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sabato 23 settembre 2017

PLAYMOBIL ALL'OPERA: STIFFELIO

Stiffelio di Giuseppe Verdi
Con gioia riprendiamo la nostra attività di registi, con un'opera che andrà a breve in scena qui a Parma con una modalità tutta nuova: pubblico in piedi mescolato al cast... tutto al Farnese, teatro antico in legno che è già di per sè uno spettaciolo. Saremo presenti alle prove (che fortuna!) e allora via! Vediamo di cosa parla quest'opera di Giuseppe Verdi, non tra le più conosciute e rappresentate. Scritta nel 1850, durante gli anni di galera, il libretto è di Francesco Maria Piave.

Stiffelio torna al Castello di Stankar dopo le predicazioni
ATTO I - CASTELLO DI STANKAR, GERMANIA, SULLE RIVE DEL FIUME SALZBACH.

STIFFELIO, pastore protestante (nome e identità d'arte sta per Rodolfo Müller perchè perseguitato), torna al castello di STANKAR suo suocero e lo accolgono tutti con calore. Ma sua moglie LINA (figlia di Stankar) pare non ascoltarlo, distratta da qualche pensiero suo.

Stankar e Lina lo accolgono ma Lina è distratta...
STIFFELIO racconta di aver visto, 8 giorni prima, qualcuno fuggire dal balcone del castello e nella fuga aver perso dei documenti.

Qualcuno fugge dal balcone del castello
Stiffelio brucia i documenti trovati per cancellare tracce compromettenti
Pensando fossero cose compromettenti per la reputazione della moglie LINA, STIFFELIO decide di bruciarli.

Lina scrive una lettera di autodenuncia ma ...
Rimasta sola, LINA decide di autodenunciarsi a STIFFELIO suo marito scrivendogli una lettera. Ma il padre STANKAR la sorprende e le impone di non rivelare a nessuno la sua storia d'amore segreta.

Il cugino Federico porta un libro a Lina. Sono visti da Jorg
Nel frattempo RAFFAELE, l'amante, per  comunicare con Lina mette dei bigliettini in un volume religioso che il cugino FEDERICO le deve consegnare. La scena di Federico che va da Lina è vista da JORG che pensa sia Federico l'amante.


STIFFELIO si fa consegnare il libro da cui cade il foglio e lo raccoglie Stankar
Stiffelio incontra Federico e si fa consegnare il libro da cui cade il biglietto che viene preso da Stankar che scopre l'identità vera dell'amante della figlia e sfida Raffaele a duello. 

ATTO II -  CIMITERO DEL CASTELLO

Duello Stankar-Raffaele
LINA prega la madre. Raffaele arriva e le dichiara il suo amore, ma giunge Stankar che lo sfida a duello. 

Stiffelio sente il rumore delle spade e ordina ai due contendenti di fare pace in nome di Dio. 

Stiffelio interviene per separare i duellanti

Stankar allora rivela a Stiffelio il motivo del duello.

Stiffelio, sconvolto vorrebbe uccidere Raffaele ma poi il coro dei penitenti e le esortazioni di Jorg lo fermano.

Stiffelio sviene
Stiffelio lacerato nel profondo, sviene.



ATTO III - SALA DEL CASTELLO

Stankar, disonorato, pensa di suicidarsi.

Viene a sapere che Raffalele sta andando al castello per parlare con Stiffelio. Stankar decide di uccidere Raffaele.

Stiffelio chiede a Lina di firmare il divorzio.

Lina firma ma poi chiede di confessarsi con Stiffelio considerandolo un pastore e nopn più suo marito: Lina ammette di averlo tradito ma nel profondo di essergli rimasta fedele (seeeeee......)

Stankar uccide Stiffelio
Intanto Stankar uccide Raffaele. 

TEMPIO.

Stiffelio predica e perdona Lina
Stiffelio prepara la celebrazione e la predicazione. Jorg gli ricorda la forza della Bibbia. Stiffelio sceglie l'episodio della Bibbia che parla dell'adultera perdonata. Lo legge guardando la moglie Lina inginocchiata. Alla fine, dunque Lina viene perdonata e tutti ripetono "Perdonata! Iddio lo pronunziò"




martedì 19 settembre 2017

A Belluno, passeggiata in città

Fontana di San Gioatà
Molto comodo parcheggiare al Parcheggio Lambioi: con una lung scala mobile si arriva direttamente in Piazza del Duomo.  In Piazza, oltre al Duomo, si possono ammirare il Palazzo Rosso del Municipio, Palazzo Rettori della prefettura, il Battistero e la Fontana di San Gioatà, sormontata dalla scultura di San Gioatà (co-patrono della città insieme al più celebre San Martino, le cui reliquie sarebbero state portate dall'Africa dal primo vescovo di Belluno, Teodoro). Dal punto di vista stilistico la fontana assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita, quasi contemporaneamente, nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo.

Palazzo dei rettori con Torre dell' orologio
Il Palazzo Rettori della prefettura è edificio realizzato a varie riprese partendo dal 1409 fino al 1536, non si è ancora sicuri sul nome dell'architetto, caratteristica la Torre dell'Orologio.

Il Duomo
La Basilica Cattedrale di San Martino è stata edificata sul luogo ove sorgeva un'antichissima chiesa paleocristiana. L'attuale costruzione è la realizzazione di un progetto del Cinquecento, mentre il vicino campanile è di un periodo successivo: infatti il suo progetto, di Filippo Juvarra, venne realizzato a metà del 1700.
Interno del Duomo

Interno del Duomo, particolare

Il Battistero
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, più comunemente nota con il nome di Battistero, si trova a pochi passi dal Duomo. La funzione di Battistero venne assunta nel 1555. L'attuale riedificazione è del 1896, mentre la chiesa ha subito un restauro nel 1970. L'edificio inoltre presenta due campanili laterali che sostituirono nel 1896 quello centrale, abbattuto perché molto danneggiato dopo il terremoto del 1873.
Per le vie del centro





Dino Buzzati è il personggio della cultura più noto e celebtrato a Belluno. Accanto all'attività di scrittore, giornalista e pittore, Buzzati si dedicò alla musica operistica, dando vita a un sodalizio con il compositore e direttore di orchestra Luciano Chailly, per il quale scrisse quattro libretti. Curò personalmente le scenografie delle sue opere teatrali e dei drammi d'opera e lavorò come scenografo e costumista anche per opere non sue, come i balletti Jeu de cartes di Igor Stravinskij e Fantasmi al Grand Hotel di Luciano Chailly. A questa attività dello scrittore bellunese sono dedicati i cataloghi Maccari e Buzzati al Teatro alla Scala, mostra sesta a cura e con saggio di Giulio Carlo Argan (1990) e Buzzati alla Scala (2006) a cura di Vittoria Crespi Morbio.


Il Teatro
Teatro Comunale: costruito in stile neoclassico. La facciata si ricollega ad altre opere che si trovano in Veneto e in Austria, mentre la scalinata di ingresso è caratterizzata da due leoni, rappresentanti la musica e la poesia.

Piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri



Santo Stefano
La Chiesa di Santo Stefano è della II metà del 1400.  La facciata principale, semplice e grezza, è fatta con pietra in vista. L'interno della chiesa, a tre navate, è suddiviso da alte arcate ogivali che sostengono volte a crociera. All'interno si possono trovare opere, tra gli altri, di Andrea Brustolon e della scuola di Tiziano.

Interno della chiesa

La madonna delle sette spade
Adiacente alla Chiesa di Santo Stefano, il convento dei Serviti, che presenta un elegante chiostro iniziato nel 1462, in stile gotico, di forma quadrata, con una serie di arcate ogivali con colonne in pietra.
Chiesa Santo Stefano

Porta Dojona
 Porta Dojona: prende il nome dal vicino torrione con cui costitutiva un complesso fortificato.


Fontana di San Lucano
Fontana di San Lucano: si trova in Piazza delle Erbe, ed è stata realizzata in una prima fase nel 1318.  La fontana è formata da un catino circolare suddiviso in dieci specchiature irregolari che poggia su un basamento di grandi lastre di pietra di Castellavazzo. Sulla cima della fontana si trova una copia ottocentesca della statua di San Lucano.


martedì 29 agosto 2017

Suonando l'organo al matrimonio..

Antonio e papà pronti per il duo organo/corno
Un'esperienza bellissima per Antonio e tutti noi in occasione di un matrimonio a Cortina d'Ampezzo. Antonio e Stefano sono stati ingaggiati per la musica durante la cerimonia: un particolare e suggestivo duo organo/corno che ha reso ancora più speciale il momento del sì. Ecco il momento più emozionante con "Ombra mai fu" dal "Serse" di F. Haendel di cui potete ascoltare la versione "vera"qui Ombrmaifu


L'ambientazione di montagna ha aggiunto altri particolari "speciali" alla giornata più bella della vita di questa giovane coppia, che ringraziamo per aver scelto Antonio e Stefano quali musicisti ufficiali.

Stelle alpine
Spiace che a Cortina quest'anno non ci sia stata musica, se non quella rispettabilissima della banda del paese. Una sale come l'Alexander Hall non ha ospitato che un solo concerto di discutibile valore. Pare che la "perla" delle dolomiti sia ormai orientata solo alla moda e agli ospiti glamour di livello come il Signor Vacchi (gulp!). Ancor più di valore è stato questo momento privato di musica, sbirciato, durante le prove, da qualche incredulo turista straniero (gli italiani erano totalmente indifferenti) che si è fermato ad ascoltare l'intera prova del nostro duo. 

La sposa

Un'altra bella foto del fotografo Bandion


I Lastoi de Formin, accanto alla Croda da Lago

Bellissima foto della sposa che ben si... sposa con la musica

In Gita a Pieve di Cadore: Tiziano, MARC, Museo degli occhiali e Monte Ricco

La casa natale di Tiziano
LA CASA NATALE DI TIZIANO (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576)

Quest'estate è stata ricca di viaggi, musicali e non, tutti interessanti e degni di far parte di questo spazio in continua evoluzione, che forse si è trasformato in un album personale di ricordi che solo i pochi continuano a seguire. Il primo viaggio che voglio raccontarvi è quello che abbiamo fatto a Pieve di Cadore, paese in provincia di Belluno famosa per essere stata la residenza dei primi anni di vita di Tiziano Vecellio e per aver sviluppato, nel secolo scorso, l'industria dell'occhiale. 

Antonio osserva i colori di Tiziano

"Al pianterreno l’ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore.
Salita la ripida scala in legno, si accede al piano superiore, nei cinque suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l’infanzia e, successivamente - dopo il suo trasferimento a Venezia - ogni volta che faceva ritorno in patria.
In questi ambienti arcaici aleggia ancora lo spirito dell’Artista: lo si percepisce nella cucina con il grande foghér (focolare) e cappa – era l’unica riscaldata della casa -, con annesso locale di servizio; lo si respira ancora nelle due camere ma, soprattutto nell’intimo della stùa, foderata di legno e con il rustico soffitto a cassettoni. L’emozione di calcare quelle assi del pavimento malferme dal tempo o le pietre levigate della cucina che avevano visto venire alla luce il Genio dell’arte pittorica del Rinascimento, è un’esperienza straordinaria."Dal Sito di Pieve, vedi

LA FAMIGLIA DI TIZIANO momentaneamente in Casa Tiziano per restauri nella Chiesa
Non chiare le date di nascita di tutti i personaggi: forse intorno al 1476 Francesco; nell’arco cronologico tra 1477 e 1490 Tiziano; poco ancora si sa, riguardo alle tre sorelle.

La paletta vecelliana “Madonna col bambino tra i santi Tiziano e Andrea”, meglio conosciuta come “La famiglia di Tiziano”, che abitualmente è esposta nella chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente, dove in questi giorni sono in corso importanti lavori per il restauro dell’edificio e della pulizia delle sue pareti. E' proprio come se tornasse Tiziano, perché nel dipinto la prima figura in alto a sinistra, con la barba, è unanimemente considerata come l’autoritratto del pittore. Anzi, è considerato uno dei migliori.

Antonio e Giacomo salgono al piano di sopra in casa Tiziano

dal 24 maggio al 15 ottobre:             10:00-12:30 15:30-18:30 aperto tutti i giorni
(dal 15 luglio al 27 agosto aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 10:00 alle 19:00)

 dal 15 ottobre al 31 dicembre solo su prenotazione o richiesta presso il Museo Archeologico.

Il piano delle stanze

Il Fogher

Dal balcone esterno della casa

La fontana nella piazza adiacente

Monumento a Tiziano
 IL MUSEO ARCHEOLOGICO CADORINO (MARC)

Situato al II piano dello storico Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore, spone reperti preromani e romani rinvenuti nell'area del Cadore. In particolare di Lagóle, uno dei principali luoghi di culto dello scenario alpino per l'epoca venetica e romana. Lamine in bronzo, vasche, manici, mestoli bronzei....

LA PIAZZA DI PIEVE DI CADORE con ingresso museo
Oggetti di epoca preromana e romana

Vasi e ampolle

Statuine votive

Mosaico all'ingresso
IL MUSEO DELL'OCCHIALE

Questo museo è stato davvero interessante. La storia degli occhiali in Cadore è importante e ha retto per decenni l'economia dei paesi.

Nel 1990 si tenne l’inaugurazione del Museo dell’Occhiale a Tai di Cadore e nel 1996 venne istituita la Fondazione Museo dell’Occhiale riconosciuta come ONLUS. La volontà di dare una collocazione più adeguata a questo ricco patrimonio oggettuale e documentario portò, nell’agosto 2007, all’apertura del nuovo Museo dell’occhiale nel palazzo denominato COS.MO (Centro Operativo Servizi Museo dell’Occhiale) a Pieve di Cadore.

Ingresso al museo

Santa Lucia
Si tratta di 1600 pezzi tra occhiali, lenti, astucci, binocoli, insegne, cannocchiali, ventagli, statuette e volumi d’epoca, provenienti soprattutto dalla Francia. L’arco temporale rappresentato dagli oggetti è compreso tra il XVI secolo e gli anni Cinquanta del ‘900. Successivamente il patrimonio venne incrementato 
Primi occhiali

Cosa sta guardando Giacomo?

Cannocchiali
Articolato su due piani, il percorso di visita presenta oggi, al piano terra, la narrazione dell’evoluzione delle forme, dei materiali e dell’uso sociale degli occhiali e degli altri strumenti basati sull’impiego delle lenti (cannocchiali, binocoli, lanterne magiche, ecc.). Il tema si sviluppa, nelle sale successive, legandosi a quello degli occhiali e al loro sviluppo nell’ambito della scienza e della tecnica. Ampio spazio è stato dedicato anche all’astuccio come testimoniano gli eleganti astucci in madreperla, in argento inciso o in avorio traforato. Accompagna gli oggetti, contestualizzandoli, un ricco apparato iconografico costituito da riproduzioni fotografi che e stampe d’epoca.
Al secondo piano trova spazio la storia del territorio. Si deve ad Angelo Frescura, venditore ambulante, e a Giovanni Lozza, arrotino e meccanico, l’apertura nel 1878 della prima fabbrica di occhiali a Calalzo di Cadore. L’esposizione segue un itinerario cronologico dove fotografi e storiche, documenti d’archivio, vecchi macchinari, filmati, occhiali, lenti e astucci narrano il lavoro dell’occhialeria in questa valle e, successivamente, in altre zone della provincia di Belluno. Un’ampia sala accoglie attrezzature e strumenti, risalenti gli anni ’50 del ‘900, dove sono illustrate le tecniche di fabbricazione degli occhiali in metallo e in celluloide.

LANTERNA MAGICA
 http://www.museodellocchiale.it/

Storia della Safilo

IL FORTE DI MONTE RICCO

Ultima tappa della giornata, breve gita al Forte di Monte Ricco. Testimonianza di quanto la guerra sia stata presente in valle. 

Documenti del tredicesimo secolo raccontano di un primo Castello di Pieve, qui sorto durante la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia.
A metà del quindicesimo secolo, passato il Cadore alla Serenissima, il Castello fu ricostruito, e diventò la residenza del Capitano veneziano.
Esso venne ricostruito ancora tra il 1882 e il 1895, insieme alla altre fortificazioni del campo trincerato cadorino, un’articolato sistema difensivo eretto a difesa del territorio contro l’Impero Austro-Ungarico.
Gli austrici se ne impossessarono nel 1917, e lo fecero saltare un anno dopo, alla fine della Guerra, quando, a seguito del contrattacco italiano, lo abbandonarono.
Nel ’40, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Forte era ancora sulla linea di fronte, parte del Vallo Alpino. Ma il potenziamento del sistema difensivo cadorino non fu mai attuato, e ancora il Forte fu abbandonato.