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domenica 28 maggio 2017

A Milano per MANET

Giacomo, la nonna e Anto nel quadro di Manet
Il concerto di Milano è stata l'occasione per un altro viaggio culturale, la mosttra di Manet a Palazzo Reale. Biglietti alla mano (ormai è impossibile presentarsi all'ingresso senza avere già il biglietto in mano), abbiamo fatto questa esperienza insieme alla nonna, armati di AUDIOGUIDE gratuite versione adulti e bambini. Niente fotografie, ovviamente: si deve fotografare tutto con gli occhi e sperare che qualcosa resti nell'anima, anche a loro, i più piccoli, per farli crescere meglio, più ricchi dentro, meno aridi... il mio augurio, di potersi un domani servire di questi piccoli momenti di grande cultura... letteraria, musicale, visiva. Certo, forse andare a Gardaland è più divertente, ma l'una cosa non esclude l'altra, anzi, che si facciano tutte e due, cogliendo il bello nella diversità.

Antonio e Giacomo verso la mostra
http://www.manetmilano.it/

Antonio, Giacomo con la nonna e le Audioguide

Il percorso della mostra si articola in varie sezioni corrispondenti a diverse sale:
1. Manet e la sua cerchia. "Charles Baudelaire, con cui sviluppa un profondo legame, Emile Zola, che prenderà da subito posizione difendendolo strenuamente dai rifiuti del Salon; Stéphane Mallarmé, che frequenta il suo atelier discutendo animatamente di pittura e poesia e in numerosi articoli lo elogia come caposcuola e maestro dell’”atmosfera luminosa ed elegante”; la pittrice Berthe Morisot, che diventerà nel 1874 sua cognata sposando il fratello Eugène e sarà per molti anni sua intima amica, e altri celebri artisti come Degas, Monet, Renoir."
2. Parigi città moderna.  "Manet è il più parigino dei pittori e adora la sua città. Vivrà e lavorerà sempre nei pressi della Gare Saint-Lazare, nella “nuova Parigi” che si va costruendo giorno dopo giorno sotto i suoi occhi. In questa sezione figurano opere di Paul Gauguin con La Senna al Ponte Iéna. Tempo nevoso (1875), eccezionale dipinto se si pensa che l’artista dipingeva da solo quattro anni, influenzato dalla lezione realista di Courbet; di Claude Monet con Le Tuileries (1875), dipinto dall’appartamento del collezionista Victor Choquet, dove sono raffigurati al tramonto i giardini di fronte a Rue de Rivoli e la vista dall’alto abbraccia un’ampia parte di città sino alla cupola dell’Hotel des Invalides; di Paul Signac con Strada di Gennevilliers (1883)"
3. Sulle rive.  Le marine hanno un ruolo importante nella produzione di Manet, sono gli unici paesaggi che lo hanno affascinato, forse perché conosce il mare che ha solcato fin da ragazzo in un lungo viaggio in Brasile e ha frequentato spesso le spiagge francesi. Qui sono esposte cinque sue vedute marine, tra cui spiccano le due tele Chiaro di luna sul porto di Boulogne (1869), che Antonio ha decretato essere il suo preferito della mostra.
4. Natura inanimata. In questa sezione sono esposti incantevoli dipinti floreali: due di Manet.
5. L'Heure espagnole (Maurice Ravel). Nel primo decennio della sua attività creativa, l’arte spagnola, insieme ai Tiziano e ai Rubens, esercita su Manet una forte influenza. Diffusa a Parigi sin dal 1830, ispira una voga che investe la letteratura, l’arte e il costume. E questa è stata la più musicale delle sezioni, con riferimenti a Ravel, ma anche a Bizet e la sua Carmen. 
6. Il volto nascosto di Parigi. In questa sezione è di scena la Parigi dei caffè, delle strade, delle persone meno abbienti, che fa da contraltare al lusso e all’opulenza della vita borghese, protagonista delle sezioni successive. Spicca uno dei capolavori di Manet La cameriera della birreria (1878-1879)
7. L'Opera. Anche qui, sezione musicale della mostra.  In questa sezione le opere sono dedicate al tempio dello spettacolo parigino: l’Opéra. Di Edgar Degas è esposto Il foyer della danza al teatro dell’Opéra (1872), dove andavano in scena le opere e i balletti più importanti, distrutta da un incendio nel 1873. 
8. Parigi in festa. Qui sfilano quadri di artisti che frequentano le serate di gala nei teatri parigini: da Jacques Joseph (detto James) Tissot con l’elegante Il ballo (1878), straordinaria dimostrazione di virtuosismo a Jean Béraud con Una serata (1878), perfetta illustrazione di una affollata e mondanissima soirée che pare uscire dalla Ricerca del tempo perduto di Proust, da Eva Gonzalès con Un palco al Théâtre des Italiens (1874 circa), dove abbondano i riferimenti a Manet, suo maestro.
Giacomo ne... Il balcone
9-10. L'universo femminile in bianco.... e in nero.
Sono qui presentati alcuni capolavori incentrati sulla figura femminile rappresentata nei suoi momenti intimi. Di Manet è esposta la splendida tela La Lettura (1865-1873), dove l’artista ritrae la moglie Suzanne Leenhoff.
Sempre di Manet troviamo il celeberrimo Il balcone (1868-1869), che lascia perplessi pubblico e critica al Salon del 1869 anzitutto per la scelta dei colori accesi, ma soprattutto per la sconcertante assenza di un soggetto chiaramente definito. Manet decide di rappresentare qui un istante sospeso in cui ogni personaggio appare isolato nel proprio mondo interiore, offrendoci semplicemente i loro sguardi assenti.
La tela Berthe Morisot con un mazzo di violette (1872), in cui l’artista riesce a trasmetterci, con grandissimo talento, la personalità magnetica della sua amica pittrice.


Manet Muore il 30 aprile 1883, dieci giorni dopo l’amputazione della gamba sinistra. Soffriva di un’atassia locomotoria d’origine sifilitica Viene sepolto nel cimitero di Passy. Antonin Proust, Èmile Zola, Philippe Burty, Alfred Stevens, Claude Monet e Théodore Duret sorreggono il drappo che copre la bara.

lunedì 22 maggio 2017

A PIANOCITY per Fazioli

Antonio suona da Fazioli
"I VERI PROTAGONISTI SIETE VOI, E' VOSTRA LA SCINTILLA CHE PUO' FAR ACCENDERE L'IMPOSSIBILE E RENDERE VERO L'INCREDIBILE."

Questa è l'idea di Piano City, manifestazione che riempie Milano di musica e di pianoforti, da ormai 5 anni prima dell'estate. E quest'anno, grazie alla collaborazione tra Fazioli e alcuni Conservatori di Musica italiani, ci siamo anche noi, tra il pubblico e sul palco (Antonio). Emozione, tanta, ma anche soddisfazione e gioia, perchè è il primo concerto ufficiale di Antonio. Un brano impegnativo, lungo, preparato in due mesi con il Maestro Davide Cabassi, di Johann Sebastian Bach, autore che per Antonio è da sempre un "amico". Tanta gente ad ascoltarlo tra cui tutta la truppa degli amici del passeggino... di quando ci si incontrava al Parco delle Basiliche a 1, 2 e 3 anni, con i bimbi piccoli, a scambiarsi idee su pannolini e allattamento.  Dai passeggini a Fazioli Showroom, per tutti, spettatori e performer, un salto di quialità. Antonio ha suonata Aria variata alla maniera italiana BWV 989, nell'edizione curata da Rosalyn Tureck, immensa interprete di Bach, stimata da Glenn Gould.

Dario, Antonio e Ayumi
Bravissimi anche i due compagni di avventura, Dario Zanconi, diciannovenne di Lugo (Vedi Video, Prokof'ev), e Ayumi Matsumoto (Vedi Video, Ballata per Flauto e Pf, Martin), giapponese ormai adottata da Parma, giovane pianista già affermata (classe 1996), che ha portato un programma interessante e vario, di grande difficoltà e intensità emotiva, eseguito in modo superbo. 
Messiaen, Préludes n. 8; Chopin Ballata n. 4 in fa minore op. 52 (Vedi Video Zimermann); Giuseppe Martucci, La Forza del destino, fantasia, (Vedi Video purtroppo non è Ayumi) che ha portato a Milano un po' del nostro Verdi... ottima scelta! Dario ha suonato invece un programma dedicato interamente a Rachmaninov, di elevato impegno anche "fisico", Variazioni su un tema di Corelli, op. 42 (Vedi Video); Etudes Tableaux op. 39 (n.6,8 e 9). Entrambi i ragazzi sono allievi del Maestro Andrea Padova. 

Luarda, Ayumi, Antonio, Dario
Un vero onore poter suonare un Fazioli, anche se i tre ragazzi hanno la possibilità di farlo "a casa" perchè a Parma c'è un Fazioli! 

Al pomeriggio abbiamo avito la possibilità di ascoltare un altro vero talento, Leonardo Però, quattordicenne che suona con una personalità e una tecnica assolutamente incredibili e tra tutti i ragazzi incontrati ai concorsi negli anni è sempre stato quello che mi ha colpito di più! (E infatti il prossimo anno suonerà da solista nella nuova stagione della Società dei Concerti.

In giro per la città ci siamo fermati nel cortile dell'Accademia di Brera:


Gente seduta a terra per ascoltare la musica di due pianoforti... questo è Piano City, che ci è piaciuta in tutto... o quasi.

Ecco le prove del concerto di Antonio

giovedì 18 maggio 2017

PVM a Milano per SOKOLOV

Sokolov

PROGRAMMA:
W. A. Mozart, Sonata in do magg. K545
W. A. Mozart, Fantasia in do min. K.475
W. A. Mozart, Sonata in do min. K.457
L. van Beethoven, Sonata n. 27 in mi min. op. 90
L. van Beethoven, Sonata n. 32 in do min. op. 111

I BIS:
1) F. Schubert, Momento Musicale in do magg. op.94 n.1 D 780
2) F. Chopin, Notturno in si magg. op.32 n.1
3) F. Chopin, Notturno in la bem. magg. op.32 n.2
4) J. P. Rameau, L'Indiscrete
5) R. Schumann, Arabeske op.18
6) F. Chopin, Preludio in do min. op.28 n.20



Antonio verso il conservatorio
"L'unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell'irresistibile onestà dell'arte di Grigory Sokolov. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l'esecuzione con un'intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio".

"Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica. "

"A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e una estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione è solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalità e le possibilità dello strumento con cui dovrà condividere il momento del concerto. La critica musicale è sempre affascinata dalla misteriosa abilità di Sokolov di saper ‘rileggere’ la partitura proponendo interpretazioni originali e sempre nuove dei pezzi che suona." (dalla Biografia)

Antonio tra il pubblico... non giovanissimo della Società dei Concerti
Ogni concerto di Sokolov è un vero viaggio nella musica. Si tratta di un'esperienza "mistica" e di una maratona musicale. Sokolov non ha fretta, regala al pubblico sempre 6 o 7 bis allungando di più di mezzora la durata di un suo concerto già lungo.


Antonio nel chiostro del Conservatorio G. Verdi
Ieri siamo rientrati a mezzanotte, stanchi, ma comunque soddisfatti di avere un'altra volta ascoltato dal vivo uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. Tempi, i suoi, estremamente dilatati, forse troppo, che creano continue sospensioni, come se il suono, anche una singola nota, galleggiasse nell'aria. 

Peccato per il pubblico, sala piena ma pochissimi giovani: per incoraggiare la presenza dei giovani occorrerebbe una diversa politica di prezzi. Antonio ha avuto solo 5 euro di sconto mentre a Parma, al Regio, gli studenti di cinservatorio presentando il tesserino entrano a 10 euro. Forse la Società dei Concerti non ne ha bisogno, ma il futuro della musica sì! 

Tra il pubblico, i soliti finti esperti di musica, che si atteggiavano a direttori di Sokolov, rapiti o giudicanti... li trovo sempre molto divertenti. Non è mancato il telefonino, nonostante i ripetuti avvisi a inizio spettacolo e non sono mancate le uscite prima della fine dei bis... ormai che ci sei, resta! 
Ma sono note di colore, di costume. Ciò che conta è aver messo "in saccoccia" (dato che siamo in Lombardia) un altro concerto di un grande pianista della generazione dei "grandi vecchi". Ora... largo ai giovani! Nella nuova stagione 2017/18, già appesa in foyer, ho notato parecchie presenze che vanno in una giusta direzione di rinnovamento sul palco! (E si spera anche in platea, senza per questo aver nulla contro gli anziani, di cui a breve farò parte anche io!).

Duomo LEGO




giovedì 11 maggio 2017

PVM a Reggio Emilia: PROGETTO VARIAZIONI, Evgeni Koroliov

Evgeni koriolov
Evgeni Koriolov è nato a Mosca nell'ottobre del 1949. Ha studiato al conservatorio di Mosca ed è considerato un grande interprete di Bach. Da amanti di Bach non potevamo perderci le Variazioni Goldberg a pochi Km da casa nostra, a Reggio Emilia. Un viaggio in treno verso Bach... 


Palcoscenico dalla platea

Il soffitto del teatro
Dopo l'integrale degli studi di Chopin un altro viaggio di quelli senza respiro, per ascoltare uno degli altri punti di arrivo per un pianista: le Variazioni Goldberg di J. S. Bach. Ad interpretarle un pianista di quelli che meritano d'essere ascoltati: Evgeni Koriolov. Discreto, intellettuale, raffinato. Nulla di più nei suoi gesti, non serve, parla la musica. Nessun ricercato "effetto" strappa applauso, nel rispetto totale, assoluto e sentito della pagina scritta. Perfettamente "in stile", con uno staccato brillante e cristallino. Si sente la rielaborazione personale della lettura di Glenn Gould dalla quale ormai non si può prescindere. A parte qualche rantolo e colpo di tosse volgari da parte del pubblico durante l'esecuzione, anche l'attenzione e la concentrazione degli spettatori è stata notevole. Un'ora e mezza ininterrotta di Bach non è impresa semplice nemmeno per chi ascolta.

Siamo stati felici di essere ospiti nel Palco di Lorella Del Rio e in compagnia di Andrea Cassano, grande intenditore (nonché interprete lui stesso) delle Goldberg.

Il Teatro Municipale Romolo Valli
Abbiamo anche fatto un breve tour nel centro di Reggio Emilia e torneremo senz'altro a visitare con più attenzione questa bellissima città.


Basilica di San Prospero

Piazza S. Prospero

Il Duomo

Antonio in Piazza Prampolini
Piazza Prampolini è detta anche Piazza Grande, è di forma rettangolare e su di essa si affaccia il Duomo, di origine romanica con facciata a Capanna.







Ascolta e guarda il Video delle Goldberg intergrale: https://youtu.be/ICJVhYz-bpA

domenica 7 maggio 2017

PVM a Baggio: We love Chopin di Alessandro Deljavan

Alessandro Deljavan
L'integrale degli studi di Chopin sono uno dei traguardi per un pianista. E Alessandro Deljavan li ha eseguiti tutti e 27 (op. 10, op. 25 e i tre opera postuma) nella Chiesa Vecchia di Baggio (MI) per "I love Chopin" rassegna nella rassegna "Primavera di Baggio" http://www.primaveradibaggio.it/stagione/, la piccola (ma grande per gli artisti che ospita) stagione della periferia milanese voluta e organizzata dalla coppia di pianisti Davide Cabassi e Tatiana Larinova. Già il luogo ha un qualcosa di speciale, per me che sono milanese, perchè qui si ritrova un po' di quella Milano che ricordo io e che ora non esiste più. Si sente forte l'accento milanese tra il pubblico, dal fornaio, al bar. 

La Chiesa Vecchia di Baggio
La chiesa piano piano si riempie e tra il pubblico si mescolano una serie di volti noti a chi frequenta ambienti musicali (veri): oltre a Davide Cabassi e Tatiana Larinova, arrivano Luca Buratto e Emanuele Delucchi, che di recente si sono esibiti a Parma, Alberto Chines e Andrea Cassano (volto noto a Parma) e altri più giovani promettenti pianisti tra cui Federico Pulina, il nostro Antonio e Sebastiano. Ma non solo pianisti! Ci sono anche Stefano Alessandri (III corno alla Scala) e il Maestro Carlo Goldstein, ormai affermato Direttore d'Orchestra che arriva a Baggio direttamente da Seoul! 



Tutti per lui, uno dei pianisti veri del nostro tempo, Alessndro Deljavan (nato il 1° febbraio - come me!!! ho qualcosa in comune con lui! wow!!), trentanni, un passato costellato di vittorie ma anche di critiche non favorevoli perchè quando si ha qualcosa in più, si sa, non tutti apprezzano... è capitato a tutti i grandi e il fatto che sia capitato anche a lui è solo una conferma della sua superiorità. 


Quando suona, sembra immerso in un universo tutto suo e con la musica crea un mondo di raffinatissime sfumature sonore e la tecnica perfetta è solo un mezzo per esprimere emozioni, non è il fine da mostrare al pubblico. 

"Concerto memorabile, nella mia personale top three della vita.
Artista superiore. Punto"
(Davide Cabassi

Queste parole dicono tutto. Non posso io fare una analisi tecnica e interpretativa degli Studi eseguiti da Alessandro Deljavan (non ne sono capace), ma questo è uno di quei casi in cui l'emozione è certamente arrivata a tutti. E dopo il concerto, con la semplicità di un ragazzo di trentanni, è tornato nella nostra banale realtà con la naturalezza di chi sa che una delle doti fondamentali di un grande artista è l'umiltà. 

"Un viaggio chopiniano indimenticabile, beato chi c'era!" (Emanuele Delucchi)

"Sontuosa esecuzione. Molto personale e passionale. Un musicista che impreziosisce il carnet di espressioni talentuoso della manifestazione organizzata a Baggio. La cultura e la musica possono fare molto per migliorare il gusto e i comportamenti delle persone... andate avanti cosi'' . (Raffaele Milanese)

"un grande grazie per la musica che hai dato a questo luogo Sacro" (Pietro Ballicu)

Grazie, felici di esserci stati!

L'ORGANO DI BAGGIO che oggi c'è



LA STORIA DELL'ORGANO DI BAGGIO. 
E' famoso il detto milanese "MA VA' a BAGG a SONA' L'ORGHEN!" =ma vai a Baggio a suonare l'organo... che nella chiesa vecchia vecchia (quella di adesso è restaurata) era solo dipinto perchè non c'erano i soldi per comprarne uno vero!... e quindi il detto significa vai a quel paese più o meno...


= L'origine della leggenda che racconta del famoso "detto" nasce nell'antica chiesa di Sant'Apollinare e Sant'Antonino che fu per secoli una cappella privata della famiglia longobarda "da Baggio". Alcuni documenti riferiscono che nel 1601 l'edificio fu ampliato in occasione dell'elezione a papa di Anselmo da Baggio (Alessandro II). Come tutte le storie, anche quella dell'organo di Baggio si è arricchita nel tempo favorita da interpretazioni e motivazioni diverse. Difficile indicarne l'originale, le cinque ceramiche che seguono raccontano le 5 più popolari versioni. 

1. EL PITTOR, LA FAMM e L'ORGHEN (= il pittore, la fame e l'organo")


= la nostra chiesetta è povera, tutti noi, che non possiamo mica permetterci nemmeno uno straccio d'organino, almeno adesso lo avremo pitturato sul muro.

2. GHE VOREVA ANCA LA GUERRA (=ci voleva anche la guerra)


= in un paio di giorni la nostra chiesetta si è trasformata in un deposito militare. I francesi avevano fatto man bassa di tutto e anche, ed è stata la più grossa, delle canne dell'organo. 

3. EL TINO, EL TOR, E L'ORGHEN (=Il Tino, il Toro e l'organo)

"Appoggia la testa all'organo dipinto sul muro, chiude gli occhi. Tira un sospirone come quando era davanti al toro e poi, poi si mette a piangere, non finisce più, e proprio in quel momento l'organo si mette a suonare."

4. GAETAN EL DAZZI E L'ORGHEN (Gaetano, il dazio e l'organo)

"Gaetano, era proprio necessario andare a suonare l'organo fino là a Baggio, che sembra fuori dal mondo?" A continuare a fare avanti e indietro dal dazio, il Gaetano è conosciuto da tutti i dazieri: "Eccolo lì quello che va a Baggio a suonare l'organo!"

5. EL REAL CONSERVATORI DE MILAN (=il reale conservatorio di Milano)


"Prima della lezione, finiamo subito i compiti della settimana sull'organo di Baggio. Tu, Nearco, in piedi! Non ci sei mai... E allora vai a Baggio a suonare l'organo!"

(Traduzione dal Milanese di Marco Torricelli)

mercoledì 3 maggio 2017

Aspettando Chopin a Baggio (2): Crossover, The Muppet Show

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Dr. Teeth plays... Chopin!


Let's Rock! La Polonaise di Chopin diventa un brano Heavy Metal in questo esilarante sketch di qualche anno fa... per dirla come va di moda oggi: ENJOY!





martedì 2 maggio 2017

Aspettando Chopin a Baggio (1): MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN

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PVM sarà onorato di poter partecipare ai concerto-aperitivo "I Love Chopin" in programma a Baggio, periferia di Milano (MM più vicina Bisceglie), Chiesa Vecchia di Via Ceriani 3 (ore 18.30), all'interno della Rassegna La Primavera di Baggio 2017 (Vedi: http://www.primaveradibaggio.it/stagione/). Nell'attesa, il concerto cui assisteremo è sabato prossimo, al pianoforte Alessandro Deljavan (il 13 maggio ci sarà Tatiana Larinova), ho pensato di regalarvi alcune pillole su Chopin! Cartoon meravigliosi che con grande fantasia ci fanno vedere come pochi anni fa la musica classica era parte integrante della cultura anche di massa... ma guardando i numeri che fanno i concerti ultimamente (più di 300 persone all'inaugurazione della Primavera di Baggio!) c'è da sprare che finisca l'era trash di Allevi&Co. e torni tra tutti la buona musica! Quella vera. Occorre un po' di impegno da parte di tutti: artisti, insegnanti, studenti e spettatori.

Buon divertimento con MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN del 1947.