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lunedì 22 dicembre 2014

La Bohème (5) - La tragedia (IV quadro)

Nella soffitta si consuma la tragedia
NUOVAMENTE IN SOFFITTA:
Torniamo nel luogo in cui si era aperta l'opera: la fredda soffitta... i quattro amici, "i quattro moschettieri" come li chiamavano tutti perchè giravano sempre insieme, sono senza un soldo (che novità!), e sono sempre chini sulle stesse "creazioni" artistiche che. Sono tornati a vivere insieme dopo la rottura delle due coppie (Mimì ha lasciato Rodolfo e Musetta ha lasciato Marcello, vedi fine quadro III). Ma nè Marcello nè Rodolfo riescono a dimenticare le loro amate Musetta e Mimì. Ricordano i bei tempi passati in questo bellissimo DUETTO.

Rodolfo
(O Mimì tu più non torni.
O giorni belli,
piccole mani, odorosi capelli,
collo di neve!
Ah! Mimì, mia breve gioventù!
(Dal cassetto del tavolo leva la cuffietta di Mimì).
E tu, cuffietta lieve,
che sotto il guancial partendo ascose,
tutta sai la nostra felicità,
vien sul mio cuor!
Sul mio cuor morto, poich'è morto amor.)



Colline e Schaunard mantengono allegra l'atmosfera. Entrano in mansarda, proprio come nel I quadro, e portano un po' di allegria. Ma dietro questa allegria si cela il dramma che stanno vivendo... tristezza e povertà. Da mangiare portano solo aringhe secche che dicono essere un "oiatto di Demostene"... Colline allude alla leggenda di Demostene (Grecia antica...) che, per correggere un difetto di pronuncia teneva dei sassolini in bocca!

I quattro improvvisano anche delle buffe danze senza damigelle: una Gavotta (danza francese in 4/4), un Minuetto (danza popolare francese in 3/4), un FAndango (danza spagnola in 3/4 del 1600), una Pavanella (danza spagnola in 2 tempi) e, infine, una Quadriglia (danza francese).

Musetta all'improvviso entra dalla porta e l'atmosfera della scena immediatamente cambia in modo repentino. Comincia il dramma.

C'è Mimì sulle scale che sta male, non riesce nemmeno a reggersi in piedi.

Rodolfo si precipita a soccorrere Mimì, la porta in casa e la adagia sul letto. I tre amici decidono di lasciarli soli e andare a comprare alcuni generi di conforto per Mimì (il cordiale, che era un liquore che si pensava potesse guarire e un manicotto, cioè un cilindro di pelliccia che si usava per tenere le mani al caldo) e a chiamare un dottore. Per comprare queste poche cose, gli amici sacrificano quel poco che anno: Musetta i suoi orecchini e Colline la sua vecchia "zimarra", un vecchio mantello a cui era particolarmente affezionato. Quest'opera è sì l'opera dell'amore, ma anche l'opera dell'amicizia, un'amicizia vera e profonda, fino all'ultimo respiro.

Rodolfo e Mimì restano soli e Mimì ricorda il loro primo incontro in queto struggente momento dell'opera, che porta alla tragica morte di Mimì. Una morte che ha delle affinità con la morte di altre donne della letteratura e del teatro musicale morte per tisi, definita "la dolce morte". Pensate a Traviata: Violetta prima di morire ha un momento di benessere improvviso, le sembra di stare bene. E così anche a Mimì. Questo perchè la morte per tisi ha un momento, un istante prima del trapasso, in cui il malato ha effettivamente la sensazione di stare bene. Questo momento la scienza medica del tempo lo aveva definito "Spes Phtisica". Inoltre, sia in Traviata sia in Bohème, la scena del trapasso è intrisa di MOTIVI di REMINISCENZA, cioè musicalmente ci sono citazioni del passato. In questo caso i ricordi nascono da quella cuffietta rosa che Rodofo aveva acquistato al mercatino di Natale per la sua Mimì. Avevamo detto del valore simbolico di questo apparentemente insignificante oggetto.

Puccini, nel momento esatto della morte di Mimì, che nella partitura coincide con la pausa con corona (= segno di prolungamento a piavere) prima dell'accordo (che è una pugnalata al cuore), aveva disegnato un teschio.

Il finale è un momento che scatena commozione e lacrime nel pubblico, ma anche negli interpreti, da sempre. E' la forza di Puccini, che arriva dritto al cuore. 


TESTO:
Mimì
(Apre gli occhi, vede che sono tutti partiti e allunga la mano verso Rodolfo, che gliela bacia amorosamente.)
Sono andati? Fingevo di dormire
perché volli con te sola restare.
Ho tante cose che ti voglio dire,
o una sola, ma grande come il mare,
come il mare profonda ed infinita...

(Mette le braccia al collo di Rodolfo.)
Sei il mio amore e tutta la mia vita!
Rodolfo
Ah, Mimì,
mia bella Mimì!
Mimì
(Lascia cadere le braccia.)
Son bella ancora?
Rodolfo
Bella come un'aurora.
Mimì
Hai sbagliato il raffronto.
Volevi dir: bella come un tramonto.

