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giovedì 27 aprile 2017

PVM a Piacenza per Guercino

Antonio aspetta di salire alla cupola
Dopo Correggio a Parma non potevamo farci sfuggire l'occasione di vedere da vicino gli affreschi del Guercino nel Duomo di Piacenza e la mostra a lui dedicata a Palazzo Farnese. Abbiamo acquistato i biglietti on line e così prenotato l'ascesa alla cupola (mostra+duomo=12 euro intero e 10 euro ridotto). 

Videowall
Il percorso dura circa un'ora. Si parte in gruppi di 25 persone e si comincia da una sala multimediale nelle sagrestie superiori: sul perimetro circolare della stanza è posizionato un videowall di grandi dimensioni che ci ha proiettato direttamente all'interno del racconto che ripercorre le fasi di realizzazione della cupola. L'animazione ci ha condotto virtualmente sui ponteggi con gli occhi del Guercino! Davvero suggestivo. 

Le strette scale della salita
Si prosegue cominciando la salita: scale strette in pietra come quelle che abbiamo già affrontato per salire al Palazzo di Volterra e alla Torre del Mangia... ma sempre emozionante. Si parte dalla navata sinistra e si discende a destra. Attraverso strette scale si raggiunge la base del campanile per continuare nel sottotetto del transetto e della navata centrale. Altre proiezioni arricchiscono la visita.



Dalla galleria del tamburo ci si affaccia pe godere di una vista mozzafiato sugli affreschi, illuminati dalla nuova illuminazione di Davide Groppi. 

Panorama di Piacenza

Panorama di Piacenza

Antonio si affaccia su Piacenza
Dall'alto si può anche godere del panorama di Piacenza! 

Scorcio dal basso


https://guercinopiacenza.com/

Facciata del Duomo
Sito della Cattedrale di Piacenza: http://www.duomopiacenza.it/

Danis Mahon racconta Guercino

Articolo sull'esperienza della visita alla cupola

Ingresso alla mostra
Alla mostra abbiamo potuto ammirare le seguenti opere: Sposalizio mistico di Santa Caterina alla presenza di san Carlo Borromeo (1611 - Cento, Cassa di Risparmio); Un miracolo di san Carlo Borromeo (1612-13 - Renazzo di Cento, chiesa di San Sebastiano); San Carlo Borromeo in preghiera (1614 - Cento, Chiesa di San Biagio); La Madonna con il bambino in gloria, San Pancrazio e una santa monaca (1615 - Renazzo di Cento, Chiesa di San Sebastiano); Concerto Campestre (1617 - Firenze, Uffizi); San Bernardino da Siena e San Francesco d'Assisi in preghiera davanti alla Madonna di Loreto (1618 - Cento, Pinacoteca); La Trinità (1617 - Bologna, Unicredit); Et in Arcadia Ego (1618 - Roma, Palazzo Barberini); Sibilla (1620 - Cento, Cassa di Risparmio); Apollo e MArsia (1620 - Modena, Collezione BPER); San MAtteo e l'Angelo (1622 - Roma, Musei Capitolini); Madonna col bambino e San Lorenzo (1624 - Finale Emilia, Seminario Vescovile); Studi per dipinti Cattedrale (Genova); Cristo risorto appare alla madre (1628 - Cento, Pinacoteca); San Romualdo (1640 - Ravenna, MAR); Angelo custode (1641 - Fano, Curia); La morte di Cleopatra (1648 - Genova, Musei Palazzo Rosso); Susanna e i vecchioni (1649 - Parma, Galleria Nazionale); Sibilla Samia (1651 - Bologna, Cassa di Risparmio); Sant'Agnese (1652 - Cesena, Galleria Cassa Rispartmio); Ortolana (1655 - privata); Immacolata Concezione (1656 - Ancona, Pinacoteca); Vergine assunta (1657 - Modena, Museo civico); Doppio ritratto con Guercino e Manzini (1660 - Cento, Pinacoteca); San Francesco riceve le stimmate (1632-34 - Piacenza, Chiesa di San Benedetto e Santa Rita ). 

"Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, uno degli artisti più rappresentativi della fase matura del barocco, nasce a Cento, in provincia di Ferrara, nel 1591.
La sua pittura inizialmente votata a un naturalismo spontaneo e popolare subì un importante influsso dall’incontro con i Carracci, in particolare con Ludovico, che allargò i suoi orizzonto verso la più aggiornata cultura pittorica del tempo. A Ferrara nel 1616 attraverso lo Scarsellino ebbe un primo contatto con i modi pittorici veneziani, che ebbe poi occasione di sviluppare durante il suo soggiorno a Venezia nel 1618, con lo studio dei grandi maestri veneziani del XVI secolo.
Le opere del primo periodo (1615-20), ma soprattutto quelle posteriori al soggiorno veneziano, come Susanna, ora al Museo del Prado di Madrid e La vestizione di S. Guglielmo d'Aquitania del 1620, conservata alla Pinacoteca di Bologna, sono tra i capolavori della sua produzione e sono caratterizzati da un colorito caldo e intenso, e da effetti di luce e ombra.
Chiamato a Roma nel 1621 da papa Gregorio XV, decorò una sala del Casino Ludovisi con L’aurora, che si contraddistingue per la libertà della composizione e l'efficacia cromatica e luministica. Sempre a Roma, dipinse, tra il 1622 e il 1623, il Seppellimento di Santa Petronilla, in cui accanto al naturalismo quasi caravaggesco di alcune figure, appare una nuova tendenza idealizzante.
Nel 1623, Guercino torna a Cento e vi resta fino al 1642. Nella cittadina ferrarese realizza Cristo che appare alla Maddalena (1630), che già tradisce la prossima crisi dell'artista. L'influenza di Guido Reni, alla cui morte avvenuta nel 1642, ereditò a Bologna il ruolo di caposcuola, si fa sempre più netta. La sua arte si volge a modi accademici, sia nella composizione, sia nel colorito, sia nella fattura, sia infine nei temi e nei motivi.
Nel 1626, Guercino è a Piacenza dove completa gli affreschi per la cupola della Cattedrale, lasciati incompiuti dal Morazzone alla sua scomparsa" (dal Sito della Mostra)


Le immagini di Davide e Isaia sono di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, che chiamato a dipingere i Profeti nel 1625, morì ultimati i primi due spicchi notevoli per cromia e impianto. Nel 1626 gli subentrò il Guercino, che completò entro il 1627 gli altri sei scomparti della cupola (i profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia), le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù (Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto) a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo, per la parte a grisaille affidato ad aiuti.




mercoledì 26 aprile 2017

PVM al MAMU: Laboratorio, L'Elisir d'Amore

La sala del MAMU vista allo specchio
Esiste un luogo in zona Porta Romana/Ripamonti a Milano che ha davvero un che di magico: si chiama MAMU (=Magazzino Musica) ed è stato creato e gestito da un uomo molto coraggioso (un vulcano di entusiasmo ed idee), Nicola kitharatzis (anche fondatore dell'ambizioso progetto CARISH, un'orchestra amatoriale che ha all'attivo parecchi concerti e che a breve inaugurerà Primavera di Baggio). Andiamo con ordine... lo spazio (vedi: MAMU) si trova in Via Francesco Soave 3, a due passi da Porta Romana, in un Cortile interno (suonare per entrare!).

Ingresso del Mamu
Entrando non si sa bene dove si è capitati... un bar? una sala da concerti da camera? una biblioteca? una libreria? una liuteria? una scuola di musica? un salotto culturale?... c'è un po' di tutto questo al MAMU, e basta un piccolo contributo di 5 euro (o più per i più generosi) per entrare a far parte di questo meraviglioso angolo musicale nascosto.

La piccola liuteria
"Ma non è solo un negozio: è uno spazio versatile dedicato alla conoscenza, alla divulgazione, alla fruizione, alla condivisione della musica classica: qui circoleranno testi, spartiti, strumenti, contenuti, fermenti; qui potranno ritrovarsi gli studenti, gli appassionati, i professionisti della musica.
MAMU è articolato in due settori:
• il magazzino vero e proprio, dove trovi spartiti e strumenti, sia nuovi che usati, insieme ad un’ampia scelta di libri e CD;
• un ambiente accogliente con bar-caffetteria, utilizzabile per incontri culturali, masterclass e presentazioni di libri e CD.

Uno spazio dove ci si può liberamente trovare con amici e colleghi per lavorare, studiare, rilassarsi e chiacchierare di musica...
MAMU è un’iniziativa alquanto inedita (sicuramente nella città di Milano), che mira a movimentare la cultura e la pratica della musica." (dal Sito)

L'ampia scelta di spartiti
"Se volete iscrivervi alla nostra newsletter per essere informati sugli eventi in programma a MaMu, scrivete a: mamu@magazzinomusica.it"

Bambini pronti per L'Elisir d'Amore!
E oggi MAMU era pieno di bambini in età prescolare... e non cantavano "E il coccodrillo come fa" ma "Una furtiva lagrima!" perchè la buona musica i bambini la capiscono al volo e la sanno apprezzare istintivamente. Il laboratorio di oggi è organizzato dall'editore Vallardi che con il suo progetto "Le Storie dall'Opera" giunto al IV volume, contribuisce non poco alla diffusione dell'amore per la musica classica, e in particolare per l'opera lirica, tra i più piccoli. Quando sono entrata al MAMU, era in corso una prova! Davvero bello entrare sulle note di "Una furtiva lagrima" interpretata con tanta gioia ed entusiasmo da Emanuela, Laura e Maria Silvana! Guardate qui:



La storia è stata raccontata facendo scorrere sullo schermo le bellissime illustrazioni di AntonGionata Ferrari tramite videoproiettore, manovrate da Emanuela Vallardi in persona. La voce narrante che coinvolgeva i piccoli partecipanti era quella di Laura Ladavas, educatrice di esperienza , mentre al pianoforte, per far cantare i mini coristi c'era Maria Silvana Pavan che alla fine ha concesso il bis di quasi tutte le arie selezionate, mettendo i bimbi in fila e facendo loro scandire il tempo con la bacchetta del direttore d'orchestra.

Tutti in cerchio per cmminare come Nemorino ubriaco!

I bambini interagivano con Laura, rispondendo alle sue domande, ma anche raccontando loro esperienze personali. Hanno imparato alcuni vocaboli dell'italiano antico, come "elisir", "lagrima", "saccoccia", "obbligato" nel senso di grazie!... hanno ascoltato una bella storia con tanto di elemento magico (fasullo!), personaggi buffi (Belcore e soprattutto Dulcamara) e coppia di innamorati (Nemorino e Adina) guardando le immagini sul grande schermo, hanno cantato alcune parti dell'opera, hanno camminato imitandi i vari personaggi (camminata da soldato, camminata da ubriaco, camminata da donna che si dà le arie...), hanno ballato e, infine, hanno anche provato l'emozione di dirigere!

Le immagini proiettate sul muro
Una mattina diversa, che con solo 5 euro a bambino (gratis gli accompagnatori), offre l'opportunità di avere in "saccoccia" la chiave di accesso ad un mondo meraviglioso, quello della musica e del teatro d'opera, che viene purtroppo relegato ai margini dal nostro sistema scolastico.




Complimenti dunque al progetto, sia del laboratorio sia del MAMU!

Ecco altre simpatiche foto della mattinata di musica e teatro insieme! L'entusiasmo e l'allegria che si vedono sono il più bel regalo per chi, come noi, crede ancora nel potere della buona musica! Alla prossima!





giovedì 20 aprile 2017

Maurizio Baglini a Parma: Masterclass e Concerto

Maurizio Baglini in concerto
Una grande occasione per Parma. Persa (non da noi!!!). Dopo una interessantissima Masterclass per Antonio, che ha avuto modo di conoscere da vicino un altro grande pianista (Evviva! sempre bello avere queste opportunità!), ieri c'è stato uno dei tre migliori concerti cui ho assistito quest'anno (nella mia top 3 Piotr Andreszewski, Davide Cabassi e Maurizio Baglini... per gli amanti della classifiche... sono tutti sul gradino n°1 del podio) e purtroppo devo constatare che in sala c'erano più posti vuoti che pieni. La cosa è sorprendente per vari motivi:
1. Il concerto era a ingresso libero, cioè GRATIS e tutti coloro che si lamentano che i concerti costano troppo, avrebbero dovuto esserci, ma non si sono visti.
2. Maurizio Baglini è uno dei pianisti più apprezzati del momento in Italia e soprattutto all'estero, in Francia. In continua evoluzione, studioso, ricercatore instancabile e artista di altissimo spessore. Contando che a Parma ci sono 10 cattedre di Pianoforte, ognuna delle quali con almeno 8 allievi, mi sarei aspettata almeno 60 ragazzi in sala... e invece ne ho contati una decina... tra cui Antonio, Annalisa e Rocco, ben tre della ex insegnante Elisabetta Ghidini, un ex sempre presente, Francesco Melani, e pochi altri di cui non so il nome. Docenti di pianoforte presenti: Andrea Padova, Giampaolo Nuti, Raffaele D'Aniello, Andrea Dembech... tutti gli altri docenti di pianoforte, assenti. C'è da riflettere.
3. Il programma proposto era estremamente interessante e arricchito dall'apporto multimediale del progetto Web Piano (http://www.webpiano.it/), quindi era anche interessante come progetto alternativo per "arrivare" ad un pubblico meno di nicchia aggiungendo al fatto sonoro anche un percorso visivo su schermo.

Programma di sala
Baglini non ha deluso, e non c'era il minimo dubbio. Ha suonato divinamente il Fazioli gran coda, e in modo molto coinvolgente con una gamma di sfumature impressionante, Debussy nella prima parte e Mussorgsky nella seconda, introducendo ogni brano con osservazioni culturalmente molto interessanti, che hanno aiutato ad apprezzare ancor più la musica.



Peccato per chi non c'era, ma purtroppo ormai le cose belle, come le cupole del Correggio che forse alcuni non sanno nemmeno dove siano, sono per pochissimi. Fiera e felice di essere, per scelta tra questi. 

Maurizio Baglini introduce il concerto
Il Programma:
Debussy, da Images I Reflets dans l'Eau; Hommage à Rameau; Mouvement. Animé; da Images II Cloches à travers les Feuilles: Et la Lune Descend sur le Temple; poissons d'Or.
Mussorgskij, Quadri di un'esposizione.

martedì 18 aprile 2017

PVM sulle tracce del Correggio a Parma


Cupola del Correggio a San Giovanni Parma

"E Correggio?!?! Meraviglioso e seducente pittore! Tanto bello, semplice, naturale, che quando lo vedo, m'immagino non nabbia mai avuto Maestri! Grandioso talvolta come Michelangelo, colla differenza che i Profeti e gli Apostoli di Correggio li amo, quelli di Michelangelo mi fanno paura!" 

(Giuseppe Verdi, ad Arrigo Boito, 3 dicembre 1894)

Dopo tanto turismo fuoriporta, abbiamo deciso di valorizzare anche la nostra città. Meno turistica di Siena o di San Gimignano, di Venezia o di Firenze, ma altrettanto ricca di arte e bellezza. Dedicheremo alla nostra città varie tappe a tema. E oggi cominciamo da Antonio Allegri, detto il Correggio. Correggio è l’artista meno documentato e numerose sono le leggende, affermatesi nei secoli, sulla sua biografia. Tuttavia, resta importante la testimonianza di Giorgio Vasari, primo biografo del pittore, circa la morte dello stesso, che sarebbe avvenuta successivamente ad un estenuante viaggio a piedi da Parma.
Monumento al Correggio in Piazza Garibaldi

CONSIGLIATISSIMO!!! Vedi lo spettacolo di Dario Fo dedicato al Correggio a Parma: Correggio a Parma (... pensare che oggi ci propinano Patty Smith... che caduta!).

Correggio spiegato da DaverioCorreggio secondo Daverio

Documentario su Correggio

Correggio e Parma documentario RAI 

La maggior parte dei capolavori di Correggio sono sparsi in tutto il mondo. Poche sono le opere rimaste da noi. E di queste la maggior parte sono a Parma! In particolare, sono tre i luoghi da non perdere, e noi oggi li abbiamo visitati. 

Correggio rimase affascinato dal Cristo Morto del Mantegna che è a Milano a Brera. E altre opere del Mantegna. Anche Raffaello fu uno dei suoi punti di riferimento. A 27 anni saltò sulla giostra dei Benedettini a Parma. I Benedettini (vedi Monastero di Bobbio!) furono fondamentali per la cultura.

Facciata della Chiesa di San Giovanni
San Giovanni (ingresso gratuito)
1) In San Giovanni Correggio eseguì cinque imprese ad affresco. La prima è in genere considerata la lunetta con il San Giovanni e l'aquila (1520 circa, alla cui data di realizzazione aveva già forse in mente tutto il complesso decorativo), che si trova sopra la porta della sagrestia.

San Giovanni e l'Aquila

2) Il capolavoro è la cupola in cui si trovano l'Ascensione di Cristo corredata dalla decorazione del tamburo e dei quattro pennacchi. Gesù/sole scende dal cono luminoso del cielo tra le nuvole squarciate, a prendere il vecchio San Giovanni morente. Sopra San Giovanni ci sono San Bartolomeo e Matteo; Paolo e Pietro (con le chiavi in mano); Filippo e Taddeo; Giacomo il minore cui si rivolge Tommaso; Andrea e Giacomo il maggiore; infine, isolato, Simone. Correggio introduce il moto verticale, che è una delle massime novità rinascimentali, e una nuova libertà di atteggiamenti, che è sempre soave e grata. Distrugge il limite fisico delle pareti attraverso l'illusionismo. Vedi: http://www.fondazioneilcorreggio.it/
Correggio ruppe la consuetudine per cui era sempre necessaria un’architettura in scorcio per giustificare la presenza delle figure negli affreschi delle volte e delle cupole. Adesso santi, profeti, evangelisti, il Cristo e la Vergine, potevano liberamente librarsi nell’aria in un vortice continuo di luce e di colori. In questo modo Correggio pose le premesse perché le volte degli edifici sacri e profani si aprissero allo splendore dei cieli barocchi.
(M. Bussagli)

La cupola altissima del Correggio
Serie di opere tanto azzardate anche sul piano tecnico. La Cappella Sistina fu affrescata 15 anni dopo! Prima dell'Allegri nessuno aveva affrescato una cupola così alta! Peccato che Parma non sappia valorizzare questi gioielli! Oggi era tutto buoio, difficile apprezzarne la bellezza... ma perchè??

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è convinto che nulla potrà eguagliare l’emozione di salire veramente al cielo, entro la cupola di San Giovanni Evangelista, concepita come uno spazio mentale per l’elaborazione del pensiero creativo di Correggio […] Il percorso della decorazione pittorica irradia da un punto eccentrico nel transetto di sinistra con la lunetta che va dalla chiesa al monastero, raffigurante san Giovanni. Egli è il testimone, il narratore cui sono affidati il racconto e la visione di quanto si apre, d’improvviso, sopra la testa di chi entra nella chiesa: il cielo della cupola con la “Visione di san Giovanni Evangelista” […]. La sua visione celeste diventa un’ipnosi collettiva: in Emilia come a Roma, tutti i pittori del Seicento guardano a Parma; un vero contrappasso: il viaggio a Roma, che Correggio non fece, si tramuta, per gli artisti attivi a Roma, in un “indispensabile” viaggio a Parma, capitale del Rinascimento da cui si genera il Barocco. E sarà dunque Bernini, da Roma, a guardare Correggio e a tentare di riprodurne in pietra la sensualità, l’odore della carne (V. Sgarbi, “Nel nome del figlio”, Bompiani, Milano 2012).

I fregi furono disegnati dal Correggio ma eseguiti poi da altri. Si ripete un motivo monocromo e ai lati si trovano profeti e sibille. Il tema è il sacrificio dell'Agnello. I pennacchi e le figure di sott'arco sono anch'esse opera del Correggio: San Marco e Gregorio; Sansone che svelle la porta di Gaza e Giona uscente dalla balena; San Matteo e San Girolamo; Mosè davanti al roseto ardente e Aronne con la verga fiorita; San Giovanni e Sant'Agostino; Elia che sale al cielo sul carro di fuoco e Henoch rapito in cielo; S. Luca e S. Ambrogio; Abele ucciso da Caino (Parmigianino); Isacco sacrificato dal padre.

3) La terza impresa riguardava la decorazione della volta e il catino dell'abside della Cappella Maggiore, della quale resta oggi il grosso frammento centrale dell'Incoronazione della Vergine alla Galleria Nazionale di Parma. 

4) La quarta riguardò le pareti del coro, completamente distrutte con l'ampliamento. La quinta il fregio pittorico che corre lungo tutto il perimetro interno, ancora in situ
Cappella del Bono con le copie dei capolavori del Correggio
5) Infine a San Giovanni Correggio lasciò  due tele nella Cappella del Bono, oggi alla Galleria Nazionale: il Compianto sul Cristo morto e il Martirio di quattro santi.

Il Duomo (ingresso gratuito, audioguida fissa a 2 euro)

Cupola del Duomo
Cupola del Duomo
Ed ecco il Correggio, che ha affrescato la Cupola nel 1524 circa. "Assunzione della Vergine". La Vergine è assunta in cielo, sospinta da un vortice di angeli. Vortici di corpi in volo e illusionismo libero proivo di riferimenti architettonici. Maria in rosso e blu e apostoli intorno. La luce gialla al centro è simbolo di Dio. Festanti: scena in cui i Santi stanno spaparanzati su nubi... altri santi suonano tamburelli e viole. Ogni ninfa o dea ha sembianze diverse. 

In questi anni Correggio sposa Girolama, incontrata per caso a Correggio, luogo natale. Se la porta a Parma e le fa vedere le sue opere. Girolama restò sconvolta da quell'enorme cantiere di figure di Santi.

Anche gli affreschi dei Pennacchi sono opera del Correggio. 


Antonio e Giacomo verso Correggio
Camera di San Paolo (visitabile con biglietto di 4 euro)
La volta
Lunette fitte con 16 lunette con bambini putti che giocano fra loro tenendo cani e animali, incorniciati da ghirlande vegetali. Allegoria della caccia di cui Diana era la protettrice (Diana è raffigurata sopra al camino, sulla cappa, che conduce il cocchio; il volto di Diana è il ritratto della Badessa!). Nei Semitondi come piatti di portata. Miti cultura greco romana. Satiri che suonano conchiglie, Amore che offre passioni, Purezza che solleva la gonna, armonia, la donna è fulcro... pensare che la Badessa Giovanna da Piacenza doveva operare per la castità! Monastero era frequentato da gente colta. Poi l'accesso di estranei al convento fu proibito e i beni della Badessa furono confiscati dalla Curia...

Camera di San Paolo

 
Cupola
Ex Monastero delle Benedettine. La Badessa fa affrescare due stanze, una all'Araldi e una al Correggio.
Diana e il suo cocchio

lunedì 17 aprile 2017

PVM a Siena

Giacomo e Antonio in cima alla Torre del Mangia
Secondo la leggenda, Romolo mandò i suoi capitani Camellio e Montorio a vincere Ascanio e Senio, supposti figli di Remo e fondatori di un abitato delle Saenae; all'interno del centro storico senese sono stati ritrovati dei siti di epoca etrusca, che possono far pensare alla fondazione della città da parte degli Etruschi.

La lupa a Siena...
Lo stemma di Siena è detto "balzana". È uno scudo diviso in due porzioni orizzontali: quella superiore è argento, quella inferiore nera. Secondo la leggenda, starebbe a simboleggiare il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione della città di Siena. Un'altra leggenda riporta che la balzana derivi dai colori dei cavalli, uno bianco ed uno nero, che i due fratelli usarono nella fuga dallo zio Romolo che li voleva uccidere e con i quali giunsero a Siena.

vedi La Siena Medievale di Daverio

San Domenico

San Domenico
Eretta nel XIII secolo, fu ingrandita nel secolo successivo. Contiene la testa-reliquia di Santa Caterina da Siena, entro una splendida cappella rinascimentale costruita per l'occasione.

I domenicani arrivarono a Siena nel 1220, un anno prima della morte del loro fondatore Domenica da Guzman. Santa Caterina da Siena (1347-1380) è la Santa cara a Siena e nella chiesa non solo c'è la sua testa ma anche un dito. Devo dire che fa abbastanza impressione vederlo lì in una vetrinetta...  Il corpo della Santa è a Roma, ma dal corpo fu tagliata la testa e portata a Siena e anche il dito pollice, mentre il suo piede sinistro è a Venezia nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, una sua costola è in Belgio e una scaglia di una scapola è al Santuario di Siena... insomma... una Santa fatta a pezzi e sparsa un po' ovunque. 

Il Duomo
Vedi : Video sul Duomo di Siena
Il Duomo di Siena
Il Duomo di Siena è in stile romani-gotico italiano. Fu iniziata nel XII secolo. Il campanile di 77 m fu terminato nel 1313. La facciata inferiore fu realizzata da Giovanni Pisano ed è riferibile a uno stile romanico-gotico di transizione. Questi vi lavorò tra il 1284/97, prima di allontanarsi improvvisamente da Siena, probabilmente per le critiche mossegli dal comune per gli sprechi e la disorganizzazione. Giovanni Pisano curò anche la decorazione scultorea, e corredò la facciata di un sorprendente ciclo di statue gotiche. La parte superiore della facciata è opera di Camaino di Crescentino, che vi lavorò tra il 1299 circa e il 1317. Nel complesso la facciata superiore è in stile gotico fiorito. La cupola è caratterizzata da due ordini di logge, uno fatto di colonne binate slanciate e archetti a sesto acuto e l'altro di colonne singole più corte ed archetti a sesto ribassato. Il campanile è anch'esso in stile romanico, è in fasce di marmo bianco e verde e dotato di sei ordini di finestre.
La facciata del Duomo
L'estremità posteriore della cattedrale, orientata verso nord-est, ha una propria facciata, che costituisce anche il prospetto del battistero di San Giovanni.
Battistero di San Giovanni
 L'interno è a tre navate. L'impatto all'ingresso è grandioso. Ci vorrebbeo ore per guardare l'interno del Duomo in ogni suo dettaglio, ma Giacomo è stanco, e lo siamo un po' tutti... ci limitiamo a girare per le tre navate soffermandoci su quello che attira i nostri sguardi...
La navata centrale
Il Pulpito fu realizzato da Nicola Pisano. È uno dei gioielli del Duomo, nonché una delle opere scultoree più importanti dell'arte del Duecento italiano. Presenta una pianta ottagonale e una struttura architettonica mossa e articolata con rilievi vari e statuine a tutto tondo al posto delle colonne ai vertici. (Vedi foto: Pulpito). La decorazione interna della cupola con cassettoni a fondo blu e stelle in rame dorato risale agli anni 1481/94. Subito dopo l'Altare Piccolomini (Foto) si trova la Libreria Piccolomini del 1492. (Vedi Foto). L'interno venne affrescato dal Pinturicchio. 

La cupola
Il Palazzo Pubblico

Torre del Mangia e Palazzo
Il Palazzo sorge sulla meravigliosa Piazza del Campo, sede del celeberrimo Palio. All'interno conserva capolavori del periodo d'oro dell'arte senese, tra cui l'affresco dell'Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, 
Affresco del Lorenzetti
La Torre del Mangia
400 gradini!! Ce l'abbiamo fatta! Giacomo era preoccupato ma è stato un eroe e ha tenuto duro fino alla cima. Il panorama da lassù ci ha ripagato della fatica. Ora siamo pronti per Cremona...

Antonio sale sulla Torre; la campana

Panorama dall'alto

Panorama

Antonio osserva la bellezza di Siena
È tra le torri antiche italiane più alte (la terza, dopo il Torrazzo di Cremona alto 112 metri,e la Torre degli Asinelli di Bologna alta 97,2 metri), arrivando a 88 metri all'altezza degli ultimi merli. Si chiama "Mangia" in onore di uno dei primi campanari adibiti a scandire le ore, tale Giovanni di Balduccio, "mésso dei Signori Nove", noto per i suoi sperperi e i suoi vizi legati soprattutto alla cucina. Tale fama gli valse il soprannome di "Mangiaguadagni" o, più semplicemente, "Mangia". Il lavoro di campanaro non gli durò a lungo visto che nel 1360 venne subito installato il primo orologio meccanico. Il popolo senese conservò il nomignolo di "Mangia" anche per l'automa meccanico che l'aveva sostituito, anche in considerazione delle ingenti somme di denaro che venivano versato per i numerosi interventi di manutenzione e restauro dell'orologio e dei suoi complicati meccanismi.
Piazza del Campo
Piazza del Campo
Piazza del Campo è la piazza principale della città di Siena. Unica per la sua particolare e originalissima forma a conchiglia, è rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, nonché per essere il luogo in cui due volte l'anno si svolge il Palio




Fonte Gaia


Inaugurata nel 1386 nella gioia generale per la prima fonte pubblica cittadina (da cui il nome "Gaia"), venne decorata tra il 1409/19 da statue e rilievi di Jacopo della Quercia, originale sintesi tra la tradizione gotica e innovazioni rinascimentali. 

Palazzo Sansedoni

 Palazzo d'Elci
 

In origine, fu la prima sede del Governo cittadino per tutto il XIII secolo. Fu completamente ristrutturato nel XVII e nel XVIII secolo.

Accademia Chigiana


Un gruppo di musicisti non può non fermarsi davanti ad una delle istituzioni musicali più importanti del nostro paese, l'Accademia Chigiana. http://www.chigiana.it/

Che sia di buon auspicio per i nostri Amos, Nausicaa, Antonio e Giacomo (che ancora non ha scelto il suo strumento preferendo per il momento il pallone, ma chissà...)

San Domenico dalla città
Abbiamo poi girato liberamente per le vie della città, facendoci largo tra i turisti. Certamente un giorno non basta per vedere Siena... ma siamo contenti di esserci stati!

Ultimi momenti di Siena