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| Antonio davanti alla locandina |
Sicuramente il più emozionante concerto della mia vita da spettatrice.
Secondo appuntamento al Teatro Regio con i grandi pianisti per la rassegna PIANOSOLO, il fiore all'occhiello della stagione concertistica parmense e, questa sera, uno dei nomi più importanti tra i solisti in attività: Grigory Sokolov (
http://www.grigory-sokolov.com/), classe 1950, nato a Leningrado e formatosi nel suo paese, e sui palcoscenici di tutto il mondo dall'età di 16 nni, quando vinse il prestigioso Premio Tchaikovsky (1966). Sokolov si dedica interamente alla musica e negli ultimi anni ha scelto di esibirsi solo in recital pianistici senza orchestra. Prepara meticolosamente un programma, dentro al quale si immerge profondamente, e lo propone in 70 date in giro per il mondo. Siamo fortunati di averlo qui a Parma e siamo entrambi molto emozionati.
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| Antonio verso l'ingresso del teatro |
All'ingresso incontriamo l'insegnante di Pianoforte di Antonio dei primi due anni di corso, che nutre per Sokolov da sempre un'ammirazione e adorzione infinite, qualche compagno di conservatorio (Rocco e Stefano), una compagna di scuola (Carlotta). Ci rechiamo nel nostro palco e... sorpresa! In palco con noi un'altra bambina di 10 anni con il suo papà! Che bello vedere che ci sono anche tanti giovani a questo concerto! Complimenti a lei e al papà che la porta.
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| La nostra compagna di palco con il papà studia il programma |
Il Teatro Regio è pieno come non lo era da tempo. È un segnale importante: quando sul palco c'è un grande, quando al pubblico si offre qualità eccezionale, il pubblico risponde... forse Parma non dorme, non accetta la mediocrità e si alza dal divano quando davvero ne vale la pena.
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| Il Regio al completo! |
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| Sokolov al pianoforte |
Si comincia con Schumann, Arabesque op. 18, ed è subito magia. A seguire, senza applausi tra un brano e l'altro (pubblico espremamente competente e rispettoso), l'imponente Fantasia in do maggiore n. 17. Ha dichiarato Sokolov in una delle rare interviste: "Dei dischi non mi fido. Non danno la possibilità
di valutare veramente un'esecuzione come le esibizioni dal vivo". E dal vivo noi abbiamo il privilegio di ascoltarlo e restiamo incantati, rapiti. Mi colpisce la potenza del suono, ma allo stesso tempo la ricchezza cromatica, quei pianissimi che portano altrove, le differenze di peso in ogni nota, in ogni dito... Anche Antonio non stacca gli occhi dalle mani di Sokolov (che si alzano spesso dalla tastiera con naturalezza) se non per chiuderli, a volte, e concentrarsi sul solo ascolto. "È il mio obiettivo", dirà a metà concerto... e "Ha fatto tutto quello che avrei fatto io"... aggiungerà alla fine, con un filo di modestia... Ma ben vengano tali affermazioni, significa che anche lui, anzi lui più di me, si è accorto della grandezza di Sokolov e, infatti, non ha mai mostrato segni di impazienza, nemmeno durante i generosi 6 bis che il grande pianista russo ha concesso al pubblico di Parma come usa fare dopo ogni suo concerto: 3 Momenti Musicali di Schubert, una Mazurca e un Preludio di Chopin e un brano di Debussy (chi lo ha identificato lo posti tra i commenti!)
La seconda parte del programma è dedicata a Chopin, con due
Notturni e la
Sonata n. 2 in sib minore, quella che "contiene" la famosa
Marcia funebre, che Antonio ha dichiarato essere uno dei suoi pezzi preferiti in quanto gli trasmette felicità (??)... misteri della psiche umana! Anche qui potenza e dolcezza, e personalità, che prorompe laddove l'orecchio del pubblico è abituato a quel brano (certamente più ascoltato della
Fantasia schumaniana) e riesce così a cogliere meglio l'unicità dell'interpretazione di Sokolov: ascolta qui:
Sokolov, Sonata n. 2.
Applausi scroscianti, "Bravo!" urlati a squarciagola. Sokolov impassibile nella sua grandezza, che è anche questo: compostezza. Non un sorriso, veloce ad uscire dal palcoscenico, veloce nell'inchino per prendere gli applausi, ma generosissimo nel concedersi per 6 bis che aggiungono all'ora e 20 del programma originario almeno altri 30 minuti di musica, e forse di più. Ci si chiede come mai alcuni spettatori abbiano lasciato la sala prima che Sokolov finisse di suonare i suoi bis, spinti dall'impellente necessità di mettersi in pigiama, forse... chissà? Ma lui non si abbassa a queste cose. Non si infastidisce per un cellulare che suona (per fortuna bloccato dopo due squilli), non si distrae per colpi di tosse sinceramente eccessivi (ma possibile non riuscire proprio a trattenersi?) e nemmeno per le porte dei palchi che sbattono durante i bis, per l'uscita delle stanche signore (poche in verità).
Concerto da ricordare.
