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venerdì 29 agosto 2014

Cult Movie d'animazione: TOPOLINO IN "SYMPHONY HOUR", Franz von Suppè

Un musicista dell'orchestra con lo strumento rotto
Inutile dire che dopo un viaggio così impegnativo, come Una Notte sul Monte Calvo, sia d'obbligo una sosta rigenerante, con un cartone animato musicale tutto da ridere. Ho scelto per voi questo capolavoro Disney del 1942 che si intitola Symphony Hour (= L'ora della sinfonia)

Topolino è un Direttore d'Orchestra. L'Orchestra è un'orchestra radiofonica sponsorizzata da Gambadilegno (Sylvester Macaroni) e il brano che tentano di eseguire è "Cavalleria Leggera" del musicista dalmata Franz von Suppè. Macaroni vuole un'esecuzione dal vivo del concerto e predispone una serata in teatro in grande stile. Purtroppo però Pippo, sempre il più maldestro, incaricato di portare gli strumenti musicali sul palcoscenico, li fa cadere tutti nel buco dell'ascensore, che poi li schiaccia. I musicisti tentano di suonare con quel che resta dei loro strumenti e l'effetto è disastroso, ma "sorprendentemente" (non si possono mai prevedere le reazioni del pubblico... anche oggi impazzisce per musicisti che... mah...) il pubblico apprezza ed esplode in un'ovazione. 

Franz von Suppè
Chi era Franz von Suppè?
E' il nome d'arte di Francesco Ezechiele Ermenegildo (in effetti un nome non tanto adatto a un musicista...) Cavaliere di Suppè-Demelli, nato a Spalato nel 1819 e morto a Vienna nel 1895). Scrisse soprattutto operette, ouvertures, opere liriche, musica sacra tra cui una Messa detta Missa Dalmatica che fu eseguita per la prima volta il 13 settembre 1835 nella chiesa di San Francesco a Zara:
Messa
che ci tengo a citare perchè legata, appunto, alla Dalmazia, terra che fu italiana ma che è stata drammaticamente persa con la II guerra mondiale, insieme a parte della Venezia Giulia, all'Istria e a Fiume causando l'esilio volontario di migliaia di profughi (breve storia familiare...). Ai tempi di von Suppè ancora non era avvenuto nulla di tutto ciò e Spalato faceva parte ancora dell'Impero austriaco.
Von Suppè fu anche cantante d'opera e debuttò come Dulcamara nell'Elisir d'amore di Donizetti.
Il brano che Topolino dirige in questo cartone animato, "Cavalleria Leggera" (Leichte Kavallerie), scritto nel 1866, fu soggetto alla censura asburgica perchè è sostanzialmente una satira militare.


Ecco il brano di Von Suppè nella superba direzione di Herbert von Karajan:

mercoledì 27 agosto 2014

Chi era Modest Mussorgsky (1839-1881)

Mussorgsky da ragazzo
Modest Petrovic Mussorgsky (o Musorgskij) è nato a Karevo-Pskov in Russia il 21 marzo del 1839. Il suo papà era un proprietario terriero, cioè aveva tante terre sulle quali faceva lavorare tanti contadini. Modest da bambino vive a contatto con queste persone semplici e impara le loro tradizioni e i loro canti popolari e leggende. Inizia a suonare il pianoforte grazie all'insegnamento di una vecchia signora, amica di famiglia e a 9 anni già faceva dei piccoli concerti in famiglia con musiche dell'irlandese John Field (1782 - 1837) che in qualche modo influenzò anche un altro musicista che già conosciamo: Liszt.

 Tuttavia, come avvenne per Rimskij-Korsakov, anche Mussorgsky era destinato a carriera militare e intraprese quella strada non mollando mai, però, lo studio della musica e iniziò a comporre, aiutato poi da alcuni amici importanti come Balakirev (un altro importante musicista russo). Tra i suoi amici c'è anche lo stesso Rimskij-Korsakov e Mussorgsky entra nel Gruppo dei Cinque, che cercavano di definire e portare avanti una musica nazionale russa, in netta opposizione con la tendenza occidentalizzante di Mosca, rappresentata da Cajkovskij.   

Mussorgsky era soggetto a depressione e spesso beveva troppo e tendeva ad isolarsi. Dopo la morte della madre, con la quale aveva un rapporto intensissimo, i problemi si aggravarono. Infatti, si ritirò a vivere in campagna e, a causa di problemi di saluti legati all'abuso di alcool, morì a soli 42 anni il 28 marzo del 1881. Sembra che, in punto di morte, Musorgskij abbia pronunciato la drammatica frase "Tutto è finito, il dolore sono io!"... insomma, non è stato sicuramente un uomo felice e la sua musica lascia intendere tutta la sua sofferenza.
Mussorgsky da grande
Scrisse liriche per canto e pianoforte su testo proprio e una di queste si intitola proprio "Tu, vecchio ubriacone"... forse si rivolgeva a se stesso?

I. Repin, "Ritratto di Modest Mussorgsky, 1881
Questo è un famoso ritratto di Mussorgsky, opera del pittore Repin, in cui il musicista appare avvolto in un'enorme vestaglia verde con bordo rosso, tutto trasandato, con il naso rosso come un ubriacone e lo sguardo perso... così era pochi giorni prima di morire... infatti questo ritratto è proprio di pochi giorni precedente all'improvvisa morte.


OPERE: Oltre a Una notte sul Monte Calvo, Mussorsky è famoso per I Quadri di un'esposizione (suite per pianoforte poi orchestrata da Ravel) e I Canti e danze della morte, le opere liriche Boris Godunov e Kovancina (la prima su libretto di Puskin e la seconda su libretto proprio), le liriche per canto e pianoforte raccolte con il titolo di La camera dei bambini, che descrivono alcune inquietanti scene d'infanzia... i titoli delle sue opere confermano che non era un allegrone! 


martedì 26 agosto 2014

Una notte sul Monte Calvo (4) - Versione Rock: NEW TROLLS

La Copertina del disco
Concludiamo il nostro inquietante X viaggio (prometto atmosfere più rilassanti per la prossima gita...), con una "contaminazione" chiamiamola così... l'arrangiamento rock (o meglio Rock Progressivo) del poema sinfonico di Mussorgsky, realizzata nel 1974 da Vittorio de Scalzi ed eseguita da un gruppo italiano degli anni Settanta (che ancor oggi calca i palcoscenici di tutto il mondo): i NEW TROLLS (per la verità in quell'anno New Trolls Atomic System, ma non andiamo troppo nello specifico) e poi contenuta in un Album antologico uscito nel 1976 con il titolo Una notte sul Monte Calvo.

Il singolo, 1974
Mi piace sottolineare questi intrecci tra il mondo della "classica" e il mondo della musica Pop-Rock, perchè se il livello artistico resta elevato (e sottolineo il SE), sono assolutamente favorevole a far scendere dal piedistallo la "musica colta" e far salire alle più alte sfere la musica di più largo consumo. 

