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venerdì 30 gennaio 2015

Chi era Johann Sebastian Bach (b) - Documentario per bambini IV-V

Continuiamo a guardare il documentario sulla vita di Bach, realizzato qualche anno fa dal professor Peter Laki, insieme ad un CD Rom con una serie di giochi interattivi per il computer... chissà se riuscirò a procurarmelo, anche se è già un po' "vecchiotto" (2007).

PARTE IV:

"All'età di 18 anni, Bach ebbe il suo primo lavoro: fu assunto come organista ad Arnstadt, nella sua regione natale, circa 30 miglia dalla sua città. Doveva sottostare ad un regolamento molto rigido: il contratto diceva che avrebbe dovuto evitare cattive compagnie e che si sarebbe dovuto comportare in modo impeccabile sia sul luogo di lavoro sia fuori. Ora siamo al mercato di Arnstadt e la chiesa ove Bach ha avuto il suo primo lavoro è esattamente qui."
"Eccoci qui, questa statua mostra come doveva essere Bach da giovane. Rimse qui fino all'età di 22 anni. "
"Zippermusicologist" Zippermusicologist! Hai dimenticato come Bach chiamava il fagottista di Arnstadt..."
"Lo chiamava Zipperfagottist..."
"E cosa significa?"
"Credo... un suonatore di fagotto caprone..."
"ah ah ah, questo ha fatto diventar matto quel signore!"
"Sì fu così. E quando lui si arrabbiò per l'insulto, Bach lo minacciò con il bastone e finirono in tribunale!"
"Quando il giovane Bach voleva andare da una città all'altra, non aveva altra scelta che andarci a piedi. Camminava per giorni e giorni. Il viaggio più lungo che fece fu da Arnstadt a Lubecca, nel Nord della Germania, ci mise due giorni per percorrere 200 miglia.
Questa è Lubecca, una città dall'atmosfera particolare, nel Nord della Germania, sul Mar Baltico. "

"Perchè Bach camminò da Arnstadt fino a Lubecca? Un viaggio che durò almeno due settimane se non di più? Perchè voleva ascoltare il più grande organista del tempo, un uomo che si chiama Dietrich Buxtehude, che lavorava proprio qui alla chiesa di Santa Maria a Lubecca. Buxtehude era originario della Danimarca, arrivò qui e sposò la figlia del precedente organista e rimase qui per molti anni. Senza dubbio avebbe voluto che Bach diventasse suo successore, sposasse sua figlia e restasse a Lubecca. Ma la figlia era piuttosto bruttina e Bach tornò ad Arnstadt."
"Buxtehude e la sua figlia vecchia e brutta..."
"Bach scappa via dalla figlia di Buxtehude! ah ah ah!"




PARTE V:

La grande novità di questo periodo è la scoperta del Concerto di Antonio Vivaldi. Il giovane principe Johann Hernst, studiò in Olanda e tornò a casa con delle edizioni a stampa di Vivaldi che erano appena stati pubblicati ad Amsterdam. Bach immediatamente fece propria la musica di Vivaldi arrangiando brani per organo e per clavicembalo. 1717 Bach ebbe un nuovo lavoro alla corte di Kohten, ma il duca di Weimar si oppose e chiuse Bach in questa torre, proprio in cima. E lì Bach languì per parecchie settimane prima di essere rilasciato.
"Libertà per Johann Sebastian Bach!"
"Bach fu licenziato e lasciò Weimar senza onore... questo è incredibile!"
"Questa è Kohten, dove Bach trascorse sei anni della sua vita. Questo è il palazzo dove lavorava. Che posto meraviglioso e tranquillo, non pensi Peter?"
"Noioso! Che posto noioso!"
"Noioso? Cosa intendi dire? Aveva tutto quello che voleva."
"Oh lo so lo so, era stipendiato, lavorava come accompagnatore, suonava sia il clavicembalo e la viola da gamba per la quale compose anche delle sonate. Ma quante sonate per viola da gamba avrebbe potuto scrivere? E perchè cercava un altro lavoro? Perchè scrisse quei concerti?"
"I Concerti Brandeburghesi... sì, li scrisse per trovare un nuovo lavoro perchè dopo un po' divenne inquieto, voleva trasferirsi in un posto più grande e vivace ove ci fosse un orchestra più grande, più musicisti per i quali scrivere lavori più complessi e scrisse sì i Concerti Brandeburghesi perchè voleva un nuovo lavoro... ma fino a quel momento fu abbastanza felice a Kohten.
Molti ricevimenti si tennero in queste sale durante la permanenza di Bach e Bach suonò molta sua musica in queste magnifiche stanze... a noi stupisce che Kohten fosse una corte piccola ma questo palazzo ha delle sale così riccamente decorate... e qui c'è un bellissimo antico clavicordo che forse Bach utilizzò. (Badinerie... che ascolteremo nel prossimo Post!)
"Peter sei qui? Dove sei?"
Arriva Bach....
"Peter! Peter! Sono qui! Credo di averlo trovato!"

E così si conclude questo bellissimo viaggio... non so se nel DVD va avanti per raccontarci anche di Bach a Lipsia e degli ultimi anni della sua vita. Sarebbe bello. Intanto accontentiamoci. Sicuramente ora ne sappiamo di più. Molti di questi aneddoti sono anche contenuti nel libro "L'Ultima fuga di Bach" di Chiara Carminati (Vedi Post sul libro) di cui vi ho già parlato.


Chi era Johann Sebastian Bach (b) - Documentario per bambini IV-V

Continuiamo a guardare il documentario sulla vita di Bach, realizzato qualche anno fa dal professor Peter Laki, insieme ad un CD Rom con una serie di giochi interattivi per il computer... chissà se riuscirò a procurarmelo, anche se è già un po' "vecchiotto" (2007).

PARTE IV:

"All'età di 18 anni, Bach ebbe il suo primo lavoro: fu assunto come organista ad Arnstadt, nella sua regione natale, circa 30 miglia dalla sua città. Doveva sottostare ad un regolamento molto rigido: il contratto diceva che avrebbe dovuto evitare cattive compagnie e che si sarebbe dovuto comportare in modo impeccabile sia sul luogo di lavoro sia fuori. Ora siamo al mercato di Arnstadt e la chiesa ove Bach ha avuto il suo primo lavoro è esattamente qui."
"Eccoci qui, questa statua mostra come doveva essere Bach da giovane. Rimse qui fino all'età di 22 anni. "
"Zippermusicologist" Zippermusicologist! Hai dimenticato come Bach chiamava il fagottista di Arnstadt..."
"Lo chiamava Zipperfagottist..."
"E cosa significa?"
"Credo... un suonatore di fagotto caprone..."
"ah ah ah, questo ha fatto diventar matto quel signore!"
"Sì fu così. E quando lui si arrabbiò per l'insulto, Bach lo minacciò con il bastone e finirono in tribunale!"
"Quando il giovane Bach voleva andare da una città all'altra, non aveva altra scelta che andarci a piedi. Camminava per giorni e giorni. Il viaggio più lungo che fece fu da Arnstadt a Lubecca, nel Nord della Germania, ci mise due giorni per percorrere 200 miglia.
Questa è Lubecca, una città dall'atmosfera particolare, nel Nord della Germania, sul Mar Baltico. "

"Perchè Bach camminò da Arnstadt fino a Lubecca? Un viaggio che durò almeno due settimane se non di più? Perchè voleva ascoltare il più grande organista del tempo, un uomo che si chiama Dietrich Buxtehude, che lavorava proprio qui alla chiesa di Santa Maria a Lubecca. Buxtehude era originario della Danimarca, arrivò qui e sposò la figlia del precedente organista e rimase qui per molti anni. Senza dubbio avebbe voluto che Bach diventasse suo successore, sposasse sua figlia e restasse a Lubecca. Ma la figlia era piuttosto bruttina e Bach tornò ad Arnstadt."
"Buxtehude e la sua figlia vecchia e brutta..."
"Bach scappa via dalla figlia di Buxtehude! ah ah ah!"




PARTE V:

La grande novità di questo periodo è la scoperta del Concerto di Antonio Vivaldi. Il giovane principe Johann Hernst, studiò in Olanda e tornò a casa con delle edizioni a stampa di Vivaldi che erano appena stati pubblicati ad Amsterdam. Bach immediatamente fece propria la musica di Vivaldi arrangiando brani per organo e per clavicembalo. 1717 Bach ebbe un nuovo lavoro alla corte di Kohten, ma il duca di Weimar si oppose e chiuse Bach in questa torre, proprio in cima. E lì Bach languì per parecchie settimane prima di essere rilasciato.
"Libertà per Johann Sebastian Bach!"
"Bach fu licenziato e lasciò Weimar senza onore... questo è incredibile!"
"Questa è Kohten, dove Bach trascorse sei anni della sua vita. Questo è il palazzo dove lavorava. Che posto meraviglioso e tranquillo, non pensi Peter?"
"Noioso! Che posto noioso!"
"Noioso? Cosa intendi dire? Aveva tutto quello che voleva."
"Oh lo so lo so, era stipendiato, lavorava come accompagnatore, suonava sia il clavicembalo e la viola da gamba per la quale compose anche delle sonate. Ma quante sonate per viola da gamba avrebbe potuto scrivere? E perchè cercava un altro lavoro? Perchè scrisse quei concerti?"
"I Concerti Brandeburghesi... sì, li scrisse per trovare un nuovo lavoro perchè dopo un po' divenne inquieto, voleva trasferirsi in un posto più grande e vivace ove ci fosse un orchestra più grande, più musicisti per i quali scrivere lavori più complessi e scrisse sì i Concerti Brandeburghesi perchè voleva un nuovo lavoro... ma fino a quel momento fu abbastanza felice a Kohten.
Molti ricevimenti si tennero in queste sale durante la permanenza di Bach e Bach suonò molta sua musica in queste magnifiche stanze... a noi stupisce che Kohten fosse una corte piccola ma questo palazzo ha delle sale così riccamente decorate... e qui c'è un bellissimo antico clavicordo che forse Bach utilizzò. (Badinerie... che ascolteremo nel prossimo Post!)
"Peter sei qui? Dove sei?"
Arriva Bach....
"Peter! Peter! Sono qui! Credo di averlo trovato!"

E così si conclude questo bellissimo viaggio... non so se nel DVD va avanti per raccontarci anche di Bach a Lipsia e degli ultimi anni della sua vita. Sarebbe bello. Intanto accontentiamoci. Sicuramente ora ne sappiamo di più. Molti di questi aneddoti sono anche contenuti nel libro "L'Ultima fuga di Bach" di Chiara Carminati (Vedi Post sul libro) di cui vi ho già parlato.


giovedì 29 gennaio 2015

Chi era Johann Sebastian Bach (a): documentario per bambini I-III

Copertina del DVD
La quantità di materiali musicali per bambini che si trova all'estero è strabiliante. In Italia bisogna andare a setacciare ogni angolo di magazzino... a volte trovo due libri di una collana e tutti gli altri, magari dieci, sono irreperibili e riesco a farmeli spedire da luoghi impensabili... 
Spesso ci sono libri meravigliosi che però non vengono ristampati perchè hanno venduto poco.... insomma, si fa fatica. Invece, in Francia, in America, in Germania, ma anche in Polonia, in Russia... c'è davvero di tutto, dai pupazzi ai giochi per computer, tutto sulla musica classica e i suoi protagonisti. Ma per fortuna riesco spesso a reperire questi gioielli, magari a tradurli e poi a proporli a voi e ad Antonio e Giacomo. Questo filmato, realizzato da un professore di Cleveland, è a dir poco geniale. L'idea è quella di raccontare "ai bambini e alle loro famiglie" (esattamente il mio target) la storia di Johann Sebastian Bach. E come? Semplice! Attraverso un "viaggio" (come facciamo noi) nelle sue terre: casa sua, la sua chiesa, le sue strade... la sua musica, i suoi strumenti musicali... tutto con parole semplici e arricchito da simpatici dialoghi tra il professore Peter Laki e il suo alter ego in cartone animato Laki Peter. Antonio e Giacomo, pur non capendo il racconto se non a tratti, hanno riso molto al comparire dell'omino buffo. 
Cominciamo dunque, prima di ascoltare altra musica di Bach, a conoscere la sua vita dalla nascita alle prime esperienze come musicista. Continueremo più avanti, nel corso del nostro XVIII viaggio...
Ho tradotto per voi i dialoghi del filmato, anche se sono certa che la maggioranza di voi non avrà bisogno della mia traduzione! Buon divertimento. 

Da destra: Peter Laki e Laki Peter!
Discover Bach:

I PARTE:
"Benvenuti nel mondo di Johann Sebastian Bach, molte persone concordano...."
"Grazie, grazie grazie"
"Chi è?"
"Io"
"E chi sei tu?"
"E chi sei tu?"
"Io sono il dottor Peter Laki, professore di musicologia e sono qui per raccontare la storia di Johann Sebastian Bach"
"Peter Laki?"
"Sì, Peter Laki!"
"E io sono Laki Peter!"
"Laki Peter? Questo è divertente. E cosa ci fai qui Laki Peter?"
"Sono anche io qui per parlare di Johann Sebastian Bach"
"Oh, allora potremmo lavorare insieme! Cosa ne pensi?"
"Ok, ma io non sono qui per raccontare bugie. Sono qui per raccontare la vera storia"
"Certo che racconteremo la verità! Altrimenti non se ne fa niente Se ti va l'accordo, tu ed io possiamo andare insieme alla scoperta di Bach"
"Alla scoperta di Bach!" (lo dicono in tanti personaggi)
(Canta: Deposuit potentes....)
Sottofondo: Concerto in Fa minore)
"Johann Sebastian Bach è nato più di 300 anni fa nella città di Eisenach"
"Nella regione della Turingia"
"Nella Germiania orientale"
"Questa città è famosa per l'antico castello medioevale. Ogni componente della famiglia di Bach era un musicista. Molti musicisti a quei tempi lavoravano nelle chiese o per i duchi e i principi che governavano le città e le province della Germania. Lo zio di Sebastian, Johann Christoph Bach, era organista ad Eisenach ed era considerato il più importante musicista della famiglia."
"Qui credo sia la casa dove Bach è nato"
(Canta): "Questa è la casa dove Bach è nato....






II PARTE:
"Siamo qui nel salotto della casa di Bach ad Eisenach. Questi sono i mobili dell'epoca di Bach e uno in particolare tra questi mobili ci interessa: un meraviglioso strumento musicale che si chiama clavicordo, che era lo strumento a tastiera preferito da Bach. Lui amava suonarlo a casa. Il suono è così tenue che potete sentirlo solo in uno spazio piccolo." (Suona un Preludio in Do minore dai 23 pezzi Facili di Bach che ha studiato anche Antonio ed era tra i suoi preferiti!).

"Bello! Ed è molto utile per insegnare agli studenti privatamente: niente lamentele dai vicini di casa! (e noi ne sappiamo qualcosa! Lo scorso anno avevamo un vicino di casa, un certo giovane e rampante signor Alessandro, che detestava la mezzora giornaliera di pianoforte di Antonio perfettamente negli orari CONSENTITI, a tal punto da mandarci una minaccia di multa di 200 euro tramite amministratore del condominio suo amico... ho cambiato subito casa! Meglio evitare attriti con persone poco tolleranti...).

"Wow questa è la casa di suo padre", "Vero!". "Peter, puoi per piacere dire qualcosa sulla chiesa di St. George dove Bach fu battezzato?". Cantando: "Questa è la chiesa dove Bach è stato battezzato, nel 1685, è proprio nel centro della città". "Molto grato per le tue informazioni, grazie Peter!"
"Johann Sebastian perse entrambi i genitori quando aveva appena 10 anni e andò a vivere col suo fratello maggiore Johann Christoph che lavorava già come organista nella città vicina"
"Ohrdruf"
"Ohrdruf, giusto, è una piccola città non lontana da Eisenach. Il fratello di Sebastian, Johann Christoph era di 14 anni più grande, era organista sottopagato e accolse a vivere con lui e la sua famiglia un orfano di 10 anni. Sebastian frequenta la scuola latina e la domenica cantava come soprano nella chiesa del fratello." 
"Suo fratello gli dava lezioni di musica"
"Questo è vero e ti ricordi la storia di quando era un bambino a Ohrdruf e c'erano in casa volumi di musica che suo fratello non voleva che leggesse e lui si alzava di notte per copiarli alla luce della luna"
"Sì... e suo fratello gli ha poi requisito l'intero lavoro... e Bach era molto arrabbiato!"




III PARTE:
"Una sera, dopo essere stato per strada tutto il giorno a camminare a piedi, Bach era molto affamato e stanco, ma non aveva soldi per comprare nulla. Ma poi un miracolo accadde. Proprio mentre passava davanti ad un'osteria, improvvisamente due teste di pesce furono lanciate fuori dalla finestra. Quando Bach colpì la prima testa, trovò al suo interno una moneta d'oro. Poi colpì la seconda testa e uscì fuori una seconda moneta d'oro. Con queste due monete d'oro, Bach fu in grado non solo di comprarsi una buona cena, ma anche di passare lì la notte."
"Peter, dove sei? Sei qui? Cosa stai cercando? Dove stai andando? Hai già scoperto Bach? Peter smettila! Eccoti lì, Peter puoi dirmi qualcosa di più sul clavicembalo barocco?"
"Il clavicembalo è uno degli antenati del moderno pianoforte. Bach ha scritto molta musica per questo strumento da solo e lo ha anche usato nel ruolo di accompagnamento"
"Nel ruolo di accompagnamento? Ma cos'è il basso continuo allora? è quando si continua a suonare lo stesso pezzo finchè ?" (Sottofondo: Preludio il Do maggiore dal Clavicembalo Ben temperato)
"No Peter! Il Continuo è un'arte dell'accompagnamento nella musica barocca, che dà un continuo supporto armonico alla melodia. Questo supporto armonico è il lavoro del violoncello, del basso e del clavicembalo."
"Dev'essere difficile da fare"
"Non è così difficile, io lo so fare"
"No, non sei capace, dimostramelo!"
"Te lo mostrerò un'altra volta..."
"Mmmm sono sicuro che lo farai"

Chi era Johann Sebastian Bach (a): documentario per bambini I-III

Copertina del DVD
La quantità di materiali musicali per bambini che si trova all'estero è strabiliante. In Italia bisogna andare a setacciare ogni angolo di magazzino... a volte trovo due libri di una collana e tutti gli altri, magari dieci, sono irreperibili e riesco a farmeli spedire da luoghi impensabili... 
Spesso ci sono libri meravigliosi che però non vengono ristampati perchè hanno venduto poco.... insomma, si fa fatica. Invece, in Francia, in America, in Germania, ma anche in Polonia, in Russia... c'è davvero di tutto, dai pupazzi ai giochi per computer, tutto sulla musica classica e i suoi protagonisti. Ma per fortuna riesco spesso a reperire questi gioielli, magari a tradurli e poi a proporli a voi e ad Antonio e Giacomo. Questo filmato, realizzato da un professore di Cleveland, è a dir poco geniale. L'idea è quella di raccontare "ai bambini e alle loro famiglie" (esattamente il mio target) la storia di Johann Sebastian Bach. E come? Semplice! Attraverso un "viaggio" (come facciamo noi) nelle sue terre: casa sua, la sua chiesa, le sue strade... la sua musica, i suoi strumenti musicali... tutto con parole semplici e arricchito da simpatici dialoghi tra il professore Peter Laki e il suo alter ego in cartone animato Laki Peter. Antonio e Giacomo, pur non capendo il racconto se non a tratti, hanno riso molto al comparire dell'omino buffo. 
Cominciamo dunque, prima di ascoltare altra musica di Bach, a conoscere la sua vita dalla nascita alle prime esperienze come musicista. Continueremo più avanti, nel corso del nostro XVIII viaggio...
Ho tradotto per voi i dialoghi del filmato, anche se sono certa che la maggioranza di voi non avrà bisogno della mia traduzione! Buon divertimento. 

Da destra: Peter Laki e Laki Peter!
Discover Bach:

I PARTE:
"Benvenuti nel mondo di Johann Sebastian Bach, molte persone concordano...."
"Grazie, grazie grazie"
"Chi è?"
"Io"
"E chi sei tu?"
"E chi sei tu?"
"Io sono il dottor Peter Laki, professore di musicologia e sono qui per raccontare la storia di Johann Sebastian Bach"
"Peter Laki?"
"Sì, Peter Laki!"
"E io sono Laki Peter!"
"Laki Peter? Questo è divertente. E cosa ci fai qui Laki Peter?"
"Sono anche io qui per parlare di Johann Sebastian Bach"
"Oh, allora potremmo lavorare insieme! Cosa ne pensi?"
"Ok, ma io non sono qui per raccontare bugie. Sono qui per raccontare la vera storia"
"Certo che racconteremo la verità! Altrimenti non se ne fa niente Se ti va l'accordo, tu ed io possiamo andare insieme alla scoperta di Bach"
"Alla scoperta di Bach!" (lo dicono in tanti personaggi)
(Canta: Deposuit potentes....)
Sottofondo: Concerto in Fa minore)
"Johann Sebastian Bach è nato più di 300 anni fa nella città di Eisenach"
"Nella regione della Turingia"
"Nella Germiania orientale"
"Questa città è famosa per l'antico castello medioevale. Ogni componente della famiglia di Bach era un musicista. Molti musicisti a quei tempi lavoravano nelle chiese o per i duchi e i principi che governavano le città e le province della Germania. Lo zio di Sebastian, Johann Christoph Bach, era organista ad Eisenach ed era considerato il più importante musicista della famiglia."
"Qui credo sia la casa dove Bach è nato"
(Canta): "Questa è la casa dove Bach è nato....






II PARTE:
"Siamo qui nel salotto della casa di Bach ad Eisenach. Questi sono i mobili dell'epoca di Bach e uno in particolare tra questi mobili ci interessa: un meraviglioso strumento musicale che si chiama clavicordo, che era lo strumento a tastiera preferito da Bach. Lui amava suonarlo a casa. Il suono è così tenue che potete sentirlo solo in uno spazio piccolo." (Suona un Preludio in Do minore dai 23 pezzi Facili di Bach che ha studiato anche Antonio ed era tra i suoi preferiti!).

"Bello! Ed è molto utile per insegnare agli studenti privatamente: niente lamentele dai vicini di casa! (e noi ne sappiamo qualcosa! Lo scorso anno avevamo un vicino di casa, un certo giovane e rampante signor Alessandro, che detestava la mezzora giornaliera di pianoforte di Antonio perfettamente negli orari CONSENTITI, a tal punto da mandarci una minaccia di multa di 200 euro tramite amministratore del condominio suo amico... ho cambiato subito casa! Meglio evitare attriti con persone poco tolleranti...).

"Wow questa è la casa di suo padre", "Vero!". "Peter, puoi per piacere dire qualcosa sulla chiesa di St. George dove Bach fu battezzato?". Cantando: "Questa è la chiesa dove Bach è stato battezzato, nel 1685, è proprio nel centro della città". "Molto grato per le tue informazioni, grazie Peter!"
"Johann Sebastian perse entrambi i genitori quando aveva appena 10 anni e andò a vivere col suo fratello maggiore Johann Christoph che lavorava già come organista nella città vicina"
"Ohrdruf"
"Ohrdruf, giusto, è una piccola città non lontana da Eisenach. Il fratello di Sebastian, Johann Christoph era di 14 anni più grande, era organista sottopagato e accolse a vivere con lui e la sua famiglia un orfano di 10 anni. Sebastian frequenta la scuola latina e la domenica cantava come soprano nella chiesa del fratello." 
"Suo fratello gli dava lezioni di musica"
"Questo è vero e ti ricordi la storia di quando era un bambino a Ohrdruf e c'erano in casa volumi di musica che suo fratello non voleva che leggesse e lui si alzava di notte per copiarli alla luce della luna"
"Sì... e suo fratello gli ha poi requisito l'intero lavoro... e Bach era molto arrabbiato!"




III PARTE:
"Una sera, dopo essere stato per strada tutto il giorno a camminare a piedi, Bach era molto affamato e stanco, ma non aveva soldi per comprare nulla. Ma poi un miracolo accadde. Proprio mentre passava davanti ad un'osteria, improvvisamente due teste di pesce furono lanciate fuori dalla finestra. Quando Bach colpì la prima testa, trovò al suo interno una moneta d'oro. Poi colpì la seconda testa e uscì fuori una seconda moneta d'oro. Con queste due monete d'oro, Bach fu in grado non solo di comprarsi una buona cena, ma anche di passare lì la notte."
"Peter, dove sei? Sei qui? Cosa stai cercando? Dove stai andando? Hai già scoperto Bach? Peter smettila! Eccoti lì, Peter puoi dirmi qualcosa di più sul clavicembalo barocco?"
"Il clavicembalo è uno degli antenati del moderno pianoforte. Bach ha scritto molta musica per questo strumento da solo e lo ha anche usato nel ruolo di accompagnamento"
"Nel ruolo di accompagnamento? Ma cos'è il basso continuo allora? è quando si continua a suonare lo stesso pezzo finchè ?" (Sottofondo: Preludio il Do maggiore dal Clavicembalo Ben temperato)
"No Peter! Il Continuo è un'arte dell'accompagnamento nella musica barocca, che dà un continuo supporto armonico alla melodia. Questo supporto armonico è il lavoro del violoncello, del basso e del clavicembalo."
"Dev'essere difficile da fare"
"Non è così difficile, io lo so fare"
"No, non sei capace, dimostramelo!"
"Te lo mostrerò un'altra volta..."
"Mmmm sono sicuro che lo farai"

mercoledì 28 gennaio 2015

Bach (3) - Visual music, Toccata e fuga in re min

Il protagonista del filmato
Rimaniamo sulla Toccata e Fuga in re minore, sempre in versione orchestra, questa volta per percorrere la strada della "musica visiva" (= visual music), nell'ambito del neosperimentalismo statunitense anni Trenta, sulla scia degli esempi europei che abbiamo già incontrato (vedi Fishinger). Si tratta di esperimenti per indagare le possibilità di rapporto tra astrattismo e musica classica, animazione astratta e linguaggio musicale (stessa strada che prende l'episodio di Fantasia che abbiamo appena analizzato). L'autrice è una pittrice, Mary Ellen Bute, che realizza una serie di filmati come questo insieme al marito Ted Nemeth. In particolare questo si intitola "Synchromy n° 4 - Escape" (=Fuga). E' il suo primo film a colori e racconta la storia, in astratto, di un triangolo rosa/arancio imprigionato dietro a un reticolato di linee su sfondo blu cielo che rappresenta la libertà. 

Altra immagine del film
La musica di Bach accresce la tensione drammatica delle variabili visuali in movimento. Che dire? Vale lo stesso discorso che avevamo fatto per Fishinger. Sono esperimenti il cui fascino sta nella data di realizzazione (1937/38) e quindi nei mezzi utilizzati.

Mary Ellen Bute con il marito: guardate i mezzi che utilizzano!
Per i nostri occhi, abituati all'era informatica, non sono effetti sorprendenti e non possono esserlo nemmeno per i bambini. Ma per i più piccoli avrà un effetto ipnotico e ai più grandi provate a dire che non esistevano il computer e tutte le annesse diavolerie di oggi. Alcuni potrebbero esssere sensibili all'argomento. Per tutti, sempre: la musica di Bach.

Bach (3) - Visual music, Toccata e fuga in re min

Il protagonista del filmato
Rimaniamo sulla Toccata e Fuga in re minore, sempre in versione orchestra, questa volta per percorrere la strada della "musica visiva" (= visual music), nell'ambito del neosperimentalismo statunitense anni Trenta, sulla scia degli esempi europei che abbiamo già incontrato (vedi Fishinger). Si tratta di esperimenti per indagare le possibilità di rapporto tra astrattismo e musica classica, animazione astratta e linguaggio musicale (stessa strada che prende l'episodio di Fantasia che abbiamo appena analizzato). L'autrice è una pittrice, Mary Ellen Bute, che realizza una serie di filmati come questo insieme al marito Ted Nemeth. In particolare questo si intitola "Synchromy n° 4 - Escape" (=Fuga). E' il suo primo film a colori e racconta la storia, in astratto, di un triangolo rosa/arancio imprigionato dietro a un reticolato di linee su sfondo blu cielo che rappresenta la libertà. 

Altra immagine del film
La musica di Bach accresce la tensione drammatica delle variabili visuali in movimento. Che dire? Vale lo stesso discorso che avevamo fatto per Fishinger. Sono esperimenti il cui fascino sta nella data di realizzazione (1937/38) e quindi nei mezzi utilizzati.

Mary Ellen Bute con il marito: guardate i mezzi che utilizzano!
Per i nostri occhi, abituati all'era informatica, non sono effetti sorprendenti e non possono esserlo nemmeno per i bambini. Ma per i più piccoli avrà un effetto ipnotico e ai più grandi provate a dire che non esistevano il computer e tutte le annesse diavolerie di oggi. Alcuni potrebbero esssere sensibili all'argomento. Per tutti, sempre: la musica di Bach.

martedì 27 gennaio 2015

Bach (2) - Toccata e fuga in re minore, Fantasia

Una vignetta meravigliosa su Bach
La toccata e fuga in Re minore BWV 565 è una delle opere per ORGANO più conosciute di Johann Sebastian Bach, nonché una delle più celebri e classiche composizioni di musica barocca. Reduci dall'Open day di Piacenza nell'Auditorium dotato di quel magnifico organo, non possiamo che essere particolarmente interessati all'argomento.

Organo Wender a Arnstadt
Si tratta di un lavoro composto da un Bach non ancora ventenne (1702-03), scritto su misura per l'organo che Johann Friedrich Wender costruì per la Chiesa Nuova (ridenominata poi Bachkirche) di Arnstadt.

Johann Sebastian Bach inaugurò questo strumento con un concerto proprio nel 1703.
Evidenti sono le influenze nordeuropee che caratterizzano la composizione.

Le parole di J. N. FORKEL, primo biografo di Bach, che descrivono il giovane compositore, sono assolutamente perfette per riassumere quest'opera: "[gli piaceva] correre lungo la tastiera e saltare da un capo all'altro di essa, premere con le dieci dita quante più note possibile, e proseguire in questo modo selvaggio fino a che per caso le mani non avessero trovato un punto di riposo".

Sterminata è la lista delle trascrizioni e degli adattamenti composti, che spaziano dal clavicembalo al violino, passando per pianoforte, orchestra, ma anche liuto o fisarmonica. Le più note sono quelle per piano di Ferruccio Busoni Bach-Busoni Toccata e Fuga in re minore, caratterizzata da un virtuosismo letteralmente trascendentale, e quella per orchestra di Leopold Stokowski, resa celebre anche dal film Fantasia. La Toccata e Fuga è stata sfruttata anche in altri generi, come rock Full Metal Panic, jazz Jacques Loussier Trio e persino techno... (aiuto!!!!Povero Bach!)


Cliccando i vari link che vi ho proposto potrete ascoltare le diverse versioni. Qui in questa pagina vi ci concentriamo sulla versione orchestrale di Fantasia (1940) e relativo filmato e sull'originale per organo. Disney è da sempre interessato ai film astratti, fin da quando vide un filmato che si ititola Colour Box di Len Lye del 1935 (clicca e vedrai il filmato). La Toccata e fuga è il suo esperimeto di animazione più coraggiorso. "Qui eravamo davanti a della musica pura", disse Disney "non c'era trama, nulla che potesse aiutarci fuorchè la nostra immaginazione". Per Disney, questa avventura nel cinema astratto è qualcosa di molto particolare. E resta anche l'unico esempio di animazione hollywoodiana ispirata al cinema astratto sperimentale. La musica, come ho anticipato, è una trascrizione per orchestra del brano di Bach concepito per organo, per mano di Leopold Stokowski. L'episodio parte proprio dalla figura di Stokowski direttore d'orchestra che sale sul podio e dalle sue mani. Sullo sfondo, effetti coloristici di vario genere, tutti rigorosamente in sincrono con la musica. In seguito, immagini di ombre multiple di violinisti e violoncellisti; poi luci che evidenziano tre corni e un'arpa che riluce su uno sfondo blu. Quando la Fuga vera e propria ha inizio, l'immagine si fa via via più astratta. Molti di questi grafismi si ispirano a una nostra vecchia conoscenza: Oscar Fishinger (La musica visiva), che lavorò quasi un anno con Disney come consulente, ma poi il rapporto tra i due degenera e Fishinger lascia. Da questa defezione deriva la commistione tra sperimentalismo e stile più commerciale. 

FANTASIA:


Da Wiki:
"Disney era stato interessato alla produzione di animazione astratta da quando aveva visto A Color Box di Len Lye nel 1935. Spiegò che il lavoro svolto nella Toccata e fuga "non era un'idea improvvisa... erano qualcosa che avevamo nutrito lungo diversi anni, ma non avevamo mai avuto la possibilità di provare". I progetti preliminari includevano quelli provenienti dall'animatore degli effetti Cy Young, che produsse disegni influenzati dai motivi sul bordo di un pezzo di film sonoro. Alla fine del 1938 Disney assunse Oskar Fishinger, ve lo ricordate? (La musica visiva), un artista tedesco che aveva prodotto numerosi film d'animazione astratti, tra cui alcuni con la musica classica, per lavorare con Young. Dopo la revisione di tre bobine Leica prodotte dai due, Disney le respinse tutte e tre. Secondo Huemer tutto quello che Fischinger furono piccoli triangoli e disegni... non era venuto fuori niente. "Troppo bellino", disse Walt. Fischinger, come Disney, era abituato ad avere il pieno controllo sul suo lavoro e non era abituato a lavorare in gruppo. Sentendo che i suoi disegni erano troppo astratti per un pubblico di massa, Fishinger lasciò lo studio in preda a un'apparente disperazione, prima che il segmento fosse completato, nell'ottobre 1939."

E ora la versione originale per Organo:




1. Adagio, elemento introduttivo
2. Prestissimo, elemento virtuosistico tipico della toccata
3. Allegro, nuovo elemento
4. Episodio a forte carattere improvvisativo
5. Ripresa del Prestissimo
6. Inizio della fuga
7. Ripresa della toccata e coda finale

Bach (2) - Toccata e fuga in re minore, Fantasia

Una vignetta meravigliosa su Bach
La toccata e fuga in Re minore BWV 565 è una delle opere per ORGANO più conosciute di Johann Sebastian Bach, nonché una delle più celebri e classiche composizioni di musica barocca. Reduci dall'Open day di Piacenza nell'Auditorium dotato di quel magnifico organo, non possiamo che essere particolarmente interessati all'argomento.

Organo Wender a Arnstadt
Si tratta di un lavoro composto da un Bach non ancora ventenne (1702-03), scritto su misura per l'organo che Johann Friedrich Wender costruì per la Chiesa Nuova (ridenominata poi Bachkirche) di Arnstadt.

Johann Sebastian Bach inaugurò questo strumento con un concerto proprio nel 1703.
Evidenti sono le influenze nordeuropee che caratterizzano la composizione.

Le parole di J. N. FORKEL, primo biografo di Bach, che descrivono il giovane compositore, sono assolutamente perfette per riassumere quest'opera: "[gli piaceva] correre lungo la tastiera e saltare da un capo all'altro di essa, premere con le dieci dita quante più note possibile, e proseguire in questo modo selvaggio fino a che per caso le mani non avessero trovato un punto di riposo".

Sterminata è la lista delle trascrizioni e degli adattamenti composti, che spaziano dal clavicembalo al violino, passando per pianoforte, orchestra, ma anche liuto o fisarmonica. Le più note sono quelle per piano di Ferruccio Busoni Bach-Busoni Toccata e Fuga in re minore, caratterizzata da un virtuosismo letteralmente trascendentale, e quella per orchestra di Leopold Stokowski, resa celebre anche dal film Fantasia. La Toccata e Fuga è stata sfruttata anche in altri generi, come rock Full Metal Panic, jazz Jacques Loussier Trio e persino techno... (aiuto!!!!Povero Bach!)


Cliccando i vari link che vi ho proposto potrete ascoltare le diverse versioni. Qui in questa pagina vi ci concentriamo sulla versione orchestrale di Fantasia (1940) e relativo filmato e sull'originale per organo. Disney è da sempre interessato ai film astratti, fin da quando vide un filmato che si ititola Colour Box di Len Lye del 1935 (clicca e vedrai il filmato). La Toccata e fuga è il suo esperimeto di animazione più coraggiorso. "Qui eravamo davanti a della musica pura", disse Disney "non c'era trama, nulla che potesse aiutarci fuorchè la nostra immaginazione". Per Disney, questa avventura nel cinema astratto è qualcosa di molto particolare. E resta anche l'unico esempio di animazione hollywoodiana ispirata al cinema astratto sperimentale. La musica, come ho anticipato, è una trascrizione per orchestra del brano di Bach concepito per organo, per mano di Leopold Stokowski. L'episodio parte proprio dalla figura di Stokowski direttore d'orchestra che sale sul podio e dalle sue mani. Sullo sfondo, effetti coloristici di vario genere, tutti rigorosamente in sincrono con la musica. In seguito, immagini di ombre multiple di violinisti e violoncellisti; poi luci che evidenziano tre corni e un'arpa che riluce su uno sfondo blu. Quando la Fuga vera e propria ha inizio, l'immagine si fa via via più astratta. Molti di questi grafismi si ispirano a una nostra vecchia conoscenza: Oscar Fishinger (La musica visiva), che lavorò quasi un anno con Disney come consulente, ma poi il rapporto tra i due degenera e Fishinger lascia. Da questa defezione deriva la commistione tra sperimentalismo e stile più commerciale. 

FANTASIA:


Da Wiki:
"Disney era stato interessato alla produzione di animazione astratta da quando aveva visto A Color Box di Len Lye nel 1935. Spiegò che il lavoro svolto nella Toccata e fuga "non era un'idea improvvisa... erano qualcosa che avevamo nutrito lungo diversi anni, ma non avevamo mai avuto la possibilità di provare". I progetti preliminari includevano quelli provenienti dall'animatore degli effetti Cy Young, che produsse disegni influenzati dai motivi sul bordo di un pezzo di film sonoro. Alla fine del 1938 Disney assunse Oskar Fishinger, ve lo ricordate? (La musica visiva), un artista tedesco che aveva prodotto numerosi film d'animazione astratti, tra cui alcuni con la musica classica, per lavorare con Young. Dopo la revisione di tre bobine Leica prodotte dai due, Disney le respinse tutte e tre. Secondo Huemer tutto quello che Fischinger furono piccoli triangoli e disegni... non era venuto fuori niente. "Troppo bellino", disse Walt. Fischinger, come Disney, era abituato ad avere il pieno controllo sul suo lavoro e non era abituato a lavorare in gruppo. Sentendo che i suoi disegni erano troppo astratti per un pubblico di massa, Fishinger lasciò lo studio in preda a un'apparente disperazione, prima che il segmento fosse completato, nell'ottobre 1939."

E ora la versione originale per Organo:




1. Adagio, elemento introduttivo
2. Prestissimo, elemento virtuosistico tipico della toccata
3. Allegro, nuovo elemento
4. Episodio a forte carattere improvvisativo
5. Ripresa del Prestissimo
6. Inizio della fuga
7. Ripresa della toccata e coda finale

lunedì 26 gennaio 2015

PVM alla Casa del Suono di Parma

Giacomo verso la Casa del Suono
E' una bella giornata oggi a Parma. Non fa freddo, il cielo è limpido e nessuno ha il raffreddore... al Parco della Cittadella c'è molto fango, meglio andare a fare un giro in bicicletta in centro città. In fondo la città che si abita resta quella in cui si vanno a vedere meno monumenti e meno musei, perchè si pensa sempre di poterlo fare in qualsiasi momento, ma poi non lo si fa mai. Da tempo mi incuriosiva La Casa del suono, un museo "interattivo" e "multimediale" sito nella ex-chiesa restaurata di Santa Elisabetta. 

Giacomo entra al Museo
L'unione tra antico e moderno è molto suggestiva. Il museo occupa le nicchie affrescate della chiesa e, al centro, appeso al soffitto, c'è l'imponente "Lampadario Sonoro" in netto contrasto con l'architettura del 1600 della Chiesa. In fondo, "La Sala Bianca", che abbiamo avuto la fortuna di sperimentare. Il contrasto è accresciuto dalla presenza in sala di una Mostra temporanea, "Giuseppe Verdi e il Palcoscenico", che espone costumi di scena realizzati per gli allestimenti del Teatro Regio; in questo caso, Il Ballo in maschera.
Il Lampadario Sonoro tra i costumi d'opera
"Il suono nella sua dimensione tecnologica è il protagonista della Casa del Suono: un progetto all’avanguardia in campo artistico e tecnologico che nasce dalla collaborazione della Casa della Musica con l’Università di Parma. La Casa del Suono, che ha sede nel suggestivo spazio della ex-chiesa di Santa Elisabetta (metà del sec. XVII), nasce con l’ambizione di riflettere sul nostro modo di ascoltare e intendere la musica, ed è dedicata a un pubblico vastissimo: vale a dire a tutti coloro che oggi ascoltano musica e suoni trasmessi da strumenti tecnologici. Il percorso che la Casa del Suono propone è quello della storia e della evoluzione di tali strumenti per giungere alla situazione di oggi (dal fonografo al grammofono, dalla radio al magnetofono, dal compact disc all’iPod) e gettare uno sguardo verso il futuro. Al suo interno accoglie una preziosa raccolta di fonoriproduttori, nonché strutture dotate di innovativi impianti di riproduzione sonora e servizi dedicati alla ricerca scientifica e artistica, alla didattica e alla divulgazione". 
(dal Sito)

Giacomo ed io siamo arrivati alla Casa del Suono in bicicletta, passando da Piazza Duomo, dove abbiamo potuto ammirare il magnifico Battistero:

Il Battistero
Giacomo aveva con sè un finto telefonino e mi ha aiutato a fare le foto! E' stato un "gioco" molto divertente che lo ha aiutato a mantenere l'attenzione per tutto il nostro piccolo viaggio musical-culturale reale. Provate anche voi! La foto che ha scelto di scattare al Battistero è questa:

Il particolare scelto da Giacomo

E dopo il Battistero, il Duomo, finalmente quasi interamente "svestito" dopo il recente intervento di manutenzione:

Il Duomo di Parma
Eccoci dunque in Piazzale Salvo d'Aquisto, dove hanno sede la Casa della Musica e la Casa del Suono. Manca qualcuno? Sì, Antonio perchè è già stato alla Casa del Suono con la scuola, lo scorso anno. E' andato al Tardini alla partita... ci vuole anche questo!! Non solo musica e cultura... ma il calcio sempre a piccole dosi, è la mia teoria.
Entriamo al museo con un biglietto Omaggio, grazie alla mostra temporanea dei costumi di scena.

Giacomo scatta foto con il suo finto cellulare
Prima di fare il giro delle nicchie, il signore che ci ha fatto entrare ci propone un'esperienza "attiva" di ascolto nella sala bianca. Lo seguiamo e prendiamo posto sulle seggioline appositamente sistemate in sala. 
La sala bianca
Il signore esperto chiude tutte le pareti bianche della sala che altro non sono che altoparlanti... stiamo per ascoltare qualcosa di impressionante. Il buio cala in sala e Giacomo si fa timoroso... meglio prenderlo in braccio. Il signore ci propone 4 ascolti: il primo, sono una serie di rumori in un bosco: ululati di lupi, gufi o civette, gracidare di rane e cani che abbaiano a destra e a sinistra, ora vicini e ora lontani. Sembra d'essere in una foresta. La riproduzione è talmente reale che Giacomo, visibilmente spaventato, gira la testa a destra e a sinistra in cerca dei cani... Il secondo ascolto è una simulazione per cui ci pare d'essere dentro ad un barattolo di vetro... sentiamo una pallina che rotola... rumori provenienti da diverse direzioni che creano la circolarità della percezione sonora. Il terzo è una città, con tutti i suoi rumori di stazione, traffico, voci, mescolati a musica contemporanea. L'ultimo ascolto, una gara di moto... impressionante la sensazione d'essere travolti dalle motociclette. Giacomo aveva paura! Ma gli è piaciuto e sicuramente se lo ricorderà.

USCIAMO DALLA SALA BIANCA E COMINCIAMO IL GIRO DELLE NICCHIE:

L'esposizione è così organizzata: 


Giacomo davanti ad un grammofono antico
Nicchia 1: Il suono riprodotto, DAL FONOGRAFO AL GRAMMOFONO. Il fonografo fu inventato da Thomas Edison nel 1878 (Storia del fonografo, filmato). Segue il grammofono (Ascolta un grammofono), che sostituisce al cilindro del suo predecessore, un disco. Cambia la percezione della musica. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo ora, visto che ci stiamo occupando di Bach: i musicisti vissuti prima di questa data NON potevano ascoltare musica registrata, ma solo dal vivo.

Un esemplare Radio del 1927
Nicchia 2: Il suono trasmesso, LA NASCITA DELLA RADIO. Trasmissione del suono a distanza. Guglielmo Marconi scopre l'utilità delle onde elettromagnetiche (Storia della Radio). In ogni nicchia c'è un computer con una lista di brani che si possono ascoltare, ovviamente registrate con i vari sistemi presentati nelle nicchie. Giacomo sceglie i brani... tra di essi molti di nostra conoscenza, tra cio proprio Le Variazioni Goldberg di Bach di Glenn Gould, che abbiamo "incontrato" ieri. Tra l'altro questo museo sarebbe piaciuto tantissimo a Glenn Gould che era letteralmente fissato con le registrazioni delle sue esecuzioni, tanto da rinunciare alle esibizioni dal vivo a favore dei dischi.

Giacomo seleziona le tracce sonore

Nicchia 3: Il suono in casa, UN NUOVO ELETTRODOMESTICO. La Radio diventa uno strumento di uso domestico. Anche in Italia iniziano nel 1924 le trasmissioni Radio.

Giacomo chiede: "cos'è?"... non può saperlo!
In fondo, vicino alla sala bianca, un'antico jukeboxe.

Nicchia 4: Il suono in tasca, DAL MOBILE AL PORTATILE. Migliore qualità e maggiore economicità.

Un disco di Rigoletto!

Nicchia 5: Il suono per tutti, UN NUOVO BENE DI CONSUMO.

e c'è anche Pinocchio!
Grammofono per bimbi
Nicchia 6: Il suono nuovo, DALL'ANALOGICO AL DIGITALE. Il suono come lo ascoltiamo oggi, attraverso I-pod, MP3, Computer, telefonini e chi più ne ha più ne metta... ogni volta che la musica esce da uno di questi dispositivi per me è una magia e mi chiedo come sia possibile.


Visione d'insieme...
INSTALLAZIONI SONORE:

1. IL LAMPADARIO SONORO

2. SALA BIANCA 


Il lampadario sonoro
Alla fine del nostro percorso circolare delle nicchie, è stato attivato l'impressionante Lampadario sonoro. Ci siamo seduti qualche minuto sulle panche circolari posizionate sotto di esso. Esperienza notevole.

Giacomo si è divertito, io anche e ho imparato cose che non conoscevo. Missione compiuta. Se vi capita, andateci anche voi!


INFO
CASA DEL SUONO
Museo e Centro di Ricerca
Piazzale Salvo D’Acquisto – 43121 Parma
tel. 0521. 031103 fax 0521.031106 info.cds@casadelsuono.it
www.casadelsuono.it
ORARIO DI APERTURA
Dal mercoledì al venerdì 10-14, pomeriggio su prenotazione
Sabato 10-18
Domenica 14-18
lunedì e martedì aperto solo su prenotazione per gruppi non inferiori alle 10 unità 
ORARIO ESTIVO (dal 1 luglio al 1 settembre)Da mercoledì a sabato dalle 10 alle 14
BIGLIETTI

Intero 2€
Ridotto 1€

PVM alla Casa del Suono di Parma

Giacomo verso la Casa del Suono
E' una bella giornata oggi a Parma. Non fa freddo, il cielo è limpido e nessuno ha il raffreddore... al Parco della Cittadella c'è molto fango, meglio andare a fare un giro in bicicletta in centro città. In fondo la città che si abita resta quella in cui si vanno a vedere meno monumenti e meno musei, perchè si pensa sempre di poterlo fare in qualsiasi momento, ma poi non lo si fa mai. Da tempo mi incuriosiva La Casa del suono, un museo "interattivo" e "multimediale" sito nella ex-chiesa restaurata di Santa Elisabetta. 

Giacomo entra al Museo
L'unione tra antico e moderno è molto suggestiva. Il museo occupa le nicchie affrescate della chiesa e, al centro, appeso al soffitto, c'è l'imponente "Lampadario Sonoro" in netto contrasto con l'architettura del 1600 della Chiesa. In fondo, "La Sala Bianca", che abbiamo avuto la fortuna di sperimentare. Il contrasto è accresciuto dalla presenza in sala di una Mostra temporanea, "Giuseppe Verdi e il Palcoscenico", che espone costumi di scena realizzati per gli allestimenti del Teatro Regio; in questo caso, Il Ballo in maschera.
Il Lampadario Sonoro tra i costumi d'opera
"Il suono nella sua dimensione tecnologica è il protagonista della Casa del Suono: un progetto all’avanguardia in campo artistico e tecnologico che nasce dalla collaborazione della Casa della Musica con l’Università di Parma. La Casa del Suono, che ha sede nel suggestivo spazio della ex-chiesa di Santa Elisabetta (metà del sec. XVII), nasce con l’ambizione di riflettere sul nostro modo di ascoltare e intendere la musica, ed è dedicata a un pubblico vastissimo: vale a dire a tutti coloro che oggi ascoltano musica e suoni trasmessi da strumenti tecnologici. Il percorso che la Casa del Suono propone è quello della storia e della evoluzione di tali strumenti per giungere alla situazione di oggi (dal fonografo al grammofono, dalla radio al magnetofono, dal compact disc all’iPod) e gettare uno sguardo verso il futuro. Al suo interno accoglie una preziosa raccolta di fonoriproduttori, nonché strutture dotate di innovativi impianti di riproduzione sonora e servizi dedicati alla ricerca scientifica e artistica, alla didattica e alla divulgazione". 
(dal Sito)

Giacomo ed io siamo arrivati alla Casa del Suono in bicicletta, passando da Piazza Duomo, dove abbiamo potuto ammirare il magnifico Battistero:

Il Battistero
Giacomo aveva con sè un finto telefonino e mi ha aiutato a fare le foto! E' stato un "gioco" molto divertente che lo ha aiutato a mantenere l'attenzione per tutto il nostro piccolo viaggio musical-culturale reale. Provate anche voi! La foto che ha scelto di scattare al Battistero è questa:

Il particolare scelto da Giacomo

E dopo il Battistero, il Duomo, finalmente quasi interamente "svestito" dopo il recente intervento di manutenzione:

Il Duomo di Parma
Eccoci dunque in Piazzale Salvo d'Aquisto, dove hanno sede la Casa della Musica e la Casa del Suono. Manca qualcuno? Sì, Antonio perchè è già stato alla Casa del Suono con la scuola, lo scorso anno. E' andato al Tardini alla partita... ci vuole anche questo!! Non solo musica e cultura... ma il calcio sempre a piccole dosi, è la mia teoria.
Entriamo al museo con un biglietto Omaggio, grazie alla mostra temporanea dei costumi di scena.

Giacomo scatta foto con il suo finto cellulare
Prima di fare il giro delle nicchie, il signore che ci ha fatto entrare ci propone un'esperienza "attiva" di ascolto nella sala bianca. Lo seguiamo e prendiamo posto sulle seggioline appositamente sistemate in sala. 
La sala bianca
Il signore esperto chiude tutte le pareti bianche della sala che altro non sono che altoparlanti... stiamo per ascoltare qualcosa di impressionante. Il buio cala in sala e Giacomo si fa timoroso... meglio prenderlo in braccio. Il signore ci propone 4 ascolti: il primo, sono una serie di rumori in un bosco: ululati di lupi, gufi o civette, gracidare di rane e cani che abbaiano a destra e a sinistra, ora vicini e ora lontani. Sembra d'essere in una foresta. La riproduzione è talmente reale che Giacomo, visibilmente spaventato, gira la testa a destra e a sinistra in cerca dei cani... Il secondo ascolto è una simulazione per cui ci pare d'essere dentro ad un barattolo di vetro... sentiamo una pallina che rotola... rumori provenienti da diverse direzioni che creano la circolarità della percezione sonora. Il terzo è una città, con tutti i suoi rumori di stazione, traffico, voci, mescolati a musica contemporanea. L'ultimo ascolto, una gara di moto... impressionante la sensazione d'essere travolti dalle motociclette. Giacomo aveva paura! Ma gli è piaciuto e sicuramente se lo ricorderà.

USCIAMO DALLA SALA BIANCA E COMINCIAMO IL GIRO DELLE NICCHIE:

L'esposizione è così organizzata: 


Giacomo davanti ad un grammofono antico
Nicchia 1: Il suono riprodotto, DAL FONOGRAFO AL GRAMMOFONO. Il fonografo fu inventato da Thomas Edison nel 1878 (Storia del fonografo, filmato). Segue il grammofono (Ascolta un grammofono), che sostituisce al cilindro del suo predecessore, un disco. Cambia la percezione della musica. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo ora, visto che ci stiamo occupando di Bach: i musicisti vissuti prima di questa data NON potevano ascoltare musica registrata, ma solo dal vivo.

Un esemplare Radio del 1927
Nicchia 2: Il suono trasmesso, LA NASCITA DELLA RADIO. Trasmissione del suono a distanza. Guglielmo Marconi scopre l'utilità delle onde elettromagnetiche (Storia della Radio). In ogni nicchia c'è un computer con una lista di brani che si possono ascoltare, ovviamente registrate con i vari sistemi presentati nelle nicchie. Giacomo sceglie i brani... tra di essi molti di nostra conoscenza, tra cio proprio Le Variazioni Goldberg di Bach di Glenn Gould, che abbiamo "incontrato" ieri. Tra l'altro questo museo sarebbe piaciuto tantissimo a Glenn Gould che era letteralmente fissato con le registrazioni delle sue esecuzioni, tanto da rinunciare alle esibizioni dal vivo a favore dei dischi.

Giacomo seleziona le tracce sonore

Nicchia 3: Il suono in casa, UN NUOVO ELETTRODOMESTICO. La Radio diventa uno strumento di uso domestico. Anche in Italia iniziano nel 1924 le trasmissioni Radio.

Giacomo chiede: "cos'è?"... non può saperlo!
In fondo, vicino alla sala bianca, un'antico jukeboxe.

Nicchia 4: Il suono in tasca, DAL MOBILE AL PORTATILE. Migliore qualità e maggiore economicità.

Un disco di Rigoletto!

Nicchia 5: Il suono per tutti, UN NUOVO BENE DI CONSUMO.

e c'è anche Pinocchio!
Grammofono per bimbi
Nicchia 6: Il suono nuovo, DALL'ANALOGICO AL DIGITALE. Il suono come lo ascoltiamo oggi, attraverso I-pod, MP3, Computer, telefonini e chi più ne ha più ne metta... ogni volta che la musica esce da uno di questi dispositivi per me è una magia e mi chiedo come sia possibile.


Visione d'insieme...
INSTALLAZIONI SONORE:

1. IL LAMPADARIO SONORO

2. SALA BIANCA 


Il lampadario sonoro
Alla fine del nostro percorso circolare delle nicchie, è stato attivato l'impressionante Lampadario sonoro. Ci siamo seduti qualche minuto sulle panche circolari posizionate sotto di esso. Esperienza notevole.

Giacomo si è divertito, io anche e ho imparato cose che non conoscevo. Missione compiuta. Se vi capita, andateci anche voi!


INFO
CASA DEL SUONO
Museo e Centro di Ricerca
Piazzale Salvo D’Acquisto – 43121 Parma
tel. 0521. 031103 fax 0521.031106 info.cds@casadelsuono.it
www.casadelsuono.it
ORARIO DI APERTURA
Dal mercoledì al venerdì 10-14, pomeriggio su prenotazione
Sabato 10-18
Domenica 14-18
lunedì e martedì aperto solo su prenotazione per gruppi non inferiori alle 10 unità 
ORARIO ESTIVO (dal 1 luglio al 1 settembre)Da mercoledì a sabato dalle 10 alle 14
BIGLIETTI

Intero 2€
Ridotto 1€