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domenica 21 febbraio 2016

PVM a PIACENZA JAZZ 2016: Bahrami-Rea "IN BACH?"

Antonio aspetta il concerto
Dl 13 febbraio al 19 marzo 2016 a Piacenza c'è PIACENZA JAZZ FEST, rassegna di musica Jazz che è giunta alla sua XIII edizione. Non siamo dei fanatici del Jazz, ma lo siamo di Bach... e come potevamo mancare al concerto al MUNICIPALE DI PIACENZA di Ramin Bahrami e Danilo Rea intitolato "IN BACH?"?

La Chiesa di Sant'Antonino di fronte al Teatro, bellissima
Biglietti presi già da un mese, dopo un'ottima pizza nella pizzeria più vicina al Teatro, Antonio fa il suo primo ingresso al Municipale di Piacenza (dopo Scala, Regio di Parma, Comunale di Modena, Opera di Vienna...). Prima però. alle ore 18, il pianista iraniano presenta il suo libro "Nonno Bach", già recensito da PVM: Nonno Bach letto da PVM. 

Bahrami suona al Ridotto del Municipale di PC
Causa impegni pianistici di Antonio proprio a Piacenza, arriviamo un poco in ritardo, ma giusto in tempo per sentire Bahrami al pianoforte:


E per farsi fare un autografo da incorniciare:

Entriamo in teatro con l'emozione della prima volta (perchè a Piacenza ancora non siamo entrati).

Esterno del teatro
Soffitto del foyer
E rimaniamo incantati dalla bellezza del teatro, che non ha nulla da invidiare agli altri fin qui da noi frequentati. Inoltre, Piacenza come città sta dimostrando una particolare vivacità musicale, con una stagione lirica e concertistica decisamente superiore a quella di Parma (che quest'anno qualcosa recupera con PIANOSOLO, per fortuna). Anche questa rassegna Jazz si dimostra ormai una realtà tra le più seguite dagli appassionati del genere. 
Il soffitto del teatro

Antonio dalla nostra postazione: I galleria
Il progetto di questo eccezionale duo pianistico classico-jazz nasce in Umbria l'estate scorsa. Ed ha avuto così tato successo che ha continuato a girare per le più importanti piazze concertistiche del paese. Oggi approda a Piacenza, dove Bahrami ha già inaugurato, lo scorso ottobre, la stagione concertistica del Municipale e ha anche trascorso, nell'ottobre 2015, una giornata con gli studenti del Conservatorio Nicolini.

Bahrami a Piacenza, dunque, non è una novità e infatti è stato insignito del premio "Città di Piacenza - Giuseppe Verdi", che ha tra i suoi premiati Leo Nucci, Riccardo Muti e Pier Luigi Pizzi. Il pubblico piacentino risponde con entusiasmo e la sala è piena.


Peccato che il concerto inizi con quasi mezzora di ritardo a causa del pubblico poco puntuale e di un quatro d'ora di discorso introduttivo del Direttore del Piacenza Jazz Fest. Trovo che i ringraziamenti, per quanto importanti, non andrebbero fatti sul palco prima di un concerto.  Finalmente l'introduzione termina ed entrano in scena i due pianisti. Il contesto di libertà che un Festival Jazz inevitabilmente crea, consente a Bahrami dei voli espressivi arditi, sempre arricchiti - più o meno a modo - dalle improvvisazioni di Danilo Rea. Mi colpisce Bahrami dal vivo. Bahrami non è il pianista della correttezza, della purezza, dell'ineccepibile. È il pianista della comunicazione, dell'avvicinare Bach a tutti i tipi di pubblico e a tutte le età. Userà troppo pedale, staccherà tempi inusuali, sceglierà dei cambi d'ottava inaspettati e dei raddoppi esagerati... ma nell'insieme trasmette tanta energia, vitalità, gioia di suonare, freschezza... cosa che spesso non fanno altri pianisti, magari più precisi, ma noiosi, che non sanno suonare se nel pubblico si sente rumore di carta, che fulminano con lo sguardo chi scarta una caramella o si soffia il naso... quando poi il loro contributo alla storia dell'interpretazione è nullo. Lui, con la sua simpatica goffaggine, muove le spalle a ritmo mentre suona, come se Bach fosse un pezzo rock. È attaccato alla tastiera, ha braccia corte e mani piccole, ma è incantevole vederlo suonare: sciolto, libero, dentro la musica. Lo trovo vero. Alla faccia di chi lo definisce un mero prodotto del marketing musicale.

Il palco reale del municipale

Bahrami e rea durante il concerto di ieri
Per questo Bahrami piace a PVM, perchè comunica, diffonde, avvicina... non mette un muro tra lui e chi la musica non l'ha studiata o non la conosce, anzi, stende una mano, porta a sè anche chi non conosce. E non è da tutti. Danilo Rea, con le sue trovate all'improvviso, si impone spesso con il suo suono più secco e pungente, che sfrutta tutti gli 88 tasti dello Stanway gran coda accordato dallo stesso accordatore che nel pomeriggio ha accordato il pianoforte di Antonio (che anche per questo motivo era particolarmente emozionato...). A volte poteva sembrare troppo ardito, ma alla fine abbiamo apprezzato l'amalgama che i due sono riusciti a creare.

PROGRAMMA:
1. Sarabanda in sol minore BWV 839
2. Fuga in la minore BWV 897/2
3. Preludio e fuga sul nome Bach BWV 898
4. Aria sulla IV corda
5. Fantasia in sol minore BWV 920
6. Bach-Siloti: Preludio
7. III tempo dal Concerto per Clavicembalo e Archi in re maggiore BWV 1054
8. Fuga in mi minore BWV 945
9. Preludio dalla Prima partita BWV 825
10. Aria e I variazione dalle Variazioni Goldberg
11. Preludio n°1 in do maggiore dal Clavicembalo Ben Temperato
12. I tempo dal Concerto per Clavicembao e Archi in re minore BWV 1052



 08 07 "In Bach?" Danilo Rea & Ramin Bahrami from Ravello Festival on Vimeo.

Teatro Morlacchi: https://youtu.be/H7o2rLpG290

Umbria Jazz https://youtu.be/C_4vhfzCM0Q

Cerignola: Intervista

Ramin Bahrami suona all'Infedele: Concerto Italiano
Adagio

Se si guardano i video di Bahrami su Youtube, quello che colpisce è la quantità abnorme di pianisti dilettanti o presunti pianisti o esperti ascoltatori di musica per pianoforte che si scagliano contro Bahrami definendolo un incapace, un fenomeno da baraccone, un poveraccio e quant'altro. Io credo che tutti costoro saranno senz'altro dei bravissimi pianisti, forse anche meglio di Bahrami (anche perchè nessuno può fare il confronto non avendoli mai sentiti), anzi, sicuramente meglio di Bahrami, ma nessuno di loro con quell'atteggiamento astioso, antipatico, supponente, spocchioso, ha mai fatto nulla per la musica e mai lo farà. E questo è triste. Un pianista veramente convinto della propria superiorità dovrebbe essere felice di se stesso e lodare il proprio collega che, pur non essendo un eccezionale pianista come lui, ha il dono della comunicazione e fa tanto per Bach, la musica classica e il pianoforte. Invece, il guaio del mondo della musica classica è che tutti si danno contro, sempre e comunque, convinti di essere essi stessi i geni incompresi, rimasti rinchiusi nelle aule di conservatorio perché il pubblico di ignoranti non comprende la loro grandezza. Finché nella musica classica regnerà tale atteggiamento, lasciatemelo dire "piccolo piccolo", la musica classica sarà sempre relegata a nicchia, per quanti la amano a prescindere da tali personaggi che ne popolano il mondo senza aver l'animo adeguatamente "elevato". Personalmente preferisco per esempio il Bach di Piotr Anderszevsky, tra i pianisti giovani (under 50). Ma non mi permetto di certo di definire spazzatura Bahrami nè di paragonarlo alla vera spazzatura di Giovanni Allevi. Insomma, io ODIO la possibilità che si dà su FaceBook e su Youtube di lasciare commenti. Esce il peggio dell'animo umano. Dovrebbero essere vietati. La verità è che Bahrami suona Bach in modo NON filologico. Quindi è facile attaccarlo. E' l'eterna guerra tra puristi e non puristi, tra chi considera il ben suonare fare quello che sta scritto e chi invece accetta una personalizzazione della pagina scritta. 


E Giacomo? Mentre noi eravamo a Piacenza, Giacomo è rimasto a casa con il nonno... e guardate cosa hanno creato? Un bellissimo drago con legno e colori e qualche pezzo particolare. Bravi! Evviva la fantasia e la creatività. Anche Giacomo ascolta tanta musica di Bach!
 



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