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Visualizzazione post con etichetta Al Chiaro di Luna. Mostra tutti i post
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lunedì 27 ottobre 2014

Chiaro di luna (4) - Mr. Bean in "The Piano Player"

Mr. Bean pianista
La Sonata al Chiaro di luna di Beethoven è uno dei brani più conosciuti e per questo anche più utilizzati da altri artisti, per farne opere d'arte "altra" o una parodia o una reinterpretazione...
La Sonata è la n. 14 in Do diesis minore, definita da Beethoven "Sonata Quasi una fantasia"; il titolo "Chiaro di luna" è stato attribuito del critico tedesco Rellstab. Nel catalogo delle opere di Beethoven è l'op. 27 n. 2 e fu composta nel 1801. Beethoven dedicò quest'opera alla sua alunna prediletta, la diciannovenne Contessa Giulietta Guicciardi, di cui egli era (o era stato) innamorato (vedi film "Amata Immortale").
Beethoven aggiunse la definizione Quasi una Fantasia perché la struttura non rispecchia quella tradizionale di una sonata in 4 movimenti. La sonata si apre con un adagio, fatto inusuale per l'epoca. 

Ascoltiamo questo Adagio in una duplice versione: quella comica, di Rowan Atkinson conosciuto da tutti come Mr. Bean, che in questo magnifico video, interpreta la Sonata fingendo di avere sotto le mani una tastiera di un pianoforte e facendo facce e mosse davvero azzeccate a tempo e pertinenti all'andamento musicale, oltre a fare andare le dita da pianista vero! Bravissimo e proprio divertente; quella "seria", che ancora non abbiamo mai ascoltato: il pianista è un giovanissimo Daniel Baremboim. La Sonata è eseguita integralmente.




Chiaro di luna (4) - Mr. Bean in "The Piano Player"

Mr. Bean pianista
La Sonata al Chiaro di luna di Beethoven è uno dei brani più conosciuti e per questo anche più utilizzati da altri artisti, per farne opere d'arte "altra" o una parodia o una reinterpretazione...
La Sonata è la n. 14 in Do diesis minore, definita da Beethoven "Sonata Quasi una fantasia"; il titolo "Chiaro di luna" è stato attribuito del critico tedesco Rellstab. Nel catalogo delle opere di Beethoven è l'op. 27 n. 2 e fu composta nel 1801. Beethoven dedicò quest'opera alla sua alunna prediletta, la diciannovenne Contessa Giulietta Guicciardi, di cui egli era (o era stato) innamorato (vedi film "Amata Immortale").
Beethoven aggiunse la definizione Quasi una Fantasia perché la struttura non rispecchia quella tradizionale di una sonata in 4 movimenti. La sonata si apre con un adagio, fatto inusuale per l'epoca. 

Ascoltiamo questo Adagio in una duplice versione: quella comica, di Rowan Atkinson conosciuto da tutti come Mr. Bean, che in questo magnifico video, interpreta la Sonata fingendo di avere sotto le mani una tastiera di un pianoforte e facendo facce e mosse davvero azzeccate a tempo e pertinenti all'andamento musicale, oltre a fare andare le dita da pianista vero! Bravissimo e proprio divertente; quella "seria", che ancora non abbiamo mai ascoltato: il pianista è un giovanissimo Daniel Baremboim. La Sonata è eseguita integralmente.




giovedì 23 ottobre 2014

Chiaro di luna (3)... secondo Schroeder

Schroeder ama Beethoven fin da piccolissimo...
Conoscete senz'altro tutti i Peanuts. E sono certa che avete ben presente il personaggio di Schroeder che, essendo un bambino-prodigio del pianoforte, è il nostro preferito... non in quanto prodigio, ma in quanto bambino che suona il pianoforte!

Fin da piccolissimo ha manifestato precoci doti di musicalità e grande facilità al pianoforte. 
In questa vignetta, egli rivela a uno stupito Charlie Brown il suo precoce e innato talento.

Schroeder suona un po' di tutto, ma il suo compositore preferito è di gran lunga Ludvig van Beethoven, per il quale nutre un'adorazione quasi patologica: ne "santifica" persino la data del compleanno e pretende che i suoi amici facciano altrettanto.

Non sopporta Lucy che pur essendo innamorata di lui, non capisce che per lui la musica ha il primo posto nella classifica delle cose più importanti della vita. E in particolare la musica di Beethoven. 

Qualsiasi avvenimento della vita quotidiana, egli lo relaziona al suo idolo.

Lucy insiste, prova in tutti i modi ad attirare l'attenzione del suo amato Schroeder, ma non ce la fa... anche quando ci mette tutta la sua buona volontà e si finge amante della musica, fa delle gaffes imbarazzanti, che non migliorano di certo la sua situazione...





Ma come mai Beethoven ha questo "fascino" così particolare, che cattura grandi e piccoli fino a diventare in certi casi una vera ossessione?

Copertina del libro di Rolland
"Era piccolo e tozzo, dal collo grosso e dall'ossatura atletica", scrive Romain Rolland (premio Nobel 1915) nella sua "Vita di Beethoven" (che consiglio di leggere a tutti - anche ai ragazzi dai 13 anni in su!), "Aveva il viso largo, color rosso mattone, tranne che verso la fine della vita quando gli venne un incarnato malaticcio e giallastro, soprattutto d'inverno, che doveva starsene chiuso in casa, lontano dai campi. La fronte era potente e rilevata; i capelli estremamente neri, irti e spessi, tanto che sembravano non esser mai stati pettinati: veri 'serpenti della Medusa'. Gli occhi brillavano di una forza prodigiosa che afferrava tutti quelli che lo incontrassero... erano grigio azzurri. Piccoli e profondamente infossati, si aprivano bruscamente nella passione o nella collera, e allora si muovevano nelle orbite mostrando con meravigliosa sincerità tutti i suoi pensieri; spesso li alzava al cielo con uno sguardo malinconico. Il naso era corto e quadrato, largo, un vero muso da leone; la bocca, invece, delicata, benchè il labbro inferiore tendesse a sopravanzare l'altro. Aveva mascelle potenti che avrebbero potuto schiacciare noci".

Questo un ritratto "fisico" del musicista... e in effetti come figura ci attrae, per questo misto di severità e dolcezza, mistero, sofferenza, inquietudine...

"Ebbe un'infanzia severa", continua il Rolland "priva di quella dolcezza familiare che a Mozart, più fortunato, fu dato, invece, di godere (...mah... anche Leopold mi pare fosse un padre abbastanza severo... comunque...). Sin dall'inizio, la vita gli si rivelò come un combattimento triste e brutale. Il padre voleva sfruttare le disposizioni musicali del fanciullo, per esibirlo come un piccolo prodigio. A 4 anni lo inchiodava per ore e ore al clavicembalo, o lo chiudeva in una stanza col violino, uccidendolo di lavoro.... La sua prima giovinezza fu intristita dalle preoccupazioni materiali" e nel 1787 perse la madre, che adorava...

 Poi, come sapete, dovette affrontare la sordità:
"Conduco una vita miserabile", scrisse a un amico, "Da quasi due anni evito tutti, poichè non posso andare a dire alla gente: sono sordo. S'io facessi un altro mestiere, la cosa sarebbe ancora sopportabile, ma, per un musicista, la situazione è terribile.... a teatro devo mettermi vicinissimo all'orchestra, per intendere i cantanti...."

Questa sofferenza, come vedremo, emerge chiaramente nella Patetica op. 13 (1799).

La Sonata che stiamo imparando a conoscere noi, detta del Chiaro di luna, è di quel periodo (1801), ma è intrisa della passione che lo accendeva in quegli anni per una donna che poi sposò un altro uomo, di condizione sociale più elevata: Giulietta Guicciardini: "Vivo di nuovo un po' meglio, e vado un po' in mezzo alla gente... Questo cambiamento è stata una bella e cara ragazza a farmelo compiere: mi ama e io l'amo. Eccomi di nuovo un po' tranquillo, dopo due anni", scrive sempre a un amico. 

Cliccando qui potete leggere dal Blog L'Orecchio Curioso l'interessantissima leggenda che riguarda questa Sonata: http://lorecchiocurioso.blogspot.it/2012/03/la-leggenda-sul-chiaro-di-luna.html

Prima di ascoltare la Sonata interpretata da un grande pianista, godiamoci ancora un paio di divertenti video: Schroeder suona per voi la Sonata Chiaro di luna di Beethoven:



Questo secondo video è una raccolta di varie piccole pillole su Beethoven...

Chiaro di luna (3)... secondo Schroeder

Schroeder ama Beethoven fin da piccolissimo...
Conoscete senz'altro tutti i Peanuts. E sono certa che avete ben presente il personaggio di Schroeder che, essendo un bambino-prodigio del pianoforte, è il nostro preferito... non in quanto prodigio, ma in quanto bambino che suona il pianoforte!

Fin da piccolissimo ha manifestato precoci doti di musicalità e grande facilità al pianoforte. 
In questa vignetta, egli rivela a uno stupito Charlie Brown il suo precoce e innato talento.

Schroeder suona un po' di tutto, ma il suo compositore preferito è di gran lunga Ludvig van Beethoven, per il quale nutre un'adorazione quasi patologica: ne "santifica" persino la data del compleanno e pretende che i suoi amici facciano altrettanto.

Non sopporta Lucy che pur essendo innamorata di lui, non capisce che per lui la musica ha il primo posto nella classifica delle cose più importanti della vita. E in particolare la musica di Beethoven. 

Qualsiasi avvenimento della vita quotidiana, egli lo relaziona al suo idolo.

Lucy insiste, prova in tutti i modi ad attirare l'attenzione del suo amato Schroeder, ma non ce la fa... anche quando ci mette tutta la sua buona volontà e si finge amante della musica, fa delle gaffes imbarazzanti, che non migliorano di certo la sua situazione...





Ma come mai Beethoven ha questo "fascino" così particolare, che cattura grandi e piccoli fino a diventare in certi casi una vera ossessione?

Copertina del libro di Rolland
"Era piccolo e tozzo, dal collo grosso e dall'ossatura atletica", scrive Romain Rolland (premio Nobel 1915) nella sua "Vita di Beethoven" (che consiglio di leggere a tutti - anche ai ragazzi dai 13 anni in su!), "Aveva il viso largo, color rosso mattone, tranne che verso la fine della vita quando gli venne un incarnato malaticcio e giallastro, soprattutto d'inverno, che doveva starsene chiuso in casa, lontano dai campi. La fronte era potente e rilevata; i capelli estremamente neri, irti e spessi, tanto che sembravano non esser mai stati pettinati: veri 'serpenti della Medusa'. Gli occhi brillavano di una forza prodigiosa che afferrava tutti quelli che lo incontrassero... erano grigio azzurri. Piccoli e profondamente infossati, si aprivano bruscamente nella passione o nella collera, e allora si muovevano nelle orbite mostrando con meravigliosa sincerità tutti i suoi pensieri; spesso li alzava al cielo con uno sguardo malinconico. Il naso era corto e quadrato, largo, un vero muso da leone; la bocca, invece, delicata, benchè il labbro inferiore tendesse a sopravanzare l'altro. Aveva mascelle potenti che avrebbero potuto schiacciare noci".

Questo un ritratto "fisico" del musicista... e in effetti come figura ci attrae, per questo misto di severità e dolcezza, mistero, sofferenza, inquietudine...

"Ebbe un'infanzia severa", continua il Rolland "priva di quella dolcezza familiare che a Mozart, più fortunato, fu dato, invece, di godere (...mah... anche Leopold mi pare fosse un padre abbastanza severo... comunque...). Sin dall'inizio, la vita gli si rivelò come un combattimento triste e brutale. Il padre voleva sfruttare le disposizioni musicali del fanciullo, per esibirlo come un piccolo prodigio. A 4 anni lo inchiodava per ore e ore al clavicembalo, o lo chiudeva in una stanza col violino, uccidendolo di lavoro.... La sua prima giovinezza fu intristita dalle preoccupazioni materiali" e nel 1787 perse la madre, che adorava...

 Poi, come sapete, dovette affrontare la sordità:
"Conduco una vita miserabile", scrisse a un amico, "Da quasi due anni evito tutti, poichè non posso andare a dire alla gente: sono sordo. S'io facessi un altro mestiere, la cosa sarebbe ancora sopportabile, ma, per un musicista, la situazione è terribile.... a teatro devo mettermi vicinissimo all'orchestra, per intendere i cantanti...."

Questa sofferenza, come vedremo, emerge chiaramente nella Patetica op. 13 (1799).

La Sonata che stiamo imparando a conoscere noi, detta del Chiaro di luna, è di quel periodo (1801), ma è intrisa della passione che lo accendeva in quegli anni per una donna che poi sposò un altro uomo, di condizione sociale più elevata: Giulietta Guicciardini: "Vivo di nuovo un po' meglio, e vado un po' in mezzo alla gente... Questo cambiamento è stata una bella e cara ragazza a farmelo compiere: mi ama e io l'amo. Eccomi di nuovo un po' tranquillo, dopo due anni", scrive sempre a un amico. 

Cliccando qui potete leggere dal Blog L'Orecchio Curioso l'interessantissima leggenda che riguarda questa Sonata: http://lorecchiocurioso.blogspot.it/2012/03/la-leggenda-sul-chiaro-di-luna.html

Prima di ascoltare la Sonata interpretata da un grande pianista, godiamoci ancora un paio di divertenti video: Schroeder suona per voi la Sonata Chiaro di luna di Beethoven:



Questo secondo video è una raccolta di varie piccole pillole su Beethoven...

martedì 21 ottobre 2014

Chiaro di Luna (2) - The Muppet Show

Rowlf il Cocker pianista
"Sdrammatizziamo" la Sonata Chiaro di Luna con due filmati che provengono dal Muppet Show. I Muppet, lo ricorderete forse, sono stati un tormentone televisivo tra il 1976 e il 1981, io ricordo che li guardavo, infatti, quando avevo circa 5/6 anni dalla mia nonna all'ora di pranzo. Si tratta di uno show prodotto in USA che ha come protagonisti delle MARIONETTE-PUPAZZI (= da cui MUPPET).
La schermata iniziale del Muppet Show
Nel primo il protagonista è il pupazzo Rowlf (un simpatico cocker pianista), nel secondo, invece, reincontriamo il nostro amico Victor Borge (vi ricordate lo sketch del pianoforte a 4 mani nella Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt?) in compagnia del busto parlante di Ludwig van Beethoven e dell'orso Fozzie. I due filmati sono davvero divertenti e sia Antonio che Giacomo li hanno visti e rivisti tante volte, quindi sono certa che piaceranno a voi e anche ai vostri amici.





Chiaro di Luna (2) - The Muppet Show

Rowlf il Cocker pianista
"Sdrammatizziamo" la Sonata Chiaro di Luna con due filmati che provengono dal Muppet Show. I Muppet, lo ricorderete forse, sono stati un tormentone televisivo tra il 1976 e il 1981, io ricordo che li guardavo, infatti, quando avevo circa 5/6 anni dalla mia nonna all'ora di pranzo. Si tratta di uno show prodotto in USA che ha come protagonisti delle MARIONETTE-PUPAZZI (= da cui MUPPET).
La schermata iniziale del Muppet Show
Nel primo il protagonista è il pupazzo Rowlf (un simpatico cocker pianista), nel secondo, invece, reincontriamo il nostro amico Victor Borge (vi ricordate lo sketch del pianoforte a 4 mani nella Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt?) in compagnia del busto parlante di Ludwig van Beethoven e dell'orso Fozzie. I due filmati sono davvero divertenti e sia Antonio che Giacomo li hanno visti e rivisti tante volte, quindi sono certa che piaceranno a voi e anche ai vostri amici.