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lunedì 20 luglio 2015

Racconto musicale: LISZT di Roald Dahl

Una lettura che consiglio a tutti gli amanti della musica è la raccolta "Racconti musicali", curata da Carlo Boccadoro www.carloboccadoro.it per Einaudi. "Molti dei brani che troverete in questo libro [...] sono autentici hapax nella produzione dei rispettivi autori [...] questi scrittori raccontano dell'effetto indelebile e ineludibile che la musica ha sui personaggi che abitano le loro storie; in certi casi per loro tutto cambia dopo che sono stati esposti al mondo dei suoni, il baricentro stesso dell'esistenza viene spostato e non è più possibile ritornare allo stato precedente a quello dell'ascolto [...] in altri ancora essa è il mastice che tiene fortunosamente assieme assieme brandelli di memoria altrimenti destinati a dissolversi." (dall'Introduzione di Carlo Boccadoro). 

Oggi noi ci occupiamo del primo racconto della raccolta, di cui abbiamo già parlato nella piccola biografia di Liszt. Voglio approfondire la lettura di questo meraviglioso piccolo gioiello della narrativa, scritto dal surreale autore inglese Roald Dahl (1916-1990), famoso soptrattutto per i suoi capolavori per bambini, destinati anche a un pubblico adulto. Questo racconto, intitolato "Liszt", è tratto da "Storie impreviste", editrice Longanesi. 

Louisa è una signora inglese, pianista per passione, che è sposata con Edward, uomo materiale e concreto. Louisa, invece, è una donna che ha un suo universo interiore assai fantasioso, che probabilmente le serve per sopravvivere in un mondo fatto di superficialità e mediocrità. Edward sta pulendo il giardino dai rovi con un immenso falò. Louisa gli ha preparato il pranzo e lo chiama. Improvvisamente vede un gatto grigio con gli occhi gialli, che se ne sta immobile nei pressi del fuoco e sembr voler dire qualcosa. La donna è incuriosita e attratta da quel gatto. Il gatto li segue fino a casa ed entra. Louisa gli dà un poco di latte. Edward torna a lavorare in giardino, perplesso e nuovamente indifferente. Louisa si mette al piano, come sempre, ogni giorno. Decide di fare un recital con tanto di scaletta. Comincerà dalla trascrizione di Bach per organo del Concerto Grosso di Antonio Vivaldi Ascolta il brano. "La bestia, che pochi secondi prima stava dormendo tranquilla, ora stava eretta sul divano, molto tesa, il corpo un fremito solo, le orecchie dritte e gli occhi spalancati, fissi al piano [...] man mano, però, che la musica provìcedeva e acquistava quell'eccitante ritmo dell'introduzione alla fuga, una strana espressione, qualcosa di paragonabile forse all'estasi cominciò a invadere la faccia del gatto [...] ". 

Louisa passa al brano successivo del programma: Carnaval di Robert Schumann Ascolta il brano.

"Appena attaccò, il gatto s'irrigidì e si tese di nuovo; poi man mano che lentamente e deliziosamente si saziava del suono, si sciolse in quello strano ed estatico stato d'animo che ha a che vedere apparentemente col sogno". 

Dopo Schumann, Liszt, il secondo dei Sonetti di Petrarca: Ascolta Horowitz.

"Questa volta successe una cosa davvero fantastica. Aveva suonato appena le prime tre quattro note che la bestia cominciò a muovere i baffi. Si tirò su al massimo della sua altezza, piegò la testa da un lato, poi dall'altro, e prese a guardare nel vuoto con una specie di espressione concentrata e seccata, come se dicesse: - che cos'è questo? Non dirmelo. Lo conosco benissimo, ma sul momento non riesco a individuarlo - ". 

Insomma, al gatto piace Liszt più di ogni altro autore e Louisa si convince che il gatto è la reincarnazione di Liszt e ne trova le prove! Il marito, ovviamente, la crede pazza... Louisa fa ascoltare al gatto anche Der Weihnachtsbaum...Ascolta il brano 
Non voglio rovinarvi la lettura e non vi svelerò la parte più esilarante della storia (la scoperta di Louisa e il brano più odiato dal gatto, Chopin, Scherzo in rebemolle minore (?), che Liszt chiamava "Scherzo della governante"... ) e il finale inaspettato...

Buona lettura! Ora cercate il racconto e poi, se volete, condividete i vostri pensieri nei commenti al Post.


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