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martedì 31 marzo 2015

Le 4 stagioni (3) - Sand Animation ungherese

Sand Animation di Cakà

Ferenc Cakò è un artista ungherese nato nel 1950 e particolarmente noto per le sue animazioni con la sabbia. La Sand animation è una tecnica di creazione di immagini con uso della sabbia.


Ferenc Cakò
Noi la conosciamo molto bene, dato che abbiamo assistito al magnifico spettacolo di gabriella Compagnone alla Casa della Musica di Parma: clicca qui: Stagioni di sabbia . Chi ha assistito a quello spettacolo potrà fare il confronto tra questi due "stili" diversi di rappresentazione con la sabbia: io li trovo entrambi molto affascinanti e sorprendenti. Pensare a come riescono a dar forma alle immegini dosando la quantità di sabbia da lasciar cadere sulla lavagna e indirizzando perfettamente i granelli di sabbia in modo da delineare contorni, particolari, sfumature. Una vera arte ancor più affascinante se si pensa alla sua inafferrabilità. In questo ha tanto in comune con la musica suonata dal vivo e con il teatro: forme d'arte che esistono nel qui e ora e che scompaiono e ricompaiono altrove mai uguali a se stesse...

"Esistono due stili: l'animazione cinematografica e quella intesa come performance d'artista dal vivo. Nel primo caso gli animatori creano con la sabbia ogni singolo fotogramma della pellicola di animazione. Nel secondo caso, l'artista crea a tempo di musica una serie di immagini disegnando linee e figure con la sabbia sopra una superficie traslucida (come una lavagna luminosa, tipo un overhead projector) o retroilluminata (come un tavolo luminoso, simile a quello usato dai fotografi e dai radiologi per vedere i negativi): le figure sono riprese da una telecamera sottostante e le immagine vengono trasmesse su un maxischermo" (da Wiki).

Pastorello sotto un albero
Allego i video dell'intera "Playlist" in cui potete vedere tutte e 4 le stagioni di Vivaldi "animate" dall'artista ungherese. 




domenica 29 marzo 2015

Le 4 Stagioni (2): Il brutto anatroccolo musicale

Anatroccolo collage
Ancora una volta grazie alle attività svolte nella Scuola Materna San Giuseppe di Parma, ho scoperto questo delizioso suggerimento per un LABORATORIO "TEATRARGIOCANDO", con la musica delle 4 Stagioni di Antonio Vivaldi associata alla popolare fiaba di Hans Christian Andersen "Il brutto anatroccolo"
Noi abbiamo arricchito il laboratorio con una fase creativa: l'anatroccolo collage, come vedete dalla foto che apre questo Post, sempre ispirandoci ai lavoretti della Maestra Susy.

Copertina del libro
Ma procediamo con ordine. Per illustrare la storia utilizzeremo la fiaba nell'edizione de "Le grandi fiabe" del Corriere della sera, uscite abbinate al qotidiano nel 2005, ma che trovate anche in libreria o in molte biblioteche. Qui a Parma il libro c'è alla Biblioteca Alice, interna al Parco Ducale. Le illustrazioni sono Francesca Chessa

Per la storia narrata, invece, utilizzo il testo elaborato da Paola Coppini, che lavora con l'Associazione teatrale "Vieniteloracconto". 

Le tracce musicali sono, ovviamente, dalle 4 Stagioni di Antonio Vivaldi. Ho modificato leggermente le indicazioni dell'originale.

Ecco la nostra fiaba musicale illustrata e recitata.

L'anatra con i piccoli
La campagna era di una meravigliosa bellezza. C'era là un vecchio castello con torri alte e torri più basse, vicino a quel castello abitavano le anatre che stavano covando le uova per far nascere i loro piccoli. (I bambini fanno le anatre che covano).
Un'anatra aveva fatto davvero tante uova; erano giorni e giorni che le covava e si capiva che era giunto il momento in cui si sarebbero aperte. Ed ecco che, piano piano, si aprirono. (I bambini mimano l'azione dello schiudersi delle uova).


Anatroccoli al bagno
Fra loro c'era un anatrino bruttino con le penne nere e marroni e per niente aggraziato... ma era bello stare al mondo e gli anatrini cominciarono contenti a camminare. (I bambini camminano vivacemente).

TRACCIA 2: Autunno, Allegro

Il triste anatroccolo nella notte
Ma nessuno accettava quel brutto anatrino. Tutti lo cacciavano e lui diventò triste e sconsolato. (I bambini camminano in modo triste, lentamente).

TRACCIA 3: Primavera, Largo

L'anatroccolo scappa
Stanco, andò a letto. La mattina con il suono della sveglia si alzò lentamente e subito gli venne un'idea: sarebbe andato lontano per cercare altri amici. Gli sembrò una così bella idea che il suo passo era veloce. (I bambini mimano l'azione dello svegliarsi e di camminare allegramente).

TRACCIA 4: Autunno, Allegro

Arrivato ad uno stagno vide delle anatre, ma, per paura di essere preso in giro, stette a guardare e si lasciò cullare dal vento che piegava le canne in riva al lago. (I bambini mimano il dondolio delle canne al vento).


L'anatroccolo di fronte a un cane cattivo
Ma ecco che quella quiete fu interrotta dai cacciatori che volevano uccidere le anatre con il fucile. (I bambini imitano i cattivi cacciatori coi fucili).

TRACCIA 6: Estate, Presto

Meglio scappare, pensò l'anatrino e vedendo una casa decise di rifugiarsi. La casa era abitata da un gatto e da una gallina che faceva uova d'oro. Volevano convincere l'anatroccolo a comportarsi come loro. (I bambini imitano il gatto e la gallina).

TRACCIA 7: Primavera, Allegro

L'anatrino pensò che era meglio andare via e tornare in campagna. Ma in campagna stava arrivando l'autunno e le foglie cadevano dagli alberi. (I bambini imitano con le manine le foglie che cadono).

TRACCIA 8: Autunno, Adagio molto

Cigni in volo in autunno
Alzando gli occhi vide delle creature bellissime che si alzavano in volo e restò incantato a guardare. (I bambini imitano uccelli che volano).


Ma dopo l'autunno arrivò l'inverno e tutto diventò ghiaccio e neve. (I bambini fanno l'azione dei brividi di freddo e della gioia della neve che cade).

TRACCIA 10: Inverno, Allegro non molto

Poi l'inverno cominciò a passare... il sole era sempre più alto nel cielo. (I bambini mimano l'innalzarsi del sole da una posizione accovacciata ad una estesa a braccia aperte).

TRACCIA 11: Inverno, Largo

Diventa cigno
Con il ritorno del sole, l'anatrino sentì che le sue disavventure lo avevano fatto diventare grande. Non aveva più paura che lo prendessero in giro. Proprio da questa sua determinazione iniziò il cambiamento. Il suo collo si allungò e le penne e le piume cambiarono colore. Stava diventando un bellissimo cigno. (I bambini fingono di trasformarsi in cigni). 

TRACCIA 12: Inverno, Allegro

Felice nel laghetto
Così ci fu una gran festa nelle acque del laghetto e il cigno fu salutato con gioia da grandi e piccini. (I bambini salutano e fanno festa).

TRACCIA 13: Primavera, Allegro


Il disegno iniziale
Realizzazione dell'anatroccolo:

Occorrente:
- un foglio di cartoncino robusto colorato
- colla Vinavil
- riso
- pastina
- una pasta grande per fare l'occhio
- farina di mais gialla
- paprika
- brillantini blu per l'acqua
- tanta pazienza!

Giacomo al lavoro
Procedimento:
Disegnate sul cartoncino un anatroccolo e fatelo "colorare" con la tecnica del collage, utilizzando gli ingredienti che vi ho suggerito opppure altri, che inventerete voi. Mandateci i vostri risultati!!!

Preso dall'entusiasmo, Giacomo ha realizzato, tutto da solo, anche il gatto:

Il gatto di Giacomo
E ora, per concludere questo Post sul Brutto anatroccolo, non poteva mancare il cartone animato, che è anche musicale e poetico. Walt Disney 1939, un capolavoro!

venerdì 27 marzo 2015

Grande viaggio musicale reale: L'Elisir d'amore al Teatro Regio

Antonio in loggione
Prima esperienza ufficiale di questo Blog al Teatro d'opera "per grandi". Così ho deciso di chiamare questo viaggio "grande", perchè si tratta di un'esperienza da adulti. Siamo già stati al Regio per un concerto "per grandi" in occasione dell'omaggio ad Angelo Campori (Concerto per Angelo Campori), ma in quell'occasione il fatto che ci fosse il papà in orchestra e la caratteristica di "ingresso libero", rendevano la serata meno impegnativa. 

L'arrivo di Dulcamara in Mongolfiera
Questa volta andiamo a teatro per davvero. In mezzo al pubblico di appassionati d'opera (ci saranno molti seguaci della trasmissione radio La Barcaccia e gli immancabili loggionisti parmigiani) e per di più in galleria, dove per tradizione si insediano i veri intenditori, pronti ad applaudire o a "buare" senza pietà. Teatro è anche questo. Mescolarsi tra il pubblico, ascoltare i discorsi che le persone fanno prima dello spettacolo, durante l'intervallo e alla fine... 

Adina e Nemorino (FOTO R. Ricci)
Innanzi tutto qualche regola che conviene dire ai bambini prima di portarli a teatro. Antonio per la verità è un esperto, avendo già all'attivo una serie di opere alla Scala (facilitato dal fatto che papà è in orchestra) e di concerti e spettacoli in diversi teatri, tra i quali il Teatro alla Scala, il Teatro Dal Verme, il Teatro Strehler, il Teatro Studio, il Piccolo Teatro di via Rovello, il Teatro Smeraldo (che non c'è più...) e l'Auditorium a Milano, l'Auditorium del Carmine, il Teatro Regio e la Casa della Musica a Parma, l'Alexander Hall e l'Eden a Cortina d'Ampezzo...

(FOTO R. Ricci)
In ogni caso è sempre meglio ripassare:
1. A teatro non si parla ad alta voce e se possibile nemmeno a bassa voce.
2. A teatro NON si scartano caramelle rumorose.
3. A teatro NON ci si soffia il naso rumorosamente e si cerca di NON tossire di continuo.
4. A teatro non si applaude a caso, ma ci sono delle regole ben precise... meglio aspettare che siano gli altri a iniziare se non si è sicuri (ma spesso c'è chi sbaglia!).
5. A teatro si spengono i telefonini.
6. A teatro NON si scattano foto con il flash (teoricamente nemmeno senza flash, ma ormai una ogni tanto si accetta).
7. A teatro si va con lo stomaco pieno e la vescica vuota: meglio non dover correre a fare pipì! NON ci si può alzare, soprattutto se si è in platea. 
8. A teatro si va sapendo cosa si sta per andare a sentire/vedere. Non va bene arrivare e leggere la trama di un'opera all'ultimo minuto o non leggerla affatto.
9. A teatro (spesso) fa caldo: non ci si deve vestire con indumenti che non si possono togliere. Meglio avere una camicia o una maglietta sotto i maglioni e le giacche.
10. Essere a teatro è una fortuna. Bisogna ricordarselo. Anche se a volte capita di annoiarsi, resterà per sempre un bel ricordo di una serata trascorsa a teatro.

Belcore, Adina e Nemorino (FOTO R. Ricci)
Dell'Elisir d'amore ormai sapete tutto, abbiamo letto libri, creato laboratori alla Scuola materna (Laboratorio sull'Elisir d'amore), ascoltato video, guarato cartoni animati... (Tutti i Post sull'Elisir d'amore) in questo Post desidero solo condividere l'esperienza di Antonio (ormai 9 anni, III elementare) in galleria e cercare di fare una nostra recensione dal suo punto di vista.

Antonio davanti all'Enoteca
Siamo partiti per questa avventura dal Conservatorio, perchè Antonio aveva la lezione di pianoforte fino alle 19.00. Un'ora di tempo per mangiare un boccone da quelche parte. Abbiamo scelto l'Enoteca Fontana, un luogo tipico di Parma, con panini ottimi e a buon prezzo. Per Antonio una novità ritrovarsi a mangiare insieme ai ragazzi grandi all'ora del classico aperitivo serale.
L'ampia scelta di panini...
Unico errore che abbiamo commesso è stato quello di non portarci una bottiglietta d'acqua a teatro... al Regio, specialmente in loggione, la temperatura credo si aggiri attorno ai 26 gradi... si suda dal caldo e dopo un panino con il prosciutto la sete è ovvia conseguenza... il povero Antonio ha patito parecchio (caloroso com'è!). Forse è stato questo disagio a creargli i più grandi problemi di resistenza. Avevamo comunque già previsto di fermarci solo il I atto, per dettagli organizzativi con Giacomo, rimasto a casa con una Baby Sitter troppo giovane (e troppo carina) per tornare a casa da sola a tarda ora e perchè comunque il giorno dopo si va a scuola e non è il caso di fare tardi. E, infine, perchè un'esperienza di teatro "da grandi" è troppo impegnativa anche per uno "allenato" come Antonio e per la regola N° 1 da seguire a teatro con i bambini (non far loro odiare il teatro!), meglio non esagerare. Si sa che un'ora è la tenuta massima di un bambino di quell'età a teatro.

Antonio verso il Regio
Siamo arrivati a teatro con largo anticipo nonostante la sosta-panino. Antonio era eccitatissimo e inizialmente così felice di essere a teatro che mi chiedeva con insistenza di fermarci fino alla fine. Ma io, sapendo che lui non può avere consapevolezza dell'impegno che stava per affrontare, l'ho convinto ad accontentarsi del I atto... e infatti era sufficiente.

Antonio davanti alla locandina della stagione del Regio

Era più di ogni cosa esaltato dall'idea di essere in "piccionaia", come in gergo si definisce l'ultimo "piano" del teatro, anche chiamato "galleria" o "loggione".

Il magnifico soffitto del Regio
In effetti la vista da lassù è emozionante. E Antonio guardava tutto e tutti con grande interesse, curiosità e attenzione.

Antonio aspetta l'inizio dell'Elisir d'amore
Prima di prendere posto abbiamo conosciuto due amici "barcacciani", cioè ascoltatori assidui, come noi, della trasmissione d'Opera Lirica in onda ogni giorno su RadioTre alle 13, La Barcaccia. E' stato molto divertente associare a persone conosciute via web un volto "umano". Simpatici e super appassionati, persone con cui è piacevole stare in compagnia.

L'opera è iniziata e Antonio sicuramente si ricordava la musica, perchè l'abbiamo ascoltata tante volte. I cantanti sono tutti di alto livello, il coro canta benissimo e le scene, i costumi, le luci e la regia sono classici, piacevoli.

Antonio però è un animo tormentato e predilige opere tragiche. La sua sentenza a fine spettacolo è stata questa:
"Mamma, in quest'opera parlano solo d'amore. Non muore nessuno. E' un po' noiosa... Tosca è molto meglio, muoiono in 8 (... un po' esagerato! ma si vede che per lui ogni morte vale doppio!)"

L'orchestra vista dall'alto
Ecco, noi che cerchiamo di modificare le trame delle antiche favole per non sconvolgere i nostri piccoli innocenti... noi che temiamo di sconvolgerli raccontando storie in cui qualcuno muore... figuriamoci! I bambini sono attratti terribilmente da ciò che fa loro paura e, forse, hanno proprio bisogno di superare le loro paure leggendo, ascoltando, guardando storie in cui succedono cose terribili!

La nostra visuale un po' sacrificata...
Inoltre, Antonio ha aggiunto che gli era piaciuto di più l'Elisir d'amore dei ragazzi del Conservatorio (Elisir d'amore all'Auditorium), perchè non era noioso. In effetti, il fatto che i cantanti fossero così vicini al pubblico, che non ci fosse l'orchestra e che tutto fosse più "intimo" e ravvicinato, ha creato un effetto di coinvolgimento davvero incredibile, tanto che persino Giacomo di 5 anni era rimasto attento per TUTTI E DUE GLI ATTI!!

In ogni caso l'esperienza è stata positiva. Le esperinze "culturali" sono sempre positive. Gli è piaciuto molto (era prevedibile) l'arrivo in mongolfiera di Dulcamara:

L'arrivo di Dulcamara
E gli è piaciuto anche l'arrivo di Belcore con l'esercito, in bicicletta.

Ha apprezzato il teatro e la visuale dall'alto. Tra le voci ha decretato il trionfo di Belcore (che in effetti era dotato di un mezzo vocale notevole).

Bello il rientro a casa in bicicletta in notturna. Al nostro arrivo Giacomo ha voluto sapere di che colore aveva i capelli Nemorino, com'era Dulcamara e con che mezzo fosse arrivato in scena.

Antonio, per finire, ha dichiarato che comunque preferisce suonare lui che ascoltare gli altri. Gli auguro di riuscire a realizzare questo "sogno". 

INFORMAZIONI SULLO SPETTACOLO E RECENSIONI:
Servizo del TG Parma: Diverte l'Elisir d'amore al Regio
Recensione de L'Ape musicale: Elisir d'amore
Recensione di Operaclick: L'Elisir d'amore
Recensione di Parma daily.it: L' Elisir d'amore

Personaggi    Interpreti
Adina  JESSICA NUCCIO
Nemorino CELSO ALBELO
Belcore  JULIAN KIM
Il dottor Dulcamara ROBERTO DE CANDIA
Giannetta ELEONORA CONTUCCI
   
           
     
   
       


Maestro concertatore e direttore
FRANCESCO CILLUFFO
Regia
MARCELLO GRIGOROV
Scene e costumi
NICA MAGNANI
Luci
ANDREA BORELLI
Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

ORCHESTRA REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Allestimento del Teatro Regio di Parma
In coproduzione con
Fondazione Teatro Comunale di Modena


Il cast

mercoledì 25 marzo 2015

Le 4 stagioni (1) - Una storia ispirata alle musiche di Vivaldi

Copertina del libro
Finalmente ho trovato questo libro con CD che cercavo da tempo! Era alla Biblioteca Alice di Parma (quella interna al Parco Ducale): "Le quattro stagioni, una storia ispirata alle musiche di Antonio Vivaldi" di Chiara Carminati, con i disegni di Pia Valentinis.

"Il testo e le immagini di questo libro sono nati dall'ascolto delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, e dalla lettura delle indicazioni contenute nello spartito musicale. Ogni doppia pagina corrisponde a uno dei 12 movimenti dell'opera di Vivaldi. Facendo attenzione alle parole, potrai quindi riconoscere riferimenti a suoni, eventi e personaggi che si trovano nelle musiche. Sei capace di trovarli tutti?"
Infatti si tratta di un tipico esempio di "musica a programma", cioè di composizioni a carattere descrittivo. Fanno parte dell’opera 8 "Il cimento dell’armonia e dell’invenzione". Ad ogni stagione, Vivaldi ha abbinato un sonetto, che vi trascrivo prima di trascrivere il testo ideato dalla Carminati.

Il protagonista del libro è Piccolo Vento, che non si vede mai ma si vedono gli effetti del suo passaggio. 

Il libro è fuori produzione, quindi ve lo propongo integralmente. Ma andate in Biblioteca a sfogliare l'originale, che è sempre più bello di una pagina web. Vi danno anche il CD allegato da ascoltare.

Per ascoltare l'opera di Vivaldi a cui associare le immagini e le parole di questo libro, clicca qui: Le Quattro Stagioni di Vivaldi, Filarmonica della Scala, Riccardo Muti

1. PRIMAVERA (FARFALLA)
I tre movimenti della Primavera, in tonalità di Mi maggiore, descrivono tre momenti della stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro). Il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del cane, mentre i restanti violini le foglie fruscianti.

SONETTO ORIGINALE:

"Giunt' è la Primavera e festosetti
La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l' aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl' Augelletti;
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto:
 
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato.
 
Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all' apparir brillante. "


1. Primavera, Allegro
Nell'illustrazione trovate uccelli e altri insetti che volano come una farfalla e una coccinella. 

Buongiorno PRIMAVERA!
Sono io, Piccolo Vento! 
Canto dall'alto e mi tuffo
mi intrufolo in ogni spiraglio
soffiando con voce di tuono
arruffo le piume dei passeri
che ridono e ridono e ridono
e volano in alto pieni di aria.
"Piccolo Vento!" mi dicono,
"Prova a prenderci, Piccolo Vento!"
Rimbalzo fino al ruscello.
Pettino e spettino l'erba.
Gonfio la pancia alle foglie e
seguo ogni cosa che vola.
Finché un fiore rosso, così
un fiore rosso mi passa vicino.
Il fiore si infila tra i fili dell'erba,
ma non si ferma,
solleva i petali e galleggia in aria...
Un fiore che vola? Ma prima dov'era?
E dov'è ora?
Se salirò fino alle nuvole,
troverò il fiore, guardando dall'alto.

2. Primavera, Largo
In questa illustrazione, sulla destra si vede l'immagine di un cane (non si vede nella mia foto della pagina.

Sprofondo nelle nuvole, che mi fanno un solletico soffice.
Ho così tante nuvole intorno che potrei perdermi nei sussurri rosa
e dimenticarmi perchè sono volato quassù.
Come fatta di cotone, si sente da lontano la voce di un cane (le viole!).
Mi muovo morbido da una nuvola culla e scivolo di nuovo verso il basso.

3. Primavera, Allegro
L'illustrazione rappresenta "la danza" finale. 

Ho visto il fiore!
Ma non era un fiore, è una farfalla
che vola intorno al cane
che salta sul mio Amico
che sale in cima alla collina
tenendo in mano un aquilone.
"Piccolo Vento!" chiama il mio Amico.
"Piccolo Vento, dove sei?"
Sollevo con un soffio l'aquilone
e il mio Amico ride e ride,
come un passerotto.
Adesso l'aquilone fa le onde nel cielo
e corriamo tutti: io, la farfalla, il cane
il mio Amico, l'aquilone e gli altri
sull'orlo delle colline
a perdifiato
fino all'orizzonte.


2. ESTATE (PECORA)
La tonalità è Sol minore. I toni sono accesi e violenti: esprimono la carica esplosiva della stagione. La tempesta viene descritta al pastore: si avvicina da lontano nella calura estiva (allegro non molto - allegro), quindi il pastore che si spaventa per l'improvviso temporale (adagio presto) e infine la virulenza sprigionata dalla tempesta in azione (presto).

SONETTO ORIGINALE:
 "Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l' uom, langue 'l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e 'l gardelino.
Zèfiro dolce Spira, ma contesa
Muove Bòrea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perche sospesa
Teme fiera borasca, e 'l suo destino;

Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de' Lampi, e tuoni fieri
E de mosche e moscon lo Stuol furioso.
 
Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri!
Tuona e fulmina il Ciel e grandioso:
Tronca il capo alle Spiche ed a' grani alteri. "
4. Estate, Allegro non molto
L'illustrazione si riferisce, ovviamente, alle "nuvolette di lana, cioè alle pecore...

Ah, l'Estate!
I pensieri vanno lenti
e anche io, Piccolo Vento,
non mi muovo più di tanto.
Tutto sta fermo.
All'ombra delle querce
immobili nuvole di lana
ascoltano il sole e il silenzio.
Ma al riparo tra le foglie
cucù tortora e cardellino
protestano:
"Oh che caldo!"
"E non se ne può più!"
"Piccolo Vento, sposta le nuvole!"
Per scherzo io sposto
una nuvoletta di lana,
con un bacio sul muso.
Ma gli uccelli non sono contenti.
"Le nuvole lassù, Piccolo Vento!"
"Quelle del cielo!"
E a un tratto, da un angolo,
arriva il vento del Nord.

5. Estate, Adagio
 Si avvicina la tempesta... ma una pecorella curiosa si è allontanata dal gregge...

Il Vento del Nord con la voce grossa ha ammassato le nuvole una sull'altra, in disordine. Il solito esagerato! Sarebbe bastata un'ombra leggera, invece lui ha impastato tutto. Il cielo adesso sembra fatto di piombo. L'aria è tesa. Di tanto in tanto si sente un tuono, che fa zittire il ronzio delle api. Ma dove sta andando la nuvoletta curiosa?

6. Estate, Presto

I tuoni hanno svegliato gli altri venti.
"Tempesta!" urla il Vento di Libeccio.
"Tempesta!"ringhia il Vento del Nord.
"Tempesta!" grida il Vento Maestrale
che sa di sale e di alghe.
Do un bacio alla nuvoletta curiosa
e via! raggiungo gli altri, lanciati
a scatenare tempesta sulle onde.


3. AUTUNNO (GATTO)
E' in Fa maggiore. Vivaldi descrive la figura del dio Bacco: un'iniziale panoramica della vendemmia è seguita dall'ebbrezza provocata dal vino, movimento dal titolo "I dormienti ubriachi", in un clima trasognato e sereno. L'ultimo movimento coincide con i martellanti ritmi della caccia.

SONETTO ORIGINALE:


"Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor de Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere
 
Fà ch' ogn' uno tralasci e balli e canti
L' aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch' invita tanti e tanti
D' un dolcissimo Sonno al bel godere.
 
I cacciator alla nov'alba à caccia
Con corni, Schioppi, e canni escono fuore
Fugge la belua, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De' Schioppi e canni, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore. "


7. Autunno, Allegro
Alla finestra, qui nella foto non si vede, c'è una violinista con il suo gatto.

L'AUTUNNO si veste di luce dorata. Il sole rimbalza sui vetri e le città, è un gioiello che dura qualche ora e qualche minuto. Scivolo tra foglie ubriache, fischiando un suono morbido di flauto. Mi sente la Solista e mi saluta: "Bentornato, Piccolo Vento!". Al suo fianco, Gatto mi respira, ronfa piano e alza i baffi. Come tutti i gatti nasconde i segreti.

8. Autunno, Adagio molto
Seguo Gatto per strade che conosce solo lui, schivando le pozzanghere, mentre il cielo di conchiglia madreperla diventa una guancia innamorata, e poi tutto affonda nel mostro maturo. Sembra che per un attimo la città si fermi, sospesa nel magico, come nelle fiabe.

9. Autunno, Allegro

 Gatto ha sentito un odore
si direbbe un odore di tonno
Gatto di soppiatto
zampetta verso il porto.
Ma ecco un cane che
gli appare alle calcagna!
Gatto non lo ha visto,
il cane ha denti aguzzi
il cane lo rincorre
e Gatto non lo sente.
"Gatto!" grido io,
e scendo giù in picchiata
da dietro lo strofino,
sollevo tutto il pelo
partendo dalla coda,
fin sulla schiena e su
e Gatto adesso è gonfio
con tutto il pelo ritto
è un sole ed è un soffione,
è zucchero filato
è diventato grande
come tre gatti insieme.
Il cane guarda Gatto.
Fa un passo e un altro, indietro.
E con la pancia bassa
strisciando se ne va.
Gatto mi alza i baffi
e fa le fusa forte...
E poi di nuovo via, a caccia di profumi.

4. INVERNO (ARTISTI)
L'Inverno è in Fa minore e viene descritto in tre momenti: l'azione del vento gelido (allegro), il secondo movimento, tra i più celebri delle quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) e la serena accettazione del rigido clima invernale (allegro).

SONETTO ORIGINALE:

"Agghiacciato tremar trà nevi algenti
Al Severo Spirar d' orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;
 
Passar al foco i di quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento
 
Caminar Sopra il ghiaccio, e à passo lento
Per timor di cader gersene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader à terra
Di nuove ir Sopra 'l ghiaccio e correr forte
Sin ch' il ghiaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Scirocco Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest' é 'l verno, mà tal, che gioia apporte. "


10. Inverno, Allegro non molto

INVERNO è stagione di fiori. Fiori di ghiaccio, fiori di neve, fiori di freddo che faccio fiorire sui vetri, sui rami, sui profili dei pini, con un brivido. Sui tetti soffia adesso anche la Bora insieme a me. "Piccolo Vento!" mi dice la Bora. "Giochiamo agli odori delle case?" Annusiamo i fili di fumo e ci sfidiamo a chi ne indovina di più: "E' zenzero!", "E' zuppa!", "E' miele!", "Frutta secca!", "Pane cotto!", "Caramello!".

11. Inverno, Largo
Goccia a goccia a goccia a goccia
il fiato caldo delle case
scioglie le punte di ghiaccio
appese pigre alle grondaie.
Sembra quasi di sentire una musica.
Io e la Bora ci avviciniamo
alle finestre:
ci piace guardare
cosa fa la gente di sera.
Ogni tanto bussiamo a un vetro
e poi ci nascondiamo.
Il mio Amico, però,
mi ha riconosciuto!
"Ciao, Piccolo Vento!" mi dice,
e il vetro si appanna.
Gatto invece sbadiglia, assonnato.

12. Inverno, Allegro
Spolvero il lago con fiato di cristallo. Gli altri venti mi raggiungono:
"Piccolo Vento, disegna con noi!" mi dicono la Bora e lo Scirocco
come lame di pattini passiamo sul lago. Lasciamo onde ferme, perfette. Disegniamo voli
di pesci, pizzi e ricami sotto l'occhio della luna, lago di latte ghiacciato.
Scriviamo e riscriviamo tante volte il nostro nome.
Poi finiamo tutti a soffiare sui fuochi accesi per salutare l'anno
e a modellare l'aria con forme di fumo,
profumati di resina.
Inverno, stagione d'artista.

lunedì 23 marzo 2015

Piccolo viaggio musicale reale: STAGIONI DI SABBIA alla Casa della Musica

Antonio indica lo spettacolo di oggi
Il nostro XXI Piccolo viaggio musicale sarà dedicato alle "Quattro Stagioni" di Antonio Vivaldi e proprio ieri siamo stati ad uno spettacolo meraviglioso dedicato a questo capolavoro, che è senz'altro tra i brani di musica classica più conosciuti al mondo. E, inoltre, è appena iniziata la primavera... siamo in perfetto "orario"...  

Antonio verso l'ingresso della Casa della Musica
Casa della Musica di Parma, terzo appuntamento della rassegna "Children's Corner, la musica per i bambini". 
Gli altri due li trovate cliccando qui: CONdivertimentoCERTO e CLOWN in libertà.


La "sala genitori"
La modalità dello spettacolo è quella che ormai conoscete: in sala, i bambini. I genitori al piano di sotto in sala conferenze davanti ad uno schermo. 

La presentazione dello spettacolo
Nell'attesa dell'inizio dello show, osserviamo sulla sinistra un tavolino con una luce, per ora spenta: sicuramente si tratta della postazione dell'artista. Buio in sala. Si comincia.
Entra in scena  LA LUNA (in realtà una clarinettista, Elisa Gubert, che si improvvisa attrice/presentatrice per l'occasione... ed è bravissima!): Ahi! il mio sederino! (risate dei bimbi in sala...), sono caduta da lassù... ho fatto un salto dal cielo; mi presento, io sono la luna. Illumino tutti i vostri sogni... siamo qui per sperimentare, vedere e sentire Le Quattro Stagioni.... Ci sono gli artisti, che ci aiuteranno: i musicisti... entrano in scena i quattro strumentisti:
Francesco Cerrato, violino.
Stefano Cerrato, violoncello. (Ascolta i fratelli in  Non molto Alla turca)
Giampaolo Bandini, chitarra. (Ascolta Bandini con Salvatore Accardo in Il Carnevale di Venezia)
Cesare Chiacchiaretta, fisarmonica. (Ascolta Aria di Figaro dal Barbiere di Siviglia)
che ci aiuteranno a "sentire" le stagioni e poi accogliamo con un bell'applauso la "poetessa della sabbia",  Gabriella Compagnone
che ci farà vedere le stagioni attraverso il suo modo tutto speciale di disegnare: con la sabbia.

"L’artista Gabriella Compagnone, talento naturale, modella la sabbia con le mani. Una serie di figure che s’incontrano, si fondono, rinascono e spariscono. Granello dopo granello narrano avventure e descrivono paesaggi ed orizzonti mutevoli." (dal Sito Ufficiale dell'artista)

Gabriella Compagnone al lavoro

Si comincia dall'AUTUNNO. 
Cominciate a provare ad immaginare l'autunno... chiudiamo gli occhi... immaginare è un po' come sognare... ma non addormentatevi eh?! Immaginiamo il freddino dell'autunno, mettiamo il cappottino... immaginiamo i colori dell'autunno: rosso, arancio, marrone... le foglie che cadono... e poi, e poi in autunno c'è la vendemmia, si raccoglie l'uva, la si pigia e si fa il vino. 

Autunno, la vendemmia, inizio del disegno
Ed ecco che Gabriella comincia a disegnare e noi a sognare con lei: immagini di una vendemmia, una donna con una cesta d'uva in primo piano, cui si aggiungono due calici di vino retti da due mani...

Gabriella Compagnone
Ma che bello! E poi in autunno c'è anche la caccia. I cacciatori vanno con i cani e con i loro fucili a cercare le prede, le individuano e poi PUM! sparano...

Autunno, la caccia, disegno completo
E Gabriella disegna una scena di caccia bellissima con alberi, cacciatori, cani...

I tre movimenti delle quattro stagioni di Vivaldi vengono ridotti a due, così si passa all'INVERNO:
I bambini hanno capito il "gioco" e urlano suggerimenti per immaginare la prossima stagione: freddo, vacanze di Natale, vestiti caldi... e Gabriella disegna le montagne, gli abeti innevati, le ombre che crea la neve....
... e nella seconda immagine un caminetto, guardato da un bambino in primo piano.

Inverno, esterno

Inverno, interno
Mi stupisco del fatto che viene escluso il brano forse pù famoso delle Quattro Stagioni, il Largo dell'Inverno, ma poi, a fine spettacolo, sarà il bis!




PRIMAVERA... che ieri non era per niente, visto che siamo arrivati alla Casa della Musica tutti infreddoliti con le nostre biciclette... ah, dmenticavo, Giacomo è rimasto a casa, perchè lo spettacolo era consigliato dai 6 anni in su... al suo posto due amici: Valeria e Marco.

Primavera, Temporale

In primavera tutto rinasce, è tutto un cinguettio di uccellini, ma può anche piovere... e Gabriella disegna un albero su cui giace un nido pieno di uova, l'arrivo della pioggia e poi le uova del nido che si schiudono vicino alla loro mamma.

Ma la primavera è anche festa e si va a ballare: ed ecco che Gabriella disegna i danzatori.

ESTATE. La stagione calda, senza scuola, ma anche la stagione dei temporali e del lavoro nei campi. Bellissima l'immagine del pentagramma che si riempie di note tra un'immagine e l'altra dell'estate. La pioggia è generata dalle quattro dita di Gabriella che tracciano righe oblique sulla sabbia. 


Le sue mani creano, trasformano, definiscono, muovono le immagini. E' incredibile pensare che tutto questo mondo sia creato di sabbia. La sabbia che rappresenta l'effimero per eccellenza, ma che qui resta bene impresso nella nostra memoria. Incredibile come Gabriella riesca anche ad accompagnare la musica e da essa farsi accompagnare e guidare nei suoi disegni. C'è ancora chi pensa che il talento non esista. Io invece credo che Gabriella sia espressione di un talento straordinario, e la dimostrazione che il talento artistico (nelle varie discipline) esiste eccome e come spettatrice credo di saperlo riconoscere, dopo anni di teatro, musica, mostre e musei. Ci sono artisti e artisti di talento. Gabriella fa parte del secondo gruppo. Gli artisti di talento fanno uscire dalla sala dopo un loro spettacolo, concerto, esibizione, con qualcosa di speciale da custodire nei ricordi. 

Immagine finale dell'Inverno
Il bis, come anticipato è stato il Largo da L'inverno. Bravi! 

Ai bambini è piaciuto. Marco, 6 anni, è rimasto particolarmente colpito dalla personificazione della Luna e quando al bar, durante la nostra merenda dopo-spettacolo, è comparsa la Luna in carne ed ossa con tanto di cappuccino e brioche è esploso di gioia e ha cominciato a farle mille domande, alle quali Elisa ha risposto con simpatia. 

Gabriella carica sull'auto la sua sabbia!
Antonio e Valeria hanno esplorato anche la lavagna luminosa a fine spettacolo, e io ho "rubato" la foto di Gabriella che carica in auto gli "arnesi del mestiere". 

Merenda con... Luna!
Merenda golosa al bar della Casa della Musica.
Alla prossima!

Dal prossimo Post viaggeremo alla scoperta delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi!

Uno spettacolo di Grabriella Compagnone: