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giovedì 1 marzo 2018

Racconto Musicale: "Wanderer" di Ludovica Medaglia.

Un pianoforte
La vita è un viaggio fatto di incontri. Da un momento difficile e negativo, come quello che per varie ragioni sto attraversando, scaturisce una luce inaspettata. Ed ecco che mi ritrovo profondamente commossa dopo la lettura di questo racconto "musicale", scritto da una giovanissima autrice milanese, Ludovica Medaglia, due anni fa, appena diciassettenne: "Wanderer, Viandante". Il racconto, dopo essere stato selezionato tra i 5 finalisti, vinse il Premio Campiello Giovani. Meritatamente. Aggiungo. Oggi Ludovica studia a Pisa, alla Normale (dove non è affatto facile essere ammessi!), dopo aver concluso con un anno di anticipo  - e il massimo dei voti - gli studi classici al Liceo Beccaria di Milano. Ma Ludovica è una ragazza semplice, umile: l'umiltà è il vero segnale dell'intelligenza. Ludovica ama leggere, ama il Greco, la Poesia, la Matematica, la Musica, il Pianoforte, ma anche il Cinema, arrampicarsi sugli alberi, sognare. Compositore preferito? Beethoven. Libro preferito: Il Nome della Rosa (e finalmente! Qualcuno a cui piacciono i libri scritti bene e non quelli scritti volutamente male, che vanno di moda adesso). E infatti il suo racconto, oltre ad essere ricchissimo di emozioni, suggestioni, pensieri e immagini profondi, è anche scritto proprio bene. In un italiano scorrevole, con grande proprietà linguistica e sintattica. Da fare invidia a molti scrittori maturi.

Qui potete leggere il racconto, che è anche ricco di spunti musicali: inserisco i link per ascoltare la musicache fa da colonna sonora al racconto: LEGGI WANDERER










Il protgonista è un anziano ex bambino prodigio del pianoforte, che, dopo una brillante carriera giovanile, lascia la musica per amore o per invidia o fagicitato da un insano perfezionismo e si chiude in una solitudine scontrosa nell'attesa della morte. E, aspettando, scrive necrologi per se stesso. Un giorno, grazie alla musica e al corggio di riaprire il suo Steinway scordato e impolverato, ritrova la voglia di vivere gli anni che gli restano. E ritrova (o trova?), forse, nel ricordo ricamato su di un fazzoletto, l'Amore. Ma il finale è aperto e ognuno può trovare infiniti significati e possibili sviluppi. 

Complimenti a Ludovica. Buona lettura e buon ascolto a voi.



2 commenti:

bianca ha detto...

Oh sì che mi è piaciuto. Brava Eri.

bianca ha detto...

Molto intrigante! Lo cerco.