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domenica 23 novembre 2014

La Cenerentola (4) - Il libro multilingue e la canzone di Cenerentola

La copertina del libro dedicato all'opera di Rossini
Proseguiamo nella nostra analisi di questa magnifica opera buffa di Gioachino Rossini, sempre in vista della nostra prima vera esperienza teatrale che inseriremo nel Blog... il 6 dicembre saremo al Teatro alla Scala per La Cenerentola per i bambini, la nuova lodevole iniziativa del Teatro più famoso al mondo, per avvicinare i più piccoli al mondo della lirica.

Cenerentola fa le faccende di casa...
Ho trovato per voi, per ripassare ancora la trama in modo semplice, un altro bel libro: si tratta di un progetto di Lama House pubblicazioni del 2009: La Cenerentola raccontata da Monica E. Lapenta e illustrata da Monica Auriemma (prezzo 16 euro).

La prima illustrazione raffigura Cenerentola che pulisce con uno straccio il pavimento accanto al camino... e mentre pulisce canta una canzone "profetica", cioè che anticipa involontariamante (ma volontariamente per il librettista Jacopo Ferretti) la trama della storia: "Una volta c'era un re..." che si annoia ad essere solo e decide di sposarsi. Deve scegliere tra tre sorelle e sposerà la più pura e semplice delle tre... ecco la canzone di Cenerentola qui interpretata dalla brava e bella Elina Garancia al Met.

Il testo della canzone:

CENERENTOLA:
Una volta c'era un Re,
che a star solo s'annoiò:
cerca, cerca, ritrovò;
ma il volean sposare in tre.
Cosa fa?
Sprezza il fasto e la beltà.
E alla fin sceglie per sé
l'innocenza e la bontà.
La la là
Li li lì
La la là



Per approfondire (per i più grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/10/la-cenerentola-5-una-volta-cera-un-re.html

Le sorellastre Clorinda e Tisbe
Si comincia con un ex-libris:

"Una grazia, un certo incanto
Par che brilli su quel viso!
Quanto caro è quel sorriso.
Scende all'alma e fa sperar."
Cenerentola e Ramiro, Atto I, Scena IV


Cenerentola arriva alla festa, velata
Segue una breve introdizione che ci racconta che La Cenerentola è tratta dalla fiaba di Perrault e adattata dal librettista Jacopo Ferretti e andò in scena per la prima volta a Roma al teatro Valle il 25 gennaio 1817.

Cenerentola lascia al principe uno "smaniglio"
Che manca, rispetto all'originale, l'elemento magico, perchè forse non adatto ai gusti del pubblico dell'epoca. 

Segue l'elenco dei personaggi. 

Il principe va in cerca della sua bella
Il tutto è sempre tradotto in inglese, in giapponese e in tedesco... per questo ho chiamato questo libro "multilingue".


Lieto fine
La storia è raccontata in modo molto semplice, facilmente comprensibile anche dai bambini più piccoli, con qualche aiuto per comprendere alcuni termini desueti, che comunque è sempre bene far loro conoscere per ricchezza lessicale e loro cultura. 

La storia è accompagnata da disegni molto originali e raffinati che sicuramente piaceranno anche a voi adulti.




Alla fine, concludono il libro una serie di pagine bianche per i vostri "appunti" o i vostri ricordi...

Un libro d'altri tempi, come quelli che piacciono a noi...


La Cenerentola (4) - Il libro multilingue e la canzone di Cenerentola

La copertina del libro dedicato all'opera di Rossini
Proseguiamo nella nostra analisi di questa magnifica opera buffa di Gioachino Rossini, sempre in vista della nostra prima vera esperienza teatrale che inseriremo nel Blog... il 6 dicembre saremo al Teatro alla Scala per La Cenerentola per i bambini, la nuova lodevole iniziativa del Teatro più famoso al mondo, per avvicinare i più piccoli al mondo della lirica.

Cenerentola fa le faccende di casa...
Ho trovato per voi, per ripassare ancora la trama in modo semplice, un altro bel libro: si tratta di un progetto di Lama House pubblicazioni del 2009: La Cenerentola raccontata da Monica E. Lapenta e illustrata da Monica Auriemma (prezzo 16 euro).

La prima illustrazione raffigura Cenerentola che pulisce con uno straccio il pavimento accanto al camino... e mentre pulisce canta una canzone "profetica", cioè che anticipa involontariamante (ma volontariamente per il librettista Jacopo Ferretti) la trama della storia: "Una volta c'era un re..." che si annoia ad essere solo e decide di sposarsi. Deve scegliere tra tre sorelle e sposerà la più pura e semplice delle tre... ecco la canzone di Cenerentola qui interpretata dalla brava e bella Elina Garancia al Met.

Il testo della canzone:

CENERENTOLA:
Una volta c'era un Re,
che a star solo s'annoiò:
cerca, cerca, ritrovò;
ma il volean sposare in tre.
Cosa fa?
Sprezza il fasto e la beltà.
E alla fin sceglie per sé
l'innocenza e la bontà.
La la là
Li li lì
La la là



Per approfondire (per i più grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/10/la-cenerentola-5-una-volta-cera-un-re.html

Le sorellastre Clorinda e Tisbe
Si comincia con un ex-libris:

"Una grazia, un certo incanto
Par che brilli su quel viso!
Quanto caro è quel sorriso.
Scende all'alma e fa sperar."
Cenerentola e Ramiro, Atto I, Scena IV


Cenerentola arriva alla festa, velata
Segue una breve introdizione che ci racconta che La Cenerentola è tratta dalla fiaba di Perrault e adattata dal librettista Jacopo Ferretti e andò in scena per la prima volta a Roma al teatro Valle il 25 gennaio 1817.

Cenerentola lascia al principe uno "smaniglio"
Che manca, rispetto all'originale, l'elemento magico, perchè forse non adatto ai gusti del pubblico dell'epoca. 

Segue l'elenco dei personaggi. 

Il principe va in cerca della sua bella
Il tutto è sempre tradotto in inglese, in giapponese e in tedesco... per questo ho chiamato questo libro "multilingue".


Lieto fine
La storia è raccontata in modo molto semplice, facilmente comprensibile anche dai bambini più piccoli, con qualche aiuto per comprendere alcuni termini desueti, che comunque è sempre bene far loro conoscere per ricchezza lessicale e loro cultura. 

La storia è accompagnata da disegni molto originali e raffinati che sicuramente piaceranno anche a voi adulti.




Alla fine, concludono il libro una serie di pagine bianche per i vostri "appunti" o i vostri ricordi...

Un libro d'altri tempi, come quelli che piacciono a noi...


venerdì 21 novembre 2014

La Cenerentola (3) - Da Perrault a Rossini: La Cenerentola russa

"Cenerentola" vestita a festa (dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo)
Anche se non si tratta di un cartone animato propriamente musicale, ho deciso di proporvi questo gioiellino russo per la bellezza dei disegni e la poeticità della storia... penso che possa contribuire ad approfondire la Cenerentola e ad accrescere la curiosità dei ragazzi: devono abituarsi a pensare che di ogni soggetto teatrale o musicale non esiste una sola versione, ma mille versioni e interpretazioni diverse ed è questo uno degli aspetti più stimolanti di questo universo e in particolare del Teatro d'Opera che fonde numerosi linguaggi: dalla letteratura alla musica, dalla scenografia (con elementi pittorici o macchinistici) alla regia, dalla recitazione al canto....

In questo cartone animato la figura di Cenerentola è molto malinconica e dolce e la matrigna e le sorellastre sono cattive che più cattive di così non si può. La fata è veramente la fata che tutte le bambine sognano di essere o di incontrare. Topolini sì, ma non parlanti, e un principe d'una bellezza discutibile...
Nell'insieme a me è piaciuto molto... certo, il clima è assai diverso da quello dell'opera di Rossini! Ma dovete pensare che Rossini scrive un'Opera Buffa partendo da una fiaba che buffa non è. Ecco anche il perchè di alcune considerevoli modifiche rispetto alla trama originale e dell'inserimento di scene comiche e personaggi (vedi Dandini e don Magnifico) che non esistono nella fiaba di Perrault.

La bambolina che ho scelto come Cenerentola per la foto di apertura, viene dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo ed è vestita con costumi tradizionali italiani. L'abbiamo ammirata quest'estate nell'ambito di un'esposizione di costumi popolari provenienti da tutte le regioni d'Italia. Lo staff del Museo è sempre particolarmente attento a coinvolgere i bambini con laboratori a loro dedicati e visite "speciali" alle mostre, spesso collegate al mondo musicale. Un doveroso omaggio ad una delle strutture più belle di Cortina, fatevi un giro virtuale: http://www.regole.it/musei/ita/Etno/v_News.php?idNews=35

Versione originale del cartone animato in Russo:



Lo stesso cartone animato tradotto in inglese (più comprensibile ma perde qualcosa...):


La Cenerentola (3) - Da Perrault a Rossini: La Cenerentola russa

"Cenerentola" vestita a festa (dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo)
Anche se non si tratta di un cartone animato propriamente musicale, ho deciso di proporvi questo gioiellino russo per la bellezza dei disegni e la poeticità della storia... penso che possa contribuire ad approfondire la Cenerentola e ad accrescere la curiosità dei ragazzi: devono abituarsi a pensare che di ogni soggetto teatrale o musicale non esiste una sola versione, ma mille versioni e interpretazioni diverse ed è questo uno degli aspetti più stimolanti di questo universo e in particolare del Teatro d'Opera che fonde numerosi linguaggi: dalla letteratura alla musica, dalla scenografia (con elementi pittorici o macchinistici) alla regia, dalla recitazione al canto....

In questo cartone animato la figura di Cenerentola è molto malinconica e dolce e la matrigna e le sorellastre sono cattive che più cattive di così non si può. La fata è veramente la fata che tutte le bambine sognano di essere o di incontrare. Topolini sì, ma non parlanti, e un principe d'una bellezza discutibile...
Nell'insieme a me è piaciuto molto... certo, il clima è assai diverso da quello dell'opera di Rossini! Ma dovete pensare che Rossini scrive un'Opera Buffa partendo da una fiaba che buffa non è. Ecco anche il perchè di alcune considerevoli modifiche rispetto alla trama originale e dell'inserimento di scene comiche e personaggi (vedi Dandini e don Magnifico) che non esistono nella fiaba di Perrault.

La bambolina che ho scelto come Cenerentola per la foto di apertura, viene dal Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo ed è vestita con costumi tradizionali italiani. L'abbiamo ammirata quest'estate nell'ambito di un'esposizione di costumi popolari provenienti da tutte le regioni d'Italia. Lo staff del Museo è sempre particolarmente attento a coinvolgere i bambini con laboratori a loro dedicati e visite "speciali" alle mostre, spesso collegate al mondo musicale. Un doveroso omaggio ad una delle strutture più belle di Cortina, fatevi un giro virtuale: http://www.regole.it/musei/ita/Etno/v_News.php?idNews=35

Versione originale del cartone animato in Russo:



Lo stesso cartone animato tradotto in inglese (più comprensibile ma perde qualcosa...):


mercoledì 19 novembre 2014

PVM al Regio per Angelo Campori


Verso il Teatro Regio... di notte!
Martedì 18 novembre 2014, ore 20.00, Teatro Regio di Parma: la città si unisce per omaggiare Angelo Campori (Brescia 5 marzo 1934 - Parma 23 novembre 2013) a un anno dalla sua scomparsa. E noi c'eravamo, grandi e piccoli, tra il pubblico e in orchestra... "OMAGGIO AD ANGELO CAMPORI", CONCERTO SINFONICO.

La "salita" al III ordine. A sinistra Angelo Campori nella locandina
Grazie alla determinazione di Anna Mancini, flautista docente al Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, si sono riuniti amici ed ex-allievi del Maestro Campori ora brillantemente impegnati in orchestre e conservatori in Italia (ma anche all'estero), per formare l'Orchestra Sinfonica "Gli amici del Maestro" e dedicargli una serata al Teatro Regio (ove egli lavorò per 25 anni dal 1973) aperta a tutta la città. La lista dei musicisti presenti la trovate a fondo pagina.
Locandina dell'evento

Non è impresa facile portare i bambini a sentire un concerto sinfonico e per di più intervallato da interventi "parlati" e filmati proiettati su grande schermo. Ma il palchetto aiuta. Ci siamo posizionati lateralmente, in modo da essere proprio sopra l'orchestra: vedere tanti musicisti che suonano tutti insieme tanti strumenti così diversi tra loro è già di per sè uno spettacolo affascinante, anche per i bambini. 

Antonio e Giacomo al Teatro Regio in palco
Tra un brano e l'altro e nei momenti parlati che, come spesso accade in tali occasioni, sono sicuramente interessanti, ma troppo lunghi per la ridotta pazienza dei piccoli spettatori, abbiamo potuto "ritirarci" nella profondità del palchetto, a giocare con due tigri portate da casa o fare dei brevi "pisolini" sulle vellutate panche del teatro. In platea ciò non è possibile e per questo consiglio sempre il palco per fare le prime esperienze teatral-musicali.
Inoltre, per evenienze imprevedibili (dietro l'angolo con i bambini, specialmente ancora frequentanti la scuola materna), è sempre possibile, piano piano, uscire dal palco e andare al bar o alla toilette... cosa impensabile se si è seduti in platea magari anche interni alla fila (occorrerebbe fare alzare tutti!).

Antonio ammira il pianoforte pronto per il primo brano.
Entrare in un teatro d'opera come il Regio di Parma è un'emozione e anche il "vestirsi" eleganti piace ai bambini (forse più alle femminucce... anche se poi si lamentano che si sta scomodi...).

Il teatro si è riempito in fretta.
Il primo pezzo, scritto da Angelo Campori, Introduzione e allegro per tromba e pianoforte, ha avuto successo per la particolarità del duo tromba-pianoforte, mai ascoltato prima dai bambini. A Giacomo piace la tromba, così come tutti gli ottoni, compreso il corno del suo papà. "Voglio fare il cornista", spesso dice... ne bastava uno in famiglia, ma se fosse vero ne sarei felice ugualmente.

Una Tromba particolare, illustrazione di Kveta Pacovska.
Il II brano, dal Peer Gynt di Grieg, La morte di Ase, è stato suonato da tutti gli archi. I bambini hanno così potuto rendersi conto della differenza tra un'orchestra d'archi e la successiva orchestra sinfonica in cui erano schierati tutti gli strumenti. 

Orchestra d'Archi
Differenza timbrica e di volume, ovviamente. Il pezzo è molto breve e per questo "facile" da seguire dall'inizio alla fine. E' un brano triste e Giacomo è rimasto colpito dal fatto che si tratta di un brano che "racconta" la sofferenza di un bambino che ha perso la mamma. Il brano è stato riproposto anche nel bis a termine del concerto. Per ascoltare il brano: http://youtu.be/bdoems6Mn4s

E arriviamo al gran finale: L'Incompiuta di Schubert che è un pezzo su cui senz'altro avremo modo di tornare, perchè si tratta di un brano meravigloso che piace a tutti, e specialmente ai bambini, dotati naturalmente di buon gusto musicale. E infatti Giacomo batteva il tempo e Antonio ascoltava rapito. Antonio e Giacomo hanno anche imparato, grazie all'errore di alcuni spettatori che hanno fatto partire un applauso dopo il I tempo della sinfonia, che NON si applaude tra un movimento e l'altro, ma si deve aspettare il termine dell'intera composizione...

Un'immagine dei palchi del teatro
L'esecuzione dell'Orchestra degli Amici del Maestro Campori è stata brillante e sentita e credo che per tutti i musicisti presenti sia stata un'iniziativa emozionante e coinvolgente. E quando è così, la musica si arricchisce dei sentimenti provati da chi la interpreta e tutto diventa speciale. 

Per ascoltare la Sinfonia, I movimento: http://youtu.be/qZZgLmoJPbo

PROGRAMMA DEL CONCERTO diretto dal M° Fabiano Monica:

Dallaturca e Cortesi nel primo brano del concerto.
- ANGELO CAMPORI, Introduzione e allegro (1965) per tromba e pianoforte.

Gianni Dallaturca, tromba.
Raffaele Cortesi, pianoforte.

Intervento di Gustavo Marchesi (musicologo) con ascolti inediti di Angelo Campori Pianista.

- EDVARD GRIEG, La morte di Ase (1988) da Peer Gynt - Suite n. 1 op. 46.

Intervento di Gian Paolo Minardi (critico della Gazzetta di Parma), con filmati inediti di Angelo Campori Direttore d'Orchestra (Ouverture da La Forza del destino di Verdi, audio dell'opera integrale diretta da Campori: http://youtu.be/E4x9Q-0eJzM e Intermezzo da Manon Lescaut di Puccini).

Qui vi propongo qui una testimonianza video del 1996, in cui Angelo Campori dirige l'Orchestra di Lugano e Renato Bruson (baritono) canta una delle Arie più celebri del Rigoletto di Verdi "Cortigiani, vil razza dannata", che, vi anticipo, avremo modo di conoscere molto presto nei nostri prossimi viaggi musicali.



- FRANZ SCHUBERT, Sinfonian. 8 in do minore "Incompiuta" (1822).

Ma chi era Angelo Campori? Inutile cercare su Wikipedia, nessuna voce risponde a questo nome, purtroppo. Una lacuna da colmare, perchè Angelo Campori ha saputo dare tanto alla musica e non solo, a detta dei suoi amici, era un uomo che dava tanto anche umanamente. Corretto, integro, cordiale, generoso, profondamente immerso nella musica, ma al contempo sofferente, troppo. 

Sul pieghevole del concerto di ieri sera è riportata una breve biografia del Maestro, che qui vi trascrivo:

Angelo Campori inizia nella città natale lo studio del pianoforte con Mario Conter. Nel 1953 si diploma al conservatorio di Milano con il massimo dei voti e intraprende subito la carriera concertistica. Le recensioni di quel periodo lo descrivono come un pianista di raro talento:

 "... il sintomo di qualcosa di eccezionale è dato a noi da quel pathos musicale intenso che ha preso il pubblico e lo ha soggiogato... Campori ha dato l'impressione di un fatto musicale compiuto..." (L'Italia, 9/6/1951)

"... finalmente un pianista che pur giovanissimo suona con la testa e con il cuore... Sensibilità e intelligenza musicale autentiche, pronte a captare il senso della sfumatura, delle sonorità, dello stile, come a scovare la musica nelle pieghe della frase, delle armonie, dei contrappunti, pronte soprattutto nel comunicare..." (Giornale di Brescia, 17/5/1955)
Nel 1957 una tournée con il tenore Luigi Infantino lo conduce in Australia, Nuova Zelanda ed Estremo Oriente, tournée replicata 3 anni dopo con altri 35 concerti. Numerose in questi anni le esibizioni in Italia (Società dei Concerti di Milano, Radio Svizzera Italiana, Radio RAI di Roma) e all'estero, come solista e in formazioni da camera, di cui restano entusiastiche recensioni.

Nel 1964 vince il concorso per pianista accompagnatore al Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma e successivamente entra di ruolo come docente di Pianoforte principale. Sono gli anni degli studi di composizione con Franco Margola, che portano alla nascita di alcuni brani sacri e di musica da camera. 

Nel 1970 collabora con Leonard Berntein alla RAI di Roma come pianista nel Fidelio di Beethoven e tra i due musicisti nasce subito una sincera amicizia fatta di collaborazione e reciproca stima. 

E' in conservatorio a Parma che nasce la sua passione per la direzione d'orchestra, così da voler rinunciare all'incarico di docente di strumento per insegnare esercitazioni orchestrali. Nella sua prestigiosa carriera come direttore d'orchestra dirige soprattutto per repertorio operistico ed è più volte ospite nelle stagioni liriche di tutti i maggiori teatri italiani, ma è con il Teatro Regio di Parma che il Maestro instaura sin dal 1973 un proficuo e continuativo rapporto professionale, destinato a durare 25 anni. Ha diretto in molte parti del mondo, dall'Australia al Giappone, in Sud America e in Canada. In Europa è stato ospite alla Staatsoper di Vienna, a Berlino, Monaco, Lisbona, Barcellona. 
Negli USA ha diretto a New York (Metropolitan, Opera House, Carnegie Hall, Philarmonie Hall at Lincoln Center), Houston, Dallas, Chicago, Pittsburgh, Philadelphia, Cincinnati, New Orleans. 
Ha collaborato con cantanti quali: Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Renata Scotto, Monserrat Caballè, Boris Christoff, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Josè Cura, solo per citarne alcuni.

E' stato tra i massimi interpreti del grande repertorio romantico ottocentesco e uno dei più grandi interpreti verdiani. "Ha la preparazione e la conoscenza diretta e la competenza di un maestro concertatore di altri tempi", così ha scritto di lui Angelo Foletto, che aggiunge: "La determinazione e la profondità della ricerca rimane una testimonianza di amore e di limpida professionalità al servizio della musica di cui dobbiamo essergli grati".

Una volta chiesero a Bernstein perchè non dirigesse l'opera italiana. Il Maestro rispose semplicemente: "Perchè dovrei? C'è già Angelo Campori".


Orchestra Sinfonica "Gli Amici del Maestro", di cui preciso la "provenienza" per rendere conto della portata dell'evento di ieri sera che ha richiamato musicisti da tutta Italia e anche da fuori... mi scuso se non riporto informazioni su tutti. Provvederò a colmare le lacune:

Direttore Fabiano Monica (ex docente di Esercitazione Orchestrale al Conservatorio di Milano).

Violini: Fabio Biondi (Europa Galante), Cesare Carretta, Stefania Carrani (docente Conservatorio di Piacenza), Gian Carlo Catelli, Jacopo Cavalli, Gianni Covezzi, Marco Dallara, Silvia Falavigna (Europa Galante), Tatiana Fedevic, Sabrina Fontana, Francesca Fratino, Julia Geller, Paola Lutzenberger (Teatro alla Scala), Marina Mammarella, Mauro Mario, Luigi Mazza (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Monica (docente al Conservatorio di Parma), Luigi Monica (ex docente Conservatorio di Cuneo), Betta Nicolosi, Rosetta Segreto, Grazia Serradimigli (docente al Conservatorio di Parma), Luca Talignani (Orchestra Arturo Toscanini), Nicola Tassoni, Franco Tomasi (ex Orchestra Arturo Toscanini).

Viole: Sebastiano Airoldi, Luciano Cavalli, Giampaolo Guatteri (I viola Orchestra Arturo Toscanini), Roberto Ilacqua, Alberta Stefani (docente al Conservatorio di Parma), Maurizia Tagliavini, Marco Toscani (docente al Conservatorio di Parma).

Violoncelli: Antonio Amadei, Michele Ballarini (docente al Conservatorio di Parma), Enrico Contini (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Fossa, Raffaello Fossa, Paolo Manfrin.

Contrabbassi: Agide Bandini, Donato Bandini, Pierluca Cilli, Ugo Micciola, Giampietro Zampella (docente al Conservatorio di Perugia).

Flauti: Giuliano Cremonesini, Elisa Zilioli.

Oboi: Francesco Carraro, Fabrizio Oriani.

Clarinetti: Massimo Ferraguti (docente al Conservatorio di Parma), Pietro Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Fagotti: Stefano Canuti (Manchester), Luca Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Corni: Stefano Alessandri (Teatro alla Scala), Carlo Baroni (docente al Conservatorio di Parma), Claudio Martini (Teatro alla Scala).

Trombe: Simone Curzi, Gianni Dallaturca (Teatro alla Scala).

Tromboni: Roberto Contini (docente al Conservatorio di Parma), Carlo Gelmini (I trombone Orchestra Arturo Toscanini), ;anuel Romei.

Percussioni: Stefano Cantarelli (ex Orchestra Nazionale della RAI, ex docente Conservatorio di Parma).

LA MOSTRA:

Dal 18 al 30 novembre al ridotto del Teatro Regio, il Maestro Campori sarà ricordato in una selezione di fotografie e articoli che ne ripercorreranno la vita e la carriera.

Durante l'intervallo, siamo andati anche a visitare questa mostra ed è davvero ben allestita e le foto, i documenti e gli articoli esposti sono emozione allo stato puro. Antonio e Giacomo si sono soffermati "in contemplazione" dinanzi alla bacchetta del Maestro:



PVM al Regio per Angelo Campori


Verso il Teatro Regio... di notte!
Martedì 18 novembre 2014, ore 20.00, Teatro Regio di Parma: la città si unisce per omaggiare Angelo Campori (Brescia 5 marzo 1934 - Parma 23 novembre 2013) a un anno dalla sua scomparsa. E noi c'eravamo, grandi e piccoli, tra il pubblico e in orchestra... "OMAGGIO AD ANGELO CAMPORI", CONCERTO SINFONICO.

La "salita" al III ordine. A sinistra Angelo Campori nella locandina
Grazie alla determinazione di Anna Mancini, flautista docente al Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, si sono riuniti amici ed ex-allievi del Maestro Campori ora brillantemente impegnati in orchestre e conservatori in Italia (ma anche all'estero), per formare l'Orchestra Sinfonica "Gli amici del Maestro" e dedicargli una serata al Teatro Regio (ove egli lavorò per 25 anni dal 1973) aperta a tutta la città. La lista dei musicisti presenti la trovate a fondo pagina.
Locandina dell'evento

Non è impresa facile portare i bambini a sentire un concerto sinfonico e per di più intervallato da interventi "parlati" e filmati proiettati su grande schermo. Ma il palchetto aiuta. Ci siamo posizionati lateralmente, in modo da essere proprio sopra l'orchestra: vedere tanti musicisti che suonano tutti insieme tanti strumenti così diversi tra loro è già di per sè uno spettacolo affascinante, anche per i bambini. 

Antonio e Giacomo al Teatro Regio in palco
Tra un brano e l'altro e nei momenti parlati che, come spesso accade in tali occasioni, sono sicuramente interessanti, ma troppo lunghi per la ridotta pazienza dei piccoli spettatori, abbiamo potuto "ritirarci" nella profondità del palchetto, a giocare con due tigri portate da casa o fare dei brevi "pisolini" sulle vellutate panche del teatro. In platea ciò non è possibile e per questo consiglio sempre il palco per fare le prime esperienze teatral-musicali.
Inoltre, per evenienze imprevedibili (dietro l'angolo con i bambini, specialmente ancora frequentanti la scuola materna), è sempre possibile, piano piano, uscire dal palco e andare al bar o alla toilette... cosa impensabile se si è seduti in platea magari anche interni alla fila (occorrerebbe fare alzare tutti!).

Antonio ammira il pianoforte pronto per il primo brano.
Entrare in un teatro d'opera come il Regio di Parma è un'emozione e anche il "vestirsi" eleganti piace ai bambini (forse più alle femminucce... anche se poi si lamentano che si sta scomodi...).

Il teatro si è riempito in fretta.
Il primo pezzo, scritto da Angelo Campori, Introduzione e allegro per tromba e pianoforte, ha avuto successo per la particolarità del duo tromba-pianoforte, mai ascoltato prima dai bambini. A Giacomo piace la tromba, così come tutti gli ottoni, compreso il corno del suo papà. "Voglio fare il cornista", spesso dice... ne bastava uno in famiglia, ma se fosse vero ne sarei felice ugualmente.

Una Tromba particolare, illustrazione di Kveta Pacovska.
Il II brano, dal Peer Gynt di Grieg, La morte di Ase, è stato suonato da tutti gli archi. I bambini hanno così potuto rendersi conto della differenza tra un'orchestra d'archi e la successiva orchestra sinfonica in cui erano schierati tutti gli strumenti. 

Orchestra d'Archi
Differenza timbrica e di volume, ovviamente. Il pezzo è molto breve e per questo "facile" da seguire dall'inizio alla fine. E' un brano triste e Giacomo è rimasto colpito dal fatto che si tratta di un brano che "racconta" la sofferenza di un bambino che ha perso la mamma. Il brano è stato riproposto anche nel bis a termine del concerto. Per ascoltare il brano: http://youtu.be/bdoems6Mn4s

E arriviamo al gran finale: L'Incompiuta di Schubert che è un pezzo su cui senz'altro avremo modo di tornare, perchè si tratta di un brano meravigloso che piace a tutti, e specialmente ai bambini, dotati naturalmente di buon gusto musicale. E infatti Giacomo batteva il tempo e Antonio ascoltava rapito. Antonio e Giacomo hanno anche imparato, grazie all'errore di alcuni spettatori che hanno fatto partire un applauso dopo il I tempo della sinfonia, che NON si applaude tra un movimento e l'altro, ma si deve aspettare il termine dell'intera composizione...

Un'immagine dei palchi del teatro
L'esecuzione dell'Orchestra degli Amici del Maestro Campori è stata brillante e sentita e credo che per tutti i musicisti presenti sia stata un'iniziativa emozionante e coinvolgente. E quando è così, la musica si arricchisce dei sentimenti provati da chi la interpreta e tutto diventa speciale. 

Per ascoltare la Sinfonia, I movimento: http://youtu.be/qZZgLmoJPbo

PROGRAMMA DEL CONCERTO diretto dal M° Fabiano Monica:

Dallaturca e Cortesi nel primo brano del concerto.
- ANGELO CAMPORI, Introduzione e allegro (1965) per tromba e pianoforte.

Gianni Dallaturca, tromba.
Raffaele Cortesi, pianoforte.

Intervento di Gustavo Marchesi (musicologo) con ascolti inediti di Angelo Campori Pianista.

- EDVARD GRIEG, La morte di Ase (1988) da Peer Gynt - Suite n. 1 op. 46.

Intervento di Gian Paolo Minardi (critico della Gazzetta di Parma), con filmati inediti di Angelo Campori Direttore d'Orchestra (Ouverture da La Forza del destino di Verdi, audio dell'opera integrale diretta da Campori: http://youtu.be/E4x9Q-0eJzM e Intermezzo da Manon Lescaut di Puccini).

Qui vi propongo qui una testimonianza video del 1996, in cui Angelo Campori dirige l'Orchestra di Lugano e Renato Bruson (baritono) canta una delle Arie più celebri del Rigoletto di Verdi "Cortigiani, vil razza dannata", che, vi anticipo, avremo modo di conoscere molto presto nei nostri prossimi viaggi musicali.



- FRANZ SCHUBERT, Sinfonian. 8 in do minore "Incompiuta" (1822).

Ma chi era Angelo Campori? Inutile cercare su Wikipedia, nessuna voce risponde a questo nome, purtroppo. Una lacuna da colmare, perchè Angelo Campori ha saputo dare tanto alla musica e non solo, a detta dei suoi amici, era un uomo che dava tanto anche umanamente. Corretto, integro, cordiale, generoso, profondamente immerso nella musica, ma al contempo sofferente, troppo. 

Sul pieghevole del concerto di ieri sera è riportata una breve biografia del Maestro, che qui vi trascrivo:

Angelo Campori inizia nella città natale lo studio del pianoforte con Mario Conter. Nel 1953 si diploma al conservatorio di Milano con il massimo dei voti e intraprende subito la carriera concertistica. Le recensioni di quel periodo lo descrivono come un pianista di raro talento:

 "... il sintomo di qualcosa di eccezionale è dato a noi da quel pathos musicale intenso che ha preso il pubblico e lo ha soggiogato... Campori ha dato l'impressione di un fatto musicale compiuto..." (L'Italia, 9/6/1951)

"... finalmente un pianista che pur giovanissimo suona con la testa e con il cuore... Sensibilità e intelligenza musicale autentiche, pronte a captare il senso della sfumatura, delle sonorità, dello stile, come a scovare la musica nelle pieghe della frase, delle armonie, dei contrappunti, pronte soprattutto nel comunicare..." (Giornale di Brescia, 17/5/1955)
Nel 1957 una tournée con il tenore Luigi Infantino lo conduce in Australia, Nuova Zelanda ed Estremo Oriente, tournée replicata 3 anni dopo con altri 35 concerti. Numerose in questi anni le esibizioni in Italia (Società dei Concerti di Milano, Radio Svizzera Italiana, Radio RAI di Roma) e all'estero, come solista e in formazioni da camera, di cui restano entusiastiche recensioni.

Nel 1964 vince il concorso per pianista accompagnatore al Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma e successivamente entra di ruolo come docente di Pianoforte principale. Sono gli anni degli studi di composizione con Franco Margola, che portano alla nascita di alcuni brani sacri e di musica da camera. 

Nel 1970 collabora con Leonard Berntein alla RAI di Roma come pianista nel Fidelio di Beethoven e tra i due musicisti nasce subito una sincera amicizia fatta di collaborazione e reciproca stima. 

E' in conservatorio a Parma che nasce la sua passione per la direzione d'orchestra, così da voler rinunciare all'incarico di docente di strumento per insegnare esercitazioni orchestrali. Nella sua prestigiosa carriera come direttore d'orchestra dirige soprattutto per repertorio operistico ed è più volte ospite nelle stagioni liriche di tutti i maggiori teatri italiani, ma è con il Teatro Regio di Parma che il Maestro instaura sin dal 1973 un proficuo e continuativo rapporto professionale, destinato a durare 25 anni. Ha diretto in molte parti del mondo, dall'Australia al Giappone, in Sud America e in Canada. In Europa è stato ospite alla Staatsoper di Vienna, a Berlino, Monaco, Lisbona, Barcellona. 
Negli USA ha diretto a New York (Metropolitan, Opera House, Carnegie Hall, Philarmonie Hall at Lincoln Center), Houston, Dallas, Chicago, Pittsburgh, Philadelphia, Cincinnati, New Orleans. 
Ha collaborato con cantanti quali: Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Renata Scotto, Monserrat Caballè, Boris Christoff, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Josè Cura, solo per citarne alcuni.

E' stato tra i massimi interpreti del grande repertorio romantico ottocentesco e uno dei più grandi interpreti verdiani. "Ha la preparazione e la conoscenza diretta e la competenza di un maestro concertatore di altri tempi", così ha scritto di lui Angelo Foletto, che aggiunge: "La determinazione e la profondità della ricerca rimane una testimonianza di amore e di limpida professionalità al servizio della musica di cui dobbiamo essergli grati".

Una volta chiesero a Bernstein perchè non dirigesse l'opera italiana. Il Maestro rispose semplicemente: "Perchè dovrei? C'è già Angelo Campori".


Orchestra Sinfonica "Gli Amici del Maestro", di cui preciso la "provenienza" per rendere conto della portata dell'evento di ieri sera che ha richiamato musicisti da tutta Italia e anche da fuori... mi scuso se non riporto informazioni su tutti. Provvederò a colmare le lacune:

Direttore Fabiano Monica (ex docente di Esercitazione Orchestrale al Conservatorio di Milano).

Violini: Fabio Biondi (Europa Galante), Cesare Carretta, Stefania Carrani (docente Conservatorio di Piacenza), Gian Carlo Catelli, Jacopo Cavalli, Gianni Covezzi, Marco Dallara, Silvia Falavigna (Europa Galante), Tatiana Fedevic, Sabrina Fontana, Francesca Fratino, Julia Geller, Paola Lutzenberger (Teatro alla Scala), Marina Mammarella, Mauro Mario, Luigi Mazza (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Monica (docente al Conservatorio di Parma), Luigi Monica (ex docente Conservatorio di Cuneo), Betta Nicolosi, Rosetta Segreto, Grazia Serradimigli (docente al Conservatorio di Parma), Luca Talignani (Orchestra Arturo Toscanini), Nicola Tassoni, Franco Tomasi (ex Orchestra Arturo Toscanini).

Viole: Sebastiano Airoldi, Luciano Cavalli, Giampaolo Guatteri (I viola Orchestra Arturo Toscanini), Roberto Ilacqua, Alberta Stefani (docente al Conservatorio di Parma), Maurizia Tagliavini, Marco Toscani (docente al Conservatorio di Parma).

Violoncelli: Antonio Amadei, Michele Ballarini (docente al Conservatorio di Parma), Enrico Contini (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Fossa, Raffaello Fossa, Paolo Manfrin.

Contrabbassi: Agide Bandini, Donato Bandini, Pierluca Cilli, Ugo Micciola, Giampietro Zampella (docente al Conservatorio di Perugia).

Flauti: Giuliano Cremonesini, Elisa Zilioli.

Oboi: Francesco Carraro, Fabrizio Oriani.

Clarinetti: Massimo Ferraguti (docente al Conservatorio di Parma), Pietro Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Fagotti: Stefano Canuti (Manchester), Luca Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Corni: Stefano Alessandri (Teatro alla Scala), Carlo Baroni (docente al Conservatorio di Parma), Claudio Martini (Teatro alla Scala).

Trombe: Simone Curzi, Gianni Dallaturca (Teatro alla Scala).

Tromboni: Roberto Contini (docente al Conservatorio di Parma), Carlo Gelmini (I trombone Orchestra Arturo Toscanini), ;anuel Romei.

Percussioni: Stefano Cantarelli (ex Orchestra Nazionale della RAI, ex docente Conservatorio di Parma).

LA MOSTRA:

Dal 18 al 30 novembre al ridotto del Teatro Regio, il Maestro Campori sarà ricordato in una selezione di fotografie e articoli che ne ripercorreranno la vita e la carriera.

Durante l'intervallo, siamo andati anche a visitare questa mostra ed è davvero ben allestita e le foto, i documenti e gli articoli esposti sono emozione allo stato puro. Antonio e Giacomo si sono soffermati "in contemplazione" dinanzi alla bacchetta del Maestro:



martedì 18 novembre 2014

La Cenerentola (2) - Il libro di Luzzati e due scene comiche...

La copertina del libro di Luzzati della Mursia
Torniamo a quei fantastici libri retrò della serie Beccogiallo della Mursia, che sono ormai introvabili, ma meriterebbero ristampa immediata. Abbiamo già letto insieme quello dedicato al Flauto magico e quello dedicato al Barbiere di Siviglia... ebbene, questo li batte tutti, perchè è scritto e illustrato da quel grandissimo maestro genovese, Lele Luzzati, che abbiamo già incontrato parlando di Flauto magico, ma anche parlando di Rossini... ricordate il Duetto buffo di due gatti? e il suo magnifico corto?: http://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/2014/06/duetto-buffo-di-due-gatti-e-aristogatti.html

Presentazione dei personaggi
In questo libro Lele Luzzati fa quello che cerchiamo di fare qui in questo blog: spiegare le opere di musica classica, in questo caso un melodramma buffo, La Cenerentola, ai bambini e ai ragazzi... come? con tre semplici mosse:

1. semplificazione della trama (ma senza stravolgerla)
2. illustrazioni belle e divertenti
3. una serie di brani scelti dall'opera, qui incisi in una fantastica musicassetta che i nostri figli non sanno neppure cosa sia...

Raccontiamo anche noi tutta la storia di quest'opera facendoci guidare da lui, così poi avremo più facilità ad ascoltare i brani musicali e ad andare tutti insieme al Teatro alla Scala quest'anno... ebbene sì, perchè il Teatro alla Scala per la stagione 2014/15 propone un'imperdibile novità: l'opera per i bambini, eseguita dagli allievi dell'Accademia del Teatro alla Scala, in più di una data durante tutto il corso dell'anno... noi andremo tra qualche giorno e il Post che testimonierà questa esperienza ovviamente non potrà mancare!

Cominciamo dalla presentazione dei personaggi, che vedete raffigurati nella foto qui sopra:

- Don Magnifico (basso buffo, cioè una voce grave con spiccate doti "comiche" e bravura anche come attore)
- Clorinda (soprano), sua figlia
- Tisbe (mezzosoprano), sua figlia
- Cenerentola (Contralto, oggi mezzosoprano)
- Don Ramiro (tenore), il principe
- Dandini (basso buffo), lo scudiero del principe
- Alidoro (basso), filosofo, saggio.

La scena si apre all'interno del Palazzo di don Magnifico; le due sorelle Clorinda e Tisbe passano il tempo ad agghindarsi e danno una serie di ordini a Cenerentola, loro sorellastra, che viene trattata come una serva. Cenerentola, disperata, canta una canzoncina malinconica, che però ha la funzione di profezia: "C'era una volta un re, che era solo e annoiato. Un giorno decise di sposarsi e delle tre pretendenti sceglie la più povera, ma la più innocente, buona e vera"... ed è proprio quello che accadrà in quest'opera!

Entra in casa Alidoro, che è il filosofo e precettore del principe Ramiro (un suo maestro diciamo...). Egli è travestito da mendicante, perchè vuole mettere alla prova l'animo delle tre fanciulle che abitano la casa: il suo intento è quello di trovare una sposa per il principe Don Ramiro! Ovvimente Cenerentola si rivela la più buona e gentile, mentre le due sorellastre fanno la figuraccia delle bisbetiche maleducate.

Entrano in casa i cavalieri del principe e annunciano che il Principe Ramiro darà una festa da ballo e le fanciulle di quella casa sono invitate. Alla fine della festa, il Principe sceglierà la sua sposa.

Don Magnifico, il burbero padre delle sorellastre e patrigno di Cenerentola, si sveglia e compare in scena in vestaglia e annuncia di aver fatto un sogno:


Il sogno di Don Magnifico
Ha sognato un asino (che sarebbe lui stesso) che vola grazie a delle ali che gli spuntano per magia (le ali sono le sue due figlie e il volo rappresenta una scalata sociale grazie al matrimonio con il principe... cioè sogna di diventare ricco grazie al matrimonio di una delle figlie).

Ecco per voi la scena del sogno, che è davvero buffissima. Qui il testo che canta Don Magnifico, molto buffo anche quello, grazie all'abilità del librettista Jacopo Ferretti:

Miei rampolli, miei rampolli femminini
Vi ripudio; mi vergogno!
Un magnifico mio sogno
Mi veniste a sconcertar.
Come son mortificate!
Degne figlie d'un Barone!
Via : silenzio, ed attenzione,
State il sogno a meditar.
Mi sognai tra il fosco, e il chiaro
Un bellissimo somaro;
Un somaro, ma solenne.
Quando a un tratto, oh che portento!
Sulle spalle a cento a cento
Gli spuntavano le penne,
Ed in cima a un campanile
Come in trono si fermò
Si sentiano per di sotto
Le campanne a sdindonar
Din, don, din, don.
Col ci, ci, ci, ci di botto
Mi faceste risvegliar.
Ma d'un sogno sì intralciato
Ecco il simbolo spiegato.
La campana suona a festa?
Allegria in casa mia.
Quelle penne? Siete voi :
Quel gran volo? Plebe addio.
Resta l'asino son io,
Chi vi guarda vede chiaro
Che il somaro è il genitor.
Fertilissima Regina
L'una, e l'altra diverrà,
Ed il nonno una dozzina
Di nepoti abbraccierà.
Un re piccolo di quà...
Servo, servo, servo, servo;
Un re bambolo di là...
E la gloria mia sarà.
Un re piccolo di quà.
E la gloria mia sarà.
 
Come sentirete, la musica descrive alla perfezione la scena e arricchisce di comicità il libretto (cioè le parole che canta Don Magnifico) e la recitazione di Don Magnifico: Gioacchino Rossini "La Cenerentola", Atto 1, "Miei rampolli femminini", Film 1981. Paolo Montarsolo (Don Magnifico) Margherita Guglielmi (Clorinda) Laura Zannini (Tisbe). Orchestra Teatro alla Scala, dir. Claudio Abbado, Regia, Jean Pierre-Ponnelle.



Per approfondire (per adulti e ragazzi grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/10/la-cenerentola-6-miei-rampolli-femminini.html

Le due sorellastre si credono già regine. Entra in casa il Principe in persona con il suo scudiero.... ma in realtà i due si sono scambiati d'abito, quindi il Principe è Dandini e Dandini è il Principe... ci siete?
E' uno scherzo che i due hanno organizzato per capire se le fanciulle si innamorano della persona o dei suoi averi... furbi vero?

Cenerentola, che è una fanciulla "pura", si innamora dello scudiero (che poi è il vero principe!) e anche il Principe (che è travestito da scudiero) si innamora di lei... ma fosse così semplice! La storia ovviamente non finisce qui e si complica non poco...

Infatti, Don Magnifico proibisce a Cenerentola di andare al ballo.

Mentre la festa è già in corso e il Principe (ancora nei panni dello scudiero) pensa a Cenerentola (che non c'è), Alidoro, che è l'intervento "magico" della storia, va da Cenerentola e le dà un magnifico abito per la festa e una carrozza per raggiungere il palazzo del Principe.

Ed eccola che entra a palazzo, magnifica, e tutti la guardano e notano la somiglianza con Cenerentola!

 
Una donna misteriosa arriva a Palazzo
Anche il Principe si accorge della somiglianza e spera sia proprio lei! Cenerentola si sfila dal polso un bracciale e lo dà al principe: "sarò tua" gli dice "se troverai il bracciale uguale a questo che porto io". Cioè lei se ne andrà senza dargli indirizzo, numero di cellulare, e-mail... ah no! ma queste cose non esistevano, scusate... insomma, se ne va senza spiegargli dove abita e lui dovrà cercarla per tutto il paese avendo come segnale di riconoscimento quel bracciale...

Intanto, lo scudiero Dandini, travestito da Principe, dà una "brutta" notizia a Don Magnifico e gli rivela la sua identità: Don Magnifico, che già sognava di diventar nonno di due principini, ha un mancamento... la scena è davvero esilarante,
Dandini rivela la sua vera identità a Don Magnifico...
Eccola qui, in una messinscena moderna interpretata da due grandissimi cantanti italiani: "Un segreto d'importanza" Pietro Spagnoli (Dandini) e Alessandro Corbelli (Don Magnifico), il testo e a seguire il video:

DANDINI
Un segreto d'importanza,
un arcano interessante
io vi devo palesar.
È una cosa stravagante,
vi farà strasecolar.

DON MAGNIFICO
Senza battere le ciglia,
senza manco trarre il fiato
io mi pongo ad ascoltar.
Starò qui pietrificato,
ogni sillaba a contar.

DANDINI
Uomo saggio e stagionato
sempre meglio ci consiglia.
Se sposassi una sua figlia,
come mai l'ho da trattar?

DON MAGNIFICO
(Consiglier son già stampato!)
Ma che eccesso di clemenza!
Mi stia dunque Sua eccellenza...
(Bestia!)... Altezza, ad ascoltar.
Abbia sempre pronti in sala
trenta servi in piena gala,
cento sedici cavalli,
duchi, conti e marescialli
a dozzine convitati,
pranzi sempre coi gelati
poi carrozze, poi bombè.

DANDINI
Vi rispondo senza arcani
che noi siamo assai lontani.
Io non uso far de' pranzi;
mangio sempre degli avanzi,
non m'accosto a' gran signori,
tratto sempre servitori.
Me ne vado sempre a piè.

DON MAGNIFICO
Mi corbella?

DANDINI
Gliel prometto.

DON MAGNIFICO
Questo dunque...?

DANDINI
È un romanzetto.
È una burla il principato,
sono un uomo mascherato.
Ma venuto è il vero principe,
m'ha strappata alfin la maschera.
Io ritorno al mio mestiere:
son Dandini il cameriere.
Rifar letti, spazzar abiti,
far la barba e pettinar.

DON MAGNIFICO
Far la barba... e pettinar...?
Di quest'ingiuria,
di quest'affronto
il vero principe
mi renda conto.

DANDINI
Oh, non s'incomodi,
non farà niente.
Ma parta subito,
immantinente.

DON MAGNIFICO
Non partirò.

DANDINI
Lei partirà.

DON MAGNIFICO
Sono un barone.

DANDINI
Pronto è il bastone.

DON MAGNIFICO
Ci rivedremo,
ci parleremo!

DANDINI
Ci rivedremo,
ci parleremo!

DON MAGNIFICO
Tengo nel cerebro
un contrabbasso
che basso basso
frullando va.
Da cima a fondo,
poter del mondo!
Che scivolata,
che gran cascata!
Eccolo eccolo,
tutti diranno,
mi burleranno
per la città.

DANDINI
Povero diavolo!
È un gran sconquasso
che d'alto in basso
piombar lo fa.
Vostr'eccellenza
abbia prudenza.
Se vuol rasoio,
sapone e pettine,
saprò arricciarla,
sbarbificarla.
Ah ah! Guardatelo,
l'allocco è là.





Per approfondire (pe adulti e ragazzi grandi): http://operaomniablog.blogspot.it/2012/12/la-cenerentola-16-un-segreto-dimportanza.html

La festa è finita e si torna a casa. Cenerentola è nuovamente vestita di stracci e sta vicino al fuoco. Canticchia la "solita" canzone... Tornano dalla festa gli altri membri della buffa famiglia: Don Magnifico e le due sorelle, ancora sconvolti per la somiglianza tra quella magnifica dama e Cenerentola...

Intanto il Principe, che ha ripreso i suoi panni reali, e Dandini sono già alla caccia della fanciulla che possiede il braccialetto uguale a quello che ora è nelle mani del Principe. Piove a dirotto, la carrozza si ribalta e i due sono costretti a chiedere aiuto proprio nella casa di Don Magnifico...

Ecco l'incontro: il Principe e Cenerentola si riconoscono, le due sorelle capiscono di essere state "burlate"...

Il Principe sposa Cenerentola e Cenerentola, che non sa essere cattiva con nessuno, perdona il patrigno e le sorellastre e tutto finisce in gioia!


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