Translate

lunedì 29 dicembre 2014

Chi era Giacomo Puccini (1858-1924)


Copertina del libro di Giuseppe Adami, ripubblicato 2014
Giacomo Puccini è nato il 22 dicembre 1858 a Lucca, in una famiglia di musicisti da generazioni. Nonno Domenico era compositore stimato e anche Professore di composizione (per ascoltare un concerto per pianoforte composto dal nonno di Giacomo: Concerto per pianoforte e orchestra in Sib M I tempo di Domenico Puccini ). Papà Michele La mamma, Albina Magi, era sorella di Fortunato Magi (1839-1882), musicista da cui Giacomino fu mandato a studiare dopo la scomparsa prematura del suo papà (Domenico morì quando Giacomo aveva appena 5 anni).

Giacomo Puccini NON era nè un bimbo prodigio nè uno studente modello, ma certamente aveva delle innate doti di musicalità e un latente senso del teatro che aveva bisogno soltanto d'essere risvegliato e stimolato.

Maestro Magi lo considerava un fannullone senza talento... tutte le volte che stonava, lo zio gli sferrava un calcione negli stinchi... da cui, forse, la successiva ossessione di Puccini per l'intonazione e il "dolore" acuto che sentiva dentro di sè quando un musicista o un cantante andava fuori tono. 

Comunque lo zio non aveva tutti i torti: le maestre di scuola confermano che non era un bravo alunno e passava le ore a picchiettare il banco con le dita come fosse una tastiera!

Per ascoltare un "Preludio per varii stromenti" composto da Fortunato Magi, maestro di Giacomo Puccini bambino: Preludio per varii stromenti di Fortunato Magi

A 14 anni, invece, il suo talento cominciò a farsi sentire e Puccini, passato nel frattempo con un nuovo Maestro, Carlo Angeloni, iniziò a contribuire al bilancio familiare (difficile era mandare avanti la famiglia senza il padre) facendo l'ORGANISTA nelle chiese di Lucca. 

Leggenda vuole che per guadagnare qualche soldo Puccini avesse venduto alcune canne dell'organo del Duomo... il tutto per comprarsi dei sigari... poi per "nascondere" il furto, modificava le melodie dei canti da chiesa in modo che nessuno si accorgesse delle canne mancanti (un vero furbacchione!).

Iniziò a fumare da ragazzino (cosa da NON fare assolutamente!!) e questo va detto perchè fu poi un cancro alla gola a stroncarlo a soli 66 anni... 

Spesso modificava le musiche da chiesa inserendo brani di opere famose... una delle sue 5 sorelle (aveva anche 3 fratelli, in tutto erano 9) un giorno gli disse: "Tu vuoi fare entrare il teatro in chiesa!" ... e non aveva tutti i torti!

La sua passione per il Teatro nacque dopo il viaggio a piedi da Lucca a Pisa, nel 1876, che Puccini fece con alcuni amici, per assistere ad una rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi che aveva trionfato alla Scala di Milano nel 1872. Giacomo aveva 18 anni. Ricordate che una volta non c'erano le incisioni e l'unica possibilità per ascoltare musica era DAL VIVO!
Puccini scriverà nel 1905 un meraviglioso Requiem per coro, viola e organo, per la morte di Giuseppe Verdi. Avremo occasione di conoscere a fondo questa composizione a maggio, in occasione di un concerto che si terrà in una chiesa di Parma (piccola anticipazione... musicale).


Puccini deve molto a Giulio Ricordi, editore milanese che fu anche editore delle opere di Giuseppe Verdi. Ricordi ebbe il merito di riconoscere il genio di Puccini ancor prima che questi raggiungesse il successo. Lo sostenne strenuamente contro tutto e tutti anche dopo il fiasco totale della sua seconda opera, l'Edgar (1889). (La prima, Le Villi - 1884 - , era andata un po' meglio...).
Giulio Ricordi (1840-1912)

E Giulio Ricordi ebbe ragione! Tra i due si instaurò un rapporto quasi da padre a figlio, anche perchè a Puccini mancava la figura paterna. Ricordi lo sgridava, ma lo spronava al lavoro e lo difendeva nelle situazioni difficili.

Giacomo studiò al Conservatorio di Milano (quello stesso che respinse Giuseppe Verdi) con, fra gli altri, come maestro Amilcare Ponchielli (l'autore de La Gioconda) e con Mascagni (aurore de La Cavalleria rusticana) come compagno di studi. Con lui condivise anche una stanza vivendo da bohémienne! A Milano andò spesso a teatro e si formò un gusto musicale. Acquistò le partiture di Richard Wagner facendo delle collette con i compagni di studi.

Luigi Illica e Puccini
Il successo arrivò con Manon Lescaut (1893) e con La bohème (1896). Artefici del successo anche i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. Il primo aveva il compito di ridurre il soggetto scelto e adattattarlo alle esigenze di Puccini. Il secondo metteva in versi. Entrambi sopportarono il caratteraccio di Puccini che aveva delle belle pretese!

Luigi Illica... (vedi Post del nostro "viaggio")!
Dopo La bohème, una sfilza di successi, alcuni con qualche iniziale difficoltà, ma poi successi: Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La Fanciulla del West (1910), La rondine (1917), Il Trittico (Tabarro, Gianni Schicci, Suor Angelica, 1918), Turandot (incompiuta, 1926).

Da Milano si trasferì a Torre del Lago, il suo paradiso vicino a Viareggio, ove si comprò una villa. Per distrarsi e divertirsi andava a caccia, la sua seconda passione dopo la musica... anzi forse la terza perche la seconda erano le donne...
Filmato storico di Puccini in motoscafo:




Puccini su una specie di side... bike
Giocava anche a poker, amava stare in compagnia, bere e mangiare... per smaltire i suoi vizi si comprò una bicicletta e gli venne anche la passione per tutti i veicoli, compresi motoscafi e  automobili, che gli causò anche un brutto incidente (si ruppe una gamba) che fu causa poi di non pochi guai...

Puccini automobilista


Era sposato? Sì, amava tante donne, ma una più di tutte, la moglie Elvira, dalla quale ebbe un unico figlio, Antonio. La povera Elvira, manco fosse una predestinata visto il nome (avete presente Donna Elvira del Don Giovanni di Mozart?...vedremo anche quello), dovette sopportare tradimenti continui e umiliazioni. Giacomo le scrisse: "La donna dell'artista ha una missione diversa dalle altre donne di altri individui comuni. Questo tu non lo hai mai voluto capire..."

Elvira Bonturi e Puccini
Elvira fu gelosissima, ovviamente, ma non lo lasciò mai. La gelosia di Elvira fu alla base della brutta vicenda che coinvolse il Maestro intorno al 1910, quando si ruppe una gamba e per aiuto in casa assunsero una giovane di 16 anni, Doria Manfredi. Esiste un film che parla di questo episodio della vita di Puccini ed esiste un meraviglioso sceneggiato RAI di qualche tempo fa sulla vita di Puccini con uno strepitoso Alberto Lionello: si possono vedere le puntate anche su You tube e lo consiglio a tutti! L'episodio a cui accennavo di Doria Manfredi si trova nella puntata 4 e 5 e poi l'eco di questo dramma si racchiude nella figura di Liù in Turandot.
Puntate 1 e 2
Puntate 3 e 4
Puntate 5 e 6



Puccini al pianoforte
Puccini scrisse: "Io sono sempre innamorato come a 20 anni, il giorno in cui non lo sarò più fatemi il funerale".

"Ho il grande torto di essere troppo sensibile e soffro anche perchè nessuno mi capisce"

"IO VIVO PER ME; E NEL MIO C'E' TUTTO IL MONDO"

Pucini purtoppo morì dopo sofferenze atroci a causa della malattia, a Bruxelles, il 29 novembre 1924 a 66 anni. Funerali di Puccini

Nessun commento: