VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
Il gatto rincorre le foglie secche sul marciapiede. Le contende (vive le crede) alla scopa che le raccoglie. Quelle che da rami alti scendono rosse e gialle sono certo farfalle che sfidano i suoi salti. La lenta morte dell’anno non è per lui che un bel gioco, e per gli uomini che ne fanno al tramonto un lieto fuoco. GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.
GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
Forse è la cosa che amo di più oltre a trovare i libri "musicali": cercare e trovare film d'animazione che utilizzano la musica classica per accrescere il messaggio visivo, già di per sè artistico. Questo breve film animato che vi propongo è di un artista ungherese, Sandor Reisenbüchler, e risponde all'ambizioso tentativo di comporre una trilogia per fornire con l'animazione una complessa immagine del posto che occupa l'uomo nell'universo. Questa, intitolata "Il rapimento del sole e della luna"(1968), è la prima parte, tratta dall'omonimo poema ungherese di Ferenc Juhasz (poeta ungherese del 1928 (breve biografia), ed è la figurazione del dramma della guerra con elementi tratti dall'arte popolare combinati con le musiche di Vivaldi (da Le 4 Stagioni,Primavera), Bach, Penderecki e Orff (Carmina Burana).
Reisenbüchler è un animatore ungherese di Budapest scomparso nel 2004. Grafico autodidatta influenzato dalla Pop Art, temi fantastici ed ecologia.
Nel filmato si vede una natura tranquilla sulle note di Vivaldi che viene minacciata e poi sconfitta da un terribile drago a più teste sulle note di Pendereki.
Forse è la cosa che amo di più oltre a trovare i libri "musicali": cercare e trovare film d'animazione che utilizzano la musica classica per accrescere il messaggio visivo, già di per sè artistico. Questo breve film animato che vi propongo è di un artista ungherese, Sandor Reisenbüchler, e risponde all'ambizioso tentativo di comporre una trilogia per fornire con l'animazione una complessa immagine del posto che occupa l'uomo nell'universo. Questa, intitolata "Il rapimento del sole e della luna"(1968), è la prima parte, tratta dall'omonimo poema ungherese di Ferenc Juhasz (poeta ungherese del 1928 (breve biografia), ed è la figurazione del dramma della guerra con elementi tratti dall'arte popolare combinati con le musiche di Vivaldi (da Le 4 Stagioni,Primavera), Bach, Penderecki e Orff (Carmina Burana).
Reisenbüchler è un animatore ungherese di Budapest scomparso nel 2004. Grafico autodidatta influenzato dalla Pop Art, temi fantastici ed ecologia.
Nel filmato si vede una natura tranquilla sulle note di Vivaldi che viene minacciata e poi sconfitta da un terribile drago a più teste sulle note di Pendereki.
Vincitore del Premio Strega nel 2008, Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Einaudi) è un racconto/romanzo/epistolario/diario omaggio ad Antonio Vivaldi e alla sua attività all'interno dell'Ospedale della Pietà (1704/40), istituto religioso in cui venivano cresciuti orfani abbandonati. Le femmine erano impiegate come musiviste e coriste: alle piccole orfane ("Figlie di Choro") veniva data un'educazione, un mestiere (musiciste o cantanti) e una possibilità di inserimeto sociale grazie al matrimonio e alle lezioni private di musica che potevano impartire.
Il romanzo è molto "forte" e per questo sconsiglio la lettera a ragazzi di età inferiore ai 16 anni. È forte sia nel linguaggio molto crudo sia nei contenuti. Ho impiegato un po' di pagine ad appassionarmi e a capire se effettivamente mi piacesse o fosse superiore la sensazione di fastidio che inizialmnte provavo nel leggerlo. Alla fine è per così dire entrato in me e a quel punto l'ho letto tutto d'un fiato.
Cecilia ha sedici anni, vive da sempre nell'Ospedale, non conosce il mondo "fuori". Non sa nulla di sua madre, del perchè la abbia abbandonata, se è ancora viva... ogni notte va in un luogo segreto e scrive lettere a sua mamma. Lettere che mai le verranno consegnate e che sono una sorta di diario personale, ma di un diario sono più struggenti proprio perchè rivolte ad una madre che di fatto non esiste:
"Signora Madre, oggi non vi ho scritto, ve ne siete accorta? Io non vi penso, e voi non esistete. La mia vita è un modo per non farvi esistere. Certe volte mi viene da pensare: oggi non sto pensando alla mamma. Mi vendico così".
Cecilia vive le piccole cose ingigantite dal vuoto che la circonda e dal vuoto che sente dentro di lei ("Com'è smisurato, questo mio niente. Io mi sento dapperttutto, sento che in questo dappertutto non ci sono, e questo pensiero mi dà alla testa"). A 4 anni assiste, involontariamente, al parto clandestino in una latrina di una compagna dell'ospedale o di una suora... un'esperienza che la segnerà per il resto dei suoi giorni e che la perseguiterà nei suoi sogni, insieme all'enorme punto interrogativo sulle sue origini.
"Il giorno del mio parto vero, in questo mondo, è avvenuto verso l'interno, quando sono stata introdotta nell'Ospitale. Voi non mi avete partorita facendomi uscire dal vostro corpo, ma infilandomi dentro questo edificio".
Cecilia combatte ogni giorno con la sensazione di non essere padrona di se stessa:
"Guardate questi fogli pieni di musica e parole: assomigliano alle mie giornate. Il tempo non è mio, il mio tempo non mi appartiene. Da quando sono nata debbo fare quello che mi dicono qui dentro, e così le cose che mi stanno a cuore devo riuscire a metterle negli spazi che restano..."
"Signora Madre, se vi scrivo anche dentro il pentagramma è perchè non trovo altri fogli per voi, ma forse anche perchè queste parole sono la melodia del mio pensiero che vi canta."
"Ma sono lettere queste? A me sembrano un abbraccio che si sporge alla finestra su un cortile vuoto, sono calci e pugni dati alla cieca, per aria, in solitudine".
