Translate

Visualizzazione post con etichetta CHOPIN. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CHOPIN. Mostra tutti i post

domenica 7 maggio 2017

Baggio: We love Chopin di Alessandro Deljavan

Alessandro Deljavan
L'integrale degli studi di Chopin sono uno dei traguardi per un pianista. E Alessandro Deljavan li ha eseguiti tutti e 27 (op. 10, op. 25 e i tre opera postuma) nella Chiesa Vecchia di Baggio (MI) per "I love Chopin" rassegna nella rassegna "Primavera di Baggio" http://www.primaveradibaggio.it/stagione/, la piccola (ma grande per gli artisti che ospita) stagione della periferia milanese voluta e organizzata dalla coppia di pianisti Davide Cabassi e Tatiana Larinova. Già il luogo ha un qualcosa di speciale, per me che sono milanese, perchè qui si ritrova un po' di quella Milano che ricordo io e che ora non esiste più. Si sente forte l'accento milanese tra il pubblico, dal fornaio, al bar. 

La Chiesa Vecchia di Baggio
La chiesa piano piano si riempie e tra il pubblico si mescolano una serie di volti noti a chi frequenta ambienti musicali (veri): oltre a Davide Cabassi e Tatiana Larinova, arrivano Luca Buratto e Emanuele Delucchi, che di recente si sono esibiti a Parma, Alberto Chines e Andrea Cassano (volto noto a Parma) e altri più giovani promettenti pianisti tra cui Federico Pulina, il nostro Antonio e Sebastiano. Ma non solo pianisti! Ci sono anche Stefano Alessandri (III corno alla Scala) e il Maestro Carlo Goldstein, ormai affermato Direttore d'Orchestra che arriva a Baggio direttamente da Seoul! 



Tutti per lui, uno dei pianisti veri del nostro tempo, Alessndro Deljavan (nato il 1° febbraio - come me!!! ho qualcosa in comune con lui! wow!!), trentanni, un passato costellato di vittorie ma anche di critiche non favorevoli perchè quando si ha qualcosa in più, si sa, non tutti apprezzano... è capitato a tutti i grandi e il fatto che sia capitato anche a lui è solo una conferma della sua superiorità. 


Quando suona, sembra immerso in un universo tutto suo e con la musica crea un mondo di raffinatissime sfumature sonore e la tecnica perfetta è solo un mezzo per esprimere emozioni, non è il fine da mostrare al pubblico. 

"Concerto memorabile, nella mia personale top three della vita.
Artista superiore. Punto"
(Davide Cabassi

Queste parole dicono tutto. Non posso io fare una analisi tecnica e interpretativa degli Studi eseguiti da Alessandro Deljavan (non ne sono capace), ma questo è uno di quei casi in cui l'emozione è certamente arrivata a tutti. E dopo il concerto, con la semplicità di un ragazzo di trentanni, è tornato nella nostra banale realtà con la naturalezza di chi sa che una delle doti fondamentali di un grande artista è l'umiltà. 

"Un viaggio chopiniano indimenticabile, beato chi c'era!" (Emanuele Delucchi)

"Sontuosa esecuzione. Molto personale e passionale. Un musicista che impreziosisce il carnet di espressioni talentuoso della manifestazione organizzata a Baggio. La cultura e la musica possono fare molto per migliorare il gusto e i comportamenti delle persone... andate avanti cosi'' . (Raffaele Milanese)

"un grande grazie per la musica che hai dato a questo luogo Sacro" (Pietro Ballicu)

Grazie, felici di esserci stati!

L'ORGANO DI BAGGIO che oggi c'è



LA STORIA DELL'ORGANO DI BAGGIO. 
E' famoso il detto milanese "MA VA' a BAGG a SONA' L'ORGHEN!" =ma vai a Baggio a suonare l'organo... che nella chiesa vecchia vecchia (quella di adesso è restaurata) era solo dipinto perchè non c'erano i soldi per comprarne uno vero!... e quindi il detto significa vai a quel paese più o meno...


= L'origine della leggenda che racconta del famoso "detto" nasce nell'antica chiesa di Sant'Apollinare e Sant'Antonino che fu per secoli una cappella privata della famiglia longobarda "da Baggio". Alcuni documenti riferiscono che nel 1601 l'edificio fu ampliato in occasione dell'elezione a papa di Anselmo da Baggio (Alessandro II). Come tutte le storie, anche quella dell'organo di Baggio si è arricchita nel tempo favorita da interpretazioni e motivazioni diverse. Difficile indicarne l'originale, le cinque ceramiche che seguono raccontano le 5 più popolari versioni. 

1. EL PITTOR, LA FAMM e L'ORGHEN (= il pittore, la fame e l'organo")


= la nostra chiesetta è povera, tutti noi, che non possiamo mica permetterci nemmeno uno straccio d'organino, almeno adesso lo avremo pitturato sul muro.

2. GHE VOREVA ANCA LA GUERRA (=ci voleva anche la guerra)


= in un paio di giorni la nostra chiesetta si è trasformata in un deposito militare. I francesi avevano fatto man bassa di tutto e anche, ed è stata la più grossa, delle canne dell'organo. 

3. EL TINO, EL TOR, E L'ORGHEN (=Il Tino, il Toro e l'organo)

"Appoggia la testa all'organo dipinto sul muro, chiude gli occhi. Tira un sospirone come quando era davanti al toro e poi, poi si mette a piangere, non finisce più, e proprio in quel momento l'organo si mette a suonare."

4. GAETAN EL DAZZI E L'ORGHEN (Gaetano, il dazio e l'organo)

"Gaetano, era proprio necessario andare a suonare l'organo fino là a Baggio, che sembra fuori dal mondo?" A continuare a fare avanti e indietro dal dazio, il Gaetano è conosciuto da tutti i dazieri: "Eccolo lì quello che va a Baggio a suonare l'organo!"

5. EL REAL CONSERVATORI DE MILAN (=il reale conservatorio di Milano)


"Prima della lezione, finiamo subito i compiti della settimana sull'organo di Baggio. Tu, Nearco, in piedi! Non ci sei mai... E allora vai a Baggio a suonare l'organo!"

(Traduzione dal Milanese di Marco Torricelli)

Baggio: We love Chopin di Alessandro Deljavan

Alessandro Deljavan
L'integrale degli studi di Chopin sono uno dei traguardi per un pianista. E Alessandro Deljavan li ha eseguiti tutti e 27 (op. 10, op. 25 e i tre opera postuma) nella Chiesa Vecchia di Baggio (MI) per "I love Chopin" rassegna nella rassegna "Primavera di Baggio" http://www.primaveradibaggio.it/stagione/, la piccola (ma grande per gli artisti che ospita) stagione della periferia milanese voluta e organizzata dalla coppia di pianisti Davide Cabassi e Tatiana Larinova. Già il luogo ha un qualcosa di speciale, per me che sono milanese, perchè qui si ritrova un po' di quella Milano che ricordo io e che ora non esiste più. Si sente forte l'accento milanese tra il pubblico, dal fornaio, al bar. 

La Chiesa Vecchia di Baggio
La chiesa piano piano si riempie e tra il pubblico si mescolano una serie di volti noti a chi frequenta ambienti musicali (veri): oltre a Davide Cabassi e Tatiana Larinova, arrivano Luca Buratto e Emanuele Delucchi, che di recente si sono esibiti a Parma, Alberto Chines e Andrea Cassano (volto noto a Parma) e altri più giovani promettenti pianisti tra cui Federico Pulina, il nostro Antonio e Sebastiano. Ma non solo pianisti! Ci sono anche Stefano Alessandri (III corno alla Scala) e il Maestro Carlo Goldstein, ormai affermato Direttore d'Orchestra che arriva a Baggio direttamente da Seoul! 



Tutti per lui, uno dei pianisti veri del nostro tempo, Alessndro Deljavan (nato il 1° febbraio - come me!!! ho qualcosa in comune con lui! wow!!), trentanni, un passato costellato di vittorie ma anche di critiche non favorevoli perchè quando si ha qualcosa in più, si sa, non tutti apprezzano... è capitato a tutti i grandi e il fatto che sia capitato anche a lui è solo una conferma della sua superiorità. 


Quando suona, sembra immerso in un universo tutto suo e con la musica crea un mondo di raffinatissime sfumature sonore e la tecnica perfetta è solo un mezzo per esprimere emozioni, non è il fine da mostrare al pubblico. 

"Concerto memorabile, nella mia personale top three della vita.
Artista superiore. Punto"
(Davide Cabassi

Queste parole dicono tutto. Non posso io fare una analisi tecnica e interpretativa degli Studi eseguiti da Alessandro Deljavan (non ne sono capace), ma questo è uno di quei casi in cui l'emozione è certamente arrivata a tutti. E dopo il concerto, con la semplicità di un ragazzo di trentanni, è tornato nella nostra banale realtà con la naturalezza di chi sa che una delle doti fondamentali di un grande artista è l'umiltà. 

"Un viaggio chopiniano indimenticabile, beato chi c'era!" (Emanuele Delucchi)

"Sontuosa esecuzione. Molto personale e passionale. Un musicista che impreziosisce il carnet di espressioni talentuoso della manifestazione organizzata a Baggio. La cultura e la musica possono fare molto per migliorare il gusto e i comportamenti delle persone... andate avanti cosi'' . (Raffaele Milanese)

"un grande grazie per la musica che hai dato a questo luogo Sacro" (Pietro Ballicu)

Grazie, felici di esserci stati!

L'ORGANO DI BAGGIO che oggi c'è



LA STORIA DELL'ORGANO DI BAGGIO. 
E' famoso il detto milanese "MA VA' a BAGG a SONA' L'ORGHEN!" =ma vai a Baggio a suonare l'organo... che nella chiesa vecchia vecchia (quella di adesso è restaurata) era solo dipinto perchè non c'erano i soldi per comprarne uno vero!... e quindi il detto significa vai a quel paese più o meno...


= L'origine della leggenda che racconta del famoso "detto" nasce nell'antica chiesa di Sant'Apollinare e Sant'Antonino che fu per secoli una cappella privata della famiglia longobarda "da Baggio". Alcuni documenti riferiscono che nel 1601 l'edificio fu ampliato in occasione dell'elezione a papa di Anselmo da Baggio (Alessandro II). Come tutte le storie, anche quella dell'organo di Baggio si è arricchita nel tempo favorita da interpretazioni e motivazioni diverse. Difficile indicarne l'originale, le cinque ceramiche che seguono raccontano le 5 più popolari versioni. 

1. EL PITTOR, LA FAMM e L'ORGHEN (= il pittore, la fame e l'organo")


= la nostra chiesetta è povera, tutti noi, che non possiamo mica permetterci nemmeno uno straccio d'organino, almeno adesso lo avremo pitturato sul muro.

2. GHE VOREVA ANCA LA GUERRA (=ci voleva anche la guerra)


= in un paio di giorni la nostra chiesetta si è trasformata in un deposito militare. I francesi avevano fatto man bassa di tutto e anche, ed è stata la più grossa, delle canne dell'organo. 

3. EL TINO, EL TOR, E L'ORGHEN (=Il Tino, il Toro e l'organo)

"Appoggia la testa all'organo dipinto sul muro, chiude gli occhi. Tira un sospirone come quando era davanti al toro e poi, poi si mette a piangere, non finisce più, e proprio in quel momento l'organo si mette a suonare."

4. GAETAN EL DAZZI E L'ORGHEN (Gaetano, il dazio e l'organo)

"Gaetano, era proprio necessario andare a suonare l'organo fino là a Baggio, che sembra fuori dal mondo?" A continuare a fare avanti e indietro dal dazio, il Gaetano è conosciuto da tutti i dazieri: "Eccolo lì quello che va a Baggio a suonare l'organo!"

5. EL REAL CONSERVATORI DE MILAN (=il reale conservatorio di Milano)


"Prima della lezione, finiamo subito i compiti della settimana sull'organo di Baggio. Tu, Nearco, in piedi! Non ci sei mai... E allora vai a Baggio a suonare l'organo!"

(Traduzione dal Milanese di Marco Torricelli)

mercoledì 3 maggio 2017

Aspettando Chopin a Baggio (2): Crossover, The Muppet Show

Risultati immagini per muppets dr teeth
Dr. Teeth plays... Chopin!


Let's Rock! La Polonaise di Chopin diventa un brano Heavy Metal in questo esilarante sketch di qualche anno fa... per dirla come va di moda oggi: ENJOY!





Aspettando Chopin a Baggio (2): Crossover, The Muppet Show

Risultati immagini per muppets dr teeth
Dr. Teeth plays... Chopin!


Let's Rock! La Polonaise di Chopin diventa un brano Heavy Metal in questo esilarante sketch di qualche anno fa... per dirla come va di moda oggi: ENJOY!





martedì 2 maggio 2017

Aspettando Chopin a Baggio (1): MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

PVM sarà onorato di poter partecipare ai concerto-aperitivo "I Love Chopin" in programma a Baggio, periferia di Milano (MM più vicina Bisceglie), Chiesa Vecchia di Via Ceriani 3 (ore 18.30), all'interno della Rassegna La Primavera di Baggio 2017 (Vedi: http://www.primaveradibaggio.it/stagione/). Nell'attesa, il concerto cui assisteremo è sabato prossimo, al pianoforte Alessandro Deljavan (il 13 maggio ci sarà Tatiana Larinova), ho pensato di regalarvi alcune pillole su Chopin! Cartoon meravigliosi che con grande fantasia ci fanno vedere come pochi anni fa la musica classica era parte integrante della cultura anche di massa... ma guardando i numeri che fanno i concerti ultimamente (più di 300 persone all'inaugurazione della Primavera di Baggio!) c'è da sprare che finisca l'era trash di Allevi&Co. e torni tra tutti la buona musica! Quella vera. Occorre un po' di impegno da parte di tutti: artisti, insegnanti, studenti e spettatori.

Buon divertimento con MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN del 1947.


Aspettando Chopin a Baggio (1): MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

PVM sarà onorato di poter partecipare ai concerto-aperitivo "I Love Chopin" in programma a Baggio, periferia di Milano (MM più vicina Bisceglie), Chiesa Vecchia di Via Ceriani 3 (ore 18.30), all'interno della Rassegna La Primavera di Baggio 2017 (Vedi: http://www.primaveradibaggio.it/stagione/). Nell'attesa, il concerto cui assisteremo è sabato prossimo, al pianoforte Alessandro Deljavan (il 13 maggio ci sarà Tatiana Larinova), ho pensato di regalarvi alcune pillole su Chopin! Cartoon meravigliosi che con grande fantasia ci fanno vedere come pochi anni fa la musica classica era parte integrante della cultura anche di massa... ma guardando i numeri che fanno i concerti ultimamente (più di 300 persone all'inaugurazione della Primavera di Baggio!) c'è da sprare che finisca l'era trash di Allevi&Co. e torni tra tutti la buona musica! Quella vera. Occorre un po' di impegno da parte di tutti: artisti, insegnanti, studenti e spettatori.

Buon divertimento con MUSICAL MOMENTS FROM CHOPIN del 1947.


venerdì 13 maggio 2016

Cult LongMovie d'animazione: Sparky's magic piano


Un'immagine del film
Dopo aver assistito al concerto del giovane pianista coreano, vincitore del premio Chopin, mi pare adatto proporre questo divertente cartone animato che racconta la stori di un bambino che diventa concertista grazie ad un piano magico... alla fine ce la farà a nascondere il suo segreto? Sparky's Magic Piano è un lungometraggio del 1987. Buona visione! 

Di questa storia esiste una precedente versione FIABA AUDIO, che potete ascoltare qui: Sparky's magic piano, story
  • Léonard Gautier - The Secret
  • Chopin - Waltz in E minor, Opus posth.
  • Chopin - Etude in C minor ("Revolutionary"), Opus 10 number 12
  • Rimsky-Korsakov (adapted from the arrangement by J. Strimer) - The Flight of the Bumblebee (electronically played at double speed)
  • Chopin - Etude in C sharp minor, Opus 10 number 4
  • Liszt - Hungarian Rhapsody no. 2, in C sharp minor (excerpt from the end of the piece, arranged for piano and orchestra)
  • Beethoven - Piano Sonata number 14 ("Moonlight") in C sharp minor, Opus 27 number 2 (excerpt from the 1st mvt, arranged for piano and orchestra)
  • Chopin - Waltz in C sharp minor, Opus 64 number 2 (excerpt)
  • Rachmaninov - Prelude in C sharp minor, Opus 3 number 2 (truncated, and arranged for piano and orchestra)
  • Mendelssohn - "The Spinning Song" (from Song Without Words), Opus 67 number 4 (announced by Sparky, but the piano refuses to play it, so the music is not heard)

Cult LongMovie d'animazione: Sparky's magic piano


Un'immagine del film
Dopo aver assistito al concerto del giovane pianista coreano, vincitore del premio Chopin, mi pare adatto proporre questo divertente cartone animato che racconta la stori di un bambino che diventa concertista grazie ad un piano magico... alla fine ce la farà a nascondere il suo segreto? Sparky's Magic Piano è un lungometraggio del 1987. Buona visione! 

Di questa storia esiste una precedente versione FIABA AUDIO, che potete ascoltare qui: Sparky's magic piano, story
  • Léonard Gautier - The Secret
  • Chopin - Waltz in E minor, Opus posth.
  • Chopin - Etude in C minor ("Revolutionary"), Opus 10 number 12
  • Rimsky-Korsakov (adapted from the arrangement by J. Strimer) - The Flight of the Bumblebee (electronically played at double speed)
  • Chopin - Etude in C sharp minor, Opus 10 number 4
  • Liszt - Hungarian Rhapsody no. 2, in C sharp minor (excerpt from the end of the piece, arranged for piano and orchestra)
  • Beethoven - Piano Sonata number 14 ("Moonlight") in C sharp minor, Opus 27 number 2 (excerpt from the 1st mvt, arranged for piano and orchestra)
  • Chopin - Waltz in C sharp minor, Opus 64 number 2 (excerpt)
  • Rachmaninov - Prelude in C sharp minor, Opus 3 number 2 (truncated, and arranged for piano and orchestra)
  • Mendelssohn - "The Spinning Song" (from Song Without Words), Opus 67 number 4 (announced by Sparky, but the piano refuses to play it, so the music is not heard)

giovedì 12 maggio 2016

PVM a PIANOSOLO: Seong-Jin Cho

Antonio in palco aspetta Seong-Jin Cho
Dopo una giornata pesantuccia, in cui i vicini/padroni di casa si sono già lamentati del mezzacoda dopo 2 ore dal suo posizionamento in salotto, sono felice di essere al Teatro Regio con Antonio per assistere al concerto del vincitore del XVII Concorso Internazionale Chopin, il coreano Seong-Jin Cho, classe 1994... Mi aspettvo il "solito" orientale macina note senz'anima... e invece ho scoperto e trovato un grandissimo interprete. Tecnica straordinaria, talento indiscutibile, maturità espressiva di un quarantenne. Sfatato l'ennesimo luogo comune. Gli orientali investono e credono nella musica, giustamente, molto più di noi. I loro talenti hanno la possibilità di studiare, emergere e vivere della loro passione. Viene da dire: Beati loro! In una stagione dedicata al pianoforte, al Teatro Regio di Parma, solo Stefano Bollani sarà chiamato a tenere alto il nome di questo paese in campo pianistico nel mondo, come del resto fa in ambito jazzistico.


