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lunedì 20 febbraio 2017

PVM allo Spazio Dante: Maria Grazia Petrali

Maria Grazia Petrali
Una dimensione intima, "cameristica", quella del concerto di ieri sera allo Spazio Dante di Parma della pianista Maria Grazia Petrali, docente di Pianoforte Principale al Conservatorio di Piacenza che vanta una carriera di tutto rispetto sia come solista sia in formazioni cameristiche. 



E infatti ci ha deliziato con un concerto all'insegna dei due Franz della musica: Schubert e Liszt, nella splendida cornice dello Spazio Dante in Borgo Antini 8, in cui erano anche esposte le opere di Luca Compiani, nella personale "Nuove Solitudini".


4 Improvvisi op. 142 di Franz Schubert.

Ständchen (=Serenata), una trascrizione di Liszt di una serenata di Schubert.

Après une lecture du Dante, Fantasia quasi sonata da "Anni di pellegrinaggio" di Liszt.




Lodevole iniziativa, questa dello Spazio Dante, siamo felici di averlo scoperto e speriamo di avere molte altre occasioni di condividere in questo luogo con altri appassionati arte, musica, cultura di alto livello. 

Poco prima eravamo stati a fare una passeggiata nella nostra città, e siamo entrati nella splendida chiesa di Santa Maria della Steccata:

Antonio e Giacomo nella chiesa




E al Museo di Maria Luigia, dove abbiamo visto oggetti interessantissimi della vita di tutti i giorni di Maria Luigia, le sue scatole per i ricami, gli acquerelli, la pesca... ne avevano di tempo libero senza telefonini e computer!

Giacomo si aggira per il museo




PVM allo Spazio Dante: Maria Grazia Petrali

Maria Grazia Petrali
Una dimensione intima, "cameristica", quella del concerto di ieri sera allo Spazio Dante di Parma della pianista Maria Grazia Petrali, docente di Pianoforte Principale al Conservatorio di Piacenza che vanta una carriera di tutto rispetto sia come solista sia in formazioni cameristiche. 



E infatti ci ha deliziato con un concerto all'insegna dei due Franz della musica: Schubert e Liszt, nella splendida cornice dello Spazio Dante in Borgo Antini 8, in cui erano anche esposte le opere di Luca Compiani, nella personale "Nuove Solitudini".


4 Improvvisi op. 142 di Franz Schubert.

Ständchen (=Serenata), una trascrizione di Liszt di una serenata di Schubert.

Après une lecture du Dante, Fantasia quasi sonata da "Anni di pellegrinaggio" di Liszt.




Lodevole iniziativa, questa dello Spazio Dante, siamo felici di averlo scoperto e speriamo di avere molte altre occasioni di condividere in questo luogo con altri appassionati arte, musica, cultura di alto livello. 

Poco prima eravamo stati a fare una passeggiata nella nostra città, e siamo entrati nella splendida chiesa di Santa Maria della Steccata:

Antonio e Giacomo nella chiesa




E al Museo di Maria Luigia, dove abbiamo visto oggetti interessantissimi della vita di tutti i giorni di Maria Luigia, le sue scatole per i ricami, gli acquerelli, la pesca... ne avevano di tempo libero senza telefonini e computer!

Giacomo si aggira per il museo




giovedì 9 febbraio 2017

PARMA: al Conservatorio con Schubert

Giampaolo Nuti durante la Guida all'ascolto
Interessantissimo appuntamento con la comprensione dei grandi capolavori in questo caso pianistici: La Sonata D960 di Franz Schubert, che abbiamo avuto modo di ascoltare eseguita da Sokolov, Zimermann, Buchbinder e quest'anno dalla Pires alla Scala. 

Sarà presto eseguita anche da Giampaolo Nuti in Auditorium e oggi ce ne ha dato un meraviglioso assaggio, spiegandone anche in modo semplice ma profondo, i significati più o meno nascosti, la struttura, la sua collocazione all'interno del corpus schubertiano e non solo. 

Il pieghevole dell'evento
Un'ora di musica e cultura, come dovrebbe essere fatta a scuola! Altro che flautini e battimani e danze corporee... 

Così si spiega la musica e si fa avvicinare ad essa anche chi non ha avuto la fortuna di studiarla nella vita.

Complimenti al Maestro e non mancheremo di applaudirlo quando eseguirà questo capolavoro integralmente. Ci è già piaciuto molto in questa "prefazione" esplicativa.


PARMA: al Conservatorio con Schubert

Giampaolo Nuti durante la Guida all'ascolto
Interessantissimo appuntamento con la comprensione dei grandi capolavori in questo caso pianistici: La Sonata D960 di Franz Schubert, che abbiamo avuto modo di ascoltare eseguita da Sokolov, Zimermann, Buchbinder e quest'anno dalla Pires alla Scala. 

Sarà presto eseguita anche da Giampaolo Nuti in Auditorium e oggi ce ne ha dato un meraviglioso assaggio, spiegandone anche in modo semplice ma profondo, i significati più o meno nascosti, la struttura, la sua collocazione all'interno del corpus schubertiano e non solo. 

Il pieghevole dell'evento
Un'ora di musica e cultura, come dovrebbe essere fatta a scuola! Altro che flautini e battimani e danze corporee... 

Così si spiega la musica e si fa avvicinare ad essa anche chi non ha avuto la fortuna di studiarla nella vita.

Complimenti al Maestro e non mancheremo di applaudirlo quando eseguirà questo capolavoro integralmente. Ci è già piaciuto molto in questa "prefazione" esplicativa.


giovedì 12 maggio 2016

PVM a PIANOSOLO: Seong-Jin Cho

Antonio in palco aspetta Seong-Jin Cho
Dopo una giornata pesantuccia, in cui i vicini/padroni di casa si sono già lamentati del mezzacoda dopo 2 ore dal suo posizionamento in salotto, sono felice di essere al Teatro Regio con Antonio per assistere al concerto del vincitore del XVII Concorso Internazionale Chopin, il coreano Seong-Jin Cho, classe 1994... Mi aspettvo il "solito" orientale macina note senz'anima... e invece ho scoperto e trovato un grandissimo interprete. Tecnica straordinaria, talento indiscutibile, maturità espressiva di un quarantenne. Sfatato l'ennesimo luogo comune. Gli orientali investono e credono nella musica, giustamente, molto più di noi. I loro talenti hanno la possibilità di studiare, emergere e vivere della loro passione. Viene da dire: Beati loro! In una stagione dedicata al pianoforte, al Teatro Regio di Parma, solo Stefano Bollani sarà chiamato a tenere alto il nome di questo paese in campo pianistico nel mondo, come del resto fa in ambito jazzistico.


Questa sera Seong-Jin Cho ha eseguito programma meraviglioso, che lo ha visto impegnato dapprima con un dolce Rondò di Mozart K 511 (Ascolta Hamish Milne), dopo il quale ancora non si poteva che intuire la sua bravura e poi subito con la magniloquente Sonata in do minore di Schubert  D 958 (Ascolta Sokolov), la sua terzultrima, ove rende omaggio allo stesso Mozart e a Beethoven poco tempo prima di morire. E nella seconda parte, i Preludi di Chopin op. 28 (Ascolta Martha Argerich), in un crescendo emotivo sentito e ripagato da un pubblico non numeroso ma attento e partecipe e, oserei dire, competente. E Antonio ha voluto il CD!:


Qui al Concorso di Varsavia (ottobre 2015):


PVM a PIANOSOLO: Seong-Jin Cho

Antonio in palco aspetta Seong-Jin Cho
Dopo una giornata pesantuccia, in cui i vicini/padroni di casa si sono già lamentati del mezzacoda dopo 2 ore dal suo posizionamento in salotto, sono felice di essere al Teatro Regio con Antonio per assistere al concerto del vincitore del XVII Concorso Internazionale Chopin, il coreano Seong-Jin Cho, classe 1994... Mi aspettvo il "solito" orientale macina note senz'anima... e invece ho scoperto e trovato un grandissimo interprete. Tecnica straordinaria, talento indiscutibile, maturità espressiva di un quarantenne. Sfatato l'ennesimo luogo comune. Gli orientali investono e credono nella musica, giustamente, molto più di noi. I loro talenti hanno la possibilità di studiare, emergere e vivere della loro passione. Viene da dire: Beati loro! In una stagione dedicata al pianoforte, al Teatro Regio di Parma, solo Stefano Bollani sarà chiamato a tenere alto il nome di questo paese in campo pianistico nel mondo, come del resto fa in ambito jazzistico.


Questa sera Seong-Jin Cho ha eseguito programma meraviglioso, che lo ha visto impegnato dapprima con un dolce Rondò di Mozart K 511 (Ascolta Hamish Milne), dopo il quale ancora non si poteva che intuire la sua bravura e poi subito con la magniloquente Sonata in do minore di Schubert  D 958 (Ascolta Sokolov), la sua terzultrima, ove rende omaggio allo stesso Mozart e a Beethoven poco tempo prima di morire. E nella seconda parte, i Preludi di Chopin op. 28 (Ascolta Martha Argerich), in un crescendo emotivo sentito e ripagato da un pubblico non numeroso ma attento e partecipe e, oserei dire, competente. E Antonio ha voluto il CD!:


Qui al Concorso di Varsavia (ottobre 2015):


sabato 9 aprile 2016

PVM a PIANOSOLO: Krystian Zimerman

Davanti alla locandina
Ancora Schubert al Teatro regio, ma questa volta nelle dita e nell'anima di Krystian Zimerman, uno dei pianisti più apprezzati a livello internazionale e stimato da tutti i pianisti professionisti e non, anche i più criticoni. Considerato angelico, sofisticato, aristocratico, raffinato, Zimerman, nato e cresciuto in Polonia, dopo aver debuttato a 6 anni come bambino prodigio, si è imposto a 18 al prestigioso Concorso Chopin. Ha suonato con i più grandi direttori d'orchestra del mondo, e in particolare fu il prediletto di Leonard Bernstein. Ha l'abitiudine di esibirsi in concerto portandosi il suo personale Steinway e non fa più di 50 concerti all'anno, per non sacrificare troppo la sua vita privata. Quindi... un motivo in più per correre ad ascoltarlo...



Teatro pieno e tutti consapevoli del divieto assoluto di fare fotografie e riprendere o registrare parte dell'esibizione di Zimerman con i telefonini. E' risaputo, infatti, che Zimerman ha lasciato la sala di un concerto a causa di uno spettatore che lo riprendeva. È l'eterno dibattito youtube sì/youtube no... c'è chi ha creato la propria carriera su Youtube e chi, invece, come lui, non compare in rete e non crede nella potenza dei mezzi multimediali, anzi... "rubare" l'immagine di un artista lo danneggia? O lo favorisce? 

Sta di fatto che non si sono visti schermi accesi durante tutto il concerto ad eccezione dei giochini del bimbo in prima fila che evidentemente ancora non ha la maturità per ascoltare... meglio venire ad un concerto e giocare con l'I-Pad o non venire del tutto? Altra domanda alla quale, davvero, non so dare una risposta univoca. La sorellina si è addormentata durante l'esecuzione della D960, ma di certo dormire con Zimerman che suona dal vivo avrà reso speciale il suo sonno! Questo mi è piaciuto. 

Grandissima serata, da ricordare insieme alle altre. Forza Parma! La rassegna Pianosolo quest'anno è stata di altissimo livello. E mancano ancora due pezzi forti, il vincitore del Concorso Chopin e Stefano Bollani, per la gioia del pubblico più giovane. 


 
Teatro Regio di Parma
venerdì 8 aprile 2016, ore 20.30  

Qui in Chopin: 


KRYSTIAN ZIMERMAN
Franz Schubert (1797-1828)

Sonata n. 22, in la maggiore, D 959 ascolta: Sokolov
Allegro
Andantino
Scherzo - Trio. Un poco più lento
Rondò. Allegretto
Sonata n. 23, in si bemolle maggiore, D 960: Sokolov
Molto moderato
Andante sostenuto
Scherzo. Allegro vivace con delicatezza - Trio
Allegro, ma non troppo


PVM a PIANOSOLO: Krystian Zimerman

Davanti alla locandina
Ancora Schubert al Teatro regio, ma questa volta nelle dita e nell'anima di Krystian Zimerman, uno dei pianisti più apprezzati a livello internazionale e stimato da tutti i pianisti professionisti e non, anche i più criticoni. Considerato angelico, sofisticato, aristocratico, raffinato, Zimerman, nato e cresciuto in Polonia, dopo aver debuttato a 6 anni come bambino prodigio, si è imposto a 18 al prestigioso Concorso Chopin. Ha suonato con i più grandi direttori d'orchestra del mondo, e in particolare fu il prediletto di Leonard Bernstein. Ha l'abitiudine di esibirsi in concerto portandosi il suo personale Steinway e non fa più di 50 concerti all'anno, per non sacrificare troppo la sua vita privata. Quindi... un motivo in più per correre ad ascoltarlo...



Teatro pieno e tutti consapevoli del divieto assoluto di fare fotografie e riprendere o registrare parte dell'esibizione di Zimerman con i telefonini. E' risaputo, infatti, che Zimerman ha lasciato la sala di un concerto a causa di uno spettatore che lo riprendeva. È l'eterno dibattito youtube sì/youtube no... c'è chi ha creato la propria carriera su Youtube e chi, invece, come lui, non compare in rete e non crede nella potenza dei mezzi multimediali, anzi... "rubare" l'immagine di un artista lo danneggia? O lo favorisce? 

Sta di fatto che non si sono visti schermi accesi durante tutto il concerto ad eccezione dei giochini del bimbo in prima fila che evidentemente ancora non ha la maturità per ascoltare... meglio venire ad un concerto e giocare con l'I-Pad o non venire del tutto? Altra domanda alla quale, davvero, non so dare una risposta univoca. La sorellina si è addormentata durante l'esecuzione della D960, ma di certo dormire con Zimerman che suona dal vivo avrà reso speciale il suo sonno! Questo mi è piaciuto. 

Grandissima serata, da ricordare insieme alle altre. Forza Parma! La rassegna Pianosolo quest'anno è stata di altissimo livello. E mancano ancora due pezzi forti, il vincitore del Concorso Chopin e Stefano Bollani, per la gioia del pubblico più giovane. 


 
Teatro Regio di Parma
venerdì 8 aprile 2016, ore 20.30  

Qui in Chopin: 


KRYSTIAN ZIMERMAN
Franz Schubert (1797-1828)

Sonata n. 22, in la maggiore, D 959 ascolta: Sokolov
Allegro
Andantino
Scherzo - Trio. Un poco più lento
Rondò. Allegretto
Sonata n. 23, in si bemolle maggiore, D 960: Sokolov
Molto moderato
Andante sostenuto
Scherzo. Allegro vivace con delicatezza - Trio
Allegro, ma non troppo


giovedì 17 marzo 2016

PVM a PIANOSOLO: Alexander Lonquich

Al concerto di Lonquich
Il concerto di Alexander Lonquich è all'insegna di Franz Schubert (1797-1828), che rappresenta anche il compositore che ha lanciato questo pianista, vincitore del Concorso Casagrande a lui dedicato. Si comincia con una Sonata non molto frequentata, la D 575 (op. Post. 147) in Si mggiore, che a me risulta essere la n. 9 ma sul programma del Regio è la n. 11... : Ascolta

Per la verità non una di quelle Sonate che lasciano il segno...

Teatro tristemente vuoto
 Il teatro è ahimè drammaticamente vuoto... e ancora ci si chiede come mai il Teatro Regio di Parma abbia prezzi così alti rispetto agli altri teatri della regione e come mai non attui politiche di avvicinamento per i giovani più efficaci (gli sconti per gli studenti del conservatorio sono quasi un segreto...), una pubblicità più mirata (non si vedono manifesti in giro per la città nè troppi flyers se non in teatro ove chi si reca è già un affezionato...


Si prosegue con i Momenti Musicali op. 94 D 780, Ascolta, uno dei quali suonato in un bis anche da Sokolov.


Antonio al concerto
La II parte del concerto è dedicata alla più famosa Sonata D 960 in Sib maggiore: Ascolta

GRAZIE PARMA PER PIANOSOLO. UN GRANDE LIVELLO!

Dedichiamo ora ad Alexander Lonquich, pianista tedesco nato a Trier.

PVM a PIANOSOLO: Alexander Lonquich

Al concerto di Lonquich
Il concerto di Alexander Lonquich è all'insegna di Franz Schubert (1797-1828), che rappresenta anche il compositore che ha lanciato questo pianista, vincitore del Concorso Casagrande a lui dedicato. Si comincia con una Sonata non molto frequentata, la D 575 (op. Post. 147) in Si mggiore, che a me risulta essere la n. 9 ma sul programma del Regio è la n. 11... : Ascolta

Per la verità non una di quelle Sonate che lasciano il segno...

Teatro tristemente vuoto
 Il teatro è ahimè drammaticamente vuoto... e ancora ci si chiede come mai il Teatro Regio di Parma abbia prezzi così alti rispetto agli altri teatri della regione e come mai non attui politiche di avvicinamento per i giovani più efficaci (gli sconti per gli studenti del conservatorio sono quasi un segreto...), una pubblicità più mirata (non si vedono manifesti in giro per la città nè troppi flyers se non in teatro ove chi si reca è già un affezionato...


Si prosegue con i Momenti Musicali op. 94 D 780, Ascolta, uno dei quali suonato in un bis anche da Sokolov.


Antonio al concerto
La II parte del concerto è dedicata alla più famosa Sonata D 960 in Sib maggiore: Ascolta

GRAZIE PARMA PER PIANOSOLO. UN GRANDE LIVELLO!

Dedichiamo ora ad Alexander Lonquich, pianista tedesco nato a Trier.

sabato 30 gennaio 2016

PVM a PIANOSOLO: Rudolf Buchbinder


Antonio aspetta Buchbinder
«Lo studio è una condizione imprescindibile per l’esistenza di un pianista. L’esercizio quotidiano è un compagno di viaggio dell’intera vita del pianista. Tuttavia essere artista presuppone un salto di qualità, entrare nel vivo della musica, comprendere i compositori, confrontarsi con ciò che hanno scritto, eventualmente fino a trasfigurarlo.»

Rudolf Buchbinder, ex enfant prodige ammesso a cinque anni (il più giovane allievo di tutti i tempi) alla Musikhochschule di Vienna e oggi protagonista internazionale del pianoforte, inaugura Pianosolo, nuova rassegna del Teatro Regio di Parma e Piccoli Viaggi Musicali non può mancare. Il teatro non è pieno, solo in loggione c'è una quantità di pubblico adeguata all'evento. In platea e nei palchi, poco più di una serata "normale" al regio di questi tempi...




La platea del regio
Come mai? I biglietti arrivavano al massimo a 40 euro, ma un posto buono in palco costava 25. Poco più di una serata al cinema con i Pop Corn. Età media: come sempre alta. Qualche ragazzo del conservatorio, per fortuna, è stato avvistato. Qualche insegnante, pure. Un paio di bambini piccolissimi, uno dei quali tenuto buono con il cellulare... ma va bene anche così, nelle sue orecchie qualcosa sarà entrato e rimarrà.