Cecilia, con le altre ragazze dell'Ospedale, suona dietro alle grate, con il volto coperto e un abito rosso che fascia i loro corpi senza lasciare pelle nuda alla vista dei fedeli.
"Per chi ci guarda da laggiù, seduto sui banchi della chiesa, noi siamo un contorno, una sagoma. Noi siamo un'ombra, un'immaginazione, un sogno".
"Noi siamo una parvenza che secerne musica. Siamo fantasmi che soffiano una sostanza impalpabile. Noi risultiamo belle perchè siamo misteriose e spargiamo bellezza nell'aria, la menzogna della musica maschera la nostra afflizione".
"Guardo questo violino che suono ogni giorno, il legno di cui è fatto, i budelli attorcigliati delle sue corde, gli intestini secchi. Immagino alberi segretamente musicali, linfe sonore, e viscere di animali, dove scorre un'armonia inaudita, nel buio del loro sangue più profondo".
Tutte le bambine vengono messe da subito nelle condizioni di imparare a suonare uno strumento o cantare. Quelle meno portate vengono dirottate in cucina...
"Io sono stata allevata con la musica, fin dal primo giorno mi hanno esposta a cori e archetti e corde e fiati e casse armoniche..."
Un giorno arriva in Ospitale un nuovo Maestro: Antonio Vivaldi... e la vita di Cecilia cambia.
"È arrivato un nuovo maestro compositore e insegnante di violino. È giovane, ha il naso grande e i capelli rossi"
"Signora Madre, da qualche settimana mi succede qualcosa di strano. Ve ne siete accorta? Mentre vi scrivo, quasi senza accorgermene le lettere si trasformano in note. Una frase diventa una melodia, una parola viene accompagnata dal suo contrappunto..."
"Don Antonio ha scritto un concerto dove si sente schiumare la nostra indole di donne, presentata in tre frasi, prima la gaiezza, poi il languore, poi di nuovo l'euforia"
C'è poi una lunga parte dedicata alle 4 Stagioni e alle sensazioni che desta la musica:
"Le due piccole frasi musicali all'inizio del concerto primaverile si chiudono in una nota più lunga, una rondine che stride. Il suo verso incid l'aria, incide il cielo per versare fiotti d'aria nuova da quel taglio."
"...il cuculo e le tortore insistono, i passeri fanno baruffa, il vento si allunga, diventa sempre più pesante, un giovane contadino si mette a piangere, la stanchezza si accascia dopo il lavoro, le mosche, i calabroni, rotolano i tuoni laggiù in fondo, si avventano sulla campagna, diventimo la tempesta! Siamo la tempesta, la burrasca esplode, devastiamo, spacchiamo il bel tempo!"
"Sono stata attraversata dal tempo e dallo spazio, e da tutto quello che essi portano dentro. Alla fine ero stravolta, in un'ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo, musicalmente tepore, musicalmente piedi intirizziti, musicalmente pioggia leggera, musicalmente suolo ghiacciato che fa male cadendoci sopra, musicalmente prato tenero, sono musicalmente stata dentro il sonno di un guardiano di capre, dentro un cane che abbaia, dentro gli occhi di una mosca, sono musicalmente stata nuvola nera, passo ubriaco, bestia terrorizzata e pallottola che la uccide."
Cecilia riflette sulla musica e sul suo significato:
"La musica è la cosa che più assomiglia a un'idea pura"
"La musica è l'idea fatta cosa fuori di noi".
"Nel mio violino c'è la voce delle foreste uccise e delle bestie macellate. Noi suoniamo il funerle della natura, imbracciamo il suo cadavere".
Cecilia riflette sulle sue possibili origini..: "Signora Madre, ho saputo una cosa terribile. Ieri parlavo con Maddalena dell'oratorio che stiamo preparando, commentavo la storia di Giuditta e Oloferne. Esistono donne in questa città che fanno come Giuditta, molto peggio di lei, che ha sacrificato sé stessa per il bene del suo popolo, entrando nella tenda del capitano nemico. Ci sono donne che vendono sé stesse, per soldi, e da questa vendita nascono figli che non erano stati voluti, e questi figli vengono soffocati nel ventre, uccisi col veleno, estirpati con i ferri quando sono ancora minuscoli vermi, oppure fatti fuori appena nati, oppure.... oppure abbandonati nell'Ospitale. Sono anch'io una di queste? Signora Madre, sono la figlia di una moneta?"
Don Antonio chiederà a Cecilia un favore personale, che non vi rivelo e alla fine Cecilia sceglierà...
Che cosa lo scoprirete immergendovi in questo affascinante mondo settecentesco veneziano che risuona di musica di Vivaldi e odora di laguna, di chiuso, di incensi, di inchiostro....
Buona lettura.
Al termine del libro, l'autore fornisce alcune interessanti indicazioni bibliografiche (che seguirò!) e un elenco di ascolti di musica di Vivaldi eseguita con particolare rispetto e serietà per l'autore, tra i quali:
- Concerti e Trii per liuto e archi, Pargon/Amadeus 2002: RV 540, Largo - Concertos pour violoncelle, vol. I, Roel Dieltiens, Harmonia Mundi: ascolta un altra esecuzione Il Giardino armonico - Dixit Dominus - Flute Concertos - Sinfonie avanti l'opera - Vespri per l'Assunzione della Maria Vergine
Oltre allo Stabat Mater, naturalmente, da cui il titolo.
Vincitore del Premio Strega nel 2008, Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Einaudi) è un racconto/romanzo/epistolario/diario omaggio ad Antonio Vivaldi e alla sua attività all'interno dell'Ospedale della Pietà (1704/40), istituto religioso in cui venivano cresciuti orfani abbandonati. Le femmine erano impiegate come musiviste e coriste: alle piccole orfane ("Figlie di Choro") veniva data un'educazione, un mestiere (musiciste o cantanti) e una possibilità di inserimeto sociale grazie al matrimonio e alle lezioni private di musica che potevano impartire.
Il romanzo è molto "forte" e per questo sconsiglio la lettera a ragazzi di età inferiore ai 16 anni. È forte sia nel linguaggio molto crudo sia nei contenuti. Ho impiegato un po' di pagine ad appassionarmi e a capire se effettivamente mi piacesse o fosse superiore la sensazione di fastidio che inizialmnte provavo nel leggerlo. Alla fine è per così dire entrato in me e a quel punto l'ho letto tutto d'un fiato.
Cecilia ha sedici anni, vive da sempre nell'Ospedale, non conosce il mondo "fuori". Non sa nulla di sua madre, del perchè la abbia abbandonata, se è ancora viva... ogni notte va in un luogo segreto e scrive lettere a sua mamma. Lettere che mai le verranno consegnate e che sono una sorta di diario personale, ma di un diario sono più struggenti proprio perchè rivolte ad una madre che di fatto non esiste:
"Signora Madre, oggi non vi ho scritto, ve ne siete accorta? Io non vi penso, e voi non esistete. La mia vita è un modo per non farvi esistere. Certe volte mi viene da pensare: oggi non sto pensando alla mamma. Mi vendico così".
Cecilia vive le piccole cose ingigantite dal vuoto che la circonda e dal vuoto che sente dentro di lei ("Com'è smisurato, questo mio niente. Io mi sento dapperttutto, sento che in questo dappertutto non ci sono, e questo pensiero mi dà alla testa"). A 4 anni assiste, involontariamente, al parto clandestino in una latrina di una compagna dell'ospedale o di una suora... un'esperienza che la segnerà per il resto dei suoi giorni e che la perseguiterà nei suoi sogni, insieme all'enorme punto interrogativo sulle sue origini.
"Il giorno del mio parto vero, in questo mondo, è avvenuto verso l'interno, quando sono stata introdotta nell'Ospitale. Voi non mi avete partorita facendomi uscire dal vostro corpo, ma infilandomi dentro questo edificio".
Cecilia combatte ogni giorno con la sensazione di non essere padrona di se stessa:
"Guardate questi fogli pieni di musica e parole: assomigliano alle mie giornate. Il tempo non è mio, il mio tempo non mi appartiene. Da quando sono nata debbo fare quello che mi dicono qui dentro, e così le cose che mi stanno a cuore devo riuscire a metterle negli spazi che restano..."
"Signora Madre, se vi scrivo anche dentro il pentagramma è perchè non trovo altri fogli per voi, ma forse anche perchè queste parole sono la melodia del mio pensiero che vi canta."
"Ma sono lettere queste? A me sembrano un abbraccio che si sporge alla finestra su un cortile vuoto, sono calci e pugni dati alla cieca, per aria, in solitudine".
Cecilia, con le altre ragazze dell'Ospedale, suona dietro alle grate, con il volto coperto e un abito rosso che fascia i loro corpi senza lasciare pelle nuda alla vista dei fedeli.
"Per chi ci guarda da laggiù, seduto sui banchi della chiesa, noi siamo un contorno, una sagoma. Noi siamo un'ombra, un'immaginazione, un sogno".
"Noi siamo una parvenza che secerne musica. Siamo fantasmi che soffiano una sostanza impalpabile. Noi risultiamo belle perchè siamo misteriose e spargiamo bellezza nell'aria, la menzogna della musica maschera la nostra afflizione".
"Guardo questo violino che suono ogni giorno, il legno di cui è fatto, i budelli attorcigliati delle sue corde, gli intestini secchi. Immagino alberi segretamente musicali, linfe sonore, e viscere di animali, dove scorre un'armonia inaudita, nel buio del loro sangue più profondo".
Tutte le bambine vengono messe da subito nelle condizioni di imparare a suonare uno strumento o cantare. Quelle meno portate vengono dirottate in cucina...
"Io sono stata allevata con la musica, fin dal primo giorno mi hanno esposta a cori e archetti e corde e fiati e casse armoniche..."
Un giorno arriva in Ospitale un nuovo Maestro: Antonio Vivaldi... e la vita di Cecilia cambia.
"È arrivato un nuovo maestro compositore e insegnante di violino. È giovane, ha il naso grande e i capelli rossi"
"Signora Madre, da qualche settimana mi succede qualcosa di strano. Ve ne siete accorta? Mentre vi scrivo, quasi senza accorgermene le lettere si trasformano in note. Una frase diventa una melodia, una parola viene accompagnata dal suo contrappunto..."
"Don Antonio ha scritto un concerto dove si sente schiumare la nostra indole di donne, presentata in tre frasi, prima la gaiezza, poi il languore, poi di nuovo l'euforia"
C'è poi una lunga parte dedicata alle 4 Stagioni e alle sensazioni che desta la musica:
"Le due piccole frasi musicali all'inizio del concerto primaverile si chiudono in una nota più lunga, una rondine che stride. Il suo verso incid l'aria, incide il cielo per versare fiotti d'aria nuova da quel taglio."
"...il cuculo e le tortore insistono, i passeri fanno baruffa, il vento si allunga, diventa sempre più pesante, un giovane contadino si mette a piangere, la stanchezza si accascia dopo il lavoro, le mosche, i calabroni, rotolano i tuoni laggiù in fondo, si avventano sulla campagna, diventimo la tempesta! Siamo la tempesta, la burrasca esplode, devastiamo, spacchiamo il bel tempo!"
"Sono stata attraversata dal tempo e dallo spazio, e da tutto quello che essi portano dentro. Alla fine ero stravolta, in un'ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo, musicalmente tepore, musicalmente piedi intirizziti, musicalmente pioggia leggera, musicalmente suolo ghiacciato che fa male cadendoci sopra, musicalmente prato tenero, sono musicalmente stata dentro il sonno di un guardiano di capre, dentro un cane che abbaia, dentro gli occhi di una mosca, sono musicalmente stata nuvola nera, passo ubriaco, bestia terrorizzata e pallottola che la uccide."
Cecilia riflette sulla musica e sul suo significato:
"La musica è la cosa che più assomiglia a un'idea pura"
"La musica è l'idea fatta cosa fuori di noi".
"Nel mio violino c'è la voce delle foreste uccise e delle bestie macellate. Noi suoniamo il funerle della natura, imbracciamo il suo cadavere".
Cecilia riflette sulle sue possibili origini..:
"Signora Madre, ho saputo una cosa terribile. Ieri parlavo con Maddalena dell'oratorio che stiamo preparando, commentavo la storia di Giuditta e Oloferne. Esistono donne in questa città che fanno come Giuditta, molto peggio di lei, che ha sacrificato sé stessa per il bene del suo popolo, entrando nella tenda del capitano nemico. Ci sono donne che vendono sé stesse, per soldi, e da questa vendita nascono figli che non erano stati voluti, e questi figli vengono soffocati nel ventre, uccisi col veleno, estirpati con i ferri quando sono ancora minuscoli vermi, oppure fatti fuori appena nati, oppure.... oppure abbandonati nell'Ospitale. Sono anch'io una di queste? Signora Madre, sono la figlia di una moneta?"
Don Antonio chiederà a Cecilia un favore personale, che non vi rivelo e alla fine Cecilia sceglierà...
Che cosa lo scoprirete immergendovi in questo affascinante mondo settecentesco veneziano che risuona di musica di Vivaldi e odora di laguna, di chiuso, di incensi, di inchiostro....
Buona lettura.
Al termine del libro, l'autore fornisce alcune interessanti indicazioni bibliografiche (che seguirò!) e un elenco di ascolti di musica di Vivaldi eseguita con particolare rispetto e serietà per l'autore, tra i quali:
- Concerti e Trii per liuto e archi, Pargon/Amadeus 2002: RV 540, Largo
- Concertos pour violoncelle, vol. I, Roel Dieltiens, Harmonia Mundi: ascolta un altra esecuzione Il Giardino armonico
- Dixit Dominus
- Flute Concertos
- Sinfonie avanti l'opera
- Vespri per l'Assunzione della Maria Vergine
Oltre allo Stabat Mater, naturalmente, da cui il titolo.
Ormai siamo degli affezionati "amici" della Biblioteca di Alice di Parma (interna al Parco Ducale), fornitissima di libri per bambini di ogni argomento, compresi quelli che a noi interessano, ad argomento "musicale". Abbiamo così trovato il libro adatto a questo momento, in cui concludiamo il piccolo viaggio musicale alla scoperta delle Quattro Stagioni di Vivaldi, pronti per ripartire verso nuovi orizzonti... che vedremo dopo alcune letture "musicali" di pausa.
Antonio all'ingresso della Biblioteca di Alice, Parma
Questo libro è la biografia per bambini della CurciYoung dedicato ad Antonio Vivaldi con CD allegato (puntualmente fornito dalla biblioteca), euro 14,50 se lo volete acquistare in libreria. Di questa stessa serie, abbiamo già letto insieme quello su Johann Sebastian Bach , quello su Ludwig van Beethoven e quello su Wolfgang Amadeus Mozart.
Antonio Vivaldi in un ritratto famoso
Le illustrazioni sono di Charlotte Voake, mentre il testo è di Olivier Beaumont.
Ogni capitolo propone una fase della vita giovanile di Vivaldi con ascolti suggeriti (che trovate nel CD) dei quali vi fornisco il link e alcune "attività" da svolgere con i vostri bambini a tema musicale.
Due maschere in gondola a Venezia
Si comincia con "Un carnevale sull'acqua", perchè Antonio Vivaldi nacque a Venezia il 4 marzo 1678, lo stesso giorno di un grande terremoto!
2. La Primavera, che ascoltiamo in questo divertente cartoon per bimbi piccolissimi:
"Divertirsi all'aria aperta": Vivaldi nacque nei pressi della chiesa di San Martino, in un quartiere povero della città. Il giovane Antonio si divertiva ad osservare la fabbrica di enormi cannoni che si trovava vicino a casa sua!
"Rosso di padre in figlio": Il papà di Vivaldi fu barbiere e panettiere, ma la sua grande passione era la musica; era violinista nell'orchestra di San Marco quando Antonio aveva 7 anni. Entrambi hanno i capelli rossi e infatti Vivaldi verrà soprannominato "Il Prete rosso" quando sarà grande.
"Iniziare a fare musica": Da quel momento Antonio ha idea di imparare a fare musica. Suo padre gli insegna a suonare il violino e lui si appassiona. Si reca in chiesa ad ascoltare i cori. A 13 anni inizia a comporre musica per la chiesa.
"Fratelli battaglieri": i fratelli minori di Vivaldi sono un po' dei piccoli delinquenti che portano risse e scompuglio per le vie della città di Venezia... uno di loro sarà addirittura condannato a 5 anni di esilio per aver fatto una lotta, armato di coltello, con il figlio di un panettiere!
Litigioso fratello di Vivaldi
"Religioso a 15 anni e mezzo": la famiglia di Vivaldi non è ricca e diventare Prete per lui significa acquistare anche una certa solidità economica che altrimenti non avrebbe potuto conquistarsi. Così a 15 anni e mezzo riceve la tonsura (= taglio di capelli per essee Prete)... e nella nuova vita ha ancora più tempo per dedicarsi alla musica.
"Virtuoso e professore": Vivaldi è diventato famoso come musicista a Venezia e a 25 anni è professore di musica all'Ospedale della Pietà, che è una scuola per ragazze.
E l'Orlando Furioso, del quale vi avevo fatto ascoltare un'Aria famosa e qui la ripropongo: Sol da te... la cui trama è tratta dall'opera di Lodovico Ariosto.
Non una biografia approfondita, dunque, ma una panoramica sulla vita di Vivaldi che si concentra soprattutto sugli ascolti. Ai bambini certamente piace di più... e forse anche a voi. Notizie più approfondite sulla biografia di Vivaldi le trovate qui: Biografia approfondita Antonio Vivaldi
Ormai siamo degli affezionati "amici" della Biblioteca di Alice di Parma (interna al Parco Ducale), fornitissima di libri per bambini di ogni argomento, compresi quelli che a noi interessano, ad argomento "musicale". Abbiamo così trovato il libro adatto a questo momento, in cui concludiamo il piccolo viaggio musicale alla scoperta delle Quattro Stagioni di Vivaldi, pronti per ripartire verso nuovi orizzonti... che vedremo dopo alcune letture "musicali" di pausa.
Antonio all'ingresso della Biblioteca di Alice, Parma
Questo libro è la biografia per bambini della CurciYoung dedicato ad Antonio Vivaldi con CD allegato (puntualmente fornito dalla biblioteca), euro 14,50 se lo volete acquistare in libreria.
Di questa stessa serie, abbiamo già letto insieme quello su Johann Sebastian Bach , quello su Ludwig van Beethoven e quello su Wolfgang Amadeus Mozart.
Antonio Vivaldi in un ritratto famoso
Le illustrazioni sono di Charlotte Voake, mentre il testo è di Olivier Beaumont.
Ogni capitolo propone una fase della vita giovanile di Vivaldi con ascolti suggeriti (che trovate nel CD) dei quali vi fornisco il link e alcune "attività" da svolgere con i vostri bambini a tema musicale.
Due maschere in gondola a Venezia
Si comincia con "Un carnevale sull'acqua", perchè Antonio Vivaldi nacque a Venezia il 4 marzo 1678, lo stesso giorno di un grande terremoto!
2. La Primavera, che ascoltiamo in questo divertente cartoon per bimbi piccolissimi:
"Divertirsi all'aria aperta": Vivaldi nacque nei pressi della chiesa di San Martino, in un quartiere povero della città. Il giovane Antonio si divertiva ad osservare la fabbrica di enormi cannoni che si trovava vicino a casa sua!
"Rosso di padre in figlio": Il papà di Vivaldi fu barbiere e panettiere, ma la sua grande passione era la musica; era violinista nell'orchestra di San Marco quando Antonio aveva 7 anni. Entrambi hanno i capelli rossi e infatti Vivaldi verrà soprannominato "Il Prete rosso" quando sarà grande.
"Iniziare a fare musica": Da quel momento Antonio ha idea di imparare a fare musica. Suo padre gli insegna a suonare il violino e lui si appassiona. Si reca in chiesa ad ascoltare i cori. A 13 anni inizia a comporre musica per la chiesa.
"Fratelli battaglieri": i fratelli minori di Vivaldi sono un po' dei piccoli delinquenti che portano risse e scompuglio per le vie della città di Venezia... uno di loro sarà addirittura condannato a 5 anni di esilio per aver fatto una lotta, armato di coltello, con il figlio di un panettiere!
Litigioso fratello di Vivaldi
"Religioso a 15 anni e mezzo": la famiglia di Vivaldi non è ricca e diventare Prete per lui significa acquistare anche una certa solidità economica che altrimenti non avrebbe potuto conquistarsi. Così a 15 anni e mezzo riceve la tonsura (= taglio di capelli per essee Prete)... e nella nuova vita ha ancora più tempo per dedicarsi alla musica.
"Virtuoso e professore": Vivaldi è diventato famoso come musicista a Venezia e a 25 anni è professore di musica all'Ospedale della Pietà, che è una scuola per ragazze.
E l'Orlando Furioso, del quale vi avevo fatto ascoltare un'Aria famosa e qui la ripropongo: Sol da te... la cui trama è tratta dall'opera di Lodovico Ariosto.
Non una biografia approfondita, dunque, ma una panoramica sulla vita di Vivaldi che si concentra soprattutto sugli ascolti. Ai bambini certamente piace di più... e forse anche a voi. Notizie più approfondite sulla biografia di Vivaldi le trovate qui: Biografia approfondita Antonio Vivaldi
Questo è un libro prezioso. Fa parte della serie "I Gusci, libri che raccontano musica", dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L'autrice è Paola Pacetti, curatrice dell'intera collana, i disegni sono di Elena Marelli (14, 90 EURO). Il libro l'ho trovato alla Biblioteca Alice di Parma (che è all'interno del Parco Ducale). Anche questa volta, come vedrete, abbiamo tratto spunto dal testo e dalle illustrazioni per fare qualcosa di creativo tutto inventato da noi.
La narratrice
"Prendete due fratelli, due tipi svegli di 8 e 10 anni, buttateli in un'avventura niente male sulle tracce di un violino scomparso. Non si tratta di un violino qualunque ma di un famoso Stradivari, misteriosamente sparito da un'asta. Per risolvere l'enigma ci vuole l'aiuto di qualcuno che ne sappia di più, per esempio una zia un po' mattacchiona e il suo amico violinista. Un tranquillo week-end di sorprese..." (dar retro di copertina). Consigliato dagli 8 anni in su.
Giovanni (10 anni)
La storia comincia a fine estate tra la II e la III elementare della bamnbina che racconta. Durante l'estate aveva giocato tantissimo con un gatto, Nino, di cui conserva nel cuore un meraviglioso ricordo:
Il gatto Nino
Un giorno, i due bambini dovettero andare a trascorrere un week end dalla zia Bianca, che era una violinista dell'orchestra. I bambini adoravano andare dalla zia, perchè li viziava e faceva loro vivere sempre emozionanti avventure. E così fu anche quella volta, anzi di più! "Non sai mai dove ti può portare una due-giorni-da..."
Zia Bianca
La zia passò a prenderli in auto alla mattina. Giovanni, durante il tragitto, restò colpito da un articolo di giornale in cui si parlava dell'asta dei beni di una ricca signora da poco deceduta, tra i quali un preziosissimo Stradivari. "Che cos'è uno Stradivari?", chiese alla zia. E da qui tutto ebbe inizio.
Il signor Celestini
La zia decise di far conoscere qualcosa di più sui violini, e in particolare gli Stradivari, ai nipoti. Chiamò un suo caro amico, il signor Celestini, che spesso aveva suonato lo stradivari della ricca signora e che di violini se ne intendeva parecchio. Da cinquant'anni si esercitava ogni giorno e quando i bambini e la zia arrivarono a casa sua stava proprio studiando!
La zia aveva anticipato loro che Stradivari è il nome di un liutaio (= costruttore di strumenti ad arco), vissuto tanto tempo fa (tre secoli fa, alla fine del 1600), che era così bravo a costruire violini che i suoi strumenti sono i più preziosi e ricercati (e costosi!) del mondo anche oggi! I suoi violini sono proprio speciali, perchè costruiti con materiali eccezionali e con una cura e maestria tali da produrre un suono "unico". (Ascolta un brano che già conosci, suonato con uno Stradivari: Edoardo Zosi suona Ave Maria di Gounod, Stradivari 1714)
Il signor Celestini condusse i bambini nel suo studio, stracolmo di libri e partiture impilati in ogni modo. Trovò una scatola di legno e la prese, Al suo interno solo un'etichetta in pergamena: "Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat anno 1717". La carta d'identità dei violini!
L'orsetto Tippi e il violino del signor Celestini
Poi, il signor Celestini mostrò loro il suo violino, che era un violino realizzato a Cremona da Andrea Amati, antecedente a Stradivari (Ascolta il suono di questo violino in questo video: Violino Andrea Amati Carlo IX 1556). Cremona è da allora famosa in tutto il mondo per i violini... un nostro piccolo viaggio musicale reale sarà a breve dedicato alla visita del Museo del violino! (Sito: http://www.museodelviolino.org/
Fu il re di Francia Carlo IX a richiedee per la sua orchestra di corte 38 strumenti Amati.
Immagine di uno Stradivari
Il signor Celestini spiega anche come è fatto un violino, paragonandolo ad un corpo: la schiena si chiama FONDO; il lungo collo si chiama MANICO; la testa è il RICCIO; la pancia del violino, che trasmette il suono, si chiama TAVOLA ARMONICA; il suono viene aiutato ad uscire dalle due EFFE, due fori ai lati della tavola armonica.
Il legno utilizzato per la costruzione del violino non è tutto uguale: ci sono legni più "duri" e più "morbidi". L'ABETE è il legno più adatto per la tavola armonica. L'abete è l'albero con cui si fa l'albero di Natale, da non confondere con il pino, come spesso in molti fanno:
Guardate questo video in cui il grande violinista Uto Ughi spiega la particolarità degli abeti di Val di Fiemme e dei violini Stradivari.
I violini arrivano a noi attraverso i secoli passando di mano in mano da uno strumentista ad un altro. E si portano dietro anche l'anima di chi li ha suonati e della musica che hanno suonato... è un po' una magia!
Il violino per vivere ha bisogno di essere suonato.
Tornimo alla storia del libro. Il giorno dell'asta era arrivato. Insieme al violino erano in vendita una serie di altri oggetti, dai candelabri d'argento ai vasi cinesi, alle lampade, ai servizi da tè. Il violino era esposto in una teca di vetro. 3 milioni di euro il suo valore... ma il signor Celestini notò che il riccio era leggermente più schiacciato... comincia il mistero. Nascosto dietro ad una porta, poi, c'era un losco figuro... una vecchia conoscenza del signor Celestini, un certo signor Aldo Sgorbia, famoso trafficante di strumenti antichi non limpido nei suoi affari...
Il violino fu venduto a dei Giapponesi... ma qualcosa non tornava chiaro. Il signor Celestini andò a parlare con qualcuno chiedendo ai bambini di andare in giardino a giocare. Ma i due fratelli curiosi lo seguono. Sentono il suono di un violino che intona La Primavera di Antonio Vivaldi... la riconoscono, ma sentono che viene suonata male, stonata... come mai?
Zia Bianca acquistò una bella scrivania all'asta. Il mobile arrivò il giorno dopo. LA zia si mise ad esplorare la sua nuova scrivania aprendo i cassetti e, ad un tratto, rimase a bocca aperta: c'era un doppio fondo nel cassetto e una chiavetta per aprirlo... ... e dentro c'era una lettera della defunta ricca signora, anzi, indirizzata alla vecchia signora ma scritta da una sua amica, una certa Gigliola.
La lettera parla di un segreto. Solo il signor Celestini poteva saper qualcosa di più. Zia Bianca lo chiamò ancora. "Solo tu sei stata in grado di comprendere. Solo tu hai saputo capire fino in fondo il mio stato d'animo. Solo tu mi sei stata vicina in questo momento". Si apre così la lettera... non è strana la ripetizione per ben tre volte dell'avverbio "solo?"... certo! SOL SOL SOL sono tre note! E l'inizio di ogni parola è una nota! E' un ACROSTICO MUSICALE. Zia Bianca prese il violino e iniziò a suonare le note della lettera: mi sol sol sol fa mi si si la sol sol sol fa mi si... ma è l'inizio della Primavera!
C'è qualcosa sotto... lo stesso brano che avevano sentito il giorno prima dopo l'asta... perchè?
Occoreva raccogliere più informazioni sul momento in cui la ricca signora aveva ereditato il violino... la Biblioteca! Che bello fare ricerca in Biblioteca... si sente l'odore dei libri, il rumore delle pagine... si trovano cose inaspettate. I ragazzi, insieme alla zia e a Celestini passarono in rassegna i giornali degli anni Sessanta e trovarono un interessante trafiletto. In esso si legge che il violino Stradivari fu costruito per una ragazza di talento che era molto povera e non poteva permettersi uno strumento di simile valore. Il costruttore cremonese restò colpito dalla bravura di quella rgazza e le regalò uno dei suoi vilini migliori che fu soprannominato "Primavera" perchè la violinista amava in particolare quel concerto di Vivaldi.
Gigliola
Ora avevano capito che Primavera era il nome del violino ma perchè quelle note andavano suonate? Quella notte pensarono tutti al mistero. Qualcuno si introdusse in casa di zia Bianca e frugò nella scrivania in cerca di qualcosa. Era ora di parlare con Gigliola un'amica della ricca signora. Gigliola rivelò loro che la lettera era stata un'idea di Ortensia, la ricca signora: voleva fingere di avere ricevuto una lettera da Gigliola per nascondere un messaggio rivolto a Celestini. Celestini era molto legato ad Ortensia. Gigliola rivelò anche che Ortensia aveva fatto fare una copia del violino a Sgorbia... ... ed ecco che il mistero comincia a sciogliersi... poi arrivano anche un acquerello, un enigma e un ritrovamento... ma non posso raccontarvi tutta la storia! Correte a cercare il libro in biblioteca e leggetelo tutto d'un fiato! E' una storia davvero avvincente!
E poi, se volete, potete divertirvi a creare i personaggi della storia come abbiamo fatto Giacomo e io in un piovoso pomeriggio di questa... primavera!
LABORATORIO CREATIVO Durante la lettura di questo bel libro, ci è venuta un'idea ispirandoci alle illustrazioni: costruire la nostra zia Bianca e il nostro signor Celestini.
Le sagome ritagliate
Abbiamo riciclato i cartoni della pizza della sera prima e alcuni vecchi vestiti. Per prima cosa abbiamo disegnato i due personaggi sul cartone, poi abbiamo ritagliato le sagome.
Giacomo al lavoro
Ci siamo divertiti a vestirli utilizzando la stoffa di abiti usati e tanta colla Vinavil e qualche chicco di riso per la collana di zia Bianca.
Zia Bianca e Signor Celestini
Abbiamo rifinito il tutto con i pennarelli. voilà! Un nuovo gioco per Giacomo nato dalla nostra fantasia stimolata dalla lettura de "Il violino del signor Stradivari".
Questo è un libro prezioso. Fa parte della serie "I Gusci, libri che raccontano musica", dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L'autrice è Paola Pacetti, curatrice dell'intera collana, i disegni sono di Elena Marelli (14, 90 EURO). Il libro l'ho trovato alla Biblioteca Alice di Parma (che è all'interno del Parco Ducale). Anche questa volta, come vedrete, abbiamo tratto spunto dal testo e dalle illustrazioni per fare qualcosa di creativo tutto inventato da noi.
La narratrice
"Prendete due fratelli, due tipi svegli di 8 e 10 anni, buttateli in un'avventura niente male sulle tracce di un violino scomparso. Non si tratta di un violino qualunque ma di un famoso Stradivari, misteriosamente sparito da un'asta. Per risolvere l'enigma ci vuole l'aiuto di qualcuno che ne sappia di più, per esempio una zia un po' mattacchiona e il suo amico violinista. Un tranquillo week-end di sorprese..." (dar retro di copertina). Consigliato dagli 8 anni in su.
Giovanni (10 anni)
La storia comincia a fine estate tra la II e la III elementare della bamnbina che racconta. Durante l'estate aveva giocato tantissimo con un gatto, Nino, di cui conserva nel cuore un meraviglioso ricordo:
Il gatto Nino
Un giorno, i due bambini dovettero andare a trascorrere un week end dalla zia Bianca, che era una violinista dell'orchestra. I bambini adoravano andare dalla zia, perchè li viziava e faceva loro vivere sempre emozionanti avventure. E così fu anche quella volta, anzi di più! "Non sai mai dove ti può portare una due-giorni-da..."
Zia Bianca
La zia passò a prenderli in auto alla mattina. Giovanni, durante il tragitto, restò colpito da un articolo di giornale in cui si parlava dell'asta dei beni di una ricca signora da poco deceduta, tra i quali un preziosissimo Stradivari. "Che cos'è uno Stradivari?", chiese alla zia. E da qui tutto ebbe inizio.
Il signor Celestini
La zia decise di far conoscere qualcosa di più sui violini, e in particolare gli Stradivari, ai nipoti. Chiamò un suo caro amico, il signor Celestini, che spesso aveva suonato lo stradivari della ricca signora e che di violini se ne intendeva parecchio. Da cinquant'anni si esercitava ogni giorno e quando i bambini e la zia arrivarono a casa sua stava proprio studiando!
La zia aveva anticipato loro che Stradivari è il nome di un liutaio (= costruttore di strumenti ad arco), vissuto tanto tempo fa (tre secoli fa, alla fine del 1600), che era così bravo a costruire violini che i suoi strumenti sono i più preziosi e ricercati (e costosi!) del mondo anche oggi! I suoi violini sono proprio speciali, perchè costruiti con materiali eccezionali e con una cura e maestria tali da produrre un suono "unico". (Ascolta un brano che già conosci, suonato con uno Stradivari: Edoardo Zosi suona Ave Maria di Gounod, Stradivari 1714)
Il signor Celestini condusse i bambini nel suo studio, stracolmo di libri e partiture impilati in ogni modo. Trovò una scatola di legno e la prese, Al suo interno solo un'etichetta in pergamena: "Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat anno 1717". La carta d'identità dei violini!
L'orsetto Tippi e il violino del signor Celestini
Poi, il signor Celestini mostrò loro il suo violino, che era un violino realizzato a Cremona da Andrea Amati, antecedente a Stradivari (Ascolta il suono di questo violino in questo video: Violino Andrea Amati Carlo IX 1556). Cremona è da allora famosa in tutto il mondo per i violini... un nostro piccolo viaggio musicale reale sarà a breve dedicato alla visita del Museo del violino! (Sito: http://www.museodelviolino.org/
Fu il re di Francia Carlo IX a richiedee per la sua orchestra di corte 38 strumenti Amati.
