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mercoledì 30 settembre 2015

Libro attività: L'orchestra sinfonica

Copertin del libro
Non potevamo tornare a mani vuote dal nostro Grand Tour Musicale a Vienna. Però non potevamo nemmeno riempire una valigia di musica e gadget musicali. Ci siamo limitati ad acquistare questo fantastico libro da ritagliare. E Giacomo ed io ci siamo divertiti a creare la nostra orchestra sinfonica con forbici colla e tanta pazienza! 

Il libro è composto da soli tre doppi fogli: due doppie pagine contengono i musicisti da ritagliare e una il pavimento su cui posizionarli una volta "creati":

Una pagina interna del libro
Sul retro di copertina ci sono le istruzioni da seguire, una spiegazione, in tedesco, dell'Orchestra sinfonica e lo schema base per posizionarli correttamente:


Schema per il corretto posizionamento
Di lavoro ce n'è parecchio, soprattutto nella fase "ritaglio" e ovviamente ci siamo suddivisi equamente il lavoro:

Giacomo impegnato nella fase ritaglio

Una volta tagliati TUTTI i musicisti, ci siamo preparati per la II fase: piegatura del piedistallo, colla e corretto posizionamento consultando lo schema base:

Pronti per l'"incollo"
Il risultato è stato davvero entusiasmante e Giacomo ha proseguito nel gioco dell'Orchestra facendo suonare i musicisti e dirigere il Maestro. Ottimo! Inoltre, abbiamo anche imprato i nomi degli strumenti musicali in tedesco! Ideale per scuole di musica e ore di tedesco a scuola.

La nostra Orchestra Sinfonica

Giacomo gioca con l'orchestra


Per trovare questo libro: www.mwk-koeln.de 
Ci sono anche belle foto:
 http://www.mwk-koeln.de/index.php/sinfonieorchester:



martedì 29 settembre 2015

Libro di lettura: Abbecedario di un pianista

Il libro di Alfred Brendel
Prima di tornare al Bolero di Ravel di cui ci stavamo occupando perima del Piccolo Viaggio Musicale reale a Cremona Piano Experience, credo sia in tema la lettura di questo breve delizioso libro, scritto da uno dei priù grandi pianisti di tutti i tempi, Alfred Brendel (1931). E visto che Antonio sta studiando Mozart, vi propongo il I tempo della K 457 di Mozart suonata da Brendel, prima di parlare in modo più approfondito del suo libro.



Il libro si intitola "Abbecedario di un pianista, un libro di lettura per gli amanti del pianoforte", Adelphi (12 euro) e immediatamente ne siamo attratti, pur non essendo pianisti, perchè anche in chi non suona c'è la volontà di accostarsi al mondo di chi suona, anche se (ve lo dico subito e con tutta la franchezza possibile) non riusciremo MAI noi non musicisti a capire ciò che succede nella testa dei musicisti. Ma possiamo cercare di capire qualcosa di più e questo libro ci viene in aiuto. Oltre ad essere ovviamente divertente e interessante per chi pianista lo è o desidera diventarlo. Ricco di spunti e riflessioni frutto di una vita intera dedicata alla musica e al pianoforte. 

"Questo libro è il distillato di quanto ho da dire, in età avanzata, sulla musica, sui musicisti e su questioni relative alla mia professione". Nei suoi scritti Brendel alterna profonde riflessioni sull'interpretazione musicale a irresistibili aneddoti, considerazioni sulla tecnica e testimonianze sui rapporti con direttori e cantanti... 

Si comincia da ACCENTI "che vanno quasi sempre preparati, tranne quando riguardano le note sincopate... "; ACCORDO "gli accordi possono risplendere dall'interno"; AMORE "... alla fine di un concerto a Ballarat spiegai al pubblico ch avrei voluto avere un'ascia per fare a pezzi il pianoforte...", ARMONIA "preferisco suonare le successioni armoniche piuttosto che spiegarle per iscritto"; ARPEGGIO "... prima di tutto un mezzo espressivo..."; BACH; BEETHOVEN; BILANCIAMENTO "... le braccia del pianista devono essere indipendenti tra loro, come se appartenessero a due persone diverse..."; BRAHMS; CANTABILE e qui Brendel ci suggerisce l'ascolto del Concerto in fa minore di Bach (II tempo) nella registrazione di Edwin Fischer: https://youtu.be/CuhqBU4aDtA

