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Visualizzazione post con etichetta Pastorale. Mostra tutti i post
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venerdì 30 ottobre 2015

Sinfonia Pastorale: Fantasia

Una scena del film
Dopo aver parlato della Pastorale di Ludwig van Beethoven, non potevo non dedicare ancora un Post speciale al capolavoro della Disney del 1940, Fantasia, che dedica il suo V brano animato proprio a questa Sinfonia. E capita un po' a tutti, credo, di vedere fauni, Pegasi, centauri e cupidi galoppare e correre in un mondo mitologico rosato, quando attacca la VI Sinfonia di Beethoven. Ve lo propongo nell'edizione restaurata e riregistrata del 1982. Per le riedizioni del 1982 e 1985 la Disney presentò Fantasia con una colonna sonora completamente nuova registrata in Dolby Stereo. Uscita per la prima volta negli USA il 2 aprile 1982, questa versione del film segnò la prima volta in cui la colonna sonora di un film fu digitalmente ri-registrata nella sua interezza. Per sostituire le registrazioni di Stokowski venne assunto il noto compositore cinematografico Irwin Kostal. Egli diresse un'orchestra di 121 elementi e un coro di 50 voci per la registrazione, che ebbe luogo in più di diciotto sessioni e costò un milione di dollari. Negli anni Novanta fu rimasterizzata la colonna sonora originale di Stokowski. Ho scelto questo filmato perchè è integrale e di qualità superiore rispetto a quelli che circolano in rete, ma sicuramente l'edizione con la direzione di Stokowski è da preferire.

La Sinfonia Pastorale è stata composta tra il 1807 e il 1808. Il sottotitolo, dato dallo stesso beethoven, è "Impressioni di vita campestre". In Fantasia subisce forti tagli e adattamenti e questo causò molte critiche al film da parte del mondo dei musicisti. Qui potete ascoltarla nella sua interezza: Pastorale, Wiener in HD.

Per capire al meglio il lavoro che è stato fatto in questo cartone, occorre suddividere la SINFONIA in MOVIMENTI e abbinare ad essi le immagini corrispondenti nel film:


Allegro non troppo: Lo svegliarsi dei sentimenti all'aspetto delle ridenti campagne. La campagna di Beethoven diventa qui il Monte Olimpo popolato di pegasi svolazzanti, faunetti e amorini...


Andante molto mosso: Scena alla riva del ruscello. Le centauriette si agghindano attendendo i centauri, segono incontri e scene d'amore.


- Allegro: Lieta brigata di campagnoli. Bacco fa il suo ingresso caracollante sul suo asino Jacco. Creature mitologiche lo circondano, schiacciano l'uva e bevono il vino.


- Allegro: Temporale. Il cielo si oscura. Comincia a piovere e Zeus appare tra le nuvole e scaglia fulmini forgiati per lui da Vulcano. Finalmente, annoiatosi, Zeus si rigira tra le nubi e si addormenta.


- Allegretto: Canto pastorale: sentimento di gioia al calar della sera. Appare l'arcobaleno. Pan, Cupido e un Pegaso bebè giocano fra i colori. Apollo guida il suo carro del sole. Morfeo porta la notte e il sonno oscurando il cielo. Diana scaglia tra le stelle una cometa. Infine, i Campi elisi e il Monte Olimpo sono nella pace sotto la luna e il cielo stellato.

L'episodio è forse il più "debole" del film Fantasia. Vi sono incongruenze culturali, come le centauriette che sembrano delle lolite americane, Bacco è un tipetto buffo, grasso e ubriaco e lo stesso stile dei disegni pare non adatto alla mitologia greca (pensiamo ai vasi decorati... le figure sono ben diverse). Forse il motivo è questo: in origine il brano per questi disegni doveva essere un altro: Cydalise (1923) di Gabriel Pierné (di cui noi abbiamo già incontrato la musica della  Marcia dei soldatini di piombo). Ma la musica non convinceva.

Qui potete ascoltare il brano di Pierné: 1) L'Ecole des Aegipans 2- Marche des élèves Nymphes  3- Ballet de la Sultane des Indes (10.26) 
2) Pas des Apothicaires 5- Danse des Esclaves 6- Variation de Cydalise 7-Danse de Styrax 
3) Entrée de Cydalise 9- Entrée des suivantes et du Négrillon 10- Pas des Billets doux  11- Entrée de Styrax et Danse  12- Final .

 

Fantasia 1982 - Pastoral Complete from W W on Vimeo.

Sinfonia Pastorale: Fantasia

Una scena del film
Dopo aver parlato della Pastorale di Ludwig van Beethoven, non potevo non dedicare ancora un Post speciale al capolavoro della Disney del 1940, Fantasia, che dedica il suo V brano animato proprio a questa Sinfonia. E capita un po' a tutti, credo, di vedere fauni, Pegasi, centauri e cupidi galoppare e correre in un mondo mitologico rosato, quando attacca la VI Sinfonia di Beethoven. Ve lo propongo nell'edizione restaurata e riregistrata del 1982. Per le riedizioni del 1982 e 1985 la Disney presentò Fantasia con una colonna sonora completamente nuova registrata in Dolby Stereo. Uscita per la prima volta negli USA il 2 aprile 1982, questa versione del film segnò la prima volta in cui la colonna sonora di un film fu digitalmente ri-registrata nella sua interezza. Per sostituire le registrazioni di Stokowski venne assunto il noto compositore cinematografico Irwin Kostal. Egli diresse un'orchestra di 121 elementi e un coro di 50 voci per la registrazione, che ebbe luogo in più di diciotto sessioni e costò un milione di dollari. Negli anni Novanta fu rimasterizzata la colonna sonora originale di Stokowski. Ho scelto questo filmato perchè è integrale e di qualità superiore rispetto a quelli che circolano in rete, ma sicuramente l'edizione con la direzione di Stokowski è da preferire.

La Sinfonia Pastorale è stata composta tra il 1807 e il 1808. Il sottotitolo, dato dallo stesso beethoven, è "Impressioni di vita campestre". In Fantasia subisce forti tagli e adattamenti e questo causò molte critiche al film da parte del mondo dei musicisti. Qui potete ascoltarla nella sua interezza: Pastorale, Wiener in HD.

Per capire al meglio il lavoro che è stato fatto in questo cartone, occorre suddividere la SINFONIA in MOVIMENTI e abbinare ad essi le immagini corrispondenti nel film:


Allegro non troppo: Lo svegliarsi dei sentimenti all'aspetto delle ridenti campagne. La campagna di Beethoven diventa qui il Monte Olimpo popolato di pegasi svolazzanti, faunetti e amorini...


Andante molto mosso: Scena alla riva del ruscello. Le centauriette si agghindano attendendo i centauri, segono incontri e scene d'amore.


- Allegro: Lieta brigata di campagnoli. Bacco fa il suo ingresso caracollante sul suo asino Jacco. Creature mitologiche lo circondano, schiacciano l'uva e bevono il vino.


- Allegro: Temporale. Il cielo si oscura. Comincia a piovere e Zeus appare tra le nuvole e scaglia fulmini forgiati per lui da Vulcano. Finalmente, annoiatosi, Zeus si rigira tra le nubi e si addormenta.


- Allegretto: Canto pastorale: sentimento di gioia al calar della sera. Appare l'arcobaleno. Pan, Cupido e un Pegaso bebè giocano fra i colori. Apollo guida il suo carro del sole. Morfeo porta la notte e il sonno oscurando il cielo. Diana scaglia tra le stelle una cometa. Infine, i Campi elisi e il Monte Olimpo sono nella pace sotto la luna e il cielo stellato.

L'episodio è forse il più "debole" del film Fantasia. Vi sono incongruenze culturali, come le centauriette che sembrano delle lolite americane, Bacco è un tipetto buffo, grasso e ubriaco e lo stesso stile dei disegni pare non adatto alla mitologia greca (pensiamo ai vasi decorati... le figure sono ben diverse). Forse il motivo è questo: in origine il brano per questi disegni doveva essere un altro: Cydalise (1923) di Gabriel Pierné (di cui noi abbiamo già incontrato la musica della  Marcia dei soldatini di piombo). Ma la musica non convinceva.

Qui potete ascoltare il brano di Pierné: 1) L'Ecole des Aegipans 2- Marche des élèves Nymphes  3- Ballet de la Sultane des Indes (10.26) 
2) Pas des Apothicaires 5- Danse des Esclaves 6- Variation de Cydalise 7-Danse de Styrax 
3) Entrée de Cydalise 9- Entrée des suivantes et du Négrillon 10- Pas des Billets doux  11- Entrée de Styrax et Danse  12- Final .

 

Fantasia 1982 - Pastoral Complete from W W on Vimeo.

giovedì 29 ottobre 2015

Favole in musica (2): Goshu il violoncellista

Copertina del libro

Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.

L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello.
Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.

Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.

Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.

"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta Sinfonia La Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.

In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...




 

Favole in musica (2): Goshu il violoncellista

Copertina del libro

Dopo aver visto il cartone animato non potevo non andare a caccia del libro da cui è stato tratto. E l'ho trovato: Miyazawa Kenij, Il violoncellista Goshu e altri scritti, a cura di Muramatsu Mariko, editrice La Vita Felice (10,50 euro). Il libro è scritto in modo semplice ed è quindi adatto anche ai bambini dalla IV elementare in poi.

L'autore era molto amante della musica. Egli voleva che la musica fosse l'elemento alla base della letteratura, in particolare della poesia e del teatro per bambini. L'autore sognava che la recitazione delle sue poesie avvenisse con l'accompagnamento dell'organo o del violoncello.
Il suo linguaggio (ovviamente in lingua originale...) ha poi un'intrinseca evidente musicalità. Utilizza spesso parole onomatopeiche e cerca timbri e sonorità linguistiche particolari.

Il racconto di Goshu è stato pubblicato postumo, basandosi su manostcritti ancora in fase di lavorazione. La lezione di musica che Goshu riceve dagli animali può essere letta come qualcosa di più di una favola: si può riscontrare in essa un fondo autobiografico. Infatti Kenij era un aspirante musicista e collezionista di dischi di musica occidentale. Aveva preso lezioni private di violoncello con scarsi risultati. (Gauche in francese significa "imbranato"). Kenij si identifica con i suoi personaggi maldestri e vulnerabili.

Sull'autore si è tenuta una mostra e l'oggetto più visionato è stato un violoncello, uno dei pochi usati da lui realmente e conservatosi fino ad oggi. Kanij lo aveva prestato ad un amico insegnante che in cambio gli aveva dato uno strumento con un buco, proprio come quello in cui è entrato il topolino. Il violoncello malandato è andato bruciato nell'incendio che distrusse casa dei discendenti di Kenij nel 1945.

"Goshu suonava il violoncello nel cinema muto della città. Non godeva però di buona repiutazione. Non solo non era bravo, era realmente il più imbranato di tutta l'orchestra, per cui veniva sempre trattato male dal direttore." Così comincia la storia. Un giorno stanno provando La Sesta Sinfonia La Pastorale di Beethoven. Il Maestro si lamenta che Goshu è in ritardo e ha lo strumento non bene accordato e che non comunica alcun sentimento. Goshu era un povero ragazzo che viveva tutto solo in un mulino diroccato fuori città. La mattina raccoglieva verdura nell'orto e il pomeriggio usciva. Al rientrto a casa studiava. La storia è la stessa del cartoon che vi ho proposto ieri. Al gatto Goshu suona la Caccia alla Tigre Indiana. Poi arrivano il Cuculo e il Procione e, infine il topolino.

In giappone questa favola viene interpretata dal vivo come avviene per noi con Pierino e il Lupo, Babar, La Nonna Bigia, Tubby the Tuba...




 

mercoledì 28 ottobre 2015

Favole in musica: Goshu il violoncellista


Una scena del film
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.

"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto, ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale, la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica, prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione. Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del film quanto Goshu.
Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale), il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).

"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e non scontato....Al di là dei toni fiabeschi, capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti onirici che esaltano i pezzi musicali". (di


che è uno dei blog che seguo che è molto interessante e originale!
On line c'è in tedesco, oppure, per guardarlo in giapponese sottotitolato in inglese clicca qui: http://animeget.me/subbed/goshu-the-cellist-movie/


Favole in musica: Goshu il violoncellista


Una scena del film
Questo cartone animato giapponese è stato un'altra bella scoperta. Non conoscevo nè il film nè il racconto da cui è tratto. Mi sono piaciuti entrambi e sul web ho trovato alcune recensioni ben fatte e le trascrivo per voi. Vi invito poi a guardare il cartone, che dura più di un'ora, per cui mettetevi comodi e scegliete tra la versione in tedesco e quella in giapponese con sottotitoli in inglese. In italiano? Quando c'è qualcosa di bello l'Italia arriva sempre per ultima o non arriva affatto... ma del libro una traduzione italiana esiste e ve la presenterò nel prossimo Post.

"Il film, tratto da un racconto (in Italia pubblicato nel 1997 da La Vita Felice) di uno dei più noti scrittori nipponici per bambini, Kenji Miyazawa - 1886/1933- ha una trama molto semplice che ha per protagonista un giovane violoncellista - Goshu, appunto - da poco entrato a far parte di un'orchestra di musica classica. Fra dieci giorni si terrà un importante concerto, ma il direttore non è per niente soddisfatto dell'esecuzione della Pastorale, la sesta sinfonia di Beethoven, e in particolar modo proprio del violoncello di Goshu. Deluso ma non per questo demotivato, il ragazzo torna a casa e, giorno dopo giorno, si esercita. Ma sarà solo grazie all'aiuto degli animali che vivono vicino a casa sua che riuscirà a comprendere fino in fondo la musica e ad imparare ad eseguire il pezzo in maniera perfetta.
"Goshu il violoncellista" è un'ottima fiaba ed un'efficace iniziazione alla musica classica sia per i bambini che per gli adulti. La pellicola è composta da infrequenti dialoghi e da molta, moltissima musica, prevalentemente tratta da Beethoven, ma che attinge da numerose fonti d'ispirazione per raccontare e descrivere il percorso di crescita del protagonista. La scelta dei brani musicali è veramente ottima e Takahata è bravissimo anche nell'integrazione della musica nella narrazione. Essa difatti non fa mai solamente da sfondo alle vicende, ma riveste costantemente un ruolo importante, arrivando ad essere protagonista del film quanto Goshu.
Il grande ruolo della musica è pure pienamente complementato con l'estetica del lavoro di Takahata. Al di là del fatto che comunque gli strumenti e i loro suoni trovano sempre pure un riscontro visivo nel film (basti pensare anche solo alla scena iniziale del temporale), il regista è ancora più bravo a ricercare un approccio non gratuito fra immagini, musica e narrazione. Lo stile grafico infatti, attraverso tratti non elaborati ma non per questo poveri, rispecchia in pieno sia le atmosfere emotive, sia la personalità di Goshu, un giovane semplice che vive in un'umile casa di campagna e suona ascoltando il cuore. Una certa attenzione è anche da prestare ai fondali, essenziali ma affascinanti nelle sfumature, che Takahata ha realizzato grazie all'aiuto di Toshitsugo Saida". (Maurizio Macchi su http://www.pellicolascaduta.it).

"Lontano anni luce dal buonismo insulso e speculativo tipicamente Americano, Goshu il violoncellista è un prodotto culturalmente elevato e non scontato....Al di là dei toni fiabeschi, capaci di creare empatia fra Goshu, gli animali e lo spettatore, questo film è un capolavoro di tecnica: Takahata dirige mostrando una competenza registica straordinaria, alternando primi piani a campi lunghi che valorizzano l’ambientazione bucolica; e creando momenti onirici che esaltano i pezzi musicali". (di


che è uno dei blog che seguo che è molto interessante e originale!
On line c'è in tedesco, oppure, per guardarlo in giapponese sottotitolato in inglese clicca qui: http://animeget.me/subbed/goshu-the-cellist-movie/