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domenica 30 agosto 2015

Papà si soffia il naso in SOL, l'orecchio assoluto e altre "stramberie" (libro per adulti)



Nota: Proprio oggi, 30 agosto 2015 si è spento Oliver Sacks. Avevo iniziato a leggere e scrivere questo Post mentre era ancora in vita. È una coincidenza che io parli di lui proprio oggi.

Una lettura che non può che affascinare tutti gli amanti della musica è "Musicofilia" di Oliver Sacks, editore Adelphi (15 euro). Mi sono addentrata in questo libro grazie alla segnalazione di mio papà, che da tempo cerca di capire il significato di cose per lui incomprensibili rigurdo alla musica, compresa la dote che ha Antonio: l'ORECCHIO ASSOLUTO.  Questo libro è una raccolta di ventinove saggi in cui Sacks esplora il rapporto tra la musica e la mente concentrandosi su casi neurologici che sono in parte nuovi e in parte derivati da libri precedenti come “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello” e “Un antropologo su Marte”. Il capitolo 9 è dedicato a chi ha l'orecchio assoluto: il titolo è così divertente che l'ho usato per intitolare questo Post: "Papà si soffia il naso in SOL".... e io starnutisco in SOL # potrei aggiungere, dato che Antonio mi ha detto così. Parto da questo capitolo (p.161) perchè ci riguarda più da vicino, ma poi parlerò anche (più brevemente) degli altri temi trattati da Sacks (che per chi non lo ricordasse è l'autore di Risvegli).

"Chi ha l'orecchio assoluto può distinguere all'istante, e senza pensarci, l'altezza esatta di qualsiasi nota, senza bisogno di riflettere né di fare confronti con uno standard esterno" (chi fa confronti ha l'orecchio relativo). 

"La precisione dell'orecchio assoluto varia, ma si stima che la maggior parte di coloro che ne sono dotati possa identificare, nella regione centrale della gamma di frequenze udibili, oltre 70 note, ciascuna delle quali ha per loro una qualità unica e caratteristica che la distingue in modo assoluto da qualsiasi altro suono".

"Per la maggior parte di noi, questa capacità di riconoscere l'altezza esatta di un suono appare misteriosa, quasi che si trattasse di un altro senso: un senso che non possiamo neanche sperare di possedere, qulcosa come la vista a raggi x o infrarossi. D'altra parte, a chi lo possiede dalla nascita, esso sembra perfettamente normale".

"Spesso, chi ha l'orecchio assoluto lo paragona alla percezione del colore: queste persone sentono la qualità di un SOL # in modo istantaneo e automatico, proprio come noi vediamo l'"azzurro"."

"Nonostante possa sembrare un piacevole senso supplementare che consente di cantare o annotare istantaneamente qualsiasi musica collocandola all'altezza corretta, l'orecchio assoluto può anche causare qualche problema. Uno di essi è legato all'accordatura non sempre costante degli strumenti musicali... lo spostamento complessivo verso lalto o verso il basso di tutta l'accordatura di uno strumento passerebbe inosservato a chi fosse privo di orecchio assoluto, ma per coloro che ne sono dotati può essere molto fastidioso o risultare addirittura paralizzante".

"Quando ascolta un pezzo di musica familiare suonato nella tonalità sbagliata chi è dotato di orecchio assoluto dà spesso segni di agitazione e disagio... " e questo posso confermarlo perchè Antonio già a 6 anni sentì un minuetto di Bach, di quelli che studiava lui, suonato al clavicembalo e immediatamente disse: "È sbagliato! È tutto un tono sotto".

"Per capire come può essere, immaginate di andare al mercato e di scoprire [...] che tutte le banane sono arancioni, la lattuga gialla e le mele viola".

Non tutti i musicisti famosi avevano o hanno l'orecchio assoluto: Mozart, Bach, Glenn Gould, Daniel Baremboim sì; Wagner, Schumann e Abbado no.

In generale ho notato che chi non lo ha tende a dire che averlo non solo non sia importante, ma sia addirittura un fastidio (su che basi lo affermino non ho idea, visto che non possono aver provato cosa significhi averlo), chi lo ha generalmente non si esprime in merito a vantaggi o svantaggi di averlo. Lo ha punto e basta. Non concepisce la possibilità di non averlo. Anzi, gli pare assurdo non averlo... come se noi riuscissimo a capire la diversità tra vari colori, ma non riuscissimo a dar loro un nome. Nella mia esperienza (piccola) di educazione musicale per bambini ho notato che i bambini con orecchio assoluto hanno molti vantaggi rispetto ai non dotati di tale dono, in termini di musicalità, facilità di apprendimento, facilità nel canto e, ovviamente nel solfeggio cantato e nei dettati melodici. Questo non significa che chi non lo possiede non abbia le stesse possibilità di chi lo ha. Deve solo fare una fatica in più per "educare" il suo orecchio.

L'orecchio assoluto è piuttosto raro nella popolazione: si stima che sia presente in meno di un individuo su 10.000. 

Di orecchio assoluto Sacks parla anche nel capitolo 12, che si intitola "Duemila opere: i "savants" (= idiota sapiente) musicali", Sacks fa una serie di esempi di individui ritardati o affetti da patologie come l'autismo, dotati di incredibili abilità musicali. In effetti io stessa ho notato che l'orecchio assoluto ha relazione con alcune sindromi, come la Sindrome di Asperger o Autismo ad alto funzionamento.

"... oggi ci rendiamo conto che la maggior parte dei savants è autistica e in effetti si stim che più del 10% delle persone con autismo classico abbia talenti savant".

"La capacità di calcolo ha una qualche somiglianza con l'orecchio assoluto, che può essere parte di una "sindrome" ma può anche comparire in individui di intelligenza normale".

Ma il libro non parla solo di orecchio assoluto. La PRIMA PARTE è dedicata ai "Tormentati dalla musica": c'è Tony Cicoria, che viene letteralmente "folgorato" da una musicofilia improvvisa, per cui dopo una reale scossa elettrica sviluppa una passione per la musica mai avuta prima, in particolare per il pianoforte e impara a suonare "da grande" scoprendosi dotato di un nuovo talento; ci sono persone colpite da crisi epilettiche a causa della musica: singolare il caso del critico musicale Nikonov colpito da crisi epilettica durante una rappresentazione de Il Profeta di Meyerbeer; c'è chi sviluppa una forte immaginazione musicale a tal punto, per esempio, da mettere un disco di una sonata di Mozart, fermarsi quando il lato A è finito, andare al grammofono per girare il disco e rendersi conto che il disco in realtà non era mai partito; ci sono i "tarli musicali", la musica appiccicosa, quei motivi orecchiabili che si infilano nelle nostre teste e non ci abbandonano per giorni diventando ossessioni; ci sono, infine, le allucinazioni musicali (di cui era affetto Schumann).

La SECONDA PARTE  riguarda le "Dimensioni della musicalità" e contiene le analisi su alcune qualità o mancanze musicali come l'orecchio assoluto o la sordità ad un orecchio e la perdita dell'effetto stereo. Si parla del fatto che "le abilità musicali possono essere particolarmente precoci e determinare la vita di un individuo sin dalla più tenera età"... niente di più vero, ma del resto cosa si fa? Non si asseconda un'abilità particolare? "Ascoltando la musica di P., oppure osservandolo mentre suona o compone, ho la sensazione che abbia un cervello speciale, da musicista: molto diverso dal mio. È un cervello che funziona in un altro modo; ha connessioni e interi campi di attività assenti nel mio [...] nei musicisti di professione il corpo calloso - ossia la grande commessura che connette i due emisferi cerebrali - è più sviluppato; e in secondo luogo che il planum temporale (una parte della corteccia uditiva) presenta un aumento dimensionale asimmetrico nei musicisti dotati di orecchio assoluto." Poi si parla di AMUSIA e DISARMONIA: molto interessante il caso dello scrittore Nabokov (Lolita) "... la musica, mi rincresce dirlo, mi sembra soltanto una successione arbitraria di suoni più o meno irritanti... il pianoforte da concerto e tutti gli strumenti a fiato mi tediano a piccole dosi e mi esasperano a dosi maggiori"... e suo figlio Dimitri ha dichiarato che suo padre non era in grado di riconoscere alcuna musica. Sacks affronta poi il tema della perdita di un orecchio (o di un occhio) e questo argomento ci riguarda da vicino un'altra volta perchè mia mamma ha perso un occhio a 36 anni. Nel capitolo 13 si parla di "musica e cecità" e della particolare sensibilità musicale che hanno i non vedenti. Per esempio, si stima che il 10% dei musicisti sia dotato di orecchio assoluto e che tra i musicisti non vedenti o ipovedenti questa percentuale salga a 60.

Interessantissimo il successivo capitolo: "Un suono verde brillante: sinestesia (= fusione di sensi) e musica", che mi ha fatto fare un'interessante scoperta: Antonio e Stefano sono sinesteti, cioè associano colori ai suoni e ad altre cose, come i giorni della settimana. In particolare, Antonio associa un colore ad ogni nota in questo modo: DO=rosso; RE=arancione; MI= giallo; FA=verde; SOL=azzurro; LA=viola; SI=nero. Ogni sinesteta ha una sua personale associazione: se io dico ad Antonio che il SOL è giallo, gli provoco un senso di fastidio. Stefano è più sensibile alle tonalità: per lui RE minore è marrone punto e basta. Se gli dici che è azzurra, guai! Sui giorni della settimana assistiamo a una vera "guerra" in famiglia: Antonio sostiene che la domenica sia nera, mentre per Stefano è bianca; lunedì è bianco per Stefano mentre è rosso per Antonio; martedì è bordeau per Stefano e arancio per Antonio... un bel pasticcio. Aldilà dell'aspetto divertente della cosa e incomprensibile pe me, che vivo in un mondo in bianco e nero da questo punto di vista, anzi, grigio, il fatto è estremamente interessante perchè spiega lo sforzo umano da sempre di associare musica e colore. Chissà se Kandinskij era sinesteta... può darsi, perchè la frequenza di questa "dote" è superiore a quella dell'orecchio assoluto: 1 persona su 2000 è sinesteta per qualche aspetto. Alcuni associano un gusto ai vari suoni e riescono ad accordare un violino basandosi sull'amaro/dolce che percepiscono sulla punta della lingua... incredibile! Ancora Nabokov, insensibile lla musica, era però un sinesteta sulle lettere dell'alfabeto: per lui ogni lettera aveva un colore e rimase deluso quando gli regalarono delle letterine magnetiche con i colori (per lui) tutti "sbagliati"!

La TERZA PARTE raccoglie i saggi sotto il titolo  e "Memoria, movimento musica" e si parla di AMNESIA e memori musicale "... una volta che un pezzo è stato appreso, analizzato, studiato, meditato, fatto oggetto di esercizio e incorporato nel repertorio del musicista, esso potrà essere suonato automaticamente, o si "suonerà da solo" senza che da parte dell'esecutore vi sia alcuno sforzo di riflessione o pensiero cosciente". Si parla poi di MUSICOTERAPIA in vari ambiti, per esempio nell'insegnare il linguaggio ai bambini autistici e anche gli effetti positivi della musica per gli affetti da Sindrome di Asperger per quanto riguarda le loro difficoltà nella socializzazione. Incredibili poi sono gli effetti della musica nel contrastare i TIC della Sindrome di Tourette, ma anche di provocarne di altri.

"Le persone con questa sindrome di Tourette fantasmagorica possono anche presentare una creatività esubernte e quasi irreprimibile [...] si sono chiesti se Mozart, di cui sono famosi gli atti impulsivi, gli scherzi e le oscenità, non potesse essere tourettico..."

In particolare c'è una forte connessione tra tourettismo e percussioni, perchè le percussioni sono terapeutiche. Stefano mi ha raccontato di un musicista che suonava la viola, Tito Riccardi, che soffriva di Tic, ma quando suonava i tic magicamente scomparivano. Sacks racconta di un inglese che ha 40.000 (!!!) tic al giorno, ma quando suona il pianoforte non ne ha nessuno: "Quando suonavo, i tic sembravano quasi scomparire. Era come un miracolo. Tutto il giorno a scuola ero pieno di tic, vortici motori ed esplosioni verbali; tornavo a casa sfinito e correvo al pianoforte e suonavo finché potevo, non solo perchè mi piacvano i suoni che producevo, ma soprttutto perché quando suonavo non avevo più i tic".

Altro tema affrontato è quello delle affinità tra linguaggio parlato (o altri rumori) e musica. Per esempio pare che la musica di Leos Janáček rifletta l'andmento della lingua ceca (a causa di sue ricerche su questo tema). Altro esempio interessante è Pacific 231 di Arthur Honneger, che mette in musica il suono di un treno (il brano comincia al minuto 1.58):


... e si arriva a divertenti eccessi come l'amica dello scrittore che dice che il ronzio del suo frigorifero ha un che di "Haydniano"... 

Sacks affronta poi il tema della musica e suoi effetti sui malati di Parkinson

Paul Wittgenstein
Interessantissimo il capitolo 21: "Dita fantasma: il caso del pianista con un braccio solo" che racconta del caso di Paul Wittgenstein che rimase con una mano sola (per il quale Ravel compose il famoso Concerto per la mano sinistra), ma era ancora in grado di suggerire le diteggiature esatte con il moncherino della destra, avendo una sorta di rappresentazione neurale dell'arto. 

Fondamentale per tutti i musicisti il capitolo 22: "Gli atleti dei piccoli muscoli: la distonia del musicista", in cui si affronta il dramma più grande che può colpire un musicista: LA DISTONIA, appunto, cioè la perdita di funzionalità delle dita (per un pianista o violinista) o dei muscoli della faccia e della bocca per uno strumentista a fiato. Significa compromissione della carriera. Famosa la storia del pianista Leon Fleischer, che aveva colpito anche me in un documentario che ho visto qualche tempo fa. Fleischer ha perso e riacquistato l'uso di una mano e racconta tutto il suo processo di presa di coscienza, cure, lento recupero, crescita interiore... ma per molti musicisti un lieto fine non si realizza. Una cosa simile deve essere accaduta a Schumann, che cercò di guarirsi da solo utilizzando mezzi di fortuna e rovinandosi per sempre una mano. Stefano mi ha raccontato di un suo collega fagottista, Ovidio Danzi, che un giorno all'improvviso, suonando la Sharazade di Rimskij-Korsakov si è bloccato all'improvviso... e mai più ripreso.

La  QUARTA PARTE è dedicata a "Emozione, identità e musica" e parla dei SOGNI MUSICALI: "la musica è l'unica facoltà non alterata dall'ambiente onirico; gli elementi visivi, invece, come pure quelli legati all'azione e al carattere, nonché il linguaggio, possono tutti subire modificazioni o distorsioni nel sogno".

Si parla poi del delicato tema della capacità di trasmettere emozioni suonando e di recepirle ascoltando e quindi del significato della MUSICALITA'. 

In "Lamentazioni: musica, follia e malinconia" Sacks tratta del ruolo della musica nelle depressioni, l'effetto consolatorio della musica di Bach... ; ma anche della possibilità che ha la musica di far vivere una vita quasi normale, almeno mentre suonano, agli schizofrenici. Si parla poi della Sindrome di Williams ed effetti della musica sui pazienti affetti da tale disturbo.

Libro consigliatissimo per chi ama la musica e ama suonarla e anche per chi vive a contatto con un musicista o un musicofilo ... imparerete a capire meglio questa meravigliosa passione! Buona lettura!
 

giovedì 27 agosto 2015

DOCUMENTARIO: Dall'abete al violino, il lavoro del LIUTAIO

Antonio cammina in un bosco ricco di Abeti... potenziali violini!
Questo Post nasce dalla segnalazione on line tramite FB di un'amante della musica, Virginia Torna Agnoletti, che, come noi, cerca di diffondere cultura musicale tra i giovani, scontrandosi poi con il problema dei costi e delle difficoltà di far capire che la cultura musicale è cultura come Italiano, Matematica, Storia, Geografia... proprio in questi giorni sto leggendo un libro (non vi anticipo nulla perchè sarà a breve nel blog!) in cui si legge di sorprendenti studi effettuati sul cervello dei musicisti: come può ancora la musica non fare parte dell'educazione di base fin dalla scuola materna? Misteri del sistema educativo italiano... 

Questo filmato avrei potuto associarlo al Post dedicato al libro Il violino del Signor Stradivari 
che vi suggerisco di rileggere, perchè parla di come nasce un violino, quale e quanto lavoro sta dietro alla costruzione di uno strumento.  

Anche Giacomo cammina tra potenziali violini!
L'autrice mi ha scritto queste parole che devono far riflettere: "Io non sono una musicista, o una regista, ma un tecnico luci con facoltà d'elettricista. Per mia scelta sono voluta rimanere a vivere in Toscana, pertanto la cosa più consueta che mi capitava prima della legge Ronchey, era il documentario d'arte. Quindi nel 1997 fui chiamata a lavorare in una troupe americana per un documentario filmato in pellicola, tutto svolto all'interno del teatro comunale di Firenze. Progetto Turandot. In quell'occasione mi sono resa conto di quanto fossi lontana dal mondo dell'opera e del teatro, tuttavia questa esperienza mi piacque molto! Ascoltavo già delle opere di Rossini, Mozart, Bach..., ma sentivo la falla che dentro di me c'era. Io ero quello spettatore che applaude quando invece l'orchestra fa una pausa musicale, perchè non era educato a capire il linguaggio gestuale del maestro. Il cinema, la tv, la pubblicità sono mondi profondamente diversi tra loro e rispetto al teatro anche se sono parenti, ma vedi te che se un regista conosce la storia della musica, sa fare meglio il suo mestiere in tutto il parentado.
Però la mia domanda fu: - Quali occasioni ho avuto per avvicinarmi al mondo della musica, a parte l'ora di musica che veniva data alle medie con il "piffero di plastica" che ci facevano comprare? -  da un'indagine, nel 2000 anno in cui mi cimentai nella puntata pilota, risultò che l'educazione musicale veniva ripartita in 2 ore settimanali. Le scuole con didattica sperimentale potevano arrivare a 3 ore di insegnamento, ma nelle famiglie dove nessuno suona uno strumento, la scuola dell'obbligo è l'unico momento in cui un ragazzo/a si avvicina all'educazione musicale.

Ecco! sulla base di questa domanda ho sviluppato l'idea di piccoli filmati che trattino tutti gli argomenti inerenti alla musica e al suo mondo, per dare modo a un docente di spiegare con parole proprie un'argomento, una professione, una spiegazione di dinamica del suono tramite delle animazioni, così da poter illustrare meglio la materia trattata, che ad oggi viene insegnata spesso con dei libri di testo obbligatori, e poco altro. Questi filmati potrebbero essere un valido supporto ai docenti, impegnando 10minuti della loro ora di lezione e lasciando 40 minuti per lo svolgimento della lezione. Il video del liutaio ha anche un piccolo testo guida per gli insegnanti, ma se ben raccontati per immagini, i filmati non hanno bisogno di molte informazioni".

Non posso che essere d'accordo al 100% con quanto mi scrive Virginia. Il mio blog nasce dalle stesse motivazioni, sfruttando in più qualche conoscenza musicale personale derivante dai miei studi post-laurea (avevo intrapreso una laurea specialistica in musicologia non terminata causa gravidanza...), un marito musicista da più di 40 anni e un figlio aspirante tale da 3 e dotato di orecchio assoluto... e così vi ho anticipato il tema del prossimo Post! 

Intanto guardatevi questo filmato, illuminante su come nasce un violino... nell'attesa di andare a visitare (prestissimo!) il Museo a Cremona! 

Anche io vorrei che il mio Blog, anzichè essere letto e apprezzato "solo" da musicisti che ne sanno molto più di me (sono felice di avere tra i miei lettori molti musicisti, ma ovviamente per loro il mio Blog è intrattenimento!), fosse utilizzato da insegnanti di scuola, come supporto didattico per lezioni e approfondimenti musicali.


musicando di virginia-torna-agnoletti

mercoledì 26 agosto 2015

Toccata e fuga in Re minore (3): Droopy & Butch

Una scena del cartone
 Sono molto contenta di aver trovato questo spezzone di cartone animato in cui Droopy e Butch si "sfidano" all'organo sulle note della Toccata e Fuga in Re minore di Bach.


"Droopy è un segugio dalla aria perennemente assonnata che, a dispetto dell’apparenza buona e vagamente ingenua, nasconde un’intelligenza raffinata e una capacità dialettica invidiabile... Appare, oltre che nell'omonima serie animata, in alcune puntate di Tom & Jerry" (Wiki) come in questo caso. Droopy è una creazione di Tex Avery, in seguito acquistato da Hanna e Barbera. L'organo "aspira"Tom e Jerry che vengono risucchiati tra le canne mentre Droopy esibisce un certo virtuosismo alla tastiera, anche se poi il mastino Butch lo definisce "amatore" .... alla fine si esibiscono in un 4mani... ESPLOSIVO! 
L'organo della chiesetta di Chiave a Cortina

Giacomo e Antonio all'interno della Chiesa
Come sempre cerchiamo di "abbinare" i brani musicali a visite naturalistiche o d'arte... in questo caso immaginiamo di ascoltare la Toccata e Fuga in Re minore di Bach in questa deliziosa chiesetta cortinese. Ora godetevi la scena:

domenica 23 agosto 2015

Libro di lettura: Rossini, Piano Pianissimo Forte Fortissimo


In quest'estate di letture, la casa editrice di Palermo rueBallu (www.rueballu.it) mi ha regalato momenti di grande piacevolezza prima con il libro di Matteo Corradini su Chopin Improvviso scherzo notturno e poi con questo nuovissimo racconto musicale di Lina Maria Ugolini (che già conosciamo per La musica nel tempo dei fiori di cappero) dedicato a Gioachino Rossini: "Rossini, Piano Pianissimo Forte Fortissimo", con le illustrazioni della giovane (ma brava!) Giorgia Biancini, per la collana Jeunesse ottopiù, 18,50 euro. Con la consueta veste editoriale raffinata che caratterizza la casa editrice (che utilizza carta in fibra di cotone), il libro racconta mescolando realtà e fantasia, la vita del giovane Rossini (1792-1804 il tempo del racconto) utilizzando alcuni noti episodi della sua biografia e citazioni e allusioni (per i più esperti) a sue opere più o meno conosciute. Si comincia con un verso da La Gazza ladra "Tutto sorridere mi veggo intorno/più lieto giorno brillar non può./ Ah già dimentico i miei tormenti. /Quanti contenti alfin godrò!", per ripercorrere la primissima infanzia di Gioachino, un vero birbante! un monello, come dicono qui a Parma quando un bimbo è una peste. Un po' come Gian Burrasca (ricordate il mitico Giornalino? e infatti spesso Gioacchin viene chiaato Gioacchin Burrasca!). "Presentiamo al giovane lettore un perdonaggio giocoso, già incline al gusto della buona cucina e della musica"...


"Rossini amò soprattutto l'energia della vita ed è proprio questa energia che esplode ancora nei suoi famosi Crescendo così fragorosi e leggeri."

La storia comincia nel giorno più strano del calendario, il 29 febbraio, dell'anno 1792 quando nacque Gioachino Rossini. La sua mamma, Anna Guidarini, era una sarta e cantante. Lo chiamarono Gioachino perchè... beh... non posso svelarvi tutto! Lo leggerete nel libro! 

A fondo pagina, ogni capitolo ha un diverso piccolo disegno che lo caratterizza e che riassume il contenuto del capitolo stesso. Idea molto graziosa e divertente: Ouverture. una gazza... ladra; 1. una bottiglia di vino; 2. una chiave; 3. un flicorno; 4. un topolino; 5. un tortellino; 6. un paio di mutandoni; 7. carta, penna e calamaio. Sta a voi trovare il nesso tra il disegno e il contenuto dei diversi capitoli!

Per il I capitolo, l'autrice suggerisce l'ascolto di l'Ouverture da L'Italiana in Algeri (Ouverture)
"Gioacchin inghiottì con gusto l'ultimo boccone di tagliatelle e corse a guardare il cielo. La giornata era serena, gli uccelli cantavano in libertà e lui era solo in casa con la zia e con la nonna." 

Gioacchin faceva molti scherzi... uno ebbe come vittima frate Metodio e come mezzo il Balsamo di Cagliostro... chissà di cosa si tratta... 

Il II capitolo ha come "colonna sonora" Tancredi: Di tanti palpiti, Cecilia Bartoli


"L'ora del primo pomeriggio era ideale per muoversi indisturbati. Davanti alla chiesa di San Giacomo lo aspettava il suo amico Cecco..." cosa combineranno questi due? Un capitolo tutto da gustare perchè è una marachella degna del miglior Gian Burrasca! 

III capitolo: l'Ouverture da La gazza ladra: Abbado/Berliner
Arrivano i soldati di Napoleone... anche a Pesaro si vedono marciare per le vie della città: Libertà, Uguaglianza, Fraternità. "Anche la musica riesce a parlare a tutti gli uomini" dice Gioachino! E ha ragione! E finalmente le donne potranno cantare nei teatri! Anche la mamma di Rossini! Evviva! Una grande conquista!


Intrigante il titolo del IV capitolo: "Un tocchetto di gorgonzola", abbinato a Mosè in Egitto Dal tuo stellato soglio. 
Rossini arriva a Jesi, seguendo la mamma cantante. Era Carnevale, un periodo dell'anno particolarmente amato da Gioacchin "quel periodo dell'anno in cui le strade diventano come il teatro...". Rossini organizza uno scherzo davvero divertente, questa volta utilizzando un pezzo di gorgonzola, un topolino e... un contrabbasso:


In questo capitolo Rossini fantastica sul tradurre in musica il temporale... il momento del temporale sarà un "classico" delle sue opere... ricordate il Temporale ne Il Barbiere di Siviglia e ne La Cenerentola?: Temporale 1, Temporale 2: ascoltate come rende bene in musica l'idea della tempesta! 

Il capitolo successivo (Semiramide, Ouverture) ha un titolo tutto da "gustare": "Gatti e mortadelle"... siamo a Bologna, ove Gioachino continua la sua formazione culturale e musicale. Il suo maestro di spinetta era un appassionato liquorista... e spesso si adormentava, lasciando Rossini libero di vagabondare... e aveva anche imparato a fare i tortellini! "Il tortellin è un divino ombelichin"... perchè somigliante all'ombelico della dea Venere. 

"... dalla "Secchia rapita" del Tassoni e racconta di come ai quei tempi, una sera dopo una giornata di battaglia tra bolognesi e modenesi, Venere, Bacco e Marte trovarono ristoro presso la locanda Corona. La mattina seguente Marte e Bacco si allontanarono dalla locanda lasciando Venere dormiente; questa, al risveglio, chiamò qualcuno e il locandiere che accorse la sorprese discinta e rimase tanto impressionato dalle sue splendide forme che tornato in cucina con ancora in testa ciò che aveva visto, strappò un pezzo di sfoglia, lo riempì e ripiegò dandogli la forma dell'ombelico della dea." (Wiki)

 

Gioacchin, stanco del tanto studio, si compra un pezzo di mortadella per andare a gustarsela tra le Torri degli Asinelli... è così che incontra un gatto e gli viene in mente di mettere in musica anche un dialogo tra felini... ricordate? cliccate il link!

Duetto buffo dei due gatti 

 "Il silenzio è la pentola della musica" è il titolo del VI capitolo, che ci suggerisce l'ascolto dell'Ouverture da Il Barbiere di Siviglia, per la quale vi rimando al Post ad essa dedicato in questo Blog: Rabbit of Seville


Gioacchin è nella campagna di Ravenna a trascorrere momenti di grande divertimento con tre amici. E fa una scommessa: "Chiudetemi in una stanza per tre giorni e quando uscirò suoneremo tutti insieme sei sonate a quattro con il contrabbasso", senza il cembalo (2 violini, un violoncello e un contrabbasso)! E chi perde deve girare in mutandoni a Ravenna! Chi vincerà?... era il 1804 e Rossini aveva appena 12 anni... se cliccate il link scoprirete chi ha vinto!



L'ultimo capitolo si intitola "una voce piccolissima"... quella piccola voce che, forse, suggerì a Gioacchin di tornare ad essere Gioacchin Burrasca a 37 anni, quando Rossini decise di non comporre più....e ascoltiamo la meravigliosa  Ouverture Guglielmo Tell   
a cui dedicheremo presto più di un Post! 

Un libro, quello di Lina Maria Ugolini, da avere, per leggerlo, osservare le illustrazioni di Giorgia Biancini, trovare tra le righe le musiche da ascoltare (alcune le trovate cliccando i link che vi ho suggerito, ma potete cercarne altre!) e cominciare ad amare questo grandissimo compositore, che ci sta simpatico anche per il suo essere sempre di buon umore (poi in realtà soffrì di profonde crisi depressive e la sua vita fu tutt'altro che facile, ma ci piace ricordarlo con allegria). Da leggere insieme a mamma e papà!

Buona lettura!

E ora divertitevi con questa animazione sull'Ouverture de Il Barbiere di Siviglia:

lunedì 17 agosto 2015

Festival e Accademia Dino Ciani: il nostro punto di vista

Amici e pianisti
Si conclude oggi a Cortina d'Ampezzo il Festival e Accademia Dino Ciani 2015. Questo non vuole essere il racconto di quello che è stato, ma il parere di Piccoli Viaggi Musicali (per quello che può contare) e una raccolta dei nostri più bei momenti legati alla manifestazione, che abbiamo vissuto un poco da lontano quest'anno, perchè ci sono state delle giornate talmente belle che ci siamo stancati in giro per i monti, arrivando alla sera troppo stanchi per riuscire a reggere i concerti delle 21.00. Ma in qualche modo li abbiamo vissuti anche noi, come spettatori, come piccoli protagonisti (3 minuti di gloria), come volontari aiutanti dell'Accademia, come infiltrati alle prove...

Antonio ha cominciato due settimane prima dell'inizio del Festival a provare un brano a 4 mani con Alex, con il preziosissimo aiuto della Nonna di Alex e del papà di Alex: Laideronnette imperatrice delle Pagode, da Ma mére l'Oye di Ravel. Lo studio matto e disperatissimo (non proprio...) si è concluso trionfalmente con un'esibizione all'apertura del primo concerto dei ragazzi dell'Accademia del Festival, nella terrazza dell'Hotel Ancora http://www.hotelancoracortina.com, un ricordo che resterà indelebile nella memoria di Antonio (e mia). Presenti anche i nonni, il papà e Giacomo. Grazie a Jeffrey Swann per aver consentito loro di suonare "mescolati" agli allievi dell'Accademia! E al Maestro Claudio Martinez-Mehner (ascoltalo in questa magistrale esecuzione della Corrente dalla Partita n° 6 di Bach) e Hedy Ciani per aver dedicato alcune ore alla loro preparazione pianistica e ancora a Hedy e Caterina Ciani per averci ospitato (merende, ping pong, giochi sul prato e Wi inclusi) più di un pomeriggio a casa sua e a Ben per aver giocato così bene con Giacomo!

Gli allievi con Jeffret Swann
Meravigliosi gli altri ragazzi: dalla Parafrasi dal Rigoletto di Liszt di Sean Wang, allo Schumann della nostra Hedy Lee (che ha aiutato non poco Antonio a studiare Ravel!), a Sogno d'amore di Liszt della simpaticissima e bravissima Makiko Hirata (anche bravissima didatta musicale, guardate qui! ci sono tantissimi suoi video per imparare, sicuramente li utilizzerò per Antonio: Pulsazioni, Tempo, Ritmo, Melodia, La Scala, di 7 note, Tonalità, Codici nascosti, Scale minori e molti altri ancora!  bravissima Makiko che si dedica alla DIVULGAZIONE! La musica classica si deve avvicinare a chi non la conosce non allontanarsi incutendo timore...), ai due Improvvisi di Schubert di Morta Grigaliūnaité.  

Il Festival era stato inaugurato con un concerto molto gradevole che aveva mescolato diversi tipi di musica e stili: dal pianoforte del Maestro Jeffrey Swann in uno splendido Gershwin (in questo video ascoltalo in Chopin), alla voce del Soprano Madelyn Renée (che in questo video potete ascoltare come splendida Musetta in La Bohème Musetta), 
che è sicuramente stata con la sua bravura ed eleganza una delle artiste più applaudite di questa edizione,


al Coro Cortina (http://www.corocortina.com/) impegnato eccezionalmente in canzoni americane e, per finire, alla Big Band di Paolo Tomelleri, che a mio avviso era un po' fuori luogo in un Festival che nasce come PIANISTICO (oltre ad aver "occupato" la parte più lunga del programma) anche se ha eseguito musiche americane degli anni '30 e '40.

Il Coro Cortina
Dall'inaugurazione si evince il filo conduttore del Festival di quest'anno: America, America! Tanto Jazz, tanto musical... non esattamente il mio genere preferito. Sono stata al concerto di Chick Corea, un vero mito mondiale della tastiera e del Jazz... Forse sono troppo ignorante e digiuna di questo genere per poterlo apprezzare. Chiedo scusa agli amanti del genere e li invito ad aiutarmi a comprendere le magie del Jazz.

Chick Corea

Abbiamo partecipato con il cuore al:
dove si sono esibiti tutti i ragazzi iscritti alla prima settimana dell'Accademia. Ripeto ancora una volta che la parte dell'Accademia è sicuramente la più bella e interessante di tutto il Festival e forse andrebbe valorizzata di più, mescolando gli allievi ai big, come è avvenuto quest'anno in una sola occasione a Borca di Cadore, pubblicizzando maggiormente nel paese la presenza di allievi così bravi a Cortina (non lo sa nessuno!) e portando la loro musica dappertutto, come in una grande festa del pianoforte, non solo in Hotel di Lusso e luoghi tradizionali, ma in contesti diversi come possono essere locali "giovani", piazze, vetrine, stazione, stadio del ghiaccio... pensate che il 17 settembre il Teatro alla Scala farà un Elisir d'amore alla Malpensa! Ma queste sono solo fantasie che mi vengono prima di addormentarmi e forse non incontrerebbero il favore del pubblico di Cortina, fatto principalmente di persone che tengono molto alla forma e all'eleganza e all'istituzionalità.

Giacomo e Antonio tra il pubblico del Galà
Grazie all'antica amicizia di Stefano con il violoncellista Enrico Dindo (ex primo violoncello dell'Orchestra della Scala) (http://www.enricodindo.com), martedì 11 agosto abbiamo fatto un'improvvisata alle prove del concerto serale all'Hotel Savoia http://www.grandhotelsavoiacortina.it 


Enrico Dindo e Monica Cattarossi (pianoforte) e Makiko Hirata
Abbiamo ascoltato di R. Schumann Fantasiestücke Adagio e Allegro Op. 70, che in origine è stato scritto per corno e pianoforte e, siccome noi siamo affezionati al corno, ve lo proponiamo in questa versione, anche se Dindo è stato meraviglioso con il suo violoncello: Adagio e Allegro, corno/pianoforte

Antonio, Giacomo e Danilo Rossi

A Dobbiaco, abbiamo incontrato Danilo Rossi (Prima Viola dell'Orchestra della Scala), che al Festival ha suonato al Grand Hotel di Dobbiaco (http://www.grandhotel-toblach.com):


e ha poi diretto l'Orchestra Filarmonia Veneta nel  Concerto americano del 14 agosto: pianoforte Jeffrey Swann; soprano Madelyn Renée, baritono Stephonne Smith. Musiche di Copland, Gershwin, Kern, Rodgers, Porter, Loewe. 

Antonio e sullo sfondo Madelyn Renée e Stephonne Smith (baritono)
Eravamo pronti per partecipare al II Gran Galà dei ragazzi dell'Accademia, ma su alcuni programmi qualcuno ha sbagliato a scrivere il luogo del concerto, io lo avevo trascritto sul mio calendario e noi ci siamo presentati puntuali alle 11.00 all'Hotel Savoia... peccato che il concerto non era lì!

La nostra amica Adriana, che lavora all'Hotel, ci ha offerto un ottimo caffè freddo per consolazione...

Caffè freddo al Savoia
...e Antonio ha approfittato di uno Yamaha tutto per lui per suonare in una Gran Sala di lusso... per un pubblico immaginario (oltre ad Adriana, la direttrice dell'Hotel e due simpatici Carabinieri!).

Antonio in concerto per se stesso
Insomma, due settimane in cui la musica si è fatta strada tra i monti di Cortina, anche con alcuni appuntamenti in quota, dove però è impossibile trasportare un pianoforte... anche se quest'anno hanno perfino costruito un campo da Tennis in cima alla Tofana... A mio avviso è mancato il Recital pianistico "classico", che dovrebbe essere l'appuntamento fulcro di un Festival che di Dino Ciani porta il nome e che c'è sempre stato in passato: oltre a Jeffrey Swann e Claudio Martinez-Mehner hanno suonato a Cortina Marta Argerich, Krystian Zimerman, Grigory Sokolov, Pietro De Maria, András Schiff, Angela Hewitt, Cristiano Burato, Piotr Anderszewski, Benedetto Lupo...; quest'anno tra i Maestri dell'Accademia c'era Enrico Pace, ma purtroppo (non so per quale motivo) non ha suonato. In passato Leonora Armellini si era esibita in più di un'occasione da sola. Perchè non Chiara Opalio? Valorizziamo i talenti italiani! (senza nulla togliere a tutti gli altri, ma un minimo di patriottismo culturale non guasterebbe, anche se il Festival quest'anno è un inno all'America...)





sabato 15 agosto 2015

Libro di lettura: Mozart genio della musica

Copertina del libro
È di recente nata una collana di libri per bambini molto interessante, ben fatta e a buon prezzo (7,50 euro), per EDIZIONIel www.edizioniel.com, che si intitola "Grandissimi" (facili da leggere difficili da dimenticare!) e presenta ai bambini dagli 8 anni in su una serie di personaggi del passato lontano o recente che si sono distinti in diversi campi: Giulio Cesare, Leonardo Da Vinci, Falcone e Borsellino, Galileo Galilei, Nefertiti, Cristoforo Colombo, Francesco d'Assisi, Anna Frank, Cleopatra, Spartaco, Marco Polo e... Wolfgang Amadeus Mozart! È già bello che un personaggio del mondo della musica sia preso in considerazione insieme ad altri uomini e donne della storia. "Mozart genio della musica" è il titolo del volumetto in formato tascabile, scritto da Davide Morosinotto e illustrato da Fabiano Fiorin


Ogni capitolo è intitolato utilizzando una dicitura "musicale" di carattere (a volte un po' inventata), che si adatta al periodo di vita di Mozart. Il Primo capitolo è "Allegretto in crescendo" e racconta dell'infanzia di Mozart e della casuale scoperta delle sue doti musicali e i primi concerti con la sorella Nannerl, guidati dal severissimo papà Leopold.

Leopold sottopone i due figlioletti ad estenuanti tournée per guadagnare sfruttando le incridibili doti dei fanculli... Mozart si esibiva anche bendato o con il clavicembalo coperto da un panno.
Avendo l'orecchio assoluto indovinava le note al primo colpo (perchè le sentiva, cosa ovvia per chi ha l'orecchio assoluto, ma "magica" per chi non lo ha). 


"Vivace con brio" è il capitolo dedicato alla sua adolescenza e al suo esordio come musicista e compositore "adulto", non più "solo" enfant prodige. Nel capitolo si racconta anche della leggenda legata al Miserere di Allegri, la musica "proibita" che Mozart avrebbe trascritto a memoria dopo un solo ascolto! 



 "Andante con moto" riguarda i difficili rapporti con il Vescovo di Salisburgo Colloredo, che non aveva una grande passione per la musica, e dei primi amori di Mozart... che si accorge di amare parecchio il genere femminile...


L'"Adagio" riguarda la voglia di Mozart di andare altrove, in una realtà che fosse più adatta alla sua musica; le liti con il padre, la storica cacciata dal servizio dell'Arcivescovo con pedata nel sedere e la sua prima opera, l'Idomeneo, che fu un grande successo.


"Andante maestoso", ma con le prime difficoltà fino a "Sostenuto in calando", i primi problemi di salute e la morte del padre.


"Lento solenne" è il capitolo conclusivo, che ci racconta della leggenda nata intorno alla commissione del Requiem, capolavoro incompiuto, e la morte di Mozart.

Una paginetta finale offre alcuni spunti per trovare Mozart oggi... e noi avremo occasione di seguirne alcuni nel nostro imminente viaggio a Vienna! Ovviamente faremo foto e resoconto di tutto!

Intanto, buona lettura con i Grandissimi!




mercoledì 12 agosto 2015

Animazione d'essai: Il famoso pianista (Ungheria) e ENIGMA (Monsaingeon)


Dipinto a penna, Sviatoslav Richter
L'autore di questo meraviglioso cortometraggio animato è l'ungherese Gyorgy Kovasznai (Budapest 1934), che lo ha realizzato nel 1965. Il cartone è una caricatura del celebre pianista russo Sviatoslav Richter (1915-1997).

Cliccando questo link, invece, trovate lo splendido documentario di Bruno Monsaingeon http://www.brunomonsaingeon.com sul pianista che proprio oggi è stto presentato a Cortina nell'ambito del Festival Dino Cini: Richter - The Enigma 

Richter, che si presenta con l'andatura e la corporatura caricaturale di uno scimmione, arriva in teatro e si aggiusta lo sgabello (tipica mossa del pianista). Comincia a suonare dopo un momento di raccoglimento... e mentre suona si fonderà con lo strumento, cavalcherà, divorerà i tasti del pianoforte... al termine della performance, un'ovazione, inchini... si asciugherà il sudore (altra mossa tipica) e uscrà di scena.
I due signori del pubblico commentano: pare non compredano la grandezza di Richter.

Richter

 I testi ungheresi sono:
( Titolo dell'episodio)
Storia No 3:
  Il famoso pianista
(Prima del concerto)
Uomo: Sono curioso di vedere cosa sa fare questo pianista famoso in tutto il mondo.
Donna: Anche io.
(Dopo il concerto)
Uomo: Non ho colto. Cosa ci trovano in questo pianista?
Donna: Nemmeno io. 


domenica 9 agosto 2015

Piccolo viaggio musicale reale: Gran galà dei giovani talenti dell'Accademia Dino Ciani

Tomomi Sato durante il concerto
Siamo contentissimi di poter anche quest'anno vivere "da dentro" l'esperienza magnifica del Festival e Accademia Dino Ciani di Cortina d'Ampezzo (www.festivaldinociani.com). 


Un  Festival nato qualche anno fa grazie a Caterina Ciani (nipote di Dino e oggi Vicepresidente del Festival) e al Maestro Jeffrey Swann, primo vincitore del Concorso Dino Ciani al Teatro alla Scala (Concorso che ahimè non esiste più) oggi Direttore Artistico del Festival. Presidente del Festival da due anni, l'Avvocato milanese Alberto Saravalle. Uno degli aspetti sicuramente più belli di questo Festival, che riempie di musica le Dolomiti ampezzane, è l'Accademia pianistica che si svolge "a fianco" della manifestazione vera e propria, grazie al prezioso lavoro organizzativo (per nulla semplice!) di Alberto Castelli, e che a volte con essa si interseca, come oggi, alle ore 11.00 al Museo Rimoldi, nel centro di Cortina, dove si sono esibiti per quasi tre ore di fila i 12 giovani pianisti provenienti da tutto il mondo, iscritti all'Accademia.

Antonio entra al Museo Rimoldi
Ognuno di loro è arrivato a Cortina pieno di entusiasmo e con una serie di brani da approfondire con due o più maestri tra quelli che l'Accademia mette loro a disposizione. Quest'anno, oltre agli stabili Maestri Jeffrey Swann e Claudio Martínez-Mehner (Professor a Basilea e a Colonia), abbiamo avuto il piacere di ospitare il Maestro Enrico Pace (Imola) per la prima settimana e avremo il Maestro Youngho Kim dalla Corea e il Maestro Matti Raekallio (che insegna a New York e Hannover). 

I ragazzi sono ospitati nel Convitto degli studenti di Cortina o nelle famiglie disposte ad accoglierli (non molte). Vengono dagli USA, dal Giappone, dalla Cina, dalla Corea, dalla Norvegia, dalla Germania, dalla Lituania, dalla Spagna e, ovviamente, dall'Italia... nel Convitto si incontrano, si conoscono, si scambiano esperienze musicali e non, assaggiano i piatti tipici di diverse culture... quest'anno io vivo da vicino la realtà del Convitto, come volontaria e devo dire che anche per me (e per Antonio e Giacomo) è un'esperienza bellissima che porterò per sempre nel cuore. Ieri ho assaggiato un pranzo cinese, gentilmente offertomi da Li e Xintong, insieme a Marina (altra instancabile volontaria del Festival):


... i giorni scorsi abbiamo ascoltato provare Brahms alla nostra ormai amica americana Hedy Lee (ospite da noi lo scorso anno) (ascoltala qui in Schubert) e oggi abbiamo ospitato lei e la giapponese/americana Tomomi Sato per una notte. Ho scoperto che la cinese Ran Feng (ascoltala qui in Liszt) oltre a suonare corre 10 km al giorno e mi ha mostrato sul telefono i percorsi fatti qui a Cortina, che Morta Grigaliūnaité si adatta a dormire anche su un divano, Xintong Zang parla nel sonno e preferisce dormire in una stanza non troppo numerosa, Sean Wang (il più giovane di tutti) suona senza problemi la parafrasi del Rigoletto di Liszt, ma ha qualche difficoltà nel farsi il letto... che i Coreani sono i più studiosi di tutti e si alzano prestissimo alla mattina per "practice", che il più ordinato è un italiano, il riminese Nicola Pantani  (evviva! Per una volta siamo i primi! W le mamme d'Italia, ascoltalo qui in un divertente medley), che Maria Cristina Buono (pugliese) è allergica agli animali e al fumo, che Dominic Chamot è un vero gentleman ma dovrebbe fumare un po' meno (anzi smettere!), che Chiara Opalio (fantastica pianista veneta) pur essendo una delle pianiste italiane più apprezzate della sua generazione dice di non studiare poi così tanto (il talento esiste?...); e che Chick Corea non piace a tutti, che alcuni studiano su qualsiasi pianoforte e altri sono più selettivi, che tutti sono ragazzi simpatici e semplici che quando si mettono davanti alla tastiera si trasformano (a cominciare dall'abbigliamento), sembrano tutti più grandi e diventano maturi. Hanno un dono e lo sanno. E non importa se poi a sentirli non c'è tanta gente. Loro stessi per loro stessi provano emozioni e quei pochi che li ascoltano le ricevono e ringraziano. 

La nostra Hedy Lee
Forse meriterebbero di più: meriterebbero pianoforti posizionati in ogni angolo del paese, per fare di Cortina davvero un centro pianistico per una settimana. Una festa del pianoforte e della musica accessibile a tutti, anche a chi passeggia con la carrozzina e la borraccia in mano, chi passa con le mountain bike e si ferma per solo qualche minuto, chi si mangia un gelato o una fetta di torta, chi semplicemente passeggia e non sa che a Cortina c'è un piccolo grande esercito di pianisti. Un pianoforte davanti al Museo, uno sulla terrazza di un Albergo, un altro, magari verticale, appoggiato al muro della stazione dei Bus, un altro allo Stadio del Ghiaccio, uno davanti alla Chiesa, un altro ancora davanti al Panificio Alverà... e così davvero Cortina sarebbe in festa. Ma per un progetto del genere occorrerebbe mettere d'accordo troppe persone e non è cosa semplice. Così sono un po' "sacrificati" in una stanza molto bella, ma calda e chiusa del Museo, senza nemmeno un cartello fuori ad indicare "Concerto in corso, ingresso libero". Oppure in una sala d'Hotel, che per quanto bella, è pur sempre lontana da ciò che succede "fuori". E così ci sono poche persone. Il concerto di oggi poi è troppo lungo (3 ore!) per una giornata di sole. Peccato, perchè lì dentro hanno suonato musiche bellissime, pagine famose del repertorio pianistico. Molto ben suonate in certi casi e in altri, devo dire, suonate ad un livello davvero eccezionale, sotto gli occhi (e le orecchie) attenti/e dei Maestri dell'Accademia, dei compagni e di qualche appassionato.

Chiara Opalio ascolta le prove dei compagni
Noi abbiamo ascoltato tutti nel "Sound check" e alcuni nel concerto vero e proprio. Antonio e Giacomo si sono comportati come sempre molto bene dimostrando maturità e nel caso di Antonio anche interesse. Ma si sa, i bambini più di un tanto non possono resistere al solo ascolto. Per questo abbiamo "scelto": le nostre amiche Tomomi Sato (che ha suonato la Toccata in do minore BWV 911 di Bach che potete ascoltare - eseguita in un'altra occasione sempre da Tomomi -  cliccando il link) e Hedy Lee, la lituana Morta Grigaliūnaité (che ha interpretato Scarbo da Gaspar de la nuit di Ravel - ascolta il brano suonato da Ivo Pogorelich e ascolta Morta che suona Liszt Parafrasi dal Rigoletto) e Chiara Opalio, che in Italia (e non solo) è già una realtà come pianista e come musicista in senso più ampio (ascolta una sua esecuzione di 4 anni fa della Sonata in mi maggiore n. 30 op. 109 di Beethoven e due Chopin: la  Sonata n. 3 in si minore op. 58Studio op. 10 n. 5 e un suo Bach, Preludio e fuga in si b magg. I libro BWV 866 ).

Jeffrey Swann parla con i ragazzi prima del concerto
Il programma dell'intero concerto:
Tomomi Sato, Bach/Toccata BWV 911
William James, Beethoven/ Sonata op. 31 n. 3, I. Allegro
Andreas TAklo, Schumann/Davidsbündlertänze I
Dominic Chamot, Schumann/Davidsbündlertänze II
Hedy Lee, Brahms/op. 119 I and IV


Hedy Lee prova Brahms a casa nostra! With an audience!!...
Morta Grigaliūnaité, Ravel/Scarbo
Chiara Opalio, Schumann/Carnevale di Vienna I
Thormod Kvam, Musorgskij (some) Pictures
Makiko Hirata, Beethoven/Sonata op. 27 n. 2 III
Nicola Pantani, Liszt/Dante Sonata
Zi Liang, Schumann/Fantasia op. 17 I
Xintong Zang, Strawinsky/Petrushka I
Alexander Gadjiev, Strawinsky/Petrushka II


Grazie a tutti questi fantastici musicisti. Giacomo e Antonio avrebbero voluto Hedy e Tomomi altri giorni a casa nostra. E anche a me dispiace che partano. Speriamo che il prossimo anno tornino ancora, insieme a tanti altri pianisti e che si possa trovare il modo di portare un pubblico più numeroso ed entusiasta ai loro concerti... e anche più giovane, perchè purtroppo Giacomo, Antonio, Alex e Ben e i loro numerosi cugini sono gli unici bambini che ogni tanto si vedono girare tra i pianoforti del Festival. Forse, come ho detto sopra, portando un po' più di musica "fuori" si riuscirebbe ad attirare spettatori di tutte le età.

sabato 8 agosto 2015

La Sonata k 330 di Mozart

Torta musicale
La Sonata n.10 (k 330) in Do maggiore fu scritta da Wolfgang Amadeus Mozart a circa 27 anni, nel 1783 (ma la data non è certa). Fa parte del ciclo di sonate k 330-331-332, che sono tra le più celebri sonate per pianoforte di Mozart. Si tratta di una Sonata considerata tecnicamente abbastanza semplice, ma che in realtà semplice non è, come tutta la musica, se si vuole suonarla bene e non solo mettere una nota dietro l'altra. Antonio ha questa Sonata da studiare per le vacanze e sta diventando la colonna sonora della nostra estate. Ad essa si stanno annodando momenti di serenità e di gioia velati di qualche malinconia, come è il "clima" di questa bellissima Sonata. La Sonata si compone, come voleva la tradizione, di tre movimenti:
1. Allegro moderato (con esposizione - sviluppo - ripresa)
2. Andante cantabile
3. Allegretto, che è il movimento più energico dei tre

È una sonata che non può non piacere a tutti i bambini, anche piccoli. 

"Decima tra le Sonate pianistiche di Mozart, la Sonata in do maggiore K. 330 è anche la prima ad essere scritta dal compositore dopo l'abbandono del servizio alla corte salisburghese e il trasferimento a Vienna. A partire dal 1781, infatti, Mozart tenta la fortuna come libero professionista nella capitale dell'impero, e proprio grazie al pianoforte, costruisce gran parte del proprio successo nella metropoli.
Le nove Sonate scritte nel decennio viennese - K. 330, 331, 332, 333, 475, 533-494, 545, 570, 576 - vengono create dal compositore con molteplici finalità; talvolta per fini didattici, talaltra per il proprio uso concertistico, più frequentemente in vista di una pubblicazione, dunque tenendo presenti le esigenze degli acquirenti, appartenenti a quel ceto di strumentisti "dilettanti", aristocratici o alto-borghesi, che erano il tessuto connettivo dell'alta società viennese. Non è un caso che ben sei di queste Sonate, eccettuate le ultime tre, siano state pubblicate vivente l'autore, né che esse mostrino, per la maggior parte, una grande piacevolezza melodica unita a un impegno tecnico non eccessivo, come si conveniva agli esecutori non professionisti. Il che non impedisce a Mozart di sperimentare tutte le potenzialità offerte dagli strumenti del tempo; in particolare la rapida scorrevolezza, la diseguaglianza dei vari registri della tastiera, i vari effetti di risonanza offerti dalla pedalizzazione." (http://www.flaminioonline.it).

Stiamo progettando a breve un viaggio a Vienna. Questa sonata ci accompagna nelle letture delle mappe! 



Ascolta Leon Fleisher

Ascolta Krystian Zimerman

giovedì 6 agosto 2015

Racconto musicale: Stabat Mater (VM 16)

Copertina del libro
Vincitore del Premio Strega nel 2008, Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Einaudi) è un racconto/romanzo/epistolario/diario omaggio ad Antonio Vivaldi e alla sua attività all'interno dell'Ospedale della Pietà (1704/40), istituto religioso in cui venivano cresciuti orfani abbandonati. Le femmine erano impiegate come musiviste e coriste: alle piccole orfane ("Figlie di Choro") veniva data un'educazione, un mestiere (musiciste o cantanti) e una possibilità di inserimeto sociale grazie al matrimonio e alle lezioni private di musica che potevano impartire. 


Il romanzo è molto "forte" e per questo sconsiglio la lettera a ragazzi di età inferiore ai 16 anni. È forte sia nel linguaggio molto crudo sia nei contenuti. Ho impiegato un po' di pagine ad appassionarmi e a capire se effettivamente mi piacesse o fosse superiore la sensazione di fastidio che inizialmnte provavo nel leggerlo. Alla fine è per così dire entrato in me e a quel punto l'ho letto tutto d'un fiato. 

Cecilia ha sedici anni, vive da sempre nell'Ospedale, non conosce il mondo "fuori". Non sa nulla di sua madre, del perchè la abbia abbandonata, se è ancora viva... ogni notte va in un luogo segreto e scrive lettere a sua mamma. Lettere che mai le verranno consegnate e che sono una sorta di diario personale, ma di un diario sono più struggenti proprio perchè rivolte ad una madre che di fatto non esiste:

"Signora Madre, oggi non vi ho scritto, ve ne siete accorta? Io non vi penso, e voi non esistete. La mia vita è un modo per non farvi esistere. Certe volte mi viene da pensare: oggi non sto pensando alla mamma. Mi vendico così". 

Cecilia vive le piccole cose ingigantite dal vuoto che la circonda e dal vuoto che sente dentro di lei ("Com'è smisurato, questo mio niente. Io mi sento dapperttutto, sento che in questo dappertutto non ci sono, e questo pensiero mi dà alla testa"). A 4 anni assiste, involontariamente, al parto clandestino in una latrina di una compagna dell'ospedale o di una suora... un'esperienza che la segnerà per il resto dei suoi giorni e che la perseguiterà nei suoi sogni, insieme all'enorme punto interrogativo sulle sue origini.

"Il giorno del mio parto vero, in questo mondo, è avvenuto verso l'interno, quando sono stata introdotta nell'Ospitale. Voi non mi avete partorita facendomi uscire dal vostro corpo, ma infilandomi dentro questo edificio".

Cecilia combatte ogni giorno con la sensazione di non essere padrona di se stessa:

"Guardate questi fogli pieni di musica e parole: assomigliano alle mie giornate. Il tempo non è mio, il mio tempo non mi appartiene. Da quando sono nata debbo fare quello che mi dicono qui dentro, e così le cose che mi stanno a cuore devo riuscire a metterle negli spazi che restano..."

"Signora Madre, se vi scrivo anche dentro il pentagramma è perchè non trovo altri fogli per voi, ma forse anche perchè queste parole sono la melodia del mio pensiero che vi canta."

"Ma sono lettere queste? A me sembrano un abbraccio che si sporge alla finestra su un cortile vuoto, sono calci e pugni dati alla cieca, per aria, in solitudine".

Cecilia, con le altre ragazze dell'Ospedale, suona dietro alle grate, con il volto coperto e un abito rosso che fascia i loro corpi senza lasciare pelle nuda alla vista dei fedeli. 

"Per chi ci guarda da laggiù, seduto sui banchi della chiesa, noi siamo un contorno, una sagoma. Noi siamo un'ombra, un'immaginazione, un sogno".

"Noi siamo una parvenza che secerne musica. Siamo fantasmi che soffiano una sostanza impalpabile. Noi risultiamo belle perchè siamo misteriose e spargiamo bellezza nell'aria, la menzogna della musica maschera la nostra afflizione". 

"Guardo questo violino che suono ogni giorno, il legno di cui è fatto, i budelli attorcigliati delle sue corde, gli intestini secchi. Immagino alberi segretamente musicali, linfe sonore, e viscere di animali, dove scorre un'armonia inaudita, nel buio del loro sangue più profondo". 

Tutte le bambine vengono messe da subito nelle condizioni di imparare a suonare uno strumento o cantare. Quelle meno portate vengono dirottate in cucina...

"Io sono stata allevata con la musica, fin dal primo giorno mi hanno esposta a cori e archetti e corde e fiati e casse armoniche..."

Un giorno arriva in Ospitale un nuovo Maestro: Antonio Vivaldi... e la vita di Cecilia cambia. 




"È arrivato un nuovo maestro compositore e insegnante di violino. È giovane, ha il naso grande e i capelli rossi"

"Signora Madre, da qualche settimana mi succede qualcosa di strano. Ve ne siete accorta? Mentre vi scrivo, quasi senza accorgermene le lettere si trasformano in note. Una frase diventa una melodia, una parola viene accompagnata dal suo contrappunto..."

"Don Antonio ha scritto un concerto dove si sente schiumare la nostra indole di donne, presentata in tre frasi, prima la gaiezza, poi il languore, poi di nuovo l'euforia"

C'è poi una lunga parte dedicata alle 4 Stagioni e alle sensazioni che desta la musica:

"Le due piccole frasi musicali all'inizio del concerto primaverile si chiudono in una nota più lunga, una rondine che stride. Il suo verso incid l'aria, incide il cielo per versare fiotti d'aria nuova da quel taglio."

"...il cuculo e le tortore insistono, i passeri fanno baruffa, il vento si allunga, diventa sempre più pesante, un giovane contadino si mette a piangere, la stanchezza si accascia dopo il lavoro, le mosche, i calabroni, rotolano i tuoni laggiù in fondo, si avventano sulla campagna, diventimo la tempesta! Siamo la tempesta, la burrasca esplode, devastiamo, spacchiamo il bel tempo!"

"Sono stata attraversata dal tempo e dallo spazio, e da tutto quello che essi portano dentro. Alla fine ero stravolta, in un'ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo, musicalmente tepore, musicalmente piedi intirizziti, musicalmente pioggia leggera, musicalmente suolo ghiacciato che fa male cadendoci sopra, musicalmente prato tenero, sono musicalmente stata dentro il sonno di un guardiano di capre, dentro un cane che abbaia, dentro gli occhi di una mosca, sono musicalmente stata nuvola nera, passo ubriaco, bestia terrorizzata e pallottola che la uccide."

Cecilia riflette sulla musica e sul suo significato:

"La musica è la cosa che più assomiglia a un'idea pura"

"La musica è l'idea fatta cosa fuori di noi".

"Nel mio violino c'è la voce delle foreste uccise e delle bestie macellate. Noi suoniamo il funerle della natura, imbracciamo il suo cadavere".

Cecilia riflette sulle sue possibili origini..:
"Signora Madre, ho saputo una cosa terribile. Ieri parlavo con Maddalena dell'oratorio che stiamo preparando, commentavo la storia di Giuditta e Oloferne. Esistono donne in questa città che fanno come Giuditta, molto peggio di lei, che ha sacrificato sé stessa per il bene del suo popolo, entrando nella tenda del capitano nemico. Ci sono donne che vendono sé stesse, per soldi, e da questa vendita nascono figli che non erano stati voluti, e questi figli vengono soffocati nel ventre, uccisi col veleno, estirpati con i ferri quando sono ancora minuscoli vermi, oppure fatti fuori appena nati, oppure.... oppure abbandonati nell'Ospitale. Sono anch'io una di queste? Signora Madre, sono la figlia di una moneta?"

Don Antonio chiederà a Cecilia un favore personale, che non vi rivelo e alla fine Cecilia sceglierà...

Che cosa lo scoprirete immergendovi in questo affascinante mondo settecentesco veneziano che risuona di musica di Vivaldi e odora di laguna, di chiuso, di incensi, di inchiostro....


Buona lettura.


Al termine del libro, l'autore fornisce alcune interessanti indicazioni bibliografiche (che seguirò!) e un elenco di ascolti di musica di Vivaldi eseguita con particolare rispetto e serietà per l'autore, tra i quali:

- Concerti e Trii per liuto e archi, Pargon/Amadeus 2002: RV 540, Largo
- Concertos pour violoncelle, vol. I, Roel Dieltiens, Harmonia Mundi: ascolta un altra esecuzione Il Giardino armonico
- Dixit Dominus
- Flute Concertos
- Sinfonie avanti l'opera
- Vespri per l'Assunzione della Maria Vergine

Oltre allo Stabat Mater, naturalmente, da cui il titolo.