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giovedì 31 maggio 2018

MILANO: PIANO CITY 2018

ANTONIO,  Dream Factory
Piano City è una delle iniziative culturali più belle di Milano, senza dubbio. Per due giorni la città è letteralmente invasa dai pianoforti, collocati in ogni dove, dai luoghi più classici (teatri e sale da concerto) ai Musei, Cortili, Gallerie d'Arte, Show Rooms, Giardini pubblici e privati, Cortili, Salotti privati. 470 pianisti provenienti da tutto il paese, di tutte le età, già affermati o sconosciuti, giovani, medio giovani, maturi alle prese con i brani più classici - Sonate di Mozart, Shubert, Beethoven, Suite di Bach, Notturni e Preludi di Chopin.... - la musica più moderna (da segnalare un'integrale non stop degli Studi di Ligeti), le proprie composizioni, il Jazz e la musica più "commerciale" (stile Allevi &co). 

Davide Cabassi sul Palco del GAM sotto la pioggia

Il mega schermo all'interno dei Giardini Montanelli... deserto per la pioggia
Nulla ha fermato la musica, nemmeno un nubigragio che ha travolto il gran finale al GAM (leggi: Villa Reale) in cui era coinvolto anche Beethoven con Davide Cabassi al Pianoforte... quasi che il temporale stesse a sottolineare la maestosità del genio. Devo dire che camminare nel parco con la musica "live" di Beethoven-Cabassi amplificata e unita al rumore della pioggia battente è stata un'esperienza che non dimenticherò.

Davide Cabassi e il suo Beethoven tra gli ombrelli
Ci sarebbero dovuti essere i tappeti, gli asciugamani, le coperte in terra per un Woodstock rivisitato in stile classico, ma purtroppo bisogna aspettare l'anno prossimo per vivere la musica classica così. Sì è vero c'è stato il concerto inaugurale, ma non era Beethoven.

Inizio concerto, il pubblico resiste e aumenta

Antonio entra a Villa Reale
La nostra giornata era cominciata da DREAM FACTORY, lo spazio che ha ospitato l'esibizione di Antonio, primo concerto "lungo" della sua vita. Tanta musica, tantissimo pubblico, anche internazionale, con un gruppo di giapponesi armati di telefonini.


Antonio (e Giacomo) durante le prove
Lo spazio, Laboratorio di Arte Contemporanea e spazio per eventi di varia natura, è in Corso Garibaldi 117 e, ironia della sorte, è gestito da un nostro conterraneo, originario di Soragna, luogo da noi di recente visitato in uno dei nostri fantastici giri turistici. http://www.dreamfactory.it/


Interessante l'arredamento e i pezzi esposti, oltre che il giardino, che fanno di questo spazio un luogo "alla moda" in linea con lo spirito milanese di oggi.


Antonio ha saputo reggere il disagio di dover suonare con la gente intorno, l'andirivieni tipico di Piano City, il brusio di fondo, la disposizione particolare del pubblico.


E' stata un'esperienza da non dimenticare, che lo ha fatto crescere e ci ha fatto incontrare amici d'infanzia, tutto il gruppo del Parco delle Basiliche del 2006/08. Una vera emozione. Piano City è anche questo!


Nel giardino, una piccola depandance arredata con gusto e fantasia, che è piaciuta molto anche a Giacomo... per la presenza di gatto Silvestro e Paperon de' Paperoni.

Gatto Silvestro

Un ospite della casetta

La "casetta" di vetro nel giardino
Il pianoforte avrebbe dovuto essere nel giardino, ma il tempo non è stato favorevole e i frequenti temporali hanno portato alla scelta di mettere il pianoforte all'interno.

Il giardino di Dream Factory
Dopo il concerto di Antonio ci siamo fiondati ad ascoltare uno dei nostri pianisti preferiti, Alberto Chines, che si è esibito per Steinway presso la Fondazione Pini, poco più avanti, in Corso Garibaldi 2. Bellissima "location" anche questa e pubblico numerosissimo, Chines super!

Alberto Chines
La mattina ci siamo concessi un giro per la città, con i nostri amici Johann e Florette, che sono venuti a sentire Antonio (grazie!), ma non senza dimenticare Piano City. Abbiamo unito musica e Arte scegliendo il Castello Sforzesco ed Emanuele Delucchi impegnato nella Schubertiade voluta da Luca Ciammarughi presso il Portico dell'Elefante.

Antonio e Johann

Gli amici

Personaggi in costume

Emanuele Delucchi

Il concerto di Delucchi

Ancora gli amici




MILANO: PIANO CITY 2018

ANTONIO,  Dream Factory
Piano City è una delle iniziative culturali più belle di Milano, senza dubbio. Per due giorni la città è letteralmente invasa dai pianoforti, collocati in ogni dove, dai luoghi più classici (teatri e sale da concerto) ai Musei, Cortili, Gallerie d'Arte, Show Rooms, Giardini pubblici e privati, Cortili, Salotti privati. 470 pianisti provenienti da tutto il paese, di tutte le età, già affermati o sconosciuti, giovani, medio giovani, maturi alle prese con i brani più classici - Sonate di Mozart, Shubert, Beethoven, Suite di Bach, Notturni e Preludi di Chopin.... - la musica più moderna (da segnalare un'integrale non stop degli Studi di Ligeti), le proprie composizioni, il Jazz e la musica più "commerciale" (stile Allevi &co). 

Davide Cabassi sul Palco del GAM sotto la pioggia

Il mega schermo all'interno dei Giardini Montanelli... deserto per la pioggia
Nulla ha fermato la musica, nemmeno un nubigragio che ha travolto il gran finale al GAM (leggi: Villa Reale) in cui era coinvolto anche Beethoven con Davide Cabassi al Pianoforte... quasi che il temporale stesse a sottolineare la maestosità del genio. Devo dire che camminare nel parco con la musica "live" di Beethoven-Cabassi amplificata e unita al rumore della pioggia battente è stata un'esperienza che non dimenticherò.

Davide Cabassi e il suo Beethoven tra gli ombrelli
Ci sarebbero dovuti essere i tappeti, gli asciugamani, le coperte in terra per un Woodstock rivisitato in stile classico, ma purtroppo bisogna aspettare l'anno prossimo per vivere la musica classica così. Sì è vero c'è stato il concerto inaugurale, ma non era Beethoven.

Inizio concerto, il pubblico resiste e aumenta

Antonio entra a Villa Reale
La nostra giornata era cominciata da DREAM FACTORY, lo spazio che ha ospitato l'esibizione di Antonio, primo concerto "lungo" della sua vita. Tanta musica, tantissimo pubblico, anche internazionale, con un gruppo di giapponesi armati di telefonini.


Antonio (e Giacomo) durante le prove
Lo spazio, Laboratorio di Arte Contemporanea e spazio per eventi di varia natura, è in Corso Garibaldi 117 e, ironia della sorte, è gestito da un nostro conterraneo, originario di Soragna, luogo da noi di recente visitato in uno dei nostri fantastici giri turistici. http://www.dreamfactory.it/


Interessante l'arredamento e i pezzi esposti, oltre che il giardino, che fanno di questo spazio un luogo "alla moda" in linea con lo spirito milanese di oggi.


Antonio ha saputo reggere il disagio di dover suonare con la gente intorno, l'andirivieni tipico di Piano City, il brusio di fondo, la disposizione particolare del pubblico.


E' stata un'esperienza da non dimenticare, che lo ha fatto crescere e ci ha fatto incontrare amici d'infanzia, tutto il gruppo del Parco delle Basiliche del 2006/08. Una vera emozione. Piano City è anche questo!


Nel giardino, una piccola depandance arredata con gusto e fantasia, che è piaciuta molto anche a Giacomo... per la presenza di gatto Silvestro e Paperon de' Paperoni.

Gatto Silvestro

Un ospite della casetta

La "casetta" di vetro nel giardino
Il pianoforte avrebbe dovuto essere nel giardino, ma il tempo non è stato favorevole e i frequenti temporali hanno portato alla scelta di mettere il pianoforte all'interno.

Il giardino di Dream Factory
Dopo il concerto di Antonio ci siamo fiondati ad ascoltare uno dei nostri pianisti preferiti, Alberto Chines, che si è esibito per Steinway presso la Fondazione Pini, poco più avanti, in Corso Garibaldi 2. Bellissima "location" anche questa e pubblico numerosissimo, Chines super!

Alberto Chines
La mattina ci siamo concessi un giro per la città, con i nostri amici Johann e Florette, che sono venuti a sentire Antonio (grazie!), ma non senza dimenticare Piano City. Abbiamo unito musica e Arte scegliendo il Castello Sforzesco ed Emanuele Delucchi impegnato nella Schubertiade voluta da Luca Ciammarughi presso il Portico dell'Elefante.

Antonio e Johann

Gli amici

Personaggi in costume

Emanuele Delucchi

Il concerto di Delucchi

Ancora gli amici




mercoledì 23 maggio 2018

BAGGIO: La Primavera della Musica

 I love Mozart 3
Primavera di Baggio è uno di quei progetti musicali in cui è possibile cogliere il potere della musica più pura. Musica che non ha bisogno di travestirsi da "evento" per richiamare un vasto ed eterogeneo pubblico. http://www.primaveradibaggio.it/#sthash.Fv8zJ7On.dpbs

Foto della VII edizione: https://www.facebook.com/primaveradibaggio/photos/pcb.1454772784627075/1454767271294293/?type=3&theater



Il programma della Primavera di Baggio
L'ingresso è gratuito e la chiesa è sempre stra colma di gente. Abitanti della zona ma anche milanesi del centro, della provincia e persone da altre città: Piacenza, Parma, Lodi, Pavia, Brescia, Bergamo.... tutti a Baggio, per tre week end intensi di proposte originali ma mai strampalate (come va di moda oggi) e sempre di altissimo livello qualitativo (altra rarità).  Purtroppo mancano i fondi, mancano le forze per andare avanti e Primavera di Baggio fa un appello al suo pubblico, ma non solo, anche a tutti coloro che amano la musica: una donazione per diventare "sostenitori" e contribuire a non far calare il sipario su questa realtà che merita di continuare ad esistere e anche crescere e chissà, uscire dalla bellissima Chiesa Vecchia e riscoprire altri luoghi segreti della Milano più autentica. Per questo inserisco qui l'IBAN cui fare anche una piccola donazione e sarete ricompensati da una musica meravigliosa anche il prossimo anno. 

IT48K0200801673000103942378

 Caro Pubblico, cari Amici della Primavera di Baggio,
in sette anni abbiamo fatto tanta strada insieme.
Abbiamo cominciato fra pochi intimi e siamo pian piano diventati un fenomeno cittadino e nazionale, con musicisti sempre più illustri, prestigiosi, e musica sempre più meravigliosa.
Abbiamo dato luce a Baggio insieme con le Associazioni e con il Parroco. Ma soprattutto con (e grazie) a Voi.
Siamo però giunti al momento di decidere quale strada imboccare e la decisione potrebbe non essere facile.
Il problema che purtroppo si finisce sempre per affrontare è quello finanziario, perché il Comune, che non finiremo mai di ringraziare, può contribuire soltanto a una parte delle spese che dobbiamo sostenere per andare avanti. È perciò essenziale che il nostro budget cominci ad autofinanziarsi.
Noi dello staff abbiamo sempre offerto la nostra opera con amore e come puro volontariato, ma chiaramente la Primavera di Baggio ha dei costi: gli strumenti, la stampa dei programmi e il rimborso spese dei musicisti che ospitiamo.
Le strade possibili sono fondamentalmente due, visto che mai e poi mai accetteremmo l'idea di un biglietto d’ingresso.
La prima è cominciare a pensare che questa esperienza, bellissima, ha fatto ormai il suo corso e sarà presto destinata a diventare un bellissimo ricordo.
La seconda è invece chiedere il vostro sostegno, con l'adesione a una campagna d'abbonamento che svilupperemo nelle prossime settimane.
Se ci lascerete la vostra email, o se vorrete prendere con voi il nostro IBAN dai questionari che avete tra le mani, vi chiederemmo di diventare amici, sostenitori, soci onorari, presidenti emeriti (e ridete pure, se volete).
Aspettiamo le vostre idee, i vostri riscontri e il vostro sostegno.
Scriveteci per email, su Facebook, se vorrete saprete come trovarci. Dateci le vostre opinioni, i vostri suggerimenti. Ma soprattutto, sosteneteci.
Perché senza di voi non potremo proseguire questa avventura stupenda.
Grazie!
La Primavera di Baggio



La Chiesa è famosa per la storia dell'Organo che abbiamo già raccontato l'anno scorso: L'organo di Baggio

La Chiesa Vecchia
Baggio è un quartiere periferico di Milano, che conserva (fatto raro nella metropoli lombarda che ormai mira ad essere internazionale e multietnica) un che di antico. Si può sentire ancora qualcuno parlare in dialetto milanese, cantare le vecchie canzoni milanesi http://www.canzon.milan.it/, mangiare i piatti milanesi senza nulla di fusion o di molecolare... una bella Cotoletta, la Cassouela, i Mondeghili, il Rustin Negà, il Risotto alla Milanese, l'Ossobuco, la Trippa, il Bollito.... E già questo è un valore aggiunto innegabile.

Tatiana Larionova e Davide Cabassi
La rassegna è stata ideata e poi realizzata per ben 7 stagioni, da una coppia di grandi pianisti e insegnanti, Davide Cabassi e Tatiana Larionova, con l'aiuto di un'intera "famiglia" musicale fatta di ragazzi giovani e meno giovani, allievi o amici o entrambi, musicisti e musicologi, musicisti dilettanti tutt'altro che allo sbaraglio e semplici appassionati. 

Antonio Alessandri
In programma, ogni anno, una "rassegna nella rassegna" che lo scorso anno era dedicata a Chopin mentre quest'anno il protagoniosta è stato Mozart. Sempre presente il Pianoforte, ma quest'anno mai solo: ORCHESTRA CARISH diretta dal Maestro Carlo Goldstein durante la sua "pausa" tra Sidney e Dresda (solo...) nella prima serata (con più di 400 spettatori letteralmente ammassati in chiesa) con Davide Cabassi e Luca Schieppati al pianoforte, I love Mozart 1, 2 e 3 con MAMU ENSAMBLE e solisti e complessi da camera di altissimo valore (talentuosi studenti di Conservatorio più o meno avanti nel loro percorso di studi) e musicisti di fama internazionale come Clarissa Bevilacqua, Marco Decimo, Enrico Fagone, Elena Faccani, Tatiana Larionova, Eugenio Della Chiara, Luca Bossi, Vlorent Xhafaj, Maria Radoeva e, infine, il Coro Città di Desio diretto da Enrico Balestrieri. 

Fiorenzo Ritorto
Tanto entusiasmo anche sulla stampa, dopo la serata "LA TROTA", sono state molte le critiche positive uscite sulle pagine musicali di alcuni importanti quotidiani: 

Clarissa Bevilacqua, Davide Cabassi, Elena Faccani, Enrico Fagone, Marco Decimo

 RECENSIONE SU "CORRIERE MUSICALE" DI LUCA CHIERICI: http://www.ilcorrieremusicale.it/2018/05/07/una-preziosa-schubertiade-alla-primavera-di-baggio/

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