personaggi e degli elementi della trama sono ripresi direttamente dall'opera di Puccini, la cui première mondiale fu nel 1896, 100 anni prima di quella di Rent. La Bohème raccontava anche della vita di alcuni poveri artisti. La tubercolosi, la piaga dell'opera di Puccini, è rimpiazzata dall'AIDS in Rent; la Parigi dell'Ottocento diventa l'East Village di Manhattan a New York. I nomi e l'identità dei personaggi di Rent sono anche essi riflessi molto forti di quelli originali di Puccini, anche se non sono tutti dei perfetti adattamenti. Ad esempio, Joanne in Rent rappresenta il personaggio di Alcindoro della La Bohème.

Da wikipedia copio questa utile tabella:


La bohèmeRentLa bohèmeRent
Mimi, una cucitrice con la tubercolosiMimi Márquez, una danzatrice esotica con l'HIVSopranoMezzosoprano
Rodolfo, un poetaRoger Davis, un cantautore positivo all'HIVTenore
Marcello, un pittoreMark Cohen, un regista indipendente e coinquilino di RogerBaritonoBaritono / Tenore
Musetta, una cantanteMaureen Johnson, un'attrice bisessualeSopranoMezzosoprano
Schaunard, un musicistaAngel Dumott Schunard, un percussionista e drag queen gay con l'AIDSBaritonoTenore / Controtenore
Colline, un filosofoTom Collins, un professore gay, filosofo e anarchico con l'AIDSBassoBaritono/ Basso
Alcindoro, un consigliere di StatoJoanne Jefferson, un avvocato che è anche la partner di Maureen. (Ispirata parzialmente anche a Marcello)BassoSoprano
Benoit, un affittuarioBenjamin 'Benny' Coffin III, l'affittuario locale ed ex-coinquilino di Roger, Mark, Collins e Maureen.BassoBaritono

La scena della candela in Rent
Altri esempi di parallelismo tra il lavoro di Larson e quello di Puccini includono la canzone di Larson  "Light my candle", che somiglia molto alla prima scena tra Mimi e Rodolfo ne La bohème,   e "Goodbye love", un pezzo lungo e straziante che riflette il confronto e le parti tra i personaggi sia nell'opera di Puccini che in quella di Larson, oltre alla citazione diretta del "Valzer di Musetta" nel finale (vedi sotto).

Rent è anche una specie di lavoro autobiografico, visto che Larson ne incorporò diversi elementi della sua vita all'interno. Larson visse a New York per diversi anni come un artista squattrinato e con un futuro incerto.

Questa la scena finale del musical-film, che cita la melodia del Valzer di Musetta, suonata con chitarra elettrica nel momento della morte di Mimì:

La Bohème (9) - RENT, l'opera rock che cita Puccini (VM 16)

Locandina 
Dopo la piccola pausa, con una giornata dedicata ad un laboratorio didattico (vedi il Post di ieri) torniamo ad occuparci dell'opera a cui stiamo dedicando il nostro viaggio natalizio: La Bohème. 

Rent è un'opera rock con musica e testi di Jonathan Larson basata sull'opera La Bohème di Giacomo Puccini. Non sono una particolare seguace del musical come genere, nè dell'opera rock (che poi è una variante del musical), ma certamente Rent merita una tappa per il suo stretto legame con l'opera di Puccini. L'argomento NON è adatto ai bambini. Ho messo un bel VM 16, quindi, se i vostri figli sono alle elementari o alle medie, passate oltre, o soffermatevi per vostra curiosità personale. Invece, se avete ragazzi più grandi, questa è un'imperdibile occasione per avvicinarli all'opera lirica all'incontrario... partendo dal Rock!

Rent Racconta la storia di un gruppo di giovani artisti e musicisti squattrinati che tentano di sopravvivere e creare nel Lower East Side di New York nei giorni fiorenti vissuti all'ombra dell'AIDS nell'atmosfera bohémienne dell'Alphabet City. Bisogna sottolineare che gli anni Novanta sono stati quelli della massima diffusione "mediatica" dell'AIDS con la morte per questa malattia di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, basti pensare a Freddy Mercury dei Queen. Ricordo che a scuola era stata fatta una campagna per la prevenzione dell'AIDS molto forte.

Il debutto ufficiale del musical risale al 1996, non a caso un secolo dopo la prima di La Bohème. L'autore dello show morì il giorno prima della prima off-Broadway. 

Il successo portò a diversi tour nazionali e produzioni straniere e, nel 2005, lo show fu anche adattato in un film nel quale sei degli otto protagonisti della produzione originale ripresero il proprio ruolo.

Larson aveva aspettative ambiziose per Rent; lo scopo dei suoi sogni era di scrivere un'opera rock che "portasse il musical alla MTV GENERATION" cioè ai giovani. 

Alcuni dei personaggi e degli elementi della trama sono ripresi direttamente dall'opera di Puccini, la cui première mondiale fu nel 1896, 100 anni prima di quella di Rent. La Bohème raccontava anche della vita di alcuni poveri artisti. La tubercolosi, la piaga dell'opera di Puccini, è rimpiazzata dall'AIDS in Rent; la Parigi dell'Ottocento diventa l'East Village di Manhattan a New York. I nomi e l'identità dei personaggi di Rent sono anche essi riflessi molto forti di quelli originali di Puccini, anche se non sono tutti dei perfetti adattamenti. Ad esempio, Joanne in Rent rappresenta il personaggio di Alcindoro della La Bohème.

Da wikipedia copio questa utile tabella:


La bohème Rent La bohème Rent
Mimi, una cucitrice con la tubercolosi Mimi Márquez, una danzatrice esotica con l'HIV Soprano Mezzosoprano
Rodolfo, un poeta Roger Davis, un cantautore positivo all'HIV Tenore
Marcello, un pittore Mark Cohen, un regista indipendente e coinquilino di Roger Baritono Baritono / Tenore
Musetta, una cantante Maureen Johnson, un'attrice bisessuale Soprano Mezzosoprano
Schaunard, un musicista Angel Dumott Schunard, un percussionista e drag queen gay con l'AIDS Baritono Tenore / Controtenore
Colline, un filosofo Tom Collins, un professore gay, filosofo e anarchico con l'AIDS Basso Baritono/ Basso
Alcindoro, un consigliere di Stato Joanne Jefferson, un avvocato che è anche la partner di Maureen. (Ispirata parzialmente anche a Marcello) Basso Soprano
Benoit, un affittuario Benjamin 'Benny' Coffin III, l'affittuario locale ed ex-coinquilino di Roger, Mark, Collins e Maureen. Basso Baritono

La scena della candela in Rent
Altri esempi di parallelismo tra il lavoro di Larson e quello di Puccini includono la canzone di Larson  "Light my candle", che somiglia molto alla prima scena tra Mimi e Rodolfo ne La bohème,   e "Goodbye love", un pezzo lungo e straziante che riflette il confronto e le parti tra i personaggi sia nell'opera di Puccini che in quella di Larson, oltre alla citazione diretta del "Valzer di Musetta" nel finale (vedi sotto).

Rent è anche una specie di lavoro autobiografico, visto che Larson ne incorporò diversi elementi della sua vita all'interno. Larson visse a New York per diversi anni come un artista squattrinato e con un futuro incerto.

Questa la scena finale del musical-film, che cita la melodia del Valzer di Musetta, suonata con chitarra elettrica nel momento della morte di Mimì:

mercoledì 24 dicembre 2014

La Bohème (7) - Libro per bambini francese... tradotto!

In Francia amano la musica forse più di noi... o semplicemente hanno più entusiasmo... fatto sta che esiste in Francia questa collana di libri con CD AUDIO per bambini (oltre a molte altre che spero di aver modo di esplorare...), che presenta ai bambini le più famose opere liriche e i più famosi balletti, riraccontandoli in modo semplice e illustrandoli con disegni colorati e divertenti. 

Questo volume è dedicato a La Bohème di Giacomo Puccini ed è illustrata da Benoit Chieux (prezzo: 18 euro). Siccome non esiste una versione italiana di questi meravigliosi piccoli capolavori per l'infanzia, ho deciso di proporvi quelli che riesco in qualche modo a procurarmi e di tradurli e in un certo senso pubblicarli su questo blog, unitamente alle illustrazioni che accompagnano il testo.
Il racconto ha il pregio di soffermarsi su dialoghi e piccoli particolari, tutti tratti dall'opera, mai inventati, che solitamente vengono "tagliati" in qualsiasi versione riassunta o raccorciata dell'opera. Leggendo questa storia, pertanto, avrete la possibilità di cogliere la stessa atmosfera che trapela ascoltando l'opera di Puccini e scoprirete il carattere dei vari personaggi e quanto essi siano effettivamente vicini a noi, in quanto persone semplici, non eroi. 

Il cantastorie con l'opera box
Il libro comincia con l'immagine di una specie di cantastorie, dotato di un'Opera Box... una scatola magica nella quale sono racchiusi i personaggi dell'opera e con la quale, come fosse un teatrino, ci racconterà la storia di Rodolfo (il Poeta) e Mimì (la Sartina)...

Comincio a tradurre la storia:

Accorrete! Accorrete! Sono un cantastorie... è la notte di Natale e ho portato con me una scatola magica! Quando sono all'opera, i giocattoli saltano fuori e improvvisano per voi uno spettacolo.
Accorrete! Accorrete! Ho tolto il coperchio...
Stasera i personaggi principali saranno....

Rodolfo, Colline e Marcello al freddo nella soffitta
E' la notte di Natale, Mentre Marcello tenta di dipingere, il suo amico Rodolfo guarda fumare i mille tetti di Parigi coperti di neve. Il freddo è insopportabile all'interno della piccola mansarda che condividono.
- Muoio dal freddo, sospira Marcello, è impossibile dipingere, le mie dita sono congelate!
Avvolto nella sua lunga sciarpa, Rodolfo trema dalla testa ai piedi. Marcello afferra una sedia: vuole bruciarla per riscaldarsi, ma Rodolfo lo ferma.
- Aspetta! Aspetta, ho un'idea migliore!
Detto fatto: prende qualche pagina di un dramma che stava scrivendo, le strappa e le getta nel camino. I fogli scoppiettano e si infiammano immediatamente.
- Il primo atto mi riscalda il cuore, dichiara Rodolfo guardando le fiamme, è magnifico!
Si apre la porta, è Colline il loro amico filosofo, che entra con una pila di libri in mano. Non è riuscito a venderne nemmeno uno in questa viglilia di Natale ed è congelato.
- Una fiamma! esclama, che meraviglia!
- Silenzio, è la mia pièce che va in scena! scherza Rodolfo gettando sul fuoco il suo II atto.
I tre amici approfittano del dolce calore e scherzano insieme.
- Ascoltate come crepitano le pagine! annuncia Colline.
- Sicuramente erano piene di baci, rincara Marcello.
Presto anche il terzo atto si consuma, le fiamme si abbassano, diminuiscono a poco a poco fino a spegnersi.
- Questo dramma è formidabile, conclude Colline, ma giusto un po' troppo breve!

Arriva Schaunard tutto impettito
Di nuovo si apre la porta. E' Schaunard, il musicista. Sigaro in bocca, busto in avanti, s'avanza con aria trionfale. In una mano, porta un cesto di provviste, nell'altra, un fagotto di legna.
- I sigari! Il vino! urlano i tre amici. Le provviste!
- Vorrei raccontare a tutti voi, annuncia Schaunard, una storia degna di fama!
- Prima di tutto riaccendiamo il camino, propone Marcello, ha tanto patito il freddo!
Intanto che i tre affamati preparano la tavola e la imbandiscono con le provviste, Schaunard comincia con il suo racconto:
- Un Lord inglese cercava un musicista per suonare davanti a un pappagallo fino a farlo crepare! Ebbene, il pappagallo è morto...dopo tre giorni.... ma perchè gli ho dato da mangiare del prezzemolo!
Ai tre amici non interessano in quel momento nè la pittura, nè la poesia e ancor meno la filosofia! Arrosto freddo, patè in crosta, bottiglie di vino già ornavano la tavola ricoperta di una meravigliosa tovaglia fatta con fogli di giornale.
- Che il diavolo vi porti! esclama Schaunard. Le provviste saranno la nostra riserva. Stasera è Natale e noi usciremo a mangiare al ristorante!
- Noi andremo al ristorante! approvano gli altri tre.
All'improvviso, Rodolfo si ricorda che deve terminare un articolo. I tre amici escono. Neanche tre minuti dopo, giusto il tempo di arrivare in basso, per le scale si fa notte fonda e Colline fa un passo falso e rotola rumorosamente giù dalle scale.
- Colline, sei morto? domanda Rodolfo che ha sentito il rumore dalla soffitta.
- Non ancora, risponde Colline.
- Sbrigati, Rodolfo, noi ti aspettiamo!
Nella mansarda, Rodolfo si mette al tavolo e tenta di concentrarsi quando sente bussare debolmente alla porta.
- Mi scusi, spiega una voce dolce e timida, sono la vostra vicina... la mia candela si è spenta... ne avreste una da prestarmi?
Rodolfo si alza per aprire la porta. Sul pianerottolo, una giovane e bella ragazza lo squadra. E' tanto pallida, le manca il respiro, vacilla e fatica a tenersi in piedi.
- Vi sentite bene? Chiede Rodolfo, inquieto.
- Sono questi gradini... risponde lei.
E sul punto di svenire, lascia cadere la candela e la chiave della sua casa.
Rodolfo si precipita a sorreggere la giovane, la sostiene tra le sue braccia e ha l'impressione di abbracciare un angelo... poi la adagia delicatamente su di una sedia.
La giovane si riprende:
- Per piacere, permettete che io riaccenda la mia candela, non voglio recarvi altro disturbo.
Rodolfo raccoglie la candela, la riaccende e la porge alla ragazza.
- Grazie, e buonasera, dice la fanciulla uscendo dalla porta.
Ma immediatamente torna indietro:
- Come sono sbadata! Dove ho messo la mia chiave?
Una corrente d'aria, proveniente dalle scale, spegne nuovamente la sua candela.
- Per piacere, entrate per riaccenderla!
Turbato, Rodolfo non vuole più lasciare andar via quell'angelo... e di nascosto soffia sulla sua candela:
- Mio Dio! Anche la mia si è spenta!
Nell'oscurità e a tastoni, i due cercano la chiave.
- Che disavventura! Sospira lei.
Rodolfo freme, trova la chiave, la stringe nella sua mano e continua a tastare il pavimento per cercarla, fingendo di non averla ancora trovata. Per caso, le loro mni si sfiorano.
- Che gelida manina, dice preoccupato Rodolfo, se la lasci riscaldar...
- Imbarazzata, la fanciulla cerca di ritrarre la mano, ma Rodolfo non vuole più lasciarla.
- Lasciate che io mi presenti: sono Rodolfo e faccio il poeta. Sono povero, ma ricco di rime e canti d'amore. In realtà, ho l'anima di un milionario e ve la offro! Adesso che mi conoscete, parlate voi, chi siete?
- Mi chiamano Mimì, ma il mio nome è Lucia, bisbiglia la fanciull. Faccio la ricamatrice. Ogni giorno ricamo gigli, rose e sono felice. Amo le cose che hanno il potere di parlare d'amore, di primavera e di sogni...

ASCOLTO 1: Che gelida manina... , se la lasci riscaldar... 
ASCOLTO 2: Sì, mi chiamano Mimì 


Le loro mani, per caso, si sfiorano...

Improvvisamente, il suo nome sale dal basso delle scale.
- Rodolfo?! Mi senti?! Lumaca!
- Cosa fai tutto solo lassù?
Rodolfo allora realizza che i suoi amici erano ancora là sotto ad aspettare.
- Cominciate ad andare, io vi raggiungo... non sono solo... siamo in due!

Rodolfo e Mimì si scambiano affettuosità
Rodolfo si sente come in un magnifico sogno. Sarà così dolce restare lì, fa freddo fuori...
- E se io venissi con voi? Suggerisce Mimì.
Allora Rodolfo abbraccia la fanciulla, le prende il braccio e scende con lei.
- Dimmi che mi ami, supplica Rodolfo.
- Ti amo! bisbiglia lei.
Quando arrivano giù, Rodolfo era raggiante di felicità. Mentre Mimì si stringeva a lui, un sorriso illuminava il suo viso.

Nel Quartiere Latino le vie sono animate a giorno, è la vigilia di Natale! Tutte le case sono illuminate a giorno. Le terrazze strabordano, i venditori ambulanti percorrono le strade e urlano che la loro merce è la migliore da comprare. Arance! Datteri! Marroni caldi! Rodolfo stringe la mano di Mimì e si fa un varco tra la folla. Balocchi! Torrone! Panna montata! Si sente talmente allegro, che la guarda beato e fa tre passi di danza, come quando si è pazzi d'amore!

ASCOLTO 3: Aranci, datteri, , caldi marroni!

In una vetrina, una magnifica cuffietta rosa attira lo sguardo di Mimì. Senza esitazione, Rodolfo la compra e la regala alla sua bella.
- Sarà il ricordo del nostro primo incontro, annuncia Rodolfo mettendo la cuffietta sulla testa di Mimì. Il rosa ti sta così bene sui capelli scuri, sei magnifica!
Commossa, Mimì imbarazza Rodolfo:
- Desideravo questa cuffietta da tanto tempo, e tu hai realizzato il mio desiderio. Colui che sa leggere dentro a un cuore, sa amare così bene.

Rodolfo regala la cuffietta rosa (qui è viola...) a Mimì


Alla fine arrivano al ristorante, dove li aspettano Marcello, Colline e Schaunard. Che chiasso! Che folla! Rodolfo presenta Mimì agli amici e tutti si stringono attorno allo stesso tavolo per ordinare quello che mai avrebbero potuto permettersi: arrosto di capriolo, aragosta e vino.

All'improvviso Marcello si fa serio; Musetta, la sua ex fidanzata, entra nel locale accompagnata da un vecchio elegantemente vestito. Musetta scorge il suo vecchio amico e si siede conn il suo nuovo compagno al tavolo vicino. Improvvisamente Marcello volta le spalle.
 - Che banderuola! Quella ragazza cambia fidanzato come gira il vento!
Offesa e per vendicarsi, con un colpo di coda, gli toglie la sedia da sotto il sedere e lo fa cadere a terra.
- La frittata è fatta!
Musetta abbozza un sorriso e un battito di ciglia, ella è sicura che Marcello andrà ad invitarla al suo tavolo, non può non amarla più. Ma Marcello resta di sasso. Quella ragazza così bella divora il cuore e lui per colpa sua non ne ha più!
Nel frattempo, la maliziosa escogita un nuovo sotterfugio:ella vuole sbarazzarsi del vecchio ricco Alcindoro.
- Ahi! Ahi! Ho così mal di piedi! Piagnucola. Perpiacere vai dal calzolaio a comprarmi un paio di scarpe nuove! Meledetti stivaletti troppo stretti!
Per aiutare Musetta, il vecchio Alcindoro si alza e va dal calzolaio. Non appena Alcindoro è fuori dal ristorante, la maliziosa si getta tra le braccia di Marcello, che intanto non ce la faceva più a resistere.

Musetta e Rodolfo di nuovo felici insieme
- La commedia è superba! commenta Rodolfo.
I sei lasciano tutti il ristorante e Musetta soggiunge:
- Il signore che prima era con me, quando tornerà, salderà il conto. Buonasera!

ASCOLTO 4: Quando men vo, quando men vo soletta per la via...

Difficoltà tra Rodolfo e Mimì

Natale è passato; è arrivato febbraio. Rodolfo e Mimì si amano tutti i giorni, ma fa ancora tanto freddo. La tosse di Mimì preoccupa Rodolfo che si dispera perchè non ha più un soldo. Tutto il denaro che guadagna, finisce nelle tasche dei dottori che cercano di guarire Mimì. Rodolfo si sente impotente e spesso lo si sente dire:
- Se tu incontrerai qualcuno, tu mi lascerai, non è vero?
Ma lei scuote la testa e si mette a piangere.
Nevica ancora. Chiusi nella loro piccola mansarda ghiacciata, i due innamorati congelano. Il vento del nord penetra dall'abbaino e sfiora le loro teste. Mimì non riesce più a pronunciare una frase senza che un colpo di una tosse orribile non la interrompa. Di nuovo, Rodolfo le chiede di andarsene, intanto che può ancora.
- Sono così malata? Singhiozza Mimì.
Irritato, Rodolfo si nasconde la faccia tra le mani:
- Io ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Ma non è abbastanza...
- Capisco, dice Mimì. Se vuoi, in ricordo di noi due, ti lascio la mia cuffietta. E' là, sul cuscino... Addio!
Ma non appena presa questa decisione, i due innamorati decidono di rimandare quel momento e lasciarsi a primavera. In tre mesi i gigli e le rose avranno aperto i loro petali e i sole farà loro compagnia. Come si può sopravvivere soli all'inverno?
Tra colpi di tosse Mimì afferma:
- Vorrei che l'inverno non finisse mai!
Mentre Mimì e Rodolfo hanno il cuore stroncato dall'idea di separarsi, Marcello e Musetta litigano in continuazione.

Marcello e Musetta litigano
- Chi era quell'uomo? grida Marcello. Cosa facevi? Cosa dicevi?
- Mi ha solo chiesto di ballare! risponde Musetta senza lasciarsi impressionare.
Marcello non crede a una sola delle sue parole:
- Ti ho visto bene fargli gli occhi dolci!
- Perchè urli così forte? Non siamo mica sposati dopotutto... Parlo con chi voglio e esco con chi voglio!
Marcello è fuori di sè:
- Tu sei una banderuola, una gallinella, una...
- Signore mio ne ho abbastanza! Musetta se ne va!
- Tu te ne vai? Bene, perfetto, Addio!
- Addio, signore, è stato un piacere!
Furiosa, Musetta gira i tacchi. Ma poi si ferma e rilancia:
- Pittore da osteria!
- Vipera! le risponde Marcello.
. Rospo! urla Musetta a sua volta.
- Strega!
E così Musetta e Marcello si lasciano un'altra volta.

Tre mesi sono passati. La neve si è sciolta ma fa ancora freddo, la sera, sui tetti. Rodolfo e Marcello sono nella loro piccola mansarda: uno finge di scrivere e l'altro resta prostrato davanti alla sua tela. Ciascuno ha un travaglio interiore.

Rodolfo non riesce a pensare ad altro...
- Indovina chi ho incontrato per la strada? Domanda Rodolfo, innocentemente... Musetta! Era seduta su una carrozza trainata da due cavalli e portava un magnifico vestito di valore.
Marcello gira energicmente il suo pennello sulla tavolozza.
- Questa notizia mi fa molto piacere! Io invece ho incontrato Mimì, era radiosa in un abito da regina!
- Bravo, sono felicissimo, dice Rodolfo concentrandosi sul suo poema.
Ma, disperato, getta la penna e abbraccia la cuffietta che Mimì gli ha lasciato.
- Oh Mimì, sospira, non ti rivedrò mai più. Come mi manchi! Le tue piccole mani, i tuoi capelli profumati, il tuo grazioso collo di neve.
Rodolfo guarda la cuffietta e le parla:
- Tu solo, piccolo cappello, sai quanto siamo stati felici!
Al suo fianco, Marcello prende discretamente un nastro dalla sua tasca e lo abbraccia con passione:
- Perchè mio pennello non mi obbedisci più?
Quando voglio dipingere il cielo o la terra, l'inverno o la primavera, tu mi disegni il viso di Musetta.
Stasera la mansarda è invasa dallo sconforto.

All'improvviso, Schaunard e Colline entrano con del pane e qualche magra aringa.
- Voilà!
Colline prepara la tavola:
- La cena è servita! Salmone, ostriche! Venite a festeggiare!
Schaunard mette una bottiglia d'acqua nel cappello di Mimì:
- Lo champagne è al fresco!
Seduti attorno all'unico bicchiere, i 4 amici fanno festa:
- Signor Barone, gradisce del salmone? propone Rodolfo.
E dopo il pasto, diamo inizio alle danze! Minuetto! Quadriglia! Fandango! Rodolfo fa una grande riverenza e prende la mano di Marcello mentre Colline annuncia i passi.
- Imbecille! grida Schaunard mentre gli viene da ridere! Dopo il balancé c'è la pirouette!
- Voi mi oltraggiate, caro amico, risponde Colline.
- Con la pala del camino, Schaunard fa finta di bastonare l'amico.
- Portete una lettiga! Urla lui.
Tutti danzano, gridano e si divertono. Era da tempo che la piccola compagnia non aveva un momento di euforia simile.

Improvvisamente si apre la porta. Entra Musetta, pare molto ansiosa.
- Mimì è sulle scale, dice ella, è tanto malata e non ha più nemmeno la forza di salire.
Immediatamente Rodolfo si precipita giù dalle scale. Porta Mimì di sopra e la adagia sul letto.
- Ho freddo alle mani, dice Mimì tra colpi di tosse. Se avessi un manicotto...
Rodolfo prende le mani di Mimì tra le sue per riscaldarle.
Musetta scruta la mansarda: nè un bicchiere di vino nè una piccola tazza di caffè...
Allora si toglie gli orecchini e li dà a Marcello perchè vada a chiamare un dottore e a cercare un manicotto.
- No, è il suo ultimo desiderio! Aspetta Marcello, vengo con te.
A loro volta, Colline e Schaunard decidono di andare a vendere il mantello. Dopo tutto, domani è primavera!

Rodolfo soccorre Mimì
Rodolfo stringe Mimì tra le braccia. Ella tossisce di continuo e fatica a parlare. Ma lei ha tante cose da dire, o meglio, una sola, ma grande come il mare.
- Tu sei tutto il mio amore, sei tutta la mia vita.
Nella piccola mansarda, i due parlano a bassa voce e ricordano i bei momenti passati, il loro primo incontro...
La candela, la corrente d'aria, la chiave... Dopo un nuovo colpo di tosse, Mimì si lascia cadere sul cuscino. Musetta è di ritorno e posa il manicotto sulle mani di Mimì, che è quasi svenuta.
- Come è morbido e caldo, dice ella con un filo di voce. Sei tu, Rodolfo, che me lo hai donato? Ma perchè piangi? Mi sento meglio. Le mie mani sono al caldo... Mi addormento qui da te per oggi...
Allora Rodolfo capisce che è la fine e si accascia presso al letto:
- Mimì... Mimì... urla alzando gli occhi al cielo.

ASCOLTO 5: Sono andati ? Fingevo di dormire...


Il cantastorie recupera la sua scatola magica


Il libro contiene anche un pieghevole in cui c'è un divertente quiz sull'opera:

1. Puccini è un compositore:
a) russo b) francese c)italiano

2. La Bohème è:
a) un'opera b) un balletto c) una sinfonia

3. Bohemien è un aggettivo che significa:
a) ricco signore b) zingaro c) artista

4. La storia si svolge in:
a) estate b) autunno c) inverno

5. I 4 protagonisti sono:
a) bancari b) sportivi c) artisti

6. I 4 protagonisti vivono all'interno di:
a) una mansarda b) un castello c) una grotta

7. Per riscaldarsi, Rodolfo getta nel fuoco:
a) della legna b) un manoscritto c) una sedia

8. Rodolfo si innamora di:
a) Musetta b) Annetta c) Mimì

9. Rodolfo offre alla sua innamorata:
a) una cuffietta b) un mazzo di fiori c) una sciarpa

10. Musetta è una ragazza:
a) tranquilla b) sfrontata c) brutta

11. Mimì è:
a) in buona salute b) leggermente raffreddata c) molto malata

12. Mimì ama Rodolfo:
a) un pochino b) alla follia c) per niente


mandatemi le vostre risposte nei commenti e io vi darò il punteggio:
da 0 a 4: non hai mai ascoltato La Bohème
da 4 a 8: conosci abbastanza La Bohème, ma puoi approfondire con qualche libro o ascolto del blog
da 9 a 12: complimenti! Sei pronto per Tosca!

La Bohème (7) - Libro per bambini francese... tradotto!

In Francia amano la musica forse più di noi... o semplicemente hanno più entusiasmo... fatto sta che esiste in Francia questa collana di libri con CD AUDIO per bambini (oltre a molte altre che spero di aver modo di esplorare...), che presenta ai bambini le più famose opere liriche e i più famosi balletti, riraccontandoli in modo semplice e illustrandoli con disegni colorati e divertenti. 

Questo volume è dedicato a La Bohème di Giacomo Puccini ed è illustrata da Benoit Chieux (prezzo: 18 euro). Siccome non esiste una versione italiana di questi meravigliosi piccoli capolavori per l'infanzia, ho deciso di proporvi quelli che riesco in qualche modo a procurarmi e di tradurli e in un certo senso pubblicarli su questo blog, unitamente alle illustrazioni che accompagnano il testo.
Il racconto ha il pregio di soffermarsi su dialoghi e piccoli particolari, tutti tratti dall'opera, mai inventati, che solitamente vengono "tagliati" in qualsiasi versione riassunta o raccorciata dell'opera. Leggendo questa storia, pertanto, avrete la possibilità di cogliere la stessa atmosfera che trapela ascoltando l'opera di Puccini e scoprirete il carattere dei vari personaggi e quanto essi siano effettivamente vicini a noi, in quanto persone semplici, non eroi. 

Il cantastorie con l'opera box
Il libro comincia con l'immagine di una specie di cantastorie, dotato di un'Opera Box... una scatola magica nella quale sono racchiusi i personaggi dell'opera e con la quale, come fosse un teatrino, ci racconterà la storia di Rodolfo (il Poeta) e Mimì (la Sartina)...

Comincio a tradurre la storia:

Accorrete! Accorrete! Sono un cantastorie... è la notte di Natale e ho portato con me una scatola magica! Quando sono all'opera, i giocattoli saltano fuori e improvvisano per voi uno spettacolo.
Accorrete! Accorrete! Ho tolto il coperchio...
Stasera i personaggi principali saranno....

Rodolfo, Colline e Marcello al freddo nella soffitta
E' la notte di Natale, Mentre Marcello tenta di dipingere, il suo amico Rodolfo guarda fumare i mille tetti di Parigi coperti di neve. Il freddo è insopportabile all'interno della piccola mansarda che condividono.
- Muoio dal freddo, sospira Marcello, è impossibile dipingere, le mie dita sono congelate!
Avvolto nella sua lunga sciarpa, Rodolfo trema dalla testa ai piedi. Marcello afferra una sedia: vuole bruciarla per riscaldarsi, ma Rodolfo lo ferma.
- Aspetta! Aspetta, ho un'idea migliore!
Detto fatto: prende qualche pagina di un dramma che stava scrivendo, le strappa e le getta nel camino. I fogli scoppiettano e si infiammano immediatamente.
- Il primo atto mi riscalda il cuore, dichiara Rodolfo guardando le fiamme, è magnifico!
Si apre la porta, è Colline il loro amico filosofo, che entra con una pila di libri in mano. Non è riuscito a venderne nemmeno uno in questa viglilia di Natale ed è congelato.
- Una fiamma! esclama, che meraviglia!
- Silenzio, è la mia pièce che va in scena! scherza Rodolfo gettando sul fuoco il suo II atto.
I tre amici approfittano del dolce calore e scherzano insieme.
- Ascoltate come crepitano le pagine! annuncia Colline.
- Sicuramente erano piene di baci, rincara Marcello.
Presto anche il terzo atto si consuma, le fiamme si abbassano, diminuiscono a poco a poco fino a spegnersi.
- Questo dramma è formidabile, conclude Colline, ma giusto un po' troppo breve!

Arriva Schaunard tutto impettito
Di nuovo si apre la porta. E' Schaunard, il musicista. Sigaro in bocca, busto in avanti, s'avanza con aria trionfale. In una mano, porta un cesto di provviste, nell'altra, un fagotto di legna.
- I sigari! Il vino! urlano i tre amici. Le provviste!
- Vorrei raccontare a tutti voi, annuncia Schaunard, una storia degna di fama!
- Prima di tutto riaccendiamo il camino, propone Marcello, ha tanto patito il freddo!
Intanto che i tre affamati preparano la tavola e la imbandiscono con le provviste, Schaunard comincia con il suo racconto:
- Un Lord inglese cercava un musicista per suonare davanti a un pappagallo fino a farlo crepare! Ebbene, il pappagallo è morto...dopo tre giorni.... ma perchè gli ho dato da mangiare del prezzemolo!
Ai tre amici non interessano in quel momento nè la pittura, nè la poesia e ancor meno la filosofia! Arrosto freddo, patè in crosta, bottiglie di vino già ornavano la tavola ricoperta di una meravigliosa tovaglia fatta con fogli di giornale.
- Che il diavolo vi porti! esclama Schaunard. Le provviste saranno la nostra riserva. Stasera è Natale e noi usciremo a mangiare al ristorante!
- Noi andremo al ristorante! approvano gli altri tre.
All'improvviso, Rodolfo si ricorda che deve terminare un articolo. I tre amici escono. Neanche tre minuti dopo, giusto il tempo di arrivare in basso, per le scale si fa notte fonda e Colline fa un passo falso e rotola rumorosamente giù dalle scale.
- Colline, sei morto? domanda Rodolfo che ha sentito il rumore dalla soffitta.
- Non ancora, risponde Colline.
- Sbrigati, Rodolfo, noi ti aspettiamo!
Nella mansarda, Rodolfo si mette al tavolo e tenta di concentrarsi quando sente bussare debolmente alla porta.
- Mi scusi, spiega una voce dolce e timida, sono la vostra vicina... la mia candela si è spenta... ne avreste una da prestarmi?
Rodolfo si alza per aprire la porta. Sul pianerottolo, una giovane e bella ragazza lo squadra. E' tanto pallida, le manca il respiro, vacilla e fatica a tenersi in piedi.
- Vi sentite bene? Chiede Rodolfo, inquieto.
- Sono questi gradini... risponde lei.
E sul punto di svenire, lascia cadere la candela e la chiave della sua casa.
Rodolfo si precipita a sorreggere la giovane, la sostiene tra le sue braccia e ha l'impressione di abbracciare un angelo... poi la adagia delicatamente su di una sedia.
La giovane si riprende:
- Per piacere, permettete che io riaccenda la mia candela, non voglio recarvi altro disturbo.
Rodolfo raccoglie la candela, la riaccende e la porge alla ragazza.
- Grazie, e buonasera, dice la fanciulla uscendo dalla porta.
Ma immediatamente torna indietro:
- Come sono sbadata! Dove ho messo la mia chiave?
Una corrente d'aria, proveniente dalle scale, spegne nuovamente la sua candela.
- Per piacere, entrate per riaccenderla!
Turbato, Rodolfo non vuole più lasciare andar via quell'angelo... e di nascosto soffia sulla sua candela:
- Mio Dio! Anche la mia si è spenta!
Nell'oscurità e a tastoni, i due cercano la chiave.
- Che disavventura! Sospira lei.
Rodolfo freme, trova la chiave, la stringe nella sua mano e continua a tastare il pavimento per cercarla, fingendo di non averla ancora trovata. Per caso, le loro mni si sfiorano.
- Che gelida manina, dice preoccupato Rodolfo, se la lasci riscaldar...
- Imbarazzata, la fanciulla cerca di ritrarre la mano, ma Rodolfo non vuole più lasciarla.
- Lasciate che io mi presenti: sono Rodolfo e faccio il poeta. Sono povero, ma ricco di rime e canti d'amore. In realtà, ho l'anima di un milionario e ve la offro! Adesso che mi conoscete, parlate voi, chi siete?
- Mi chiamano Mimì, ma il mio nome è Lucia, bisbiglia la fanciull. Faccio la ricamatrice. Ogni giorno ricamo gigli, rose e sono felice. Amo le cose che hanno il potere di parlare d'amore, di primavera e di sogni...

ASCOLTO 1: Che gelida manina... , se la lasci riscaldar... 
ASCOLTO 2: Sì, mi chiamano Mimì 


Le loro mani, per caso, si sfiorano...

Improvvisamente, il suo nome sale dal basso delle scale.
- Rodolfo?! Mi senti?! Lumaca!
- Cosa fai tutto solo lassù?
Rodolfo allora realizza che i suoi amici erano ancora là sotto ad aspettare.
- Cominciate ad andare, io vi raggiungo... non sono solo... siamo in due!

Rodolfo e Mimì si scambiano affettuosità
Rodolfo si sente come in un magnifico sogno. Sarà così dolce restare lì, fa freddo fuori...
- E se io venissi con voi? Suggerisce Mimì.
Allora Rodolfo abbraccia la fanciulla, le prende il braccio e scende con lei.
- Dimmi che mi ami, supplica Rodolfo.
- Ti amo! bisbiglia lei.
Quando arrivano giù, Rodolfo era raggiante di felicità. Mentre Mimì si stringeva a lui, un sorriso illuminava il suo viso.

Nel Quartiere Latino le vie sono animate a giorno, è la vigilia di Natale! Tutte le case sono illuminate a giorno. Le terrazze strabordano, i venditori ambulanti percorrono le strade e urlano che la loro merce è la migliore da comprare. Arance! Datteri! Marroni caldi! Rodolfo stringe la mano di Mimì e si fa un varco tra la folla. Balocchi! Torrone! Panna montata! Si sente talmente allegro, che la guarda beato e fa tre passi di danza, come quando si è pazzi d'amore!

ASCOLTO 3: Aranci, datteri, , caldi marroni!

In una vetrina, una magnifica cuffietta rosa attira lo sguardo di Mimì. Senza esitazione, Rodolfo la compra e la regala alla sua bella.
- Sarà il ricordo del nostro primo incontro, annuncia Rodolfo mettendo la cuffietta sulla testa di Mimì. Il rosa ti sta così bene sui capelli scuri, sei magnifica!
Commossa, Mimì imbarazza Rodolfo:
- Desideravo questa cuffietta da tanto tempo, e tu hai realizzato il mio desiderio. Colui che sa leggere dentro a un cuore, sa amare così bene.

Rodolfo regala la cuffietta rosa (qui è viola...) a Mimì


Alla fine arrivano al ristorante, dove li aspettano Marcello, Colline e Schaunard. Che chiasso! Che folla! Rodolfo presenta Mimì agli amici e tutti si stringono attorno allo stesso tavolo per ordinare quello che mai avrebbero potuto permettersi: arrosto di capriolo, aragosta e vino.

All'improvviso Marcello si fa serio; Musetta, la sua ex fidanzata, entra nel locale accompagnata da un vecchio elegantemente vestito. Musetta scorge il suo vecchio amico e si siede conn il suo nuovo compagno al tavolo vicino. Improvvisamente Marcello volta le spalle.
 - Che banderuola! Quella ragazza cambia fidanzato come gira il vento!
Offesa e per vendicarsi, con un colpo di coda, gli toglie la sedia da sotto il sedere e lo fa cadere a terra.
- La frittata è fatta!
Musetta abbozza un sorriso e un battito di ciglia, ella è sicura che Marcello andrà ad invitarla al suo tavolo, non può non amarla più. Ma Marcello resta di sasso. Quella ragazza così bella divora il cuore e lui per colpa sua non ne ha più!
Nel frattempo, la maliziosa escogita un nuovo sotterfugio:ella vuole sbarazzarsi del vecchio ricco Alcindoro.
- Ahi! Ahi! Ho così mal di piedi! Piagnucola. Perpiacere vai dal calzolaio a comprarmi un paio di scarpe nuove! Meledetti stivaletti troppo stretti!
Per aiutare Musetta, il vecchio Alcindoro si alza e va dal calzolaio. Non appena Alcindoro è fuori dal ristorante, la maliziosa si getta tra le braccia di Marcello, che intanto non ce la faceva più a resistere.

Musetta e Rodolfo di nuovo felici insieme
- La commedia è superba! commenta Rodolfo.
I sei lasciano tutti il ristorante e Musetta soggiunge:
- Il signore che prima era con me, quando tornerà, salderà il conto. Buonasera!

ASCOLTO 4: Quando men vo, quando men vo soletta per la via...

Difficoltà tra Rodolfo e Mimì

Natale è passato; è arrivato febbraio. Rodolfo e Mimì si amano tutti i giorni, ma fa ancora tanto freddo. La tosse di Mimì preoccupa Rodolfo che si dispera perchè non ha più un soldo. Tutto il denaro che guadagna, finisce nelle tasche dei dottori che cercano di guarire Mimì. Rodolfo si sente impotente e spesso lo si sente dire:
- Se tu incontrerai qualcuno, tu mi lascerai, non è vero?
Ma lei scuote la testa e si mette a piangere.
Nevica ancora. Chiusi nella loro piccola mansarda ghiacciata, i due innamorati congelano. Il vento del nord penetra dall'abbaino e sfiora le loro teste. Mimì non riesce più a pronunciare una frase senza che un colpo di una tosse orribile non la interrompa. Di nuovo, Rodolfo le chiede di andarsene, intanto che può ancora.
- Sono così malata? Singhiozza Mimì.
Irritato, Rodolfo si nasconde la faccia tra le mani:
- Io ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Ma non è abbastanza...
- Capisco, dice Mimì. Se vuoi, in ricordo di noi due, ti lascio la mia cuffietta. E' là, sul cuscino... Addio!
Ma non appena presa questa decisione, i due innamorati decidono di rimandare quel momento e lasciarsi a primavera. In tre mesi i gigli e le rose avranno aperto i loro petali e i sole farà loro compagnia. Come si può sopravvivere soli all'inverno?
Tra colpi di tosse Mimì afferma:
- Vorrei che l'inverno non finisse mai!
Mentre Mimì e Rodolfo hanno il cuore stroncato dall'idea di separarsi, Marcello e Musetta litigano in continuazione.

Marcello e Musetta litigano
- Chi era quell'uomo? grida Marcello. Cosa facevi? Cosa dicevi?
- Mi ha solo chiesto di ballare! risponde Musetta senza lasciarsi impressionare.
Marcello non crede a una sola delle sue parole:
- Ti ho visto bene fargli gli occhi dolci!
- Perchè urli così forte? Non siamo mica sposati dopotutto... Parlo con chi voglio e esco con chi voglio!
Marcello è fuori di sè:
- Tu sei una banderuola, una gallinella, una...
- Signore mio ne ho abbastanza! Musetta se ne va!
- Tu te ne vai? Bene, perfetto, Addio!
- Addio, signore, è stato un piacere!
Furiosa, Musetta gira i tacchi. Ma poi si ferma e rilancia:
- Pittore da osteria!
- Vipera! le risponde Marcello.
. Rospo! urla Musetta a sua volta.
- Strega!
E così Musetta e Marcello si lasciano un'altra volta.

Tre mesi sono passati. La neve si è sciolta ma fa ancora freddo, la sera, sui tetti. Rodolfo e Marcello sono nella loro piccola mansarda: uno finge di scrivere e l'altro resta prostrato davanti alla sua tela. Ciascuno ha un travaglio interiore.

Rodolfo non riesce a pensare ad altro...
- Indovina chi ho incontrato per la strada? Domanda Rodolfo, innocentemente... Musetta! Era seduta su una carrozza trainata da due cavalli e portava un magnifico vestito di valore.
Marcello gira energicmente il suo pennello sulla tavolozza.
- Questa notizia mi fa molto piacere! Io invece ho incontrato Mimì, era radiosa in un abito da regina!
- Bravo, sono felicissimo, dice Rodolfo concentrandosi sul suo poema.
Ma, disperato, getta la penna e abbraccia la cuffietta che Mimì gli ha lasciato.
- Oh Mimì, sospira, non ti rivedrò mai più. Come mi manchi! Le tue piccole mani, i tuoi capelli profumati, il tuo grazioso collo di neve.
Rodolfo guarda la cuffietta e le parla:
- Tu solo, piccolo cappello, sai quanto siamo stati felici!
Al suo fianco, Marcello prende discretamente un nastro dalla sua tasca e lo abbraccia con passione:
- Perchè mio pennello non mi obbedisci più?
Quando voglio dipingere il cielo o la terra, l'inverno o la primavera, tu mi disegni il viso di Musetta.
Stasera la mansarda è invasa dallo sconforto.

All'improvviso, Schaunard e Colline entrano con del pane e qualche magra aringa.
- Voilà!
Colline prepara la tavola:
- La cena è servita! Salmone, ostriche! Venite a festeggiare!
Schaunard mette una bottiglia d'acqua nel cappello di Mimì:
- Lo champagne è al fresco!
Seduti attorno all'unico bicchiere, i 4 amici fanno festa:
- Signor Barone, gradisce del salmone? propone Rodolfo.
E dopo il pasto, diamo inizio alle danze! Minuetto! Quadriglia! Fandango! Rodolfo fa una grande riverenza e prende la mano di Marcello mentre Colline annuncia i passi.
- Imbecille! grida Schaunard mentre gli viene da ridere! Dopo il balancé c'è la pirouette!
- Voi mi oltraggiate, caro amico, risponde Colline.
- Con la pala del camino, Schaunard fa finta di bastonare l'amico.
- Portete una lettiga! Urla lui.
Tutti danzano, gridano e si divertono. Era da tempo che la piccola compagnia non aveva un momento di euforia simile.

Improvvisamente si apre la porta. Entra Musetta, pare molto ansiosa.
- Mimì è sulle scale, dice ella, è tanto malata e non ha più nemmeno la forza di salire.
Immediatamente Rodolfo si precipita giù dalle scale. Porta Mimì di sopra e la adagia sul letto.
- Ho freddo alle mani, dice Mimì tra colpi di tosse. Se avessi un manicotto...
Rodolfo prende le mani di Mimì tra le sue per riscaldarle.
Musetta scruta la mansarda: nè un bicchiere di vino nè una piccola tazza di caffè...
Allora si toglie gli orecchini e li dà a Marcello perchè vada a chiamare un dottore e a cercare un manicotto.
- No, è il suo ultimo desiderio! Aspetta Marcello, vengo con te.
A loro volta, Colline e Schaunard decidono di andare a vendere il mantello. Dopo tutto, domani è primavera!

Rodolfo soccorre Mimì
Rodolfo stringe Mimì tra le braccia. Ella tossisce di continuo e fatica a parlare. Ma lei ha tante cose da dire, o meglio, una sola, ma grande come il mare.
- Tu sei tutto il mio amore, sei tutta la mia vita.
Nella piccola mansarda, i due parlano a bassa voce e ricordano i bei momenti passati, il loro primo incontro...
La candela, la corrente d'aria, la chiave... Dopo un nuovo colpo di tosse, Mimì si lascia cadere sul cuscino. Musetta è di ritorno e posa il manicotto sulle mani di Mimì, che è quasi svenuta.
- Come è morbido e caldo, dice ella con un filo di voce. Sei tu, Rodolfo, che me lo hai donato? Ma perchè piangi? Mi sento meglio. Le mie mani sono al caldo... Mi addormento qui da te per oggi...
Allora Rodolfo capisce che è la fine e si accascia presso al letto:
- Mimì... Mimì... urla alzando gli occhi al cielo.

ASCOLTO 5: Sono andati ? Fingevo di dormire...


Il cantastorie recupera la sua scatola magica


Il libro contiene anche un pieghevole in cui c'è un divertente quiz sull'opera:

1. Puccini è un compositore:
a) russo b) francese c)italiano

2. La Bohème è:
a) un'opera b) un balletto c) una sinfonia

3. Bohemien è un aggettivo che significa:
a) ricco signore b) zingaro c) artista

4. La storia si svolge in:
a) estate b) autunno c) inverno

5. I 4 protagonisti sono:
a) bancari b) sportivi c) artisti

6. I 4 protagonisti vivono all'interno di:
a) una mansarda b) un castello c) una grotta

7. Per riscaldarsi, Rodolfo getta nel fuoco:
a) della legna b) un manoscritto c) una sedia

8. Rodolfo si innamora di:
a) Musetta b) Annetta c) Mimì

9. Rodolfo offre alla sua innamorata:
a) una cuffietta b) un mazzo di fiori c) una sciarpa

10. Musetta è una ragazza:
a) tranquilla b) sfrontata c) brutta

11. Mimì è:
a) in buona salute b) leggermente raffreddata c) molto malata

12. Mimì ama Rodolfo:
a) un pochino b) alla follia c) per niente


mandatemi le vostre risposte nei commenti e io vi darò il punteggio:
da 0 a 4: non hai mai ascoltato La Bohème
da 4 a 8: conosci abbastanza La Bohème, ma puoi approfondire con qualche libro o ascolto del blog
da 9 a 12: complimenti! Sei pronto per Tosca!

martedì 23 dicembre 2014

La Bohème (6) - Il Teatrino di Puccini

La copertina del libro

Ed ecco che oggi scoprirete da dove ho tratto le immagini che ho utilizzato per "illustrare" i Post dedicati alla presentazione di La Bohème. Si tratta di un libricino che si intitola Il teatrino di Puccini, La Bohème, pubblicato da un editore di Lucca nel 2007: maria pacinifazzi , 10 euro. Le illustrazioni sono di  Pier Luigi Puccini.

I personaggi da tagliare
Uno dei tre fondali da ritagliare con attrezzi per la scena, la stufa
E' un libro speciale, perchè contiene il materiale per montare un vero e proprio teatrino per sbizzarrirsi a mettere in scena l'opera di Puccini.

Le istruzioni per divertirsi con il teatrino ci dicono di tagliare lungo le linee trtteggiate e poi incollare, come indicato, le varie linguette in modo da montare il teatro.

In un secondo momento ci suggerisce: "ritaglia i protagonisti e gli attrezzi di scena e divertiti ad interpretare la storia seguendo la trama originale e arricchendola con l'ascolto dell'opera".

Così, Giacomo ed io ci siamo messi al lavoro e ora vi riracconteremo tutta la storia della Bohème, come ripasso finale, con il nostro teatrino, che speriamo voi ci copierete!






1. Il primo passo è stato quello di montare il teatrino ritagliando le parti preparate nei fogli in cartoncino che ci sono all'interno del libro.

Forbici e colla e tanta precisione: ecco il risultato! Un bellissimo teatrino di cartone in attesa di ospitare la messinscena di La Bohème di Giacomo Puccini, che per la prima volta andò in scena al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896.




 2. Il secondo "step" è stato il ritagliare le sagome dei personaggi dell'opera:
Colline (il Filosofo), Schaunard (il Musicista), Marcello (il Pittore), Rodolfo (il Poeta), Benois (l'affittuario), Mimì (la Sartina), Musetta (la Lorette), Alcindoro (il vecchio ricco).

Ogni personaggio è dotato di piedistallo con nome, in modo da poterli mettere in piedi sulla base del teatrino.




 In questa foto si vedono meglio "i quattro moschettieri" della Bohème...
 Le due amiche: Mimì e Musetta:
La coppia "improbabile": Musetta e Alcindoro


















3. Giacomo fa un po' di prove, mentre io ritaglio i tre diversi fondali e gli attrezzi scenici.
Intanto, ascoltiamo La Bohème di Puccini!

A questo punto siamo pronti per riraccontare la storia ripassandola insieme, mettendola in scena nel nostro teatrino di Puccini.







Rodolfo, un poeta, e Marcello, un pittore, sono due amici poveri, che vivono in una soffitta che hanno preso in affitto insieme a due altri amici per dividersi le spese: Colline, un filosofo e Schaunard, un musicista, ma questi ultimi due ancora non sono in scena. I 4 ragazzi sono degli artisti senza futuro, incapaci di amministrare i loro guadagni, che vivono alla giornata e si alimentano di sogni...

La soffitta è fredda perchè siamo a dicembre, alla Vigilia di Natale, proprio come in questi giorni, e i tetti delle case di Parigi sono coperti di neve.

La stufa è spenta, manca la legna da ardere.

"Sacrifichiamo la sedia"! dice Marcello... no, "Sacrifichiamo il quadro del Mar Rosso" (la tela su cui sta lavorando Marcello da moltissimo tempo...) "No! i colori, bruciandolo, farebbero una puzza insopportabile!... Ho un'idea migliore", dice Rodolfo, "bruciamo il mio dramma!" e mette sul fuoco le migliaia di pagine già scritte....  pensate che roba... il lavoro di anni e anni al fuoco.... eppur funziona! Ma per poco... la carta brucia in un attimo e subito si torna a gelare.

Arrivano gli altri due amici; Schaunard porta un po' di viveri e bevande, acquistate grazie alla sua musica (in verità doveva suonare fino a far morire un pappagallo... ma lo ha ucciso dandogli da mangiare del prezzemolo, che è velenoso per gli uccelli!). Ma meglio non consumare tutto subito, meglio andare a mangiare fuori, da Momus, il famoso Caffè degli artisti di Parigi, e conservare le leccornie come provviste. 








MA a rovinare la festa si presenta alla porta Benoit, il proprietario, per riscuotere l'affitto. Nessuno ha i soldi per pagarlo e i quattro amici prendendolo un po' in giro e offrendogli da bere e da mangiare, riescono a mandarlo fuori di casa senza dargli un soldo!
Così Schaunard, Marcello e Colline si dirigono verso Momus. Rodolfo, invece, preferisce restare a casa a finire il suo articolo per il Castoro, il giornale per cui scrive.





Bussano alla porta. E' Mimì, la fanciulla che vive al piano di sotto. Le si è spenta la candela (non c'era l'elettricità!) e non riesce a riaccenderla.

Rodolfo se ne innamora a prima vista.

Lei perde la chiave. Rodolfo la trova ma la nasconde e finge di non trovarla, in modo da trattenere la fanciulla più a lungo in casa sua. I due si conoscono e si innamorano.

Gli altri li chiamano. Mimì e Rodolfo decidono di raggiungere gli amici insieme.


Alla fine sono tutti in strada, per le vie del Quartiere Latino, animate dai mercatini di Natale e dai venditori ambulanti. Rodolfo regala a Mimì una cuffietta rosa, in ricordo del loro primo incontro. Lei la desiderava da tanto ed è felice.

Arrivano da Momus e prendono un tavolo tutti insieme. Marcello è l'unico un po' di cattivo umore perchè la sua fidanzata Musetta lo ha lasciato da poco. E infatti, proprio da Momus entra Musetta in compagnia del suo nuovo fidanzato: un ricco ed elegante anziano di nome Alcindoro. Marcello va su tutte le furie per rabbia e gelosia. Musetta si siede apposta nel tavolo accanto al loro... si scambia sguardi e provocazioni con Marcello finchè decide di allontanare Alcindoro con una scusa (ha mal di piedi e gli chiede di andare a comprarle delle scarpe nuove) per gettarsi tra le braccia di Marcello, che non aspettava altro! Gli amici dopo aver ben cenato se ne vanno e lasciano il conto da pagare al povero Alcindoro... 

Questa è il fondale del Quartiere Latino senza personaggi











Questo il teatrino da un'altra angolazione.












Ed ecco il III quadro: esterno, pieno di neve, presso la barriera d'Enfer (la vedete sullo sfondo... è quel cancello).

Le coppie di innamorati entrano in crisi.









Rodolfo non ce la fa più: Mimì è molto malata e lui non ha spoldi per curarla e non le può offrire le migliori condizioni per guarire...

Si confida, disperato, con Marcello, ma Mimì, nascosta dietro un albero sente tutto.... e si dispera.

I due innamorati Mimì e Rodolfo decidono di lasciarsi, ma dopo l'inverno, a primavera... così Mimì potrà trovare migliori condizioni di vita.










Intanto anche Musetta e Marcello attraversano momenti di difficoltà. E si lasciano anche loro.












Si torna in soffitta. Rodolfo e Marcello pensano sempre alle loro belle ormai perdute.

Colline e Schaunard cercano di ravvivare l'atmosfera con canti e balli, ma la tristessa è palpabile. 
Irrompe in casa Musetta: Mimì sta male. Aiuto! Tutti la soccorrono, ma la malattia porta via Mimì e tutti piangono disperati la loro cara amica e Rodolfo il suo grande e unico amore. 





Alla fine della rappresentazione "ufficiale", Giacomo dà libero sfogo alla sua fantasia e mette in scena la sua Bohème.

Obiettivo raggiunto: ora Giacomo riconosce La Bohème dopo poche battute!
Può piacere Bohème ai bambini?
La risposta è sì!


Per la più bella Bohème di sempre, Orchestra del Teatro alla Scala 1979, direttore Carlos Kleiber, Luciano Pavarotti- Ileana Cotrubas