«Mi chiamano Mimì,
il perché non so...».
Rodolfo
(intenerito e carezzevole)
Tornò al nido la rondine e cinguetta.
(Si leva di dove l'aveva riposta, sul cuore, la cuffietta di Mimì e gliela porge.)
Mimì
(gaiamente)
La mia cuffietta...
Ah!
(Tende a Rodolfo la testa, questi le mette la cuffietta. Mimì fa sedere presso a lei Rodolfo e rimane colla testa appoggiata sul petto di lui.)
Te lo rammenti quando sono entrata
la prima volta, là?
Rodolfo
Se lo rammento!
Mimì
Il lume si era spento...
Rodolfo
Eri tanto turbata!
Poi smarristi la chiave...
Mimì
E a cercarla
tastoni ti sei messo!...
Rodolfo
...e cerca, cerca...
Mimì
Mio bel signorino,
posso ben dirlo adesso:
lei la trovò assai presto...
Rodolfo
Aiutavo il destino...
Mimì
(ricordando l'incontro suo con Rodolfo la sera della vigilia di Natale)
Era buio; e il mio rossor non si vedeva...
(Sussurra le parole di Rodolfo).
«Che gelida manina...
Se la lasci riscaldar!...»
Era buio
e la man tu mi prendevi...
(Mimì è presa da uno spasimo di soffocazione e lascia ricadere il capo, sfinita.)
Rodolfo
(Spaventato, la sorregge.)
Oh Dio! Mimì!
(In questo momento Schaunard ritorna: al grido di Rodolfo accorre presso Mimì).
Schaunard
Che avvien?
Mimì
(Apre gli occhi e sorride per rassicurare Rodolfo e Schaunard.)
Nulla. Sto bene.
Rodolfo
(La adagia sul cuscino.)
Zitta, per carità.
Mimì
Sì, sì, perdona,
ora sarò buona.
(Musetta e Marcello entrano cautamente, Musetta porta un manicotto e Marcello una boccetta.)
Musetta
(a Rodolfo)
Dorme?
Rodolfo
(avvicinandosi a Marcello)
Riposa.
Marcello
Ho veduto il dottore!
Verrà; gli ho fatto fretta.
Ecco il cordial.
(Prende una lampada a spirito, la pone sulla tavola e l'accende.)
Mimì
Chi parla?
Musetta
(Si avvicina a Mimì e le porge il manicotto.)
Io, Musetta.
Mimì
(Aiutata da Musetta si rizza sul letto, e con gioia quasi infantile prende il manicotto.)
Oh, come è bello e morbido! Non più
le mani allividite. Il tepore
le abbellirà... (a Rodolfo) Sei tu
che me lo doni?
Musetta
(pronta)
Sì.
Mimì
(Stende una mano a Rodolfo).
Tu, spensierato!
Grazie. Ma costerà.
(Rodolfo scoppia in pianto.)
Piangi? Sto bene...
Pianger così, perché?
(Mette le mani nel manicotto, si assopisce inclinando graziosamente la testa sul manicotto in atto di dormire.)
Qui.. amor... sempre con te!
Le mani... al caldo... e... dormire.
(Silenzio).
Rodolfo
(Rassicurato nel vedere che Mimì si è addormentata, cautamente si allontana da essa e fatto un cenno agli altri di non far rumore, si avvicina a Marcello.)
Che ha detto
il medico?
Marcello
Verrà.
Musetta
(Fa scaldare la medicina portata da Marcello sul fornello a spirito, e quasi inconsciamente mormora una preghiera.)
(Rodolfo, Marcello e Schaunard parlano assai sottovoce fra di loro; di tanto in tanto Rodolfo fa qualche passo verso il letto, sorvegliando Mimì, poi ritorna verso gli amici.)
Madonna benedetta,
fate la grazia a questa poveretta
che non debba morire.
(interrompendosi, a Marcello)
Qui ci vuole un riparo
perché la fiamma sventola.
(Marcello si avvicina e mette un libro ritto sulla tavola formando paravento alla lampada.)
Così.
(Ripiglia la preghiera.)
E che possa guarire.
Madonna santa, io sono
indegna di perdono,
mentre invece Mimì
è un angelo del cielo.
(mentre Musetta prega, Rodolfo le si è avvicinato.)
Rodolfo
Io spero ancora. Vi pare che sia
grave?
Musetta
Non credo.
Schaunard
(Camminando sulla punta dei piedi va ad osservare Mimì, fa un gesto di dolore e ritorna presso Marcello.)
(con voce strozzata)
Marcello, è spirata...
(Intanto Rodolfo si è avveduto che il sole della finestra della soffitta sta per battere sul volto di Mimì e cerca intorno come porvi riparo; Musetta se ne avvede e gli indica la sua mantiglia, sale su di una sedia e studia il modo di distenderla sulla finestra.)
(Marcello si avvicina a sua volta al letto e se ne scosta atterrito; intanto entra Colline che depone del danaro sulla tavola presso a Musetta.)

Colline
Musetta, a voi!
(Poi visto Rodolfo che solo non riesce a collocare la mantiglia corre ad aiutarlo chiedendogli di Mimì)
Come va?...
Rodolfo
Vedi?... È tranquilla.
(Si volge verso Mimì, in quel mentre Musetta gli fa cenno che la medicina è pronta, scende dalla scranna, ma nell'accorrere presso Musetta si accorge dello strano contegno di Marcello e Schaunard.)
(con voce strozzata dallo sgomento)
Che vuol dire
quell'andare e venire,
quel guardarmi così...
Marcello
(Non regge più, corre a Rodolfo e abbracciandolo con voce angosciata grida:)
Coraggio !
Rodolfo
(Si precipita al letto di Mimi, la solleva e scotendola grida colla massima disperazione:)
(piangendo)
Mimì... Mimì!...
(Si getta sul corpo esanime di Mimì)
(Musetta, spaventata corre al letto, getta un grido angoscioso, buttandosi ginocchioni e piangente ai piedi di Mimì dalla parte opposta di Rodolfo.
Schaunard si abbandona accasciato su di una sedia a sinistra della scena.
Colline va ai piedi del letto, rimanendo atterrito per la rapidità della catastrofe.
Marcello singhiozza, volgendo le spalle al proscenio.)

 

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