VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
Esiste un luogo in zona Porta Romana/Ripamonti a Milano che ha davvero un che di magico: si chiama MAMU (=Magazzino Musica) ed è stato creato e gestito da un uomo molto coraggioso (un vulcano di entusiasmo ed idee), Nicola kitharatzis (anche fondatore dell'ambizioso progetto CARISH, un'orchestra amatoriale che ha all'attivo parecchi concerti e che a breve inaugurerà Primavera di Baggio). Andiamo con ordine... lo spazio (vedi: MAMU) si trova in Via Francesco Soave 3, a due passi da Porta Romana, in un Cortile interno (suonare per entrare!).
Ingresso del Mamu
Entrando non si sa bene dove si è capitati... un bar? una sala da concerti da camera? una biblioteca? una libreria? una liuteria? una scuola di musica? un salotto culturale?... c'è un po' di tutto questo al MAMU, e basta un piccolo contributo di 5 euro (o più per i più generosi) per entrare a far parte di questo meraviglioso angolo musicale nascosto.
La piccola liuteria
"Ma non è solo un negozio: è uno spazio versatile dedicato alla conoscenza, alla divulgazione, alla fruizione, alla condivisione della musica classica: qui circoleranno testi, spartiti, strumenti, contenuti, fermenti; qui potranno ritrovarsi gli studenti, gli appassionati, i professionisti della musica.
MAMU è articolato in due settori: • il magazzino vero e proprio, dove trovi spartiti e strumenti, sia nuovi che usati, insieme ad un’ampia scelta di libri e CD; • un ambiente accogliente con bar-caffetteria, utilizzabile per incontri culturali, masterclass e presentazioni di libri e CD.
Uno spazio dove ci si può liberamente trovare con amici e colleghi per lavorare, studiare, rilassarsi e chiacchierare di musica...
MAMU è un’iniziativa alquanto inedita (sicuramente nella città di Milano), che mira a movimentare la cultura e la pratica della musica." (dal Sito)
L'ampia scelta di spartiti
"Se volete iscrivervi alla nostra newsletter per essere informati sugli eventi in programma a MaMu, scrivete a: mamu@magazzinomusica.it"
Bambini pronti per L'Elisir d'Amore!
E oggi MAMU era pieno di bambini in età prescolare... e non cantavano "E il coccodrillo come fa" ma "Una furtiva lagrima!" perchè la buona musica i bambini la capiscono al volo e la sanno apprezzare istintivamente. Il laboratorio di oggi è organizzato dall'editore Vallardi che con il suo progetto "Le Storie dall'Opera" giunto al IV volume, contribuisce non poco alla diffusione dell'amore per la musica classica, e in particolare per l'opera lirica, tra i più piccoli. Quando sono entrata al MAMU, era in corso una prova! Davvero bello entrare sulle note di "Una furtiva lagrima" interpretata con tanta gioia ed entusiasmo da Emanuela, Laura e Maria Silvana! Guardate qui:
La storia è stata raccontata facendo scorrere sullo schermo le bellissime illustrazioni di AntonGionata Ferrari tramite videoproiettore, manovrate da Emanuela Vallardi in persona. La voce narrante che coinvolgeva i piccoli partecipanti era quella di Laura Ladavas, educatrice di esperienza , mentre al pianoforte, per far cantare i mini coristi c'era Maria Silvana Pavan che alla fine ha concesso il bis di quasi tutte le arie selezionate, mettendo i bimbi in fila e facendo loro scandire il tempo con la bacchetta del direttore d'orchestra.
Tutti in cerchio per cmminare come Nemorino ubriaco!
I bambini interagivano con Laura, rispondendo alle sue domande, ma anche raccontando loro esperienze personali. Hanno imparato alcuni vocaboli dell'italiano antico, come "elisir", "lagrima", "saccoccia", "obbligato" nel senso di grazie!... hanno ascoltato una bella storia con tanto di elemento magico (fasullo!), personaggi buffi (Belcore e soprattutto Dulcamara) e coppia di innamorati (Nemorino e Adina) guardando le immagini sul grande schermo, hanno cantato alcune parti dell'opera, hanno camminato imitandi i vari personaggi (camminata da soldato, camminata da ubriaco, camminata da donna che si dà le arie...), hanno ballato e, infine, hanno anche provato l'emozione di dirigere!
Le immagini proiettate sul muro
Una mattina diversa, che con solo 5 euro a bambino (gratis gli accompagnatori), offre l'opportunità di avere in "saccoccia" la chiave di accesso ad un mondo meraviglioso, quello della musica e del teatro d'opera, che viene purtroppo relegato ai margini dal nostro sistema scolastico.
Complimenti dunque al progetto, sia del laboratorio sia del MAMU!
Ecco altre simpatiche foto della mattinata di musica e teatro insieme! L'entusiasmo e l'allegria che si vedono sono il più bel regalo per chi, come noi, crede ancora nel potere della buona musica! Alla prossima!
Esiste un luogo in zona Porta Romana/Ripamonti a Milano che ha davvero un che di magico: si chiama MAMU (=Magazzino Musica) ed è stato creato e gestito da un uomo molto coraggioso (un vulcano di entusiasmo ed idee), Nicola kitharatzis (anche fondatore dell'ambizioso progetto CARISH, un'orchestra amatoriale che ha all'attivo parecchi concerti e che a breve inaugurerà Primavera di Baggio). Andiamo con ordine... lo spazio (vedi: MAMU) si trova in Via Francesco Soave 3, a due passi da Porta Romana, in un Cortile interno (suonare per entrare!).