I NEW TROLLS sono un gruppo musicale formatosi a Genova nel 1966: Vittorio De Scalzi (chitarra, tastiere, flauto e voce), Nico di Palo (chitarra e voce), Mauro Chiarugi (tastiere), Gianni Bellano (batteria), Giorgio d'Adamo (basso). Il loro stile unisce elementi beat e psichedelici (sul significato di tale definizione lascio a voi il compito, se vi interessa, di fare una ricerca...); sono musicisti di alta e solida formazione (e ci tengo a sottolinearlo oggi che viviamo nell'epoca degli artisti improvvisati...) e si ispirano a Jimi Handrix e Vanilla Fudge. Hanno aperto tanti concerti dei Rolling Stones... per approfondire: www.newtrolls.it

Dopo aver ascoltato la musica di Mussorgsky nella versione originale, sarà interessante proporre ai vostri figli questo ascolto e poi chiedere loro quale delle due versioni piace di più. Inoltre, mi fa piacere che i ragazzi sappiano che la musica Rock ha preso non poco dal mondo della musica classica e che i più grandi musicisti Rock e Pop hanno una base e una cultura classica... 

lunedì 25 agosto 2014

Una notte sul Monte Calvo (3) - Fantasia

Una scena dal film Fantasia
Questo episodio del Film Fantasia (1940) della Disney, dedicato alla raffigurazione di Una notte sul Monte Calvo di Modest Mussorgsky unitamente all'Ave Maria di Franz Schubert (arrangiamento di Leopold Stokovskij), colpisce per la sua diversità rispetto allo standard disneyiano. Chernobog è il Dio dei Demoni e della Morte e appare in cima al Monte Calvo, o meglio monte lui stesso, in opposizione a Byelobog, Dio della luce. Chernobog chiama a sè i Demoni e le Streghe, vampiri, scheletri di corpi non seppelliti in terra consacrata... tutte le creature del male... Tutti danzano mentre Satana li condanna. Ave Maria schubertiana in una Chiesa gotica con una processione di figure che camminano reggendo tra le mani ceri accesi. L'animazione di Chernobog, così diversa dal Topolino dell'Apprendista Stregone, dagli ippopotami, dai fauni, dai dinosauri, è stata creata da Vladimir Tytla, un animatore slavo, mentre le altre figure nascono dalla matita di Kay Nielsen e sono anch'esse inquietanti e sgradevoli, ben lontane dagli stilemi di Hollywood. Questo è l'episodio in cui Disney ha lasciato agli artisti maggior spazio alla sperimentazione grafica... forse conosceva il precedente di Alexeieff? O semplicemente ritenne che la musica di Mussorgsky fosse meritevole di qualcosa che andasse in qualche modo aldilà degli standard?

Il Re del Male
 Alla fine, il tremendo Re del Male torna ad essere profilo di montagna... suonano le campane e l'atmosfera si "illumina" con l'

Dal punto di vista musicale, la versione utilizzata in Fantasia è un arrangiamento della versione di Rimskij-Korsakov fatto da Leopold Stokowsky.

L'episodio viene considerato non adatto ai bambini, ma devo confessare che tra tutti quelli di Fantasia, è questo il preferito sia di Antonio sia di Giacomo, sempre per il solito discorso dell'attrazione che i bambini provano per l'inquietante, per il loro bisogno di effettuare un processo catartico e "purificarsi" dalle loro paure. Quindi, accompagnati da voi, lasciateli guardare l'episodio, con la musica di Mussorgsky... avranno paura, molta paura, ma questo li farà crescere! Che senso ha raccontare le fiabe come usa adesso, edulcorate, rielaborate, stravolte per non sconvolgere i bambini?! Con tutte le brutture che incontrano nel mondo ogni giorno... meglio prepararli ad affrontare il Male, a lasciarsi in un certo senso sedurre da esso, per poi però liberarsene nel modo più naturale.
Copertina del CD

Qui sotto trovate il filmato del cartone in due parti; vi consiglio, se non lo avete già,  di acquistare il DVD di Fantasia originale e tenerlo nella vostra videoteca perchè è uno di quei capolavori che non possono mancare. Da guardare e riguardare... insieme.... più avanti, vedremo anche gli altri episodi del Film.

Parte 1




Parte 2

sabato 23 agosto 2014

Una notte sul Monte Calvo (2)- Cult Movie d'animazione per adulti e lavoretto "notturno" per bimbi


Gli antenati dei Teletubbies...

Come un incisore, il russo Alexandre Alexeieff, che ha con Mussorgsky oltre la comune origine anche una certa affinità spirituale, adotta la tecnica dello "schermo a spilli" per realizzare questo capolavoro dell'animazione nel 1932-33, precedendo di quasi un decennio l'episodio dedicato allo stesso brano del film Fantasia (1940). Si tratta di creare migliaia di fori su di una tavola, con vari gradi di profondità, mediante centinaia di cilindri di metallo illuminati da luce radente. Il tutto veniva filmato col "passo 1", cioè fotogramma per fotogramma. Ovvio che a noi, abituati all'era del digitale pare qualcosa di impossibile... per mettere insieme un filmato di circa 7 minuti occorrevano anni di lavoro... Erano tecniche assai laboriose, condotte artigianalmente, che davano pochi minuti di film. 

Questo di Alexeieff è "un poema di immagini audiovisive", fonte inesauribile di suggestioni liriche, che forse piacerà di più agli adulti che ai bambini, anche se questi ultimi sono sempre "catturati" da tutto ciò che fa paura, che è scuro, misterioso, diabolico, inquietante... e di sicuro in questo film e nella musica di Mussorgsky c'è tutto questo in abbondanza... l'unico problema non irrilevante è che i nostri figli (o nipoti) sono abituati all'HD e questo filmato NON è in alta definizione... vagli a spiegare che questi facevano i buchetti con cilindri di metallo... non è facile. 
La tecnica di Alexeieff

Si può anche definire una "illustrazione in movimento della musica"... ci sono streghe, demoni, apparizioni fulminee che si sdoppiano e la musica descrive tutto come fossero parole. 

Non c'è uno spazio, non c'è un tempo... lo spazio e il tempo sono quelli dell'immaginazione dei due autori. Le immagini e la musica si arricchiscono a vicenda, la musica non è mero commento alle immagini e le immagini non sono solo raffigurazione della musica. C'è una compenetrazione particolare tra i due linguaggi. 

I sentimenti che suscitano sono quelli del tormento, dell'abbandono, dell'inquietudine, del terrore, del rimpianto... sì mi rendo conto che non è proprio roba da bambini, ma i più grandicelli potranno apprezzare questo cartone animato così antico.. gli si può tentare di spiegare che una volta non c'era tutto quello con cui loro oggi hanno la fortuna (o sfortuna per certi versi) di crescere. 

Vi consiglio di visionare il filmato e poi ditemi se quelle figure in cerchio che alzano le braccia al cielo non vi sembrano i Teletubbies!


Un Gufo, creatura della Notte... sul Monte Calvo...
Per "illuminare" la lugubre atmosfera del Post, ho pensato di inserire un'attività da svolgere con i vostri bambini: creare una maschera di una creatura della Notte... che potrebbe svolazzare insieme ai corvi sulla carcassa del cavallo morente che vedrete nel filmato... UN GUFO! E' una idea di Serenella, educatrice meravigliosa dei laboratori per bambini dell'Associazione Dilettantistica Fairplay: una fucina di creatività ad alto livello! E il risultato lo vedete nella fotografia che apre il Post. (Per le istruzioni su come realizzare la maschera, vai alla fine del Post).



Dal punto di vista dei riferimenti reali, possiamo dire che l'idea di Musorgsky, rielaborata dal nostro amico Rimskij-Korsakov, nasce da una novella di un famoso autore russo, Gogol intitolata "La Notte di San Giovanni" e questo era anche il titolo provvisorio dell'opera musicale di Musorgsky. Sul Monte Triglav, nei pressi di Kiev, il 24 giugno, solstizio d'estate e festa di San Giovanni, è tradizione che ci sia un Sabba di Streghe; la luna infatti pare stregata: sorge e tramonta senza posa e quando è su in cielo ha una luce così forte che illumina tutto a giorno. 

La natura è sconvolta... gli alberi paiono personificati, i rami si inarcano minacciosi e i fusti ondeggiano. La catastrofe incombente diventa accadimento e la terra ruota vorticosamente... 

Un bambino fugge dagli spiriti infernali e solo alla fine troverà tregua e tornerà a casa.

Il bambino

Si vedono le orme di un cavallo disorientato

Il cavallo morente
che, a causa degli effetti del plenilunio stregato, si accascia al suolo, stremato e inscheletrisce a poco a poco, mentre i corvi vegliano sulla sua fine. Creature animalesch danzano... un mulino si disintegra.

Un paesaggio fluviale segna il ritorno alla tranquillità.

Alla fine l'autore dirà che intendeva mostrare la lotta tra il Bene e il Male, ma che si è accorto di aver raccontato il dramma della morte di suo padre e della "metamorfosi" di sua madre che "diventa tetra"... il signore è di per sè piuttosto inquietante!

COME REALIZZARE LA MASCHERA DA GUFO:
1. Disegnare una sagoma da gufo su un cartoncino
2. Fare i buchi per gli occhi alla giusta distanza
3. Applicare la sagoma su un panno e tagliare il panno seguendo i bordi e fare i buchi degli occhi
4. Tagliare due cerchi con il panno di un colore diverso dal panno utilizzato per il muso
5. Fare i buchi anche nei cerchi e con la colla a pistola (o l'attaccatutto) incollare gli occhi in               corrispondenza dei buchi. 
6. Tagliare un triangolo con panno arancione per il becco
7. Incollarlo nella giusta posizione
8. Fare ai lati due buchini e legare un elastico per potersi mettere al volto la maschera.

Ancora un'immagine del Gufo!

giovedì 21 agosto 2014

Una notte sul Monte Calvo (1) - Introduzione

Il Signore del Male sul Monte Calvo
Dopo aver tanto parlato del Diavolo con Stravinskij, sono stata catturata dal fascino del Male e della Notte... e per il nostro prossimo Piccolo Viaggio Musicale, il X, ho scelto un brano, anch'esso famosissimo, che ha ancora a che fare con creature della notte, streghe, demoni e paura. Si tratta del Poema sinfonico (o Fantasia per Orchestra nella versione di Rimskij-Korsakov), intitolato Una notte sul Monte Calvo del musicista russo Modest Mussorgsky, scritto nel 1867 (per l'esattezza, terminata non a caso nella notte del 23 giugno... ), la cui composizione, per la verità, fu assai travagliata. 

Il Monte Calvo è una montagna che si trova in Ucraina (Lysa Hora) o in Russia meridionale (Monte Triglav), ove tradizionalmente, la notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno), si "celebra" un Sabba di Streghe... La notte in questione è esattamente la stessa del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (avete presente?): è il solstizio d'estate, con il sole alla massima inclinazione, cioè il giorno più lungo e la notte più breve dell'anno. E' una notte che si festeggia in tutte le culture arcaiche all'insegna della trasgressione e della magia (a Parma si mangiano i tortelli a mezzanotte... un po' diversa come tradizione rispetto al Sabba ma... http://gastronomoscientifico.blogspot.it/2012/06/san-giovanni-i-tortelli-la-rugiada.html). Queste celebrazioni servivano a segnare il culmine del disgelo e l'inizio della nuova stagione primaverile ricca di forze procreatrici. Pensate che il primo progetto de La Sagra della Primavera di Stravinskij (che abbiamo appena incontrato nel nostro viaggio precedente con l'Histoire du Soldat e incontreremo assai presto con la Sagra) era proprio intitolato La Notte di San Giovanni. La versione che noi conosciamo è quella rimaneggiata da Rimskij-Korsakov nel 1886 (il nostro amico del calabrone, ricordate?)... che era amico di Mussorgsky e ha completato tante opere da lui lasciate a metà... Mussorgsky, come vedremo nella biografia, era un po' matto (questi musicisti sono tutti un po' matti), spesso soffriva di depressione e beveva troppo e quindi lasciava un po' tutto a metà. La versione, invece, che vedrete in Fantasia, è quella ulteriormente rimaneggiata da Leopold Stokowski nel 1940 con l'aggiunta dell'Ave Maria di Schubert. Sarà merito del Maestro Claudio Abbado se, nel 1968, verrà recuperata la versione originale di Mussorgsky.

Il racconto che sta alla base di quest'opera, che essendo un Poema Sinfonico vuole raccontare una storia ben precisa, con tanto di capitoli, è La sera della vigilia di San Giovanni dello scrittore russo Nikolaj Gogol' (la potete ascoltare qui: http://shar.es/LL5sz) e dall'ascolto di Totentanz per pianoforte e orchestra di Franz Liszt (che abbiamo guarda a caso appena riascoltato con la Rapsodia Ungherese n. 2 nella versione "antico screensaver" e nel cantiere del leone):

1. Assemblea delle streghe, loro discorsi e chiacchiere
2. Il corteo di Satana
3. Messa Nera
4. Sabba

Nella versione di Rimskij-Korsakov, i momenti diventano 6:
1. Suoni sotterranei di voci sovrannaturali
2. Apparizione degli spiriti delle tenebre e di Satana
3. Trionfo di Satana e Messa Nera
4. Sabba
5. Suono della campana che disperde gli spiriti delle tenebre
6. Sorgere del giorno

Ciò che egli aggiunge, oltre a una serie di modifiche interne, è un finale tranquillo dopo l'Allegro feroce. 

Ho deciso di postare due esecuzioni della stessa compagine orchestrale diretta da due grandi Maestri scomparsi purtroppo quest'anno: Claudio Abbado e Lorin Maazel e, prima, la versione di Rimskij-Korsakov (il nostro prezzemolino...) arricchita da un'animazione che piacerà ai bambini.

Questo brano, anche grazie al film Fantasia, ha un forte potere seduttivo nei confronti dei giovani ascoltatori. Basta dire loro che si tratta di un pezzo che parla di un Diavolo e di una riunione segreta di Streghe, di notte, vicino ad una montagna stregata. E solo alla fine, quando l'atmosfera si illumina a giorno, le creature del male se ne vanno nei loro nascondigli sotterranei. Ci sono parecchie affinità tematiche con la Danse Macabre di Saint-Saens, che potete andare a "ripescare" indietro nel Blog e fare una full immersion nel demoniaco aggiungendo ai diavoli gli scheletri. Per finire, andate anche a riascoltare i Fossili, brano che fa parte del Carnevale degli animali dello stesso autore... e così avete fatto il pieno! Ma i brani scuri, nel mondo della musica classica non sono certo finiti....ne avremo tanti altri, a cominciare dalla Sagra di Stravinskij, con i Dinosauri di Fantasia.

Buon ascolto...

Versione di Rimskij-Korsakov con animazione "diabolica"...


I Berliner diretti da Claudio Abbado (versione originale di Mussorgsky)


martedì 19 agosto 2014

Rapsodia Ungherese n. 2 (9) - Victor Borge e la gag del pianoforte/bomba

Wile E. Coyote nella classica scena dei denti a pianoforte
In occasione del Festival e Accademia Dino Ciani, ho avuto il piacere di ospitare una bravissima e simpaticissima pianista cinese/americana di Los Angeles, Hedy Lee, che, oltre a deliziarci con lo studio della Kreisleriana di Schumann, cui presto dedicherò alcuni Post perchè è diventata uno dei miei pezzi per pianoforte preferiti, mi ha aperto un mondo che non conoscevo, quello del pianista comico.
Hedy è una pianista che spazia in tutti i generi musicali e suona con una gioia e una passione tali da essere portate come esempio a tutti coloro che iniziano lo studio del pianoforte con qualche sbadiglio di troppo...
Colgo l'occasione di questo recente ritorno alla Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt, per proporvi una scenetta davvero divertente proprio sulla Rapsodia di Liszt, che potranno apprezzare anche i vostri figli e che ormai, avendo ascoltato Liszt in tutte le salse, gusterete fino all'ultima nota senza perdervi nessuna "battuta musicale". Il pianista protagonista (in questo caso affiancato da un altro musicista in un travolgente 4 mani) è Victor Borge (1909-2000), musicista e comico danese naturalizzato statunitense. Ex bambino prodigio che debuttò a 8 anni nel suo primo recital pianistico, Borge studiò anche con Frederic Lamond che fu allievo di Liszt, oltre che con Egon Petri, pupillo di Busoni. Dopo l'esordio come pianista classico, ha scelto la strada dello show comico-musicale sempre però di gusto, mai volgare e mai di basso livello. Tra le sue gag preferite ci sono il suonare distratto da qualcuno, il passare da un brano classico a una canzonetta popolare e l'interagire con il pubblico... Qui lo vedrete "litigare" con l'altro musicista per la spartizione della tastiera, fino a sovrapporsi e suonare in divertenti incroci, con una precisione e una padronanza del gioco incredibili.

La mia amica Hedy Lee al pianoforte
Victor Borge è un altro esempio di come il mondo della musica classica sia popolato di personaggi tutt'altro che noiosi, la cua ironia e senso dell'umorismo sono accresciuti dalla raffinatezza della loro cultura.

Ecco per voi tre filmati per ridere e sorridere:



Per finire, un video che ci insegna quanto sia importante nella musica la precisione... Attenti a non sbagliare!

domenica 17 agosto 2014

Rapsodia Ungherese n. 2 (8) - Il grattacielo di Rhapsody in Rivets

Il leone direttore...  d'orchestra
Restiamo ancora sulla Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt... ci piace così tanto che non vorremmo mai lasciarla; e questo è un altro capolavoro dell'animazione: Rhapsody in Rivets è un fantastico cartone animato della serie Merry Melodies della Warner Bros, creato da Friz Freleng nel 1941. Il cartone ha ricevuto la nomination per for l'Academy Award come migliore cortometraggio d'animazione, ma perse contro "Lend a Paw" di Walt Disney, un delizioso cartone con Pluto e Topolino protagonisti, alle prese con un gattino abbandonato.




In Rhapsody in Rivets, il direttore dei lavori di un cantiere, un leone umanizzato, si trasforma in direttore d'orchestra e il progetto del grattacielo che deve costruire è la sua partitura. Gli orchestrali sono gli operai, che battono, segano, martellano, spalmano la malta, posano i mattoni... come suonassero i loro strumenti musicali. Verso le 17.00, il crescendo si fa irresistibile e il grattacielo si innalza a velocità impressionanti fino ad arrivare alla bandiera sul tetto che sigilla la fine della fatica. Un operaio, un cagnolino dalle fattezze di Droopy, mentre la folla applaude in delirio, chiude una porta dietro le sue spalle provocando il crollo dell'edificio appena terminato... 

Ecco il cartone:

Merrie Melodies - Rhapsody In Rivets di Necopodalex




venerdì 15 agosto 2014

Rapsodia Ungherese n. 2 (7) - LA MUSICA VISIVA di Fischinger

Una scena dal film Optical Poem
Quando si viaggia, a volte, può capitare di voler ritornare in un luogo che tanto ci ha emozionato o del quale ci siamo dimenticati di esplorare una parte... Capiterà spesso di tornare su autori o brani che abbiamo già ascoltato,  perchè è meraviglioso ascoltarli una seconda volta, con una nuova maturità e cogliere particolari che ci erano sfuggiti.

La Rapsodia Ungherese n. 2 di Liszt è uno dei "luoghi" preferiti di e Antonio e Giacomo e così, per accontentarli, ho trovato altri filmati d'animazione (tanti! vedrete!) in cui questo brano è la colonna sonora o il soggetto da "illustrare": questo è un film veramente interessante del 1938, crato per la MGM dal tedesco Oskar Fischinger (1900-1967), un artista dell'animazione astratta, che ha come obiettivo il creare contatto tra musica e immagini visive. Dare alla musica immagine. In questo film, intitolato Optical Poem, concretizza la sua idea di tradurre le immagini mentali geometriche che la musica creerebbe nel nostro cervello... secondo lui... a me non capita mai di vedere cerchi e triangoli mentre ascolto un concerto, ma chissà... a voi capita?
Una scena del film
... per fare questo, egli utilizza delle forme geometriche, in particolare dei cerchi colorati, con carta in "stop motion fashion". Se ho ben capito l'autore ha utilizzato tante forme geometriche di carta appese a fili invisibili e ha scattato in sequenza una serie di immagini per poi metterle in fila e creare movimento... chissà quanto ci ha messo! Del resto siamo nel 1938... non so se l'idea del brano di Liszt gli sia venuta guardando The Opry House di Topolino oppure no... in ogni caso un'occasione per riascoltare la Rapsodia Ungherese e per guardare un antenato dei moderni screensaver (almeno a me ha fatto venire in mente quello, a voi?). Non so se pò essere apprezzato dai più piccoli, forse no, ma potete provare a vedere se almeno riconosceranno la musica di The Cat Concerto e di Raphsody Rabbit anche perchè, nel prossimo Post, rimarremo con Liszt e con la Rapsodia Ungherese n. 2, per un altro Cartone animato capolavoro... poi partiremo per il nostro X viaggio per il quale occorrerà molto, molto... coraggio.

In questo video è da ammirare la perfetta sincronia di musica e immagini, realizzata tutta manualmente, così come le figure geometriche ritagliate in cartoncino. Non sembra nulla a noi ormai abituati ai mondi che si creano con il computer, ma dovete cercare di andare indietro nel tempo e così apprezzare la fatica che questo autore ha affrontato per mettere insieme 7 minuti di film. 


Ecco il video:

mercoledì 13 agosto 2014

Marcia dei soldatini di piombo - Un cartone con musica di Pierné

Soldatini di piombo in marcia
Un'altra piccola pausa musicale, dopo quella dello scorso Post dedicata alla lettura, per restare nel tema dell'Histoire du Soldat, con questa Marcia dei Soldatini di piombo per banda, del compositore francese Gabriel Piernè (1867-1937)...  poco conosciuto, ma grande amico di Claude Debussy (giusto per per collocarlo nella Storia della musica). Pierné è nato e cresciuto in una famiglia di musicisti ed era, oltre che compositore, anche pianista e organista e soprattutto direttore d'orchestra assai stimato e diresse anche i Balletti Russi di Diaghilev. Il collegamento con Stravinskij è solo tematico, ovviamente, perchè con Pierné torniamo indietro nel tempo, rispetto a Stravinskij e nella sua musica non ci sono di certo le arditezze e le novità dell'Histoire

Il video che vi propongo è una rappresentazione animata di questa celebe "Marcia dei soldatini di piombo" op. 14 n. 6 di Pierné che ne ha determinato lo sviluppo ideativo della storia, in stretto sincronismo con le immagini, realizzata da Stelvio Sciuto con la tecnica della carta ritagliata e usando una cinepresa 16mm. Stelvio Sciuto è un grafico pubblicitario nato a Ferrara ma attivo a Firenze. Non è un autore molto famoso se non forse nell'ambito dell'animazione pubblicitaria, ma io ho trovato questo piccolo cartone animato così grazioso che non ho resistito alla tentazione di postarlo e condividerlo con voi... anche perchè ad Antonio e soprattutto Giacomo è piaciuto tantissimo e lo abbiamo guardato tantissime volte. La storia rappresentata ricorda quella del Soldatino di Stagno e dello Schiaccianoci... l'idea dei giocattoli che si animano e vivono delle avventure proprie nei sogni dei bambini o nella realtà (?). In questo caso un incontro d'amore tra un soldatino e una bambolina, con tanto di baci e lancio di fiori... lo trovo delizioso.


martedì 12 agosto 2014

Lettura musicale: " IL RAGAZZO COL VIOLINO" di Roberto Piumini

Copertina del libro di Piumini
Dopo aver parlato di VIOLINO così a lungo, è bello trovare delle storie da leggere (e in questo caso anche da recitare in teatro o a scuola e ascoltare), che abbiano il VIOLINO come protagonista. "Il ragazzo col violino" di Roberto Piumini (un altro autore per bambini e ragazzi molto conosciuto), è "una fiaba per cantare e ballare" che racconta la storia di Patrizio Sincero, un ragazzo giramondo al quale un giorno viene voglia di avere un violino. Ho trovato in questa storia alcune affinità con l'Histoire du Soldat (canto a parte) e per questo penso sia utile proporvi questa lettura proprio in questo momento, reduci come siete dall'esperienza dell'Opera da camera di Stravinskij, anche per alleggerire un percorso che sta diventando impegnativo.

Di cosa parla questa storia?
Patrizio è un ragazzino come tanti che cerca disperatamente un violino... (sarà anche in questo caso la sua anima? Vedete voi...)
Riesce a comprarlo ad un mercato da una vecchia venditrice di cose vecchie (sarà il Diavolo travestito?...). Ma non è un violino qualunque... è un violino magico che contiene un pappagallo (sarà mica Popka, il Pappagallo di Stravinskij!). Il pappagallo insegna a Patrizio una melodia portentosa, da intonare ogni qual volta dovesse trovarsi nei guai per risolvere la situazione. Grazie alla melodia magica, Patrizio riesce a superare tutta una serie di difficoltà (alle prese con una "brigantessa dalla puzza spessa") e alla fine, con la sua musica (ancora il potere della musica...), a conquistare il cuore di una bella Principessa (anche qui c'è una Principessa da salvare!).

Il Prologo della commedia e Patrizio sincero

Una lettura piacevole, breve, divertente, che esiste nell'edizione che ho trovato io in un oratorio di Parma,  nuove edizioni romane (costo 7,50 euro su Amazon) o in un'edizione della Rugginenti con CD allegato.
Copertina del libro Rugginenti

domenica 10 agosto 2014

Chi era Igor Stravinskij (1882-1971)

Igor Stravinskij in un ritratto di Picasso
Igor Stravinskij è nato nei pressi di Pietroburgo nel 1882. Suo papà era un famoso cantante, primo basso al Teatro Marijinskij. Non è stato un bambino prodigio.... (c'è speranza per tutti!...). Inizia a studiare pianoforte a 9 anni e prosegue con ritmo regolare, ma occupandosi anche di altro (studia legge all'università). E' dai 23 anni che inizia a dedicarsi prevalentemente alla musica e sapete perchè? Perchè diventa mico e allievo di composizione di una nostra conoscenza: Nicolaj Rimskij-Korsakov, sì proprio lui! Il nostro amico del Calabrone (se non ti dice niente questo nome, vai immediatamente a leggerti tutti i Post a lui dedicati!). Rimskij-Korskov è come il prezzemolo! Vedrete che le ritroveremo spesso... anche nel nostro prossimo viaggio musicale!

Studia con Rimskij-Korsakov fino alla morte di lui (1908) e gli dedica anche un'opera: Canto funebre per la morte di Rimskij-Korsakov... che però lui non ha mai avuto il piacere di sentire immagino...

A differenza di Brahms, Stravinskij era piuttosto minuto e magro e aveva sempre paura di prendersi un raffreddore o qualche altra malattia, per cui girava sempre con un cappello (che nascondeva anche la sua crapa pelata!) e una sciarpa. A volte con il cappello andava anche a dormire!

Aveva la mania dell'ordine: gli piaceva avere tutto sotto controllo. Impilava ogni cosa e ogni cosa aveva un suo posto e guai a spostarla. Il suo luogo prediletto era la sua stanza-studio perfettamente insonorizzata per non essere udito da nessuno (e, aggiungo io, per non sentire nessuno). 

Aveva una debolezza non tanto nobile: i soldi. Era così spilorcio che staccava i francobolli dalle buste non timbrate per riutilizzarli... ricopiava da solo la sua musica piuttosto che pagare qualcuno che lo facesse per lui. E aveva sempre bisogno di soldi, per sè, per la moglie Katerina e per i 4 figli. 

Aveva un altra debolezza, che spesso ahimè va di pari passo con la precedente: le donne. Restò fedele con l'anima a Katerina tutta la vita, ma ebbe più di una relazione esterna al matrimonio, la più importante con una Pittrice, Vera (cioè una pittrice di nome Vera...). 

Non è finita... aveva un altro vizio, che ahimè spesso si unisce ai due precedenti in molti uomini...: l'alcool, specialmente il whisky. A causa di questo viziaccio si giocò una collaborazione con Marc Chagall (non arrivò all'appuntamento) e fece una figuraccia a cena da John Fitzgerarl Kennedy (che lo accompagnò personalmente in bagno, pare...). 

Basta? No! Fumava pure! ahi ahi ahi... ragazzi, a volte i grandi nell'arte (in questo caso nella musica) non sono ugualmente grandi nella vita di tutti i giorni, mi raccomando non seguite il loro pessimo esempio!

Stravinskij comunque, nonostante questi difetti, è stato indubbiamente un musicista fondamentale per la Storia della musica. Amava tutte le sue composizioni ed era estremamente sensibile ai giudizi altrui odiando le critiche. Faceva anche il pianista e il direttore d'orchestra. Come amici voleva solo coloro che apprezzavano i suoi lavori... mmmm, non era nemmeno troppo simpatico a quanto pare...

Parlava 4 lingue ed era interessato a tutte le forme d'arte, oltre alla musica. Aveva un pappagallo di nome POPKA che girava libero per casa e un canarino, LYSSAYA DUSHKA (= TESORINO CALVO). Inoltre, aveva anche un gatto VASSKA, che era viziato e geloso.

Uno degli impegni della giornata che prendeva più seriamente era andare a fare la spesa: amava guardare tutti i prodotti disposti ordinatamente sugli scaffali.

Disegno di Picasso per la copertina del Ragtime (1918)
E la sua musica? La su musica è molto particolare e utilizza diversi linguaggi cambiando più di una volta "stile". Inizialmente amava la tradizione russa, della sua terra e in particolare i rituali (vedrete nei prossimi Post The Rite of Spring (=La Sagra della primavera). Poi abbracciò uno stile ispirato all'antico e poi invece al moderno... lo interessano il Jazz, il ragtime...

Dal punto di vista del significato, Stravinskij non vuole mescolare la musica alla vita. Non vuole esprimere sentimenti, ma la musica deve essere autoreferenziale, cioè esprimere se stessa.

Guardate questo video in cui è direttore d'orchestra di un suo pezzo... è molto emozionante poter vedere i musicisti all'opera, cosa che non è possibile con i grandissimi del passato e dobbiamo accontentarci dei Film che hanno fatto su di loro e della nostra immaginazione.


STRAVINSKIJ CHE DIRIGE (PROVE), 1967, "Scherzino" da Pulcinella:



Le sue opere più famose, oltre all'Histoire du Soldat e The Rite of Spring, sono: L'uccello di fuoco e Petruschka e Pulcinella con allestimento di Picasso (3 balletti), Ragtime, Circus Polka per 14 elefanti!(... vedremo...sentiremo...),  Sinfonia dei salmi, la Carriera del libertino (melodramma oggi molto rappresentato nei teatri di tutto il mondo), Sinfonie e Concerti fino a The Owl and the pussycat, suo ultimo lavoro.
Disegno di Picasso per Pulcinella
La sua musica si accosta alla pittura di Pablo Picasso (suo amico e collaboratore) che fece per lui allestimenti, quadri, ritratti.
Jean Cocteau, Picasso, Stravinskij, Olga Picasso

UNA INTERESSANTE CONVERSAZIONE DI STRAVINSKIJ (per genitori e per ragazzi interessati):

venerdì 8 agosto 2014

Histoire du Soldat (5) - Cult Movie d'animazione: 3. La guarigione della principessa e Finale

Copertina di un libro con CD francese, edito da Didier Jeunesse, 2011
per chi conosce il francese, si trova su Amazon a 23,50 euro ed è adatto
a partire da 8 anni. .

Giuseppe è disperato, il suo violino non suona più... ha perso tutto... tutto quello che gli era veramente caro; decide di iniziare a marciare, vagabondare senza meta... ma ecco che, nella storia, entra a questo pinto una bella Principessa...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA, ULTIMA PARTE:

3. MARCIA REALE
Il tema della marcia acquisisce sonorità circensi. Il soldato sa di avere fallito, marcia ma non sa più dove andare. Entra in una LOCANDA, ordina da bere, osserva le tende bianche con il bordo rosso, le foglie che cadono e la piazza. E' desolato. Improvvisamente un tamburo cui segue un annuncio: la figlia del Re di quel paese ignoto sta male. Il Re promette la mano della figlia a chi la guarirà. Il soldato decide di tentare la sorte, andare a corte  fingendosi medico e provare a guarire la ragazza. 

Prima controlla le carte: tutti cuori! Un buon auspicio! Vale la pena tentare.

Ma in quel mentre torna il Diavolo e lo sfida a carte. Il narratore gli suggerisce di perdere tutto, perchè solo liberandosi di ogni avere materiale di provenienza diabolica può liberarsi del diavolo stesso e riappropriarsi del suo violino/anima. E così fa: perde tutto e sconfigge il diavolo! E SI RIAPPROPRIA DEL SUO VIOLINO, cioè della sua anima capace di provare e dare buoni sentimenti.

4. PICCOLO CONCERTO
Il soldato entra in camera della principessa e si mette a suonare il violino.

5. 3 DANZE
La guarisce con tre danze e balla con lei: un tango, un valzer e un ragtime. Danze tra loro diverse che contribuiscono a creare un ulteriore mix di sonorità.

6. DANZA DEL DIAVOLO:
Una IV danza sfinisce il diavolo: cade a terra stremato, ma non è morto! Il soldato e la principessa trascinano il diavolo fuori dalla scena, ma in realtà non sono ancora liberi...

Il Diavolo in un disegno di Blechman

7. CORALE
Il diavolo si rialza e canta: questo mondo è mio, chi troppo vuole nulla stringe, alla fine sarò io il vincitore! Non dovete varcare i confini di questa terra, altrimenti sarà la fine per voi! Ammonisce.

"UNA FELICITA' E' TUTTE LE FELICITA'; DUE FELICITA' E' COME SE NON ESISTESSERO", dice il narratore: cioè non bisogna volere sempre di più di ciò che già si ha, bisogna sapersi anche accontentare!

La principessa fa tante domande al soldato, sul suo passato... vorrebbe andare con lui nel suo paese... ritrovare il passato di lui, la sua mamma, i suoi amici... no! Il diavolo ha detto di non varcare i confini! Il soldato alla fine cede. Varcano i confini:

8. MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO:
Il diavolo rapisce il soldato per sempre!

PARTE TERZA:





PARTE QUARTA:

mercoledì 6 agosto 2014

Histoire du Soldat (4) - Cult Movie d'animazione: 2. La ricchezza

Il Soldato con il Libro del Diavolo
Il soldato Giuseppe è disperato perchè, ricordate?, è tornato a casa ma non lo riconosce nessuno, nemmeno la madre e la sua dolce fidanzata lo ha rimpiazzato con un altro dal quale ha avuto un bambino. Giuseppe è disperato, non sa più cosa fare...

PROSEGUIAMO CON LA TRAMA E CON LA VISIONE DEL CARTONE ANIMATO:

La scena rappresenta ora il campanile del villaggio e il Diavolo, travestito questa volta da mercante di bestiame, che aspetta il soldato...
Giuseppe lo vede, lo riconosce e inveisce contro di lui: maledetto Demonio! Cosa mi hai fatto! E sguaina una sciabola... Il Diavolo cerca di farlo rientrare in sè, gli cambia i vestiti "devi diventare un uomo ricco ed elegante".. gli dice; "e il libro magico? Te lo sei dimenticato? ... Ti farà diventare ricco".
Il soldato inizia a usare il libro seguendo le istruzioni del Diavolo e diventa a poco a poco sempre più ricco, ottiene tutto ciò che vuole, con estrema facilità. Diventa un ricco commerciante, mercante di oggetti... ottiene tutto, tutto, tutto... ma poi... cos'è questo tutto? Alla fine si accorge che non è niente perchè "tutte le cose ottenute sono come un niente, perchè non hanno alcun valore: oggetti privi di anima, cose morte, vuote..." Le cose che contano veramente sono quelle che ricordano qualcosa, le piccole cose di tutti i giorni... gli affetti... il suo violino... la sua foto... il medaglione... e quelli li ha perduti per sempre! Non capita anche a voi? Forse avete tanti giocattoli, però poi alla fine vi piace giocare sempre con quel pupazzo, quella bambola, quel mostro, quella macchinina che ormai sono rotti, scoloriti, vecchi, brutti... ma per voi restano i più belli del mondo e nessun gioco nuovo potrà mai sostituirli, perchè quei giochi, i vostri preferiti, hanno un valore che va aldilà del loro valore materiale... quei giochi rappresentano un po' voi stessi... sono la vostra anima... o no?

"Sono enormemente ricco, eppure sono un morto tra i viventi" dice il Soldato, che è molto triste. 

Il Diavolo torna nuovamente da lui, trvestito questa volta da mendicante con tanti oggetti "inutili" da vendere... tra di essi, il ritratto, lo specchio, il suo violino: ma sono le sue cose! il suo specchio! Il suo ritratto della fidanzata perduta! E il SUO violino!!! quello sì... il soldato lo vuole acquistare, vuole averlo di nuovo.  Lo prende in mano, prova a suonarlo... noooooo! Nessun suono esce da quelle corde! Il violino è muto! Non  è più in grado di suonarlo! (e qui mi viene in mente quel film giapponese che ho postato qualche tempo fa, Piano Forest... ricordate? In cui c'è un pianoforte che suona solo sotto le mani di un bambino che lo suona con l'anima...)

Giuseppe, arrabbiato, straccia le pagine del libro magico, causa di tutti i suoi mali!

PARTE SECONDA:


lunedì 4 agosto 2014

Histoire du Soldat (3) - Cult Movie d'animazione: 1. L'incontro con il diavolo

Locandina del Cartone di Blechman
Dopo aver ascoltato e guardato l'opera nell'edizione teatrale di Lindsay Kemp e dopo aver "viaggiato" tra i magnifici capolavori del Novecento esposti al II piano del Museo Rimoldi di Cortina, è giunto il momento di guardare un capolavoro dell'animazione, firmato R. O. Blecman. Un illustratore, animatore e autore di libri per bambini americano (classe 1930). Il cartone animato è del 1984 e ed è uscito su DVD nel 2004.
L'autore ha un sito internet personale molto divertente: www.roblechman.com

Riprendiamo la trama, questa volta in modo dettagliato e guardiamoci poi il cartone animato, che dividerò in tre Post (=puntate...):

1. MARCIA DEL SOLDATO
Mentre la musica è ritmata come una marcia e gli strumenti iniziano a suonare quasi "per caso", come se stessero improvvisando, un narratore introduce il protagonista della storia: un SOLDATO che si chiama Joseph (= Giuseppe) che sta tornando a casa, marciando, perchè ha ottenuto una licenza. Ha già camminato molto e ha tanta voglia di arrivare a casa e riposare. 
Sulla scena si vedono un ruscello e un paesaggio naturale, il soldato entra in scena e la musica si ferma; inizia il primo monologo:
Il soldato si siede e si lamenta del proprio mestiere, che lo costringe a marciare per tanti km e non guadagnare niente.
Apre il suo zaino e fruga dentro: trova il medaglione d'argento con i bordi dorati che raffigura San Giuseppe (suo Santo protettore), carte, cartucce, uno scpecchio... ma dov'è il ritratto della fidanzata? Ah eccolo, per fortuna lo trova! Poi... in fondo allo zaino... un piccolo VIOLINO, il suo piccolo amato violino... la sua anima.

2. IL VIOLINO DEL SOLDATO
Entra in scena un vecchio con un retino acchiappafarfalle... è il DIAVOLO travestito! Ma il soldato non lo sa! E parla con lui. Il diavolo vuole il violino (che rappresenta l'anima del soldato). Inizialmente il soldato si rifiuta di cederlo e anche di venderlo, ma poi accetta: in cambio il vecchio gli regala un "libro magico" in cui si può vedere il futuro. Ma bisogna saperlo usare... e così i due fanno un patto: per tre giorni il soldato starà a casa del vecchio per insegnargli a suonare il violino e in cambio imparerà a utilizzare il libro magico.
Il vecchio gli darà anche da mangiare carne per tre giorni e da bere vino pregiato e anche da fumare sigari (... brutta cosa ma ai tempi di Stravinskij non si sapeva che il fumo fa così male!)

Il soldato Giuseppe, ci racconta il narratore, sta a casa del vecchio e mangia, beve, fuma e gli insegna a suonare il violino. Passa dei bei giorni e impara ad usare il libro magico... è ora di tornare a casa! Il vecchio (che è il diavolo non dimenticatelo!) lo accompagna a casa in carrozza. La carrozza va velocissima e il soldato ha paura e vorrebbe scendere, ma cosa scopre? Che la carrozza sta volando! Aiutooooooo!!!!!
Musicalmente torna, variato, il tema iniziale della marcia e ritroviamo Giuseppe dove lo avevamo lasciato prima dell'incontro con il Diavolo, in marcia verso casa...

Arriva al suo paese e incontra alcune persone che conosce: la signora Chappuis nel suo orto... la saluta... ma lei non lo sente. Incontra Luigi, un vecchio amico, ma questi non lo riconosce... perfino sua mamma non lo riconosce quando entra in casa, anzi chiama aiuto credendolo un ladro! E la fidanzata? Sposata con un altro!!!Maledetto Demonio!! Giuseppe scopre chi si nascondeva sotto gli abiti del vecchio! E si pente d'averlo ascoltato e di avergli dato il violino.


PARTE PRIMA:


IL "FROTTAGE" dell'Acchiappafarfalle:
Per fare il piccolo quadro dell'Acchiappafarfalle, abbiamo utilizzato una delle fantastiche "scatole" di lavoretti creativi della francese Djeco, prezzo (unico svantaggio perchè sono abbastanza care, ma la qualità è elevata):
La scatola del Frottage
Si tratta di una serie di materiali didattico-creativi per bambini e ragazzi assolutamente meravigliosi. La confezione è talmente bella ed elegante che diventa oggetto d'arredamento della cameretta, così com'è, con i lavoretti in essa contenuti, oppure utilizzandola come scatola per conservare disegni, ricordi, fotografie... La scatola del Frottage contiene: una decina di fogli prestampati da completare, un libretto di istruzioni, 5 matite colorate e una busta con tante carte quadrate su cui sono stampati, in rilievo, diversi motivi decorativi da fare uscire nei sdisegni da colorare. 

Sì, perchè il Frottage altro non è che una tecnica pittorica (ed ecco che la visita al Museo ci ha stimolato curiosità artistiche...) basata sullo "sfregamento" che ha origini assai antiche ed è stata riportata in auge di recente dal pittore surrealista Max Ernst (1891-1976), guarda a caso (o non a caso...) contemporaneo del nostro Igor Stravinskij. 

(da Wiki:) "Questa tecnica consiste nel sovrapporre un certo supporto, come un foglio di carta o una tela a una superficie che abbia dei rilievi più o meno marcati, come della pietra, del legno o qualsiasi cosa che non sia liscia. Utilizzando delle matite di varia morbidezza, pastelli, gessetti o carboncini, si sfregherà il supporto, lasciando affiorare a poco a poco i rilievi della superficie sottostante. Il risultato di tale procedimento consente di ottenere dei disegni e delle textures chiaroscurate e sfumate e delle immagini in larga misura casuali e imprevedibili. Oltre che a essere usato semplicemente per produrre immagini grafiche particolari, il frottage può essere anche il punto di partenza e la base per realizzare opere più elaborate, in un arco maggiore di tempo. Un altro modo di utilizzare questa tecnica consente di arricchire zone e particolari di disegni  e quadri con trame o motivi grafici".

Bene, avete capito? Insomma, si mette il cartoncino con il rilievo sotto al foglio e... voilat! I disegni si colorano in modo divertente e originale. Histoire du Soldat, avranno imparato anche una parola nuova, oltre che una tecnica artistica che poi possono fare in fogli bianchi colorando i loro disegni.
Il disegno da colorare
Il disegno colorato a frottage



















Noi, per restare in tema, abbiamo scelto il disegno dell'Acchiappafarfalle, anche perchè, essendo una attività tanto antica, i bambini fanno fatica a figurarsi il Diavolo con il retino Acchiappafarfalle, perchè forse hanno visto il retino acchiappagranchi in apiaggia... così dopo questo lavoretto a suon di

Buon divertimento!


sabato 2 agosto 2014

LABORATORIO: Histoire du soldat al Museo Rimoldi

De Pisis "Soldatino francese", 1937
Il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d'Ampezzo,  www.musei.regole.it, che vanta una collezione meravigliosa di Maestri del Novecento (Sironi, De Chirico, Savinio, de Pisis, Guttuso, Funi...) ha ospitato ieri un laboratorio didattico inserito anche nel programma del Festival e Accademia Dino Ciani 2014, manifestazione culturale (prevalentemente musicale ma non solo) dedicata al genio pianistico di Dino Ciani, prematuramente scomparso in tragiche circostanze 40 anni fa (www.festivaldinociani.com) e quest'anno incentrata sul tema del centenario della Grande Guerra.


Bambini attenti al racconto della storia
Il laboratorio, rivolto ai bambini dai 6 anni in su (ma non mancavano piccoli di 4 o 5 anni...), è stato pensato per raccontare ai bambini l'Histoire du Soldat di Igor Stravinskij (scritta nel 1918 e strettamente legata al tema della Guerra), creando un percorso "itinerante" tra i quadri esposti al Museo. Insieme alla responsabile dei Servizi Educativi dei Musei delle Regole di Ampezzo, Stefania Zardini Lacedelli e all'educatrice museale Nicoletta Cargnel, abbiamo accompagnato i bambini in un "piccolo viaggio" questa volta non solo musicale, ma anche artistico e interattivo.

Presentazione del laboratorio
Ripercorriamo in questo Post il percorso effettuato ieri pomeriggio e raccontiamo così in modo più approfondito la trama dell'opera, rimandando anche all'ascolto dell'opera (Histoire du soldat) rendendo "sonori" i dipinti esposti al III piano del Museo.
Nei Post successivi, approfondiremo ulteriormente trama e musica dell'opera, con l'aiuto di un capolavoro dell'animazione ad acquarelli, firmato Blechman.

Al Museo siamo partiti da un'immagine del nostro protagonista: il soldato GIUSEPPE, che si prepara a partire per tornare a casa in licenza, raccogliendo le sue cose più care in uno zaino. Sono stati i bambini a frugare nello zaino e trovare gli oggetti che il soldato ha scelto di portare con sè: uno specchio, un medaglione del suo Santo Protettore, San Giuseppe, il ritratto della sua fidanzata (= una riproduzione del quadro di Massimo Campigli presente nella Collezioni Rimoldi che abbiamo posizionato in una cornicetta):


Massimo Campigli, "Ritratto di Rosa Braun", 1955

 e un piccolo violino (che rappresenta la sua anima)...
Il violino del Soldato... vi ricorda qualcosa?

Il soldato marcia... marcia... marcia, senza mai fermarsi e guardando i quadri che abbiamo immaginato essere la raffigurazione dei paesaggi che lui attraversa, abbiamo fatto ascoltare ai bambini LA MARCIA DEL SOLDATO, che è uno dei temi ricorrenti dell'opera di Stravinskij, che viene riproposto in maniera variata in più di un'occasione...
foto
Mario Sironi "Montagne", 1947
Il soldato marcia attraverso un paesaggio naturale, che noi immaginiamo inquietante, perchè la guerra non può che dipingere tutto con tonalità scure, desolazione, inquietudine... ecco che abbiamo accostato al suo percorso a piedi, alla sua MARCIA, questo dipinto di Sironi, "Montagne", così scuro

Il diavolo col retino incontra il soldato con il violino...
e "diabolico"... che ci fa entrare nell'atmosfera dell'imminente incontro di Giuseppe con il Diavolo... ma potrebbe anche essere questo Paesaggio di Achille Funi, meno "diabolico", che contiene anche un ruscello, presso al quale il soldato sceglierà di riposarsi.

Achille Funi, "Paesaggio", 1930
 Infatti, Giuseppe si sdraia vicino ad un ruscello. Ha fame, ma nel suo zaino non ha nulla di commestibile. Abbiamo pensato di visualizzare questo momento con questo dipinto di Filippo de Pisis:

foto
Filippo de Pisis "La Pastorale", 1942

Dallo zaino il soldato estrarrà i suoi oggetti più cari: uno specchio, il ritratto della sua fidanzata e il suo caro piccolo violino. Arriva un signore vecchio con un retino per acchiappare le farfalle; i due si incontrano:

foto
Ennio Morlotti "Figura R4 (Due Figure)", 1950

Eccoli qui, Giuseppe e il vecchio con il retino acchiappafarfalle... non lo vedete? Ma sì, il Diavolo è quelo di sinistra! Il Diavolo vuole il violino e offre a Giuseppe in cambio un libro magico che lo farà diventare ricco, consentendogli di leggere il fituro. Abbiamo dato ai bambini il "Libro Magico" da sfogliare... un libro che non ha parole da leggere, ma pagine bianche, perchè occorre conoscere il suo segreto per imparare ad usarlo... e, aggiungiamo noi per aiutare i bambini a capire la storia, occorre dare qualcosa in cambio a quel signore, cioè al diavolo... qualcosa di importantissimo... anzi, la cosa più importante che abbiamo: l'anima, che è rappresentata dal violino.

Il Diavolo convince Giuseppe a seguirlo a casa sua: "tu mi insegni a suonare il violino e io ti spiego come usare il libro", gli dice. E in più gli offre carne da mangiare e vino pregiato da bere... Affare fatto, per 3 giorni Giuseppe vive a casa del Diavolo...

Al termine del tempo pattuito, viene riaccompagnato in riva al ruscello, a bordo di una carrozza trainata da cavalli... che vola!

foto
Anton Zoran Music "Cavalli che passano", 1951

Ecco qui i cavalli del diavolo che sfrecciano in cielo a folle velocità in questo meraviglioso dipinto di Music.

Giuseppe si ritrova catapultato al ruscello, là dove era prima di incontrare il vecchio misterioso. Si rimette in marcia e arriva, finalmente, al suo paese. Ma qui ha una brutta sorpresa: nessuno lo riconosce: nemmeno sua madre, che chiama aiuto scambiandolo per un ladro! Ma come mai? La sua fidanzata si è sposata con un altro uomo e ha avuto un bambino... cos'è successo?

Tutti sono intenti a lavorare e svolgere le loro attività: nessuno si cura di lui e nessuno lo riconosce. Lo credono forse morto?
Filippo de Pisis, "Cantiere a Cortina", 1937

In questo quadro di de Pisis, vediamo tante persone in un cantiere (per noi villaggio) che lavorano e non notano l'arrivo di Giuseppe. Sapete perchè? Giuseppe non è rimasto solo 3 giorni a casa del Diavolo, ma ben 3 lunghi anni! E tutti lo hanno dimenticato, credendolo morto in guerra.

Giuseppe è disperato. Solo. Il Diavolo torna da lui con un nuovo travestimento: un mercante di bestiame, ed eccolo raffigurato in questa scultura di Arturo Martini... e gli dice: "MA cosa fai? non ti ricordi il libro che ti ho dato? Comincia ad usarlo! Ti farà diventare ricco, ricco, ricchissimo...
Arturo Martini, "L'Uomo della Maremma", 1938
Il Diavolo veste Giuseppe in modo elegante. Giuseppe diventa ricco, ricco, ricchissimo... ha tutto. Ma il tutto è niente.

Un giorno il Diavolo torna da lui, vestito da vecchia zingara, che vende oggetti di poco valore... tra quegli oggetti, il suo violino... "Il mio violino, lo rivoglio!" esclama Giuseppe! Ma quando lo prende in mano, si accorge che non è più in grado di suonarlo. Il violino resta muto. Che disperazione!

Maledetto Demonio! Giuseppe lascia tutto e si rimette in marcia verso l'ignoto... e qui ascoltiamo la MARCIA, che assume per l'occasione sonorità circensi, che la rendono più straniata e inquietante.

Giuseppe si riposa in una locanda di un paese sconosciuto. Sente un rullo di tamburi e un annuncio: la principessa è malata, il Re del paese sconosciuto promette la mano di lei a chi fosse in grado di guarirla. Giuseppe decide di tentare la fortuna e, pur non essendo un medico, si reca al castello, dove la Principessa giace morente nel suo letto:

foto
Giorgio de Chirico, "Nudo coricato (sera d'estate)"

La Principessa viene salvata grazie ad un Tango che il nostro Giuseppe le suona con il suo piccolo amato violino, che ora riesce a suonare in quanto si è spogliato di ogni cosa materiale che aveva "guadagnato" con le truffe del diavolo.

Dopo il Tango, un Valzer e un Ragtime, dai ritmi moderni, popolare negli Stati Uniti d'America.

Ascoltiamo le 3 DANZE davanti al Nudo coricato di Giorgio de Chirico.

Ma il Diavolo non è ancora sconfitto... se si vende l'anima al Diavolo questa sarà sua per sempre...

Alla fine, la Principessa e Giuseppe valicano i confini di quel paese; il Diavolo aveva vietato loro di sconfinare... per punizione, il Diavolo rapisce Giuseppe e lo allontana nell'ignoto per sempre... un finale che ben potrebbe raffigurare questa Composizione di Sironi:

Mario Sironi, "Composizione con Cavaliere", 1949
E ascoltiamo tutti insieme, davanti a questo capolavoro, la MARCIA TRIONFALE DEL DIAVOLO, che conclude l'opera di Stravinskij.

In conclusione, credo sia stata un'esperienza di grande valore per tutti. Un progetto senz'altro ambizioso, che ha coinvolto educatori e bambini in un pomeriggio di immersione totale nell'Arte ad ampio spettro: musica, pittura, scultura, teatro (abbiamo allestito un piccolo teatrino ispirato al Kamishibai, la tradizionale forma di narrazione per immagini giapponese)... e coinvolgimento attivo dei bambini con l'ascolto, ma anche con la richiesta di "collaborazione" nella scelta delle immagini con cui "illustrare" la storia e nella recitazione di piccole parti dell'opera... associandole anche alle sonorità di Stravinskij.

L'esperienza, si concluderà con lo spettacolo DAL VIVO dell'Ensamble del Fetival Dino Ciani, il 7 agosto a Borca di Cadore e il 10 agosto a Dobbiaco.

Una interessante versione dell'opera che utilizza il "nostro" procedimento di racconto per immagini: