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lunedì 14 luglio 2014

Chi era Francis Poulenc (1899-1963)

Francis Poulenc da piccolo
Francis Poulenc è nato a Parigi il 7 gennaio 1899. Il suo papà, Emil, era un industriale fondatore di una famosa casa farmaceutica. La mamma, Jenny, era una pianista di talento. Lo zio, pittore, che Francis chiamava Papoum, era un frequentatore di teatri, salotti e caffè letterari e artistici di Parigi; fu fondamentale per la formazione di Poulenc perchè lo introdusse nella vita culturale di Parigi, cioè gli fece conoscere tanti personaggi importanti che facevano gli scrittori, i pittori, i poeti, i musicisti... per esempio: Jean Cocteau, Picasso, Modigliani, Paul Valery, Apollinaire e soprattutto Erik Satie che era un musicista un po' matto che collezionava ombrelli, chiudendoli a chiave in una delle due stanze di cui era composta casa sua! (solo dopo la morte hanno scoperto che era piena di ombrelli. Tra l'altro pare uscisse di casa sempre con l'ombrello, ma non lo apriva mai, nemmeno sotto temporale, per non rovinarlo... matto, vero? Ed era amico del nostro Francis... quindi forse era un po' matto anche lui?).

Poulenc al pianoforte, da grande
Francis fu attratto dalla musica fin da bambino e anche lui, come tanti altri musicisti da noi incontrati fin qui, inizia a suonare il pianoforte prestissimo (la sua maestra è una nipote di Cesar Franck che è un compositore belga piuttosto famoso, morto nel 1890) e a comporre a soli 7 anni.

Tra i musicisti francesi predilige Debussy e le sue particolari sonorità (prima o poi andremo a trovare anche lui!), ma pur provandoci più volte, fino a 14 anni non riesce a suonare la musica del suo compositore preferito.

Aveva un rapporto molto speciale con il suo maestro, mentre non riesce ad entrare al Conservatorio di Parigi perchè troppo legato a Erik Satie (quello matto) e quindi ostacolato (ingiustamente) da questa sua amicizia, perchè Satie non era apprezzato nell'ambiente accademico.

Gli amici lo chiamavano Popoul.

Poulenc era una persona molto sensibile e soffrì tantissimo per la perdita di alcuni cari amici morti troppo giovani. Era spesso "depresso, impressionabile, insicuro e soggetto al panico..." (Benjamin Britten).

Era membro del Gruppo dei Sei (che non è il Gruppo dei Cinque di Rimskij-Korsakov meno uno! ma è un altro gruppo di musicisti, questa volta francesi); il gruppo era nato da una idea di Satie.

Durante la prima guerra mondiale fu arruolato e perfino incarcerato per aver prolungato una libera uscita.

Tra i suoi amici c'era anche Igor Stravinskij, un musicista che sarà protagonista del nostro IX piccolo viaggio.

Tra le sue opere più celebri, oltre a Babar, la Sonata per flauto e pianoforte scritta nel 1956 per un grande flautista, che si chiama Jean-Pierre Rampal (obbligatorio conoscerlo se si suona il flauto traverso!), molta musica per pianoforte e altri strumenti tra cui la Sonata per oboe e pianoforte dedicata a Prokof'ev (ricordate: l'autore di Pierino e il Lupo) e soprattutto I dialoghi delle Carmelitane, un'opera basata su un testo di Georges Bernanos (un famoso scrittore francese) che racconta un fatto realmente accaduto: la condanna a morte per ghigliottina (cioè vennero decapitate... e ditelo ai bambini che sono sempre attratti da queste cose un po' macabre...) di 16 religiose francesi che si rifiutarono di rinunciare ai voti. L'opera è andata in scena in tutto il mondo e recentemente è stata molto apprezzata una nuova messinscena al Teatro alla Scala di Milano... non molto adatta ai bambini (a parte il taglio delle teste...), ma è giusto sapere che esiste.

Basato sulla stessa vicenda, per chi volesse approfondire (genitori), esiste un film francese del 1959 con Jean Moreau, Alida Valli, Madelein Renaud.

Poulenc amava la musica di Bach, Mozart, Satie e Stravinskij mentre detestava quella di Beethoven e Wagner (de gustibus...).

Poulenc muore di infarto il 30 gennaio 1963 e per suo desiderio al funerale venne suonata solo musica di Bach e questo ricordatelo, perchè più di un musicista, compositore, strumentista, alla domanda: se tu dovessi salvare l'opera di un solo compositore, quale opera salveresti? Sono in tanti a rispondere: quella di Bach (come dar loro torto??).

E approfittando di questo spunto che Poulenc ci ha offre con il suo funerale, nel Post successivo di pausa rigenerante, prima di affrontare il prossimo viaggio, vi consiglierò un libro meraviglioso per amare Bach e tutta la musica classica senza riserve.

 Per voi, ora, un video (solo sonoro) di Poulenc che suona la sua musica:



e qui la Sonata per flauto e pianoforte interpretata dal musicista per il quale fu scritta, il flautista Jean-Paul Rampal, una meraviglia:

Chi era Francis Poulenc (1899-1963)

Francis Poulenc da piccolo
Francis Poulenc è nato a Parigi il 7 gennaio 1899. Il suo papà, Emil, era un industriale fondatore di una famosa casa farmaceutica. La mamma, Jenny, era una pianista di talento. Lo zio, pittore, che Francis chiamava Papoum, era un frequentatore di teatri, salotti e caffè letterari e artistici di Parigi; fu fondamentale per la formazione di Poulenc perchè lo introdusse nella vita culturale di Parigi, cioè gli fece conoscere tanti personaggi importanti che facevano gli scrittori, i pittori, i poeti, i musicisti... per esempio: Jean Cocteau, Picasso, Modigliani, Paul Valery, Apollinaire e soprattutto Erik Satie che era un musicista un po' matto che collezionava ombrelli, chiudendoli a chiave in una delle due stanze di cui era composta casa sua! (solo dopo la morte hanno scoperto che era piena di ombrelli. Tra l'altro pare uscisse di casa sempre con l'ombrello, ma non lo apriva mai, nemmeno sotto temporale, per non rovinarlo... matto, vero? Ed era amico del nostro Francis... quindi forse era un po' matto anche lui?).

Poulenc al pianoforte, da grande
Francis fu attratto dalla musica fin da bambino e anche lui, come tanti altri musicisti da noi incontrati fin qui, inizia a suonare il pianoforte prestissimo (la sua maestra è una nipote di Cesar Franck che è un compositore belga piuttosto famoso, morto nel 1890) e a comporre a soli 7 anni.

Tra i musicisti francesi predilige Debussy e le sue particolari sonorità (prima o poi andremo a trovare anche lui!), ma pur provandoci più volte, fino a 14 anni non riesce a suonare la musica del suo compositore preferito.

Aveva un rapporto molto speciale con il suo maestro, mentre non riesce ad entrare al Conservatorio di Parigi perchè troppo legato a Erik Satie (quello matto) e quindi ostacolato (ingiustamente) da questa sua amicizia, perchè Satie non era apprezzato nell'ambiente accademico.

Gli amici lo chiamavano Popoul.

Poulenc era una persona molto sensibile e soffrì tantissimo per la perdita di alcuni cari amici morti troppo giovani. Era spesso "depresso, impressionabile, insicuro e soggetto al panico..." (Benjamin Britten).

Era membro del Gruppo dei Sei (che non è il Gruppo dei Cinque di Rimskij-Korsakov meno uno! ma è un altro gruppo di musicisti, questa volta francesi); il gruppo era nato da una idea di Satie.

Durante la prima guerra mondiale fu arruolato e perfino incarcerato per aver prolungato una libera uscita.

Tra i suoi amici c'era anche Igor Stravinskij, un musicista che sarà protagonista del nostro IX piccolo viaggio.

Tra le sue opere più celebri, oltre a Babar, la Sonata per flauto e pianoforte scritta nel 1956 per un grande flautista, che si chiama Jean-Pierre Rampal (obbligatorio conoscerlo se si suona il flauto traverso!), molta musica per pianoforte e altri strumenti tra cui la Sonata per oboe e pianoforte dedicata a Prokof'ev (ricordate: l'autore di Pierino e il Lupo) e soprattutto I dialoghi delle Carmelitane, un'opera basata su un testo di Georges Bernanos (un famoso scrittore francese) che racconta un fatto realmente accaduto: la condanna a morte per ghigliottina (cioè vennero decapitate... e ditelo ai bambini che sono sempre attratti da queste cose un po' macabre...) di 16 religiose francesi che si rifiutarono di rinunciare ai voti. L'opera è andata in scena in tutto il mondo e recentemente è stata molto apprezzata una nuova messinscena al Teatro alla Scala di Milano... non molto adatta ai bambini (a parte il taglio delle teste...), ma è giusto sapere che esiste.

Basato sulla stessa vicenda, per chi volesse approfondire (genitori), esiste un film francese del 1959 con Jean Moreau, Alida Valli, Madelein Renaud.

Poulenc amava la musica di Bach, Mozart, Satie e Stravinskij mentre detestava quella di Beethoven e Wagner (de gustibus...).

Poulenc muore di infarto il 30 gennaio 1963 e per suo desiderio al funerale venne suonata solo musica di Bach e questo ricordatelo, perchè più di un musicista, compositore, strumentista, alla domanda: se tu dovessi salvare l'opera di un solo compositore, quale opera salveresti? Sono in tanti a rispondere: quella di Bach (come dar loro torto??).

E approfittando di questo spunto che Poulenc ci ha offre con il suo funerale, nel Post successivo di pausa rigenerante, prima di affrontare il prossimo viaggio, vi consiglierò un libro meraviglioso per amare Bach e tutta la musica classica senza riserve.

 Per voi, ora, un video (solo sonoro) di Poulenc che suona la sua musica:



e qui la Sonata per flauto e pianoforte interpretata dal musicista per il quale fu scritta, il flautista Jean-Paul Rampal, una meraviglia:

sabato 12 luglio 2014

Babar l'elefantino (3) - Arte e immagine e pianoforte

Il nosro piccolo Babar
Anche per questo viaggio musicale ho pensato ad un lavoretto per concretizzare visivamente il vostro ascolto. Ho acquistato in edicola, tra le mille che si trovano appese ai lati del chiosco, un paio di bustine contenenti i cilindri colorati di mais, che trovo un gioco fantastico e molto creativo (oltre che per nulla "sporchevole") ed economico (2,50 euro a bustina):

Le bustine che trovate in edicola
Sfruttando il libricino di istruzioni, abbiamo trasformato una scimmia in elefante partendo dal contenuto della bustina che è questo: cilindri colorati in mais e mini panno da inumidire per far sì che i cilindri aderiscano e si incollino uno con l'altro.

I cilindri di mais e il mini panno da bagnare
Ed ecco il risultato, direi molto soddisfacente cui abbiamo aggiunto un amico della foresta e un fiore:

Il nostro Babar

Babar, un amico e un fiore

Mentre lavorate con i vostri bambini, potete ascoltare la versione originale per pianoforte e voce recitante, in questo caso in inglese (ma tanto ormai conoscete benissimo la storia!). Ricordate che questa è la versione originale di Poulenc, ideata per soddisfare i "capricci" della sua nipotina annoiata... per una volta i capricci hanno portato qualcosa di buono!

Babar l'elefantino (3) - Arte e immagine e pianoforte

Il nosro piccolo Babar
Anche per questo viaggio musicale ho pensato ad un lavoretto per concretizzare visivamente il vostro ascolto. Ho acquistato in edicola, tra le mille che si trovano appese ai lati del chiosco, un paio di bustine contenenti i cilindri colorati di mais, che trovo un gioco fantastico e molto creativo (oltre che per nulla "sporchevole") ed economico (2,50 euro a bustina):

Le bustine che trovate in edicola
Sfruttando il libricino di istruzioni, abbiamo trasformato una scimmia in elefante partendo dal contenuto della bustina che è questo: cilindri colorati in mais e mini panno da inumidire per far sì che i cilindri aderiscano e si incollino uno con l'altro.

I cilindri di mais e il mini panno da bagnare
Ed ecco il risultato, direi molto soddisfacente cui abbiamo aggiunto un amico della foresta e un fiore:

Il nostro Babar

Babar, un amico e un fiore

Mentre lavorate con i vostri bambini, potete ascoltare la versione originale per pianoforte e voce recitante, in questo caso in inglese (ma tanto ormai conoscete benissimo la storia!). Ricordate che questa è la versione originale di Poulenc, ideata per soddisfare i "capricci" della sua nipotina annoiata... per una volta i capricci hanno portato qualcosa di buono!

giovedì 10 luglio 2014

Babar l'elefantino (2) - Il libro di lettura e... il cartoon

Copertina del libro di Babar
L'opera di Poulenc, come vi ho detto, mette in musica la "Storia di Babar l'elefantino" di Jean Brunhoff. Ho scelto questa edizione della celebre storia, edizione Mondadori, 14 euro. Si tratta di un bellissimo libro che consiglio di acquistare e conservare da leggere e rileggere ascoltando la musica di Poulenc. 

Ripassiamo la storia in modo approfondito:

Nella foresta è nato un piccolo elefante, si chiama Babar e ha una mamma che gli vuole tanto bene e lo culla con la proboscide. 

Babar cresce felice con tanti amici, ma un giorno un cacciatore cattivo uccide la sua mamma e resta solo (come Bambi). 
Il cacciatore cattivo uccide la mamma

Dopo una lunga fuga arriva in città e conosce una vecchia e ricca signora che lo adotta e gli insegna "la civiltà": Babar si veste di verde, impara a mangiare a tavola, a farsi il bagno, a fare ginnastica, a comportarsi in società e a guidare la macchina! 



Ma spesso è triste e gli manca la mamma.

La malinconia di Babar


Un giorno arrivano in città i suoi due cugini, Arturo e Celeste. Babar gli insegna "la civiltà", ma a Babar manca la sua foresta e i suoi compagni. Decide di partire e saluta la sua amica signora, che è molto triste. 
Babar torna nella foresta

Intanto tra gli elefanti il re muore perchè mangia un fungo velenoso... il trono è vacante. Babar diventa il Re di una città che si chiamerà Celestopoli e porta la civiltà tra gli elefanti e sposa Celeste. 
Il matrimonio di Babar

Dalla Storia di Babar è stata tratta una serie tv di grande successo, di cui vi propongo uno dei primi episodi. Ascoltare Poulenc sarà poi molto più facile conoscendo bene il personaggio dell'opera!


Babar l'elefantino (2) - Il libro di lettura e... il cartoon

Copertina del libro di Babar
L'opera di Poulenc, come vi ho detto, mette in musica la "Storia di Babar l'elefantino" di Jean Brunhoff. Ho scelto questa edizione della celebre storia, edizione Mondadori, 14 euro. Si tratta di un bellissimo libro che consiglio di acquistare e conservare da leggere e rileggere ascoltando la musica di Poulenc. 

Ripassiamo la storia in modo approfondito:

Nella foresta è nato un piccolo elefante, si chiama Babar e ha una mamma che gli vuole tanto bene e lo culla con la proboscide. 

Babar cresce felice con tanti amici, ma un giorno un cacciatore cattivo uccide la sua mamma e resta solo (come Bambi). 
Il cacciatore cattivo uccide la mamma

Dopo una lunga fuga arriva in città e conosce una vecchia e ricca signora che lo adotta e gli insegna "la civiltà": Babar si veste di verde, impara a mangiare a tavola, a farsi il bagno, a fare ginnastica, a comportarsi in società e a guidare la macchina! 



Ma spesso è triste e gli manca la mamma.

La malinconia di Babar


Un giorno arrivano in città i suoi due cugini, Arturo e Celeste. Babar gli insegna "la civiltà", ma a Babar manca la sua foresta e i suoi compagni. Decide di partire e saluta la sua amica signora, che è molto triste. 
Babar torna nella foresta

Intanto tra gli elefanti il re muore perchè mangia un fungo velenoso... il trono è vacante. Babar diventa il Re di una città che si chiamerà Celestopoli e porta la civiltà tra gli elefanti e sposa Celeste. 
Il matrimonio di Babar

Dalla Storia di Babar è stata tratta una serie tv di grande successo, di cui vi propongo uno dei primi episodi. Ascoltare Poulenc sarà poi molto più facile conoscendo bene il personaggio dell'opera!


martedì 8 luglio 2014

Fiaba musicale: Babar l'elefantino (1) - Paolo Poli racconta

L'elefantino Babar protagonista
Pronti via! VII partenza che per molti di voi coinciderà con il mare o la montagna... nulla di più adeguato di una bella e poetica storia da leggere, guardare, disegnare e ovviamente ASCOLTARE!
Il genere è quello che abbiamo già incontrato con Pierino e il Lupo: una favola per bambini musicata da un grande autore: "La storia di Babar l'elefantino", con la musica di Francis Poulenc, che forse a molti di voi non dirà molto, ma impareremo a conoscere anche lui. Per ora sappiate che è francese, che era anche un pianista e che è vissuto nel secolo scorso, quindi si tratta di un compositore "moderno" e che aveva una nipotina petulante... cosa ci ineressa? Ci interessa eccome... senza di lei non avremmo l'opera di cui stiamo per parlare.

L'elefantino Babar è un personaggio che tutti i bambini devono conoscere. Nato in Francia nel 1931 dalla fantasia della moglie di Jean de Brunhoff (Cecile), è presto diventato un celebre eroe protagonista di tante avventure. La signora Cecile inventò le storie di Babar di sera in sera, raccontandole ai suoi bambini per farli addormentre sereni.
Francis Poulenc, intorno al 1940 si trovava a suonare il pianoforte in famiglia, con amici e una sua nipotina,  che si annoiava a sentirlo suonare le sue composizioni, propone allo zio di mettere in musica la sua storia preferita: "Zio, che noiosa questa musica, perchè non scrivi la musica per questo?" e gli dà il suo libro di Babar l'elefantino.

Fu così che Poulenc iniziò a improvvisare al pianoforte la più adatta colonna sonora per accompagnare le avventure di Babar, finchè, nel 1945, l'"Histoire de Babar, Dix-huit coups d'oeil sur la queue d'un jeune éléphant" fu pronta per avere una sua versione scritta. Come Pierino e il Lupo di Prokof'ev, Babar l'elefantino è diventata un classico della musica per bambini (ma anche per adulti), anche se un po' meno conosciuta della fiaba di Prokof'ev, perchè decisamente meno immediata all'ascolto (ma ricordate che non basta mai un solo ascolto per apprezzare un'opera, soprattutto se la proponiamo a dei bambini!). La si conosce forse maggiormente nella versione orchestrata nel 1962 da Jean Francaix, ma non dimentichiamo che l'originale di Poulenc è per pianoforte solo e voce recitante. Noi lo ascolteremo in entrambe le versioni, cominciando dalla più conosciuta, quella per orchestra.

Con una serie di Post dedicati a Babar, mi pongo come obiettivo la divulgazione di questa magnifica opera, unione tra letteratura per l'infanzia e musica, perchè è una storia formativa, triste ma divertente, poetica, originale, piena di fantasia. E la musica di Poulenc è attentissima ad ogni sfumatura degli stati d'animo dei protagonisti, raffinata e coinvolgente. 

La storia è molto semplice, anche se è una metafora della ricerca di una propria identità, una parabola del significato della civiltà, quindi in realtà il suo significato è piuttosto complesso, ma come sempre ci sono diversi livelli di lettura, che si possono proporre a seconda dell'età dei bambini. Ai "quattrenni" non parleremo di ricerca di identità o di storia della crescita e fasi della vita, ma insisteremo sugli aspetti fantasiosi e divertenti della storia, come il vestito verde di Babar, la sua auto, l'amicizia con la vecchia signora... ai ragazzi delle elementari potremo far notare qualcosa di più, come il concetto di civiltà... a quelli delle medie possiamo cominciare a parlare di formazione, crescita, identità e così via...

A tutti possiamo fare ascoltare la storia nella versione che vi propongo qui, con voce recitante di Paolo Poli e con l'orchestra.

Super riassunto per un primo ascolto: Babar è un piccolo elefante che resta orfano di mamma per colpa di un perfido cacciatore. Scappa e finisce in una città dove scopre la civiltà degli uomini facendo amicizia con una vecchia e ricca signora. Sente poi una forte nostalgia per il suo mondo e torna nella foresta, ma porta con sè l'esperienza della città, fondandone una per gli elefanti e diventandone il Re con tanto di Regina...


Ecco per voi la versione Audio dell'opera con la magnifica interpretazione di Paolo Poli (attore di teatro fiorentino del 1929) come voce recitante, cominciate ad ascoltarla e tenetela lì, perchè nel prossimo Post vi consiglio il libro da abbinare a questo ascolto:


Fiaba musicale: Babar l'elefantino (1) - Paolo Poli racconta

L'elefantino Babar protagonista
Pronti via! VII partenza che per molti di voi coinciderà con il mare o la montagna... nulla di più adeguato di una bella e poetica storia da leggere, guardare, disegnare e ovviamente ASCOLTARE!
Il genere è quello che abbiamo già incontrato con Pierino e il Lupo: una favola per bambini musicata da un grande autore: "La storia di Babar l'elefantino", con la musica di Francis Poulenc, che forse a molti di voi non dirà molto, ma impareremo a conoscere anche lui. Per ora sappiate che è francese, che era anche un pianista e che è vissuto nel secolo scorso, quindi si tratta di un compositore "moderno" e che aveva una nipotina petulante... cosa ci ineressa? Ci interessa eccome... senza di lei non avremmo l'opera di cui stiamo per parlare.

L'elefantino Babar è un personaggio che tutti i bambini devono conoscere. Nato in Francia nel 1931 dalla fantasia della moglie di Jean de Brunhoff (Cecile), è presto diventato un celebre eroe protagonista di tante avventure. La signora Cecile inventò le storie di Babar di sera in sera, raccontandole ai suoi bambini per farli addormentre sereni.
Francis Poulenc, intorno al 1940 si trovava a suonare il pianoforte in famiglia, con amici e una sua nipotina,  che si annoiava a sentirlo suonare le sue composizioni, propone allo zio di mettere in musica la sua storia preferita: "Zio, che noiosa questa musica, perchè non scrivi la musica per questo?" e gli dà il suo libro di Babar l'elefantino.

Fu così che Poulenc iniziò a improvvisare al pianoforte la più adatta colonna sonora per accompagnare le avventure di Babar, finchè, nel 1945, l'"Histoire de Babar, Dix-huit coups d'oeil sur la queue d'un jeune éléphant" fu pronta per avere una sua versione scritta. Come Pierino e il Lupo di Prokof'ev, Babar l'elefantino è diventata un classico della musica per bambini (ma anche per adulti), anche se un po' meno conosciuta della fiaba di Prokof'ev, perchè decisamente meno immediata all'ascolto (ma ricordate che non basta mai un solo ascolto per apprezzare un'opera, soprattutto se la proponiamo a dei bambini!). La si conosce forse maggiormente nella versione orchestrata nel 1962 da Jean Francaix, ma non dimentichiamo che l'originale di Poulenc è per pianoforte solo e voce recitante. Noi lo ascolteremo in entrambe le versioni, cominciando dalla più conosciuta, quella per orchestra.

Con una serie di Post dedicati a Babar, mi pongo come obiettivo la divulgazione di questa magnifica opera, unione tra letteratura per l'infanzia e musica, perchè è una storia formativa, triste ma divertente, poetica, originale, piena di fantasia. E la musica di Poulenc è attentissima ad ogni sfumatura degli stati d'animo dei protagonisti, raffinata e coinvolgente. 

La storia è molto semplice, anche se è una metafora della ricerca di una propria identità, una parabola del significato della civiltà, quindi in realtà il suo significato è piuttosto complesso, ma come sempre ci sono diversi livelli di lettura, che si possono proporre a seconda dell'età dei bambini. Ai "quattrenni" non parleremo di ricerca di identità o di storia della crescita e fasi della vita, ma insisteremo sugli aspetti fantasiosi e divertenti della storia, come il vestito verde di Babar, la sua auto, l'amicizia con la vecchia signora... ai ragazzi delle elementari potremo far notare qualcosa di più, come il concetto di civiltà... a quelli delle medie possiamo cominciare a parlare di formazione, crescita, identità e così via...

A tutti possiamo fare ascoltare la storia nella versione che vi propongo qui, con voce recitante di Paolo Poli e con l'orchestra.

Super riassunto per un primo ascolto: Babar è un piccolo elefante che resta orfano di mamma per colpa di un perfido cacciatore. Scappa e finisce in una città dove scopre la civiltà degli uomini facendo amicizia con una vecchia e ricca signora. Sente poi una forte nostalgia per il suo mondo e torna nella foresta, ma porta con sè l'esperienza della città, fondandone una per gli elefanti e diventandone il Re con tanto di Regina...


Ecco per voi la versione Audio dell'opera con la magnifica interpretazione di Paolo Poli (attore di teatro fiorentino del 1929) come voce recitante, cominciate ad ascoltarla e tenetela lì, perchè nel prossimo Post vi consiglio il libro da abbinare a questo ascolto: