Translate

venerdì 17 aprile 2015

Libro di lettura: Una grande esecuzione

Copertina del libro
Prima di affrontare un nuovo vero "viaggio"musicale alla scoperta di un'altra opera, oggi resento un altro bel libro da leggere, adatto ai più grandi.  

"Una grande esecuzione" di Alice Cappagli, statale editrice, 12 euro, era da un po' che aspettava di essere letto nella mia biblioteca personale di libri a tema musicale. Mi è capitato tra le mani durante le vacanze pasquali e ho iniziato a leggerlo con la maggiore consapevolezza "musicale" che ho acquisito con il mio nuovo lavoro. Ne sono rimasta avvinta e mi sono bastati un paio di giorni per terminarlo e conservarne un ricvordo piacevole e vivo. Lo consiglio dunque a tutti voi, genitori e nonni di bambini amanti della musica, insegnanti di futuri musicisti o ascoltatori di musica, appassionati di musica musicisti e non e, soprattutto, violoncellisti più o meno professionisti.

"Incredibile il silenzio che c'è in un teatro d'opera quando è vuoto. E' un silenzio assoluto, avvolto nei velluti, prigioniero nello spazio. E' il silenzio incorniciato dalla sua stessa rappresentazione, quello che si rompe solo per cedere il passo all'arte"... inizia così il "Preludio" di questo interessante e poetico racconto di Alice Cappagli, livornese del 1960, diplomata in violoncello e laureata in filosofia, stabile nell'Orchestra del Teatro alla Scala. Protagonista di questa storia è Luigi, violoncellista circa trentacinquenne, che ama la musica così come odia la burocrazia che si crea attorno ad essa. Adora suonare così come odia presenziare alle Assemblee del teatro per decidere strategie politiche o di mercato. Ogni capitolo reca un titolo "musicale" come "Romanza-Quintetto" o "Terzetto" o "Scena, cavatina" o "Romanza"...

"Alla fine Luigi si era sempre sentito soltanto un musicista al di là del fatto che lo fosse davvero, cosa niente affatto scontata, e come deponeva lo strumento (a meno che non avesse la febbre) si preoccupava di come avesse suonato o di come avrebbe suonato; se per caso non fosse stato meglio provare delle corde diverse, montare quelle più morbide sul violoncello moderno che gli avevano dato in prova o cambiare la CATENA a quello vecchio (che era misteriosamente peggiorato) [...] La catena è come la spina dorsale, ma l'ANIMA? Quel legnetto insignificante che suona da solo anche se cade per terra... ".

Luigi è sposato con una donna flautista conosciuta a un corso di musica barocca sulle colline della val d'Orcia, che in men che non si dica "depose il traversiere e si dette alla gastronomia, dapprima barocca anche quella....". Ella lo aspetta amorevolmente di ritorno dal lavoro con strane novità...  come il giorno in cui gli presenta una tisana svizzera al finocchio selvatico e ribes anzichè la cena, convinta che mangiare a mezzanotte  gli facesse venire l'ulcera ... 

Augusto Pollastri
Luigi suona un violoncello di Augusto Pollastri del 1926 ed è avvincente e divertente la storia del ritrovamento di questo antico violoncello che da "rudere ligneo" si trasforma nel suo più fedele compagno di vita: 

"La voce era chiara, s'incupiva solo un po' sulla terza corda come a volte accade nei violoncelli vagamente permalosi, ma a Luigi la cosa piaceva perchè detestava la perfezione come la detestava nelle donne". 

 "Gli strumenti sono come i gatti, sentono per tempo quando arriva il temporale"... e il Pollastri sentiva l'influsso negativo delle assemblee e delle riunioni politiche... in effetti ogni strumento "sente" l'anima di chi lo suona... e infatti non suona uguale in mani diverse e nemmeno nelle stesse mani in base all'interiorità del musicista.


Tra le pagine del libro si toccano temi complessi e filosofici e problemi concreti: 

 Il rapporto tra la ripetitività e la fantasia nel fare musica: 
 " [...] l'esibizione in pubblico non è detto che sia cosa pacifica specialmente quando è protratta per anni con la coercizione della ripetitività, e lui era un musicista vero che aborriva la routine e coltivava come poteva la creatività. Due cose che apparivano contraddittorie: l'interpretare con fantasia e il ripetere con esattezza, un problema a cui aveva dedicato anni di studio personale..." 

Il ruolo di un direttore d'orchestra:
"La sua figura, che egli sia alto o basso, imponenete o minuto, cambia di pochissimo: ondeggia, lancia le braccia come appigli temporali a cui attaccare le note, e sempre diventa (o dovrebbe diventare) l'unico riferimento plausibile in quella rabdomantica ricerca che è l'insieme perfetto". 

Il valore del direttore d'orchestra (Grandi Direttori, Non-Direttori e Direttori-senza-qualità... con riferimenti che a volte sono intuibili):
"[...] aveva una gestualità tale da sembrare un prestigiatore che costruisce cattedrali o evoca foreste dal nulla, a momenti faceva cadere monoliti dai dirupi, altrove uscivano le libellule dai cespugli di gelsomino". 
"[...] come quel grande che aveva diretto Die Frau ohne Schatten, con leggerezza e solennità insieme rendendo facile il tecnicamente impossibile". 

La fatica che c'è dietro a un soloCello solo da Guglielmo Tell di G. Rossini

I rapporti con i colleghi dell'orchestra:
"[...] Ero dietro di te con accanto quel gufo di oboista che si piega anche per sentire tutte le mie note..."

La difficoltà di muoversi in città con il violoncelo in spalla a causa dell'ingombro "sarà una chitarrona?" e di trovare spazio in teatro per le ore di studio.

I problemi di rapporti tra la gestione del teatro e le masse artistiche, tra la politica e l'arte....:

"Ma se hanno detto di voler chiudere i teatri perchè non servono a niente... sono sprechi. Bastano gli stadi, ormai... i calciatori non sono i tipi da scioperare".

Il difficile rapporto con la stampa, che spesso (anzi direi sempre) prende posizioni a sfavore dei musicisti senza conoscere a fondo le motivazioni delle loro proteste, le loro condizioni di lavoro, i sacrifici...

Il difficile rapporto con l'opinione pubblica, che legge le notizie false riportate dalla stampa e si fa idee false sul lavoro del musicista, sulle dinamiche che governano un teatro...

Il difficile rapporto con registi, costumisti scenografi...:
"Ma esiste uno che spieghi ai costumisti che avere un vestito di 6 chili in scena è peggio che cantare in una fonderia vestiti da palombaro?"

 La generale ignoranza di buona parte del pubblico che va a teatro, sia di tipo musicale, ma anche ignoranza delle difficoltà che deve affrontare un musicista, dei suoi problemi, dell'ansia che deve combattere prima di ogni recita e tante piccole cose che nessuno sa se non quei pochi che vivono a contatto quotidiano con un musicista.

I problemi logistici in teatro: ascensori, camerini, sale prova... spesso regna la confusione e non si riescono a trovare spazi idonei allo studio, quando invece la Direzione occupa gli uffici più belli e più ampi del teatro (e anche quelli con l'acustica migliore!!!!), solo per stare dietro ad una scrivania, ad un telefono, ad un computer.

I problemi nella gestione degli strumenti musicali e le spese che un musicista deve affrontare per la manutenzione del suo insostituibile strumento di lavoro... spese spesso non coperte dal teatro.

I problemi di "temperatura" e tiri d'aria in teatro.

I problemi fisici dei musicisti: per esempio la tendinite, nel caso del violoncellista.
"Luigi tolse il ghiaccio dall'avambraccio dopo mezzora che ce lo teneva. Il braccio era viola per cui, non sentendolo neanche più, riuscì a perfezionare un passo dell'Arpeggione....": Schubert, Arpeggione
"Chissà con che ispirazione Schubert aveva potuto scrivere una sonata del genere, una sonata che trascritta poi al violoncello riusciva sempre a conciliare la serenità con la tecnica; chissà come mai ma non lo stancava ripeterla, riscoprirla...."

Problematiche di un'inquietante assurdità, ben lontane dalla nobiltà della musica e degli spettacoli realizzati in teatro.

Ma comunque, nonostante tutti questi problemi, Luigi ama sempre la sua musica e quando si metteva a studiare, "tutti i giorni quindi" (cosa non affatto ovvia per chi non è musicista o non conosce da vicino i musicisti!) "gli sfuggiva un po' la cognizione del tempo oggettivo; è vero che cercava di regolarsi sui tempi d'infuso delle tisane della moglie, però spesso confondeva il tipo delle erbe. [...] alcune di queste tisane erano direttamente ricavate da manuali medievali che si regolavano addirittura sulle lune, quando non sulla gravidanza delle cavalle. Non c'era più da fidarsi".

Luigi odia partecipare alle assemblee e la descrizione di una di esse è davvero divertente (anche un po' deprimente...).

Il titolo "Grande esecuzione" lo si comprende solo all'ultimo capitolo: uno spettacolo straordinario indetto dal teatro in piazza del Duomo, per "rattoppare" uno sciopero proclamato dalla maggioranza dei lavoratori. Si tratta di una fantasiosa descrizione di un immenso falò in cui vengono gettati costumi e arredi di scena, strumenti, pagine di musica, vecchie incisioni... Solo il Pollastri riuscirà a salvarsi, ma non vi dico come per non rovinarvi la sorpresa!

Alice Cappagli
In fondo, una "grande esecuzione" (vera però!), qualunque essa sia, in teatro o in sala da concerto o a casa propria e ciò che salva un musicista dall'essere fagocitato dalla mediocrità che dilaga nel mondo. A noi non musicisti, non resta che abbandonarci ad "una grande esecuzione" e salvarci a nostra volta. Grazie a tutti coloro che fanno musica con passione.

Per leggere il libro GRATIS: https://drive.google.com/file/d/0B197hWzzDmSzT3VmVFNCVW9oR3pUdzdiTnVZSGh1Tjh3VDZr/view?usp=sharing

4 commenti:

Biscroma ha detto...

Quanti risvolti ha il fenomeno musicale.....non a caso la filosofia della musica è un campo dove provano disperatamente a trovare il bandolo della matassa. Che scappa sempre come un luccio...

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie del commento "Biscroma"... l'autrice mi ha appena inviato l'e-book che sto cercando di inserire nel post. Se sei interessato alla lettura integrale del romanzo e non riesci ad aprire il link, inviami una mail a erica.dalmartello@gmail.com e provo a girarti il pdf dell'autrice.

Mamma di Cico ha detto...

Che lettura interessante! E sul lavoro di musicista ci sarebbe così tanto da dire, anche per capire il mondo del lavoro... Sul tema in chiave cinematografica segnalo il recente film Whiplash.

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie per la segnalazione del film... provvederò. Spero di riuscire a guardarlo