Translate

domenica 31 gennaio 2016

PVM a Roncole Verdi

Giacomo e Antonio davanti alla casa natale di Verdi
"UN BREVE ORIZZONTE SI APRE DINNZI A NOI REGOLARE MONOTONO E TRISTE. VERDI NACQUE QUI, NE' SI VOLLE PIU' MUOVERE DA QUESTI LUOGHI. IL SUO RESPIRO FU TUTT'UNO CON L'ARIA CARICA E VIOLENTA DI QUESTA PIANURA LAVORATA A FONDO DAI PIU' GRAMI CONTADINI" (Bruno Barilli)

Era ora! Non si può abitare a Parma e non essere maientrati in casa Verdi. Finalmente abbiamo organizzato un mini tour verdiano. Da Parma è davvero vicino. Le Roncole, ribattezzato Roncole Verdi, sorge a pochi km da Busseto. Il tragitto in auto è ideale per entrare nell'atmosfera verdiana della bassa parmense: nebbia e campi, stradine che portano chissà dove, ma sempre in qualche luogo interessante da scoprire. Le indicazioni per Roncole Verdi sono comunque chiare e arriviamo a destinazione senza perderci. 



 Il busto bronzeo di Verdi, che si trova all'esterno della Casa natale, è opera di Giuseppe Cantù (1913). 


Lapide dei coniugi marchesi Pallavicino per conservare la casa qual è


Iscrizione che manifesta la gratitudine dei poveri del paese
Verdi nacque in quella che era una sorta di casa-osteria e che oggi è trasformata in casa-museo, di recente rimessa a nuovo (forse troppo). «Una casa povera, bassa e lunga, un po' sghemba», attorniata tutt'intorno da una manciata di piccoli edifici e in cui «è palpabile il senso di grama vita di quei tempi, l'impronta della fatica, della povertà dignitosa» (Giuseppe Barigazzi). 




Il museo, aperto tutti i week end anche d'inverno (10.30/13.00 - 14.30/18.00) (in primavera e in estate è visitabile tutti i giorni, vedi info sul sito: www.casanataleverdi.it) ci fornisce una guida interattiva su I-PAD molto divertente per i bambini e ben fatta con cui Antonio e Giacomo girano per casa Verdi ascoltando le spiegazioni di "Giuseppe" (ovviamente Verdi) stesso che parla. La biglietteria, è collocata nel luogo ove c'era il fienile.


Antonio con l'I-PAd in Cantina
A piano terra vi era l'osteria-drogheria di Carlo Verdi e Luigia Uttini, casalinga e allo stesso tempo filatrice.




Al piano di sopra, la stanza dove Verdi nacque, la riproduzione della spinetta su cui imparò a strimpellare le prime note da solo e sotto la guida del M° Baistrocchi (l'originale è a Milano), i libri della contabilità dell'osteria, la ricostruzione dell'attività di filatrice della mamma. Tutto ben allestito, in ordine, fin troppo "nuovo", appunto, come finiscono con l'essere le case museo (anche quella di Mozart a Vienna ci fece lo stesso effetto). Ma tuttavia, pensando che davvero tra quelle mura nacque e visse la prima infanzia proprio Giuseppe Verdi, non si può non emozionarsi un pochino ed essere contenti di aver fatto finalmente un piccolo viaggio musicale che deve essere fatto da tutti gli amanti dell'opera. 

Giacomo e Antonio salgono al piano di sopra

Le proiezioni di ombre: Verdi e la mamma

La vista dalla finestra

I quaderni della contabilità
Interessante scoprire anche alcuni oggetti della vita quotidiana che oggi sono scomparsi, per rendersi conto di quanto la vita fosse più complicata... eppure Verdi scrisse tutta quella musica! Non ci rendiamo conto dello spirito di sacrificio degli uomini di una volta, soprattutto di chi, come Verdi, doveva sudare per cambiare il proprio stato sociale. Il talento da solo non sarebbe bastato (come non basta oggi) se non affiancato da grande forza di volontà, senso del dovere e del sacrificio, studio, dedizione, amore per la musica, determinazione e anche ambizione. 

"Sono e sempre sarò un paesano delle Roncole", disse Verdi nel 1863, laddove per "paesano" si intende "paisan" in dialetto della bassa, che vuol dire "villico, campagnolo, contadino"... 

La camera in cui nacque Verdi

Giacomo affascinato dalle immagini proiettate sul letto

La riproduzione della spinetta
"Per i miei genitori non fu un piccolo sacrificio procurarmi quella cassa già vecchia, il cui possesso mi rese più felice di un re" (disse Verdi).
"É finta!" dice Giacomo...

Il suo primo Maestro, Pietro Baistrocchi, era organista nella Chiesa di San Michele, che si vede dalle finestre di Casa Verdi. ci dirigiamo verso la chiesa, per trovare l'organo che Verdi suonò da ragazzo e la famosa torre che gli salvò la vita quando la madre si rifugiò con Giuseppe piccolo scappando dai soldati russi e austriaci, in realtà durante la battaglia del Taro (1814)... i russi e austriaci passarono 15 anni prima!

Un monumento in ricordo di Verdi

San Michele e la torre dalla casa
Lapide in ricordo dell'episodio di scampato pericolo

La modesta facciata della chiesa
All'interno era in corso la Santa Messa domenicale, ma un signore molto gentile mi ha indicato il fonte battesimale ove fu battezzato Verdi: Giuseppe Fortunino Francesco, l'11 ottobre 1813.


E il famoso organo.


L'organo fu costruito da Francesco Bossi nel 1797. 

Vedi "La vita di Verdi" documentario di Luca Sommi: https://youtu.be/Za06G8RnA2k

1 commento:

Mamma di Cico ha detto...

Un bella gita: vicino a casa e molto fattibile con i bambini!