Immagine di uno Stradivari
Il signor Celestini spiega anche come è fatto un violino, paragonandolo ad un corpo: la schiena si chiama FONDO; il lungo collo si chiama MANICO; la testa è il RICCIO; la pancia del violino, che trasmette il suono, si chiama TAVOLA ARMONICA; il suono viene aiutato ad uscire dalle due EFFE, due fori ai lati della tavola armonica.
Il legno utilizzato per la costruzione del violino non è tutto uguale: ci sono legni più "duri" e più "morbidi". L'ABETE è il legno più adatto per la tavola armonica. L'abete è l'albero con cui si fa l'albero di Natale, da non confondere con il pino, come spesso in molti fanno:
Guardate questo video in cui il grande violinista Uto Ughi spiega la particolarità degli abeti di Val di Fiemme e dei violini Stradivari.
I violini arrivano a noi attraverso i secoli passando di mano in mano da uno strumentista ad un altro. E si portano dietro anche l'anima di chi li ha suonati e della musica che hanno suonato... è un po' una magia!
Il violino per vivere ha bisogno di essere suonato.
Tornimo alla storia del libro. Il giorno dell'asta era arrivato. Insieme al violino erano in vendita una serie di altri oggetti, dai candelabri d'argento ai vasi cinesi, alle lampade, ai servizi da tè. Il violino era esposto in una teca di vetro. 3 milioni di euro il suo valore... ma il signor Celestini notò che il riccio era leggermente più schiacciato... comincia il mistero. Nascosto dietro ad una porta, poi, c'era un losco figuro... una vecchia conoscenza del signor Celestini, un certo signor Aldo Sgorbia, famoso trafficante di strumenti antichi non limpido nei suoi affari...
Il violino fu venduto a dei Giapponesi... ma qualcosa non tornava chiaro. Il signor Celestini andò a parlare con qualcuno chiedendo ai bambini di andare in giardino a giocare. Ma i due fratelli curiosi lo seguono. Sentono il suono di un violino che intona La Primavera di Antonio Vivaldi... la riconoscono, ma sentono che viene suonata male, stonata... come mai?
Zia Bianca acquistò una bella scrivania all'asta. Il mobile arrivò il giorno dopo.
LA zia si mise ad esplorare la sua nuova scrivania aprendo i cassetti e, ad un tratto, rimase a bocca aperta: c'era un doppio fondo nel cassetto e una chiavetta per aprirlo...
... e dentro c'era una lettera della defunta ricca signora, anzi, indirizzata alla vecchia signora ma scritta da una sua amica, una certa Gigliola.
La lettera parla di un segreto. Solo il signor Celestini poteva saper qualcosa di più. Zia Bianca lo chiamò ancora. "Solo tu sei stata in grado di comprendere. Solo tu hai saputo capire fino in fondo il mio stato d'animo. Solo tu mi sei stata vicina in questo momento". Si apre così la lettera... non è strana la ripetizione per ben tre volte dell'avverbio "solo?"... certo! SOL SOL SOL sono tre note! E l'inizio di ogni parola è una nota! E' un ACROSTICO MUSICALE. Zia Bianca prese il violino e iniziò a suonare le note della lettera: mi sol sol sol fa mi si si la sol sol sol fa mi si... ma è l'inizio della Primavera!
C'è qualcosa sotto... lo stesso brano che avevano sentito il giorno prima dopo l'asta... perchè?
Occoreva raccogliere più informazioni sul momento in cui la ricca signora aveva ereditato il violino... la Biblioteca! Che bello fare ricerca in Biblioteca... si sente l'odore dei libri, il rumore delle pagine... si trovano cose inaspettate. I ragazzi, insieme alla zia e a Celestini passarono in rassegna i giornali degli anni Sessanta e trovarono un interessante trafiletto. In esso si legge che il violino Stradivari fu costruito per una ragazza di talento che era molto povera e non poteva permettersi uno strumento di simile valore. Il costruttore cremonese restò colpito dalla bravura di quella rgazza e le regalò uno dei suoi vilini migliori che fu soprannominato "Primavera" perchè la violinista amava in particolare quel concerto di Vivaldi.
Gigliola
Ora avevano capito che Primavera era il nome del violino ma perchè quelle note andavano suonate?
Quella notte pensarono tutti al mistero. Qualcuno si introdusse in casa di zia Bianca e frugò nella scrivania in cerca di qualcosa. Era ora di parlare con Gigliola un'amica della ricca signora. Gigliola rivelò loro che la lettera era stata un'idea di Ortensia, la ricca signora: voleva fingere di avere ricevuto una lettera da Gigliola per nascondere un messaggio rivolto a Celestini.
Celestini era molto legato ad Ortensia.
Gigliola rivelò anche che Ortensia aveva fatto fare una copia del violino a Sgorbia...
... ed ecco che il mistero comincia a sciogliersi... poi arrivano anche un acquerello, un enigma e un ritrovamento... ma non posso raccontarvi tutta la storia! Correte a cercare il libro in biblioteca e leggetelo tutto d'un fiato! E' una storia davvero avvincente!
E poi, se volete, potete divertirvi a creare i personaggi della storia come abbiamo fatto Giacomo e io in un piovoso pomeriggio di questa... primavera!
LABORATORIO CREATIVO
Durante la lettura di questo bel libro, ci è venuta un'idea ispirandoci alle illustrazioni: costruire la nostra zia Bianca e il nostro signor Celestini.
Le sagome ritagliate
Abbiamo riciclato i cartoni della pizza della sera prima e alcuni vecchi vestiti. Per prima cosa abbiamo disegnato i due personaggi sul cartone, poi abbiamo ritagliato le sagome.
Giacomo al lavoro
Ci siamo divertiti a vestirli utilizzando la stoffa di abiti usati e tanta colla Vinavil e qualche chicco di riso per la collana di zia Bianca.
Zia Bianca e Signor Celestini
Abbiamo rifinito il tutto con i pennarelli. voilà! Un nuovo gioco per Giacomo nato dalla nostra fantasia stimolata dalla lettura de "Il violino del signor Stradivari".