Questa sera Seong-Jin Cho ha eseguito programma meraviglioso, che lo ha visto impegnato dapprima con un dolce Rondò di Mozart K 511 (Ascolta Hamish Milne), dopo il quale ancora non si poteva che intuire la sua bravura e poi subito con la magniloquente Sonata in do minore di Schubert  D 958 (Ascolta Sokolov), la sua terzultrima, ove rende omaggio allo stesso Mozart e a Beethoven poco tempo prima di morire. E nella seconda parte, i Preludi di Chopin op. 28 (Ascolta Martha Argerich), in un crescendo emotivo sentito e ripagato da un pubblico non numeroso ma attento e partecipe e, oserei dire, competente. E Antonio ha voluto il CD!:


Qui al Concorso di Varsavia (ottobre 2015):


PVM a PIANOSOLO: Seong-Jin Cho

Antonio in palco aspetta Seong-Jin Cho
Dopo una giornata pesantuccia, in cui i vicini/padroni di casa si sono già lamentati del mezzacoda dopo 2 ore dal suo posizionamento in salotto, sono felice di essere al Teatro Regio con Antonio per assistere al concerto del vincitore del XVII Concorso Internazionale Chopin, il coreano Seong-Jin Cho, classe 1994... Mi aspettvo il "solito" orientale macina note senz'anima... e invece ho scoperto e trovato un grandissimo interprete. Tecnica straordinaria, talento indiscutibile, maturità espressiva di un quarantenne. Sfatato l'ennesimo luogo comune. Gli orientali investono e credono nella musica, giustamente, molto più di noi. I loro talenti hanno la possibilità di studiare, emergere e vivere della loro passione. Viene da dire: Beati loro! In una stagione dedicata al pianoforte, al Teatro Regio di Parma, solo Stefano Bollani sarà chiamato a tenere alto il nome di questo paese in campo pianistico nel mondo, come del resto fa in ambito jazzistico.


Questa sera Seong-Jin Cho ha eseguito programma meraviglioso, che lo ha visto impegnato dapprima con un dolce Rondò di Mozart K 511 (Ascolta Hamish Milne), dopo il quale ancora non si poteva che intuire la sua bravura e poi subito con la magniloquente Sonata in do minore di Schubert  D 958 (Ascolta Sokolov), la sua terzultrima, ove rende omaggio allo stesso Mozart e a Beethoven poco tempo prima di morire. E nella seconda parte, i Preludi di Chopin op. 28 (Ascolta Martha Argerich), in un crescendo emotivo sentito e ripagato da un pubblico non numeroso ma attento e partecipe e, oserei dire, competente. E Antonio ha voluto il CD!:


Qui al Concorso di Varsavia (ottobre 2015):


giovedì 25 febbraio 2016

Marcia Funebre: Film d'autore (polacco)

Il film
Zbigniew Rybczyński (27-01-1943) è un regista polacco. Ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo, tra cui il l'Oscar nel 1983 con "Tango" e l'Emmy nel 1990.
Negli anni sessanta frequenta prima il liceo artistico a Varsavia e poi, a Lodz, sua città natale, l'accademia cinematografica. Dopo l'accademia viene assunto dalla Se.Ma.For, un celebre studio di animazione polacco e, parallelamente, lavora come operatore freelance di film didattici, corti e lungometraggi di finzione. In questo periodo aderisce al gruppo d'avanguardia Warsztat Formy Filmowej. Durante il soggiorno viennese Rybczynski diviene un attivista di Solidarnosc e, dopo il colpo di Stato di Jaruzelski in Polonia, chiede, per protesta, asilo politico al governo austriaco.

Trasferitosi negli USA fonda la sua casa di produzione, la Zbig Vision, e lavora ai suoi primi video in alta definizione, tra i quali L'Orchestra  del 1990, di cui fa parte questa Marcia Funebre, e ad alcuni videoclip musicali.

Cofanetto di Zbig che trovate a 7 euro su Amazon.
"Ho iniziato la mia carriera come pittore. Quindi, alla fine degli anni Sessanta, ho deciso che la pittura era morta - volevo movimento, non immobilità. Ma avevo un problema. Nei film, di solito si riprende il reale... ma il mio interesse era riprendere cose che non esistono nella realtà.... volevo riprendere immagini che esistono nelle nostre menti, nei nostri sogni, nella nostra coscienza, nella nostra fantasia..." (Zbig). 

Il questo filmato, su una tastiera infinita, ciascun personaggio suona una sola nota della marcia. La marcia è, come ormai saprete, il III tempo della Sonata per pianoforte in sib minore di Chopin. Vedremo altri spezzoni del film nei prossimi giorni. Io mi sono comprata il cofanetto... è un'esperienza piuttosto forte.



Marcia Funebre: Film d'autore (polacco)

Il film
Zbigniew Rybczyński (27-01-1943) è un regista polacco. Ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo, tra cui il l'Oscar nel 1983 con "Tango" e l'Emmy nel 1990.
Negli anni sessanta frequenta prima il liceo artistico a Varsavia e poi, a Lodz, sua città natale, l'accademia cinematografica. Dopo l'accademia viene assunto dalla Se.Ma.For, un celebre studio di animazione polacco e, parallelamente, lavora come operatore freelance di film didattici, corti e lungometraggi di finzione. In questo periodo aderisce al gruppo d'avanguardia Warsztat Formy Filmowej. Durante il soggiorno viennese Rybczynski diviene un attivista di Solidarnosc e, dopo il colpo di Stato di Jaruzelski in Polonia, chiede, per protesta, asilo politico al governo austriaco.

Trasferitosi negli USA fonda la sua casa di produzione, la Zbig Vision, e lavora ai suoi primi video in alta definizione, tra i quali L'Orchestra  del 1990, di cui fa parte questa Marcia Funebre, e ad alcuni videoclip musicali.

Cofanetto di Zbig che trovate a 7 euro su Amazon.
"Ho iniziato la mia carriera come pittore. Quindi, alla fine degli anni Sessanta, ho deciso che la pittura era morta - volevo movimento, non immobilità. Ma avevo un problema. Nei film, di solito si riprende il reale... ma il mio interesse era riprendere cose che non esistono nella realtà.... volevo riprendere immagini che esistono nelle nostre menti, nei nostri sogni, nella nostra coscienza, nella nostra fantasia..." (Zbig). 

Il questo filmato, su una tastiera infinita, ciascun personaggio suona una sola nota della marcia. La marcia è, come ormai saprete, il III tempo della Sonata per pianoforte in sib minore di Chopin. Vedremo altri spezzoni del film nei prossimi giorni. Io mi sono comprata il cofanetto... è un'esperienza piuttosto forte.



sabato 1 agosto 2015

Libro di lettura: Improvviso scherzo notturno, un viaggio nella musica di Chopin


La casa editrice rueBallu di Palermo non mi delude mai. Di recente è uscito l'ottavo volume della serie Jeunesse ottopiù (libri indicati per lettori maggiori di anni 8): "Improvviso scherzo notturno, un viaggio nella musica di Fryedryc Chopin", scritto da un "semplice" appassionato di Chopin, Matteo Corradini, e illustrato da Pia Valentinis (20 euro). Avrei voluto presentare il libro insieme alla musica di Chopin e ad una serie di cartoni animati, ma dopo averlo letto il mio desiderio di condividerlo con i miei lettori supera la capacità di aspettare. Anticipiamo così un tema del prossimo anno e alcuni ascolti. Come sempre, infatti, i libri rueBallu vanno letti, guardati, ma anche ascoltati e nella mia analisi vi indicherò i link per ascoltare le musiche proposte dall'autore, un brano per ogni capitolo. 



1. Il "viaggio" (nulla di più adatto al nostro Blog!) comincia con lo Studio Op. 10 n. 1 in Do che ascolterete le ggendo il primo capitolo "Nota iniziale": ascolta Maurizio Pollini.


Il protagonista di questo meraviglioso e misterioso "racconto musicale" è un camionista, che, nell'immaginario comune, è sicuramente una tipologia d'uomo assai lontana dalla "raffinatezza" del mondo della musica classica e in particolare della musica per pianoforte. E invece, il camionista di questa storia è un appassionato di musica: "Mi siedo sul sedile molleggiato a guardare la strada, controllo che gli specchi siano a posto e parto, vado, guido per ore e ore e alla radio cerco sempre di ascoltare pianoforti e ancora pianoforti mentre attraverso il mondo".  Ascolta musica e legge libri di musica, specialmente dedicati ai pianisti e ai loro pianoforti. Non ha tempo di andare ai concerti e forse non lo farebbero neppure entrare uno come lui... in certe sale da concerto...

Il viaggio oggeto del suo racconto è un viaggio mlto particolare per lui, perchè trasporta un pianoforte! Da Varsavia (Polonia) fino a Parigi. Il pianoforte è nel container del camion, ben imballato e protetto. 

Ad un tratto, al nostro camionista pare di sentire qualcuno che suona il pianoforte che lui stesso trasporta...

2. "Apparizione", Improvviso Op. 66 n. 4 in do diesis minore, Ascolta Arthur Rubinstein. 
Nel secondo capitolo c'è l'incontro con il personaggio misterioso che terrà compagnia al camionista per buona parte del viaggio. Si chiama Fryedryk, mangia solo pane, tossisce di frequente, è pianista e compositore, di poche parole e molto bizzarro. "L'uomo si alza e tossisce. È troppo magro per farmi male e suona troppo bene per essere veramente pericoloso. Sembra solo stanco... Fryederyk, che ha la faccia di uno che non dorme da un secolo, dorme."


3. Il terzo capitolo ha per tema la "Nostalgia", che ha parte importante nella vita di Fryederyk e fonte principale della sua ispirazione. Polonaise Op. 71/1 n. 8 in Re minore: ascolta Nikita Magaloff.

I due compagni di viaggio si fermano e il camionista compra un sacchetto di orsetti gommosi da condividere con il suo nuov amico... gli orsetti gommosi sono la passione di tutti i bambini! Che bello sapere che piacciono anche a... Fryedryk! 


4. Le mani di Fryedryk, fatte per suonare. Il corpo che si trasforma, per suonare. "Un corpo per danzare", Notturno Op. 9 n. 2 in Mi bemolle. ascolta Roberto Cappello.

"Ci ho messo qualche anno ma poi ho capito. Per suonare bene, il tuo corpo deve trasformarsi. E una cosa storta è più vicina alla perfezione di una cosa dritta". 


5. "Melodia", Preludio Op. 28/4 n. 4 in Mi minore. ascolta Martha Argerich. 

"Ho sempre pensato che scrivere la musica è raccontare storie perchè la gente possa dormire e sognare. Oppure perchè la gente possa restare più sveglia di prima". 

6. Il Rondò  Op. 5 in Fa maggiore è la "colonna sonora" del capitolo "Rubato", che ha un'importanza centrale nel racconto... è una sorta di segno premonitore. ascolta Danil Trifonov.

7. Il capitolo "Amici" parla dell'amicizia di Fryedryk con un pittore... e non vi rivelerò il suo nome per non togliervi la sorpresa. Il brano scelto per queste pagine è la Barcarolle Op. 60 in Fa diesisascolta Krystian Zimerman


8. Preludio Op. 28/3 n. 3 in Sol è il brano che accompagna "Meccanica", un interessante accostamento tra lo scappamento del Camion e lo scappamento del pianoforte... sapevate che anche certi pianoforti hanno lo scappamento? Lo scoprirete leggendo questo libro! ascolta Gregory Sokolov.


9. "Studenti e maestri" è il titolo del capitolo 9, dedicato alle composizioni pianistiche che si chiamano "Studi" perchè concepite come esercizi per studenti di pianoforte e quindi pensati per far loro superare alcune difficoltà tecniche. Studio Op. 25 n. 1 in  La bemolle. ascolta Lang Lang
"Ma in fondo un teatro cos'è? Una scatola con dentro qualcosa e persone che guardano o ascoltano. Il mio container adesso è un teatro... Non è mai uscito qualcos di così bello dal mio container."


10. "Zal", cosa significa? "vuol dire rabbia, ma anche umiltà. Zal vuol dire rancore, ma anche vendetta. Te lo porti dentro, lo Zal, come se il tuo corpo fosse la gabbia di una bestia che non sai se è feroce oppure no...": Fuga in la minore. ascolta Pietro De Maria



11. I due amici parlano di "Viaggi" e si raccontano le proprie esperienze in giro per il mondo... Notturno Op. 9 n. 1 in Si bemolle minoreascolta Yundi Li


12. "Terra", Scherzo Op. 20 n. 1 in si minore. Finale a sorpresa che vi lascerà a bocca aperta! ascolta Svlatoslav Richter.

Il libro è bello sia da leggere, sia da guardare, sia da ascoltare e, infine, sia da toccare ed annusare. Elegantemente rilegato, accompagnato da un bellissimo segnalibro, stampato su carta naturale realizzata con fibre di cotone, riciclate provenienti dalla gestione responsabile delle foreste... un libro che è bello avere. 

Il sito della casa editrice: www.rueballu.it

PUNTATA DI "QUI COMINCIA..." su RADIO TRE dedicata a questo libro l'1/10/2015: http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-4e571e83-e5f6-4041-a936-82dd399b131e.html#

Libro di lettura: Improvviso scherzo notturno, un viaggio nella musica di Chopin


La casa editrice rueBallu di Palermo non mi delude mai. Di recente è uscito l'ottavo volume della serie Jeunesse ottopiù (libri indicati per lettori maggiori di anni 8): "Improvviso scherzo notturno, un viaggio nella musica di Fryedryc Chopin", scritto da un "semplice" appassionato di Chopin, Matteo Corradini, e illustrato da Pia Valentinis (20 euro). Avrei voluto presentare il libro insieme alla musica di Chopin e ad una serie di cartoni animati, ma dopo averlo letto il mio desiderio di condividerlo con i miei lettori supera la capacità di aspettare. Anticipiamo così un tema del prossimo anno e alcuni ascolti. Come sempre, infatti, i libri rueBallu vanno letti, guardati, ma anche ascoltati e nella mia analisi vi indicherò i link per ascoltare le musiche proposte dall'autore, un brano per ogni capitolo. 



1. Il "viaggio" (nulla di più adatto al nostro Blog!) comincia con lo Studio Op. 10 n. 1 in Do che ascolterete le ggendo il primo capitolo "Nota iniziale": ascolta Maurizio Pollini.


Il protagonista di questo meraviglioso e misterioso "racconto musicale" è un camionista, che, nell'immaginario comune, è sicuramente una tipologia d'uomo assai lontana dalla "raffinatezza" del mondo della musica classica e in particolare della musica per pianoforte. E invece, il camionista di questa storia è un appassionato di musica: "Mi siedo sul sedile molleggiato a guardare la strada, controllo che gli specchi siano a posto e parto, vado, guido per ore e ore e alla radio cerco sempre di ascoltare pianoforti e ancora pianoforti mentre attraverso il mondo".  Ascolta musica e legge libri di musica, specialmente dedicati ai pianisti e ai loro pianoforti. Non ha tempo di andare ai concerti e forse non lo farebbero neppure entrare uno come lui... in certe sale da concerto...

Il viaggio oggeto del suo racconto è un viaggio mlto particolare per lui, perchè trasporta un pianoforte! Da Varsavia (Polonia) fino a Parigi. Il pianoforte è nel container del camion, ben imballato e protetto. 

Ad un tratto, al nostro camionista pare di sentire qualcuno che suona il pianoforte che lui stesso trasporta...

2. "Apparizione", Improvviso Op. 66 n. 4 in do diesis minore, Ascolta Arthur Rubinstein. 
Nel secondo capitolo c'è l'incontro con il personaggio misterioso che terrà compagnia al camionista per buona parte del viaggio. Si chiama Fryedryk, mangia solo pane, tossisce di frequente, è pianista e compositore, di poche parole e molto bizzarro. "L'uomo si alza e tossisce. È troppo magro per farmi male e suona troppo bene per essere veramente pericoloso. Sembra solo stanco... Fryederyk, che ha la faccia di uno che non dorme da un secolo, dorme."


3. Il terzo capitolo ha per tema la "Nostalgia", che ha parte importante nella vita di Fryederyk e fonte principale della sua ispirazione. Polonaise Op. 71/1 n. 8 in Re minore: ascolta Nikita Magaloff.

I due compagni di viaggio si fermano e il camionista compra un sacchetto di orsetti gommosi da condividere con il suo nuov amico... gli orsetti gommosi sono la passione di tutti i bambini! Che bello sapere che piacciono anche a... Fryedryk! 


4. Le mani di Fryedryk, fatte per suonare. Il corpo che si trasforma, per suonare. "Un corpo per danzare", Notturno Op. 9 n. 2 in Mi bemolle. ascolta Roberto Cappello.

"Ci ho messo qualche anno ma poi ho capito. Per suonare bene, il tuo corpo deve trasformarsi. E una cosa storta è più vicina alla perfezione di una cosa dritta". 


5. "Melodia", Preludio Op. 28/4 n. 4 in Mi minore. ascolta Martha Argerich. 

"Ho sempre pensato che scrivere la musica è raccontare storie perchè la gente possa dormire e sognare. Oppure perchè la gente possa restare più sveglia di prima". 

6. Il Rondò  Op. 5 in Fa maggiore è la "colonna sonora" del capitolo "Rubato", che ha un'importanza centrale nel racconto... è una sorta di segno premonitore. ascolta Danil Trifonov.

7. Il capitolo "Amici" parla dell'amicizia di Fryedryk con un pittore... e non vi rivelerò il suo nome per non togliervi la sorpresa. Il brano scelto per queste pagine è la Barcarolle Op. 60 in Fa diesisascolta Krystian Zimerman


8. Preludio Op. 28/3 n. 3 in Sol è il brano che accompagna "Meccanica", un interessante accostamento tra lo scappamento del Camion e lo scappamento del pianoforte... sapevate che anche certi pianoforti hanno lo scappamento? Lo scoprirete leggendo questo libro! ascolta Gregory Sokolov.


9. "Studenti e maestri" è il titolo del capitolo 9, dedicato alle composizioni pianistiche che si chiamano "Studi" perchè concepite come esercizi per studenti di pianoforte e quindi pensati per far loro superare alcune difficoltà tecniche. Studio Op. 25 n. 1 in  La bemolle. ascolta Lang Lang
"Ma in fondo un teatro cos'è? Una scatola con dentro qualcosa e persone che guardano o ascoltano. Il mio container adesso è un teatro... Non è mai uscito qualcos di così bello dal mio container."


10. "Zal", cosa significa? "vuol dire rabbia, ma anche umiltà. Zal vuol dire rancore, ma anche vendetta. Te lo porti dentro, lo Zal, come se il tuo corpo fosse la gabbia di una bestia che non sai se è feroce oppure no...": Fuga in la minore. ascolta Pietro De Maria



11. I due amici parlano di "Viaggi" e si raccontano le proprie esperienze in giro per il mondo... Notturno Op. 9 n. 1 in Si bemolle minoreascolta Yundi Li


12. "Terra", Scherzo Op. 20 n. 1 in si minore. Finale a sorpresa che vi lascerà a bocca aperta! ascolta Svlatoslav Richter.

Il libro è bello sia da leggere, sia da guardare, sia da ascoltare e, infine, sia da toccare ed annusare. Elegantemente rilegato, accompagnato da un bellissimo segnalibro, stampato su carta naturale realizzata con fibre di cotone, riciclate provenienti dalla gestione responsabile delle foreste... un libro che è bello avere. 

Il sito della casa editrice: www.rueballu.it

PUNTATA DI "QUI COMINCIA..." su RADIO TRE dedicata a questo libro l'1/10/2015: http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-4e571e83-e5f6-4041-a936-82dd399b131e.html#