La Fantasia n. 17 in do maggiore di
Schumann pare che originariamente fosse stato concepito per uno scopo pratico:
la necessità di raccogliere denaro per la costruzione di un
monumento a Bonn in onore di Beethoven. Tanto è vero che
avrebbe dovuto chiamarsi, nelle intenzioni dell'autore,
Obolen auf Beethoven's Monument: Ruinen, Trophaen,
Palmen oppure semplicemente
Für
Beethoven's
Denkmal. Approfondisci:
Musicaprogetto
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| Sokolov quando prende l'applauso, impassibile |
Leggo dal suo Sito, che Sokolov ha un rapporto "fisico" con il pianoforte: “You need hours to understand the piano, because each one has its own personality and we play together”. Instaura con lo strumento una simbiosi più che umana... e si sente! Eccome. Oltre al fatto che tra un tempo e l'altro è entrato sul palcoscenico l'accordatore per mettere a punto qualche corda... e pensare che uno studente di pianoforte accorda il suo strumento una volta all'anno, o forse due...
"Sokolov possiede grande varietà timbrica, enorme dominio tecnico dello strumento
ed un eloquio ampio e di impressionante potenza. Le sue interpretazioni
sono molto originali e sempre sorrette dalla notevole lucidità e
profondità del pensiero musicale.
Profondo conoscitore del suo strumento, fin nei dettagli costruttivi, ha
l'abitudine di esercitarsi lungamente anche nel giorno del concerto,
per familiarizzare col pianoforte su cui dovrà esibirsi" (da Wiki).
"Una delle poche dichiarazioni che Sokolov ha rilasciato racconta di come
«un tempo una registrazione poteva avere il valore di testimonianza
artistica, ma al giorno d’oggi è solo un tassello di un’enorme attività
industriale. Certamente i buoni artisti suonano meglio in concerto che
in disco; gli artisti di medio livello invece sono bravi in disco ma
deludenti in concerto. Con la tecnica dei tagli si può tutto: una sorta
di sterile cosmesi. Niente a che vedere con le testimonianze del
passato, quelle per esempio di un Artur Schnabel, dove ci sono note
sbagliate, ma atmosfera pura. Preferisco le incisioni dal vivo, con
tutti i colpi di tosse e gli errori che questo comporta" (Leggi l'intero articolo a questo link:
L'Espresso 2015).
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| L'accordatore "in azione" |
"Scomparsi i grandi interpreti del Novecento, Chopin, uno degli autori
più amati dal pubblico, si sente oggi soprattutto affidato a giovani
vincitori di concorso o alle ultime invenzioni del mercato discografico.
Fortunatamente però c’è Grigory Sokolov... Il pianoforte canta in maniera superba e il suono passa attraverso
infinite sfumature dinamiche, restando pieno, rotondo, senza ruvidezze
anche nei fortissimi più decisi" (Leggi tutto l'articolo a questo Link
Il Mattino di Padova 2014)
"Di simpatia con Sokolov, nemmeno a parlarne: il suo volto è di pietra,
mai un sorriso nemmeno a pagarlo, regala ben poca simpatia al pubblico.
Lui si alza, con un buon portamento, va fuori palcoscenico torna e dopo
un breve inchino suona" (Leggi l'intero articolo a questo link:
L'orecchio curioso - Blog)
"La prima volta che ho l’ho visto, mi ha ricordato l’uomo pinguino di
Batman. Poi ho scoperto che era uno dei più grandi pianisti al mondo.
Non penso si possa avere un pianista preferito in assoluto, ai livelli
massimi ognuno ha le sue particolarità e specialità, ma se si potesse
averlo il mio sarebbe Grigory Sokolov." (Leggi tutto l'articolo a questo link:
franzmagazine)
"Avanza a luci soffuse, incurante – sembra
– del pubblico. Diremmo, nella concentrazione assoluta. Indossa
l’antico frack dei grandi concertisti di sempre. Oggi, lui e Radu Lupu,
sono forse i più grandi. Perché uniscono una perfeziona tecnica
sbalorditiva ad una capacità di entrare nel mondo dell’artista che
interpretano assolutamente unica. È un carisma, questo del russo
Sokolov, ex fanciullo prodigio, che dona agli spettatori senza alcun
esibizionismo. La vera grandezza artistica coincide infatti con la
grandezza umana... sonorità ora sfumate ora
possenti, nell’oscuramento talora della melodia a favore di “rumori
dell’anima”. Schumann vuole uscire dalla forma stabilita, la sua
fantasia tende all’“oltre”. Sokolov entra con lui in un universo
sentimentale ora sereno, ora burrascoso, ora gioioso, con assoluta
identificazione." (Leggi tutto l'articolo a questo link:
Città Nuova)
PROGRAMMA:
ROBERT SCHUMANN (1810-1856)
Arabeske, op. 18
Ascolta Pollini
Fantasia in Do maggiore, op. 17
Ascolta Sokolov
Durchaus phantastisch und leidenschaftlich vorzutragen - Im Legendenton - Erstes Tempo - Adagio - Im Tempo
Mäßig. Durchaus energisch - Etwas bewegter - Viel bewegter
Langsam getragen. Durchweg leise zu halten - Etwas bewegter - Nach und nach bewegter und schneller - Adagio
FRYDERYK CHOPIN (1810-1849)
Notturno n. 9, in Si maggiore, op. 32 n. 1 (
Rubinstein)
Notturno n. 10, in La bemolle maggiore, op. 32 n. 2 (
Arrau)
Sonata n. 2 in Si bemolle minore, op. 35 (Ascolta
Pogorelich -
Zimerman -
Kissin )
Grave. Doppio movimento
Scherzo
Marche funèbre. Lento
Finale. Presto. Sotto voce e legato