Il programma prevede Bach, Beethoven, Schubert. Con Antonio andremo via all'intervallo, perchè la mia teoria è sempre quella di non esagerare: poco tempo, ma tutto goduto, niente noia. Altrimenti si ottiene l'effetto contrario. E si sa che a 9 anni più di un'ora è difficile tenere alto il livello d'attenzione con la sola musica di un pianoforte suonato da altri (diverso è il caso dello studio personale). Antonio ha così apprezzato, soprattutto l'Appassionata, perchè su Bach ha già i suoi gusti "interpretativi". E' stato un'ottimo concerto, un pianismo d'altri tempi, lontano dai funamboli circensi che oggi ottengono i maggiori consensi. Musicalità, personalità, profonda unione del musicista con la musica. Sembrano cose ovvie, ma al giorno d'oggi capita spesso di ascoltare ottimi esecutori, ma quasi "computerizzati", come fossero suoni campionati, privi di anima. O ancor peggio tastiere semplicemente percosse con irruenza e incredibile velocità, il che fa sempre tanta sensazione... e tutti si domandano "ma come fa?", e commentano "impressionante"... come ieri sera, qualcuno che diceva "ma non ha la musica davanti!"... sono sempre queste le cose che colpiscono un pubblico nuovo, che non ha abitudine all'ascolto. Ma chi questa abitudine ce l'ha, sa che fare musica non significa mettere in fila una successione di note alla velocità della luce. E che non c'è nulla di sensazionale per un musicista nel suonare a memoria. Fare musica è altro. In questo concerto questo "altro" c'era.
 
PROGRAMMA:


JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750) Ascolta: Pogorelich / Glenn Gould / Schiff
Suite Inglese n. 3

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827) Barenboim / Arrau / Lang Lang / Pollini / Richter / Kempff
Sonata n. 23 in fa minore, op. 57 ("Appassionata")

FRANZ SCHUBERT (1797-1828)Horowitz /Brendel / Richter / Arrau / Pollini  / Barenboim /
Sokolov / Lang Lang Sonata in si bemolle maggiore, D 960

Ascoltatelo qui nel Concerto n°5 di Beethoven:

PVM a PIANOSOLO: Rudolf Buchbinder


Antonio aspetta Buchbinder
«Lo studio è una condizione imprescindibile per l’esistenza di un pianista. L’esercizio quotidiano è un compagno di viaggio dell’intera vita del pianista. Tuttavia essere artista presuppone un salto di qualità, entrare nel vivo della musica, comprendere i compositori, confrontarsi con ciò che hanno scritto, eventualmente fino a trasfigurarlo.»

Rudolf Buchbinder, ex enfant prodige ammesso a cinque anni (il più giovane allievo di tutti i tempi) alla Musikhochschule di Vienna e oggi protagonista internazionale del pianoforte, inaugura Pianosolo, nuova rassegna del Teatro Regio di Parma e Piccoli Viaggi Musicali non può mancare. Il teatro non è pieno, solo in loggione c'è una quantità di pubblico adeguata all'evento. In platea e nei palchi, poco più di una serata "normale" al regio di questi tempi...




La platea del regio
Come mai? I biglietti arrivavano al massimo a 40 euro, ma un posto buono in palco costava 25. Poco più di una serata al cinema con i Pop Corn. Età media: come sempre alta. Qualche ragazzo del conservatorio, per fortuna, è stato avvistato. Qualche insegnante, pure. Un paio di bambini piccolissimi, uno dei quali tenuto buono con il cellulare... ma va bene anche così, nelle sue orecchie qualcosa sarà entrato e rimarrà.



Il programma prevede Bach, Beethoven, Schubert. Con Antonio andremo via all'intervallo, perchè la mia teoria è sempre quella di non esagerare: poco tempo, ma tutto goduto, niente noia. Altrimenti si ottiene l'effetto contrario. E si sa che a 9 anni più di un'ora è difficile tenere alto il livello d'attenzione con la sola musica di un pianoforte suonato da altri (diverso è il caso dello studio personale). Antonio ha così apprezzato, soprattutto l'Appassionata, perchè su Bach ha già i suoi gusti "interpretativi". E' stato un'ottimo concerto, un pianismo d'altri tempi, lontano dai funamboli circensi che oggi ottengono i maggiori consensi. Musicalità, personalità, profonda unione del musicista con la musica. Sembrano cose ovvie, ma al giorno d'oggi capita spesso di ascoltare ottimi esecutori, ma quasi "computerizzati", come fossero suoni campionati, privi di anima. O ancor peggio tastiere semplicemente percosse con irruenza e incredibile velocità, il che fa sempre tanta sensazione... e tutti si domandano "ma come fa?", e commentano "impressionante"... come ieri sera, qualcuno che diceva "ma non ha la musica davanti!"... sono sempre queste le cose che colpiscono un pubblico nuovo, che non ha abitudine all'ascolto. Ma chi questa abitudine ce l'ha, sa che fare musica non significa mettere in fila una successione di note alla velocità della luce. E che non c'è nulla di sensazionale per un musicista nel suonare a memoria. Fare musica è altro. In questo concerto questo "altro" c'era.
 
PROGRAMMA:


JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750) Ascolta: Pogorelich / Glenn Gould / Schiff
Suite Inglese n. 3

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827) Barenboim / Arrau / Lang Lang / Pollini / Richter / Kempff
Sonata n. 23 in fa minore, op. 57 ("Appassionata")

FRANZ SCHUBERT (1797-1828)Horowitz /Brendel / Richter / Arrau / Pollini  / Barenboim /
Sokolov / Lang Lang Sonata in si bemolle maggiore, D 960

Ascoltatelo qui nel Concerto n°5 di Beethoven:

martedì 2 giugno 2015

Il saggio di classe

Antonio suona al saggio
Ore 17.30, Sala Verdi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Saggio della classe di Pianofrote della Professoressa Elisabetta Ghidini. Un saggio che ha una valore particolare, perchè è l'ultimo per questa insegnante, amatissima da tutti i suoi allievi, e che ha dedicato una vita intera all'insegnamento con passione e serietà.

L'igresso della Sala Verdi dal Chiostro del Conservatorio
Non poteva esserci saggio migliore per salutarla. Tutti gli allievi, dai più piccoli ai più grandi, si sono esibiti dando il meglio delle loro possibilità davanti ad un pubblico di parenti e (pochi) amici. Un altra delle difficoltà che devono superare questi ragazzi è quella di non avere quasi mai il piacere di suonare per le persone con cui condividono la maggior parte del loro tempo (i compagni di scuola). Purtroppo assistere ad un saggio è considerato un  impegno troppo gravoso e i nostri ragazzi suonano per mamma e papà, nonni, zii, fratellini e sorelline, fidanzati e qualche raro amico (che frequenta il Conservatorio a sua volta - grazie Stefano! - o che studia pianoforte privatamente - la nostra Teresa!-). É un peccato, perchè i pochi giovani spettatori credo che ricorderanno per molto tempo questa giornata e forse qualcuno di loro sarà uscito dalla Sala Verdi con la voglia di provarci a sua volta. Sicuramente la nostra amica Teresa, venuta da Milano apposta per il saggio di Antonio, accompagnata dai suoi genitori. Teresa studia pianoforte da un anno e sono certa che aver ascoltato questi ragazzi per lei sarà uno stimolo per andare avanti e crederci. Anche Antonio le ha detto: "Lo farai anche tu!". 


Ad Antonio, a fine saggio, si è avvicinato un bambino sicuramente più piccolo di lui con la sorellina ancora più piccola. Gli hanno chiesto che classe facesse e gli hanno fatto i complimenti. É stata una scena davvero commovente. Ed è la testimonianza che quei due bambini hanno ascoltato e apprezzato e se ci sono stati dei momenti di "noia", comprensibili perchè un'ora e mezza di pianoforte non è facile da gestire per un bambino, sono comunque stati superati e il ricordo è per il "bello" e non per il "pesante". 

Questa riflessione per insistere sulla mia idea di fondo: che c'è un luogo comune assolutamente da sfatare riguardo alla musica classica, al pianoforte, ai concerti, al teatro, allo studio di uno strumento musicale. Finché prevarrà questa assurda convinzione e l'assurda equivalenza pianoforte=noia (ascoltato o suonato che sia), la speranza di risollevare le sorti musicali del nostro paese è debole. Ma il viaggio di Teresa da Milano e i complimenti dei bambini ad Antonio sono un motivo sufficiente per mantenerla viva! 

Veniamo al saggio, che è stato aperto dalla meravigliosa Marialorenza con il Preludio e Fuga in Mib maggiore dal I libro del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach. (Se il titolo del brano è in rosso, cliccate per ascoltarlo).

Giuseppe alle prove con Antonio volta-pagina

A seguire, Giuseppe ha eseguito la Sonatina di Kuhlau op. 88 n. 3. Antonio in prova si è offerto di voltargli la pagina, ma è andato talmente addosso a Giuseppe che lo ha fatto sbagliare! È stato così giustamente sostituito il volta-pagina con il più esperto Rocco.

Daniele al pianoforte
Daniele ha suonato con grande energia lo Studio n. 4 op. 1 di F, Liszt e di R. Schumann dal Carnevale di Vienna op. 26, Intermezzo

Anna ha reso con dolcezza due dei Pezzi lirici di E. Grieg: National SongElegy.

Annalisa ha suonato le prime sei deliziose Scene Infantili di R. Schumann di cui abbiamo parlato leggendo insieme il libro della Fabbri (Scene Infantili, libro di lettura), ha proseguito con F. Schubert Improvviso op. 90 n. 2 e ha magnificamente concluso con F. Liszt, Studio op. 1 n. 2

Purtroppo ero presa a tenere buono Giacomo che ieri, causa raffreddore, mostrava segni di insofferenza e non ho girato i video che avrei voluto. Annalisa, e tutti gli altri, hanno suonato molto bene ed è un peccato non averne testimonianza. Spero di riuscire a recuperare qualcosa dagli altri spettatori!

L'inchino finale dei ragazzi: Anna, Francesca, Annalisa, Antonio, Daniele, Giuseppe, Marialorenza, Rocco

Dopo Annalisa, è il turno di Antonio, che è partito con Invenzione a due voci n. 13  di J. S. Bach, ha proseguito con la complicata (per lui) Romanza senza parole op. 19 n. 2  di F. Mendelssohn e il gran finale con il suo brano dell'anno: Dimitri Kabalewsky Sonatina op. 13 n. 1. Era molto contento perchè è riuscito a eseguire i tre pezzi senza incertezze e con convinzione. I video degli ultimi due brani li ho girati uno a casa e uno alle prove precedenti al saggio. 

Francesca ha riportato grazia e dolcezza dopo la furia del III tempo della Sonatina di Kabalewsky e ci ha suonato un'altra delle Scene Infantili di Schumann, la n. 7 (vedi Post precedente per l'ascolto), l'unico brano di W. A. Mozart dell'intero saggio: la Fantasia in Re minore e, infine, lo Studio di A. von Henselt, "L'Addio del Pastore".

Rocco, il più grande del gruppo e genio della matematica (spesso musica e matematica vanno mano nella mano...), ha suonato la struggente Pavane pour une infante defunte di M. Ravel, e due Studi di Chopin: Op. 25 n. 1 e Op. 10 n. 9

Marialorenza, dopo aver avuto il compito di aprire il saggio, ha anche quello di chiuderlo e lo fa nel migiore dei modi con due brani meravigliosi ed energici: Slancio dai Pezzi Fantastici op. 12 di R. Schumann e di F. Chopin il trascinante Studio op. 10 n. 12

Per Antonio, oltre ad una bellissima esperienza sul palco che non guasta mai, anche una lezione importante: ascoltando Annalisa, Rocco e Marialorenza (che sono i tre più avanti nel lungo percorso di studi), ha capito che la strada è lunga, faticosa ma ricca di soddisfazioni (che meraviglia poter suonare quei brani!!), che non bisogna mai mollare (nemmeno un giorno, salvo cause di forza maggiore), che nemmeno i loro amici sono arrivati ad ascoltarli (ma i genitori sì, in fondo anche se rompiscatole non tradiscono mai!) e che si suona prima di tutto per se stessi, e poi, come gli disse un giorno per le scale il Maestro Guideri: "Se rendi felice anche solo una persona nel pubblico, hai già ottenuto un grande successo. Suona per la felicità di quella persona (oltre che per la tua)". Quella persona ieri c'era: ero io! (forse non solo, ma in fondo deve bastargli).

Complimenti a tutti i ragazzi e alla loro insegnante, che ha costruito un saggio così bello, giorno per giorno, pezzettino dopo pezzettino, con pazienza, fiducia, dedizione e amore per la musica.