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mercoledì 30 luglio 2014

NINNA NANNA di Brahms

Un bel tramonto per una dolce Ninna Nanna
Prima di iniziare un altro impegnativo piccolo viaggio, è tempo di riposo. Solitamente scelgo un libro di lettura a tema musicale, ma questa volta è necessario un riposo assoluto: un po' perchè continua a piovere più o meno in tutta Italia e si ha poca voglia di uscire e molta voglia di dormire... un po' perchè il nostro prossimo tour sarà molto impegnativo e abbiamo bisogno di recuperare TUTTE le nostre migliori energie... Brahms ci aiuta, perchè è l'autore della Ninna Nanna più conosciuta in tutto il mondo, della quale esistono migliaia di versioni diverse, dai carillon alle orchestre... sono certa che la conoscete tutti, forse alcuni di voi non sanno che è di Brahms... Buon riposo!


La Ninna Nanna di Brahms è, nel catalogo del compositore, l'Op 49, N°4 Wiegenlied in Mi bemolle Maggiore per pianoforte e voce solista: Guten Abend, gute Nacht (Ninna nanna: Buona sera, Buona notte).
Brahms, che come ricorderete amava i bambini, l'ha composta nel 1868 e fa parte della raccolta di Lieder 5 Melodie per voce sola e pianoforte. 

Ecco il testo originale in lingua tedesca:
Guten Abend, gut' Nacht, mit Rosen bedacht,
Mit Näglein besteckt, schlupf unter die Deck!'
Morgen früh, wenn Gott will, wirst du wieder geweckt
Morgen früh, wenn Gott will, wirst du wieder geweckt
Guten Abend, gut' Nacht, von Englein bewacht,
Die zeigen im Traum dir Christkindleins Baum
Schlaf nun selig und süß, schau im Traum 's Paradies
Schlaf nun selig und süß, schau im Traum 's Paradies


L'originale per voce e pianoforte in tedesco:


Coro di bambini in tedesco con animazione:

Coro di bambini in italiano:

martedì 29 luglio 2014

Chi era Johannes Brahms (1833 - 1897)


Brahms da giovane
Johannes Brahms è nato ad Amburgo nel 1833. Suo papà suonava il contrabbasso e gli dà le prime lezioni di musica. Johannes studia pianoforte, violoncello e corno e si guadagna da vivere suonando in piccoli complessi in giro per Amburgo. Presto, però, questa città gli sta stretta e comincia a viaggiare e conoscere personaggi importanti, tra i quali Robert Schumann, del quale divenne molto amico... e divenne molto amico anche della di lui moglie, la pianista Clara... moooolto amico (mi capite?). Grazie a questo rapporto, Brahms conquista popolarità e impara anche moltissimo dal Maestro. Nonostante il suo folle innamoramento per la moglie di Schumann (ricambiato!...), Brahms era assai affezionato a Schumann e la malattia e la morte di quest'ultimo lo colpirono profondamente, a tal punto che per molto tempo non riuscì più a scrivere musica. 

Quando "guarì" dallo shock della morte di Schumann e si staccò da Clara, che lo faceva morire d'amore, tornò ad Amburgo e riprese a comporre: ma il suo stile era profondamente cambiato, era più controllato ed equilibrato, più vicino ai grandi maestri del passato. 

Il suo celebre Concerto per pianoforte n. 1, debuttò nel 1852 e fu un fiasco totale! Pare che i fischi coprirono quei pochi applausi di pochi spettatori... il povero Brahms, siccome doveva guadagnarsi anche da vivere, smise di nuovo di comporre e iniziò a esibirsi come pianista, a insegnare e persino a dirigere un coro di giovani fanciulle (la cosa gli piaceva parecchio... visto che le donne non gli dispiacevano affatto!) e pare che a volte si mettesse a dirigerle seduto su un albero... era un po' matto anche lui!

A differenza di altri compositori che abbiamo fin qui incontrato, per i quali suonare il pianoforte era una attività naturale, per Brahms non era affatto così: doveva esercitarsi e non gli piaceva e aveva paura del pubblico! Inoltre, pare che mentre suonava facesse tantissimi versi, tanto che un giorno un suo amico, che andò a trovarlo senza preavviso, origliando dalla porta del suo studio mentre si esercitava al piano, pensò che Brahms si fosse preso un cane! Invece era lui che sbofonchiava e guaiva al pianoforte...
Brahms da grande

Brahms è un simpaticone, lo avrete capito! E a me con quella barbona bianca ricorda molto Babbo Natale, non trovate?

Nel 1869 Brahms si stabilì a Vienna, che era la città della musica, in una modesta casa in affitto. In vacanza andava in campagna: Germania, Austria o Svizzera... perchè sapeva parlare solo tedesco! Amava circondarsi di amici e, nonostante fosse piuttosto in carne... insomma era un po' cicciotto, gli piaceva fare passeggiate in montagna

Brahms era affascinato dalle nuove tecnologie, tanto che esiste una testimonianza straordinaria: la sua voce incisa su un cilindro (un antenato del disco): provte ad ascoltare, ad un certo punto si sente una voce dire: " "Haus von Herrn Doktor Fellinger, bei [by?] Herrn Doktor Brahms, Johannes Brahms."  e poi suona la Danza Ungherese n. 1... non aspettatevi un gran audio, siamo nel dicembre 1889... ma comunque io lo trovo davvero emozionante!



Nel 1896 muore Clara Schumann e Brahms soffrì molto

Un altro rapporto importante nella vita di Brahms fu quello con il musicista Jeseph Joachim (che fu colui che lo introdusse in casa Schumann), con il quale ebbe una amicizia profonda e anche a tratti complicata, ma sempre vera. 

Brahms muore il 3 aprile 1897 dopo una lunga malattia. Fu poi trovata una composizione da lui scritta poco prima di morire: un corale intitolato: "Oh mondo, devo lasciarti" che testimonia la sua consapevolezza di essere giunto al traguardo della vita. 

Come uomo è ricordato per il suo carattere "ispido" e burbero, ma era anche molto amato da tutti. Gli piacevano i bambini e pare che lanciasse in aria, per strada, delle caramelle per regalarle a chi fosse riuscito ad acchiapparle più velocemente e spiccando il salto più alto

Era molto autocritico e purtroppo diede alle fiamme molte pagine di musica che gli sembravano non buone... chissà quanti capolavori bruciati!

Era un grande bevitore di birra!

Oltre alle Danze Ungheresi, Brahms ha scritto tantissima musica tra cui il Concerto per pianoforte n. 1 scritto dopo la morte di Schumann, un meraviglioso Concerto per violino, il Requiem Tedesco, 4 Sinfonie, tantissima musica da camera e una celeberrima Ninna Nanna alla quale dedicherò il prossimo Post e so già che quando la sentirete, direte (se non lo sapete già...): "AH questa è di Brahms?!".

E ora...colora Johannes Brahms:

sabato 26 luglio 2014

Danza Ungherese n. 5 (5) - Orchestra e... bicchieri!

Copertina di Mickky Mouse con Paperino...pianista
Come anticipato nel primo Post, la Danza Ungherese n. 5 è stata anche arrangiata per orchestra (non da Brahms) e per altri strumenti (abbiamo già sentito il pianoforte solo e il violino). Proseguiamo il nostro viaggio con altri due ascolti, tra loro opposti: il vertice dell'esecuzione, diciamo una esecuzione "sacrale" e, al contrario, una esecuzione "di strada" con un suonatore ambulante che mette tanta allegria. La musica è questo! La musica è per tutti.
In questo video colpisce la gioia del Maestro Abbado e di tutti i musicisti di fare musica insieme: una testimonianza di come il sacrificio di tanto studio venga ripagato pienamente e di come, da spettatore, sia "magico" far parte di una serata di musica.

La musica crea una magica simbiosi tra esecutore e ascoltatore/fruitore... 

 Cominciamo dalla versione per orchestra, i Berliner diretti da Claudio Abbado:



E per finire il nostro percorso, un video molto divertente in cui la Danza Ungherese n. 5 è suonata da un musicista di strada con bicchieri di vetro! Che peccato che in Italia i suonatori ambulanti bravi siano spesso cacciati dalle strade. Per suonare all'aperto, davanti ad un locale occorre fare un'infinita trafila di documenti burocratici e alla fine, ahimè, si rinuncia e così le nostre strade sono solo rumorose...

Un suonatore di bicchieri
IL GIOCO DEI BICCHIERI DI VETRO:
Un gioco che potete fare poi con tutti i bambini a tavola: basta riempire d'acqua in diverse quantità una serie di bicchieri di vetro rotondi, inumidire un dito e farlo girare sul bosrdo dei bicchieri: avrete diversi suoni a seconda della quantità d'acqua... buon concertino!
In alternativa, potete percuotere i bicchieri con una matita o una bacchetta di legno o metallo ma...attenzione a non rompere i bicchieri!






Ecco il video:

giovedì 24 luglio 2014

Danza Ungherese n.5 (4) - Topolino e Cult Movie 2: Il violinista del Diavolo


Topolino-Paganini
Un altro capolavoro assoluto dell'animazione con musica è questo corto molto antico, che ha come unico protagonista Topolino, che si esibisce in un travolgente assolo al violino "consumando" letteralmente lo strumento. Sono magnifiche le sue espressioni del viso e i piccoli gesti che compie mentre suona: si liscia i capelli, piange, si soffia il naso... per citare un cartoon che abbiamo già visto (ricordate The Violinist?!), Mickey "suona con sentimento"... soffre, soffre e ancora soffre!

Il cartone animato si intitola "Just Mickey" ed è del 1930. Topolino compare "on stage" con i capelli lunghi (forse il riferimento è a Paganini?... non è documentato ma io credo di sì!) e già fa ridere per quello... viene poi deriso e beccato dal pubblico diffidente, ma alla fine si rivela un grande virtuoso e suona nell'ordine: la Danza Ungherese n. 5 di Brahms, Traumerei di Schumann (che lo fa piangere ininterrottamente) e il finale dell'Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini:




E ora ritroviamo il nostro bel violinista "rockettaro" David Garret che suona lo stesso pezzo...
vi piace di più Topolino o lui?


La locandina del film
SOLO PER ADULTI:
David Garret è stato anche protagonista, come attore, di un film uscito di recente (in Italia il 27/02/2014) che si intitola "Il violinista del diavolo", diretto da Bernard Rose, sulla vita del famoso violinista virtuoso Niccolò Paganini, che si pensava avesse fatto un patto con il diavolo.... (e che tra l'altro è sepolto a Parma! Racconteremo presto qualcosa di lui...) intanto, ricordate questa storia del patto con il diavolo perchè sarà in qualche modo il tema del nostro prossimo viaggio!

Ho convocato immediatamente le mie amiche critiche di cinema e vi rimando al blog di Gioia per la recensione:
http://lalanternamagicadelcinema.blogspot.it/2014/07/il-violinista-del-diavolo-paganini-e.html

Ho guardato anche io il film trovando una versione in lingua originale (inglese) sottotitolata in spagnolo... non guardate i sottotitoli se non siete spagnoli perchè altrimenti si fa una gran confusione...). Che dire? Da donna è praticamente impossibile rimanere indifferente al fascino di Garret che è perfettamente "nel ruolo" del "violinista maledetto"... uscendo dal mondo della classica, ricorda personaggi come Kurt Cobain (leader dei Nirvana) o Axel Rose (leader dei Guns and Roses), ma come lui stesso dichiara in una conferenza stampa che ha preceduto l'uscita del film nelle sale italiane, la sua anima resta "classica"; la musica classica è "casa sua" e i suoi "crossover" nel mondo Pop sono dei periodi di "villeggiatura" di cui sente di aver bisogno, ma per il piacere poi (anche) di tornare a casa sua. Del resto, Paganini stesso improvvisava partendo da temi popolari e forse al giorno d'oggi è anche giusto che il mondo della musica classica si tolga di dosso la patina polverosa... e qui nel mio blog lo stiamo facendo. L'importante, ci tengo molto a sottolinearlo, è che questa conaminazione non sia un abbassamento del livello, un appiattimento o livellamento verso il basso (e penso ad Allevi che NON mi piace...). Con Garret ciò non avviene perchè comunque lui resta un violinista virtuoso che, come potete vedere nel film, ti travolge con i capricci di Paganini suonati da restare a bocca aperta.
Per quanto riguarda il film, da profana, dico che di certo poteva essere meglio, soprattutto l'aspetto del "patto con il diavolo" era forse da trattare con maggior profondità e mistero, qualche insistenza di troppo sulle pulsioni erotiche irrefrenabili del bel tenebroso (comunque non poi così fastidiose), ma nel complesso non è poi così male. Garret non sarà, come dice lui stesso, Al Pacino, ma meglio in un film del genere avere un bravo violinista e un medio attore, piuttosto che un violinista che fa finta di suonare e un bravo attore. Il film, non dimentichiamolo è un ritratto di Paganini.
Un ultima osservazione sull'assunzione da parte del protagonista di una serie di sostanze, aspetto che può infastidire perchè di primo impatto può sembrare un voler associare Paganini ai divi maledetti del post Sessantotto... ma in questo caso non si tratta di droghe prese come i cantanti rock e pop che ho ricordato (ai quali potete aggiungere Jim Morrison, Jimi Handrix...). Ai tempi di Paganini si cercavano di curare molte malattie (tra le quali la sifilide che era assai comune) con il mercurio, che era una cosa devastante che per di più creava dipendenza. Quindi, non si tratta di una ricerca volontaria dello "sballo" e di conseguenza una propaganda dello sballo unito al genio, ma una condizione nella quale molti uomini in quell'epoca finivano con il trovarsi loro malgrado...

Dal candore di Topolino siamo finiti nel torbido, mi rendo conto, ma la musica classica è anche questo: dolcezza e innocenza, contatto con l'assoluto e l'aldilà, amore ed erotismo, mistero, fascino... è vita! E nella vita c'è Topolino e c'è Paganini. Torneremo su di lui più avanti,

Ecco il trailer,   ah dimenticavo... questo solo per grandi (VM 14)! Si sa Paganini ne ha combinate parecchie...


martedì 22 luglio 2014

Danza Ungherese n. 5 (3) - Cult Movie: Il Grande Dittatore


Charlie Chaplin barbiere
La Danza Ungherese n. 5 di Brahms è stata resa ancor più famosa dall'uso che ne ha fatto Charlie Chaplin in uno dei suoi indiscussi capolavori: un barbiere lavora a ritmo di musica, impressionante l'abilità di Chaplin di accostare i movimenti del suo personaggio all'andamento musicale brahmsiano.

La scena fa parte de Il grande dittatore (1940):
visto che non sono una critica di cinema, come sempre delego a qualche amica òa "recensione" del film e questa volta... vi mando al bellissimo Blog "La lanterna magica del cinema" della mia amica Gioia

http://lalanternamagicadelcinema.blogspot.it/2014/07/il-grande-dittatore-chaplin-rules.html

Qui la scena del film da youtube:




La scena del Barbiere è talmente divertente che non può che piacere ai vostri bambini (e anche a voi), il genio di Chaplin unito alla grande musica di Brahms... cosa volete di più?

Il link per vedere la scena del film  in alta definizione:

 http://www.dailymotion.com/video/xu70qg_hd-the-great-dictator-barbershop_shortfilms



La locandina del film

domenica 20 luglio 2014

Danza Ungherese n. 5 (2) - I tre porcellini

Il lupo bussa alla porta...
La Danza Ungherese di Brahms è una musica talmente celebre che compare spesso in altri contesti. Qui vi propongo un delizioso cartoon della Warner Bros che unisce una famosissima fiaba per bambini (I tre porcellini) alla musica di Brahms. Successo assicurato! I vostri figli impazziranno per questo cartone e così ricorderanno per sempre la musica di Brahms e la riconosceranno da grandi.

Il Cartoon è del 1943, si intitola "Pigs in a Polka" ed è diretto da Friz Freleng. Fa parte della serie Merrie Melodies ed è la parodia di altri due cartoon: I tre porcellini (1933) e Fantasia (1940) della Disney. 

La Danza Ungherese n.5 compare come colonna sonora insieme a spezzoni delle danze n. 7, 6 e 17 (le sentirete in questo ordine).
Il lupo e il suo travestimento ingannevole...

La storia narrata è simile a quella originale dei tre porcellini che tutti conoscete: un porcellino costruisce la casetta di paglia, il secondo di legno (qui fiammiferi) e il terzo, il più lavoratore, di mattoni. I primi due lavorano per meno tempo e quindi iniziano a ballare e giocare prendendo in giro il III porcellino. Ma poi sarà grazie a lui che riusciranno a scappare dal lupo cattivo, che qui si traveste anche da suonatore ambulante di violino (ancora il nostro amato violino!) ed è davvero esilarante!


IL CARTOON DEI TRE PORCELLINI:

venerdì 18 luglio 2014

Danza Ungherese n. 5 (1) - Introduzione

Un piccolo pianista suona in un locale
Ancora Pianoforte e Violino sono i protagonisti del nostro VIII piccolo viaggio musicale, in un pezzo che è stato adattato per diversi strumenti (anche per orchestra) e che è stato utilizzato in parecchi divertenti filmati, che non mancherò di proporre uno ad uno. 

Si tratta della Danza Ungherese n. 5 di Jahannes Brahms, che nasce per pianoforte a 4 mani, nel 1852, all' inizio della carriera di questo compositore, che è uno dei più grandi della storia della musica.

In realtà non si tratta di musica ungherese vera e propria, per ascoltare la quale dobbiamo aspettare il secolo successivo, e due compositori in particolare che si chiamano Kodàly e Bartòk (leggi Bàrtok). Ungherese in questo caso sta per "zigano", ciè zingaro, nomade. E come mai Brahms decide di scrivere delle danze ispirandosi a queste musiche? Anzi, quasi trascrivendone intere melodie?
Perchè da giovane (le compose a soli 19 anni!), per guadagnarsi da vivere, suonava in piccoli complessi nei pressi del porto della sua città. I porti, si sa, sono crocevia di culture, etnie, razze diverse... e così il nostro Johannes probabilmente sentì le musiche dei nomadi e ne rimase affascinato a tal punto da scrivere ben 10 danze ad esse ispirate, cui se ne aggiunsero successivamente altre 11, per un totale di 21 danze ungheresi.

L'influsso importante della musica zigana in Germania è a noi ben noto: vi ricordate Liszt? La Rapsodia Ungherese? (se non vi dice nulla, via di corsa a ripassare i Post ad essa dedicati!).

La struttura delle danze, anche di questa, la n. 5, che è la più celebre, è TRIPARTITA, cioè A-B-A': viene presentato un primo tema, cui se ne aggiunge un secondo e si chiude con la riproposizione del primo tema variato. Immaginate la struttura di una poesia di quelle classiche con i versi... anche la musica segue regole che sono assai simili a quelle dei componimenti poetici.

Nel 1872 Brahms scrive una versione per pianoforte solo delle danze (vedi II video), per la quale è necessario un grande virtuosismo.

Successivamente nascono versioni per orchestra, ma solo la1 e la 3 sono di Brahms.

Tuttavia, la versione per orchestra della danza n. 5 è ugualmente celebre e la sentirete nei prossimi Post.

Per ora familiarizziamo con il pianoforte: ai bambini questo pezzo piace tantissimo! Garantito!!


PIANOFORTE A 4 MANI:





ESECUZIONE PER PIANOFORTE SOLO:

mercoledì 16 luglio 2014

MOZART ERA UN FIGO, BACH ANCORA DI PIU' - Un libro di musica per tutti

Copertina del libro di Leonora Armellini e Matteo Rampin
LEONORA ARMELLINI è una giovane pianista di Padova dalle eccezionali e precocisseme doti; è quello che si definisce "un talento" (vedi video al termine del Post). Si è diplomata a pieni voti con lode e menzione al Conservatorio di Padova a soli 12 anni. Oggi di anni ne ha 22 e calca i palcoscenici di tutto il mondo con successo, ma non solo, arrangia brani e... scrive libri!


Molti bambini (come lei) iniziano presto lo studio di uno strumento musicale. Spesso sento alcuni genitori commentare così: "Poveri bambini, lasciateli giocare"... oppure: "Infanzia rubata"... "bambini adultizzati"...

 A tutti questi genitori, che forse non capiscono che la musica per alcuni bambini (come per Leonora) può essere una passione, una necessità, un modo di esprimersi, una missione, anche un magnifico gioco... a tutti loro dedico questo Post e consiglio la lettura di questo libro, nel quale ho trovato questa splendida frase che può essere la giusta risposta a quanti credono che lo studio della musica sia solo tortura e noia:

"LA FATICA CHE SI FA PER IMPARARE A SUONARLA (la musica), A SCRIVERLA, A VOLTE ANCHE SOLO AD ASCOLTARLA, E' UNA FATICA CHE ALLA FINE SCOMPARE, ANZI E' LA CHIAVE PER FAR SCOMPARIRE LA FATICA DEL VIVERE. QUESTA CHIAVE E' CIO' CHE RENDE LA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA (...) E' LA BELLEZZA".

Leonora, insieme allo scrittore Matteo Rampin, appassionato di musica, ci spiega come si possa amare incondizionatamente (e, aggiungo io, fin da tenera età) la musica "classica" e come una volta incontrata sul proprio cammino non se ne possa più fre a meno.

I 7 passi per imparare ad amare la musica classica


Il libro si intitola: Mozart era un figo, Bach ancora di più, è edito da Salani e costa 12, 90 euro. 

Ripercorrendo la vita di alcuni tra i più grandi compositori di tutti i tempi da Gesualdo da Venosa a Ligeti, non in modo enciclopedico, ma attraverso divertenti aneddoti e ritratti di carattere, i due autori spiegano alcuni tecnicismi della musica classica a chi non sa neppure collocare un SOL in un pentagramma (e forse non sa neppure cosa sia un pentagramma...) in chiave di violino... figuriamoci in chiave di basso (e le chiavi sono 7!).

Si comincia con Leos Janacek, che morì di polmonite a 74 anni per essere fuggito, non vestito, dalla camera della sua amante all'arrivo del marito (a 74 anni!)... per passare ad una morte meno "eroica", quella del povero Lully, che si conficcò (per rabbia) in un piede la bacchetta da direttore d'orchestra (che una volta era in ferro) e il piede gli andò in cancrena...

Gesualdo da Venosa, un "antichissimo innovatore", che ammazzò moglie e amante avendoli sorpresi ad amoreggiare... e con lui cominciamo a prendere familiarità con la scala musicale, le sette figure e la loro durata (e i loro nomi complicati); le proprietà fisiche e metafisiche del suono...

Scopriamo che un tedesco, Johann Pepusch (1667-1772) scrisse un'opera per 6 fagotti e un flauto a imitazione del grugnito di 6 maiali e 1 maialino (poveri fagotti...).

Proseguiamo con le innumerevoli affinità tra musica e matematica e Antonio Vivaldi, il "Prete Rosso", che lasciò di colpo l'altare durante una celebrazione, colto da improvvisa ispirazione musicale...

Ripassiamo le origini dell'opera lirica e le sue caratteristiche, l'imitazione, il canone, il concerto... per arrivare a Bach, fulcro di tutto l'universo musicale: "senza di lui non ci sarebbero stati nè Mozart, nè Beethoven, nè i Beatles, Sting e tutti gli altri...". Con Bach impariamo che la Fuga non è solo dal carcere e scopriamo che l'Arte della Fuga nasconde un enigma...

Passiamo a Mozart "angelico demone" che passa dalle lettere scurrili ai familiari al sublime incanto della sua musica. Il padre Leopold, i viaggi, le donne e il mistero della sua morte... la figura di Lorenzo Da Ponte, suo principale librettista e figura estremamente affascinante.

Andiamo avanti con la Teoria: Armonia, Melodia, Cromatismi...

Poi Beethoven e la sua personalità tutta particolare, un burbero buono... e il dramma della sordità che lo colse in età matura, uno schertzo beffardo della sorte cui lui seppe reagire ma con grande sofferenza: "come potevo confessare la debolezza di un senso che in me dovrebbe essere più raffinato che negli altri uomini e che in me un tempo raggiungeva un grado di perfezione massima" e la sua filosofia di vita: "raccomando ai vostri figli di essere virtuosi, perchè soltanto la virtù può rendere felici non certo il denaro" (PAROLE SANTE?!)

Ancora Teoria: Tempo, Ritmo. Forma sonata...
Divertente vignetta che spiega i tempi musicali

E arriviamo ai Romantici: Paganini e il suo rapporto col diavolo, Liszt e le scene di follia, Berlioz un genio o pazzo?, Schubert che non aveva un pianoforte in casa, Schumann che pazzo morì in manicomio, Wagner e poi i moderni fino a Ligeti.

Poemi sonfonici, Danze, Cantate, Passioni, Corali, Ouverture, Sonate, Toccate, Musica a programma, Pezzo di carattere, Serenate, Notturni, Cassazione.... conoscete tutti questi termini? No? Allora questo libro fa per voi... e la musica classica entrerà prepotentemente  a far parte della vostra vita rendendola più ricca, bella, intensa, degna di essere vissuta.

Certo, mancano tantissimi nomi, mancano Verdi, Puccini, Bellini, Donizetti, Rossini... tutto il Melodramma... manca Strauss, Ravel... ma l'intento del libro non è di essere un'enciclopedia musicale ma di far venir voglia a chi lo legge di provare ad amare la musica classica (con successo!). Ottimo da regalare a chi passa le ore con UNZ UNZ nelle orecchie (=rumore da discoteca). 

Buona lettura a tutti e grazie a Leonora!

UNO CHOPIN DI LEONORA ARMELLINI:

lunedì 14 luglio 2014

Chi era Francis Poulenc (1899-1963)

Francis Poulenc da piccolo
Francis Poulenc è nato a Parigi il 7 gennaio 1899. Il suo papà, Emil, era un industriale fondatore di una famosa casa farmaceutica. La mamma, Jenny, era una pianista di talento. Lo zio, pittore, che Francis chiamava Papoum, era un frequentatore di teatri, salotti e caffè letterari e artistici di Parigi; fu fondamentale per la formazione di Poulenc perchè lo introdusse nella vita culturale di Parigi, cioè gli fece conoscere tanti personaggi importanti che facevano gli scrittori, i pittori, i poeti, i musicisti... per esempio: Jean Cocteau, Picasso, Modigliani, Paul Valery, Apollinaire e soprattutto Erik Satie che era un musicista un po' matto che collezionava ombrelli, chiudendoli a chiave in una delle due stanze di cui era composta casa sua! (solo dopo la morte hanno scoperto che era piena di ombrelli. Tra l'altro pare uscisse di casa sempre con l'ombrello, ma non lo apriva mai, nemmeno sotto temporale, per non rovinarlo... matto, vero? Ed era amico del nostro Francis... quindi forse era un po' matto anche lui?).

Poulenc al pianoforte, da grande
Francis fu attratto dalla musica fin da bambino e anche lui, come tanti altri musicisti da noi incontrati fin qui, inizia a suonare il pianoforte prestissimo (la sua maestra è una nipote di Cesar Franck che è un compositore belga piuttosto famoso, morto nel 1890) e a comporre a soli 7 anni.

Tra i musicisti francesi predilige Debussy e le sue particolari sonorità (prima o poi andremo a trovare anche lui!), ma pur provandoci più volte, fino a 14 anni non riesce a suonare la musica del suo compositore preferito.

Aveva un rapporto molto speciale con il suo maestro, mentre non riesce ad entrare al Conservatorio di Parigi perchè troppo legato a Erik Satie (quello matto) e quindi ostacolato (ingiustamente) da questa sua amicizia, perchè Satie non era apprezzato nell'ambiente accademico.

Gli amici lo chiamavano Popoul.

Poulenc era una persona molto sensibile e soffrì tantissimo per la perdita di alcuni cari amici morti troppo giovani. Era spesso "depresso, impressionabile, insicuro e soggetto al panico..." (Benjamin Britten).

Era membro del Gruppo dei Sei (che non è il Gruppo dei Cinque di Rimskij-Korsakov meno uno! ma è un altro gruppo di musicisti, questa volta francesi); il gruppo era nato da una idea di Satie.

Durante la prima guerra mondiale fu arruolato e perfino incarcerato per aver prolungato una libera uscita.

Tra i suoi amici c'era anche Igor Stravinskij, un musicista che sarà protagonista del nostro IX piccolo viaggio.

Tra le sue opere più celebri, oltre a Babar, la Sonata per flauto e pianoforte scritta nel 1956 per un grande flautista, che si chiama Jean-Pierre Rampal (obbligatorio conoscerlo se si suona il flauto traverso!), molta musica per pianoforte e altri strumenti tra cui la Sonata per oboe e pianoforte dedicata a Prokof'ev (ricordate: l'autore di Pierino e il Lupo) e soprattutto I dialoghi delle Carmelitane, un'opera basata su un testo di Georges Bernanos (un famoso scrittore francese) che racconta un fatto realmente accaduto: la condanna a morte per ghigliottina (cioè vennero decapitate... e ditelo ai bambini che sono sempre attratti da queste cose un po' macabre...) di 16 religiose francesi che si rifiutarono di rinunciare ai voti. L'opera è andata in scena in tutto il mondo e recentemente è stata molto apprezzata una nuova messinscena al Teatro alla Scala di Milano... non molto adatta ai bambini (a parte il taglio delle teste...), ma è giusto sapere che esiste.

Basato sulla stessa vicenda, per chi volesse approfondire (genitori), esiste un film francese del 1959 con Jean Moreau, Alida Valli, Madelein Renaud.

Poulenc amava la musica di Bach, Mozart, Satie e Stravinskij mentre detestava quella di Beethoven e Wagner (de gustibus...).

Poulenc muore di infarto il 30 gennaio 1963 e per suo desiderio al funerale venne suonata solo musica di Bach e questo ricordatelo, perchè più di un musicista, compositore, strumentista, alla domanda: se tu dovessi salvare l'opera di un solo compositore, quale opera salveresti? Sono in tanti a rispondere: quella di Bach (come dar loro torto??).

E approfittando di questo spunto che Poulenc ci ha offre con il suo funerale, nel Post successivo di pausa rigenerante, prima di affrontare il prossimo viaggio, vi consiglierò un libro meraviglioso per amare Bach e tutta la musica classica senza riserve.

 Per voi, ora, un video (solo sonoro) di Poulenc che suona la sua musica:



e qui la Sonata per flauto e pianoforte interpretata dal musicista per il quale fu scritta, il flautista Jean-Paul Rampal, una meraviglia:

sabato 12 luglio 2014

Babar l'elefantino (3) - Arte e immagine e pianoforte

Il nosro piccolo Babar
Anche per questo viaggio musicale ho pensato ad un lavoretto per concretizzare visivamente il vostro ascolto. Ho acquistato in edicola, tra le mille che si trovano appese ai lati del chiosco, un paio di bustine contenenti i cilindri colorati di mais, che trovo un gioco fantastico e molto creativo (oltre che per nulla "sporchevole") ed economico (2,50 euro a bustina):

Le bustine che trovate in edicola
Sfruttando il libricino di istruzioni, abbiamo trasformato una scimmia in elefante partendo dal contenuto della bustina che è questo: cilindri colorati in mais e mini panno da inumidire per far sì che i cilindri aderiscano e si incollino uno con l'altro.

I cilindri di mais e il mini panno da bagnare
Ed ecco il risultato, direi molto soddisfacente cui abbiamo aggiunto un amico della foresta e un fiore:

Il nostro Babar

Babar, un amico e un fiore

Mentre lavorate con i vostri bambini, potete ascoltare la versione originale per pianoforte e voce recitante, in questo caso in inglese (ma tanto ormai conoscete benissimo la storia!). Ricordate che questa è la versione originale di Poulenc, ideata per soddisfare i "capricci" della sua nipotina annoiata... per una volta i capricci hanno portato qualcosa di buono!

giovedì 10 luglio 2014

Babar l'elefantino (2) - Il libro di lettura e... il cartoon

Copertina del libro di Babar
L'opera di Poulenc, come vi ho detto, mette in musica la "Storia di Babar l'elefantino" di Jean Brunhoff. Ho scelto questa edizione della celebre storia, edizione Mondadori, 14 euro. Si tratta di un bellissimo libro che consiglio di acquistare e conservare da leggere e rileggere ascoltando la musica di Poulenc. 

Ripassiamo la storia in modo approfondito:

Nella foresta è nato un piccolo elefante, si chiama Babar e ha una mamma che gli vuole tanto bene e lo culla con la proboscide. 

Babar cresce felice con tanti amici, ma un giorno un cacciatore cattivo uccide la sua mamma e resta solo (come Bambi). 
Il cacciatore cattivo uccide la mamma

Dopo una lunga fuga arriva in città e conosce una vecchia e ricca signora che lo adotta e gli insegna "la civiltà": Babar si veste di verde, impara a mangiare a tavola, a farsi il bagno, a fare ginnastica, a comportarsi in società e a guidare la macchina! 



Ma spesso è triste e gli manca la mamma.

La malinconia di Babar


Un giorno arrivano in città i suoi due cugini, Arturo e Celeste. Babar gli insegna "la civiltà", ma a Babar manca la sua foresta e i suoi compagni. Decide di partire e saluta la sua amica signora, che è molto triste. 
Babar torna nella foresta

Intanto tra gli elefanti il re muore perchè mangia un fungo velenoso... il trono è vacante. Babar diventa il Re di una città che si chiamerà Celestopoli e porta la civiltà tra gli elefanti e sposa Celeste. 
Il matrimonio di Babar

Dalla Storia di Babar è stata tratta una serie tv di grande successo, di cui vi propongo uno dei primi episodi. Ascoltare Poulenc sarà poi molto più facile conoscendo bene il personaggio dell'opera!


martedì 8 luglio 2014

Fiaba musicale: Babar l'elefantino (1) - Paolo Poli racconta

L'elefantino Babar protagonista
Pronti via! VII partenza che per molti di voi coinciderà con il mare o la montagna... nulla di più adeguato di una bella e poetica storia da leggere, guardare, disegnare e ovviamente ASCOLTARE!
Il genere è quello che abbiamo già incontrato con Pierino e il Lupo: una favola per bambini musicata da un grande autore: "La storia di Babar l'elefantino", con la musica di Francis Poulenc, che forse a molti di voi non dirà molto, ma impareremo a conoscere anche lui. Per ora sappiate che è francese, che era anche un pianista e che è vissuto nel secolo scorso, quindi si tratta di un compositore "moderno" e che aveva una nipotina petulante... cosa ci ineressa? Ci interessa eccome... senza di lei non avremmo l'opera di cui stiamo per parlare.

L'elefantino Babar è un personaggio che tutti i bambini devono conoscere. Nato in Francia nel 1931 dalla fantasia della moglie di Jean de Brunhoff (Cecile), è presto diventato un celebre eroe protagonista di tante avventure. La signora Cecile inventò le storie di Babar di sera in sera, raccontandole ai suoi bambini per farli addormentre sereni.
Francis Poulenc, intorno al 1940 si trovava a suonare il pianoforte in famiglia, con amici e una sua nipotina,  che si annoiava a sentirlo suonare le sue composizioni, propone allo zio di mettere in musica la sua storia preferita: "Zio, che noiosa questa musica, perchè non scrivi la musica per questo?" e gli dà il suo libro di Babar l'elefantino.

Fu così che Poulenc iniziò a improvvisare al pianoforte la più adatta colonna sonora per accompagnare le avventure di Babar, finchè, nel 1945, l'"Histoire de Babar, Dix-huit coups d'oeil sur la queue d'un jeune éléphant" fu pronta per avere una sua versione scritta. Come Pierino e il Lupo di Prokof'ev, Babar l'elefantino è diventata un classico della musica per bambini (ma anche per adulti), anche se un po' meno conosciuta della fiaba di Prokof'ev, perchè decisamente meno immediata all'ascolto (ma ricordate che non basta mai un solo ascolto per apprezzare un'opera, soprattutto se la proponiamo a dei bambini!). La si conosce forse maggiormente nella versione orchestrata nel 1962 da Jean Francaix, ma non dimentichiamo che l'originale di Poulenc è per pianoforte solo e voce recitante. Noi lo ascolteremo in entrambe le versioni, cominciando dalla più conosciuta, quella per orchestra.

Con una serie di Post dedicati a Babar, mi pongo come obiettivo la divulgazione di questa magnifica opera, unione tra letteratura per l'infanzia e musica, perchè è una storia formativa, triste ma divertente, poetica, originale, piena di fantasia. E la musica di Poulenc è attentissima ad ogni sfumatura degli stati d'animo dei protagonisti, raffinata e coinvolgente. 

La storia è molto semplice, anche se è una metafora della ricerca di una propria identità, una parabola del significato della civiltà, quindi in realtà il suo significato è piuttosto complesso, ma come sempre ci sono diversi livelli di lettura, che si possono proporre a seconda dell'età dei bambini. Ai "quattrenni" non parleremo di ricerca di identità o di storia della crescita e fasi della vita, ma insisteremo sugli aspetti fantasiosi e divertenti della storia, come il vestito verde di Babar, la sua auto, l'amicizia con la vecchia signora... ai ragazzi delle elementari potremo far notare qualcosa di più, come il concetto di civiltà... a quelli delle medie possiamo cominciare a parlare di formazione, crescita, identità e così via...

A tutti possiamo fare ascoltare la storia nella versione che vi propongo qui, con voce recitante di Paolo Poli e con l'orchestra.

Super riassunto per un primo ascolto: Babar è un piccolo elefante che resta orfano di mamma per colpa di un perfido cacciatore. Scappa e finisce in una città dove scopre la civiltà degli uomini facendo amicizia con una vecchia e ricca signora. Sente poi una forte nostalgia per il suo mondo e torna nella foresta, ma porta con sè l'esperienza della città, fondandone una per gli elefanti e diventandone il Re con tanto di Regina...


Ecco per voi la versione Audio dell'opera con la magnifica interpretazione di Paolo Poli (attore di teatro fiorentino del 1929) come voce recitante, cominciate ad ascoltarla e tenetela lì, perchè nel prossimo Post vi consiglio il libro da abbinare a questo ascolto:


domenica 6 luglio 2014

CULT MOVIE D'ANIMAZIONE: IL VIOLINISTA


L'irresistibile violinista di Pintoff
Anche il violino, come il pianoforte, è spesso (o meglio era...) protagonista di cartoons e fumetti, come testimoni questa copertina di un Topolino di qualche decennio fa.
La copertina di un Topolino con due violinista
Vedremo più avanti altri cartoni animati e altre letture con il violino primo attore, ma oggi ho scelto per voi questo delizioso cartone animato intitolato "The violinist", che ci propone un tema che ricorre nel mondo degli interpreti di qualsiasi genere musicale: cosa significhi "suonare con sentimento" e quanto conti metterci del proprio in un'esecuzione. Non basta saper suonare tecnicamente un pezzo, ma per essere grandi occorre saper interpretare, tradurre ciò che l'autore aveva in mente di trasmettere, aggiungere ulteriori emozioni, commuovere chi ascolta o perlomeno "muovere" i di lui sentimenti... insomma, una tematica affascinante e forse priva di risposte. Cosa rende un interprete "grande"? Qual è la differenza tra un bravo artista e un "genio"?
In questo breve e divertente film d'animazione firmato Ernest Pintoff (USA 1931-2002, produttore e scrittore di film e sceneggiati TV), con la voce recitante dell'attore Carl Reiner (USA 1922-2008) (ma sottotitolato in italiano) che ricevette la nomination all'Oscar nel 1959, il protagonista è un violinista, Herry, che "non è un genio" ma una persona normale e che vuole imparare a "suonare con sentimento", ma alla fine si accorge che non vale la pena stravolgere se stessi... l'importante è suonare felice!

venerdì 4 luglio 2014

Chi era Nicolaj Andreevic Rimskij-Korsakov (1844-1908)

Rimskij-Korsakov da bambino
Oltre ad avere un nome piuttosto complicato, Nicolaj Andreevic Rimskij - Korsakov (pronuncia Rìmski Kòrsakov), è un musicista russo che fa parte, come Saint-Saens, di quelli un po' meno famosi, ma comunque importanti da conoscere. A differenza di tutti quelli incontrati fino ad ora nel nostro blog, Nicolaj nasce (il 18 marzo 1844 in Russia) in una famiglia non di musicisti ma bensì di militari, e alla carriera militare è stato indirizzato dal papà (poverino!) ed è diventato Ufficiale di Marina. Nonostante le sue precoci doti musicali, inizia ad occuparsi di musica solo a 17 anni, grazie all'incontro con Balakirev (che era un pianista, compositore e direttore d'orchestra). Questo signore fonda un gruppo di musicisti noto come "Il Gruppo dei Cinque", del quale entra a far parte anche Nicolaj, oltre allo stesso Balakirev, a Musorgskij, Borodin e Cesar Cui (noi più avanti ci occuperemo senz'altro di Musorgskij). Il gruppo si chiama in realtà "Il potente mucchietto" traducendo letteralmente dal russo... ma non vi pare un nome un po' buffo? Meglio "Il gruppo dei cinque" anche se non è un nome molto originale.
I cinque si incontrano a fare musica e il loro obiettivo è quello di definire uno stile musicale russo. Diventano punto di riferimento per la generazione successiva di musicisti, fra i quali Prokof'ev (vi ricordate Pierino e il lupo?), Stravinskij (tra breve scopriremo anche lui) e Sostakovic.
Rimskij-Korsakov da grande

Le opere più famose di Rimskij-Korsakov, oltre al Volo del calabrone (di cui ormai sapete quasi tutto), sono la Suite Sharazad (ispirata a Le Mille e una Notte... quindi ci interessa!), l'Ouverture La grande Pasqua russa, le opere La sposa dello Zar e Il gallo d'oro e Il capriccio spagnolo, scritto in origine per banda.

Rimskij-Korsakov è anche famoso per la sua abilità come orchestratore (ha anche insegnato composizione e orchestrazione al conservatorio di San Pietroburgo), cioè riscrive una musica scritta per un solo strumento, per altri strumenti o per orchestra o riscrive un pezzo già scritto per orchestra cambiandone alcune caratteristiche (si parla di trascrizione o arrangiamento)... chiaro? Non proprio, ma abbiate pazienza non sono cose facili.

Nicolaj si sposa con una bella pianista, dal nome francamente impossibile (si vede che si sono trovati anche su quello... Nadezda Nicolaevna Purgold), con la quale ha ben 7 figli! La moglie partecipa molto alla vita musicale del marito, influenzandone anche le scelte (si dice che dietro a un grande uomo ci sia sempre una grande donna, no?)

Muore il 21 giugno 1908 a 64 anni di angina pectoris, una malattia delle vie respiratorie.

E con queste poche ma interessanti notizie sul nostro simpatico amico barbuto, si conclude il VI piccolo viaggio musicale. Dopo la consueta "pausa rigenerante" con un filmato divertente da guardare (sorpresa!), affronteremo una nuova poetica avventura in compagnia di un altro animale ben più grande del calabrone!... un simpatico elefantino. 

mercoledì 2 luglio 2014

Libro di lettura: IL CALABRONE CHE CI VEDEVA POCO

Copertina del libro Gallucci
A furia di ascoltare il Volo del Calabrone, sicuramente ora i calabroni saranno vostri "amici". Così ho pensato di suggerirvi un libro di lettura adatto ai vostri bambini (3-12 anni, direi...) in cui un Calabrone è il protagonista di una divertente avventura. Potreste leggerlo pensando che quando vola, anzichè bzzzzzzz "suona" la musica di Rimskij-Korsakov!

Il libro, edito da Gallucci, si intitola "Il calabrone che ci vedeva poco", l'autore si chiama Franco Lucentini e contiene una divertente postilla di Carlo Fruttero, scrittore torinese (1926-2012) che è stato anche amico di Italo Calvino. 
Il libro costa 13 euro ma si trova scontato a 4,99

La storia, molto ben illustrata, racconta di un'invasione di calabroni in una tranquilla casa di campagna, d'estate. Uno di questi calabroni è un poco orbo e si va ad "inzuccare" ripetutamente contro un vetro. Una bambina capirà che, in fondo, il calabrone che ci vede poco è d'animo buono e sarà lei a tirarlo fuori dai pasticci in cui si caccia.

Il mio Giacomo ha voluto leggere e rileggere questa storia molte volte perchè gli piaceva molto il punto in cui il calabrone va a sbattere contro il vetro della finestra (si sa... i bambini sono un po' sadici).
Un'illustrazione del libro di Lucentini

Un calabrone con occhiali appeso al muro...
Dopo l'ascolto del brano di Rimskij-Korsakov mi sembra il giusto finale per coronare il nostro piccolo itinerario in compagnia dell'amico ronzante.

Prima di iniziare il nostro VII viaggio, la breve biografia dell'autore e ancora un Post di "pausa", che vi consiglio di non perdere perchè conterrà un cartone animato dedicato al violino, lo strumento che abbiamo approfondito in questo viaggio.

Buona lettura, sotto l'ombrellone...