Ingresso del Mamu
Entrando non si sa bene dove si è capitati... un bar? una sala da concerti da camera? una biblioteca? una libreria? una liuteria? una scuola di musica? un salotto culturale?... c'è un po' di tutto questo al MAMU, e basta un piccolo contributo di 5 euro (o più per i più generosi) per entrare a far parte di questo meraviglioso angolo musicale nascosto.
La piccola liuteria
"Ma non è solo un negozio: è uno spazio versatile dedicato alla
conoscenza, alla divulgazione, alla fruizione, alla condivisione della musica classica:
qui circoleranno testi, spartiti, strumenti, contenuti, fermenti; qui
potranno ritrovarsi gli studenti, gli appassionati, i professionisti
della musica.
MAMU è articolato in due settori: • il magazzino vero e proprio, dove trovi spartiti e strumenti, sia nuovi che usati, insieme ad un’ampia scelta di libri e CD; • un ambiente accogliente con bar-caffetteria, utilizzabile per incontri culturali, masterclass e presentazioni di libri e CD.
Uno spazio dove ci si può liberamente trovare con amici e colleghi
per lavorare, studiare, rilassarsi e chiacchierare di musica...
MAMU
è un’iniziativa alquanto inedita (sicuramente nella città di Milano),
che mira a movimentare la cultura e la pratica della musica." (dal Sito)
L'ampia scelta di spartiti
"Se volete iscrivervi alla nostra newsletter per essere informati sugli eventi in programma a MaMu, scrivete a: mamu@magazzinomusica.it"
Bambini pronti per L'Elisir d'Amore!
E oggi MAMU era pieno di bambini in età prescolare... e non cantavano "E il coccodrillo come fa" ma "Una furtiva lagrima!" perchè la buona musica i bambini la capiscono al volo e la sanno apprezzare istintivamente. Il laboratorio di oggi è organizzato dall'editore Vallardi che con il suo progetto "Le Storie dall'Opera" giunto al IV volume, contribuisce non poco alla diffusione dell'amore per la musica classica, e in particolare per l'opera lirica, tra i più piccoli. Quando sono entrata al MAMU, era in corso una prova! Davvero bello entrare sulle note di "Una furtiva lagrima" interpretata con tanta gioia ed entusiasmo da Emanuela, Laura e Maria Silvana! Guardate qui:
La storia è stata raccontata facendo scorrere sullo schermo le bellissime illustrazioni di AntonGionata Ferrari tramite videoproiettore, manovrate da Emanuela Vallardi in persona. La voce narrante che coinvolgeva i piccoli partecipanti era quella di Laura Ladavas, educatrice di esperienza , mentre al pianoforte, per far cantare i mini coristi c'era Maria Silvana Pavan che alla fine ha concesso il bis di quasi tutte le arie selezionate, mettendo i bimbi in fila e facendo loro scandire il tempo con la bacchetta del direttore d'orchestra.
Tutti in cerchio per cmminare come Nemorino ubriaco!
I bambini interagivano con Laura, rispondendo alle sue domande, ma anche raccontando loro esperienze personali. Hanno imparato alcuni vocaboli dell'italiano antico, come "elisir", "lagrima", "saccoccia", "obbligato" nel senso di grazie!... hanno ascoltato una bella storia con tanto di elemento magico (fasullo!), personaggi buffi (Belcore e soprattutto Dulcamara) e coppia di innamorati (Nemorino e Adina) guardando le immagini sul grande schermo, hanno cantato alcune parti dell'opera, hanno camminato imitandi i vari personaggi (camminata da soldato, camminata da ubriaco, camminata da donna che si dà le arie...), hanno ballato e, infine, hanno anche provato l'emozione di dirigere!
Le immagini proiettate sul muro
Una mattina diversa, che con solo 5 euro a bambino (gratis gli accompagnatori), offre l'opportunità di avere in "saccoccia" la chiave di accesso ad un mondo meraviglioso, quello della musica e del teatro d'opera, che viene purtroppo relegato ai margini dal nostro sistema scolastico.
Complimenti dunque al progetto, sia del laboratorio sia del MAMU!
Ecco altre simpatiche foto della mattinata di musica e teatro insieme! L'entusiasmo e l'allegria che si vedono sono il più bel regalo per chi, come noi, crede ancora nel potere della buona musica! Alla prossima!
Con immenso piacere dedico un Post ad un progetto che ho trovato per caso su Internet e che intendo in questo modo valorizzare, perchè l'ho trovato centrato, ben fatto, in linea con l'idea di PVM: avvicinare i bambini al bello, cioè alla musica clssica e all'opera, senza necessariamente stravolgerla e farla divetare qualcosa d'altro pensando così di renderla più accessibile. La musica classica è accessibile a tutti, basta creare un percorso di avvicinamento diverso per ogni età. COMPLIMENTI ALLE MAESTRE DI BOLOGNA DA PARTE DI PICCOLI VIAGGI MUSICALI-
INTRODUZIONE AL VIDEO: "Chi l'ha detto che l'OPERA LIRICA non è cosa da bambini?! Questo video è il frutto del progetto di avvicinamento all'Opera per le nostre classi 4A e 4B della Scuola Primaria. Gli alunni, prima di recarsi al Teatro Comunale a vedere "Turandot" di Giacomo Puccini, hanno appreso e sperimentato cos'è l'Opera Lirica! In questo video ve ne sveleranno il fascino e la bellezza". http://www.scuolemaestrepie.it/
Con immenso piacere dedico un Post ad un progetto che ho trovato per caso su Internet e che intendo in questo modo valorizzare, perchè l'ho trovato centrato, ben fatto, in linea con l'idea di PVM: avvicinare i bambini al bello, cioè alla musica clssica e all'opera, senza necessariamente stravolgerla e farla divetare qualcosa d'altro pensando così di renderla più accessibile. La musica classica è accessibile a tutti, basta creare un percorso di avvicinamento diverso per ogni età. COMPLIMENTI ALLE MAESTRE DI BOLOGNA DA PARTE DI PICCOLI VIAGGI MUSICALI-
INTRODUZIONE AL VIDEO: "Chi l'ha detto che l'OPERA LIRICA non è cosa da bambini?!
Questo video è il frutto del progetto di avvicinamento all'Opera per le
nostre classi 4A e 4B della Scuola Primaria. Gli alunni, prima di
recarsi al Teatro Comunale a vedere "Turandot" di Giacomo Puccini, hanno
appreso e sperimentato cos'è l'Opera Lirica! In questo video ve ne
sveleranno il fascino e la bellezza". http://www.scuolemaestrepie.it/
PICCOLI VIAGGI MUSICALI diventa protagonista di un ciclo di lezioni dal titolo "IL COLORE NEL CINEMA D'ANIMAZIONE", tenute da CECILIA VOI, sempre attenta agli aspetti psicopedagocigi dell'insegnamento attraverso diverse forme d'arte, in particolare cinema e cinema d'animazione. Ecco la sua testimonianza, integrale, cui aggiungo i link dal Blog (e da youtube) per visionare i filmati da lei proposti ai ragazzi della provincia di Varese e quelli presentati anche in PVM.
LOTTE REININGER, Filmfantasie, 1935
IL COLORE NEL CINEMA D'ANIMAZIONE
LABORATORIO DIDATTICO A CURA DI CECILIA VOI
ARTICOLO DI CECILIA VOI (da "RagazzoSelvaggio. luglio/ottobre 2015)
Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare. […] Il bambino ha cento lingue (e poi cento, cento, cento), ma gliene rubano novantanove.Loris Malaguzzi (1920 – 1994) – fondatore del Reggio Children Approach
Nell’anno scolastico 2014-15 ho progettato e condotto una serie di laboratori didattici di educazione al linguaggio audiovisivo presso l’Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Non è la mia prima esperienza in questa scuola: già nel 2010, infatti, avevo avuto modo di conoscere gli insegnanti e gli allievi dell’istituto e di apprezzarne lo spirito di iniziativa e l’organizzazione interna che consente alle classi di sperimentare diversi approcci alle arti e alle scienze.
Dieci classi, tra scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, hanno partecipato al corso di cinema, ma vorrei concentrarmi in particolare sul lavoro che si è svolto nel ciclo elementare. “Il colore nel cinema d’animazione” è il titolo generale che ci ha accompagnato lungo il percorso da 6 ore per classe. La mia intenzione era quella di offrire spunti poco noti per l’età, proponendo in visione opere d’animazione brevi e comprensibili che hanno segnato la storia del genere; ma anche di lasciare nei giovanissimi spettatori stupore e interesse, essendo consapevole che la maggior parte dei bambini, assidui fruitori di cartoni animati in tv e sul web, sono poco inclini a sorprendersi per la bellezza del tratto usato, per la vividezza dei colori, per le piacevoli colonne sonore. Sono piuttosto legati allo svolgersi della trama e cominciano a interessarsi al genere, prediligendo il comico, con le battute di spirito e gli incidenti ridicoli che capitano ai personaggi (più spesso i bambini), oppure al musical, con gli slanci d’affetto tra un saggio di danza e un’esibizione canora (più spesso le bambine).
Il primo incontro è stato utilizzato per fare una vivace carrellata del passaggio dal cinema in bianco e nero, cosiddetto muto, al cinema a colori e sonoro. Mi è stato utilissimo poter usufruire della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) che mi ha permesso di sfruttare le numerose risorse della Rete. Una su tutte, per la ricchezza dei materiali e per l’approfondimento dei contenuti, è il blog Piccoli Viaggi Musicali, dove l’autrice, fine studiosa e attenta selezionatrice di video, mette a disposizione i corti di Lotte Reininger e Walt Disney, solo per citare i più famosi. Ma non mancano riferimenti a opere dell’est europeo, a piccoli filmati di nicchia e perciò sempre sorprendenti. Il tutto a uso di genitori, bambini e insegnanti. Caldamente consigliato!
Dopo il primo stupore nel vedere un insolito Topolino in bianco e nero (anzi, in bianco, nero e grigio come fanno notare i bambini, vedi Just Mickey e The Opry House) e una sconosciuta aria del Papageno di Mozart – da Il flauto magico – dove le figure sono ritagliate nel cartoncino nero e animate su sfondo bianco da Lotte Reininger (vedi: Filmfantasie, Papageno), la classe ha potuto ammirare la grande esperienza del Technicolor ne Il mago di Oz di V. Fleming (vedi scene dal film), in particolare osservando come siano brillanti i tre colori primari. E’ stata l’occasione per introdurre un concetto non scontato che subito i bambini hanno interiorizzato: il b/n si oppone al colore come scelta estetica, volta a rappresentare stati d’animo e percezione della realtà. “Dorothy si annoia alla fattoria degli zii e il grigio è il colore della noia”; “La bambina è triste, perché le portano via il cagnolino, vede tutto nero” sono stati i commenti più frequenti, seguiti da “Il mondo a colori è quello che sognava”; “Dorothy finalmente vede che il suo vestito è azzurro a quadretti bianchi”. Per alcuni bambini di terza – abituati maggiormente ai confronti – è stato spontaneo paragonare le scarpette magiche calzate da Dorothy alle scarpette di cristallo di Cenerentola (vedi: scena della scarpetta). Che sorpresa scoprire che i due film sono degli stessi anni! La giornata è proseguita divertente, grazie a due episodi di Principi e Principesse di Michel Ocelot (regista di Kirikù e la strega Karabà, vedi Trailer del film), dove invece l’uso dei colori è una precisa scelta autoriale, per dare risalto a una tecnica. Come dire: non solo i vecchi film sono in bianco e nero. Ocelot gioca con il cinema delle origini, utilizzando, come la Reininger, le sagome nere ritagliate nel cartone, ma questa volta il colore fa da dettaglio e da ambientazione. In Il ragazzo dei fichi lo sfondo è giallo/arancio, mentre brillanti sono i monili della regina. “Certo, siamo in Egitto e in Egitto fa caldo” motivano i bambini; “La regina è potente e la sua collana è preziosa, dobbiamo vedere che splende”. Viceversa in Principe e Principessail fondale è blu (l’episodio è ambientato in una romantica serata al chiaro di luna) e colorati sono gli occhi degli uomini e degli animali in cui i personaggi via via si trasformano. E’ stato importante e immediato dire perché: “Gli occhi sono colorati, perché così si vedono dentro il cartoncino che è tutto nero”; ecco compresa con facilità una necessità realizzativa derivante dal materiale utilizzato. E’ stata l’occasione per parlare di tutta la fase preparatoria nell’uso di una tecnica piuttosto che un’altra: studio dell’effetto finale, ritaglio, posizionamento dei pupazzi, animazione a passo uno. Le classi quinte – interessate maggiormente al modo in cui si ottengono determinati effetti – hanno elencato con grande competenza una serie di prodotti animati con tecniche differenti: il cotone (Mofy in onda su Rai YoYo, vedi Mofy, ep. 1), la plastilina (Galline in fuga, Wallace & GromitvediSerie completa 1), la carta (Ocelot), la stoffa (Luzzati, vedi post Il Flauto magico di Luzzati). Con loro grande sorpresa hanno constatato che si possono animare perfino… i sottotorta! Lo ha fatto sempre Michel Ocelot in Les trois inventeurs – I tre inventori, splendida metafora dell’Illuminismo e della scienza contrastati dall’ignoranza diffusa. Purtroppo questo cortometraggio non è doppiato e non è distribuito. Si può al momento vedere in francese su Youtube: per questo è accessibile solo ai bambini più grandi, avendo la pazienza di tradurlo durante la visione, cosa peraltro fattibile, poiché l’unica voce è quella del narratore.
LEO LIONNI
Il secondo incontro è trascorso invece in compagnia di Leo Lionni. (anche PVM ha dedicato spazio a questo autore: vedi: Geraldina Topo musica).
La scelta è caduta su un DVD di facile reperibilità, grazie al lavoro dell'editore Gallucci che raccoglie in pratici cofanetti i cortometraggi dei migliori cartoonist del Novecento. Con I cinque Lionni abbiamo a disposizione appunto cinque favole tratte dai libri dell'illustratore e scrittore olandese, naturalizzato italiano, Leo Lionni. Suo è l'amatissimoPiccolo giallo e piccolo blu, ma solo da cinque dei suoi libri sono stati tratti i cartoni animati realizzati dallo stesso Lionni con la collaborazione di Giulio Gianini, storico regista romano di altri mostri sacri come Emanuele Luzzati.
Si tratta di Guizzino, Federico, E' mio!, Cornelio, Un pesce è un pesce. Abbiamo effettuato una prima visione in scioltezza, perché i bambini potessero godere dei cinque racconti senza interruzioni.
La prima osservazione da trascrivere qui è che tutte le classi hanno chiesto a gran voce di rivedere i film. Di solito, questa specifica necessità appartiene al bambino in età prescolare che desidera rielaborare le emozioni che i film lasciano in lui, chiedendo di vedere e rivedere lo stesso cartone all'infinito, esattamente come chiede che gli sia letto sempre lo stesso libro per mesi e mesi.
I bambini più grandi, invece, hanno una capacità di distanza maggiore e hanno già assorbito il punto di vista di molti adulti, secondo il quale un libro o un film già visti devono essere abbandonati; inoltre, i telefilm a episodi che ripetono sempre le stesse situazioni non li incoraggiano a chiedere di rivedere un film, anche se amato.
Mai ci si aspetterebbe dunque che cinque brevi cartoni siano così coinvolgenti: invece la sorpresa di un tratto eseguito a mano, di personaggi con zampe, code e musi resi mobili dai fermacampioni, di fondali dipinti a tempera, di dettagli in carta come decorazioni, la brevità e l'esatta comprensione dei meccanismi narrativi entusiasmano i giovani spettatori.
La richiesta di rivedere apre, senza alcuno sforzo, la fase di analisi e di studio. "Ci fai rivedere dove il regista ha usato la carta per gli anemoni di mare?"; "Vogliamo vedere qual è il colore dominante in ogni storia"; "Quanto dura ogni cartone?" sono le domande molto dettagliate dei bambini.
Con una seconda visione, questa volta intervallata da pause e commenti, si giunge a conclusioni sorprendenti perfino a sette/otto anni, come questa: "Ci siamo accorti che ogni animale ha il suo colore che non cambia e le sfumature di quel colore prevalgono in tutti i disegni. Per esempio, Federico è grigio perché è un topo e tutto il cartone è grigio scuro o grigio chiaro: sono grigi i suoi amici topi, i sassi, la tana in cui vivono".
Notevole, vero? Troppe volte giudichiamo sbrigativamente distratti i bambini!
Anche gli atteggiamenti degli animali sono autentici e rispecchiano i sentimenti dei bambini: le rane che continuano a litigare per contendersi il cibo e lo spazio, ma che poi si uniscono spontaneamente aiutandosi l'un l'altra quando hanno paura parlano direttamente all'esperienza scolastica di molti.
Le classi terze e le quinte hanno approfittato per entrare brevemente nella "grammatica" filmica: con le immagini di Lionni è stato divertente imparare i nomi delle inquadrature per poi riordinare sui quaderni la scala dei campi e dei piani. Una classe ha realizzato un trenino che ospita in ogni vagone un'inquadratura differente ritagliando le immagini da giornali e riviste.
DISEGNARE E GIRARE UN VIDEO
La terza e ultima parte del lavoro è stata quella più propriamente artistico-pratica che si è svolta sia in mia presenza, sia con l'aiuto degli insegnanti nelle settimane successive. I bambini hanno scelto il primo cortometraggio della serie, Guizzino. Inizialmente progettato per l’Istituto Nazionale di Design di Ahmedabad in India, Guizzinopiace per il suo immediato riferimento a tematiche universali come il senso di solitudine, il gusto per l’avventura, la diversità, l’inventiva e il coraggio del protagonista. Ma anche l’essere piccoli e nonostante tutto vincere i grandi (i pesci feroci) ha il suo peso per i bambini.
Tutti questi stimoli si sono riversati nei disegni che le classi hanno realizzato, chiedendo spesso di rivedere con il fermo-immagine alcuni dettagli che desideravano riprodurre nelle loro opere. I bambini di terza, poi, hanno utilizzato i disegni per creare un breve video a macchina fissa nel quale, mostrando i fogli davanti all’obbiettivo, hanno raccontato con parole proprie la storia di Guizzino. I ragazzi sono rimasti piacevolmente stupiti dal tempo e dalla fatica che servono per realizzare un prodotto audiovisivo di pochi minuti. Tutti sono rimasti coinvolti dal progetto e hanno cementato la loro amicizia.
Le seconde, invece, hanno sperimentato con l’insegnante di educazione all’immagine la realizzazione di grandi disegni a tempera, utilizzando come base la sagoma stilizzata del pesciolino Guizzino, predisposta in anticipo dalla maestra. Questa forma ha consentito a tutti di realizzare bellissime composizioni del gruppo di pesci, variando le posizioni nel foglio e i colori, creando il contrasto tra il nero Guizzino e i suoi fratelli rossi e ancora tra il fondale blu-azzurro del mare e il vivace rosso dei pesci. Come vedete dalle immagini di queste pagine i risultati sono davvero notevoli. Tra tutti è doveroso notare il disegno di Alex, un bambino che, superando le sue difficoltà grazie all’entusiasmo che la storia di Guizzino gli ha trasmesso, ha trasferito nel suo lavoro una forza di tratti e una vivacità insolite, anche a detta dei suoi insegnanti.
QUALCHE SUGGERIMENTO:
-Non aver paura di proporre.
-Prediligere racconti autoconclusivi, come i cortometraggi o un singolo episodio di un prodotto più lungo.
-Far sperimentare i materiali e le tecniche.
-Favorire il dialogo e l’intervento dei bambini; annotare le loro osservazioni.
-Utilizzare l’opera pittorica come momento di distensione emotiva; non commentare i risultati di ognuno e non fare confronti: ognuno ricrea il suo mondo interiore.
IN CONCLUSIONE
Il potere dell’audiovisivo, le suggestioni dell’animazione sono linguaggi che fanno parte del mondo dei bambini oggi e si pongono loro in modo immediato. Il naturale entusiasmo che i bambini manifestano per questa forma d’arte deve spingerci come educatori a farne un uso creativo che abbracci tutti i campi: i collegamenti possibili con le materie più propriamente scolastiche sono potenzialmente infiniti, ma anche l’esperienza del disegno – spesso troppo ingabbiata in schemi prestabiliti e schede da colorare – prende invece nuova vita e rende manifeste abilità che tutti possediamo e che chiedono solo di trovare il giusto spazio per esprimersi compiutamente.
Cecilia M. Voi
---cecilia.voi@libero.it
Guizzino (titolo originale Swimmy)
Regia: Giulio Gianini; Animazione: Leo Lionni; Donatella Abbatiello; origine: Italia 1981; durata: 10’; dai 4 anni
Swimmy è un pesciolino piccolo e nero che vive in fondo al mare insieme ai suoi fratelli e sorelle, che sono invece rossi. Un giorno un tonno feroce mangia tutti i pesci piccoli: solo Swimmy si nasconde in tempo e si salva. Orfano e triste, nuota lontano. Attraversando il mare vede altri pesci, scopre nuovi animali e meravigliosi fiori e alghe colorati. Riprende fiducia e coraggio. Trova poi un altro gruppo di pesci rossi identici a lui che temono di allontanarsi dal cespuglio in cui si rifugiano per paura di essere mangiati dai tonni. Con un’idea brillante, Swimmy guida i pesci a spaventare i predatori più grossi e li caccia via per sempre. Ora ha trovato una nuova famiglia che lo accoglie.
Il ragazzo selvaggio (Vedi: http://www.cscinema.org/riviste/rivista_02.htm) è l'unica rivista in Italia che si occupa di educazione all'immagine e agli strumenti audiovisivi nella scuola. Il suo spazio di intervento copre ogni esperienza e ogni realtà che va dalla scuola materna alla scuola media superiore. È un sussidio validissimo per insegnanti ed alunni interessati all'uso pedagogico degli strumenti della comunicazione di massa: cinema, fotografia, televisione, computer. In ogni numero saggi esperienze didattiche, schede analitiche dei film particolarmente significativi per i diversi gradi di istruzione, recensioni librarie e corrispondenze dall'estero. (Un numero: Euro 6; abbonamento annuale: Euro 20) n)k:
PICCOLI VIAGGI MUSICALI diventa protagonista di un ciclo di lezioni dal titolo "IL COLORE NEL CINEMA D'ANIMAZIONE", tenute da CECILIA VOI, sempre attenta agli aspetti psicopedagocigi dell'insegnamento attraverso diverse forme d'arte, in particolare cinema e cinema d'animazione. Ecco la sua testimonianza, integrale, cui aggiungo i link dal Blog (e da youtube) per visionare i filmati da lei proposti ai ragazzi della provincia di Varese e quelli presentati anche in PVM.
LOTTE REININGER, Filmfantasie, 1935
IL COLORE NEL CINEMA D'ANIMAZIONE
LABORATORIO DIDATTICO A CURA DI CECILIA VOI
ARTICOLO DI CECILIA VOI (da "RagazzoSelvaggio. luglio/ottobre 2015)
Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue, cento mani,
cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare. […] Il bambino
ha cento lingue (e poi cento, cento, cento), ma gliene rubano novantanove.
Loris Malaguzzi (1920 – 1994) – fondatore del Reggio Children Approach
Nell’anno scolastico 2014-15 ho
progettato e condotto una serie di laboratori didattici di educazione al
linguaggio audiovisivo presso l’Istituto Comprensivo Niccolò Tommaseo di Busto
Arsizio, in provincia di Varese. Non è la mia prima esperienza in questa
scuola: già nel 2010, infatti, avevo avuto modo di conoscere gli insegnanti e
gli allievi dell’istituto e di apprezzarne lo spirito di iniziativa e
l’organizzazione interna che consente alle classi di sperimentare diversi
approcci alle arti e alle scienze.
Dieci classi, tra scuola primaria
e scuola secondaria di primo grado, hanno partecipato al corso di cinema, ma
vorrei concentrarmi in particolare sul lavoro che si è svolto nel ciclo
elementare. “Il colore nel cinema d’animazione” è il titolo generale che ci ha
accompagnato lungo il percorso da 6 ore per classe. La mia intenzione era
quella di offrire spunti poco noti per l’età, proponendo in visione opere
d’animazione brevi e comprensibili che hanno segnato la storia del genere; ma
anche di lasciare nei giovanissimi spettatori stupore e interesse, essendo
consapevole che la maggior parte dei bambini, assidui fruitori di cartoni
animati in tv e sul web, sono poco inclini a sorprendersi per la bellezza del
tratto usato, per la vividezza dei colori, per le piacevoli colonne sonore.
Sono piuttosto legati allo svolgersi della trama e cominciano a interessarsi al
genere, prediligendo il comico, con le battute di spirito e gli incidenti
ridicoli che capitano ai personaggi (più spesso i bambini), oppure al musical,
con gli slanci d’affetto tra un saggio di danza e un’esibizione canora (più spesso
le bambine).
Il primo incontro è stato
utilizzato per fare una vivace carrellata del passaggio dal cinema in bianco e
nero, cosiddetto muto, al cinema a colori e sonoro. Mi è stato utilissimo poter
usufruire della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) che mi ha permesso di
sfruttare le numerose risorse della Rete. Una su tutte, per la ricchezza dei
materiali e per l’approfondimento dei contenuti, è il blog Piccoli Viaggi
Musicali, dove l’autrice, fine studiosa e attenta selezionatrice di video,
mette a disposizione i corti di Lotte Reininger e Walt Disney, solo per citare
i più famosi. Ma non mancano riferimenti a opere dell’est europeo, a piccoli
filmati di nicchia e perciò sempre sorprendenti. Il tutto a uso di genitori,
bambini e insegnanti. Caldamente consigliato!
Dopo il primo stupore nel vedere
un insolito Topolino in bianco e nero (anzi, in bianco, nero e grigio come
fanno notare i bambini, vedi Just Mickey e The Opry House) e una sconosciuta aria del Papageno di Mozart – da Il
flauto magico – dove le figure sono ritagliate nel cartoncino nero e animate su
sfondo bianco da Lotte Reininger (vedi: Filmfantasie, Papageno), la classe ha potuto ammirare la grande
esperienza del Technicolor ne Il mago di
Oz di V. Fleming (vedi scene dal film), in particolare osservando come siano brillanti i tre
colori primari. E’ stata l’occasione per introdurre un concetto non scontato
che subito i bambini hanno interiorizzato: il b/n si oppone al colore come scelta
estetica, volta a rappresentare stati d’animo e percezione della realtà.
“Dorothy si annoia alla fattoria degli zii e il grigio è il colore della noia”;
“La bambina è triste, perché le portano via il cagnolino, vede tutto nero” sono
stati i commenti più frequenti, seguiti da “Il mondo a colori è quello che
sognava”; “Dorothy finalmente vede che il suo vestito è azzurro a quadretti
bianchi”. Per alcuni bambini di terza – abituati maggiormente ai confronti – è
stato spontaneo paragonare le scarpette magiche calzate da Dorothy alle
scarpette di cristallo di Cenerentola (vedi: scena della scarpetta). Che sorpresa scoprire che i due film
sono degli stessi anni! La giornata è proseguita divertente, grazie a due
episodi di Principi e Principesse di
Michel Ocelot (regista di Kirikù e la
strega Karabà, vedi Trailer del film), dove invece l’uso dei colori è una precisa scelta
autoriale, per dare risalto a una tecnica. Come dire: non solo i vecchi film
sono in bianco e nero. Ocelot gioca con il cinema delle origini, utilizzando,
come la Reininger, le sagome nere ritagliate nel cartone, ma questa volta il
colore fa da dettaglio e da ambientazione. In Il ragazzo dei fichi lo sfondo è giallo/arancio, mentre brillanti
sono i monili della regina. “Certo, siamo in Egitto e in Egitto fa caldo”
motivano i bambini; “La regina è potente e la sua collana è preziosa, dobbiamo
vedere che splende”. Viceversa in Principe
e Principessail fondale è blu (l’episodio è ambientato in una romantica
serata al chiaro di luna) e colorati sono gli occhi degli uomini e degli
animali in cui i personaggi via via si trasformano. E’ stato importante e
immediato dire perché: “Gli occhi sono colorati, perché così si vedono dentro
il cartoncino che è tutto nero”; ecco compresa con facilità una necessità
realizzativa derivante dal materiale utilizzato. E’ stata l’occasione per parlare
di tutta la fase preparatoria nell’uso di una tecnica piuttosto che un’altra:
studio dell’effetto finale, ritaglio, posizionamento dei pupazzi, animazione a
passo uno. Le classi quinte – interessate maggiormente al modo in cui si
ottengono determinati effetti – hanno elencato con grande competenza una serie
di prodotti animati con tecniche differenti: il cotone (Mofy in onda su Rai YoYo, vedi Mofy, ep. 1), la plastilina (Galline in fuga, Wallace
& GromitvediSerie completa 1), la carta (Ocelot), la stoffa (Luzzati, vedi post Il Flauto magico di Luzzati). Con loro grande
sorpresa hanno constatato che si possono animare perfino… i sottotorta! Lo ha
fatto sempre Michel Ocelot in Les trois
inventeurs – I tre inventori, splendida metafora dell’Illuminismo e della
scienza contrastati dall’ignoranza diffusa. Purtroppo questo cortometraggio non
è doppiato e non è distribuito. Si può al momento vedere in francese su
Youtube: per questo è accessibile solo ai bambini più grandi, avendo la
pazienza di tradurlo durante la visione, cosa peraltro fattibile, poiché
l’unica voce è quella del narratore.
LEO LIONNI
Il secondo incontro è trascorso
invece in compagnia di Leo Lionni. (anche PVM ha dedicato spazio a questo autore: vedi: Geraldina Topo musica).
La scelta è caduta su un DVD di
facile reperibilità, grazie al lavoro dell'editore Gallucci che raccoglie in
pratici cofanetti i cortometraggi dei migliori cartoonist del Novecento. Con I cinque Lionni abbiamo a disposizione
appunto cinque favole tratte dai libri dell'illustratore e scrittore olandese,
naturalizzato italiano, Leo Lionni. Suo è l'amatissimoPiccolo giallo e piccolo blu, ma solo da cinque dei suoi libri sono stati tratti i cartoni animati
realizzati dallo stesso Lionni con la collaborazione di Giulio Gianini, storico
regista romano di altri mostri sacri come Emanuele Luzzati.
Si tratta di Guizzino, Federico, E' mio!, Cornelio, Un pesce è un pesce.
Abbiamo effettuato una prima visione in scioltezza, perché i bambini potessero
godere dei cinque racconti senza interruzioni.
La prima osservazione da
trascrivere qui è che tutte le classi hanno chiesto a gran voce di rivedere i film.
Di solito, questa specifica necessità appartiene al bambino in età prescolare
che desidera rielaborare le emozioni che i film lasciano in lui, chiedendo di
vedere e rivedere lo stesso cartone all'infinito, esattamente come chiede che
gli sia letto sempre lo stesso libro per mesi e mesi.
I bambini più grandi, invece,
hanno una capacità di distanza maggiore e hanno già assorbito il punto di vista
di molti adulti, secondo il quale un libro o un film già visti devono essere
abbandonati; inoltre, i telefilm a episodi che ripetono sempre le stesse
situazioni non li incoraggiano a chiedere di rivedere un film, anche se amato.
Mai ci si aspetterebbe dunque che
cinque brevi cartoni siano così coinvolgenti: invece la sorpresa di un tratto
eseguito a mano, di personaggi con zampe, code e musi resi mobili dai
fermacampioni, di fondali dipinti a tempera, di dettagli in carta come decorazioni,
la brevità e l'esatta comprensione dei meccanismi narrativi entusiasmano i
giovani spettatori.
La richiesta di rivedere apre,
senza alcuno sforzo, la fase di analisi e di studio. "Ci fai rivedere dove
il regista ha usato la carta per gli anemoni di mare?"; "Vogliamo
vedere qual è il colore dominante in ogni storia"; "Quanto dura ogni
cartone?" sono le domande molto dettagliate dei bambini.
Con una seconda visione, questa
volta intervallata da pause e commenti, si giunge a conclusioni sorprendenti
perfino a sette/otto anni, come questa: "Ci siamo accorti che ogni animale
ha il suo colore che non cambia e le sfumature di quel colore prevalgono in
tutti i disegni. Per esempio, Federico è grigio perché è un topo e tutto il
cartone è grigio scuro o grigio chiaro: sono grigi i suoi amici topi, i sassi,
la tana in cui vivono".
Notevole, vero? Troppe volte
giudichiamo sbrigativamente distratti i bambini!
Anche gli atteggiamenti degli
animali sono autentici e rispecchiano i sentimenti dei bambini: le rane che
continuano a litigare per contendersi il cibo e lo spazio, ma che poi si
uniscono spontaneamente aiutandosi l'un l'altra quando hanno paura parlano
direttamente all'esperienza scolastica di molti.
Le classi terze e le quinte hanno
approfittato per entrare brevemente nella "grammatica" filmica:
con le immagini di Lionni è stato divertente imparare i nomi delle inquadrature
per poi riordinare sui quaderni la scala dei campi e dei piani. Una classe ha
realizzato un trenino che ospita in ogni vagone un'inquadratura differente
ritagliando le immagini da giornali e riviste.
DISEGNARE E GIRARE UN VIDEO
La terza e ultima parte del
lavoro è stata quella più propriamente artistico-pratica che si è svolta sia in
mia presenza, sia con l'aiuto degli insegnanti nelle settimane successive. I
bambini hanno scelto il primo cortometraggio della serie, Guizzino. Inizialmente progettato per l’Istituto Nazionale di
Design di Ahmedabad in India, Guizzino
piace per il suo immediato riferimento a tematiche universali come il senso di
solitudine, il gusto per l’avventura, la diversità, l’inventiva e il coraggio
del protagonista. Ma anche l’essere piccoli e nonostante tutto vincere i grandi
(i pesci feroci) ha il suo peso per i bambini.
Tutti questi stimoli si sono
riversati nei disegni che le classi hanno realizzato, chiedendo spesso di
rivedere con il fermo-immagine alcuni dettagli che desideravano riprodurre
nelle loro opere. I bambini di terza, poi, hanno utilizzato i disegni per
creare un breve video a macchina fissa nel quale, mostrando i fogli davanti
all’obbiettivo, hanno raccontato con parole proprie la storia di Guizzino. I
ragazzi sono rimasti piacevolmente stupiti dal tempo e dalla fatica che servono
per realizzare un prodotto audiovisivo di pochi minuti. Tutti sono rimasti
coinvolti dal progetto e hanno cementato la loro amicizia.
Le seconde, invece, hanno
sperimentato con l’insegnante di educazione all’immagine la realizzazione di
grandi disegni a tempera, utilizzando come base la sagoma stilizzata del
pesciolino Guizzino, predisposta in anticipo dalla maestra. Questa forma ha
consentito a tutti di realizzare bellissime composizioni del gruppo di pesci,
variando le posizioni nel foglio e i colori, creando il contrasto tra il nero
Guizzino e i suoi fratelli rossi e ancora tra il fondale blu-azzurro del mare e
il vivace rosso dei pesci. Come vedete dalle immagini di queste pagine i
risultati sono davvero notevoli. Tra tutti è doveroso notare il disegno di
Alex, un bambino che, superando le sue difficoltà grazie all’entusiasmo che la
storia di Guizzino gli ha trasmesso, ha trasferito nel suo lavoro una forza di
tratti e una vivacità insolite, anche a detta dei suoi insegnanti.
QUALCHE SUGGERIMENTO:
-Non aver paura di proporre.
-Prediligere racconti autoconclusivi, come i
cortometraggi o un singolo episodio di un prodotto più lungo.
-Far sperimentare i materiali e le tecniche.
-Favorire il dialogo e l’intervento dei bambini;
annotare le loro osservazioni.
-Utilizzare l’opera pittorica come momento di
distensione emotiva; non commentare i risultati di ognuno e non fare confronti:
ognuno ricrea il suo mondo interiore.
IN CONCLUSIONE
Il potere dell’audiovisivo, le
suggestioni dell’animazione sono linguaggi che fanno parte del mondo dei
bambini oggi e si pongono loro in modo immediato. Il naturale entusiasmo che i
bambini manifestano per questa forma d’arte deve spingerci come educatori a
farne un uso creativo che abbracci tutti i campi: i collegamenti possibili con
le materie più propriamente scolastiche sono potenzialmente infiniti, ma anche
l’esperienza del disegno – spesso troppo ingabbiata in schemi prestabiliti e
schede da colorare – prende invece nuova vita e rende manifeste abilità che
tutti possediamo e che chiedono solo di trovare il giusto spazio per esprimersi
compiutamente.
Cecilia M. Voi
---cecilia.voi@libero.it
Guizzino (titolo originale Swimmy)
Regia: Giulio Gianini;
Animazione: Leo Lionni; Donatella Abbatiello; origine: Italia 1981; durata:
10’; dai 4 anni
Swimmy è un pesciolino piccolo e
nero che vive in fondo al mare insieme ai suoi fratelli e sorelle, che sono
invece rossi. Un giorno un tonno feroce mangia tutti i pesci piccoli: solo
Swimmy si nasconde in tempo e si salva. Orfano e triste, nuota lontano.
Attraversando il mare vede altri pesci, scopre nuovi animali e meravigliosi
fiori e alghe colorati. Riprende fiducia e coraggio. Trova poi un altro gruppo
di pesci rossi identici a lui che temono di allontanarsi dal cespuglio in cui
si rifugiano per paura di essere mangiati dai tonni. Con un’idea brillante,
Swimmy guida i pesci a spaventare i predatori più grossi e li caccia via per
sempre. Ora ha trovato una nuova famiglia che lo accoglie.
Il ragazzo selvaggio
(Vedi: http://www.cscinema.org/riviste/rivista_02.htm) è l'unica rivista in Italia che si occupa di educazione
all'immagine e agli strumenti audiovisivi nella scuola. Il suo
spazio di intervento copre ogni esperienza e ogni realtà
che va dalla scuola materna alla scuola media superiore. È
un sussidio validissimo per insegnanti ed alunni interessati
all'uso pedagogico degli strumenti della comunicazione di massa:
cinema, fotografia, televisione, computer. In ogni numero saggi
esperienze didattiche, schede analitiche dei film particolarmente
significativi per i diversi gradi di istruzione, recensioni
librarie e corrispondenze dall'estero.
(Un numero: Euro 6; abbonamento annuale: Euro
20) n)k: