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giovedì 16 ottobre 2014

Inno alla Gioia (5) e Chiaro di luna (1) - Cult Movie per genitori: Amata immortale (VM14)

Il Film
Amata Immortale (Immortal beloved) è un film del 1994 con la regia di Bernard Rose, lo stesso de Il violinista del diavolo di cui abbiamo recentemente parlato a proposito di David Garret, virtuoso del violino, film biografico su Niccolò Paganini. Gary Oldman è Beethoven, Isabella Rossellini, Jahanna Ter Steege e Valeria Golino sono le tre donne da lui amate di cui si parla nel film, mentre Jeroen Krabbè è Anton Schindler, amico ed esecutore testamentario di Beethoven. La trama del film, che ha una meravigliosa colonna sonora con musiche di Beethoven eseguite da Murray Perahia per i brani per pianoforte e dalla London Symphony Orchestra diretta da Sir Georg Solti, ripercorre l'enigma dell'Amata Immortale (che non ha ancora e forse mai avrà identità certa), cioè la donna a cui Beethoven avrebbe scritto e mai spedito una appassionata lettera d'amore. Nel film si ripercorrono episodi romanzati della vita personale di Beethoven, legati alle sue relazioni amorose in particolare con tre donne e, alla fine, il film dà una sua risposta che però non ha riscontro nelle biogrfie del Maestro. E' comunque ben congeniata e il Film, anche se poteva essere fatto ancora meglio, è comunque piacevole se non altro per la musica e la grande interpretazione di Gary Oldman, che riesce a rendere le molteplici facce della discussa personalità di Beethoven e la sofferenza da lui provata nel vivere il dramma della sua progressiva sordità. Io vi propongo la scena  dell'Inno alla gioia, che è la scena quasi finale e che vale l'intero film insieme a quella, molto toccante, in cui lui suona la Sonata Al Chiaro di Luna quando già era quasi sordo, che mi consente di introdurre l'argomento della nostra prossima piccola deviazione musicale, sempre in compagnia di Beethoven.

Per voi ho "scomodato" nuovamente le mie dueamiche critiche e appassionate di cinema: Gioia, per leggere la cui recensione vi invito a cliccare su:http://lalanternamagicadelcinema.blogspot.it/2014/09/beethoven-e-la-sua-amata-immortale.html

e Cecilia Voi, la cui recensione pubblico qui sotto a seguire: e le ringrazio entrambe.
AMATA IMMORTALE (Immortal Beloved)
di Bernard Rose
con G. Oldman, J. Krabbé, M. Hofschneider, V. Golino, I. Rossellini, J. Teer Stege

Amata Immortale è uno dei tentativi di inquadrare un personaggio complesso come Beethoven in un racconto breve, come si può definire un film rispetto a un romanzo o a una biografia dettagliata. Compositore imponente per il suo genio e la sua influenza nella nostra cultura, da essere oggetto dell'attenzione di molti sceneggiatori e registi, da Abel Gance all'inizio del Novecento, per arrivare a Battiato con il suo Musikanten di qualche anno fa.
Bernard Rose ne fa volutamente un melodramma, concentrandosi sull'aspetto sentimentale delle vicende beethoveniane, in modo particolare su una lettera mai spedita, ritrovata tra le carte del Maestro dall'amico, violinista e segretario Oskar Schindler. Inizia così un viaggio alla ricerca dell'amata misteriosa per consegnarle quella dichiarazione appassionata di amore eterno.
Tutto si regge su un dato storico: come mai, al momento della morte, accanto a Ludwig c'erano solo due persone, una delle quali una donna? La soluzione proposta da Bernard Rose non è contemplata dai musicologi, però ha un suo senso. Non si può sciupare la sorpresa agli spettatori e perciò non darò indizi. Mi limiterò a segnalare che il film è accurato, con un occhio speciale ai costumi - bellissimi! - e alle scenografie d'epoca. La colonna sonora, diretta da Georg Solti (e al pianoforte Murray Perahia), è naturalmente all'altezza della situazione e Gary Oldman si cala nella parte con eleganza e la giusta dose di follia, eccezionale nel progressivo scivolamento nella sordità. Le nostre attrici Golino e Rossellini - pur ostinandosi a non voler essere doppiate - fanno una bellissima figura in abito lungo, specialmente la Rossellini, con lo sguardo malinconico e dolente di chi ha subito le molte scosse del destino.
Il film vuole solo offrire il piacere del raccontare, e di questo occorre godere, più che pretendere la fedeltà al dato storico. Amata Immortale è la ricerca dell'amore da parte di un uomo solo e quest'amore, nonostante la vita mondana e l'impeto romantico di Beethoven, si rivela molto più semplice e quotidiano di quanto non si possa pensare a prima vista. E forse Beethoven cercava questo: una vita normale, una famiglia sua, che desse stabilità alle sue percezioni musicali estreme. Il limite del film è nell'accantonare l'aspetto più propriamente creativo del suo protagonista, nodo su cui è centrato invece Io e Beethoven di Agnieszka Holland che consiglio senz'altro di vedere.
Il film di Bernard Rose apre comunque una finestra sull'universo tragico di un genio assoluto, che già da bambino sentiva la sua vocazione alla musica come desiderio di amore universale. Lo racconta molto bene la bella sequenza in flash-back alla prima della Nona Sinfonia.
Dai 14-16 anni. (Cecilia Voi)

 La lettera all’Immortale Amata e il relativo enigma.
 "Ma dopo la sua morte una sua lettera d’amore del 1812 [6-7 luglio A.373] indirizzata al “mio angelo” e “mia immortale amata” fu trovata fra le sue carte. È un’appassionata espressione di sentimento ad una donna che senza dubbio ricambiava il suo amore. La sua identità è discussa; probabilmente si trattava di Antonie Brentano, anche se è possibile si trattasse di Josephine. La lettera è divisa in tre parti, scritte in due giorni successivi, e sembra essere la risposta al desiderio di un’unione completa da parte della donna. Ma nella parte finale Beethoven rinuncia alla possibilità, non solo per il momento, ma per sempre. L’amore non è diminuito. Egli ancora ha bisogno d’amore, ma egli è costretto a riconoscere che non può sposarsi. La lettera probabilmente non fu mai spedita, ed è probabile che sia stata uno sfogo per se stesso più che per la destinataria. B.Cooper [b]" da www.lvbeethoven.it 
Ecco la lettera.
[A.373] Ad una donna sconosciuta.
Autografo alla Deutsche Staatsbibliotek di Berlino
6 luglio, di mattina
Mio angelo, mio tutto, mio io – Solo poche parole per oggi, e addirittura a matita (con la tua). – Non sarò sicuro del mio alloggio fino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! - Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità – il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto  dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? Oh Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella natura e dà pace al tuo animo per ciò che deve essere. L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te e di te per me – Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità tanto poco quanto la sento io. Il viaggio è stato orribile. Sono arrivato qui soltanto la mattina alle quattro.  Siccome c’erano pochi cavalli la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco, ma ciò non è servito ad altro che a spronarmi – e ho avuto torto. La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero di campagna senza fondo. Se non avessi avuto quei due postiglioni sarei rimasto per strada. Per l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che io con quattro. Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche fatto piacere come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo. Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che ho rimuginato questi ultimi giorni sulla mia vita. Se i nostri cuori fossero sempre uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. Il mio cuore trabocca dal desiderio di dirti tante cose. Ahimé, ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata. Cerca di essere serena – e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, il mio tutto, come lo sono io per te. Sono gli dei che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro  destino.
                                   Il tuo fedele
                                       Ludwig
Lunedì sera, 6 luglio
Tu stai soffrendo, tu anima mia dilettissima - Proprio adesso mi rendo conto che le lettere debbono essere consegnate di buon mattino, lunedì – o giovedì – gli unici giorni in cui da qui parte la posta per “K” - Tu soffri – Oh! dovunque io sia, tu sei con me - Io farò in modo che tu ed io ……… che io possa vivere con te. Quale vita!!! Quale essa è ora!!!! senza di te – perseguitato qua e là dalla bontà della gente, una bontà credo – che vorrei meritare quanto poco invece la merito – omaggio dell’uomo all’uomo – questo mi addolora – e se considero me stesso nella cornice dell’universo, che cosa sono io e che cosa è colui – che è detto il più grande degli uomini – eppure – è qui che si ritrova l’elemento divino dell’uomo – Io piango se penso che soltanto sabato riceverai le mie prime notizie – Per quanto tu mi ami - io però ti amo di più – ma tu però non ti celare mai a me – buona notte – Poiché faccio la cura dei bagni, debbo andare a dormire. Oh Dio – così vicini! Così lontani! Non è una creazione del cielo il nostro amore? – e quel che più conta, altrettanto salda che il firmamento celeste?
Buon giorno, 7 luglio
Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia immortale amata, lieti, talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà - Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te, oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di andare errando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia presso di te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati – Ahimé, purtroppo deve essere così – Tu ti rassegnerai, tanto più perché tu conosci la mia fedeltà verso di te, mai alcun’altra donna potrà possedere il mio cuore, mai – mai – Oh Dio, perché si deve star lontani da chi si ama tanto; eppure la mia vita a V[ienna] in questo momento è una vita atroce – Il tuo amore ha fatto di me il più felice ed il più infelice dei mortali – Ora alla mia età, avrei bisogno di regolarità e di stabilità nella mia vita – può accordarsi questo con i nostri rapporti? Angelo mio, proprio ora vengo a sapere che la posta parte tutti i giorni – e debbo perciò terminare, in modo che tu possa ricevere subito la lettera - Sii calma; soltanto considerando con calma la nostra esistenza, possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lagrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto, addio. Oh continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato
eternamente tuo
eternamente mia                                                 
eternamente l’uno dell’altro     L.


Scena con Inno alla Gioia:

 Scena con la Sonata Al Chiaro di Luna:

Inno alla Gioia (5) e Chiaro di luna (1) - Cult Movie per genitori: Amata immortale (VM14)

Il Film
Amata Immortale (Immortal beloved) è un film del 1994 con la regia di Bernard Rose, lo stesso de Il violinista del diavolo di cui abbiamo recentemente parlato a proposito di David Garret, virtuoso del violino, film biografico su Niccolò Paganini. Gary Oldman è Beethoven, Isabella Rossellini, Jahanna Ter Steege e Valeria Golino sono le tre donne da lui amate di cui si parla nel film, mentre Jeroen Krabbè è Anton Schindler, amico ed esecutore testamentario di Beethoven. La trama del film, che ha una meravigliosa colonna sonora con musiche di Beethoven eseguite da Murray Perahia per i brani per pianoforte e dalla London Symphony Orchestra diretta da Sir Georg Solti, ripercorre l'enigma dell'Amata Immortale (che non ha ancora e forse mai avrà identità certa), cioè la donna a cui Beethoven avrebbe scritto e mai spedito una appassionata lettera d'amore. Nel film si ripercorrono episodi romanzati della vita personale di Beethoven, legati alle sue relazioni amorose in particolare con tre donne e, alla fine, il film dà una sua risposta che però non ha riscontro nelle biogrfie del Maestro. E' comunque ben congeniata e il Film, anche se poteva essere fatto ancora meglio, è comunque piacevole se non altro per la musica e la grande interpretazione di Gary Oldman, che riesce a rendere le molteplici facce della discussa personalità di Beethoven e la sofferenza da lui provata nel vivere il dramma della sua progressiva sordità. Io vi propongo la scena  dell'Inno alla gioia, che è la scena quasi finale e che vale l'intero film insieme a quella, molto toccante, in cui lui suona la Sonata Al Chiaro di Luna quando già era quasi sordo, che mi consente di introdurre l'argomento della nostra prossima piccola deviazione musicale, sempre in compagnia di Beethoven.

Per voi ho "scomodato" nuovamente le mie dueamiche critiche e appassionate di cinema: Gioia, per leggere la cui recensione vi invito a cliccare su:http://lalanternamagicadelcinema.blogspot.it/2014/09/beethoven-e-la-sua-amata-immortale.html

e Cecilia Voi, la cui recensione pubblico qui sotto a seguire: e le ringrazio entrambe.
AMATA IMMORTALE (Immortal Beloved)
di Bernard Rose
con G. Oldman, J. Krabbé, M. Hofschneider, V. Golino, I. Rossellini, J. Teer Stege

Amata Immortale è uno dei tentativi di inquadrare un personaggio complesso come Beethoven in un racconto breve, come si può definire un film rispetto a un romanzo o a una biografia dettagliata. Compositore imponente per il suo genio e la sua influenza nella nostra cultura, da essere oggetto dell'attenzione di molti sceneggiatori e registi, da Abel Gance all'inizio del Novecento, per arrivare a Battiato con il suo Musikanten di qualche anno fa.
Bernard Rose ne fa volutamente un melodramma, concentrandosi sull'aspetto sentimentale delle vicende beethoveniane, in modo particolare su una lettera mai spedita, ritrovata tra le carte del Maestro dall'amico, violinista e segretario Oskar Schindler. Inizia così un viaggio alla ricerca dell'amata misteriosa per consegnarle quella dichiarazione appassionata di amore eterno.
Tutto si regge su un dato storico: come mai, al momento della morte, accanto a Ludwig c'erano solo due persone, una delle quali una donna? La soluzione proposta da Bernard Rose non è contemplata dai musicologi, però ha un suo senso. Non si può sciupare la sorpresa agli spettatori e perciò non darò indizi. Mi limiterò a segnalare che il film è accurato, con un occhio speciale ai costumi - bellissimi! - e alle scenografie d'epoca. La colonna sonora, diretta da Georg Solti (e al pianoforte Murray Perahia), è naturalmente all'altezza della situazione e Gary Oldman si cala nella parte con eleganza e la giusta dose di follia, eccezionale nel progressivo scivolamento nella sordità. Le nostre attrici Golino e Rossellini - pur ostinandosi a non voler essere doppiate - fanno una bellissima figura in abito lungo, specialmente la Rossellini, con lo sguardo malinconico e dolente di chi ha subito le molte scosse del destino.
Il film vuole solo offrire il piacere del raccontare, e di questo occorre godere, più che pretendere la fedeltà al dato storico. Amata Immortale è la ricerca dell'amore da parte di un uomo solo e quest'amore, nonostante la vita mondana e l'impeto romantico di Beethoven, si rivela molto più semplice e quotidiano di quanto non si possa pensare a prima vista. E forse Beethoven cercava questo: una vita normale, una famiglia sua, che desse stabilità alle sue percezioni musicali estreme. Il limite del film è nell'accantonare l'aspetto più propriamente creativo del suo protagonista, nodo su cui è centrato invece Io e Beethoven di Agnieszka Holland che consiglio senz'altro di vedere.
Il film di Bernard Rose apre comunque una finestra sull'universo tragico di un genio assoluto, che già da bambino sentiva la sua vocazione alla musica come desiderio di amore universale. Lo racconta molto bene la bella sequenza in flash-back alla prima della Nona Sinfonia.
Dai 14-16 anni. (Cecilia Voi)

 La lettera all’Immortale Amata e il relativo enigma.
 "Ma dopo la sua morte una sua lettera d’amore del 1812 [6-7 luglio A.373] indirizzata al “mio angelo” e “mia immortale amata” fu trovata fra le sue carte. È un’appassionata espressione di sentimento ad una donna che senza dubbio ricambiava il suo amore. La sua identità è discussa; probabilmente si trattava di Antonie Brentano, anche se è possibile si trattasse di Josephine. La lettera è divisa in tre parti, scritte in due giorni successivi, e sembra essere la risposta al desiderio di un’unione completa da parte della donna. Ma nella parte finale Beethoven rinuncia alla possibilità, non solo per il momento, ma per sempre. L’amore non è diminuito. Egli ancora ha bisogno d’amore, ma egli è costretto a riconoscere che non può sposarsi. La lettera probabilmente non fu mai spedita, ed è probabile che sia stata uno sfogo per se stesso più che per la destinataria. B.Cooper [b]" da www.lvbeethoven.it 
Ecco la lettera.
[A.373] Ad una donna sconosciuta.
Autografo alla Deutsche Staatsbibliotek di Berlino
6 luglio, di mattina
Mio angelo, mio tutto, mio io – Solo poche parole per oggi, e addirittura a matita (con la tua). – Non sarò sicuro del mio alloggio fino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! - Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità – il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto  dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? Oh Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella natura e dà pace al tuo animo per ciò che deve essere. L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te e di te per me – Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità tanto poco quanto la sento io. Il viaggio è stato orribile. Sono arrivato qui soltanto la mattina alle quattro.  Siccome c’erano pochi cavalli la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco, ma ciò non è servito ad altro che a spronarmi – e ho avuto torto. La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero di campagna senza fondo. Se non avessi avuto quei due postiglioni sarei rimasto per strada. Per l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che io con quattro. Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche fatto piacere come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo. Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che ho rimuginato questi ultimi giorni sulla mia vita. Se i nostri cuori fossero sempre uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. Il mio cuore trabocca dal desiderio di dirti tante cose. Ahimé, ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata. Cerca di essere serena – e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, il mio tutto, come lo sono io per te. Sono gli dei che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro  destino.
                                   Il tuo fedele
                                       Ludwig
Lunedì sera, 6 luglio
Tu stai soffrendo, tu anima mia dilettissima - Proprio adesso mi rendo conto che le lettere debbono essere consegnate di buon mattino, lunedì – o giovedì – gli unici giorni in cui da qui parte la posta per “K” - Tu soffri – Oh! dovunque io sia, tu sei con me - Io farò in modo che tu ed io ……… che io possa vivere con te. Quale vita!!! Quale essa è ora!!!! senza di te – perseguitato qua e là dalla bontà della gente, una bontà credo – che vorrei meritare quanto poco invece la merito – omaggio dell’uomo all’uomo – questo mi addolora – e se considero me stesso nella cornice dell’universo, che cosa sono io e che cosa è colui – che è detto il più grande degli uomini – eppure – è qui che si ritrova l’elemento divino dell’uomo – Io piango se penso che soltanto sabato riceverai le mie prime notizie – Per quanto tu mi ami - io però ti amo di più – ma tu però non ti celare mai a me – buona notte – Poiché faccio la cura dei bagni, debbo andare a dormire. Oh Dio – così vicini! Così lontani! Non è una creazione del cielo il nostro amore? – e quel che più conta, altrettanto salda che il firmamento celeste?
Buon giorno, 7 luglio
Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia immortale amata, lieti, talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà - Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te, oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di andare errando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia presso di te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati – Ahimé, purtroppo deve essere così – Tu ti rassegnerai, tanto più perché tu conosci la mia fedeltà verso di te, mai alcun’altra donna potrà possedere il mio cuore, mai – mai – Oh Dio, perché si deve star lontani da chi si ama tanto; eppure la mia vita a V[ienna] in questo momento è una vita atroce – Il tuo amore ha fatto di me il più felice ed il più infelice dei mortali – Ora alla mia età, avrei bisogno di regolarità e di stabilità nella mia vita – può accordarsi questo con i nostri rapporti? Angelo mio, proprio ora vengo a sapere che la posta parte tutti i giorni – e debbo perciò terminare, in modo che tu possa ricevere subito la lettera - Sii calma; soltanto considerando con calma la nostra esistenza, possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lagrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto, addio. Oh continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato
eternamente tuo
eternamente mia                                                 
eternamente l’uno dell’altro     L.


Scena con Inno alla Gioia:

 Scena con la Sonata Al Chiaro di Luna:

martedì 14 ottobre 2014

Inno alla Gioia (3): Libro di lettura, "IL GATTO DI BEETHOVEN"

La copertina del libro illustrato da Nicoletta Costa
Continuiamo a conoscere l'Inno alla Gioia di Beethoven e anticipiamo la nostra consueta "lettura musicale", che generalmente ci accompagna tra un viaggio e l'altro,  con un libro per bambini della Scuola Materna e Primaria, perchè contiene, in un Audio CD l' Inno alla Gioia, versione per pianoforte, e dell'Inno alla Gioia racconta... : questo delizioso libro, edito da Gallucci,  si intitola "Il gatto di Beethoven" ed è illustrato da Nicoletta Costa, che tutti voi conoscerete senz'altro, perchè è una delle più famose illustratrici di libri per bambini (16,50 euro). La storia, che racconta un episodio inventato, ispirato alla vita di Ludwig van Beethoven e in particolare alla sua sordità, è scritta da Roberto Calogiuri, che è uno scrittore "per grandi" che però ha deciso di scrivere una storia "per piccoli". Ha deciso di scrivere una storia su Beethoven perchè ama la musica lirica e classica e ha incluso nella storia un gatto perchè ha ben tre gatti! 

La storia racconta di Beethoven che stava diventando sordo (e questo è vero, perchè Beethoven compose la IX sinfonia da completamente sordo... pensate un po'!).

Beethoven trova un gatto...
Una sera, Beethoven tornava a casa sotto un forte temporale e trovò un gattino sul suo cammino e decise di portarlo a casa sua. Lo chiamò Fidelio e divenne il suo più caro amico e compagno. Fidelio guardava sempre il suo padrone mentre componeva e suonava il pianoforte. E dormiva persino con lui. Un giorno Beethoven era particolarmente inquieto perchè non riusciva a comporre la fine della sua IX sinfonia. 

Lo aiutò Fidelio... ah a proposito, Fidelio non è un nome scelto a caso, è anche il titolo dell'unica opera lirica scritta da Beethoven (che sarà quest'anno alla Scala l'8 dicembre 2014 per l'inaugurazione della nuova stagione!). Fidelio decise proprio in quei momenti di difficoltà del Maestro di inseguire una mosca... le sue zampette lasciarono dei segni rotondi sulla vernice lucida del pianoforte... incredibile! Fidelio aveva composto involontariamente, con le sue zampe, l'Inno alla Gioia!

Beethoven trionfa grazie al suo gatto...
L'opera fu poi eseguita integralmente nel 1824 a Vienna e fu un vero trionfo. Questa storia mi è piaciuta molto ed è piaciuta anche ai miei figli, soprattutto a Giacomo (4 anni). Aiuta a familiarizzare con la figura di Beethoven, con l'Inno alla Gioia e con il Fidelio... sia come opera... sia come gatto!


Inno alla Gioia (3): Libro di lettura, "IL GATTO DI BEETHOVEN"

La copertina del libro illustrato da Nicoletta Costa
Continuiamo a conoscere l'Inno alla Gioia di Beethoven e anticipiamo la nostra consueta "lettura musicale", che generalmente ci accompagna tra un viaggio e l'altro,  con un libro per bambini della Scuola Materna e Primaria, perchè contiene, in un Audio CD l' Inno alla Gioia, versione per pianoforte, e dell'Inno alla Gioia racconta... : questo delizioso libro, edito da Gallucci,  si intitola "Il gatto di Beethoven" ed è illustrato da Nicoletta Costa, che tutti voi conoscerete senz'altro, perchè è una delle più famose illustratrici di libri per bambini (16,50 euro). La storia, che racconta un episodio inventato, ispirato alla vita di Ludwig van Beethoven e in particolare alla sua sordità, è scritta da Roberto Calogiuri, che è uno scrittore "per grandi" che però ha deciso di scrivere una storia "per piccoli". Ha deciso di scrivere una storia su Beethoven perchè ama la musica lirica e classica e ha incluso nella storia un gatto perchè ha ben tre gatti! 

La storia racconta di Beethoven che stava diventando sordo (e questo è vero, perchè Beethoven compose la IX sinfonia da completamente sordo... pensate un po'!).

Beethoven trova un gatto...
Una sera, Beethoven tornava a casa sotto un forte temporale e trovò un gattino sul suo cammino e decise di portarlo a casa sua. Lo chiamò Fidelio e divenne il suo più caro amico e compagno. Fidelio guardava sempre il suo padrone mentre componeva e suonava il pianoforte. E dormiva persino con lui. Un giorno Beethoven era particolarmente inquieto perchè non riusciva a comporre la fine della sua IX sinfonia. 

Lo aiutò Fidelio... ah a proposito, Fidelio non è un nome scelto a caso, è anche il titolo dell'unica opera lirica scritta da Beethoven (che sarà quest'anno alla Scala l'8 dicembre 2014 per l'inaugurazione della nuova stagione!). Fidelio decise proprio in quei momenti di difficoltà del Maestro di inseguire una mosca... le sue zampette lasciarono dei segni rotondi sulla vernice lucida del pianoforte... incredibile! Fidelio aveva composto involontariamente, con le sue zampe, l'Inno alla Gioia!

Beethoven trionfa grazie al suo gatto...
L'opera fu poi eseguita integralmente nel 1824 a Vienna e fu un vero trionfo. Questa storia mi è piaciuta molto ed è piaciuta anche ai miei figli, soprattutto a Giacomo (4 anni). Aiuta a familiarizzare con la figura di Beethoven, con l'Inno alla Gioia e con il Fidelio... sia come opera... sia come gatto!


domenica 12 ottobre 2014

Inno alla Gioia (2) - L'Era glaciale e i Muppets


Muppets in Ode to Joy
Cominciamo a cercare l'inno alla gioia tra i cartoni animati Tutti avrete visto senz'altro l'Era glaciale 4 continenti alla deriva, il IV capitolo di una serie di riuscitissimi lungometraggi (non tutti ugualmente riusciti, ma quasi) che hanno come protagonista uno scoiattolino alla caccia disperata di una ghianda in epoche assai remote che, involontariamente, provoca la glaciazione e la formazione dei continenti...


Locandina del Film
Un cartone di successo che tutti i bambini conoscono... e allora perchè non far loro presente che nella colonna sonora del IV episodio figura proprio L'Inno alla Gioia dalla IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven? Un ottimo modo per ricordarsi di lui per sempre e riconoscere al volo il motivo dell'Inno e ascoltarlo poi in una versione più "nobile" di quella di Scat (che trovate nel Post immediatamente precedente a questo!)

Il filmato è di pessima qualità, ma sono certa che a casa avrete il DVD e potrete cercare facilmente la scena a cui mi riferisco, che è alla fine del cartone:




Questo è invece un altro divertentissimo clip dei Muppets, che cercano di cantare, con metronomo sempre più veloce, l'Inno alla Gioia...


Mi mi mi mi mi mi.....
I Muppets, come senz'altro ricorderete, sono dei pupazzi che andavano per la maggiore qualche decennio fa... che erano protagonisti di uno show molto divertente, che incontreremo più di una volta nelle nostre peregrinazioni musicali, perchè spesso i loro sketch hanno tema o protagonisti inerenti al mondo della musica classica.

Questo video è molto divertente e questi buffi pupazzi, armati di strumenti musicali che vanno dal metronomo al violino, cantano l'Inno alla gioia di Beethoven.






Ecco il video:

Inno alla Gioia (2) - L'Era glaciale e i Muppets


Muppets in Ode to Joy
Cominciamo a cercare l'inno alla gioia tra i cartoni animati Tutti avrete visto senz'altro l'Era glaciale 4 continenti alla deriva, il IV capitolo di una serie di riuscitissimi lungometraggi (non tutti ugualmente riusciti, ma quasi) che hanno come protagonista uno scoiattolino alla caccia disperata di una ghianda in epoche assai remote che, involontariamente, provoca la glaciazione e la formazione dei continenti...


Locandina del Film
Un cartone di successo che tutti i bambini conoscono... e allora perchè non far loro presente che nella colonna sonora del IV episodio figura proprio L'Inno alla Gioia dalla IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven? Un ottimo modo per ricordarsi di lui per sempre e riconoscere al volo il motivo dell'Inno e ascoltarlo poi in una versione più "nobile" di quella di Scat (che trovate nel Post immediatamente precedente a questo!)

Il filmato è di pessima qualità, ma sono certa che a casa avrete il DVD e potrete cercare facilmente la scena a cui mi riferisco, che è alla fine del cartone:




Questo è invece un altro divertentissimo clip dei Muppets, che cercano di cantare, con metronomo sempre più veloce, l'Inno alla Gioia...


Mi mi mi mi mi mi.....
I Muppets, come senz'altro ricorderete, sono dei pupazzi che andavano per la maggiore qualche decennio fa... che erano protagonisti di uno show molto divertente, che incontreremo più di una volta nelle nostre peregrinazioni musicali, perchè spesso i loro sketch hanno tema o protagonisti inerenti al mondo della musica classica.

Questo video è molto divertente e questi buffi pupazzi, armati di strumenti musicali che vanno dal metronomo al violino, cantano l'Inno alla gioia di Beethoven.






Ecco il video:

venerdì 10 ottobre 2014

L'Inno alla gioia (1) - Introduzione

Ludwig van Beethoven di peluche
L'Inno alla Gioia (=An die Freude), di Ludwig van Beethoven è uno dei brani di musica classica più popolari di tutti i tempi. Molti di voi lo conosceranno perchè è l'Inno dell'Unione Europea o perchè è stato utilizzato un po' dappertutto, dalle pubblicità ai film, ai cartoni animati (...e noi li vedremo tutti!)... alle suonerie da cellulare (argh...). Ma cerchiamo di chiarire bene da dove arriva questo Inno, dove è inserito e perchè Beethoven lo ha composto, visto che sicuramente non intendeva farne l'inno europeo... L'Inno alla Gioia fa parte della IX (e ultima) Sinfonia di Beethoven in Re minore, op. 125, scritta nel 1822-24 (Beethoven è morto nel 1827). La Sinfonia è dedicata a Federico Guglielmo III, re di
Federico Guglielmo III
Prussia.
Si suddivide in 4 movimenti:

- Allegro ma non troppo, un poco maestoso
- Molto vivace
- Adagio molto cantabile, andante moderato
- Finale: Presto (in cui c'è l'Inno alla Gioia).

L'Inno alla Gioia è composto per coro e 4 voci soliste (tenore, basso, soprano e mezzosoprano, cioè due uomini e due donne) e i versi sono quelli di un'Ode di Friedrich Schiller, con qualche aggiunta (in corsivo) di Beethoven:


 
TEDESCO:
 « O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.
Freude! Freude!
Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.
Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein;
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund!
Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott.
Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such' ihn über'm Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.
Freude heißt die starke Feder
In der ewigen Natur.
Freude, Freude treibt die Räder
In der großen Weltenuhr.
Blumen lockt sie aus den Keimen,
Sonnen aus dem Firmament,
Sphären rollt sie in den Räumen,
Die des Sehers Rohr nicht kennt. »

(ITALIANO)
« O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.
Gioia! Gioia!
Gioia, bella scintilla divina,
figlia di Elisio,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
Il tuo fascino riunisce
ciò che la moda separò
ogni uomo s'affratella
dove la tua ala soave freme.
L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!
"Gioia" si chiama la forte molla
che sta nella natura eterna.
Gioia, gioia aziona le ruote
nel grande meccanismo del mondo.
Essa attrae fuori i fiori dalle gemme,
gli astri dal firmamento,
conduce le stelle nello spazio,
che il canocchiale dell'osservatore non vede. 
»
Il significato di "Gioia", dunque, non è da intendersi semplicemente come "allegria" o "spensieratezza", ma è uno status cui l'uomo deve tendere dopo aver superato una sorta di percorso iniziatico (come quello di Tamino e Papageno...) per sconfiggere il male, l'odio, la cattiveria, la grettezza umane... ora ascoltiamocelo, in questa suggestiva recente esecuzione con un cast stellare!

L'Inno alla gioia (1) - Introduzione

Ludwig van Beethoven di peluche
L'Inno alla Gioia (=An die Freude), di Ludwig van Beethoven è uno dei brani di musica classica più popolari di tutti i tempi. Molti di voi lo conosceranno perchè è l'Inno dell'Unione Europea o perchè è stato utilizzato un po' dappertutto, dalle pubblicità ai film, ai cartoni animati (...e noi li vedremo tutti!)... alle suonerie da cellulare (argh...). Ma cerchiamo di chiarire bene da dove arriva questo Inno, dove è inserito e perchè Beethoven lo ha composto, visto che sicuramente non intendeva farne l'inno europeo... L'Inno alla Gioia fa parte della IX (e ultima) Sinfonia di Beethoven in Re minore, op. 125, scritta nel 1822-24 (Beethoven è morto nel 1827). La Sinfonia è dedicata a Federico Guglielmo III, re di
Federico Guglielmo III
Prussia.
Si suddivide in 4 movimenti:

- Allegro ma non troppo, un poco maestoso
- Molto vivace
- Adagio molto cantabile, andante moderato
- Finale: Presto (in cui c'è l'Inno alla Gioia).

L'Inno alla Gioia è composto per coro e 4 voci soliste (tenore, basso, soprano e mezzosoprano, cioè due uomini e due donne) e i versi sono quelli di un'Ode di Friedrich Schiller, con qualche aggiunta (in corsivo) di Beethoven:


 
TEDESCO:
 « O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.
Freude! Freude!
Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.
Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein;
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund!
Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott.
Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such' ihn über'm Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.
Freude heißt die starke Feder
In der ewigen Natur.
Freude, Freude treibt die Räder
In der großen Weltenuhr.
Blumen lockt sie aus den Keimen,
Sonnen aus dem Firmament,
Sphären rollt sie in den Räumen,
Die des Sehers Rohr nicht kennt. »

(ITALIANO)
« O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.
Gioia! Gioia!
Gioia, bella scintilla divina,
figlia di Elisio,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
Il tuo fascino riunisce
ciò che la moda separò
ogni uomo s'affratella
dove la tua ala soave freme.
L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!
"Gioia" si chiama la forte molla
che sta nella natura eterna.
Gioia, gioia aziona le ruote
nel grande meccanismo del mondo.
Essa attrae fuori i fiori dalle gemme,
gli astri dal firmamento,
conduce le stelle nello spazio,
che il canocchiale dell'osservatore non vede. 
»
Il significato di "Gioia", dunque, non è da intendersi semplicemente come "allegria" o "spensieratezza", ma è uno status cui l'uomo deve tendere dopo aver superato una sorta di percorso iniziatico (come quello di Tamino e Papageno...) per sconfiggere il male, l'odio, la cattiveria, la grettezza umane... ora ascoltiamocelo, in questa suggestiva recente esecuzione con un cast stellare!