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domenica 30 novembre 2014

Cartone musicale d'oggi: Peppa Pig in STRUMENTI MUSICALI

George suona la fisarmonica
Peppa Pig è uno sei cartoni animati contemporanei di maggior successo, anzi, forse IL cartoon più apprezzato dai bambini della Scuola Materna e Primaria.

Dopo tanto parlare di Cenerentola, che comunque sia è una fiaba d'altri tempi, ho pensato di offrirvi una piccola pausa più "leggera",  per i più piccoli e sempre collegata al mondo della musica.

Anche in Peppa Pig, infatti, trova spazio la musica. In questo episodio, che si intitola "Peppa Pig e gli strumenti musicali", Papà Pig arriva giù dal solaio con una scatola piena di STRUMENTI MUSICALI, un po' polverosi... Mamma Pig tira fuori il suo VIOLINO e prova a suonarlo intonando la sigla di Peppa. Provano anche Peppa e George, ma il violino è assai difficile da suonare, soprattutto all'inizio... per saperne di più sul violino clicca qui: http://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/2014/06/il-volo-del-calabrone-3-il-violino-e.html

Un fan di George suona il violino...
Occorre tanta pazienza, impegno e passione.


Un tamburo
Si passa ad un TAMBURO, certamente più agevole per i piccoli...

Una fisarmonica

poi la vecchia FISARMONICA di Papà Pig e alla fine un CORNO.


Il Corno... ricordate Prokof'ev?

Voi conoscete già violino e corno e ora cogliamo l'occasione per conoscere anche la FISARMONICA. Il corno sembra essere lo strumento adatto a George, che è l'unico che riesce a farlo suonare... avrà guardato il nostro Post con Barry Tackwell??! Fatelo anche voi! Andate al link: http://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/2014/09/concerti-per-corno-2-lezione-come.html


sabato 29 novembre 2014

La Cenerentola (7) - Libro d'artista e il duetto d'amore in cartone giapponese

Cenerentola in stile Pacovska fatta da Giacomo
Ricordando quanto ci eravamo divertiti nel leggere Pierino e il Lupo di Kveta Pacovska, abbiamo pensato di aggiungere alla nostra biblioteca VIRTUALE anche Cenerentola, della stessa autrice. Edizioni NordSud, prezzo 14,50 euro. Ovviamente si tratta di una rilettura della fiaba di Perrault con disegni dell'illustratrice russa, ma noi l'abbiamo letta in chiave rossiniana e abbiamo trascorso un bel pomeriggio a ricreare alcuni dei disegni del libro. Ecco l'originale a cui ci siamo ispirati per la realizzazione del nostro piccolo capolavoro:

L'originale della Pacovska

La splendida copertina del libro
C'era una volta... e noi rirazzontiamo la storia, come la troviamo in Jacopo Ferretti-Rossini:

Una giovane e bella ragazza, Angiolina, che viveva con le due sorellastre, Clorinda e Tisbe, e il cattivo e squattrinato patrigno, don Magnifico, nobile decaduto, in un grande palazzo. Le due sorelle e il patrigno trattavano Angiolina come una schiava. Angiolina doveva svolgere i lavori più pesanti. Toccava a lei lavare pentole e stoviglie, pulire i pavimenti e tirare a lucido le camere di don Magnifico e delle sorelle. Lei sopportava tutto con pazienza e non osava lamentarsi. Quando aveva finito di lavorare si rincantucciava all'angolo del camino tra la cenere, ragion per cui la chiamavano Cenerentola. Ma Cenerentola, anche se vestita di stracci, era cento volte più bella della sue sorelle.

Un giorno, bussò alla porta un mendicante. L'unica che offrì al pover'uomo qualcosa da manguiare, fu Cenerentola, mantre le altre sorelle lo cacciarono in malomodo... non sapevano che in realtà, sotto i panni del mendicante, si nascondeva Alidoro, filosofo saggio tutore del principe don Ramiro. Quest'ultimo, infatti, si era deciso a prender moglie. E Alidoro entra in casa di don Magnifico per testare il cuore delle sue figlie.

Il topo fatto da Giacomo con il mio aiuto

L'originale... ma in Rossini niente topi!!
Poco dopo, entra in casa di don Magnifico lo scudiero del Principe Ramiro (in realtà il principe stesso che si è scambiato d'abito con il suo scudiero Dandini). Tra lui e Cenerentola nasce subito un incanto... Il falso scudiero precede di poco l'arrivo del falso Principe (Dandini travestito) con tanto di corteo regale, che annuncia la festa che si terrà a palazzo, per trovare la degna sposa... le sorelle si prostrano ai piedi del falso principe... Cenerentola resta incantata dal falso scudiero: il suo amore è puro e non si fa condizionare dallo status sociale.

Nel Cartone Animato che segue, la scena dell'innamoramento tra Cenerentola e il falso scudiero che in realtà è il principe:
Cenerentola nella serie italo-giapponese
Un curioso esperimento: la musica di Rossini applicata ad alcune scene di un cartone animato italo-giapponese (anime, è il termine corretto per questi lungometraggi giapponesi) del 1996 intitolato "Cinderella Monogatari" (=la storia di Cenerentola):



Per guardare i 53 video dei circa 26 episodi della serie giapponese potete andare a questo link, che corrisponde al primo episodio e poi trovare tutti gli altri:http://youtu.be/26OyVpLdtg8?list=PLF1799C26B1E8E9ED

Torniamo alla storia:
Le sorellastre  e il patrigno vietano a Cenerentola di partecipare al ballo. Lei è disperata. Ma Alidoro viene in suo aiuto, per premiarla della bontà e generosità dimostrata nei confronti del finto mendicante (che era lui): le offre carrozza e cavalli e un bellissimo abito per andare alla festa!

La carrozza di Cenerentola

Il bellissimo abito di Cenerentola


Cenerentola, appena varca la soglia del palazzo, attira a sè gli sguardi di tutti sia per la sua bellezza sia per la sua impressionante somiglianza con Cenerentola... il che preoccupa le due sorelle e don Magnifico. Costui, intanto, sogna di diventare di famiglia reale grazie al matrimonio di una delle sue due figlie con il Principe Ramiro, che intanto continua la scenetta dello scambio di identità con lo scudiero Dandini...

Finché il Principe Ramiro, avendo trovato la sua prescelta, non decide di por fine a quella commedia... e don Magnifico, alla rivelazione della verità, resta di sasso!

Cenerentola, innamorata come non mai, torna a casa e chiede al suo amato scudiero (non sa ancora che è il principe) di ritrovarla servendosi di un braccialetto che lei gli dona e che è identico a quello che lei indossa. 

Cenerentola innamorata

Alla fine, il Principe troverà Cenerentola. Ella sarà talmente buona da perdonare le due cattive sorelle e il patrigno e li accoglierà a palazzo, dove lei vivrà con il suo Principe Ramiro felice e contenta...

Il Palazzo del Principe Ramiro

giovedì 27 novembre 2014

La Cenerentola (6) - Il nodo avviluppato, animazione

Opéra Imaginaire, 1993
Torniamo a Opéra Imaginaire, quel lungometraggio stile Fantasia o Allegro non troppo, made in France, che non è così conosciuto come i suoi "simili"...

Una scena del corto
In questo film c'è un episodio che vuole "illustrare" uno dei brani più famosi dell'opera rossiniana. Si tratta del Sestetto del II Atto "Questo è un nodo avviluppato..." che esprime la masima confusione nell'intreccio, poco prima dello "scioglimento" finale. Non a caso Rossini utilizza l'immagine del nodo avviluppato, intrecciato, rintrecciato... giocando anche sul suono della "r" e sulle doppie. Difficilissimo da cantare ma dall'effetto esilarante, Opéra Imaginaire, lo rappresenta così: un continuo trasformarsi e ritrasformarsi dei personaggi che si moltiplicano e si scambiano di identità, sconfinando persino in altre fiabe... immancabile, un Lupo!!

Confusione di personaggi e... fiabe!
Infatti, Don Ramiro e Dandini raggiungono il castello di Don Magnifico, e lì il principe riconosce in Angelina la bella dama velata. Cenerentola, confusa, non sa più chi è Ramiro. In un gioco di maschere, vede Ramiro diventare le sorellastre, e il paggio Dandini diventare il patrigno don Magnifico... ma che sta succedendo?  

Lo smaniglio = braccialetto

Il film è di  Stephen Palmer, un animatore britannico, mentre la musica è quella della registrazione del 1963 con Giulietta Simionato, Ugo Benelli, Sesto Bruscantini, Paolo Montarsolo.

Il testo:
TUTTI
Questo è un nodo avviluppato,
questo è un gruppo rintrecciato.
Chi sviluppa più inviluppa,
chi più sgruppa, più raggruppa;
ed intanto la mia testa
vola, vola e poi s'arresta;
vo tenton per l'aria oscura,
e comincio a delirar.



Per approfondire e vedere altre versioni della scena (per i più grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/12/la-cenerentola-18-questo-e-un-nodo.html

martedì 25 novembre 2014

La Cenerentola (5): Arte e design, "Cenerentola una favola alla moda" e Aria di Cenerentola

Copertina del libro
Continuiamo ad approfondire il tema di Cenerentola e, a poco a poco, ad ascoltare alcuni dei momenti più celebri dell'opera rossiniana. Il libro da cui partiamo oggi è una rivitazione moderna della favola di Cenerentola con disegni d'autore: "Cenerentola una favola moderna", edizioni Corraini, 2013, di Steven Guarnaccia http://stevenguarnaccia.com (16 euro), illustratore e designer americano di fama mondiale. 

Abiti di Cenerentola "alla moda"
Nelle due pagine che precedono il testo, ci sono una serie di disegni di abiti, scarpe e tessuti d'autore: da Vivienne Westwood a Bueberry, da Prada a Yves Saint Laurent, da Dior a Salvatore Ferragamo... un'incursione nel mondo dell'alta moda, associato ad una favola tradizionale antica. In fondo l'alta moda, insieme all'opera lirica e alla cucina, è uno dei punti forti del nostro paese...

Disegni in mostra
Alla mostra di Bruno Munari, che abbiamo recentemente visitato a Parma, abbiamo scoperto questo autore e ci è piaciuto. Così ho pensato di proporvelo, visto il tema che stiamo trattando, La  Cenerentola di Gioachino Rossini. 
Disegni in mostra
Disegni in mostra

Alla mostra delle edizioni Corraini a Parma c'era una sala interamente dedicata ai disegni preparatori per questo libro.

Le sorellastre e Cenerentola con l'aspirapolvere
Cenerentola è una donna più "moderna" con i capelli corti e biondi e l'aspirapolvere al posto della scopa. 

Cenerentola e il mago padrino
Cenerentola non va alla festa a Palazzo del principe. Sentendo i suoi singhiozzi arriva... non la fatina, ma un mago padrino piuttosto buffo. Il mago fa le magie e Cenerentola, vestita di tutto punto e "alla moda" va alla festa in carrozza. 

Prova d'abito per Cenerentola
Cenerentola è la più bella e balla con il principe tutta notte. 

Il ballo di Cenerentola con il principe
A mezzanotte suona l'orologio e lei deve scappare perchè l'incantesimo svanisce. 

Il principe cercherà la donna misteriosa per tutto il regno, la troverà e la porterà nel suo castello. 

La ricerca del... piede giusto!
Per quanto riguarda la storia, poche variazioni... direi un incrocio tra la fatina e il rossiniano Alidoro... L'originalità di questo libro sta nei disegni e nell'elegante Edizione Corraini.

Per non lasciare un Post senza musica... ascoltiamo un'altro estratto dall'opera di Rossini: si tratta dell'Aria finale dell'opera, "Nacqui all'affanno... Non più mesta", tutta per la protagonista (l'unica dell'opera, che non a caso arriva alla fine...), Cenerentola, estremamente virtuosistica, che canta in pratica la morale della storia: il trionfo della bontà (la sua) sulla cattiveria delle sorelle. Una bontà talmente grande che sa perdonare anche tutte le meschinità... ve la propongo cantata da uno dei Mezzosoprano più famosi del mondo, che ha contribuito non poco con la sua bravura e la sua passione, a diffondere l'opera lirica. Cecilia Bartoli (nella foto sotto casa mia!)

Cecilia Bartoli parla con il mio vicino di casa

Oggi lavora prevalentemente all'estero, essendo anche direttrice del Festival di Salisburgo... ho avuto anche l'onore di incontrarla di persona ed è stata molto disponibile e gentile.



Per approfondire (per i più grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2013/01/la-cenerentola-20-non-piu-mesta.html

domenica 23 novembre 2014

La Cenerentola (4) - Il libro multilingue e la canzone di Cenerentola

La copertina del libro dedicato all'opera di Rossini
Proseguiamo nella nostra analisi di questa magnifica opera buffa di Gioachino Rossini, sempre in vista della nostra prima vera esperienza teatrale che inseriremo nel Blog... il 6 dicembre saremo al Teatro alla Scala per La Cenerentola per i bambini, la nuova lodevole iniziativa del Teatro più famoso al mondo, per avvicinare i più piccoli al mondo della lirica.

Cenerentola fa le faccende di casa...
Ho trovato per voi, per ripassare ancora la trama in modo semplice, un altro bel libro: si tratta di un progetto di Lama House pubblicazioni del 2009: La Cenerentola raccontata da Monica E. Lapenta e illustrata da Monica Auriemma (prezzo 16 euro).

La prima illustrazione raffigura Cenerentola che pulisce con uno straccio il pavimento accanto al camino... e mentre pulisce canta una canzone "profetica", cioè che anticipa involontariamante (ma volontariamente per il librettista Jacopo Ferretti) la trama della storia: "Una volta c'era un re..." che si annoia ad essere solo e decide di sposarsi. Deve scegliere tra tre sorelle e sposerà la più pura e semplice delle tre... ecco la canzone di Cenerentola qui interpretata dalla brava e bella Elina Garancia al Met.

Il testo della canzone:

CENERENTOLA:
Una volta c'era un Re,
che a star solo s'annoiò:
cerca, cerca, ritrovò;
ma il volean sposare in tre.
Cosa fa?
Sprezza il fasto e la beltà.
E alla fin sceglie per sé
l'innocenza e la bontà.
La la là
Li li lì
La la là



Per approfondire (per i più grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/10/la-cenerentola-5-una-volta-cera-un-re.html

Le sorellastre Clorinda e Tisbe
Si comincia con un ex-libris:

"Una grazia, un certo incanto
Par che brilli su quel viso!
Quanto caro è quel sorriso.
Scende all'alma e fa sperar."
Cenerentola e Ramiro, Atto I, Scena IV


Cenerentola arriva alla festa, velata
Segue una breve introdizione che ci racconta che La Cenerentola è tratta dalla fiaba di Perrault e adattata dal librettista Jacopo Ferretti e andò in scena per la prima volta a Roma al teatro Valle il 25 gennaio 1817.

Cenerentola lascia al principe uno "smaniglio"
Che manca, rispetto all'originale, l'elemento magico, perchè forse non adatto ai gusti del pubblico dell'epoca. 

Segue l'elenco dei personaggi. 

Il principe va in cerca della sua bella
Il tutto è sempre tradotto in inglese, in giapponese e in tedesco... per questo ho chiamato questo libro "multilingue".


Lieto fine
La storia è raccontata in modo molto semplice, facilmente comprensibile anche dai bambini più piccoli, con qualche aiuto per comprendere alcuni termini desueti, che comunque è sempre bene far loro conoscere per ricchezza lessicale e loro cultura. 

La storia è accompagnata da disegni molto originali e raffinati che sicuramente piaceranno anche a voi adulti.




Alla fine, concludono il libro una serie di pagine bianche per i vostri "appunti" o i vostri ricordi...

Un libro d'altri tempi, come quelli che piacciono a noi...


venerdì 21 novembre 2014

La Cenerentola (3) - Da Perrault a Rossini: La Cenerentola russa

"Cenerentola" vestita a festa (dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo)
Anche se non si tratta di un cartone animato propriamente musicale, ho deciso di proporvi questo gioiellino russo per la bellezza dei disegni e la poeticità della storia... penso che possa contribuire ad approfondire la Cenerentola e ad accrescere la curiosità dei ragazzi: devono abituarsi a pensare che di ogni soggetto teatrale o musicale non esiste una sola versione, ma mille versioni e interpretazioni diverse ed è questo uno degli aspetti più stimolanti di questo universo e in particolare del Teatro d'Opera che fonde numerosi linguaggi: dalla letteratura alla musica, dalla scenografia (con elementi pittorici o macchinistici) alla regia, dalla recitazione al canto....

In questo cartone animato la figura di Cenerentola è molto malinconica e dolce e la matrigna e le sorellastre sono cattive che più cattive di così non si può. La fata è veramente la fata che tutte le bambine sognano di essere o di incontrare. Topolini sì, ma non parlanti, e un principe d'una bellezza discutibile...
Nell'insieme a me è piaciuto molto... certo, il clima è assai diverso da quello dell'opera di Rossini! Ma dovete pensare che Rossini scrive un'Opera Buffa partendo da una fiaba che buffa non è. Ecco anche il perchè di alcune considerevoli modifiche rispetto alla trama originale e dell'inserimento di scene comiche e personaggi (vedi Dandini e don Magnifico) che non esistono nella fiaba di Perrault.

La bambolina che ho scelto come Cenerentola per la foto di apertura, viene dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo ed è vestita con costumi tradizionali italiani. L'abbiamo ammirata quest'estate nell'ambito di un'esposizione di costumi popolari provenienti da tutte le regioni d'Italia. Lo staff del Museo è sempre particolarmente attento a coinvolgere i bambini con laboratori a loro dedicati e visite "speciali" alle mostre, spesso collegate al mondo musicale. Un doveroso omaggio ad una delle strutture più belle di Cortina, fatevi un giro virtuale: http://www.regole.it/musei/ita/Etno/v_News.php?idNews=35

Versione originale del cartone animato in Russo:



Lo stesso cartone animato tradotto in inglese (più comprensibile ma perde qualcosa...):


mercoledì 19 novembre 2014

PVM al Regio per Angelo Campori


Verso il Teatro Regio... di notte!
Martedì 18 novembre 2014, ore 20.00, Teatro Regio di Parma: la città si unisce per omaggiare Angelo Campori (Brescia 5 marzo 1934 - Parma 23 novembre 2013) a un anno dalla sua scomparsa. E noi c'eravamo, grandi e piccoli, tra il pubblico e in orchestra... "OMAGGIO AD ANGELO CAMPORI", CONCERTO SINFONICO.

La "salita" al III ordine. A sinistra Angelo Campori nella locandina
Grazie alla determinazione di Anna Mancini, flautista docente al Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, si sono riuniti amici ed ex-allievi del Maestro Campori ora brillantemente impegnati in orchestre e conservatori in Italia (ma anche all'estero), per formare l'Orchestra Sinfonica "Gli amici del Maestro" e dedicargli una serata al Teatro Regio (ove egli lavorò per 25 anni dal 1973) aperta a tutta la città. La lista dei musicisti presenti la trovate a fondo pagina.
Locandina dell'evento

Non è impresa facile portare i bambini a sentire un concerto sinfonico e per di più intervallato da interventi "parlati" e filmati proiettati su grande schermo. Ma il palchetto aiuta. Ci siamo posizionati lateralmente, in modo da essere proprio sopra l'orchestra: vedere tanti musicisti che suonano tutti insieme tanti strumenti così diversi tra loro è già di per sè uno spettacolo affascinante, anche per i bambini. 

Antonio e Giacomo al Teatro Regio in palco
Tra un brano e l'altro e nei momenti parlati che, come spesso accade in tali occasioni, sono sicuramente interessanti, ma troppo lunghi per la ridotta pazienza dei piccoli spettatori, abbiamo potuto "ritirarci" nella profondità del palchetto, a giocare con due tigri portate da casa o fare dei brevi "pisolini" sulle vellutate panche del teatro. In platea ciò non è possibile e per questo consiglio sempre il palco per fare le prime esperienze teatral-musicali.
Inoltre, per evenienze imprevedibili (dietro l'angolo con i bambini, specialmente ancora frequentanti la scuola materna), è sempre possibile, piano piano, uscire dal palco e andare al bar o alla toilette... cosa impensabile se si è seduti in platea magari anche interni alla fila (occorrerebbe fare alzare tutti!).

Antonio ammira il pianoforte pronto per il primo brano.
Entrare in un teatro d'opera come il Regio di Parma è un'emozione e anche il "vestirsi" eleganti piace ai bambini (forse più alle femminucce... anche se poi si lamentano che si sta scomodi...).

Il teatro si è riempito in fretta.
Il primo pezzo, scritto da Angelo Campori, Introduzione e allegro per tromba e pianoforte, ha avuto successo per la particolarità del duo tromba-pianoforte, mai ascoltato prima dai bambini. A Giacomo piace la tromba, così come tutti gli ottoni, compreso il corno del suo papà. "Voglio fare il cornista", spesso dice... ne bastava uno in famiglia, ma se fosse vero ne sarei felice ugualmente.

Una Tromba particolare, illustrazione di Kveta Pacovska.
Il II brano, dal Peer Gynt di Grieg, La morte di Ase, è stato suonato da tutti gli archi. I bambini hanno così potuto rendersi conto della differenza tra un'orchestra d'archi e la successiva orchestra sinfonica in cui erano schierati tutti gli strumenti. 

Orchestra d'Archi
Differenza timbrica e di volume, ovviamente. Il pezzo è molto breve e per questo "facile" da seguire dall'inizio alla fine. E' un brano triste e Giacomo è rimasto colpito dal fatto che si tratta di un brano che "racconta" la sofferenza di un bambino che ha perso la mamma. Il brano è stato riproposto anche nel bis a termine del concerto. Per ascoltare il brano: http://youtu.be/bdoems6Mn4s

E arriviamo al gran finale: L'Incompiuta di Schubert che è un pezzo su cui senz'altro avremo modo di tornare, perchè si tratta di un brano meravigloso che piace a tutti, e specialmente ai bambini, dotati naturalmente di buon gusto musicale. E infatti Giacomo batteva il tempo e Antonio ascoltava rapito. Antonio e Giacomo hanno anche imparato, grazie all'errore di alcuni spettatori che hanno fatto partire un applauso dopo il I tempo della sinfonia, che NON si applaude tra un movimento e l'altro, ma si deve aspettare il termine dell'intera composizione...

Un'immagine dei palchi del teatro
L'esecuzione dell'Orchestra degli Amici del Maestro Campori è stata brillante e sentita e credo che per tutti i musicisti presenti sia stata un'iniziativa emozionante e coinvolgente. E quando è così, la musica si arricchisce dei sentimenti provati da chi la interpreta e tutto diventa speciale. 

Per ascoltare la Sinfonia, I movimento: http://youtu.be/qZZgLmoJPbo

PROGRAMMA DEL CONCERTO diretto dal M° Fabiano Monica:

Dallaturca e Cortesi nel primo brano del concerto.
- ANGELO CAMPORI, Introduzione e allegro (1965) per tromba e pianoforte.

Gianni Dallaturca, tromba.
Raffaele Cortesi, pianoforte.

Intervento di Gustavo Marchesi (musicologo) con ascolti inediti di Angelo Campori Pianista.

- EDVARD GRIEG, La morte di Ase (1988) da Peer Gynt - Suite n. 1 op. 46.

Intervento di Gian Paolo Minardi (critico della Gazzetta di Parma), con filmati inediti di Angelo Campori Direttore d'Orchestra (Ouverture da La Forza del destino di Verdi, audio dell'opera integrale diretta da Campori: http://youtu.be/E4x9Q-0eJzM e Intermezzo da Manon Lescaut di Puccini).

Qui vi propongo qui una testimonianza video del 1996, in cui Angelo Campori dirige l'Orchestra di Lugano e Renato Bruson (baritono) canta una delle Arie più celebri del Rigoletto di Verdi "Cortigiani, vil razza dannata", che, vi anticipo, avremo modo di conoscere molto presto nei nostri prossimi viaggi musicali.



- FRANZ SCHUBERT, Sinfonian. 8 in do minore "Incompiuta" (1822).

Ma chi era Angelo Campori? Inutile cercare su Wikipedia, nessuna voce risponde a questo nome, purtroppo. Una lacuna da colmare, perchè Angelo Campori ha saputo dare tanto alla musica e non solo, a detta dei suoi amici, era un uomo che dava tanto anche umanamente. Corretto, integro, cordiale, generoso, profondamente immerso nella musica, ma al contempo sofferente, troppo. 

Sul pieghevole del concerto di ieri sera è riportata una breve biografia del Maestro, che qui vi trascrivo:

Angelo Campori inizia nella città natale lo studio del pianoforte con Mario Conter. Nel 1953 si diploma al conservatorio di Milano con il massimo dei voti e intraprende subito la carriera concertistica. Le recensioni di quel periodo lo descrivono come un pianista di raro talento:

 "... il sintomo di qualcosa di eccezionale è dato a noi da quel pathos musicale intenso che ha preso il pubblico e lo ha soggiogato... Campori ha dato l'impressione di un fatto musicale compiuto..." (L'Italia, 9/6/1951)

"... finalmente un pianista che pur giovanissimo suona con la testa e con il cuore... Sensibilità e intelligenza musicale autentiche, pronte a captare il senso della sfumatura, delle sonorità, dello stile, come a scovare la musica nelle pieghe della frase, delle armonie, dei contrappunti, pronte soprattutto nel comunicare..." (Giornale di Brescia, 17/5/1955)
Nel 1957 una tournée con il tenore Luigi Infantino lo conduce in Australia, Nuova Zelanda ed Estremo Oriente, tournée replicata 3 anni dopo con altri 35 concerti. Numerose in questi anni le esibizioni in Italia (Società dei Concerti di Milano, Radio Svizzera Italiana, Radio RAI di Roma) e all'estero, come solista e in formazioni da camera, di cui restano entusiastiche recensioni.

Nel 1964 vince il concorso per pianista accompagnatore al Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma e successivamente entra di ruolo come docente di Pianoforte principale. Sono gli anni degli studi di composizione con Franco Margola, che portano alla nascita di alcuni brani sacri e di musica da camera. 

Nel 1970 collabora con Leonard Berntein alla RAI di Roma come pianista nel Fidelio di Beethoven e tra i due musicisti nasce subito una sincera amicizia fatta di collaborazione e reciproca stima. 

E' in conservatorio a Parma che nasce la sua passione per la direzione d'orchestra, così da voler rinunciare all'incarico di docente di strumento per insegnare esercitazioni orchestrali. Nella sua prestigiosa carriera come direttore d'orchestra dirige soprattutto per repertorio operistico ed è più volte ospite nelle stagioni liriche di tutti i maggiori teatri italiani, ma è con il Teatro Regio di Parma che il Maestro instaura sin dal 1973 un proficuo e continuativo rapporto professionale, destinato a durare 25 anni. Ha diretto in molte parti del mondo, dall'Australia al Giappone, in Sud America e in Canada. In Europa è stato ospite alla Staatsoper di Vienna, a Berlino, Monaco, Lisbona, Barcellona. 
Negli USA ha diretto a New York (Metropolitan, Opera House, Carnegie Hall, Philarmonie Hall at Lincoln Center), Houston, Dallas, Chicago, Pittsburgh, Philadelphia, Cincinnati, New Orleans. 
Ha collaborato con cantanti quali: Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Renata Scotto, Monserrat Caballè, Boris Christoff, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Josè Cura, solo per citarne alcuni.

E' stato tra i massimi interpreti del grande repertorio romantico ottocentesco e uno dei più grandi interpreti verdiani. "Ha la preparazione e la conoscenza diretta e la competenza di un maestro concertatore di altri tempi", così ha scritto di lui Angelo Foletto, che aggiunge: "La determinazione e la profondità della ricerca rimane una testimonianza di amore e di limpida professionalità al servizio della musica di cui dobbiamo essergli grati".

Una volta chiesero a Bernstein perchè non dirigesse l'opera italiana. Il Maestro rispose semplicemente: "Perchè dovrei? C'è già Angelo Campori".


Orchestra Sinfonica "Gli Amici del Maestro", di cui preciso la "provenienza" per rendere conto della portata dell'evento di ieri sera che ha richiamato musicisti da tutta Italia e anche da fuori... mi scuso se non riporto informazioni su tutti. Provvederò a colmare le lacune:

Direttore Fabiano Monica (ex docente di Esercitazione Orchestrale al Conservatorio di Milano).

Violini: Fabio Biondi (Europa Galante), Cesare Carretta, Stefania Carrani (docente Conservatorio di Piacenza), Gian Carlo Catelli, Jacopo Cavalli, Gianni Covezzi, Marco Dallara, Silvia Falavigna (Europa Galante), Tatiana Fedevic, Sabrina Fontana, Francesca Fratino, Julia Geller, Paola Lutzenberger (Teatro alla Scala), Marina Mammarella, Mauro Mario, Luigi Mazza (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Monica (docente al Conservatorio di Parma), Luigi Monica (ex docente Conservatorio di Cuneo), Betta Nicolosi, Rosetta Segreto, Grazia Serradimigli (docente al Conservatorio di Parma), Luca Talignani (Orchestra Arturo Toscanini), Nicola Tassoni, Franco Tomasi (ex Orchestra Arturo Toscanini).

Viole: Sebastiano Airoldi, Luciano Cavalli, Giampaolo Guatteri (I viola Orchestra Arturo Toscanini), Roberto Ilacqua, Alberta Stefani (docente al Conservatorio di Parma), Maurizia Tagliavini, Marco Toscani (docente al Conservatorio di Parma).

Violoncelli: Antonio Amadei, Michele Ballarini (docente al Conservatorio di Parma), Rocco Canuti, Enrico Contini (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Fossa, Raffaello Fossa, Paolo Manfrin.

Contrabbassi: Agide Bandini, Donato Bandini, Pierluca Cilli, Ugo Micciola, Giampietro Zampella (docente al Conservatorio di Perugia).

Flauti: Giuliano Cremonesini, Elisa Zilioli.

Oboi: Francesco Carraro, Fabrizio Oriani.

Clarinetti: Massimo Ferraguti (docente al Conservatorio di Parma), Pietro Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Fagotti: Stefano Canuti (Manchester), Luca Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Corni: Stefano Alessandri (Teatro alla Scala), Carlo Baroni (docente al Conservatorio di Parma), Claudio Martini (Teatro alla Scala).

Trombe: Simone Curzi, Gianni Dallaturca (Teatro alla Scala).

Tromboni: Roberto Contini (docente al Conservatorio di Parma), Carlo Gelmini (I trombone Orchestra Arturo Toscanini), ;anuel Romei.

Percussioni: Stefano Cantarelli (ex Orchestra Nazionale della RAI, ex docente Conservatorio di Parma).

LA MOSTRA:

Dal 18 al 30 novembre al ridotto del Teatro Regio, il Maestro Campori sarà ricordato in una selezione di fotografie e articoli che ne ripercorreranno la vita e la carriera.

Durante l'intervallo, siamo andati anche a visitare questa mostra ed è davvero ben allestita e le foto, i documenti e gli articoli esposti sono emozione allo stato puro. Antonio e Giacomo si sono soffermati "in contemplazione" dinanzi alla bacchetta del Maestro: