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giovedì 30 ottobre 2014

Chi era Ludwig van Beethoven (1) - Il libro e il cartone biografico

Copertina del libro della Curci
Dedichiamo questo Post biografico, prima di quello "ufficiale" a chiusura del nostro XIII viaggio, a tutti i bambini dai 6 ai 10 anni, con due contributi interessanti, che possono avvicinare i vostri piccoli alla gigantesca figura di Ludwig van Beethoven, che è bene diventi un compagno costante della loro vita...

Il primo strumento che vi propongo è il libricino della collana Curci Young "Alla scoperta dei compositori" dedicato a Beethoven. Il libro ha un CD allegato in cui viene narrata la storia dell'infanzia di Beethoven da 0 a 22 anni (contenuta nel libro), intervallata da ascolti tratti dalle opere più famose del compositore: VII sinfonia; Messa in do M op. 86; VI sinfonia; Sonatina in Sol M Anh.5; Sonata per pianoforte n. 19 op. 49; IX sinfonia (Inno alla Gioia... lo troviamo anche qui!).



Si comincia dal battesimo di Ludwig a Bonn, presso la Chiesa di San Remo, nel mese di dicembre del 1770 (vedi illustrazione):

Una pagina del libro in cui Beethoven è appena nato
Il libro, in ogni pagina, propone una piccola attività da svolgere con i bambini, per far loro capire che i suoni che ci circondano sono anch'essi musica e che loro stessi possono far parte del mondo musicale: cantare in diversi locali chiusi per sentire l'effetto della propagazione sonora nei diversi spazi; associare i diversi strumenti ai suoni della natura; iniziare a studiare uno strumento musicale; cantare una poesia; indovinare le emozioni che evoca un brano musicale; formare un'orchestrina con gli amici; cantare una melodia ascoltata una sola volta... non tutti gli spunti sono ugualmente realizzabili e interessanti, ma ognuno di voi può scegliere quello che più si addice al proprio bambino.

La storia di Beethoven prosegue con il difficile rapporto che Ludwig ebbe con il papà, che lo voleva "genio" come Mozart e lo costringeva al pianoforte ore ed ore... e la sua mamma era malata.... povero Ludwig, che infanzia difficile!

Per fortuna nostra, a Beethoven la musica continua a piacere nonostante la severità del padre. A 17 anni incontra Mozart che lo ascolta suonare e spende parole di lode per lui... un buon auspicio direi!

A 19 anni scopre il piacere di suonare in una piccola orchestra di amici.

A 22 anni conosce Haydn che diventa anche suo Maestro.

Nella seconda parte del libro, vengono analizzate brevemente alcune delle opere più famose di Beethoven:
- La Sonata al Chiaro di luna n. 14 op. 27 (che voi tutti ormai conoscete...)
- La Sonata per Corno op. 17 (e voi tutti ormai sapete ogni segreto del Corno...)
- La V Sinfonia o Sinfonia del destino
- Il concerto per pianoforte n. 3
- Il Fidelio (già citata nei due libri di lettura che vi ho consigliato!)

Insomma, uno libro utile da avere in casa, almeno per far entrare Beethoven tra gli "amici" importanti da non dimenticare mai!

Secondo strumento che vi propongo è questo cartone animato inglese, che fa parte di un'interessante serie animata dedicata a personaggi famosi e importanti in tutti i campi del sapere. Tra i musicisti figura (ahimè) solo Beethoven, ma sempre meglio che niente! ... ogni tanto tra un Peppa Pig e l'altro, potrebbero inserire un cartone animato così non trovate? Ovviamente è in inglese... come sempre doppio esercizio! 

Il cartone animato che racconta, in inglese, la vita di Beethoven in 7 minuti:

martedì 28 ottobre 2014

PVM alla mostra di Bruno Munari a Parma

Il Sole in stile Munari creato da Giacomo
A conclusione del nostro viaggio dedicato a Beethoven, ci concediamo la nostra consueta pausa prima di affrontare un nuovo argomento musicale e, in questo caso, prima di approfondire la biografia di Beethoven.

Una gita scolastica di mio figlio Giacomo si è trasformata in un'occasione per un pomeriggio di Arte fai-da-te a suon di musica. La gita è stata alla mostra dedicata a Bruno Munari e ad altri protagonisti dell'illustrazione e del design, a Parma, e ci siamo ritornati tutti insieme ...

Il manifesto della mostra a Parma
"Dal 27 settembre al 9 novembre, in occasione di Mercanteinfiera off, Palazzo Pigorini accoglie una mostra per raccontare l’avventura artistica ed editoriale di Corraini Edizioni (http://www.corraini.com), che dura ormai da più di 40 anni. Le tante stanze saranno utilizzate come se fossero pagine di un libro, o meglio diversi capitoli di un libro. In ogni stanza di Palazzo Pigorini ragioneremo, rivedremo, reinventeremo alcune delle “cose” che abbiamo, avremmo voluto, o vorremmo realizzare... "

Per noi, questa mostra è stata "ispiraratrice" di alcuni lavori creativi. Siamo partiti da un bel libro di Bruno Munari, che si intitola "Disagnare il sole"che avevo io nella mia biblioteca d'infanzia e lo abbiamo collegato all'Inno alla Gioia Beethoveniano...

Il risultato di questo pomeriggio dedicato al Sole, alla Gioia, alla Luce e alla libera fantasia creativa, sono i piccoli capolavori che inserisco in questa pagina compreso quello iniziale che dà l'immagine generale di questo "viaggio" nell'arte. Questi lavorisono fatti con carte IKEA, forbici, colla, pastelli, pennarelli e tanta fantasia... tutto a suon di musica....





Lavoro di Giacomo













Lavoro mio (mi sono divertita tanto!!)













Bruno Munari (1907-98) è stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica, del 1900, dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva e non visiva con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco. 

Non ha tralasciato l'interesse anche per la musica e un suo film sperimentale, "I colori nella luce", del 1963, comprendeva musiche del compositore Luciano Berio (1925-2003). Cogliamo l'occasione per guardare insieme questo film, alquanto particolare, ed entrare a contatto anche con la musica cosiddetta contemporanea, in questo caso propriamente elettronica, che ha un suo pubblico di nicchia e una sua storia davvero affascinante. Non di facile ascolto e nemmeno di facile visione... ma sono 5 minuti, si può provare! Le cose strane e originali suscitano sempre delle reazioni e stimolano comunque la riflessione, la fantasia, il confronto... del resto Munari definisce la Fantasia una "scienza esatta".



I libri per l'infanzia di Bruno Munari sono opere d'arte da sfogliare, come questo "Nella nebbia a Milano", ed. Corraini, 22 euro, che alterna carta da lucido e fogli colorati con fori e tagli per raffigurare la nebbia in una Milano anni Ottanta, che cresce come città industriale, ma conserva spazi di fantasia come un circo (dove troviamo illustrazioni a tema musicale) o un parco da attraversare, sempre avvolti nella nebbia, tornando a casa.










Un suonatore di trombone













Un clarinetto "disturbato" da una mosca.

















Una chitarra "insuonabbile".

















Nebbia in strada, nasconde tutto, o quasi, e fa emergere solo alcune cose, che si isolano dal loro contesto creando un effetto suggestivo.















Oltre ad avere incollato, ritagliato, disegnato tanti soli e letto e sfogliato e risfogliato questo libricino sulla nebbia, abbiamo scoperto di avere a casa una serie di magnifici libri per l'infanzia di Gianni Rodari e di Nico Orengo che hanno le illustrazioni di Bruno Munari! E non lo sapevamo. Così, la mostra ci ha anche offerto l'occasione di prendere in mano tutti questi libri un po' ingialliti (erano miei...) e leggerne alcune pagine, recitare alcune filastrocche e soprattutto guardare le bellissime illustrazioni del "nostro" Munari:


Abbiamo pensato di associare lo spirito giocoso di questi libri a un compositore tra quelli fin qui "studiati" nel corso del nostro cammino musicale...

Noi abbiamo pensato a Mozart, per la sua natura fanciullesca, che non lo ha mai abbandonato nemmeno "da grande" anche perchè forse grande non è mai davvero diventato essendo scomparso a soli 35 anni...

Abbiamo pensato alla sua musica così "fresca", che mette subito allegria, serenità e buon umore (non tutta sia chiaro!)...

Abbiamo pensato ancora una volta a Papageno e al suo modo di cantare che somiglia a una filastrocca di quelle contenute in questi libri.



E voi? quale musica ascoltereste per dare un suono ai disegni di Bruno Munari?



















































Nella nostra biblioteca abbiamo trovato anche un altro divertente libro di Bruno Munari, che era stato regalato ad Antonio a Scuola: "Cappuccetto Verde", edizioni Corraini, 10 euro.

Si tratta di una rivitazione ironica e fantasiosa della tradizionale fiaba di Cappuccetto Rosso che tutti i bambini conoscono... si divertono quindi tantissimo a scoprire che in questa storia Cappuccetto è verde e indossa un cappuccio di foglie verdi e ha come amici una rana, una cavalletta e una tartaruga... ovviamente verdi!
Nel cestino per la nonna ci sono menta, insalata, the alla menta...
Cappuccetto parte in compagnia della rana e attraversa il bosco... verde.
Incontra il terribile Lupo nero ma riesce a scappare!
Ma perde di vista la sua amica rana. La rana è andata a chiamare le compagne.

Il lupo viene assalito dalle rane.

Arriva a casa della nonna e si bevono insieme un bell'infuso alla menta.








 Il Lupo cattivo....
Antonio trova il Lupo cattivo incorniciato alla mostra nella sala dedicata a Bruno Munari e alle sue pubblicazioni per bambini...

E noi pensiamo al Corno e al Lupo di Prokof'ev! in Pierino e il Lupo ovviamente!









Ma di Munari esistono anche "Cappuccetto bianco" e "Cappuccetto giallo",
che abbiamo avuto modo di leggere alla mostra in Palzzo Pigorini. Infatti, all'interno della mostra, c'è una piccola ma ricca biblioteca in cui sono messi a disposizione tutti i libri editi da Corraini di Bruno Munari ma non solo... sia Giacomo sia Antonio e anche io abbiamo passato tanto tempo a sfogliare libri di ogni genere, tutti "d'autore", cioè libri artistici per bambini, libri che sono opere d'arte di sfogliare....






 Giacomo all'ingresso della mostra, che, come potete vedere, si apre su un'enorme immagine di una giraffa che ricorda un pochino quella del film Madagascar. La giraffa si chiama Lucia ed è veramente simpatica. Inoltre, da un'altra sala, sarà possibile "spiare" nuovamente la giraffa Lucia attraverso un foro che oltrepassa il muro: questo gioco è piaciuto tantissimo ai bambini! ... e anche a me!












La giraffa Lucia scruta Giacomo....












.... e Giacomo "spia" la giraffa Lucia: è là in fondo in fondo... non è facile distinguerla dalla mia foto, ma sicuramente avrete intuito il gioco.

La mostra, oltre ad essere bella per i materiali e le opere esposti, è anche molto ben allestita. E' a tema con il nostro blog, perchè si tratta proprio di un "viaggio" attraverso varie stanze, ognuna delle quali contiene opere, idee, suggerimenti, attività, semplicemente "percorsi" visivi che comunque stimolano la fantasia, sviluppano il buon gusto estetico, incuriosiscono, propongono punti di vista diversi...

Abbiamo pensato di fornire una "colonna sonora" per queste stanze, ovviamente andando a ripescare le musiche fin qui "studiate" nel nostro blog, così la mostra è stata anche occasione di un ripasso generale... e lo sarà anche per voi!





Questo enorme Albero, creato con carte diverse incollate ad un tronco di carta marrone, stimola subito la fantasia di ricrearlo a casa... in tema con l'amore beethoveniano per gli alberi, non esiteremo! Faremo presto il nostro albero tutto colorato da appendere in camera... perchè non lo fate anche voi?

Albero, ovviamente, Beethoven












Una creazione con il ferro, che crea un meraviglioso effetto anche fotografico...

Per queste opere così originali, mi viene in mente la musica di Igor Stravinskij...  Histoire du Soldat, ricordate?
















Il gioco delle storie. Cartoni con disegni da incastrare tra loro e ogni volta creare e raccontare o recitare o... musicare storie diverse con gli animali come protagonisti....
come non ricordarsi del Carnevale degli animali di Camille Saint-Saens? sarebbe perfetto in questa stanza!









Disegna le facce su questi fogli con le sagome bianche... Giacomo, che ha una propensione per l'arte visiva, non si è tirato indietro!











Antonio "imita" l'immagine che vede al muro... ogni bambino reagisce diversamente di fronte ai lavori esposti... è proprio un'occasione per riscoprire la fantasia!















Piccola parentesi "ecologica": perchè usiamo lo Scottex quando basta una spugnetta?.... perchè usiamo Mr. Muscolo quando basta una ventosa?.... perchè usiamo i chiodi sintetici quando ci sono quelli di metallo?.... perchè usiamo 10 bicchieri di plastica quando basta uno in vetro?....

Momenti di riflessione utili a tutti.





"C'era un gran silenzio"... un libro poetico sui suoni che ascoltiamo nel mondo...












.... nelle cui pagine c'è anche spazio per un Basso Tuba!












Abbiamo giocato con i libri non libri di Munari, come questo: una raccolta di volti da sovrapporre tra loro o da mettere davanti al viso come maschere... come ha pensato di fare Giacomo. Sì, perchè non c'è mai un unico modo di utilizzare i materiali di Bruno Munari. C'è sempre spazio per la fantasia di ogni bambino e non esiste un giusto e uno sbagliato... e questo lo trovo meraviglioso!











Questa è la sala della Biblioteca, in cui ci sono tantissimi libri da leggere e sfogliare liberamente... e se poi vi innamorate di uno di essi, potete acquistarlo al piano terra.

Noi ne abbiamo letti davvero un'infinità e vi rendo partecipi delle scelte di Antonio e Giacomo:












Libro Pop-up con animali.
"Pop Ville", libro pop-up della città...

















Libri di Bruno Munari con semplici storie, finestrelle, fori, mini libri nei libri, tagli, disegni.... la lettura si trasforma in gioco...

Antonio li ha letti tutti e Giacomo ne ha scelto uno da portare a casa...








I PRE-LIBRI di Bruno Munari... mini libricini che non sono da leggere, ma da sfogliare... colori, materiali, idee... per chi ancora non sa leggere ma presto lo farà.










Siamo tornati a casa felici di aver trascorso una mattinata speciale. Consiglio sempre a tutti di vincere la pigrizia e portare i bambini a Mostre, Musei, Concerti... qualcosa resta sempre. In questo caso resterà molto.

lunedì 27 ottobre 2014

Chiaro di luna (4) - Mr. Bean in "The Piano Player"

Mr. Bean pianista
La Sonata al Chiaro di luna di Beethoven è uno dei brani più conosciuti e per questo anche più utilizzati da altri artisti, per farne opere d'arte "altra" o una parodia o una reinterpretazione...
La Sonata è la n. 14 in Do diesis minore, definita da Beethoven "Sonata Quasi una fantasia"; il titolo "Chiaro di luna" è stato attribuito del critico tedesco Rellstab. Nel catalogo delle opere di Beethoven è l'op. 27 n. 2 e fu composta nel 1801. Beethoven dedicò quest'opera alla sua alunna prediletta, la diciannovenne Contessa Giulietta Guicciardi, di cui egli era (o era stato) innamorato (vedi film "Amata Immortale").
Beethoven aggiunse la definizione Quasi una Fantasia perché la struttura non rispecchia quella tradizionale di una sonata in 4 movimenti. La sonata si apre con un adagio, fatto inusuale per l'epoca. 

Ascoltiamo questo Adagio in una duplice versione: quella comica, di Rowan Atkinson conosciuto da tutti come Mr. Bean, che in questo magnifico video, interpreta la Sonata fingendo di avere sotto le mani una tastiera di un pianoforte e facendo facce e mosse davvero azzeccate a tempo e pertinenti all'andamento musicale, oltre a fare andare le dita da pianista vero! Bravissimo e proprio divertente; quella "seria", che ancora non abbiamo mai ascoltato: il pianista è un giovanissimo Daniel Baremboim. La Sonata è eseguita integralmente.




sabato 25 ottobre 2014

Libro di lettura. "L'Albero"; Beethoven: "Amo un albero più che un uomo..."

Copertina del libro
Piccola pausa di lettura e immaginazione...
Un signore che si chiamava Charles Neate, che conobbe Beethoven nel 1815, disse che non vide mai nessuno innamorato con tanta intensità dei fiori, delle nuvole, della natura: sembrava che ne vivesse.

"Nessuno, sulla terra, può amare la campagna come me..." scrisse Beethoven, "AMO UN ALBERO PIU' CHE UN UOMO..."

Ogni giorno, a Vienna, faceva il giro delle mura, passeggiava solo solo, senza cappello, sotto il sole o la pioggia: "Onnipotente! nei boschi io mi sento felice: sono felice, nei boschi!, dove ogni albero parla di te; Dio, che splendore! In queste foreste, sulle colline, vi è la calma...."




Proprio mentre leggevo queste pagine, tratte dalla "Vita di Beethoven" di Rolland, Giacomo ha ricevuto in dono questo meraviglioso gioiello, che, sebbene non abbia una correlazione diretta con il mondo musicale, mi ha fatto subito pensare alla frase di Beethoven e al suo incondizionato amore per la natura, che emerge in molte sue composizioni. Così, ho pensato di associare questo libricino a lui e proporlo a voi come lettura. Antonio si è commosso... Giacomo rideva... modi diversi di reagire ad una stessa situazione. Io l'ho trovato poetico, intenso, fin troppo "forte" per i bambini... ma bellissimo. 

"C'era una volta un albero..." così comincia... ed è la storia dell'amore, ricambiato, che lega un bambino (che poi cresce) ad un albero. Il mutare dei sentimenti, dei valori, di bisogni, confrontato con l'immutabilità della natura... la generosità della natura a confronto con l'egoismo umano, presente anche in chi ha un animo buono... poi ognuno può dare tutte le letture che vuole...

 Vi "regalo" qualche fotografia di qualche pagine del libricino, che si intitola "L'albero", è edito da Salani e costa 9, 80 euro, l'autore è Shel Silverstein. 

"Penso che i libri, anche quelli per bambini piccoli, possano contenere più di un'idea. Una sola storia può contenerne molte, almeno cinquanta" (Shel Silverstein). 

http://www.shelsilverstein.com/  

Nel sito trovate anche giochi, attività, filmati, oltre a tutti i libri di Shel Silverstein. Shel conosceva ed è stato in qualche modo indirizzato a scrivere libri per l'infanzia da Tomi Ungerer... ricordate il libro che vi ho suggerito qualche tempo fa?... Shel era anche amante della musica e sapeva suonare la chitarra, il pianoforte, il sax ed anche il trombone.

Meravigliosa immagine del bambino che si arrampica sull'albero... L'innocenza...












L'inquietudine del bimbo cresciuto... che perde progressivamente la spensieratezza e il senso di libertà... non si arrampica più perchè "è troppo grande"...















Lo sguardo dell'adulto... si commenta da solo.

Che Dio preservi intatto per più tempo possibile il "pensiero magico" a tutti i bambini... 

Senza più "pensiero magico" siamo smarriti, ci sentiamo vulnerabili, indifesi...

Credo che la musica sia un po' come un pensiero magico... quando sono in ansia, quando devo affrontare problemi grandi e piccoli, paure, esami che riguardano la salute.... penso che se sapessi suonare uno strumento non mi sentirei mai così sola. Anche per questo, bambini, imparate a suonare o, almeno, ad amare la musica...






Questa è la versione animata del libro con la voce narrante dell'autore (in inglese):

giovedì 23 ottobre 2014

Chiaro di luna (3)... secondo Schroeder

Schroeder ama Beethoven fin da piccolissimo...
Conoscete senz'altro tutti i Peanuts. E sono certa che avete ben presente il personaggio di Schroeder che, essendo un bambino-prodigio del pianoforte, è il nostro preferito... non in quanto prodigio, ma in quanto bambino che suona il pianoforte!

Fin da piccolissimo ha manifestato precoci doti di musicalità e grande facilità al pianoforte. 
In questa vignetta, egli rivela a uno stupito Charlie Brown il suo precoce e innato talento.

Schroeder suona un po' di tutto, ma il suo compositore preferito è di gran lunga Ludvig van Beethoven, per il quale nutre un'adorazione quasi patologica: ne "santifica" persino la data del compleanno e pretende che i suoi amici facciano altrettanto.

Non sopporta Lucy che pur essendo innamorata di lui, non capisce che per lui la musica ha il primo posto nella classifica delle cose più importanti della vita. E in particolare la musica di Beethoven. 

Qualsiasi avvenimento della vita quotidiana, egli lo relaziona al suo idolo.

Lucy insiste, prova in tutti i modi ad attirare l'attenzione del suo amato Schroeder, ma non ce la fa... anche quando ci mette tutta la sua buona volontà e si finge amante della musica, fa delle gaffes imbarazzanti, che non migliorano di certo la sua situazione...





Ma come mai Beethoven ha questo "fascino" così particolare, che cattura grandi e piccoli fino a diventare in certi casi una vera ossessione?

Copertina del libro di Rolland
"Era piccolo e tozzo, dal collo grosso e dall'ossatura atletica", scrive Romain Rolland (premio Nobel 1915) nella sua "Vita di Beethoven" (che consiglio di leggere a tutti - anche ai ragazzi dai 13 anni in su!), "Aveva il viso largo, color rosso mattone, tranne che verso la fine della vita quando gli venne un incarnato malaticcio e giallastro, soprattutto d'inverno, che doveva starsene chiuso in casa, lontano dai campi. La fronte era potente e rilevata; i capelli estremamente neri, irti e spessi, tanto che sembravano non esser mai stati pettinati: veri 'serpenti della Medusa'. Gli occhi brillavano di una forza prodigiosa che afferrava tutti quelli che lo incontrassero... erano grigio azzurri. Piccoli e profondamente infossati, si aprivano bruscamente nella passione o nella collera, e allora si muovevano nelle orbite mostrando con meravigliosa sincerità tutti i suoi pensieri; spesso li alzava al cielo con uno sguardo malinconico. Il naso era corto e quadrato, largo, un vero muso da leone; la bocca, invece, delicata, benchè il labbro inferiore tendesse a sopravanzare l'altro. Aveva mascelle potenti che avrebbero potuto schiacciare noci".

Questo un ritratto "fisico" del musicista... e in effetti come figura ci attrae, per questo misto di severità e dolcezza, mistero, sofferenza, inquietudine...

"Ebbe un'infanzia severa", continua il Rolland "priva di quella dolcezza familiare che a Mozart, più fortunato, fu dato, invece, di godere (...mah... anche Leopold mi pare fosse un padre abbastanza severo... comunque...). Sin dall'inizio, la vita gli si rivelò come un combattimento triste e brutale. Il padre voleva sfruttare le disposizioni musicali del fanciullo, per esibirlo come un piccolo prodigio. A 4 anni lo inchiodava per ore e ore al clavicembalo, o lo chiudeva in una stanza col violino, uccidendolo di lavoro.... La sua prima giovinezza fu intristita dalle preoccupazioni materiali" e nel 1787 perse la madre, che adorava...

 Poi, come sapete, dovette affrontare la sordità:
"Conduco una vita miserabile", scrisse a un amico, "Da quasi due anni evito tutti, poichè non posso andare a dire alla gente: sono sordo. S'io facessi un altro mestiere, la cosa sarebbe ancora sopportabile, ma, per un musicista, la situazione è terribile.... a teatro devo mettermi vicinissimo all'orchestra, per intendere i cantanti...."

Questa sofferenza, come vedremo, emerge chiaramente nella Patetica op. 13 (1799).

La Sonata che stiamo imparando a conoscere noi, detta del Chiaro di luna, è di quel periodo (1801), ma è intrisa della passione che lo accendeva in quegli anni per una donna che poi sposò un altro uomo, di condizione sociale più elevata: Giulietta Guicciardini: "Vivo di nuovo un po' meglio, e vado un po' in mezzo alla gente... Questo cambiamento è stata una bella e cara ragazza a farmelo compiere: mi ama e io l'amo. Eccomi di nuovo un po' tranquillo, dopo due anni", scrive sempre a un amico. 

Cliccando qui potete leggere dal Blog L'Orecchio Curioso l'interessantissima leggenda che riguarda questa Sonata: http://lorecchiocurioso.blogspot.it/2012/03/la-leggenda-sul-chiaro-di-luna.html

Prima di ascoltare la Sonata interpretata da un grande pianista, godiamoci ancora un paio di divertenti video: Schroeder suona per voi la Sonata Chiaro di luna di Beethoven:



Questo secondo video è una raccolta di varie piccole pillole su Beethoven...

martedì 21 ottobre 2014

Chiaro di Luna (2) - The Muppet Show

Rowlf il Cocker pianista
"Sdrammatizziamo" la Sonata Chiaro di Luna con due filmati che provengono dal Muppet Show. I Muppet, lo ricorderete forse, sono stati un tormentone televisivo tra il 1976 e il 1981, io ricordo che li guardavo, infatti, quando avevo circa 5/6 anni dalla mia nonna all'ora di pranzo. Si tratta di uno show prodotto in USA che ha come protagonisti delle MARIONETTE-PUPAZZI (= da cui MUPPET).
La schermata iniziale del Muppet Show
Nel primo il protagonista è il pupazzo Rowlf (un simpatico cocker pianista), nel secondo, invece, reincontriamo il nostro amico Victor Borge (vi ricordate lo sketch del pianoforte a 4 mani nella Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt?) in compagnia del busto parlante di Ludwig van Beethoven e dell'orso Fozzie. I due filmati sono davvero divertenti e sia Antonio che Giacomo li hanno visti e rivisti tante volte, quindi sono certa che piaceranno a voi e anche ai vostri amici.





questo è il secondo filmato con Victor Borge: