| Ritratto di Gioachino Rossini |
Gioachino Rossini è nato a Pesaro il 29 febbraio 1792 (anno bisestile!). Il suo papà suonava il Corno nella banda cittadina e nelle orchestre locali. La sua mamma era una discreta cantante. Rossini da piccolo gira per varie città: Ravenna, Ferrara e Bologna, a causa dei trasferimenti cui la famiglia era costretta per l'attività politica del papà. A 14 anni frequenta il Liceo Musicale a Bologna e studia tantissimo Haydn e Mozart, tanto che viene soprannominato "il Tedeschino". Ama in particolare il mondo dell'opera e inizia a scrivere molto presto (non ha ancora 20 anni!) e scrive ben 40 opere nella sua carriera di compositore! Aveva rapporti di lavoro con un bizzarro impresario teatrale, Domenico Barbaja, che iniziò come lavabottiglie e cameriere e divenne famoso per aver inventato la "Barbajada", una bevanda a base di cioccolata calda, caffè, zucchero, latte e panna! Una vera prelibatezza famosa soprattutto a Milano (Barbaja lavorava come impresario teatrale anche alla Scala).
Se volete provare la ricetta ve la scrivo copiandola da "Il cucchiaio d'argento":Ingredienti: 1/2 litro d’acqua, 1/2 litro di latte, 150 g di cacao amaro, 150-200 g di zucchero, caffè, panna
Continuiamo con Rossini... che era un grande buongustaio e bevitore oltre che amante delle belle donne. Si sapeva godere la vita, insomma, anche se alla fine diventerà un po' triste anche lui.Procedimento: In una casseruola possibilmente di rame non stagnato mettete il cacao e diluitelo versandovi lentamete il latte mescolato con l’acqua. Ponete sul fuoco e con una frusta sbattete portando a bollore e lasciate sobbollire per 10-15 minuti o fino a quando il composto si addensa leggermente. Ritirate misurate la quantità della cioccolata ottenuta e aggiungete lo stesso quantitativo di panna e di caffè. Ponete di nuovo sul fuoco e, frullando, da quando il composto inizia a schiumeggiare cuocete per 6 minuti. Ritirate e servite la cioccolata calda o fredda.
La Barbajada
Tra le sue opere più famose ci sono, oltre al Barbiere di Siviglia, L'Italiana in Algeri, Il Turco in Italia, La Cenerentola, La gazza ladra, Otello, Mosè in Egitto, La donna del lago, Semiramide, Un viaggio a Reims, Le Comte d'Ory, L'assedio a Corinto, Guglielmo Tell (che è l'ultima che scrisse).
Per i successivi 40 anni, Rossini non scrive più opere e non si conosce il motivo reale di questo suo ritiro dalle scene... forse sentiva il "fastidio" del trionfo del Romanticismo. Scrive musica sacra, tra cui la famosa Petite Messe solenelle.
Ma chi tipo era Rossini? Ce ne ha lasciato un ritratto molto esaustivo un grande scrittore francese Stendhal, che ha scritto la Vita di Rossini. Si sposa con Isabella Colbran, una bella cantante spagnola, che morirà nel 1845. Rossini prenderà una seconda moglie, Olimpia, con la quale resterà per il resto dei suoi giorni. Giorni che non sono come quelli della giovinezza in cui era sempre allegro e di spirito. Gli ultimi anni li passa a Parigi, depresso e nevrastenico... ma prima era un fuoco, sia di inventiva sia di spirito. Aveva una tal facilità nella composizione, che sosteneva di essere in grado di mettere in musica anche la lista della lavandaia. Amava la buona tavola e pare che l'unica volta che pianse fu perchè gli era caduto in acqua, dalla barca su cui si trovava a pranzo, un tacchino arrosto...
Amava anche il buon vino e da piccolo faceva il Chierichetto solo per potersi bere le ultime gocce dal calice del sacerdote...
Un bel personaggio, che ci ha lasciato tanta buona musica e sicuramente lo incontreremo ancora in uno dei nostri prossimi viaggi. Qui si conclude il nostro V percorso nel mondo della musica, il II in quello dell'opera. Abbiamo imparato che un'opera può essere anche "buffa", che può essere ambientata nella vita di tutti i giorni e non necessariamente parlare di fate, principi e re. Abbiamo sentito cantare i personaggi in modo diverso rispetto al Flauto magico e abbiamo capito cosa si intende per Cavatina e Crescendo. Abbiamo capito che spesso le trame delle opere sono molto complicate, ma non è poi così fondamentale ricordarsi ogni particolare, però, per godersi un'opera lirica è ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE conoscere la trama (almeno per sommi capi) e prendere confidenza con essa a poco a poco. Non andate a teatro senza mai aver sentito l'opera che state per andare a vedere e senza conoscere la trama e qualche notizia sul compositore.Vi potreste annoiare e sarebbe un vero peccato!
Nel prossimo viaggio, torneremo per un po' nel mondo animale, per essere più precisa andremo nel mondo degli insetti e conosceremo più da vicino il VIOLINO.
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