 Documentario su Brendel: https://youtu.be/g7DyYkDFV4s

CARATTERE; CHIUSE "La chiusa di una composizione la separa dal silenzio"; CHOPIN "...scrisse unicamente musica per pianoforte"; COESIONE; COMMOZIONE: un musicista deve o non deve essere preso da commozione per commuovere?; COMPOSITORE "Vorrei consigliare a tutti i giovani pianisti di prendere lezioni di composizione e di dedicarsi per qualche tempo all'attività compositiva"; CNCERTO PER PIANOFORTE; CONTROLLO; CRESCENDO; DANZA; DIMINUENDO; DIRETTORE D'ORCHESTRA; DITEGGIATURA; DOLCE; ELABORAZIONI; ESTREMI; FANTASIA; FEDELTÁ AL TESTO; FORMA; GIUSTO: HAYDN; INDICAZIONI ESECUTIVE; INIZIO; INTERPRETAZIONE; INTERPRETE; KLUNZ, il musicista sfortunato; LEGATO, LIED, LISZT "è soprattutto un poeta del suono, un retore, rapsodo e mimo"; METRONOMO; MOZART "non è nè di porcellana, nè di marmo, nè di zucchero"; NOTINE; ORCHESTRA; OTTAVE; PEDALE; PEDALE A UNA CORDA; PIANOFORTE; PROFONDITA'; PROGRAMMI; PULSAZIONE; PIANO TRAVERSO; REGISTRAZIONE; REGOLA; REPERTORIO; RITARDANDO; RITMO; SCARLATTI; SCHUBERT; SCHUMANN; SEMPLICITA'; SENTIMENTO; SENZA LASCIARCI LE PENNE; SILENZIO "è il fondamento della musica"; SINCOPE; STACCATO; STUDIO DI UN BRANO; SUONO; TEMPERAMENTO; TEMPO; TESTO MUSICALE; TOCCO; TOSSE (ricordate cosa fa Bugs Bunny a uno che tossisce tra il pubblico? Gli spara!); TRANSIZIONE; TRILLI; UMORISMO; VARIAZIONE; VARIETA'; VIRTUOSISMO; VITA E OPERA; XENIA; YUCK! "da usare nel caso di note sbagliate, vuoti di memoria, svenimenti dell'interprete..."; ZARZUELA...

SONO CERTA CHE VI SARA' VENUTA VOGLIA DI LEGGERLO!


lunedì 28 settembre 2015

Fiera Musicale: Cremona Piano Experience 2015

Antonio entra col papà a Piano Experience
Eravamo già stati lo scorso anno a Cremona (Cremona 2014), alla grande esibizione internazionale di Pianoforti, non potevamo mancare anche quest'anno, Sito: http://www.cremonapianoforte.it/. Grazie agli inviti omaggiati da Del Rio (Reggio Emilia, Sito: http://www.casamusicaledelrio.it/), Abbiamo portato Antonio a Cremona in mattinata a provare pianoforti da sogno. "Era da un anno che aspettavo Cremona Piano Experience" ha detto stamattina... 


Il nostro biglietto
Antonio si è buttato sul primo pianoforte libero con il suo ultimo brano studiato a puntino, la Sonata per pianoforte K330 di Mozart (K330 sul blog). Per la verità lo spazio espositivo era decisamente ridotto rispetto alllo scorso anno e ci hanno detto che c'erano molti meno espositori, purtroppo. 

 L'ingresso è sempre emozionante, si sentono pianoforti suonati contemporaneamente... un "piacevole rumore assordante" che ci ha accompagnato per tutto il tempo della nostra visita. 
Antonio allo Steinway
Antonio al Fazioli

Il magnifico Fazioli aperto
Fazioli Gran Coda (Sito: http://www.fazioli.com/) ha vinto la personale classifica di Antonio, seguito dallo Steinway (Sito: http://eu.steinway.com/it/), dal Bechstein (Sito: http://www.bechstein-italia.it/) e da uno spettacolare Steinway d'epoca, intarsiato, che era sicuramente il più bello di tutta l'esposizione, presentatoci dal Signor Matarrozzi, che è anche l'accordatore di tutti i pianoforti del Conservatorio Arrigo Boito di Parma (e dei nostri). 
Antonio al Bechstein
Allo Steinway antico


Particolare dello Steinway antico
Molto interessante un enorme meccanismo di un tasto, ingrandito di non so quante volte, per capire cosa succede quando si preme un tasto di un pianoforte. Anche Antonio lo ha osservato con attenzione. Lo stesso meccanismo ha potuto osservarlo mentre suonava un verticale "aperto". 
Il tasto extra large
Antonio al verticale aperto con ascoltatore...

Particolare del meccanismo
Per lui credo sia comunque una bella esperienza perchè non è facile alla sua età riuscire a trovare l'occasione per suonare pianoforti di così alto livello. E tutti insieme poi...
Il grandioso colpo d'occhio all'entrata

Piano design
Abbiamo visto molti altri giovani e bambini suonare e questo è stato molto bello, è un bel segnale che dimostra che la musica nonostante facciano di tutto per estrometterla dal percorso educativo dei nostri ragazzi, in realtà trova sempre qualche anima che si lascia catturare! Per fortuna! Speriamo che prima o poi qualcuno si renda conto dell'assurdità della riforma dei Conservatori italiani che penalizza fortemente i nostri ragazzi rispetto a quelli stranieri ai quali è consentito, giustamente, ove ci sia il merito, di diplomarsi anche prima di aver compiuto i 18 anni e di aver concluso il percorso di studi scolastico. Qui da noi questo non è più possibile e la strada per i musicisti italiani è tutta in salita, anche perchè gli altri, mentre i nostri aspettano, cominciano a farsi esperienze in giro per il mondo!
 




venerdì 25 settembre 2015

Bolero (2) - Animazione brasiliana

Un'immagine dal cartoon
Questo meraviglioso corto bidimensionale è del 2005. L'autore si chiama Simon Brethé. Il titolo è "Sinfonia". Sono le note di un pentagramma ad animarsi a ritmo di musica... e nel Bolero di Ravel il ritmo è più che scandito! Il crescendo della musica corrisponde ad un crescendo di note in movimento. Ogni particolare che compone i disegni è un simbolo musicale. Il risultato è divertente e originale e piace a tutti i bambini, che intanto potranno ulteriormente familiarizzare con il Bolero di Ravel e non dimenticarselo mai più. Sarà parte del loro bagaglio culturale. 

giovedì 24 settembre 2015

Bolero (1): Animazione russa

La scena del cartoon
II Piccolo viaggio musicale della stagione 2015/16: Questo cartoon russo di Ivan Maximov (1958) (Sito dell'artista: http://www.ivanmaximov.ru/) del 1987 rende perfettamente l'idea dell'opera di Ravel che analizziamo in questo nuovo viaggio, il famosissimo Bolero, che è un continuo ripetersi volutamente ossessivo della stessa sequenza di note. Il Bolero è sicuramente il più celebre brano di Ravel e uno dei più celebri in assoluto di tutta la musica classica e non. Uno di quelli che ai bambini non può non piacere! Fu scritto come pezzo di danza nel 1928, commissionato dalla ballerina russa Ida Rubinštein.


"La successione delle ripetizioni è disposta in un graduale e continuo crescendo, dal pianissimo iniziale fino al maestoso finale, per un totale di diciotto sequenze musicali (nove ripetizioni del tema A e nove del tema B). Il brano, tranne che per una breve modulazione in Mi maggiore nell'ultima sequenza che apre alla cadenza finale, rimane sempre nella tonalità di Do maggiore" (da Wiki).

"Propone così un lungo tema diviso in due frasi, ciascuna di 16 misure, accompagnato dal ritmo ben scandito dalle percussioni. La grande idea è quella di procedere non già, a partire dal tema, verso una libera composizione, ma di ripetere il semplice tema per 18 volte consecutive, ciascuna delle quali diversa dalla precedente perché proposta a un livello dinamico via via superiore; insomma un progressivo crescendo, dal pianissmo al fortissimo, basato su diverse "terrazze" sonore, ciascuna delle quali si distingue per l'aggiunta di nuovi stumenti, sia nella linea melodica che nel supporto ritmico. Si parte dal flauto solo, accompagnato da tamburo, viole e violoncelli; si passa poi via via ad altri strumenti - clarinetto, fagotto, clarinetto piccolo, corno inglese - quindi a vari gruppi strumentali, mentre, nel contempo, anche l'accompagnamento acquista un progressivo spessore. L'approdo è al coinvolgimento dell'intera orchestra. Insomma un magistrale cimento di strumentazione da parte di Ravel." (Arrigo Quattrocchi)


Di questo cartoon esiste anche una T-Shirt! Come la vorrei...



mercoledì 23 settembre 2015

Ma mère l'Oye (3) - Suite per orchestra

Mamme Oche fotografate a Dobbiaco (Mahler Stube)
ANALISI PER I GRANDI: "«Non ho mai sentito il bisogno di formulare, sia ad uso di altri che per me stesso, i principi della mia estetica. Se mi fosse richiesto di farlo, risponderei di essere propenso ad identificarmi con le semplici affermazioni fatte da Mozart, che si limitò a dire che non c'è nulla che la musica non possa fare o tentare o descrivere, purché continui ad affascinare e ad essere sempre musica. Talvolta mi sono state attribuite opinioni che si riferiscono in modo apparentemente paradossale alla falsità dell'arte e ai pericoli della sincerità. Il fatto è che io semplicemente mi rifiuto in modo assoluto di confondere la coscienza d'un artista, che è una cosa, con la sua sincerità, che è tutt'altra cosa. La sincerità non è d'alcuna utilità se la coscienza non aiuta a manifestarla. Questa coscienza ci obbliga a rivolgerci ad un buon artigianato. Il mio obiettivo è quindi la perfezione tecnica. Posso lottare incessantemente per questo scopo, ma sono sicuro che non sarò mai capace di raggiungerlo. L'importante è di andarci ogni volta più vicino. L'arte, non c'è dubbio, ha anche altri effetti ma l'artista, secondo la mia opinione, non deve avere altro scopo».
"Questa è probabilmente la più lunga dichiarazione sulla propria estetica rilasciata dal riservatissimo Ravel, ma la si dovrebbe completare con altre frasi sparse, in cui sosteneva che sua massima aspirazione era scrivere su commissione, adattandosi a un argomento dato o a una regola imposta dall'esterno: l'ispirazione e la sincerità dell'artista, care ai romantici, vengono dunque sostituite da quello che egli chiamava semplicemente "buon artigianato". Non credeva neanche all'intoccabilità dell'opera d'arte - altro dogma romantico - e trascriveva volentieri le opere proprie e le altrui... Però in alcune dichiarazioni Ravel pone invece l'accento sulla sensibilità musicale: ma è soprattutto in mille minutissimi indizi della sua musica che si può intravedere come il volto da lui mostrato in pubblico fosse probabilmente una maschera dietro cui nascondere la propria sensibilità viva e vibratile ma pudica e riservata, sfuggendo le tentazioni del romanticismo e del sentimentalismo...
Nel 1911, in vista d'una rappresentazione in forma di balletto, Ravel fece una trascrizione per piccola orchestra di questi "cinque pezzi infantili", ne modificò l'ordine e aggiunse un preludio, quattro interludi e una Danse du rouet. Con un'ulteriore metamorfosi Ma mère l'Oye divenne una suite da concerto, da cui scomparvero le parti aggiunte per il balletto.


ANALISI PER I PIU' PICCOLI: La Bella addormentata dorme al placido ritmo d'una pavana su accordi dolci e favolosi. Pollicino è colto nel momento in cui non trova più la sua traccia di briciole nel bosco: l'ingenua ricerca, l'emozione, la sorpresa del cinguettio degli uccelli che gli fa capire l'accaduto (un effetto strumentale aggiunto nella versione orchestrale), lo sconforto. Laideronnette, imperatrice d'un'esotica terra di sogno, si spoglia per il bagno e prodigiosamente si ode tutto un esile e fantastico tintinnare di mille piccoli strumenti irreali. Una Bella incantevole, dalla voce suadente, e una Bestia dalla voce profonda e asmatica, ma assai sottile e avveduta nell'arte di commuovere, intrattengono al ritmo d'un valzer lento il loro dialogo moraleggiante ma anche sotterraneamente sensuale, alla fine del quale l'incantesimo è spezzato e la Bestia si trasforma in Principe. Infine si è trasportati in un giardino fatato, ricco di semplici ma indicibili bellezze, sfocianti in una piccola e brillante fanfara." (Mauro Mariani)

Il titolo dell'intera raccolta deriva dall'antologia di Perrault, Contes de ma Mère l'Oye.

Interessante è ascoltare le due versioni (pianoforte e orchestra) e riconoscere gli strumenti scelti da Ravel per rendere alcuni caratteristici passaggi delle 4 manine al pianoforte. 

lunedì 21 settembre 2015

Ma mere l'Oye (2): Animazione in 5 episodi

Un'immagine dal cartoon
Ho trovato 5 piccoli corti d'animazione anche per quest'opera di Ravel, Ma mère l'Oye, Suite di 5 brani per l'infanzia per pianoforte a 4 mani, scritta a Parigi nel 1910 per due bambini prodigio.

Il primo movimento, Pavane de la Belle au bois dormant, è lungo solo 20 battute, ma concentra in esse una grande quantità di grazia e bellezza in quel poco spazio, suggerendo la tranquilla atmosfera fiabesca. La semplificazione dello stile e della forma rendono questo pezzo magico. 



Il secondo movimento, Petit Poucet, è preceduto da questa prefazione: "Pensò che avrebbe potuto facilmente ritrovare la via di casa grazie alle briciole di pane che aveva lasciato cadere sul sentiero, ma fu molto sorpreso quando si accorse di non trovare nemmeno una briciola... gli uccelli le avevano mangiate tutte!"... e gli uccllini sono chiaramente udibili al pianoforte, mentre mangiano le bricioline.



Anche il III movimento, Laideronnette, Impératrice des pagodes, anche comincia con una citazione: "Si svestì ed entrò nel bagno. Le pagode e le pagodine cominciarono a suonare. Alcuni avevano oboi fatti con gusci di noce, altri viole fatte con gusci di mandorle. Avevano bisogno di strumenti delle loro proporzioni". Poi arriva il minaccioso serpente... che avanza strisciando fino al bagno della Principessa... La pagoda è una figurina cinese con una testa grottesca che si muove (era un popolare oggetto di decorazione per la casa comune in Francia all'epoca di Ravel). L'atmosfera del pezzo è orientaleggiante. Laideronnette è una principessa che a causa di un incantesimo è diventata bruttissima e vive sola con un altrettanto orribile serpente come unico compagno. I due finiscono nell'isola delle pagode e lei viene accolta come una principessa. Alla fine lei sposa il serpente ed entrambi si trasformano in bellissimi principi.



 Il IV movimento, Les entretiens de la Belle e la Bête, include in partitura un dialogo della fiaba: Bestia: "Morirò felice, perchè ho avuto il piacere di rivederti ancora". Bella: "No mia cara Bestia, tu non morirai, tu vivrai per diventare il mio sposo". E la Bestia scomparve per lasciare il posto ad un giovane bellissimo. 



Il V movimento, Le jardin feèrique, è una storia che forse viene dall'immaginazione di Ravel. Il cerchio si chiude e si torna al tema della Bella addormentata nel bosco... che si sveglia. Il principe la bacia e i due avanzano nel giardino incantato per unirsi in matrimonio. 


Ecco il link da cui ho tratto i filmati: http://www.scottbrothersduo.com/ravelmothergoose.htm

domenica 20 settembre 2015

Ma mère l'Oye (1) - Tutta l'opera

Una Mamma Oca (più o meno) fotografata a Riscone
Cominciamo il I viaggio musicale di quest'anno, 2015/16. Ci accosteremo ad un'opera meravigliosa, che gode di grande popolarità in due versioni: quella originale per pianoforte a quattro mani e la riscrittura per orchestra.  

Ma mère l'Oye è una Suite di cinque pezzi infantili per pianoforte a quattro mani ispirati ai racconti di Perrault e di Mme. d'Aulnoy, composta da Maurice Ravel (1875-1937) nel 1910 a Parigi. Almeno tre dei 5 racconti sono molto popolari. Troverete i link per ascoltare le fiabe con i vostri ragazzi e ascoltare poi la musica con maggior consapevolezza.

  1. Pavane de la belle au bois dormant (Pavana della Bella addormentata nel bosco) - Lent (la minore): ascolta l'Audio Fiaba
  2. Petit poucet (Pollicino) - Très modéré (do minore): ascolta la fiaba di Fiabe Sonore
  3. Laideronnette, impératrice des pagodes (Laideronnette, imperatrice delle pagode) Mouvement de marche (fa diesis maggiore
  4. Les entretiens de la belle et de la bête (Le conversazioni della Bella e la Bestia)- Mouvement de valse modéré (fa maggiore): ascolta la fiaba di Fiabe Sonore
  5. Le jardin féerique (Il giardino fatato) - Lent et grave (do maggiore)
Un'opera quindi scritta per due bambini particolarmente bravi al pianoforte, i figli di Ida e Cipa Godebski (ai quali Ravel aveva in precedenza dedicato la propria Sonatine), Mimie e Jean, di sei e sette anni rispettivamente. Ma poi per una serie di circostanze sfortunate non eseguita dai due bimbi in pubblico. Non è riuscito a farlo Ravel, ma ci siamo riusciti noi, mettendo insieme un duo fantastico formato da Alex e Antonio, amici che sanno divertirsi insieme giocando a Ping Pong e a qualsiasi altro gioco "da bambino", ma poi si uniscono a formare un unico pianista con quattro mani, nell'esecuzione "sentita" del III brano di quest'opera di Ravel. 

Alex e Antonio pronti...

Antonio e Aex impegnati in Ravel
Ascoltiamo subito tutta l'opera nell'esecuzione di un duo particolare: La Pianista per eccellenza, Martha Argerich, riconosciuta da tutti come la più grande donna della tastiera e il pianista che scatena maggiori dibattiti nell'ambiente musicale, Lang Lang



"L'infanzia evocata da Ravel in Ma Mère l'Oye è quella serena, fantastica, fiabesca ma anche quella stretta dalle angosce puerili, spaventata, impotente. All'interno della raccolta si va dunque da pagine innocenti come Pavane o Laideronnette ad altre inquietanti come Les entretiens de la Belle et de la Bète o Le Jardin féerique; Petit Poucet, in fondo, segna il momento mediano, quello della favola che diventa racconto pauroso, in bilico tra angoscia e avventura, con le sue semplici scale ascendenti che si fanno sempre più lunghe ed importanti a suggerire lo smarrimento del bimbo di fronte ad una foresta troppo complicata da decifrare senza briciole di pane" (http://www.flaminioonline.it).

"Nei suoi appunti autobiografici, il compositore afferma: «Il proposito di evocare in questi pezzi la poesia dell'infanzia mi portò naturalmente a semplificare il mio stile e a raffinare i miei mezzi espressivi». Rispetto ad altre opere di Ravel, la suite è in effetti piuttosto semplice dal punto di vista tecnico, ma possiede lo stesso rigore formale e la stessa profondità di ispirazione delle opere più complesse" (da Wiki)

venerdì 18 settembre 2015

Animazione d'essai: il piacere di suonare il pianoforte e viaggio a Venezia

Antonio allo street piano di Venezia S.Lucia
Siamo stati a fare un giro a Venezia, dopo il nostro Grand Tour a Vienna, e alla stazione abbiamo trovato uno Street Piano, cioè un pianoforte libero da suonare per tutti. Un po' scordato (a detta di Antonio quasi insuonabile), ma un bel segnale per la musica. Pare che anche a Roma ve ne sia uno e anche a Milano, ma che purtroppo quello di Milano sia stato danneggiato da vandali. 

Antonio e Giacomo a Venezia
Pensate che tristezza: prendere a martellate un pianoforte senza alcun motivo... per fortuna a Venezia Antonio ha avuto una bella esperienza. Non solo ha suonato in una stazione, ma alcuni passanti si sono fermati ad ascoltarlo e ad applaudirlo e un signore tedesco, dopo aver riconosciuto le note di Debussy, Cake Walk, ha offerto ad Antonio 2 euro per comprarsi un gelato. A lui si sono uniti altri turisti (anche un ragazzo italiano!) e alla fine Antonio ha totalizzato 7 euro e 70! Era felicissimo. Suonare non deve essere un peso, ma un piacere. Per certi bambini lo è e il breve corto d'animazione che vi propongo, celebra il piacere di suonare il pianoforte fin da bambini. Purtroppo molti bambini non hanno questa opportunità... ma auguriamo a chi ce l'ha un buon anno nuovo di studio e soddisfazione e... piacere e gioia.



Ancora qualche foto ricordo del nostro Piccolo Viaggio anche un po' Musicale a Venezia:

Bob a Venezia

Antonio allo Street Piano
Giacomo e Antonio guardano Venezia da un ponte
Maschera-violino